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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 13 maggio 2017

Profilo di denosumab: efficacia anti-fratturativa, sicurezza, tollerabilità, gestione del farmaco

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

efficacia anti-fratturativaL’inibizione del riassorbimento osseo mediata da denosumab determina una riduzione statisticamente significativa degli indici di turnover osseo e un altrettanto significativo incremento della densità minerale ossea (BMD), effetto quest’ultimo che perdura anche nella terapia a lungo termine. «Denosumab» spiegano Elisa Cairoli e Iacopo Chiodini, Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità, Università degli Studi di Milano, UO di Endocrinologia e Malattie Metaboliche, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, Milano «blocca in modo reversibile la formazione, la funzione e la sopravvivenza degli osteoclasti, determinando pertanto una potente inibizione del riassorbimento osseo». Efficacia anti-fratturativa. Questa è stata dimostrata nello studio FREEDOM, internazionale, di fase 3 randomizzato, in doppio cieco vs placebo, nel quale la somministrazione di denosumab (60 mg ogni 6 mesi per 36 mesi) ha significativamente ridotto il rischio di fratture vertebrali (-68%), non vertebrali (-20%) e femorali (-40%) in donne in età post-menopausale con osteoporosi, ricordano Cairoli e Chiodini. Inoltre, nell’estensione di tale studio la prosecuzione della terapia con denosumab oltre i 36 mesi si è dimostrata associata a un’ulteriore riduzione del rischio fratturativo (Papapoulos S, et al. Osteoporos Int, 2015). Il farmaco si è poi dimostrato in grado di ridurre precocemente e significativamente il rischio di fratture cliniche in donne trattate con inibitori dell’aromatasi come terapia adiuvante per il carcinoma mammario (studio ABCSG-18) (Gnant M, et al. Lancet, 2015) e di ridurre del 62% rispetto a placebo l’incidenza di fratture vertebrali a 36 mesi in uomini con carcinoma prostatico avanzato sottoposti a terapia di deprivazione androgenica (studio HALT) (Smith MR, et al. N Engl J Med, 2009). «A parte quest’ultima categoria di pazienti, l’efficacia anti-fratturativa non è stata direttamente dimostrata nell’osteoporosi maschile ma poiché lo studio ADAMO (Langdahl BL, et al. J Clin Endocrinol Metab, 2015) ha dimostrato che in uomini con ridotta BMD il trattamento con denosumab per 24 mesi determina un incremento della BMD di entità sovrapponibile a quella ottenuta nelle donne con osteoporosi post-menopausale e negli uomini in deprivazione ormonale, è legittimo supporre che sia simile anche l’effetto sul rischio di frattura» aggiungono Cairoli e Chiodini. Per quanto riguarda l’osteoporosi da glucocorticoidi è stato dimostrato un incremento significativo della BMD associato al trattamento con denosumab (Mok CC, et al. Bone, 2015).
Denosumab è generalmente ben tollerato. Nello studio FREEDOM era stata riportata un’incidenza significativamente maggiore di eczema e celluliti gravi nel gruppo attivo ma nella fase di estensione l’incidenza di eventi avversi, come infezioni gravi, cellulite ed eczema, si è mantenuta estremamente bassa e non ha mostrato alcun trend di aumento durante gli 8 anni di trattamento. Il favorevole profilo di sicurezza è uno dei fattori che favorisce un’adeguata aderenza al trattamento, affermano Cairoli e Chiodini. «Gli studi disponibili in merito suggeriscono una migliore aderenza al trattamento con denosumab rispetto ad altre alternative terapeutiche per l’osteoporosi, in particolare i bisfosfonati, probabilmente attribuibile, oltre che alla buona tollerabilità del farmaco, anche a frequenza e via di somministrazione». Un aspetto che differenzia in modo sostanziale denosumab dai bisfosfonati è la reversibilità del suo effetto: dopo la sospensione di denosumab si assiste, infatti, a un incremento repentino degli indici di turnover osseo, che tornano ai valori basali entro 24 mesi circa dalla sospensione e a un altrettanto rapido decremento della BMD che tende a tornare ai livelli precedenti il trattamento. «È plausibile che questo brusco incremento del turnover osseo e questa accelerata perdita di BMD si associno a un incremento del rischio di frattura» osservano Cairoli e Chiodini. «Vi sono numerosi case-report pubblicati nel 2016 che descrivono la precoce comparsa di fratture cliniche vertebrali, quasi sempre multiple, dopo la sospensione della terapia con denosumab» (Anastasilakis AD, et al. J Bone Miner Res, 2017). Pertanto considerata la possibile insorgenza molto precoce dell’evento fratturativo, il paziente dovrebbe essere avvertito circa l’importanza di rispettare rigorosamente i tempi di somministrazione di denosumab, così da incentivare una compliance ottimale alla terapia (Cairoli E, et al. Int J Womens Health, 2015). In ogni caso, l’interruzione del trattamento deve essere presa in considerazione con cautela. «Qualora si ritenga opportuno sospendere il trattamento» affermano Cairoli e Chiodini «una strategia appropriata potrebbe essere quella di somministrare, a partire da 6 mesi dall’ultima iniezione di denosumab, un altro farmaco anti-riassorbitivo. In questo contesto, quindi, i bisfosfonati potrebbero avere un ruolo fondamentale.» (fonte: endocrinologia33)

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The importance of the Venice Biennale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

venice biennaleEVERY odd-numbered year, more than half a million culture-vultures descend on Venice to visit the Art Biennale, the art show on which all other biennales are based. Artists, curators, billionaire collectors and directors of faraway museums gather see new work by their chosen artists. Artists are honoured to be asked to show off their work, and visitors rich and poor don’t mind the queues, the crowds or the shortage of toilets. What makes the Venice Biennale the world’s pre-eminent stage for new contemporary art? The Venice Biennale was founded in 1895 to mark the silver anniversary of the accession of the bewhiskered King Umberto I of Italy and his consort, Margherita of Savoy. National pavilions made their debut appearance in 1907, the first being Belgium, giving rise to a veritable United Nations of art shows in purpose-built exhibition spaces. This year the Biennale is host to 83 national pavilions; 28 are in the Giardini and the rest are fielded in the Arsenale, the city’s former shipyard, and in rented spaces around the port. There is always also a main exhibition around a unifying theme, assembled by a specially selected curator. This year it is Christine Macel, of the Pompidou Centre in Paris, with an intimate exhibition of the everyday called “Viva Arte Viva”.
Though rarely mentioned, a fierce competitiveness pervades the Biennale. Architects vie to design the most interesting new national pavilions. Denton Corker Marshall built Australia’s black box of a space for the 2015 Biennale; this year the Canadian pavilion, closed for a much-needed refurbishment, has been drenched in water (to symbolise life, death and tragedy) by Geoffrey Farmer, an artist from Vancouver. Countries field their best artists. Crowds of art-world supporters—often a cynical lot—glow with pride when their country wins one of the grand prizes offered by the international five-person jury on the first day of the Biennale’s public opening, which this year is on May 13th. The prizes are democratic. Neither special pleading nor a vast budget can ensure a place on the podium, which is why artists like the awards. In 2015 the best pavilion was judged to be Armenia; in 2013 it was Angola.The key to the success and longevity of the Venice Biennale is its organic nature: there is no single source of state or private funding, which means no one entity has total control of the Biennale. Venice offers the setting, with its resplendent and ever-shifting sky, but no money—except for the main exhibition, which this year had a budget of only €13m ($14.1m) to cover expenses. Making, shipping and mounting the shows in the national pavilions is in principle funded by arts organisations such as the British Council. But the costs are high, and most need more help. So artists’ galleries and private donors all have to chip in. From its inception, the Venice Biennale has always been intimately linked with the art market. Even though, officially, selling art works has been banned by the Venice Biennale since 1968, no art buff can turn down the chance of buying the work of an artist who is about to be discovered, in the hope that he or she will turn out to be the next Damien Hirst. La Serenissima is a great showcase for art, but, true to its nature as a trading entrepot through the centuries, it also provides the meeting point for the the masses and the money that have always made up the DNA of the art world. (font. The Economist)

