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Archive for 21 giugno 2015

Amazon presenta il nuovo Kindle Paperwhite

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2015

amazonLUSSEMBURGO, Amazon presenta oggi il nuovo Kindle Paperwhite: ha rinnovato il suo Kindle più popolare e più venduto, dotandolo dello schermo Paperwhite, con la risoluzione più alta, dell’esclusivo carattere Kindle denominato Bookerly, e di un nuovo sistema di impaginazione per una visualizzazione più piacevole delle pagine. È possibile scoprire il nuovo Kindle Paperwhite alla pagina: http://www.amazon.it/paperwhite. Amazon annuncia, inoltre, che Kindle Voyage, il Kindle più avanzato di sempre, è ora disponibile in Italia. A questo link è possibile conoscerne le caratteristiche: http://www.amazon.it/kindlevoyage.“Amiamo inventare per i lettori,” ha affermato Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon.com. “I nuovi Kindle Paperwhite e Kindle Voyage sono stati creati partendo dall’ossessione per i dettagli che contano di più per i lettori. Abbiamo introdotto il nostro schermo con la risoluzione più alta per un testo chiaro e nitido sulla pagina, un nuovo tipo di carattere realizzato esclusivamente per i libri Kindle, e un nuovo sistema di impaginazione che rende le pagine più belle da vedere. Insieme, tutti questi dettagli aiutano a leggere più rapidamente e con meno affaticamento per gli occhi, in modo da permettere al lettore di perdersi nel mondo dell’autore.”Il nuovo Kindle Paperwhite dispone del nostro schermo Paperwhite con la risoluzione più alta, offrendo gli stessi 300 pixel per pollice del nostro e-reader di punta, Kindle Voyage. Con una risoluzione mai vista prima e il doppio della quantità di pixel rispetto al modello precedente, il nuovo Kindle Paperwhite riproduce un testo con la stessa qualità tipografica di un libro stampato, rendendo facile e comoda la lettura con qualsiasi dimensione di carattere, anche la più piccola, così da far entrare più parole in ciascuna pagina. Anche in presenza del nuovo schermo ad alta risoluzione, la batteria di Kindle Paperwhite dura settimane, non ore. Kindle Voyage presenta un accattivante fronte di vetro a filo con la cornice e un retro in magnesio: è quindi resistente, sottile e leggero. Con soltanto 7,6 mm di spessore e meno di 180 grammi di peso, Kindle Voyage è il dispositivo più sottile che abbiamo mai costruito: pertanto è ancora più facile tenerlo con una mano e leggere per ore.Kindle Voyage è dotato di uno schermo con risoluzione da 300ppi, contrasto più elevato e luminosità più intensa di qualsiasi altro Kindle. L’esclusivo display a filo con la cornice è di un vetro particolarmente rinforzato, progettato per resistere ai graffi.Oltre a garantire la maggiore luminosità offerta da un Kindle, la nuova luce integrata è in grado di adattarsi automaticamente alla luce circostante.Non tutti i lettori hanno gli stessi gusti quando si tratta di illuminazione; per questo la luce integrata a regolazione automatica può essere adattata sulla base delle proprie preferenze personali. Inoltre, visto che l’occhio umano si adatta progressivamente all’oscurità, la luce integrata a regolazione automatica abbassa lentamente la luminosità del display col passare del tempo nello stesso modo in cui l’occhio risponde all’oscurità.Kindle Voyage presenta, inoltre, VoltaPagina, un nuovo modo per cambiare pagina. VoltaPagina utilizza un sensore a pressione progettato su misura, che si trova direttamente sotto la cornice. Basterà applicare una leggera pressione sulla cornice per girare la pagina. Quando si cambia pagina, Kindle Voyage fornisce un risposta tattile alla pressione, grazie a un generatore di vibrazioni. È possibile personalizzare sia il livello di pressione necessaria per girare la pagina, sia il livello di risposta tattile. Kindle Paperwhite e Kindle Voyage presentano Bookerly, un esclusivo carattere creato appositamente per la lettura digitale. Piacevole e moderno, Bookerly si ispira all’arte dei migliori font offerti dalla moderna tipografia ma è stato sviluppato ad hoc per offrire una leggibilità eccezionale a qualsiasi grandezza. Presenta un aspetto più leggero ed elegante e offre prestazioni migliori rispetto ad altri font per la lettura digitale, aiutando così i lettori a leggere più velocemente con meno affaticamento per gli occhi. Bookerly sarà disponibile su Kindle Voyage come parte di un aggiornamento software gratuito che sarà reso disponibile nelle prossime settimane. A questo link è possibile scoprire di più sul Bookerly: http://www.amazon.it/bookerly.I nuovi Kindle Paperwhite e Kindle Voyage presentano anche un sistema di impaginazione completamente nuovo che dispone le parole esattamente secondo le intenzioni dell’autore:
sillabazione e spaziatura migliorate: Kindle utilizza la sillabazione per mandare a capo le parole nel punto giusto, crea paragrafi con righe allineate e regola lo spazio tra le parole. Tutto questo si traduce in una spaziatura più naturale tra le parole e nella possibilità di visualizzare più parole per ogni pagina, per una lettura più rapida con meno affaticamento per gli occhi.Migliore posizionamento dei caratteri: le nuove crenatura e legatura regolano automaticamente la spaziatura dei caratteri per rendere più facile e più veloce il riconoscimento delle parole, qualsiasi sia la dimensione del carattere. Nello stesso modo in cui un impaginatore imposta un libro stampato, Kindle Paperwhite e Kindle Voyage esaminano coppie vicine di lettere all’interno del testo e regolano la spaziatura dei caratteri a seconda della parola, togliendo quegli spazi vuoti tra le lettere che sono fonte di distrazione. La forma della parola diventa così più piacevole e aumenta la velocità con cui le parole vengono riconosciute. Ad esempio, nella parola “fiuto”, la “f” e “i” sono collegate per creare una legatura.
Layout di pagina accattivante: i libri stampati spesso usano capilettera per enfatizzare e rendere più bella la prima pagina di un capitolo. Negli eBook, questo è difficile da replicare nonostante la possibilità di regolare la grandezza del carattere e l’interlinea. Il nuovo sistema di impaginazione riproduce su Kindle capilettera, testo e immagini nella modalità pensata dall’autore, e regola dinamicamente il layout della pagine quando il lettore cambia la grandezza del testo.
Caratteri grandi, senza compromessi: uno dei vantaggi della lettura su Kindle è che è possibile personalizzare la dimensione dei caratteri in base alle proprie preferenze: oltre la metà dei clienti Kindle approfittano di questa funzionalità e utilizzano un carattere più grande rispetto all’impostazione predefinita. Mano a mano che si aumenta la dimensione di un carattere, un minor numero di parole compare su ogni pagina, generando spesso elementi di disturbo per la lettura, come i grandi spazi bianchi o le frasi spezzate. Ora, Kindle Paperwhite e Kindle Voyage regolano automaticamente il testo quando un lettore sceglie dei caratteri più grandi, personalizzando i margini, le colonne, i rientri, gli elenchi laterali, i bordi e i capilettera per far sì che la pagina sia facile da leggere.

