Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Archive for 11 maggio 2017

Il futuro dell’Europa: affrontare la globalizzazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

europa-comunitariaLa globalizzazione può creare ricchezza e lavoro, ma ha in sé anche un potenziale negativo. L’Unione europea ha sempre cercato di sfruttare le opportunità e allo stesso tempo di mitigare gli effetti negativi della globalizzazione stabilendo regole e collaborando con altri paesi. Ecco le recenti attività del Parlamento in materia.
L’Unione europea è il più grande attore nel mercato globale e usa la sua influenza non solo per imporre alti standard alle importazioni ma anche per promuovere i valori europei all’estero. I deputati europei sfruttano questa posizione proponendo emendamenti agli accordi UE. Nelle recenti negoziazioni per il trattato Ceta, la pressione da parte del parlamento ha ottenuto che la problematica risoluzione delle controversie investitore-Stato fosse sostituita dal sistema giurisdizionale per gli investimenti al fine di incoraggiare la trasparenza e assicurare un controllo governativo sulla scelta degli arbitri.I deputati europei promuovono misure per combattere la concorrenza sleale proveniente dall’esterno, come hanno fatto ad esempio quando hanno richiesto che ci fosse una strategia europea in seguito a un’impennata delle importazioni di forniture ferroviarie a basso costo. Per proteggere l’impiego in Europa il Parlamento sta insistendo a favore di un accordo in tempi brevi sulla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale. Si tratta sempre di trovare il giusto equilibrio, come nel caso della Cina.Per impedire che il commercio di minerali finanzi guerre e violazioni dei diritti umani, i membri del Parlamento hanno adottato a marzo una bozza di regolamento che impone un controllo dei fornitori di quasi tutte le importazioni europee di stagno, tungsteno, tantalio e oro. I grandi produttori dovranno anche dimostrare come intendono verificare che i loro fornitori rispettino le regole. Il Parlamento ha anche aggiornato le regole europee per impedire il commercio di beni e servizi che potrebbero contribuire a torture e esecuzioni, includendo un bando sulla commercializzazione e il transito di materiale usato per il trattamento crudele, inumano e degradante di persone fuori dall’Unione Europea.Il Parlamento, adottando risoluzioni di propria iniziativa, spesso insiste affinché la commissione prepari nuove leggi. Ad esempio in aprile i deputati europei hanno richiesto regole che impongano all’industria tessile e dell’abbigliamento di rispettare i diritti dei lavoratori. Nello stesso mese i deputati hanno anche chiesto un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato europeo. Questo sistema ha lo scopo di contrastare gli effetti della produzione non sostenibile dell’olio di palma, come la deforestazione e il degrado dell’habitat.I membri del Parlamento sono anche consapevoli di quanto la globalizzazione influisca sull’occupazione: ad esempio sostengono iniziative per rafforzare i diritti dei lavoratori. Il Parlamento sta lavorando per la protezione delle persone in nuove forme di impiego create dall’economia digitale. Il Parlamento sostiene anche il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, che aiuta i lavoratori che sono stati licenziati a trovare nuovi lavori. Ad esempio il comitato del bilancio approverà l’11 maggio un aiuto di 2.6 milioni di euro per aiutare 821 lavoratori della ex-Nokia in Finlandia.Questi sono solo alcuni degli esempi di quello che il Parlamento ha fatto in tema di globalizzazione nei mesi scorsi. Questi esempi ci aiutano a comprendere i diversi modi in cui i deputati lavorano affinché globalizzazione sia un vantaggio per gli europei.La Commissione pubblicherà cinque documenti di riflessione da questa settimana fino alla fine di giugno per lanciare un dibattito sul futuro dell’integrazione europea. Ogni documento è dedicato a un tema specifico: la dimensione sociale dell’Europa, la globalizzazione, l’unione economica e monetaria, la difesa e le finanze. I documenti contengono idee e scenari su come potrebbe essere l’Europa nel 2025. L’iniziativa terminerà a metà settembre con il discorso annuale sullo stato dell’Unione del Presidente Jean-Claude Juncker.