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Atti vandalici al cimitero Verano di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

cimitero-veranoRoma. “Profondo rammarico ma nessuno stupore nell’apprendere quanto accaduto al Cimitero Monumentale del Verano. Già da tempo denunciamo il degrado in cui versa sia questo che gli altri cimiteri capitolini. Circa 70 tombe danneggiate in più zone de cimitero, come è stato possibile? Per quanto tempo hanno agito indisturbati? L’entità degli atti criminali compiuti stavolta ribadiscono quanto sosteniamo, ossia che lo stato di abbandono è il migliore complice di queste ignobili azioni. Nonostante la nostra lettera aperta al Sindaco, nonostante le segnalazione dei cittadini e dei membri del comitato, il Campidoglio resta in silenzio e l’AMA non mette in atto misure concrete. Silenzio anche dall’Assessorato all’Ambiente che a seguito del nostro dossier sul degrado ha indetto una riunione, con una rappresentanza del Comitato e AMA, per poi annullarla all’ultimo minuto e ‘rinviarla a data da destinarsi’. Nel frattempo assistiamo impotenti e addolorati. Confidando nelle denunce dei cittadini e negli sforzi delle forze dell’ordine, chiediamo nuovamente una immediata e concreta risposta dell’Amministrazione Capitolina al fine di scongiurare il reiterarsi del fenomeno.” Così in una nota Valeria Campana, portavoce del Comitato Cimiteri Flaminio Prima Porta Verano Laurentino. (n.r. E’ una situazione che sta diventando insostenibile. Al Verano, ci dicono alcuni visitatori, a certe ore della giornata si cerca di evitare la frequentazione per timore d’essere aggrediti, mentre al Flaminio le buche si fanno sempre più profonde e le erbacce crescono sui viottoli che portano alle tombe a terra senza che nessuno si interessi per mesi ad estirparle. E non finisce qui, ovviamente.)

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Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

emanuele bartolettiRoma Congress Centre Rome Cavalieri Walford Astoria Hotels & Resort cia Cadlolo 101. Ha preso il via il 38esimo congresso della Società Italiana di Medicina Estetica, quest’anno puntato sulle strategie d’intervento per garantire una terza età con un fisico al passo con una buona salute. “Sta nascendo un vero e proprio ‘movimento culturale’ – sottolinea il presidente Sime Emanuele Bartoletti – che parte da un presupposto molto semplice: non si possono curare pazienti di 70 anni con gli stessi interventi che si praticano a 40”. Ecco allora l’utilizzo di tecniche totalmente nuove e sperimentazioni di nuovi farmaci e sostanze che hanno un’indicazioner specifica per il paziente adulto. “E’ ovvio che la biostimolazione praticata ad una settantenne non potrà avere le medesime caratteristiche di quella per una giovane trentenne – precisa Bartoletti – perchè il derma a quell’età reagisce in maniera molto diversa da quella di una giovane, come anche l’attività fisica consigliata ad una ragazza è ben diversa da quella di una signora over 65”. Il congresso Sime è ormai un punto di riferimento a livello internazionale per la comunità della medicina estetica, che cosa gli ha conferito questa centralità?
Sicuramente la qualità dei partecipanti e il respiro internazionale sono fattori importanti, riguardo a quest’ultimo punto ci tengo a sottolineare che il congresso sarà “bilingue” come gli anni scorsi – si parlerà cioè inglese e italiano – e addirittura durante una sessione di lavoro ci dovremo avvalere di traduzioni in russo. Questo ci ha portato quest’anno a ricevere un gran numero di abstract, 511: un numero record mai raggiunto. Ma il vero punto credo sia un altro: nel 99 per cento dei casi i medici estetici lavorano da soli nel proprio ambulatorio o nel proprio studio per cui il confronto con l’esterno non è molto frequente nè facile. Il nostro congresso è un’occasione per raccontare la propria esperienza e confrontarla con quella di altri. Secondo me è un momento fondamentale per la crescita clinica e professionale di tutti i medici estetici di un certo livello.
Il titolo ‘La nuova età del benessere – il progresso della medicina estetica rigenerativa’ allude al tema principale del congresso, ovvero la gestione del paziente in età avanzata in medicina estetica. Perché è stato scelto questo argomento?
Perché si prende atto di un cambiamento: l’aspettativa media di vita è in aumento e si fortunatamente si invecchia sempre meglio in salute, quindi è giusto voler curare anche il benessere psicofisico, attualmente tutti noi abbiamo pazienti di 83/84 anni che vengono regolarmente per cui è ovvio che imparare a gestirli è una cosa estremamente interessante. Tuttavia è ovvio che non si possano trattare pazienti di 70 anni come si trattano quelli di 40, per cui si sta creando un vero e proprio movimento culturale nuovo attorno alla medicina estetica eche indaga nuove tecniche, nuovi farmaci, e delle nuove sostanze che possono essere utilizzate: la biostimolazione che si può fare in un paziente di 30 anni non avrà le stesse caratteristiche di quelle che si può fare in un paziente di 70 anni perché il derma avrà una capacità di reazione completamente diverse rispetto a quelle che ha un cellulite-centro-medicina-estetica-roma-centroderma giovane. Durante la ricchissima sessione dedicata alla terza età, si prenderanno in esame sia le modalità d’invecchiamento cerebrale che le modalità di invecchiamento ormonale quindi quello che si può fare per prevenirle e correggerle. Si terrà conto delle specificità di genere e, per quanto riguarda la donna, si parlerà di post menopausa, un periodo della vita con caratteristiche ben precise anche da un punto di vista sessuale, ambito nel quale la medicina – non solo estetica ma anche funzionale -offre numerose soluzione per continuare ad avere un’attività sessuale sana e soddisfacente il più a lungo possibile. Ovviamente l’altro punto fondamentale del congresso è la medicina rigenerativa che come tutti gli anni ci riserva delle belle sorprese, ad esempio scoprendo nuove potenzialità delle cellule staminali, del tessuto adiposo o delle piastrine. Quest’anno inoltre ci sarà un corso precongressuale di medicina rigenerativa che avrà come ospite d’onore Guy Magalon che è un opinion leader sulla medicina rigenerativa a livello mondiale. Ma non si parlerà solo di questo…
Quali sono gli altri argomenti?
Ci sono le sedute istituzionali, dove si potranno ascoltare opinion leader riconosciuti in tutto il mondo dibattere su temi importanti in medicina estetica, ad esempio ‘come ottenere il massimo risultato con il minimo trattamento’ raggiungendo quindi risultati più naturali con meno effetti collaterali e complicanze. Poi abbiamo una sessione molto interessante sulla cellulite, sulla quale sono state recentemente fatte nuove ricerche scientifiche che forse ci consentiranno un migliore inquadramento di questa patologia, che è molto comune ma su cui ancora non c’è convergenza di opinione soprattutto per quanto riguarda i trattamenti. Ci sarà poi una sessione sulla staffetta medico-chirurgica che servirà a tracciare un percorso che va dalla prevenzione fino alla correzione chirugica, e poi dopo ancora fino alla medicina estetica per consentire al paziente di arrivare a 80/90 anni in condizioni perfette. Avremo quindi una sessione fondamentale sul rilassamento della cute, che soprattutto a livello del corpo è un argomento molto trattato in medicina estetica ma attualmente ben pochi sono i rimedi che sono stati trovati, e la più parte lascia il tempo che trova. Forse una strada percorribile è quella delle metodiche combinate, sempre però facendo la massima attenzione al benessere del paziente. Si affronteranno inoltre le complicanze dovute alla medicina estetica Verranno poi presentate le novità: nuovi filler, una sostanza in grado di ridurre il grasso sottomentaliero con semplici iniezioni e sulle nuove applicazioni della tossina botulinica, farmaco dalle fortissime potenzialità che ogni 3/4 mesi si rivela adatto per nuove e inaspettate indicazioni terapeutiche. Ma gli argomenti non sono finiti: si discuterà della rimozione dei tatuaggi, delle peculiarità della medicina estetica maschile – troppo poco considerate purtroppo, tant’è che spesso in giro si vedono veri e propri disastri dovuti a trattamenti non idonei e tarati sulle caratteristiche anatomiche femminili – fino ad arrivare alla medicina estetica sociale che s’inserisce nei reparti di oncologia, in modo da migliorare la sopportazione di terapie spesso molto aggressive da parte dei pazienti. Sarà poi presentato da Raimondo Cagiano de Azevedo dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e da Cinzia Castagnaro dell’Università telematica ‘Guglielmo Marconi’ nell’ambito del Congresso un lavoro sui nuovi cicli della vita in Italia, un’opera che fornirà numerosi dati estremamente interessanti per capire i cambiamenti della popolazione italiana dal 1931 ad oggi.

