Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 175

Archive for 16 maggio 2017

Lega: scissione come nel PD?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

salvini“Se nella Lega ci sarà una scissione come nel Pd? No, anche perché nel Pd a volerla fare c’erano fior di dirigenti, militanti, segretari di sezione che avevano fatto quella scelta. Nella Lega c’è solo Bossi che mi ricopre di insulti, io mi mordo la lingua e non gli rispondo, ma è solo lui”. Così Matteo Salvini oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. In realtà a contestarla ci sarebbe anche una certa ‘Signora Gina’. La conosce? “Non la conosco, ho solo letto che è un avvocato che si veste da donna e che imperversa sulle tv private venete. Ieri però in Veneto mi ha scelto il 91% dei militanti…”. Lei ieri ha trionfato nelle primarie della Lega. Si è anche autovotato? “Si, ieri mi sono votato”. La sua compagna Isoardi l’ha votata? “Non è iscritta alla Lega, perché dovrebbe votare?”. Se fosse stata iscritta, è possibile che avrebbe votato per il suo avversario Fava? ”Quelli che mi vogliono bene – ha detto Salvini a Rai Radio1 – probabilmente avrebbero scelto un candidato alternativo, così avrei avuto un pochino di tempo in più per la vita privata”. Renzi le ha fatto i complimenti per le primarie. “Non lo sapevo. Lo ringrazio allora”. Bossi invece ha detto che lei è come Renzi . “Oltre ad insultarmi come fa sempre, la cosa che mi ha incuriosito è che secondo lui i Le Pen andavano a scoperchiare le tombe degli ebrei, per passatempo. Io non lo sapevo, ma Bossi dice tante cose…” Sembra che il senatùr voglia lasciare la Lega…”Io non dirò mai una parola di rancore su di lui, è stato un grande e spero che non esca. Poi ripeto: ha chiesto il congresso e le primarie, sono state fatti e l’80% si è pronunciato per me, quindi è così o è così”.

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Campidoglio: sindaca Raggi incontra responsabile Ue inclusione sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

raggiRoma La sindaca Virginia Raggi ha ricevuto in Campidoglio Dominique Bè, responsabile della politica dell’UE sull’inclusione sociale e del programma Eurocities. Al centro del colloquio il programma dell’amministrazione di Roma Capitale per il superamento dei campi rom sul territorio della città e il tema dell’accoglienza di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo in ambito cittadino.L’amministrazione capitolina, infatti, sta lavorando ad un piano che prevede il progressivo superamento dei campi in un percorso di legalità ed inclusione e una continua azione di monitoraggio.

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Premio giornalistico “SIME – Carlo A. Bartoletti”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Bartoletti Carlo A.La Società Italiana di Medicina Estetica SIME bandisce il 1° Premio giornalistico ‘SIME – Carlo Alberto Bartoletti’ con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti la medicina estetica. Il Premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di euro 1.500 per ciascuna delle categorie individuate:
Agenzie di stampa e carta stampata
Radio-Televisioni
Web e servizi on line
verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Medicina Estetica SIME e da due giornalisti e verrà consegnato nel corso del XXXIX° Congresso SIME 2018 a Roma.
Art. 1 Il Premio è destinato al miglior elaborato di taglio giornalistico (pubblicato su testate giornalistiche cartacee, web, audio o video) che affronti tematiche relative alla ricerca e all’innovazione e alla corretta gestione nel campo della Medicina Estetica.
IMG_0464Art.2 La partecipazione al Premio è gratuita e riservata a giornalisti iscritti all’Ordine Nazionale o autori che pubblichino su testate regolarmente registrate al Tribunale di competenza.
Art.3 Possono concorrere al Premio gli autori di servizi in lingua italiana consegnati alla Segreteria del Premio e pubblicati da quotidiani, agenzie di stampa, settimanali, periodici, riviste specializzate, testate online, servizi radio-televisivi, pubblicati, trasmessi o diffusi prima del 30 marzo 2018.
Art.4 Saranno presi in considerazione i contenuti pubblicati su testate giornalistiche regolarmente registrate. Sono esclusi dalla partecipazione i giornalisti membri della Giuria, i loro familiari e tutte le persone che abbiano legami contrattuali con l’organizzazione.
Art.5 Le opere in concorso (non più di tre per ogni autore) dovranno pervenire, così come di seguito specificato, entro e non oltre il 30 marzo 2018, presso: dottoressa Vittoria Intrabartolo – Segreteria organizzativa Premio giornalistico ‘SIME – Carlo A. Bartoletti’ – via Monte Zebio, 28 – 00195 Roma (RM)

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Al via le selezioni per il Premio Shanghai, arrivato alla terza edizione/2017年上海大奖——第三届

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

shanghai-chinaIl Premio sarà attribuito, attraverso una selezione concorsuale, a tre giovani artisti italiani e a tre giovani artisti cinesi, nell’intento di promuovere la ricerca artistica in un’ottica di scambio bilaterale. Gli artisti italiani prescelti beneficeranno della possibilità di trascorrere un periodo di due mesi a Shanghai, mentre gli artisti cinesi potranno trascorrere un periodo di due mesi a Torino.
A conclusione del soggiorno, gli artisti esporranno sotto forma di mostra, performance o presentazione le opere realizzate nell’arco dei due mesi di soggiorno.
Il bando di selezione e maggiori informazioni si trovano al seguente link
http://www.iicshanghai.esteri.it/IIC_Shanghai/it/opportunita/premi_e_concorsi/premio-shanghai-2017-iii-edizione.html
2017年第三届“上海大奖”参赛报名已经正式启动。“上海大奖”旨在通过双边交流的形式推动艺术研究,将在参赛者之中评选出三位意大利青年艺术家与三位中国青年艺术家优胜者。优胜的意大利艺术家将有机会在上海艺术驻场两个月,优胜的中国艺术家将在都灵艺术驻场两个月,
艺术驻场结束时,艺术家在驻场期间所创作的作品将以展览、演出或推介会的形式获得展出。
参赛公告与具体信息详见以下链接 (premio shanghai)