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Lino Tagliapietra: Venetian glass

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

tagliapietraNorth York May 13 from 3pm to 6pm Sandra Ainsley Gallery – 100 Sunrise Ave, Opening Reception: May 13 from 3:00 to 6:00pm The artist will be in attendance. Lino Tagliapietra’s career is defined by a dedication to workmanship, innovation and collaboration. Born in 1934 on the island of Murano, Italy, Tagliapietra began his apprenticeship at the age of 11 with Muranese master Achimede Sequso from whom Tagliapietra achieved the status of Maestro Vetraio by the age of 21. As James Yood, adjunct professor of art history at the School of the Art Institute of Chicago wrote, “there are probably no two words more respected and honored in the the history of modern sculpture in glass than Lino Tagliapietra; he is the living bridge, the crucial link between the august history of Venetian glass and the ceaseless wonders of what today we call the modern Studio Glass Movement”. (Organized by: Sandra Ainsley Gallery In collaboration with: Istituto Italiano di Cultura)

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Bird’s Hell By Max Beckmann to Lead June Impressionist & Modern Art Evening Sale

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Bird's Hell By Max BeckmannLondon. Max Beckmann’s Bird’s Hell (1938, estimate on request) will lead 20th Century at Christie’s, a series of sales that take place from 17 to 30 June 2017, in the Impressionist & Modern Art Evening Sale on 27 June 2017, when it will be offered at auction for the first time. One of the most powerful paintings that Beckmann created while in exile in Amsterdam it presents a searing and unforgettable vision of hell and is poised to set a world record price for the artist at auction. Begun in Amsterdam and completed in Paris at the end of 1938, this work ranks amongst the clearest and most important anti-Nazi statements that the artist ever made, mirroring the escalating violence, oppression and terror of the National Socialist regime. The painting will be on view in New York until 17 of May, Hong Kong from 25 to 29 May and London from 17 to 27 June 2017.
Adrien Meyer, International Director of Impressionist & Modern Art, Christie’s New York: “Bird’s Hell was painted in 1938 in Amsterdam as a direct attack on the cruelty of the Nazi regime. A year earlier, Hitler’s government had confiscated over 500 of his works from German museums, and included some of these in the notorious Degenerate Art exhibition. This emblematic picture has since been unanimously recognized as the Guernica of Expressionism. The grasping composition echoes the fantastical world of 16th century master Hieronymus Bosch. The current owner first attempted to buy this masterpiece in 1956 and succeeded thirty years later, lending it since to the most prestigious exhibitions around the world. Its upcoming sale represents a unique opportunity to acquire not only a Beckmann monument but also a true piece of history.”
Jay Vincze, Head of Impressionist & Modern Art, Christie’s, London: “We are honoured to present such a seminal work by Max Beckmann at auction for the first time. Bird’s Hell stands alongside Picasso’s Guernica as one of the most politically charged paintings of its time and it is a rare opportunity to offer a work of such historical significance by Beckmann. For the artist there were two worlds, one of spiritual life and the other of political life. In this painting he is asking the viewer to decide which is more important. It is a terrifying, yet timeless history painting and a masterpiece of the artist’s oeuvre.” (photo: Bird’s Hell By Max Beckmann)

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International Forum on Cancer Patients Empowerment “Shared decisions, one policy”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