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Van Gogh and Schiele to Star in London Impressionist & Modern Art

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Vincent van GoghLondon Leading highlights by Egon Schiele and Vincent van Gogh are now on display at Christie’s New York until 17 May 2017 ahead of London’s Impressionist & Modern Art Evening Sale in June. Schiele’s Einzelne Häuser (Häuser mit Bergen) (1915, estimate: £20,000,000-30,000,000) was painted in the middle of the First World War and exemplifies the artist’s visionary understanding of landscape, which he used as an allegory of human emotion. Van Gogh’s Le Moissonneur (d’après Millet) (1889, estimate: £12,500,000-16,500,000), was painted in 1889, the same year that he left Arles and admitted himself into an asylum. The auction will take place on 27 June 2017 as part of 20th Century at Christie’s, a series of sales that take place from 17 to 30 June 2017. The works will tour to Hong Kong from 25 to 29 May 2017 and will be on view in London from 17 to 27 June 2017. (photo: Vincent van Gogh)

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“La rete delle Società Geografiche per le nuove esplorazioni del mondo”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

pianeta terraRoma Martedì 16 maggio 2017, ore 10.30 Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, Via della Navicella 12 Convegno Internazionale “La rete delle Società Geografiche per le nuove esplorazioni del mondo” Alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana. Seguirà la svelatura di una targa ricordo dell’avvenimento.
La Società Geografica Italiana, fondata a Firenze il 12 maggio del 1867, sta celebrando in questi giorni i suoi primi 150 anni di storia. Trasferita nel 1872 a Roma, dal 1924 ha sede presso il cinquecentesco Palazzetto Mattei a Villa Celimontana, a due passi dal Colosseo. L’evento principale delle manifestazioni sarà il Convegno Internazionale, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, sul tema “La rete delle Società Geografiche per le nuove esplorazioni del mondo”. Si terrà presso la sede sociale di Palazzetto Mattei, il giorno martedì 16 maggio 2017, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Sottosegretario al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo Antimo Cesaro e della Sindaca di Roma Virginia Raggi, e dei rappresentanti di altre istituzioni. In occasione del Convegno Internazionale si inaugurerà a Palazzetto Mattei anche la mostra documentaria dal titolo “Geografie di una storia. La Società Geografica Italiana in 150 anni di storia italiana tra ricerca scientifica, diffusione culturale e impegno sociale”, che avrà natura fotografica, cartografica, multimediale. Inauguratasi già a Firenze il 9 maggio – in forma pressoché identica, salvo che per i documenti originali esposti – la mostra è organizzata in sezioni, così da ripercorrere la storia della Società che s’intreccia alla storia italiana, evidenziando l’impatto sulle politiche del Paese sia di carattere locale che nazionale ed internazionale.

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Rubbettino e il Salone del Libro di Torino

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

salone del libroTorino 18 maggio 2017. La liaison fra Rubbettino e il Salone del libro di Torino continua, ininterrottamente da 27 anni. Persino quest’anno in cui la Fiera “Tempo di libri” promossa dalla vicina amica/nemica città meneghina sembrava dover minacciare di offuscare le glorie dello storico Salone dell’editoria italiana, Rubbettino ha preferito puntare su quello che è oramai diventato un presidio importante e imprescindibile del libro e della lettura in Italia. E non ha avuto torto, considerando il ricco cartellone di eventi e di autori che affollerano gli stand del Salone.
Tantissimi gli eventi in programma dalla presentazione del libro di Giovanni Lo Storto, Direttore generale della LUISS, sulla formazione e il mondo del lavoro intitolato “Erostudente”, all’autobiografia dell’economista ed ex ministro Francesco Forte “Se non ricordo male”, al nuovo libro sul delicato tema dei rapporti tra “Intelligence e magistratura” di Mario Caligiuri.
Si continua con il cinema con il libro di Marco Olivieri e Anna Paparcone su Marco Tullio Giordana che verrà presentato in due occasioni (sia all’interno degli spazi del Salone che nella rassegna “diffusa” Salone OFF) con la partecipazione straordinaria dello stesso regista, e ancora tanta letteratura con l’incontro su Hemingway e Fante partendo da due notevoli opere come il romanzo di Stefano Marelli (già premio “Parole nel Vento”) intitolato “A Dime a Dozen” e l’autobiografia tradotta dallo spagnolo e in uscita in questi giorni in libreria di Eduardo Margaretto “Non chiamarmi bastardo, sono John Fante”, con la partecipazione di Francesco Durante, scrittore e critico nonché traduttore delle opere di Fante; e, ancora, la presentazione del nuovo romanzo di Annarosa Macrì “Corpo estraneo”
Tanta attenzione anche alla Calabria con iniziative di grande livello, fra le quali si segnala la presentazione della nuova attesa edizione, curata da Vito Teti, di “Un treno nel Sud” di Corrado Alvaro e la presentazione delle attività editoriali svolte in collaborazione con il Parco Nazionale del Pollino attraverso il dibattito “Pollino. Gli uomini, i segni, il paesaggio”.
Infine non potevano mancare gli incontri di livello internazionale come la presentazione del libro dello scrittore albanese Ylljet Aliçka “Il sogno italiano” con la partecipazione di Alessandro Leogrande e Benko Gjata oppure i due incontri in collaborazione con lo spazio espositivo della Romania sui libri “L’Illusione della modernità” di Alberto Basciani e “Bucarest. La capitale immaginata” di Emanuela Costantini.