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Roncadin Spa: capitale sociale da 3 a 10 milioni di euro

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2015

medunoSi amplia lo stabilimento produttivo della Roncadin Spa. L’azienda di Meduno (Pordenone) che realizza pizze surgelate, a fine luglio farà partire la prima di due nuove linee che produrrà, seguendole dall’impasto al forno, 90mila pizze al giorno: la linea si aggiunge alle quattro già operative che producono quotidianamente 300mila pizze, arrivando così a quota 390mila. La superficie complessivamente utilizzata dello stabilimento di Meduno sarà aumentata di 5.000 metri quadrati, per un totale di 22.000 metri quadrati. Questo aumento è finalizzato a sostenere il piano di sviluppo di medio-lungo periodo dal 2015 al 2020, che porterà l’azienda a un ulteriore incremento dei volumi di produzione.Per sostenere gli investimenti di Roncadin Spa, è stato deliberato oggi durante l’Assemblea Straordinaria dei Soci l’aumento di capitale sociale, che passa da 3 a 10 milioni di euro. Di questi, 5 milioni sono stati sottoscritti questa mattina: 2 milioni da Kanada, la holding della famiglia Roncadin, e 3 da Friulia, la finanziaria regionale che promuove lo sviluppo economico del territorio e che ha nuovamente deciso di supportare l’ulteriore fase di espansione dell’azienda dopo la chiusura positiva della prima fase di vita aziendale dal 2009 al 2015. Friulia ha infatti supportato il rilancio dell’azienda fin dall’inizio, contribuendo nel 2009 all’acquisto insieme alla famiglia Roncadin. I rimanenti 2 milioni, già a bilancio, costituiscono trasferimenti di riserve e capitali. L’assetto societario dell’azienda, da maggio 2015, vede la famiglia Roncadin possedere il 70% dell’azienda con Kanada e il restante 30% di Friulia. La RoncadinRONCADIN negli ultimi anni è stata protagonista di una forte crescita, come spiega l’amministratore delegato Dario Roncadin: «Friulia è un partner strategico per la nostra azienda. Grazie a questo investimento, la produzione in breve raggiungerà le 500.000 pizze al giorno. Ciò consentirà di sviluppare al meglio i nostri progetti di medio e lungo termine, per aggredire in maniera più significativa i mercati esteri come gli Stati Uniti e l’area asiatica, paesi in cui il prodotto alimentare italiano è in fortissima crescita». La produzione in Italia è il punto forte della Roncadin, un elemento di eccellenza riconosciuto e sostenuto da Friulia: «Siamo al fianco di progetti virtuosi che valorizzano l’economia del Friuli Venezia Giulia –commenta il direttore generale Carlo Moser–. Friulia si pone nuovamente a supporto di una realtà industriale regionale che negli anni ha dimostrato capacità di investimento, innovazione e consolidamento produttivo».Nel 2014 il fatturato della Roncadin è aumentato di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 80 milioni di euro, mentre nello stesso periodo il numero delle persone che lavorano in Roncadin è cresciuto del 21%, raggiungendo quota 336 persone. Per il 2015 si prevede un obiettivo di oltre 90 milioni di euro con oltre 400 addetti. Alla Roncadin si realizzano ogni anno 65 milioni di pizze e 8 milioni di snack, che l’azienda produce sia a marchio proprio, sia soprattutto per le private label della grande distribuzione organizzata, per la quale l’azienda ha sviluppato circa 370 ricette diverse. Attualmente il 35% del fatturato è generato da clienti italiani, mentre il restante 65% da clienti stranieri, principalmente in Germania e Regno Unito. Nel 2013 è stata aperta una filiale commerciale negli Stati Uniti, un Paese dove il marchio made in Italy è ricercato e amato. Guidata da un giovane imprenditore, Dario Roncadin, classe 1978, l’azienda ha anche avviato una strategia di sviluppo sostenibile, che prevede una politica di risparmio energetico e l’utilizzo esclusivo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