università studi milanoMilano, 16 al 17 maggio 2017 presso l’Università degli Studi. Nella sessione di apertura dalle 9.30 alle 10.15 sono attesi gli interventi del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. L’equilibrio tra innovazione e sostenibilità, in uno scenario caratterizzato dai nuovi trend dell’oncologia di precisione e della medicina genica e personalizzata, sarà al centro di una
successiva sessione dedicata (dalle 11.45 alle 13.30), dove interverranno tra gli altri, Mario Melazzini, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, e Nathalie Moll, EFPIA General Director. Nella giornata del 17 maggio, Gianluca Vago, Rettore dell’Università degli Studi di Milano introdurrà la sessione di apertura, in cui Paolo Corradini, Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Onco-ematologia dell’Ateneo milanese, illustrerà l’esperienza maturata negli anni da quello che oggi, con oltre 60 addetti, si propone come un centro di eccellenza, tra i più grandi a livello europeo, dedicato alla ricerca e cura oncologica. Il Forum avrà luogo presso l’Università degli Studi di Milano, sede di importanti gruppi di ricerca operanti nel contesto e partecipe di molti dei più rilevanti programmi di ricerca nazionali e internazionali sul fronte della ricerca scientifica e su quello del trasferimento tecnologico e di sviluppo applicativo dei risultati della ricerca scientifica. La partecipazione dei cittadini ai processi decisionali rappresenta uno dei valori fondamentali su cui si basa la strategia comunitaria europea, anche nella pianificazione dei nuovi programmi sanitari. “Shared decisions, one policy” è il primo Forum internazionale dedicato ai diritti dei pazienti e al loro attivo coinvolgimento nel processo decisionale clinico e nelle politiche di sanità pubblica nell’era dell’oncologia personalizzata, con particolare riferimento alle esigenze di omogeneizzazione e riequilibrio tra i diversi standard assistenziali europei.
Il Forum propone una sintesi multidisciplinare e multidimensionale, offrendo il contributo di tutte le categorie a vario titolo interessate e coinvolte su questo tema in Italia e in Europa: rappresentanti dei pazienti, operatori sanitari, politici, legislatori e regolatori, organizzazioni internazionali, organismi governativi e aziende farmaceutiche. Il Forum contribuisce al dialogo internazionale sul diritto umano ad uno stato ottimale di salute, collocandosi a pieno titolo all’interno del contesto dell’azione comune europea sul controllo del cancro.
La partecipazione al Forum non prevede costi di iscrizione ed è aperta a tutti gli interessati, previa registrazione sul sito: http://www.forumcpe.it (foto: università studi milano)

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High Net Worth Marketing, a tailored approach

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

intelligenceThe word exponential is often used to describe the pace of technological change which has come to define the world we live in. And with new technologies such as artificial intelligence, 3D printing and virtual reality only just warming up, the pace is unlikely to let up. In this environment is it easy to become convinced that, when competing in a global marketplace, speed is the greatest of virtues. Indeed, in The Great Acceleration, author Robert Colvile argues that speed has become the defining feature of the modern economy, the driving force behind wealth creation in the 21st century.The High Net Worth (HNW) marketing space is no exception and here also, the trend is towards speed, automation and algorithms. Some companies now use machine learning and natural language processing to target their HNW marketing. Even HNW financial advice is now being automated by companies looking to stay ahead of the technological curve and increase market share.A recent survey from the CFA (Chartered Financial Analyst) Institute found that, contrary to prevailing trends, while 70% of respondents agreed that automation would bring benefits, a majority still preferred some degree of human interaction. Automated marketing can also sometimes find itself on the wrong side of the fine line between mass electronic communications and spam. While approaches based on machine learning and other emergent technologies can be useful in building initial relationships, the simple act of clearing cookies has the potential to reset the system – in effect undoing any relationship and sending a marketing campaign back to square one.There are also policy dimensions to consider. Recently a whole host of organisations have pulled advertising from YouTube following the discovery that the marketing campaigns into which they have poured a great deal of time, energy and finance, are running alongside extremist videos which have been uploaded to the site2. To a large extent governments and policy makers are engaged in a constant game of catch up when it comes to new technologies. For a HNW marketing campaign that finds itself promoted alongside a video glorifying extremist causes however the damage is already done, irrespective of whatever the government policy might be towards managing these issues. Another problem posed by the one-size-fits-all approach to HNW marketing is that those who fall into the HNW and Ultra-HNW categories are an increasingly diverse and transnational demographic. There is now a broad spread of HNW individuals, spread both geographically, generationally and socially. Whether it’s industrial magnates from China, energy bosses from Russia or 20-something tech entrepreneurs from Silicon Valley, the days when HWN individuals could be easily categorised or understood as a homogeneous mass are long-gone.
The tastes and habits of this group are just as diverse and as a result patterns of luxury consumption are changing. The trend is away from mass produced items and towards individually created and bespoke products. Indeed, as Margaret Wolhunter of luxury brand strategists The Partners has argued: “Luxury can begin for the individual with a special interest which can become a passion – investing which can focus more on craftsmanship, limited editions and one-off items.” Is there a balance to be struck then between making the most of what new technologies allow when it comes to HNW marketing, while also remembering that those you are targeting are diverse and discerning individuals? For example, SKS Media has built a business around a granular, one-by-one approach which treats each campaign and each client individually. The focus of each campaign always remains very simple: return on investment. While the trend in HNW marketing is often towards expensive events and brand awareness campaigns, the returns on these significant expenses can often be ephemeral. This is why an established agency remains focused on tangible returns which actually grow a client’s business. And while, in a sped-up and interconnected world, this might feel like swimming against the tide, there are growing numbers of people willing to question the narrative that tech is always best. Snapchats recent $29 billion IPO (despite the company having never made a profit) have led many to speculate that we are in the midst of a tech bubble akin to the dot-com bubble of the late 90’s.John Winters, Director at SKS Media’s Singapore office, says: “Technology gives anybody working in the HNW marketing space a whole range of exciting tools with which to better develop and reach out to new audiences. The HNW market is increasingly diverse and increasingly global however and this makes it increasingly difficult to develop systems or approaches which can be applied to this audience as a whole.”The key to HNW marketing is relationships and while working with new technologies needs to be part of the mix for anybody looking to make an impact, there is still a preference in this audience demographic for a more traditional approach focused on ROI, detailed bespoke campaigns and personal attention to relationships.”Highly targeted campaigns, adapted for a range of mediums from broadcast, direct response, networking, events and digital, usually prove to be the most effective. So, when looking at tech trends and the possibilities they promise, the lesson for HNW marketers has to be, don’t not believe all the hype, but take it with a pinch of salt. Or is that silicon?!”