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Istat: stangata da 772 euro x coppia con 2 figli; la top ten delle città più care

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

istatL’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.
L’Istat non conferma i dati preliminari relativi all’inflazione di aprile, registrando un ulteriore aumento da +1,8% a +1,9% su base annua e da +0,3% a +0,4% su base mensile.
“Il balzo dei prezzi è dovuto anche alle solite speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile. Ma al di là di questi fattori stagionali, ci preoccupa molto di più il rialzo dei beni energetici regolamentati, come luce e gas, che gravano pesantemente su tutti i bilanci delle famiglie, anche di quelle che non possono permettersi vacanze” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Il rialzo dei prezzi a +1,9%, per una coppia con due figli, la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 772 euro, 136 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per l’inesistente famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 570 euro in più nei dodici mesi (107 per il carrello della spesa), per una coppia con 1 figlio la stangata è di 678 euro in più su base annua.
Per un pensionato con più di 65 anni, la maggior spesa è pari a 374 euro, 382 euro per un single con meno di 35 anni, 553 euro per una coppia senza figli con meno di 35 anni
Resi noti oggi i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle province autonome, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la top ten delle città più care d’Italia (cfr tabella n. 2) in termini di aumento del costo della vita.
In testa alla classifica, Bolzano, dove l’inflazione del 2,6% si traduce in una stangata, per una famiglia di 4 persone, pari a 1406 euro su base annua. Segue Milano, dove l’inflazione a 2,4 determina un aumento del costo della vita pari a 1232 euro e Venezia, dove il rialzo dei prezzi del 2,5% comporta una maggior spesa annua di 1007 euro.

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Sono 8 su 1000 i bambini italiani che nascono con cardiopatie congenite

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

cardiopatiaE’, tuttavia, incoraggiante sapere che è in costante aumento il numero di adulti cardiopatici congeniti che sono cresciuti riuscendo ad affrontare positivamente questa condizione. Recenti stime fatte negli Stati Uniti dimostrano che le persone con cardiopatie congenite in età adulta già superano numericamente i bambini che convivono con queste patologie, svincolando il tema di prerogativa della medicina pediatrica e affrontando quindi tutte le problematiche legate all’età adulta. La corretta diagnosi, il trattamento delle principali patologie, la qualità e l’aspettativa di vita di questa nuova popolazione di pazienti, identificata con l’acronimo GUCH (Grown-Up with Congenital Hearth Disease), saranno affrontati in occasione del secondo simposio internazionale sul tema, che avrà luogo a Roma, presso l’Hotel Columbus, il 27 maggio. Il simposio, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute, è frutto della collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli, il Gruppo Ospedaliero San Donato e la Johns Hopkins University. L’evento vedrà coinvolti relatori di diverse cardiochirurgie negli Stati Uniti e in Europa, come la Mayo Clinic e la All’s Children Hospital, ai quali si affiancheranno i principali specialisti delle cardiochirurgie pediatriche italiani.
“Grazie ai progressi della cardiologia e della cardiochirurgia pediatrica, spiega il professor Massimo Massetti, Direttore Cardiochirurgia (UOC) e Dirigente Medico responsabile di Struttura Complessa presso il Policlinico A. Gemelli, quasi il 90% di neonati e bambini italiani affetti da cardiopatia congenita oggi raggiunge l’età adulta. Questa storia di successo impone ai medici cardiologi e ai cardiochirurghi di confrontarsi con nuove problematiche che una crescente popolazione di persone che convive con queste patologie comporta. Gestire questa sfida richiede un approccio multidisciplinare, con un’intensa interazione tra le figure professionali che operano nell’ambito della cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e quelle che invece si occupano della sfera adulta”.

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E’ italiana la presidenza della prestigiosa Società Europea di Endocrinologi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Andrea GiustinaIl professor Andrea Giustina, Full Professor of Endocrinology and Metabolism all’Università Vita e Salute San Raffaele e attuale Presidente di GIOSEG (Glucocorticoid induced osteoporosis skeletal endocrinology group) è stato eletto con il 65% dei voti a favore. Il Prof. Giustina sarà in carica per il prossimo quadriennio dapprima come Presidente eletto (verrà proclamato al prossimo Congresso Europeo di Endocrinologia che si terrà a Lisbona dal 20 al 23 maggio 2017) e successivamente come Presidente dal 2019 al 2021.Tra i principali obiettivi della Presidenza Giustina pone il rafforzamento della presenza italiana nell’ambito dei programmi di ricerca europei lavorando a sempre più stretto contatto con le Istituzioni nazionali e continentali , lo sviluppo di iniziative dedicate ai giovani endocrinologi per facilitarne la mobilità in Europa aumentando anche l’attrattività’ italiana per ricercatori che dall’estero vogliano crescere presso le Istituzioni di eccellenza del Paese ed infine la promozione di un vero core curriculum pan-europeo che superi le storiche disparità tra le differenti nazioni.
La Società Europea di Endocrinologia è stata creata per promuovere la ricerca di pubblica utilità, l’educazione e la pratica clinica in endocrinologia, per l’organizzazione di conferenze, corsi di formazione e pubblicazioni, e sensibilizzare l’opinione pubblica, di concerto con i legislatori nazionali e internazionali su tutte le tematiche in campo endocrino e metabolico .Le principali attività includono l’organizzazione dell’annuale Congresso Europeo di Endocrinologia oramai punto di riferimento e di incontro imprescindibile per gli endocrinologi europei. ESE organizza anche una serie di laurea. ESE ha cinque riviste ufficiali; European Journal of Endocrinology , Journal of Endocrinology , Journal of Molecular Endocrinology , Cancer endocrino-correlati e di un interdisciplinare Open Access Journal, Endocrine Connections , lanciato nel 2012. Tra di loro le riviste coprono l’intero spettro di endocrinologia e aiuto per aumentare il profilo di europei endocrinologia.La Società Europea di Endocrinologia è stata registrata presso la Charity Commission il 7 aprile 2008, il numero di registrazione di beneficenza 1.123.492.