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Innovazione organizzativa ed innovazione sociale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Gabriele GiorgiAll’Università Europea di Roma si è tenuto il seminario dal taglio internazionale “Innovazione organizzativa ed innovazione sociale. Due facce della stessa medaglia”.
Durante l’incontro sono state presentate ricerche condotte in partnership con la Montpellier Business School e l’università Andalucia Loyola.
In particolare è ospite, per circa 2 mesi, nel laboratorio Business@Health dell’Università Europea di Roma (www.uerbusinesshealth.com) il Prof. Francesco Montani della prestigiosa business school francese.
“Recenti sondaggi stimano che nei Paesi OECD il 13%-18% dei lavoratori fa ormai parte dell’economia della conoscenza”, ha spiegato il Prof. Francesco Montani.
“In questo contesto, le politiche organizzative attuali prevedono necessariamente un’intensificazione delle richieste di comportamenti innovativi, essendo i lavoratori i primi responsabili della creazione di nuove idee che hanno il potenziale di accrescere la competitività delle imprese nel mercato globale.
Tuttavia, l’aumento delle richieste di innovazione non è necessariamente accompagnato da un corrispettivo miglioramento del benessere dei lavoratori. Al contrario, ricerche recenti evidenziano come problemi di salute mentale nei luoghi di lavoro siano in crescente aumento. Queste constatazioni illustrano la necessità di conciliare efficacemente le richieste di innovazione con il bisogno di benessere nel luogo di lavoro attraverso la messa in atto di politiche e strategie manageriali che consentano al contempo di mobilitare il potenziale creativo e innovativo dei lavoratori e salvaguardare la loro salute mentale. Al fine di fornire evidenze scientifiche in grado di aiutare le organizzazioni a rispondere efficacemente a tale necessità, il presente intervento illustra i risultati preliminari di un progetto di ricerca cross-culturale volto a esaminare il ruolo della compassione nella promozione dell’equilibrio innovazione-benessere nelle organizzazioni”. Gli psicologi Gabriele Giorgi e Javier Fiz Perez, fondatori del Laboratorio Business@Health dell’Università Europea di Roma hanno spiegato che l’analisi della letteratura scientifica evidenzia ormai come l’innovazione sia cruciale per il successo organizzativo. Un parallelismo interessante è quello tra innovazione organizzativa ed innovazione sociale. Troppo spesso infatti l’innovazione viene ridotta a stringenti logiche di business, oppure alle nuove tecnologie o alla rigorosa analisi dei processi aziendali. Una visione più ampia considera l’innovazione sociale fondamentale per costruire un approccio vincente al cambiamento organizzativo. Infatti, oggi più che mai, qualsiasi nuova soluzione si valuta e parametrizza in termini multipli (efficacia, efficienza, sostenibilità, etica), per la quale il valore creato (in termini di benefici) si matura a favore della società nel suo insieme piuttosto che a favore solo dei singoli individui o della singola organizzazione.
I relatori del seminario sono pertanto della convinzione che i costrutti psicologici di autenticità, compassione, intelligenza emotiva, soft skills, benessere ed accountability, opportunatamente integrati con i processi di innovazione, rappresentino dei mattoni su cui ogni azienda possa costruire un cambiamento strategico che al contempo crei nuove relazioni, nuove collaborazioni e maggiore benessere. (foto:Gabriele Giorgi)

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Lavoro mamma: se fosse stipendiato, varrebbe 3.045 euro al mese

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Happy mother playing with baby boySi dice che la mamma è sempre la mamma, ma chi ha mai pensato al fatto che contemporaneamente è anche autista, chef, colf, personal shopper, insegnante privato, life coach… e molto altro ancora?
ProntoPro.it ha voluto calcolare quale sarebbe lo stipendio delle madri se il loro lavoro fosse retribuito, scoprendo che una mamma in media guadagnerebbe circa 3.045 euro netti al mese.Per calcolare lo stipendio di una madre sono state prese in considerazione tutte le attività svolte dentro e fuori casa, con le relative paghe orarie riconosciute a chi esercita i diversi mestieri al di fuori della famiglia, come lavoratore professionista. È emerso che lo stipendio mensile medio sarebbe pari a quello di chi ricopre cariche manageriali, di medici specializzati e di liberi professionisti.
A titolo di esempio, si pensi al ruolo di autista privato, richiesto per accompagnare a tutte le ore i propri bambini a scuola, in piscina o dagli amici per il quale la retribuzione oraria media è pari a 13 euro l’ora o a quello di chef a domicilio, professione sempre più in voga e che guadagna mediamente 30 euro l’ora. (foto: mamma)

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Oltre 5.500 minori stranieri non accompagnati sbarcati nei primi mesi del 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

immigratiIn base alle elaborazioni della Fondazione Ismu si segnala che proseguono sostenuti gli sbarchi sulle coste italiane: dal 1° gennaio all’8 maggio 45mila migranti sono giunti attraverso il Mediterraneo in Italia, e tra questi oltre 5.500 i minori che da soli hanno affrontato il terribile viaggio dalle coste libiche. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, i minori non accompagnati giunti via mare in Italia sono aumentati di un quinto. In base ai dati UNHCR, le principali nazionalità rilevate nei primi tre mesi dell’anno sono Guinea (579 minori), Gambia (565) e Bangladesh (489).Attraverso i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è possibile conoscere più nel dettaglio alcune caratteristiche dei minori non accompagnati censiti e presenti nelle strutture di accoglienza italiane, sebbene tali dati, come è noto, si riferiscano anche a minori che hanno raggiunto l’Italia via terra o via aerea (in particolare risultano rilevanti le presenze di minori provenienti da Albania e Balcani). La situazione al 31 marzo 2017, oltre a evidenziare una importante presenza in termini assoluti (sono 15.500 i minori censiti e presenti nelle strutture di accoglienza), mostra alcune specifiche caratteristiche dei giovani accolti.Aumenta la presenza femminile. Sta aumentando ad esempio la componente femminile: se infatti fino al 2015 la presenza maschile era nettamente predominante (95% dei minori), oggi le giovani sole costituiscono il 7,1% di tutti i minori censiti (1.091 a fine marzo). Tra le minori il 74% ha un’età compresa tra i 16 e i 17 anni. Ma diversamente dai maschi che sono soprattutto 17enni e 16enni (rispettivamente il 61% e il 24% di tutto il collettivo maschile), vi è anche una presenza più giovane in particolare nella fascia di età 7-14 anni (il 15% delle minori, percentuale più che doppia rispetto ai maschi). La Nigeria è nettamente il primo Paese di provenienza con oltre 528 minori non accompagnate (48% del collettivo femminile). Al secondo posto le giovani eritree (152 presenti, pari 14%), al terzo le albanesi con 95 presenze (8,7%). Tra tutti i minori nigeriani, la componente femminile incide per il 40%.
Irreperibili e scomparsi. Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si confermano numerosi coloro che abbandonano le strutture di accoglienza italiane che li ospitano: la situazione registrata al 31 marzo indica che sono 5.170 i minori che risultano irreperibili. Si tratta per lo più di giovani egiziani, eritrei, somali, afghani che vogliono soggiornare in Italia svincolati dall’accoglienza istituzionale o spesso aggiungere parenti e reti amicali nei paesi del nord Europa. Il Ministero dell’Interno nella recente Relazione sulle persone scomparse in Italia segnala che dal 1974 al 31 dicembre 2016 risultano da rintracciare 28mila minori stranieri (per la stragrande maggioranza non accompagnati), con un forte aumento in particolare nell’ultimo anno (consulta il dossier alla pagina http://www.interno.gov.it/it/notizie/persone-scomparse-aumenta-numero-dei-minori-stranieri-rintracciare).In linea con quanto previsto dalla Comunicazione della Commissione Europea del 12 aprile 2017 The protection of children in migration, nella quale si afferma l’importanza di promuovere protocolli e procedure per rispondere e affrontare in modo sistematico il fenomeno dei minori non accompagnati che si rendono irreperibili, è stato da poco firmato un protocollo d’intesa che prevede la condivisione delle informazioni e dei dati tra il dipartimento della Pubblica Sicurezza ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l’obiettivo di tutelare i minori stranieri non accompagnati, in particolare, dal traffico di esseri umani e dallo sfruttamento nel mondo del lavoro.