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Mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Accademia d'Ungheria in RomaRoma 17 maggio – 11 giugno 2017 Inaugurazione: 17 maggio 2017, ore 19.30 (nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10.00-19.30, sabato-domenica 10.00-13.00, 14.00-18.00.) Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) mostra d’arte contemporanea ungherese a cura di Krisztina Szipőcs. L’Accademia d’Ungheria ospiterà la mostra d’arte contemporanea METTICI LA FACCIA! Artisti critici in Ungheria dagli anni Sessanta ad oggi. L’esposizione, proveniente dal Ludwig Museum – Museo di arte contemporanea di Budapest (curatore della partecipazione ungherese alla Biennale di Venezia) comprende n.41 opere di n.20 artisti, quali figure emblematiche della controcultura del suddetto periodo. Tra gli artisti ricordiamo András Baranyay, Balázs Beöthy, Ákos Birkás, Imre Bukta, István Csákány, Attila Csörgő (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), Gábor Gerhes, Gyula Gulyás, Tibor Gyenis, Tibor Hajas (invitato alla Biennale di Venezia 2017 da Christine Macel), László Haris, Judit Kele, Katalin Ladik (Lennon Ono Grant for Peace, 2016), Csaba Nemes, Sándor Pinczehelyi, Société Réaliste, János Sugár, Bálint Szombathy, Gyula Várnai (Padiglione dell’Ungheria, Biennale di Venezia 2017). In Ungheria verso la fine degli anni ’60 emergono dei giovani artisti che indipendentemente dalla politica artistica ufficiale, si ingegnano a creare delle opere all’insegna della libertà artistica e della modernità. All’inizio degli anni ’70 la critica verso il sistema politico di allora oramai non si limita solo ad una questione di stile, bensì viene estesa anche all’uso di simboli e gesti.
Le opere concettuali, basate su riproduzioni fotografiche, le numerosi azioni artistiche e performance mettono in discussione non solo tutti i topos ideologici e formali ben noti, ma anche l’intero apparato socio- politico, evidenziando il ruolo del pubblico e dei mass media. I cambiamenti socio-politici del dopo 1989 comportano nei paesi dell’Europa Centro-Orientale la moda di vecchi e nuovi insegnamenti, ideologie che spaziano dall’individualismo e dal consumismo al nazionalismo rinascente e alla religiosità.
Numerosi membri della nuova generazione di artisti del dopo ’89 si sono interessati al ruolo dell’arte e dell’artista, al rapporto esistente tra vita e arte, a questioni quali l’identità sessuale, nazionale e religiosa. Il periodo in oggetto è stato caratterizzato dalla pluralità, dalla concezione intermediale, dal pensiero concettuale, dall’ulteriore espandersi dei video e delle foto. Oggigiorno l’effetto della crisi si fa sentire sempre di più ed evoca in numerosi artisti nuove forme di attivismo e del pensiero critico. Nelle opere di questi ultimi appaiono delle referenze socio-storiche che aiutano a comprendere meglio il presente. Il visitatore attraverso la selezione delle opere provenienti dalla collezione del Museo Ludwig – Museo di arte contemporanea di Budapest – innanzitutto, fotografie e altre opere multimediali – avrà modo di conoscere non solo l’arte contemporanea ungherese ma anche il passato recente dell’Ungheria, il cambiamento delle ideologie che penetrano il quotidiano e l’arte.