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I nuovi ‘cicli di vita’ in Italia “Ecco come siamo cambiati”

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

IMG_0489Da un lavoro presentato al Sime (medicina estetica) da Raimondo Cagiano de Azevedo dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e da Cinzia Castagnaro dell’Università telematica ‘Guglielmo Marconi’
● Nel corso degli ultimi 100 anni, la dinamica naturale e migratoria ha notevolmente modificato la popolazione residente in Italia, sia in termini di struttura che di stock: mentre fino alla prima metà degli anni sessanta è la componente naturale che determina il ritmo dell’accrescimento della popolazione, dalla seconda metà fino ad oggi, questa si presenta più debole e la crescita diminuisce
● Verso la fine degli anni ‘90 la popolazione riprende ad aumentare, ma stavolta grazie alla componente migratoria. A partire dal 2015, la popolazione residente inizia a decrescere, e invecchia. L’obiettivo dello studio è mostrare le fasi che hanno attraversato i fenomeni demografici, che hanno portato a nuovi cicli di vita che non corrispondono più a quelli del passato. Un lavoro ‘certosino’, in cui tutti i dati sono di fonte Istat. I dati relative alla popolazione residente provengono dai dati censuari a partire dal 1931, e dalle ricostruzioni intercensuarie. I dati sui flussi migratori provengono dalla Ricostruzione della popolazione residente e del bilancio demografico. I dati sui matrimoni provengono dalla Rilevazione dei matrimoni. I dati sui nati provengono dalla Rilevazione delle nascite (fino al 1998) e dalla Rilevazione degli Iscritti in Anagrafe per nascita. Al 1° gennaio 2017 si stima che la popolazione ammonti a 60 milioni 579 mila residenti, 86 mila unità in meno sull’anno precedente.
La bassa natalità e l’aumento della speranza di vita, e dunque l’aumento del contingente di popolazione alle età più avanzate, collocano il nostro Paese tra i più vecchi del mondo, insieme a Giappone (indice di vecchiaia pari a 204,9 nel 2015) e Germania (159,9 nel 2015). Negli ultimi anni le nascite, dopo una fase di lieve aumento durata fino a fine 2007, hanno sperimentato una nuova fase di decrescita, avviatasi nel 2008, dovuta ad alcuni effetti di struttura conseguenti alle significative modificazioni della popolazione femminile in età feconda, convenzionalmente fissata tra 15 e 49 anni. La fecondità, che rappresenta la propensione alla riproduzione di una popolazione, vede scendere il suo indicatore a 1,34 figli in media per donna nel 2016 (da 1,35 del 2015); ciò è dovuto al calo delle donne in età feconda per le italiane e al processo d’invecchiamento per le straniere: le straniere hanno avuto in media 1,95 figli nel 2016 (contro 1,94 nel 2015); le italiane sono rimaste sul valore del 2015 di 1,27 figli. L’aumento della fecondità registrato a partire dalla seconda metà degli anni Novanta (nel 1995 il minimo storico di 1,19 figli per donna), che aveva portato a 1,46 nel 2010 il suo indicatore sintetico, sembra dunque terminato. La fase di diminuzione della fecondità avviatasi con la crisi presenta una particolarità: la forte contrazione dei primi figli; in un contesto di bassa fecondità, come quello italiano, il numero medio di primi figli per donna è circa il 50% della fecondità complessiva. In particolare, la permanenza dei giovani, sempre più prolungata, nella famiglia di origine sposta in avanti il calendario della prima unione. Nel 2015 vivono nella famiglia di origine l’80,9% dei maschi 18-30enni (oltre 3 milioni e 200.000) e il 69,7% delle loro coetanee (oltre 2 milioni e 700.000). La prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine è dovuta a molteplici fattori, tra cui: IMG_0469l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà che incontrano i giovani nell’ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà del lavoro stesso, le difficoltà di accesso al mercato delle abitazioni. Al 1° gennaio 2017 i residenti hanno un’età media di 44,9 anni, due decimi in più rispetto alla stessa data del 2016. Gli individui di 65 anni e più superano i 13,5 milioni e rappresentano il 22,3% della popolazione totale; quelli di 80 anni e più sono 4,1 milioni, il 6,8% del totale, mentre gli ultranovantenni sono 727 mila, l’1,2% del totale. Gli ultracentenari ammontano a 17 mila. Da una lettura integrata svolta dall’Istat attraverso la 90 anni di storia, è possibile apprezzare, grazie allo strumento delle piramidi per età, l’impatto delle transizioni demografiche sulla struttura della popolazione. Nell’arco di tre generazioni di madri e figlie la piramide della popolazione si rovescia. L’Italia è, infatti, uno dei paesi con il più basso peso delle nuove generazioni: la quota di queste classi di età dal 1926 al 2016 si è pressoché dimezzata. Nel 2016 la popolazione fino a 24 di età è scesa sotto il 25 per cento. Si tratta di sei milioni di giovani in meno per l’Italia. Queste trasformazioni strutturali hanno un forte impatto sui livelli di fenomeni quali nascite, matrimoni, occupazione ecc. La prima generazione considerata è la Generazione della ricostruzione, costituita dai nati dal 1926 al 1945, grande protagonista del secondo dopoguerra. Segue la Generazione del baby boom (1946-1964). La Generazione di transizione (1966-1980) segna il passaggio tra il vecchio e il nuovo millennio; i suoi membri sono cresciuti tra la fine del blocco sovietico e l’allargamento a Est dell’Unione europea. Sono entrati nel mondo del lavoro con più lauree e master dei propri genitori ma sono anche i primi a subire le conseguenze della recessione, con minori opportunità di lavoro sia in termini di quantità sia di qualità. Con il termine Millennial sono indicati in letteratura coloro che sono entrati nella vita adulta nei primi 15 anni del nuovo millennio, quindi orientativamente con Generazione del Millennio si intendono i nati negli anni Ottanta e fino alla metà degli anni Novanta. Infine, i più giovani, indicati come la Generazione delle reti, costituita da coloro che sono nati e cresciuti nel periodo in cui le nuove tecnologie informatiche si sono maggiormente diffuse e hanno quindi percorso tutto o buona parte del loro iter formativo nell’era di internet, il che li connota per essere sempre connessi con la rete. Passando dalla Generazione della ricostruzione alla Generazione di transizione emerge un cambiamento dei percorsi verso la vita adulta. L’80 per cento degli uomini nati negli anni Quaranta aveva avuto almeno un evento familiare entro i 30 anni d’età (erano cioè andati a vivere da soli o si erano sposati e/o avevano avuto un figlio). Questa proporzione diminuisce costantemente, arrivando al 60 per cento degli uomini nati negli anni Settanta. Ancora più evidente il cambiamento del corso di vita femminile: se un tempo, per le nate negli anni Quaranta e Cinquanta, fino al 75 per cento delle donne aveva vissuto un evento familiare prima del venticinquesimo compleanno, ciò ha riguardato il 56,5 per cento delle nate degli anni Sessanta e il 46,6 per cento di quelle degli anni Settanta (par. 2.3 I percorsi verso la vita adulta). Nel 2015 il 70,1 per cento dei giovani di 25-29 anni della Generazione del millennio e il 54,7 per cento delle loro coetanee vive ancora in famiglia con il ruolo di figli. Nel 1995, per le persone fra 25 e 29 anni della Generazione di transizione queste proporzioni erano rispettivamente il 62,8 per cento per gli uomini e il 39,8 per cento per le donne. La prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine è dovuta a molteplici fattori, tra cui: l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà, gli ostacoli a trovare un’abitazione. L’effetto di questi fattori è stato amplificato negli ultimi anni dalla congiuntura economica sfavorevole che ha spinto sempre più giovani a ritardare ulteriormente le tappe verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia. Sempre meno matrimoni per Generazione del millennio e Generazione di transizione. In particolare, il protrarsi della permanenza dei giovani nella famiglia di origine spinge in avanti il calendario della prima unione. I cicli di vita risentono dunque della dinamica di formazione e scioglimento delle unioni, del rinvio della fecondità e della prolungata permanenza dei giovani nella famiglia di origine, nonché dell’aumento della sopravvivenza. Tra i passaggi più significativi che si sono modificati nel ciclo di vita degli adulti vi è la fase in cui la coppia rimane senza più figli in casa (‘nido vuoto’), avendo tutti lasciato la famiglia di origine, e quella in cui si diventa nonni. (in abstract)