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Il Gruppo Europcar continua a crescere con l’acquisizione del suo franchisee in Danimarca

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

DanimarcaIl Gruppo Europcar, leader europeo nei servizi di autonoleggio e player di riferimento nel mercato della mobilità, ha annunciato l’acquisizione di Europcar Danimarca, uno dei suoi più principali franchisee. Dopo l’acquisizione di Europcar Irlanda lo scorso dicembre, il Gruppo continua ad ampliare il proprio Network Corporate che adesso conta 11 Paesi, rafforzando così la propria leadership nel noleggio di auto e furgoni.
Europcar Danimarca è leader di mercato a livello nazionale con una market share del 30%, vanta un network composto da 40 uffici di noleggio distribuiti nelle città e nei principali aeroporti. L’azienda gestisce una flotta media di 6.000 veicoli tra automobili, furgoni e vetture speciali e vanta un’ampia customer base composta da clienti privati e B2B. Nel 2016 Europcar Danimarca ha prodotto un fatturato pari a 60 milioni di euro.
Punti di forza di Europcar Danimarca sono la grande esperienza del team e gli accordi stretti nel settore dell’entertainment e con le case di produzione cinematografiche e musicali che rappresentano una parte significativa del business.Caroline Parot, CEO del Gruppo Europcar, ha dichiarato – “Siamo lieti di accogliere Europcar Danimarca nel gruppo dei Paesi Corporate. Insieme, grazie al management team in carica, abbiamo l’obiettivo di sostenere la crescita continua del business e sviluppare nuove sinergie di Gruppo. Prendendo spunto dall’esperienza di Europcar Danimarca nel mercato dell’entertainment e delle case di produzione sapremo inoltre cogliere opportunità di business in nuovi segmenti di mercato. A soli 4 mesi dall’acquisizione del nostre franchisee irlandese, tale operazione rappresenta un altro passo in avanti nel nostro piano di acquisizioni che ci permetterà di rafforzare la nostra leadership nel rispetto degli obiettivi che ci siamo prefissati per il 2020”.Christian Ree, CEO di Europcar Danimarca ha commentato: “Siamo un partner storico del brand Europcar e siamo molto orgogliosi di fare ora parte del Gruppo. Dal 1954, Europcar Danimarca ha sempre fornito un servizio di noleggio di auto e furgoni affidabile e di qualità. L’acquisizione non solo rafforza la nostra capacità gestire il business, ma ci offre anche una piattaforma tecnica molto più efficace per sviluppare soluzioni di mobilità innovative a beneficio di tutti i nostri clienti danesi e internazionali.”

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Women with low skills have fewer opportunities in the EU labour market

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

europeToday’s job market is constantly increasing requirements on competencies across all sectors. This poses a major challenge for the 64 million women and men with low levels of education in Member States. They are more often unemployed or completely out of the labour market, compared to people with middle and high levels of education. Women with low qualifications find it especially hard to access jobs with decent pay. Only 42 % of low qualified women are employed and almost half of these work in a precarious job. These are some of the findings from a new study on gender, skills and precarious work from the European Institute for Gender Equality (EIGE) out today.
“European labour market forecasts show the biggest future demand is for high-skilled jobs in the male-dominated areas of science, technology, engineering and mathematics (STEM). These job opportunities are not available for people with low levels of education and women in particular, are missing out. That is why equal access to affordable and good quality training is so important to provide new skills needed for the jobs of the future,” said Virginija Langbakk, EIGE’s director.
Over 6 million women and 2 million men without upper secondary education across the EU have never been employed. 14 % of women and 5 % of men with low qualifications have been out of the labour market for 10 years or more. As a result of the financial crisis, long-term and youth unemployment, pose serious challenges for the EU in achieving the EU2020 employment targets
“Low qualifications put people at a higher risk of precarious employment, which means very low pay, few working hours and insufficient job security. Almost half of women with low qualifications (45%) work in a precarious job compared to just over a quarter of men with the same level of education (26%). EIGE found that women in general are more likely to work in these types of jobs than men, regardless of their level of education. More than a quarter of women employees in the EU have precarious work,” said Virginija Langbakk, EIGE’s director.
The recently communicated European Pillar of Social Rights aims to improve the working and living conditions of citizens. It stresses the need for equal access to quality and inclusive education, training and life-long learning. Upskilling can unlock untapped potential in the EU, especially when it comes to women’s participation in the workforce. Opportunities for upscaling skills must go together with fair working conditions that improve the quality of work for all.
The research note ‘Gender, skills and precarious work in the EU’ was prepared at the request of the Maltese Presidency of the Council of the EU (2017). The findings have informed Council Conclusions on enhancing the skills of women and men in the EU labour market.

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Previsioni economiche di primavera 2017: crescita costante all’orizzonte

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

europa-261011-cBruxelles. Previsioni economiche di primavera 2017: crescita costante all’orizzonte. L’economia europea è entrata ormai nel quinto anno di una ripresa che sta ora interessando tutti gli Stati membri dell’UE e che dovrebbe proseguire a un ritmo per lo più regolare quest’anno e l’anno prossimo. Nelle previsioni economiche di primavera pubblicate oggi, la Commissione indica per la zona euro una crescita del PIL dell’1,7% nel 2017 e dell’1,8% nel 2018 (nelle previsioni d’inverno la stima era pari, rispettivamente, all’1,6% e all’1,8%). Per l’UE nel suo complesso, la crescita del PIL dovrebbe rimanere stabile all’1,9% per entrambi gli anni (nelle previsioni d’inverno era pari all’1,8% sia per il 2017 che per il 2018). Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le previsioni economiche di oggi indicano che la crescita nell’UE si sta rafforzando e che la disoccupazione continua a diminuire. La situazione è però molto diversa da uno Stato membro all’altro, con risultati migliori nelle economie che hanno attuato riforme strutturali più ambiziose. Per ristabilire l’equilibrio sono necessarie riforme audaci in tutta Europa, che vanno dall’apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi alla modernizzazione del mercato del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. In un’epoca di cambiamenti demografici e tecnologici, anche le nostre economie devono evolversi, offrendo maggiori opportunità e una migliore qualità di vita per i nostri cittadini.” Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L’Europa sta entrando nel quinto anno consecutivo di crescita, sostenuta da politiche monetarie accomodanti, da una solida fiducia delle imprese e dei consumatori e da un miglioramento del commercio mondiale. Tra le buone notizie, anche il fatto che l’incertezza che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi potrebbe iniziare a cedere, anche se la ripresa della zona euro in termini di posti di lavoro e di investimenti rimane disomogenea. La sfida principale da raccogliere nei mesi e negli anni a venire sarà porre rimedio alle cause di queste disparità.”
L’economia mondiale ha registrato un’accelerazione alla fine dello scorso anno e all’inizio di quest’anno, forte della ripresa simultanea della crescita in molte economie avanzate ed emergenti. La crescita mondiale (UE esclusa) dovrebbe rinvigorirsi attestandosi al 3,7% quest’anno e al 3,9% nel 2018, rispetto al 3,2% nel 2016 (previsioni immutate rispetto alla previsioni d’inverno), grazie all’economia cinese che continua a essere resiliente nel breve periodo e alla ripresa dei prezzi delle materie prime che sostiene altre economie emergenti. Le prospettive per l’economia statunitense sono generalmente invariate rispetto all’inverno. Nel complesso, nel 2017 e nel 2018 le esportazioni nette non dovrebbero incidere sulla crescita del PIL nella zona euro.
L’inflazione ha registrato una crescita significativa negli ultimi mesi, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio. Tuttavia l’inflazione di fondo, che non tiene conto dei prezzi volatili dei prodotti energetici e dei prodotti alimentari non lavorati, è rimasta relativamente stabile e ben al di sotto della media a lungo termine. Secondo le previsioni, nella zona euro l’inflazione dovrebbe salire dallo 0,2% nel 2016 all’1,6% nel 2017, prima di ritornare all’1,3% nel 2018 con l’attenuarsi dell’effetto dell’aumento dei prezzi del petrolio.I consumi privati, principale motore della crescita negli ultimi anni, nel 2016 hanno toccato il livello più elevato mai raggiunto in 10 anni, ma quest’anno dovrebbero diminuire a causa dell’inflazione che erode parzialmente il potere d’acquisto delle famiglie. Con il previsto rallentamento dell’inflazione nel prossimo anno, i consumi privati dovrebbero nuovamente registrare una lieve ripresa. Si prevede un’espansione abbastanza regolare degli investimenti, che però continuano a risentire delle modeste prospettive di crescita e della necessità di ridurre l’indebitamento in alcuni settori. Una serie di fattori depone a favore di una graduale ripresa: l’aumento dei tassi di utilizzo della capacità, la redditività delle imprese e condizioni di finanziamento allettanti, anche grazie al piano di investimenti per l’Europa.
Disoccupazione sempre in diminuzione. Continua la tendenza al ribasso della disoccupazione che però resta elevata in molti paesi. Nella zona euro dovrebbe scendere al 9,4% nel 2017 e all’8,9% nel 2018, toccando il livello più basso dall’inizio del 2009, grazie all’aumento della domanda interna, alle riforme strutturali e ad altre politiche governative in alcuni paesi che incoraggiano la creazione di numerosi posti di lavoro. La tendenza dell’UE nel suo complesso dovrebbe essere simile: si prevede che la disoccupazione scenda all’8,0% nel 2017 e al 7,7% nel 2018, attestandosi al livello minimo dal 2008. Il rapporto disavanzo pubblico/PIL e il rapporto debito lordo/PIL dovrebbero entrambi ridursi nel 2017 e nel 2018, sia nella zona euro che nell’UE. Il pagamento di interessi più bassi e la moderazione salariale nel settore pubblico dovrebbero garantire che i disavanzi continuino a contrarsi, anche se a un ritmo più lento rispetto agli ultimi anni. Nella zona euro si prevede che il rapporto disavanzo pubblico/PIL passi dall’1,5% del PIL nel 2016 all’1,4% nel 2017 e all’1,3% nel 2018, mentre nell’UE il medesimo rapporto dovrebbe scendere dall’1,7% nel 2016 all’1,6% nel 2017 e all’1,5% nel 2018. Il rapporto debito/PIL della zona euro dovrebbe passare dal 91,3% del PIL nel 2016 al 90,3% nel 2017 e all’89,0% nel 2018, mentre nell’UE nel suo insieme si prevede che il medesimo rapporto scenda dall’85,1% nel 2016 all’84,8% nel 2017 e all’83,6% nel 2018.
Sulle previsioni pesano rischi più equilibrati, ma ancora orientati verso un peggioramento
L’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata. Nel complesso, i rischi sono più equilibrati rispetto alle previsioni d’inverno, ma la probabilità di un peggioramento è sempre presente. I rischi esterni sono legati, ad esempio, alla futura politica economica e commerciale degli Stati Uniti e, più in generale, alle tensioni geopolitiche. L’aggiustamento economico della Cina, lo stato di salute del settore bancario in Europa e i prossimi negoziati con il Regno Unito sull’uscita dall’UE sono anch’essi considerati come possibili rischi di revisione al ribasso delle previsioni.
Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 25 aprile 2017. Le ipotesi relative ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime rispecchiano le aspettative del mercato desunte dai mercati dei derivati al momento di elaborare le previsioni. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 25 aprile 2017. A meno che le politiche non siano sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile, le proiezioni presuppongono che esse restino invariate.