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Agricoltura familiare, km zero e niente Ogm

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2015

agricolturaL’Aquila. Sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità, sistemi agricoli a basso impatto, sviluppo delle filiere a chilometro zero. Sono le ricette presentate nella seconda (e ultima) giornata di lavori dell’XI Forum dell’Informazione per la Custodia del Creato, organizzato dall’associazione Greenaccord Onlus a L’Aquila in collaborazione con il Comune e la Regione Abruzzo. Soluzioni concrete che possono dare risposte efficaci sia agli ingenti problemi causati dai cambiamenti climatici, sia ai drammi della povertà e della malnutrizione che affliggono ancora centinaia di milioni di persone al mondo. “Tutte le attività da cui dipende il benessere dell’uomo, a partire dalla disponibilità di cibo, dipende dalla funzionalità garantite dagli ecosistemi, che garantiscono beni e servizi fondamentali per l’Umanità” spiega Franco Ferroni, responsabile Agricoltura di WWF Italia. “Mettere in conto la Natura significa garantire il benessere collettivo”. Eppure al momento, si sta andando in direzione esattamente opposta: con un tipo di agricoltura sempre più dominato da pochi gruppi industriali e un contestuale consumo di suolo agricolo. Ogni anno, dal 1990, nel nostro Paese si perdono 100mila ettari di suolo agricolo, più del doppio della Germania e due volte più che in Francia. “Quel modello, fortemente antropizzato, garantisce il massimo della produttività nel breve periodo ma si è dimostrato fallimentare nel medio-lungo termine”. Ma l’inversione di rotta è possibile. E dipende strettamente dalle scelte politiche che si prendono a livello locale, nazionale e mondiale. “I governi – prosegue Ferroni – possono decidere se continuare a sostenere quel modello o uno, basato su agricoltura familiare, biologica o biodinamica, che si è dimostrato un approccio amico della biodiversità e dei servizi che offrono alle popolazioni”.
Nel cambio di rotta, non può non rientrare una riflessione sugli Ogm. Nonostante le forti pressioni delle lobby dell’agroindustria per farli autorizzare anche in Europa, gli organismi geneticamente modificati continuano a lasciare scettici gli agricoltori italiani: “I pericoli per la salute pubblica derivante dall’uso di materie prime geneticamente modificate potrebbero causare danni nel medio e lungo periodo” spiega Cinzia Coduti, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti. “Su questo tema, le certezze non esistono. E quindi deve valere il principio di precauzione che impone una necessaria prudenza. Ben più importante è difendere i caratteri che rendono unici e distintivi i prodotti agroalimentari italiani, che ci permettono di essere conosciuti, apprezzati e invidiati in tutto il globo”.
E in quest’ottica di valorizzazione, una mano preziosa può venire dal ripensamento delle filiere agricole, per costruire sistemi territorialmente circoscritti. Quelli che, con una semplificazione giornalistica, forse eccessiva ma efficace, sono ormai noti come “sistemi a chilometri zero”. “Queste filiere – spiega Anselme Bakudila, del Centro Studi di Slow Food – sono localizzabili geograficamente, offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità dei prodotti, che sono scambiabili senza intermediazioni, assicurano una maggiore remunerazione ai produttori e permettono una costruzione di un nuovo rapporto con i consumatori”. Un punto, quest’ultimo, molto caro all’organizzazione fondata da Carlo Petrini. Un nuovo rapporto tra chi produce e chi consuma è essenziale per cambiare mentalità e capire, insieme, l’importanza della cura comune delle risorse naturali. “Le filiere corte fanno incontrare i due attori fondamentali della filiera – prosegue Bakudila – stimolando la costruzione di un giusto prezzo, che assicuri cibo di qualità a chi mangia e giusto prezzo a chi produce”. E, intanto, ringrazia anche l’ambiente perché un simile sistema evita lo spopolamento delle zone rurali e offre un’alternativa valida alla dilagante cementificazione e ai danni in termini di dissesto idrogeologico che essa porta con sé.

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