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L’eccellenza automobilistica italiana

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Charlotte RoadsterMontecarlo dal 1 al 3 giugno Charlotte Roadster farà la sua apparizione durante la “Monte Carlo Fashion Week”, tre giorni di eventi e sfilate, organizzata dalla Camera Monegasca della Moda in collaborazione con il Governo, il Comune e la Direzione del Turismo e dei Congressi di Monaco, in cui i brand della moda si presentano al pubblico internazionale.
Secondo modello dell’azienda italiana FV- Frangivento- che si è fatta conoscere al Salone dell’Auto di Torino nel 2016 per poi ottenere la definitiva consacrazione al Motorshow di Bologna – Charlotte Roadster nasce dalla volontà dei fondatori, Giorgio Pirolo e Paolo Mancini di coniugare uno spiccato senso del design, con la produzione di auto elettriche ed ecosostenibili in un momento di alto tasso di inquinamento.Per realizzare il loro obbiettivo, i fondatori hanno riunito una squadra di oltre venti eccellenze italiane fra Piemonte e Veneto, riuscendo in questo modo ad unire la massima artigianalità italiana unita alle nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.La vettura sfoggia una siluette iconica avviluppata su di un’unica linea che dal passaruota posteriore percorre tutta l’auto verso il frontale come a voler riprodurre il Jump. Per la sua costruzione la sono stati adottati componenti lavorati dal pieno dell’alluminio con materiali di derivazione aeronautica mentre gli esterni sono battuti a mano secondo Charlotte Roadster1l’antica tradizione dei battilastra torinesi.La Charlotte Roadster è equipaggiata con quattro unità elettriche a flusso assiale, due all’avantreno e due al retrotreno, per una potenza complessiva di di 660 kW e un consumo pari a 14 kWh/100 km. E’ in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 2,6 secondi, raggiungere i 200 KM orari da ferma in 7,8 secondi e toccare una velocità di punta di 305 km/h. L’autonomia, con ciclo Nedc, raggiunge invece i 500 chilometri.Molto curati anche gli interni, ispirati al Mediterraneo, con pelli e superfici che ricreano i giochi di luce e i riflessi dell’acqua. I passeggeri della due posti possogno gustare la sensazione di un tuffo nel mare grazie alle due ‘Onde’ che avvolgono i sedili fino ai pannelli porta. Pensato per ospitare la guida autonoma, l’abitacolo è stato pensato come un moderno loft sgombero da ogni cosa per lasciare spazio all’uso di materiali di pregio, fino ai tasti in argento. Inoltre su una parte dell’auto sospesa, definita “Isola”, perché riprende la forma triangolare della Sicilia, è stato inserito un Moretto Veneziano. Il richiamo al mare è stato ripreso anche dall’inserimento di un acquario dietro i sedili che dà al tutto un senso prospettico inaspettato regalando un’idea di profondità e relax. (foto: Charlotte Roadster)

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Servizio civile obbligatorio? Lasciate perdere signora ministra e signor militare… non vi compete e sareste liberticidi