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Sostegno dell’UE alla Somalia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

SomaliaBruxelles. L’UE è impegnata in Somalia con un approccio globale basato sulla diplomazia attiva, il sostegno al cambiamento politico, il miglioramento della sicurezza, l’assistenza allo sviluppo e l’aiuto umanitario.Per il periodo 2015-2020 la cooperazione dell’UE e degli Stati membri, compresi l’aiuto allo sviluppo, l’aiuto umanitario e le operazioni di mantenimento della pace, ammonta a 3,4 miliardi di EUR.La Somalia ha avviato riforme politiche in linea con il nuovo patto per gli Stati fragili, approvato nel 2011. Questo patto (2013-2016) ha guidato le relazioni fra la Somalia e l’UE e altri partner internazionali. Si prevede che saranno rinnovati i nuovi principi di responsabilità e partenariato, con il nuovo governo somalo che si insedierà nel 2017.
In occasione del vertice UE-Somalia svoltosi nel 2013 entrambe le parti hanno sostenuto il patto somalo. L’accordo contempla una strategia di collaborazione fra l’UE e la Somalia e stabilisce i cinque principali obiettivi della pace e del consolidamento dello Stato per il paese: 1. consolidamento di una politica inclusiva, 2. sicurezza, 3. giustizia, 4. fondamenti economici, 5. entrate e servizi.Il sostegno dell’UE e il finanziamento di questi e di altri obiettivi di sviluppo seguono il programma indicativo nazionale per la Somalia (2014-2020).L’UE svolge un ruolo di prim’ordine nel sostenere gli sforzi della Somalia per diventare un paese pacifico, stabile e democratico, affrontando nel contempo la pirateria e altri crimini internazionali.La forza navale dell’UE (EU NAVFOR) ha contribuito significativamente a ridurre la pirateria: nel 2011 sono state attaccate 174 navi mercantili e 25 sono state arrembate, con 736 marittimi tenuti in ostaggio, nel 2013 sono state attaccate 7 navi ma nessuna è stata arrembata, nel 2014 si sono registrati due attacchi, mentre nel 2015 e nel 2016 non si sono verificati attacchi. Nel marzo 2017 una nave è stata arrembata e tenuta in ostaggio per quattro giorni.
L’UE ha tre missioni di sicurezza e difesa:la missione militare di formazione dell’UE (EUTM Somalia) (EUTM), che sostiene le forze di sicurezza somale.la forza navale dell’UE (EU NAVFOR), che lotta contro la pirateria e l’EUCAP, volta a migliorare la sicurezza marittima regionale.Attraverso il programma nazionale indicativo l’UE eroga anche 100 milioni di EUR destinati alle iniziative di consolidamento dello stato e della pace per il periodo 2014-2020.L’UE è uno dei principali partner per lo sviluppo del paese. Fra il 2014 e il 2020 il programma nazionale indicativo dell’UE dispone di 286 milioni di EUR per aiutare il paese a realizzare i suoi obiettivi di sviluppo. Il programma è stato elaborato per riflettere le priorità del patto somalo.Questi finanziamenti sono integrati da altri stanziamenti provenienti dal bilancio dell’UE, relativamente a questioni specifiche, quali la democrazia e i diritti umani, il rafforzamento delle amministrazioni locali, la formazione, la sicurezza alimentare nonché l’approvvigionamento energetico e idrico.
In occasione della conferenza di Londra sono stati annunciati 200 milioni di euro supplementari.
Dal 1994 l’UE finanzia le operazioni di aiuto umanitario in Somalia. Si tratta di un aiuto necessario, poiché per decenni il paese ha vissuto una situazione di conflitto interno e di catastrofi naturali. Nel 2016 l’UE ha speso 46,5 milioni di EUR per finanziare le operazioni di aiuto nel paese, aiutando oltre due milioni di persone. Il sostegno interessa questioni quali la preparazione e la risposta alle emergenze, il miglioramento della sicurezza alimentare e della salute, l’innalzamento dei livelli dell’alimentazione, oltre a fornire alloggi, impianti sanitari e acqua. Per quanto riguarda la siccità che colpisce attualmente la Somalia, nel 2017 l’UE ha erogato 78,5 milioni di EUR sotto forma di aiuti umanitari. La risposta complessiva dell’UE e degli Stati membri alla siccità in Somalia supera i 450 milioni di EUR. L’UE è impegnata ad aiutare la Somalia a sviluppare un’economia forte e sostenibile in grado di sostenere il paese nei processi di consolidamento dello stato e della pace. Le relazioni in questo settore sono informate al patto somalo, al processo derivato dal patto per gli stati fragili e al programma nazionale indicativo. Gli obiettivi, le priorità e le azioni sono inoltre strettamente collegati al piano di ripresa economica del governo somalo.L’impegno dell’UE è quindi volto a rivitalizzare ed espandere l’economia somala con un‘attenzione al miglioramento delle condizioni di vita, alla creazione di posti di lavoro e alla promozione di una crescita inclusiva. Si darà un’attenzione particolare al miglioramento delle opportunità economiche per le donne e i giovani, garantendo loro un maggior accesso ad attività redditizie e generatrici di reddito.
Relazioni commercialiL’UE non ha importanti scambi commerciali formali o diretti con la Somalia. I principali partner commerciali del paese sono gli Stati del Golfo e lo Yemen.
Per aiutare la Somalia a espandere i suoi orizzonti commerciali, è in corso di attuazione il programma nazionale indicativo dell’UE per incrementare la produttività nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. Gli interventi del programma intendono altresì sostenere la crescita promuovendo il settore privato e commerciale in Somalia. MEMO/17/1243

