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Tumore del polmone: identificato un nuovo bersaglio terapeutico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

tumore polmoneUn team di ricerca della Sapienza ha individuato il meccanismo molecolare che controlla le cellule staminali tumorali dell’adenocarcinoma, il più frequente dei tumori polmonari. La scoperta apre la strada a strategie mediche maggiormente efficaci e meno invasive.
Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro e l’adenocarcinoma è il tipo più frequente. Finora gli unici trattamenti previsti nella pratica clinica sono la resezione chirurgica, ove possibile, coadiuvata da regimi aggressivi di chemioterapia e radioterapia. Ciononostante, l’esito rimane infausto per molti pazienti.Una strategia medica sicuramente più efficace e meno invasiva potrebbe essere quella che si basa sul controllo delle cellule staminali tumorali, considerate “il serbatoio del cancro”, cellule relativamente insensibili alle strategie terapeutiche attualmente in uso.
In questo ambito di ricerca, il team coordinato da Elisabetta Ferretti del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza, ha identificato il ruolo della proteina Gli1 nei meccanismi molecolari che controllano le cellule staminali di adenocarcinoma del polmone. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Oncogene. “La caratterizzazione di questi circuiti molecolari è un passo molto importante nella comprensione della complessa biologia di questo tipo di tumore – spiega Agnese Po, Ricercatrice del Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza– e i risultati ottenuti permettono di poter sviluppare strategie terapeutiche che possano unire l’arma del targeting di Gli1 alle terapie biologiche già nell’uso clinico o in corso di valutazione nei clinical trials”.“Essendo la funzione di Gli1 a valle di quella di altre vie attive nel adenocarcinoma del polmone già note – afferma Elisabetta Ferretti – utilizzarlo come bersaglio terapeutico potrebbe rappresentare una strategia vincente laddove la resistenza ai farmaci è una causa frequente di fallimento delle terapie antineoplastiche.Questa scoperta – aggiunge Elisabetta Ferretti – è dedicata con orgoglio e riconoscenza ad Alberto Gulino, Docente e Direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare della Sapienza venuto a mancare prematuramente nel 2014, che ha ispirato e trasmesso con passione e competenza il valore del sapere e l’entusiasmo per la ricerca scientifica ai suoi allievi.

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