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Roberta PinottiC’era la festa degli Alpini e la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, forse per non doversi limitare a svolgere il proprio ruolo istituzionale per ricordare la cosiddette gloriose presenze puniche degli Alpini nel secolo scorso, ha pensato che fosse bene dare un proprio contributo politico ed umano: il servizio civile obbligatorio. E le ha fatto eco il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano. Scartata, per il momento, una qualche voglia di ritorno al servizio militare obbligatorio, voglia che, invece, non e’ marginale in alcuni nostri partner europei.
Domanda: ma perche’ un giovane dovrebbe sottoporsi a questa obbligatorieta’? Secondo ministra e generale la vita di un giovane che ha appena finto la scuola dell’obbligo, sarebbe dello Stato.
A noi sembra balzana l’idea che a proporre questo obbligo siano istituzioni militari e non civili… forse e’ un servizio civile che serve ai miliari o che li sostituisce in qualche loro funzione? C’e’ qualcosa che non ci torna, oppure non abbiamo capito niente del servizio civile, mentre per le nostre istituzioni militari continua, come era nel secolo scorso fino alla fine dell’obbligo del servizio militare, un’alternativa alla ferma obbligatoria, alternativa gestita dalle stesse strutture militari. Comunque, non crediamo che siamo rimasti indietro o disinformati, ma solo che Pinotti e Graziano abbiamo solo espresso opinioni al di fuori del loro ambito di competenza, senza accorgersene perche’ probabilmente sono rimasti con la testa al secolo scorso.
Ma siamo sicuri che la vita di un giovane appartenga allo Stato? Era cosi’ quando c’era l’obbligo del servizio militare anche negli Stati democratici, e’ cosi’ e’ in quegli Stati che hanno sistemi democratici traballanti o discutibili rispetto al nostro (cosiddetto Occidente) modello. Nelle democrazie moderne il principio base e’ la liberta’ del cittadino individuo, lo Stato servizio, l’economia di mercato. Se invece leviamo questa liberta’ di scelta, torniamo allo Stato nazione, alla patria; e di conseguenza: economia nazionale e monopolista, identita’ etnica e razziale come pilastro… cioe’ tutto quello che ha distrutto il mondo nei secoli scorsi e che ha avuto la massima espressione nel nazismo e nel fascismo del secolo scorso.

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Minori: Insegnare la matematica come arte sviluppa lati destro e sinistro del cervello

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

olimpiadi-matematica-cesenatico_largeRoma dal 25 giugno al 1 luglio nel ‘Talent camp’ a Cinecittà World ‘Spettacoli di matematica’ e l’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) saranno impegnati ad una settimana di divertimento, scoperte e crescita per bambini e ragazzi ad alto potenziale in cui i minori plusdotati verranno coinvolti nei laboratori emotivi e di ‘CineMATHS’. “Dobbiamo insegnare a tutti i ragazzi, anche a quelli con alto potenziale intellettivo, ad utilizzare sia il lato sinistro che quello destro del cervello. Il lato sinistro è quello dei conti, il destro dei racconti. Se non sono sviluppati entrambi- avvisa l’ingegnere umanista- mancherà l’equilibrio e alla fine nascerà una grande fragilità sia emotiva che, successivamente, nel mondo del lavoro”. Il presidente di ‘Spettacoli di matematica’ ricorda che “l’Italia è precipitata all’ultimo posto tra i primi 40 paesi sulla matematica. Purtroppo quando andiamo nelle scuole e nelle famiglie sentiamo sempre che è la peste nera. Vorrei che la matematica venisse abbinata alla poesia, alla musica, all’arte, al teatro e al cinema”.
“La matematica deve essere insegnata come una materia artistica”. Ne è convinto Aldo Reggiani, presidente di ‘Spettacoli di matematica’, l’associazione di promozione sociale formata da attori professionisti ed ingegneri che dal 2009 promuove spettacoli teatrali di matematica per emozionare bambini e ragazzi. “Nel 2015 abbiamo fondato anche una casa di produzione cinematografica che si chiama ‘Feel Center’ e con essa abbiamo prodotto due film di matematica, divertenti e artistici: ‘Una magia saracena’ per un pubblico dagli 11 ai 14 anni, già visto da più di 70 mila giovani; ‘Il giardino dei numeri’ per bambini dai 6 ai 10 anni, realizzato in collaborazione con l’Opera nazionale Montessori perché il genio di Maria Montessori ci ha insegnato che la matematica bisogna impararla con le mani e con il cuore”.
– In cosa consistono gli spettacoli teatrali di matematica?
“Mettono in scena concetti di matematica e di problem solving. Noi proponiamo le equazioni ballate, rendiamo la matematica non solo visibile ma anche artistica. Insegniamo facendo vedere il lato emozionale della materia, come se si trattasse di un’opera d’arte. Quando facciamo un’equazione non puntiamo sul risultato ma sul ragionamento- spiega l’ingegnere- che deve dare soddisfazione”.
Per chi fosse interessato, la partecipazione al ‘Talent Camp’ è riservata ai bambini dai 6 anni (che abbiano frequentato nell’anno scolastico 2016/17 dal primo al quinto anno della scuola primaria) ai 14 anni (che abbiano frequentato nell’anno scolastico 2016/17 dal primo al terzo anno della scuola secondaria di primo grado). I partecipanti dovranno avere una documentazione che attesti una valutazione cognitiva che li collochi nella fascia della dotazione intellettiva, top 5% o dal 95° percentile in su (Quoziente intellettivo o Indice abilità generali maggiore o uguale a 120). Le iscrizioni al TALENT CAMP saranno aperte fino al 22 maggio.

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L’Università di Parma in prima fila nell’organizzazione della Certificazione di latino