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Citizens’ rights must come first in Brexit talks, says Civil Liberties Chair

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

Bruxelles“The European Parliament will fulfil its role in ensuring knowledge and transparency on the rights of EU citizens in the UK and UK citizens in the EU”, Civil Liberties Committee Chair Claude Moraes says ahead of today’s hearing on the “The situation and rights of EU citizens in the UK”. The public hearing will analyse the situation of EU citizens living in the United Kingdom and British citizens residing in the EU-27. These citizens – about four million in total – are a key factor in the Brexit negotiations, the outcome of which will have a direct impact on their daily lives.Civil Liberties Committee Chair, Claude Moraes (S&D, UK) says: “There is compelling and building evidence since the Brexit vote, that many EU citizens in the UK are experiencing great uncertainty about their position. We can detect this from some 28% of EU citizens who have applied for UK citizenship since the referendum, who have had their applications rejected or declared invalid. But this is only one example in a complex patchwork which we today want to unpick.“It is crucial to create clarity for the many families and individuals who unwillingly have found themselves in a very precarious and highly insecure situation for almost a year now.Today’s hearing serves as a clear indication that the European Parliament stands ready to fulfil its role in the negotiations by working hard with our constituents, our home governments and the EU institutions to ensure the voices of concerned citizens are being heard. Human beings come first, we are not commodities and what happens on citizens’ rights sets the tone for the entire negotiation and relationship for a generation to come so we must get it right”.
Everyone is aware that the European Parliament will play a key role in the negotiations. The hearing is an important opportunity for the Parliament to gather our own evidence on this important issue. It will help inform the work that we do here, the work of the Parliament Brexit negotiation team and hopefully bring our work in this area to a wider audience”, ends Mr Moraes.

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EU signature of the Istanbul Convention

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

istanbulThe Council of the European Union today approved the signature of the Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence on behalf of the European Union. Co-rapporteurs on the Istanbul Convention, Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SV) and Christine Revault d’Allonnes-Bonnefoy (S&D, FR) made the following statement:
“I appreciate the good cooperation with the Maltese presidency and I congratulate them for this first achievement. I regret however that the EU accession is limited to only very restrict areas of the Convention, “said co-rapporteur Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SV).
“A broad EU accession, taking into account all aspects of the Istanbul Convention will provide a strong legal framework in all Europe to prevent violence, combat impunity and protect women and girls from violence.
I reiterate the European Parliament’s call to the Commission, together with the Council of Europe, to open a dialogue with member’s states on their concerns on the Convention, to encourage them to ratify it and to support a broader EU accession in the Council. Let’s continue to join forces at all levels to make it possible, “concluded co-rapporteur Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SV).“Today the Council approved the EU signature of the Istanbul Convention and I very much welcome it as a step forward. Time is running out considering that one third of all women in Europe have experienced physical or sexual acts of violence. But, I deeply regret the Council decision not to support the broadest accession possible, which the European Parliament called for,” said co- rapporteur Christine Revault d’Allonnes-Bonnefoy (S&D, FR).“My top priority is still to ensure that the EU accession does make a real difference in ending violence against women, once and for all. I will now pay close attention to the negotiation of a Code of Conduct defining the cooperation between the EU and its Member States for the implementation of the Convention. I call for a swift and flexible agreement in order for all parties to act efficiently.
In this time of distrust between the EU and its citizens, the EU accession to the Istanbul Convention is a great example of how the EU has a positive impact on the daily life of its citizens. Together, we will move forward to protect the fundamental right of women to live free from violence wherever they are in Europe, “added Christine Revault d’Allonnes-Bonnefoy (S&D, FR).

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EU Security Policy Assessment: debate with Commissioner King and national MPs

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

european parliamentMembers of national parliaments, civil society and MEP’s will assess the current EU security policy with Commissioner Julian King to ensure that it is fit for purpose in a meeting organized by the Civil Liberties Committee on Thursday morning.The aim of the meeting is to receive input from national parliaments and civil society organizations on current EU security policies. The findings will feed into the comprehensive assessment of EU security policy currently carried out by the Commission, to be delivered by June 2017.
The assessment covers the three priorities of the European Agenda on Security adopted in 2015: tackling terrorism and preventing radicalization, disrupting organized crime and fighting cybercrime and looks at the key measures and instruments within these areas.
Commissioner King will present the preliminary findings followed by contributions from Members of National Parliaments: Maarten Groothuizen, The Netherlands, Koen Metsu, Belgium and Stefano Danbruoso, Italy and from civil society organisations: International Commission of Jurists, EuroCop and Amnesty International.The presentations will be followed by a debate with participation of members from national parliaments and the European Parliament.

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Presentati al Parlamento Europeo i risultati dello studio sul percorso di cura dei pazienti colpiti da ictus cerebrale