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Parma ateneoParma Le prove per la certificazione si terranno il 6 giugno dalle 14 alle 18 nelle aule K3 e K6 del Plesso D’Azeglio-Kennedy. L’Università di Parma è tra i primi Atenei italiani coinvolti nella sperimentazione della Certificazione di latino, considerata al pari di quella delle lingue straniere e rilasciata agli studenti che dimostrino di avere le competenze linguistiche a vari livelli. L’iniziativa è stata resa possibile dalla firma di un protocollo d’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna (USRER) e la Consulta Universitaria di Studi Latini (CUSL). L’Emilia-Romagna si è infatti recentemente unita alle altre regioni in cui è stata avviata la sperimentazione (Lombardia, Sicilia, Liguria, parte del Veneto e Provincia autonoma di Trento), che coinvolge anche gli Atenei emiliano-romagnoli di Bologna e Ferrara. L’obiettivo finale è quello di elaborare un modello unico di certificazione, che definisca in maniera univoca i livelli, le competenze richieste, le modalità di accertamento e verifica delle competenze richieste e le forme di spendibilità. La realizzazione di questo modello unico potrà portare alla definizione di un protocollo d’intesa nazionale con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), che stabilisca le modalità generali di svolgimento e conseguimento della certificazione. Le prove per la certificazione si svolgeranno nelle rispettive sedi universitarie. A Parma si terranno il 6 giugno dalle ore 14 alle ore 18 nelle aule K3 e K6 dell’Università di Parma (Plesso D’Azeglio-Kennedy). È ammesso un numero massimo di 140 studenti dei licei di Parma e provincia (ma auspicabilmente anche di Piacenza e Reggio Emilia). La commissione che si occupa dell’organizzazione e della correzione delle prove è costituita dalle responsabili prof.ssa Mariella Bonvicini e prof.ssa Stefania Voce, docenti del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma (Unità di Antichistica coordinata dal prof. Giuseppe Biondi), dalla prof.ssa Viviana Menoni, docente di Latino al Liceo Scientifico Marconi di Parma, e dal prof. Leonardo Ferrari, docente di Latino e greco al Liceo classico Romagnosi di Parma.

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Il mondo russo-orientale

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Pontificia Università AntonianumRoma Martedì 16 maggio 2017 – ore 17 Pontificia Università Antonianum – Sala S. Bernardino da Siena – Viale Manzoni, 1 Relatore: p. ADALBERTO PIOVANO (Monastero di Dumenza), Esperto di monachesimo e spiritualità russa Saluto di SR MARY MELONE, Rettore Magnifico della Pontificia Università Antonianum. Introduce dott. Romano Cappelletto, Ufficio Stampa Paoline. Si concentra sul variegato mondo della spiritualità russa e orientale il quarto e ultimo appuntamento (dopo quelli del 22 febbraio su San Francesco e del 20 marzo su Charles De Foucauld e del 4 aprile su Lutero) del ciclo di incontri Riforma e Riforme: una ricchezza per la Chiesa, organizzato dalla casa editrice Paoline e la Pontificia Università Antonianum in occasione del quinto centenario dell’episodio che ha dato avvio alla Riforma luterana.Quello della riforma e delle riforme è un tema caro alla Chiesa, soprattutto nella misura in cui sappia riconoscersi come popolo in cammino, come segno che rimandi al suo centro, Gesù, e non come realtà immutabile nelle sue forme, strutture e consuetudini. Da sempre i “riformatori” abitano la storia del cristianesimo, muovendosi spesso su un terreno difficile, tra obbedienza alla gerarchia e riconoscimento della verità teologica della Chiesa, ma anche denuncia del peccato al suo interno e testimonianza di un anelito spirituale non tacitabile. Un terreno difficile dai confini non sempre chiaramente definiti, lungo il quale è comunque possibile riconoscere vicende di esplicita e intenzionale rottura o fedele – finanche sofferta – obbedienza, mentre riecheggia inalterato l’appello a tracciare i sentieri di un sempre rinnovato dialogo.
Con questo ciclo di incontri la Casa editrice Paoline e la Pontificia Università Antonianum desiderano mettere al centro della riflessione il tema della Riforma e delle Riforme, nella loro articolazione dentro e fuori la Chiesa cattolica e nel loro apporto positivo in termini di riflessione teologica e spirituale. I quattro incontri intendono articolare la riflessione a partire da quattro “luoghi”, cronologici e geografici, della storia del cristianesimo, di cui si tenta di leggere la complessità storica, i caratteri peculiari di novità, gli elementi di arricchimento per la Chiesa di oggi.

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Roma: In corso censimento digitale immobili e adeguamento canoni

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

campidoglioDal mese di settembre 2017 i servizi di gestione tecnico-amministrativa e di riscossione relativi al Patrimonio di Roma Capitale verranno affidati ad Aequa Roma, società interamente partecipata dal Campidoglio. È quanto prevede una memoria approvata dalla Giunta Capitolina che incarica gli uffici competenti di disporre, quindi, l’internalizzazione delle attività precedentemente affidate a soggetti privati.In particolare, Aequa Roma si occuperà di completare la reingegnerizzazione, già avviata, del sistema informativo relativo al Patrimonio, digitalizzando il lacunoso archivio cartaceo ereditato dai precedenti gestori: questa operazione consentirà di avere un censimento completo degli immobili e dei rapporti con l’utenza, necessario per finalizzare il processo di adeguamento dei canoni di locazione ai valori di riferimento stabiliti dalle normative nazionali e dai regolamenti comunali.Alla società capitolina, infatti, verrà anche affidata la gestione contabile dei rapporti di locazione e concessione, nonché delle procedure di alienazione: Aequa Roma provvederà alla rendicontazione di tutti le entrate, al monitoraggio degli incassi, alla razionalizzazione dei metodi di pagamento e soprattutto alla riscossione ordinaria e coattiva dei canoni.“Con il progetto di internalizzazione della gestione degli immobili comunali – dichiara l’assessore al Bilancio e Patrimonio, Andrea Mazzillo – ci apprestiamo ad archiviare per sempre la stagione di ‘Affittopoli’. Roma si riprende il suo patrimonio, dopo decenni di confusa e in qualche caso opaca conduzione. La nostra amministrazione ripristinerà trasparenza, grazie a un censimento digitale finalmente esaustivo dei cespiti e dei rapporti in essere. Poi si rimedierà agli scandali del passato, adeguando i canoni ai prezzi di mercato e garantendo così al Campidoglio entrate adeguate alla valorizzazione di un patrimonio così importante”.

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Immigrazione: Il business della malavita

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

immigrazione-via-mare“Il Cara di Crotone è una bomba ad orologeria dove i Poliziotti rischiano ogni giorno la vita e che costa di milioni di euro che, a leggere oggi i titoli di tutti i media nazionali, vanno ad ingrassare la criminalità organizzata. Diviene sempre più chiaramente visibile la vera fisionomia del ‘sistema della solidarietà’ in Italia… un vero e proprio business che, lungi dal fare davvero il bene dei migranti che meritano accoglienza e tutela, è solo un ‘baraccone’ fetido ed al limite della disumanità. Un pozzo nero in cui svaniscono milioni di euro che comunque arricchiscono pochi e che non fanno il bene dei tanti che ne avrebbero davvero bisogno, ed il tutto a spese, anche e soprattutto, dei tanti colleghi travolti nel gorgo di servizi al limite del sopportabile, in cui si fanno in quattro, in condizioni parimenti disumane, senza che questo serva ad affrontare seriamente il problema. La vergogna dell’assurda, inadeguata, dannosa gestione del massiccio fenomeno migratorio senza precedenti trova ogni giorno conferme sempre più autorevoli, eppure noi facciamo da anni denunce gravissime, che non hanno avuto seguito”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la maxi-operazione antimafia effettuata a Crotone per l’esecuzione di 68 fermi che ha colpito la cosca Arena, per accuse che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, porto e detenzione illegale di armi, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture. Secondo le accuse il clan controllava anche il Cara della città pitagorica, il più grande d’Europa, e sui 103 milioni di euro che lo Stato ha destinato dal 2006 al 2015 per la gestione del Centro richiedenti asilo di Crotone, ben 36 sarebbero finiti alla cosca degli Arena. In manette sono finiti anche Leonardo Sacco, presidente della sezione calabrese e lucana della Confraternita delle Misericordie, organizzazione che da dieci anni gestisce il Cara di Isola Capo Rizzuto, ed il parroco del paese, don Edoardo Scordio, entrambi accusati a vario titolo di associazione mafiosa, oltre a vari reati finanziari e di diversi casi di malversazione, reati aggravati dalle finalità mafiose. Secondo le indagini, Sacco avrebbe stretto accordi con don Scordio, parroco di Isola e tra i fondatori delle Misericordie, per accaparrarsi tutti i subappalti del catering e di altri servizi. Grazie a Sacco la ‘ndrangheta sarebbe riuscita a mettere le mani sui fondi governativi versati non solo per la gestione del Cara calabrese e di due Spraar aperti nella medesima zona, ma anche per quella dei centri di Lampedusa.
“Sono anni che dalla Calabria si leva un vero e proprio grido di denuncia da parte del Coisp – si infuria Maccari -. Appena dieci mesi fa l’ultima volta che abbiamo chiesto con tutta la nostra forza che si mettesse la parola fine alla vergogna del centro più grande d’Europa dove di grande c’è soprattutto la violazione di ogni regola di umanità e di buon senso e la fine di ogni garanzia dei diritti degli Operatori della sicurezza. La denuncia di una vera e propria polveriera pronta ad esplodere, dove le condizioni igienico sanitarie e quelle della sicurezza sono ben oltre il limite del tollerabile. Dove nulla depone nel senso di una seria, controllata ed efficace gestione del fenomeno migratorio, e dove i colleghi vivono un vero e proprio incubo di pericoli, insidie e disumanità, che condividono oltre tutto con i migranti. Anni che chiediamo seri e maggiori controlli, che strepitiamo la necessità di mettere la parola fine ad un vero e proprio delirio che oggi ha mostrato un ulteriore lato oscuro, quello dell’asservimento alle ragioni della ‘ndrangheta. E’ una vergogna inenarrabile che si sia arrivati a tanto. Ci chiediamo: quella severità immancabile ogni qualvolta si tratta di infierire sui Poliziotti, magari bloccando indennità di missione o pagando un pidocchioso straordinario a uomini che svolgono turni senza fine, sbiadisce fino a svanire del tutto quando si tratta dei necessari controlli sulla destinazione di così tanto cospicui fondi dello Stato?”.

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Debito pubblico record

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Banca d'Italia“Ultime notizie dal debito: abbiamo raggiunto il record di sempre, 2.260 miliardi di debito. E riferito a Renzi-Gentiloni in 1.140 giorni dei loro governi più 153 miliardi, vale a dire 134 milioni al giorno”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Dobbiamo dire grazie a Renzi, a Gentiloni e soprattutto a Padoan. Quel Padoan che fin dall’inizio ha detto che avrebbe ridotto il debito e che con una faccia di bronzo, mai vista nella storia del Ministero dell’economia e delle finanze, ha detto e continua a dire che il debito diminuirà l’anno prossimo. Oggi abbiamo la certezza: con Padoan ministro il debito è aumentato di 153 miliardi in 1.140 giorni, 134 milioni al giorno. Grazie Padoan, grazie Renzi, grazie Gentiloni”.

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Rifiuti: Chi ha paura degli inceneritori?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

rifiuti lazio1Diossina. E’ il nome che torna alla mente quando si parla di inceneritori-termovalorizzatori. La diossina ricorda l’incidente di un impianto chimico che provocò la fuoriuscita di quantità notevoli di diossina. Le conseguenze furono disastrose. Scatta la paura ed è difficile ragionare. Cerchiamo di fare un pò di informazione.
Gli inceneritori contribuiscono alla presenza di diossina per lo 0,03%.
Il riscaldamento residenziale contribuisce alla presenza di diossina per il 43%.
I dati sono dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (1).
Dunque, l’apporto di diossina dagli inceneritori è irrilevante, eppure, la loro presenza è evocata al pari di un disastro.Caso eclatante, e alle cronache giornaliere, riguarda il Comune di Roma che non ha un impianto di incenerimento ma esporta rifiuti combustibili in Italia e in Europa. Beppe Grillo, leader del M5S, ha indicato Barcellona (Spagna) come modello nella gestione di rifiuti, dimenticando che proprio Barcellona utilizza ben 3 inceneritori! Parigi termovalorizza il 68% dei rifiuti e Berlino il 40%!Insomma, l’informazione serve a condurre le nostre valutazioni alla razionalità. Cittadini e amministrazioni pubbliche, dovrebbero decidere quali siano le scelte da farsi, sulla base di dati e analisi. Almeno, si spera. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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I Palazzinari romani non fanno più paura