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

european parliamentLa Stroke Alliance for Europe ha presentato oggi la tanto attesa e completa analisi sull’intero percorso dell’ictus in Europa. Davanti a decine di membri del Parlamento Europeo, Jon Barrick, Presidente di SAFE e Valeria Caso, Presidente dell’European Stroke Organization, hanno illustrato le principali conclusioni della ricerca condotta dal King’s College su 35 Paesi Europei in contemporanea.“Anche se, in Europa, il tasso di mortalità legato all’ictus cerebrale è diminuito nel corso degli ultimi 20 anni, l’ictus cerebrale rimane una catastrofe umanitaria che si verifica sotto i nostri occhi perché più persone sopravvivono all’ictus e sono sempre più le persone che rimangono con gravi disabilità – ha dichiarato Jon Barrick. Il peso economico e sociale complessivo dell’ictus aumenterà drammaticamente nei prossimi 20 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione. Gli organi decisionali in Europa devono individuare il modo migliore per combattere l’ictus cerebrale e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono all’ictus e alle loro famiglie”.I dati raccolti nello studio Burden of Stroke indicano che tra il 2015 e il 2035 ci sarà complessivamente un aumento del 34% nel numero totale degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea, dai 613.148 casi nel 2015 agli 819.771 nel 2035.
Un confronto a livello europeo sull’ictus e sull’assistenza sono fondamentali per aiutare ogni singolo Paese a mettere in atto strategie di prevenzione efficace per questa patologia, fornire un’assistenza adeguata e appropriata e supportare tutti quelli che vengono colpiti da ictus. SAFE invita ogni Paese Europeo ad istituire un registro nazionale per l’ictus al fine di mantenere un adeguato controllo sulla patologia.
Il registro consentirebbe di monitorare le risorse e le prestazioni erogate durante l’intero percorso di cura. La condivisone dei risultati permetterà, inoltre, ad ogni Paese di imparare dagli altri e rinforzare e accelerare il processo di miglioramento dei modelli di cura per l’ictus adottati dai singoli paesi.Molti milioni di persone viaggiano in Europa da paese a paese ed è spaventoso pensare che possano ricevere cure eccellenti in una nazione mentre in un’altra possano andare incontro alle conseguenze catastrofiche dell’ictus cerebrale a causa della mancanza di adeguate cure per l’ictus.“Il costo totale dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 miliardi di euro ed è destinato ad aumentare, includendo sia i costi derivanti dall’assistenza sanitaria sia quelli indiretti a carico delle famiglie e delle società. Le previsioni mostrano che il numero delle persone colpite da ictus come condizione cronica passerà da 3.718.785 nel 2015 a 4.631.050 nel 2035, rappresentando quindi un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone in Europa. Si tratta di una gigantesca onda che sta per abbattersi su di noi ed è meglio iniziare a prepararsi per affrontarla – ha sottolineato ancora Jon Barrick, aggiungendo che è necessario un piano di azione comune contro l’ictus in Europa in modo che il previsto incremento del 34% del numero di nuovi casi di ictus dal 2017 al 2035 non travolga i Sistemi Sanitari Nazionali e le famiglie dei pazienti colpiti da ictus cerebrale.SAFE ritiene che il modo migliore per combattere l’ictus sia che ogni Paese membro della Comunità Europea abbia una strategia per l’ictus a livello nazionale attivamente supportata e sostenuta dal Governo e che riguardi l’intero percorso di cura dell’ictus: dalla diffusione della conoscenza tra la popolazione alla prevenzione, diagnosi e trattamenti, dai modelli di rete, riabilitazione specialistica per trattamenti a lungo termine, dall’integrazione sociale alla partecipazione alla vita comune. La strategia dovrebbe prendere in considerazione anche la questione delle cure palliative e del fine vita.Nella pianificazione di queste strategie è fondamentale che vengano coinvolti i rappresentanti di tutte le professioni coinvolte nella cura dei pazienti, caregiver, persone che sono state colpite da ictus e le associazioni di volontari di ciascun paese.
A.L.I.Ce. Italia Onlus è una Federazione di Associazioni regionali di volontariato – suddivise in oltre 80 tra sedi e sezioni – che ha tra i propri obiettivi statutari: diffondere l’informazione sulla curabilità della malattia; facilitare la informazione per un tempestivo riconoscimento dei primi sintomi come delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza; sollecitare gli addetti alla programmazione sanitaria affinché provvedano ad istituire centri specializzati per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle persone colpite da ictus e ad attuare progetti concreti di screening; tutelare il diritto dei pazienti ad avere su tutto il territorio nazionale livelli di assistenza, uniformi ed omogenei.A.L.I.Ce. Italia Onlus è membro della World Stroke Organization (WSO), di cui fanno parte associazioni di pazienti colpiti da Ictus di 85 Paesi e di SAFE, Stroke Alliance for Europe, organizzazione che riunisce 30 Associazioni di pazienti di Paesi europei e che ha diffuso le linee guida per la prevenzione e una migliore cura dell’ictus in un documento rivolto al Parlamento europeo e a tutti i governi dell’Unione, oltre che di ISO, Italian Stroke Organization ed ESO, European Stroke Organization.

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Una delegazione europea elogia le pratiche per la responsabilità sociale d’impresa attuate da Epson

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

DCIM100MEDIADJI_0078.JPGCinisello Balsamo. Una delegazione europea, che si è recentemente recata in visita presso gli stabilimenti di produzione di Seiko Epson in Cina e in Indonesia, è rimasta positivamente colpita dalle eccellenti condizioni di lavoro dei dipendenti dell’azienda, le quali superano ampiamente i requisiti previsti dalla legge e dimostrano l’impegno di Epson per quanto concerne l’implementazione di best practice relative alla responsabilità sociale d’impresa. Tale delegazione, formata da clienti e rappresentanti del settore pubblico, rivenditori, organizzazioni non governative (ONG) e istituzioni religiose, ha visitato gli stabilimenti cinesi e indonesiani di Epson, che insieme contano circa 20.000 dipendenti.
In seguito a una recente visita in azienda, Helmut Poder, Senior Legal Advisor presso Computacenter Germany, uno dei principali fornitori indipendenti di servizi per l’infrastruttura IT, ha commentato: “Per quanto riguarda gli stabilimenti Epson, ho avuto un’ottima impressione, constatando personalmente le eccellenti condizioni di lavoro dei dipendenti, nonché il rispetto degli standard sociali e l’applicazione di misure specifiche per il controllo della qualità.” Florian Hahnfeldt, Project Manager di Öko-Fair-Soziale Beschaffung, un’iniziativa per gli acquisti equo-solidali ed eco-sostenibili lanciata dalla Chiesa Protestante di Baden (Germania), ha aggiunto: “Epson ha aperto le porte dei suoi stabilimenti, dimostrando di essere un’azienda attivamente impegnata sul fronte della responsabilità sociale d’impresa per quanto riguarda la produzione IT. Durante la visita mi sono reso conto di quanto sia importante per Epson garantire condizioni di lavoro ottimali e di come la questione sia presa molto seriamente. Come prossimo passo, ritengo che le misure implementate da Epson debbano essere valutate e verificate da enti indipendenti in un’ottica di trasparenza e di credibilità. La responsabilità sociale d’impresa deve rientrare in un processo di miglioramento continuo e trasparente all’interno dell’azienda. Come istituzione religiosa, vogliamo acquistare dispositivi IT che siano stati prodotti in modo sostenibile e ci auguriamo che tutte le aziende del settore seguano l’esempio di Epson, prendendo parte al dibattito.”Niclas Rydell, responsabile per le certificazioni presso TCO Development, epsonl’organizzazione svedese che ha definito lo standard internazionale “TCO Certified” per la sostenibilità dei prodotti IT, ha dichiarato: “TCO Certified è un marchio indipendente per i prodotti IT che prende in considerazione una serie di fattori sociali e ambientali durante il loro intero ciclo di vita. I nostri criteri per una produzione socialmente responsabile formano un framework che le aziende del settore IT possono utilizzare per migliorare in modo continuo e sistematico le condizioni di lavoro nei loro stabilimenti produttivi. Nel 2017 Epson ha certificato molti videoproiettori con il marchio TCO Certified, aprendo anche le porte dei suoi stabilimenti di produzione per una valutazione da parte di enti indipendenti. Crediamo che le visite in fabbrica siano il primo passo per dimostrare in modo inequivocabile l’importanza della produzione socialmente responsabile per i clienti europei e di tutto il mondo.”
L’impegno di Epson nel garantire elevati standard di qualità per i suoi prodotti implica la gestione interna di numerosi processi produttivi. In questo modo è più semplice adottare procedure ottimali e mantenerle in essere durante l’intero ciclo di produzione, dalla realizzazione dei prodotti alla loro spedizione. Anche i fornitori Epson devono soddisfare i severi requisiti previsti dal Codice etico dell’azienda e sono pertanto sottoposti a controlli regolari in modo che eventuali migliorie vengano subito implementate. (foto: stabilimenti epson, epson)

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Bene adesione UE a Convenzione di Istanbul

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

europa«Accogliamo con estremo piacere l’adesione della UE alla Convenzione di Istanbul. Il Modavi Onlus promuove da anni le 3 P della convenzione: Prevenzione, Protezione della Vittima e Certezza della Pena. Mediante la nostra campagna nazionale “Faro – Azioni di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne”, è stato possibile realizzare l’indagine conoscitiva “AFRODITE” sui differenti aspetti della violenza tra pari, con uno specifico focus sulla violenza di genere, con risultati interessanti, ma al contempo allarmanti, disponibili sul sito http://www.modavi.it. Grazie al coinvolgimento in queste attività di 21 Associazioni affiliate operanti sul territorio nazionale e numerose collaborazioni con Enti locali e Istituti Scolastici di 16 Regioni e 20 Province sono stati portati alla luce, in maniera sistematica, gli atteggiamenti sessisti fin dalla loro comparsa nell’età adolescenziale. Il Modavi Onlus continua la sua battaglia in questo ambito, anche attraverso la gestione dei Centri Antiviolenza attivati sul territorio come “Pharos”, offrendo sostegno e tutela alle vittime, mettendo a disposizione anche un servizio online». Lo dichiara Maria Teresa Bellucci, Presidente Nazionale del Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano (Modavi Onlus).

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