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

palazzina romanaRoma 19 maggio alle ore 9,30 presso l’Aula Adalberto Libera del Dipartimento di Architettura di Roma Tre e il il 23 maggio alle ore 9,30 presso la Fondazione Almagià in Via di Villa Patrizi, 11 in collaborazione con ACER e ANCE due convegni per mettere a confronto idee, progetti, stili e futuro della “Palazzina”, per conoscere meglio la sua storia, il suo abuso ma anche le sue inaspettate qualità d’Autore.Partecipano tra gli altri Paolo Portoghesi e Franco Purini.“La Palazzina romana, irridente e sbadata”, per la “dei Merangoli Editrice”, annovera contributi, tra gli altri, di Paolo Portoghesi e Franco Purini. “La palazzina non può essere considerata l’unica causa della bassa e/o inesistente qualità edilizia di molte costruzioni contemporanee. È ingiusto che tale negativa connotazione sia attribuita alle palazzine, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista tecnico. Perché in effetti, se ben fatta, la palazzina romana rappresenta ancora oggi un’occasione straordinaria di architettura. A condizione che ad essa mettano mano architetti (o, più in generale, “tecnici”) capaci e autorevoli; gli stessi che in un passato, più o meno recente, hanno dato prova di abilità assoluta.” – ha dichiarato Alfredo Passeri. Una delle categorie più mal viste, sopratutto a Roma, è quella dei “palazzinari, ossia dei costruttori di palazzine. Spesso associati a brutture e corresponsabili quindi del degrado estetico ed urbanistico che attanaglia innegabilmente diverse parti della città. Ma le colpe della Palazzina (e dei palazzinari di conseguenza) sono tutte da dimostrare.
La questione ruota soprattutto attorno alla conoscenza e alla valorizzazione di tale tipo edilizio, per troppo tempo dimenticato e a lungo considerato con toni dispregiativi. Se un errore è stato commesso finora nei giudizi sulle palazzine del Novecento (soprattutto quelle d’autore), esso riguarda proprio la scarsa propensione a far appartenere tali beni alla categoria delle buone pratiche. (foto. palazzina romana)

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Al via la seconda edizione della Rome Art Week

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

raw-magazine-tatooRoma dal 9 al 14 ottobre si svolgerà la seconda edizione della Rome Art Week. è un progetto culturale, a cadenza annuale e senza scopo di lucro, che coinvolge per una settimana l’intera città di Roma attraverso la promozione di eventi e progetti artistici organizzati dalle strutture espositive e dagli artisti che operano nella città.
RAW punta ad unire il mondo dell’arte contemporanea della Capitale – creando una rete tra le strutture espositive, gli artisti, i curatori e i critici del mondo dell’arte – e ad offrire una panoramica quanto più possibile esaustiva della sua offerta al pubblico nazionale ed estero: l’obbiettivo è infatti quello di allinearsi alle altre capitali europee, dove già da anni vengono organizzate Art Week o Gallery Weekend, dando vita ad una manifestazione che possa essere un utile strumento di conoscenza, approfondimento e impulso al mercato e alla comunicazione della Roma contemporanea, proiettandola all’attenzione dei circuiti internazionali. Come per l’edizione 2016, anche quest’anno RAW offrirà la possibilità di aderire all’iniziativa mediante la compilazione delle apposite Schede Biografiche – dedicate agli Artisti e alle Strutture partecipanti – e fornirà una mappa interattiva con la quale sarà possibile consultare il calendario con gli appuntamenti della settimana. Al termine delle iscrizioni, il calendario completo degli eventi organizzati per l’occasione (vernissage, visite guidate, talk critici, conferenze, performance, open studio, etc.) sarà pubblicato anche in versione cartacea e distribuito a tutti gli aderenti.Le iscrizioni saranno aperte dal 15 maggio al 15 luglio.
Tante le novità della nuova edizione, a partire dalla divisione del territorio coinvolto dall’iniziativa in macro aree per le quali saranno suggeriti dei percorsi al fine di migliorare l’offerta e rendere più agevole al pubblico la partecipazione agli eventi della RAW. Oltre agli eventi nelle strutture espositive e agli open studio degli artisti, verranno promossi progetti espositivi presentati da artisti, curatori o Istituzioni.
Le Strutture e gli Artisti iscritti alla RAW avranno la possibilità di aggregarsi rispettivamente in liberi Consorzi e liberi Collettivi, composti da un minimo di cinque partecipanti, allo scopo di organizzare un unico evento concertato fra tutti gli aderenti. Ciascun collettivo potrà inoltre ricevere il supporto di uno o più curatori per la presentazione di un evento comune. Infine, come già accaduto durante la prima edizione della RAW, noti critici, curatori e operatori del settore dell’arte contemporanea romana, i cosiddetti “Punti di vista”, saranno invitati a consigliare dei percorsi di visita scelti tra i vari eventi durante le giornate della Rome Art Week. Saranno inoltre invitati a registrare delle video interviste che saranno visibili sul sito e sui canali social della RAW – costantemente aggiornati – arricchendo i contenuti della manifestazione.
Per tutte le altre informazioni in itinere e per il manifesto ed il regolamento di adesione si rimanda alla piattaforma romeartweek.com. (foto: raw-magazine-tatoo)

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XV Giornata di studi cirillometodiani

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

Roma Venerdì 19 Maggio 2017, ore 14:30 / 20 Maggio 2017 Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, Sala Conferenze Via del Valco di San Paolo,19. L’iniziativa è legata a due ricorrenze, 1100 anni da quando il sovrano bulgaro Simeone il Grande ebbe il titolo di zar e 100 anni dall’abdicazione dell’ultimo zar russo, l’imperatore Nicola II, e si svolgerà in due parti:
Venerdì 19.05.2017: La figura dello zar nella storia e nella cultura della Slavia ortodossa (917-1917) – serie di 6 relazioni, si veda il programma.
Sabato 20.05.2017: Tavola rotonda sul tema Di cosa parliamo quando parliamo di ‘stato’ e di ‘narod/nazione’ nel Medioevo slavo ortodosso?

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