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Race for the cure,tre giorni di salute, sport e benessere per la lotta ai tumori del seno

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Circo MassimoRoma il 19, 20, 21 Maggio al Circo Massimo torna la manifestazione di raccolta fondi Race for the cure,tre giorni di salute, sport e benessere per la lotta ai tumori del seno. La Race for the Cure è un evento di Susan G. Komen Italia, organizzazione basata sul volontariato, in prima linea nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale. Le madrine Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi hanno confermato la loro presenza per la 18 edizione, che si svolgerà, come da tradizione ormai, nello splendido scenario del Circo Massimo. Anche grazie ai fondi raccolti dalla Race for the Cure, la Komen Italia promuove la prevenzione, migliora la qualità delle cure, potenzia le strutture cliniche ed offre supporto alle donne che si confrontano con la malattia. Dal 2000 ad oggi 13 milioni di euro sono stati investiti per realizzare oltre 700 nuovi progetti. 50.000 i nuovi casi di tumore al seno, che ogni anno direttamente o indirettamente coinvolgono le famiglie italiane e l’incidenza è in continuo aumento. Con una diagnosi precoce si ha oltre il 90% di possibilità di guarigione con cure meno invasive. “La Race for the Cure è un evento che vuole tenere alta l’attenzione su un problema importante per la salute delle donne e vuole incoraggiarle a seguire uno stile di vita sano adottando semplici norme di prevenzione. E’ un evento gioioso, una manifestazione emozionante che unisce lo sport, la salute e il benessere” ha detto il Presidente della Komen Italia, il prof. Riccardo Masetti.
Durante la Race il Villaggio della salute viene allestito al Circo Massimo, in cui sono organizzati percorsi di promozione della salute a donne appartenenti a categorie disagiate, stage di apprendimento di discipline sportive, esibizioni di fitness e laboratori teorici e pratici di sana alimentazione. L’obiettivo dell’evento è anche quello di incoraggiare uno stile di vita sano nel rispetto delle norme di prevenzione primaria e secondaria, dell’attività fisica e sportiva e di una corretta alimentazione. Lo scorso anno sono state erogate al Villaggio circa 830 prestazioni gratuite tra visite senologiche, mammografie, ecografie, visite dermatologiche, ecografie tiroidee ed altri esami specifici. Sono stati diagnosticati tre tumori del seno e cinque tumori della pelle.
Tante le novità riservate quest’anno ai partecipanti, ed è inutile ricordare che la Race è aperta a tutti, sia semplici amanti della corsa domenicale che corridori esperti, uomini, donne e bambini.
Quella di Roma è la Race più partecipata al mondo, per iscriversi basta una donazione minima di 15 euro, che dà diritto a ricevere – fino ad esaurimento – il pettorale, la borsa gara con gli omaggi delle aziende partner e la t-shirt della manifestazione.
La Race for the Cure termina con il tradizionale lancio dei palloncini rosa, una celebrazione che ha come protagoniste le Donne in Rosa ovvero le donne che si sono confrontate o si stanno confrontando con la malattia a cui sono riservati laboratori di attività fisica e sportiva,laboratori di benessere psico-fisico. Per iscriversi: http://www.raceroma.it

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Tecnest: «La sfida non è tecnologica ma organizzativa»

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

FLEXforIndustrySi tratta di cambiare mentalità, modo di lavorare e di pensare ai processi, le relazioni tra uomo e macchina e tra i diversi attori coinvolti. L’uomo quindi non scompare, ma assume un ruolo centrale e strategico». Secondo Tecnest, azienda di Udine che da 30 anni si occupa di soluzioni informatiche e organizzative per la gestione dei processi di produzione e della supply chain, è questa la sfida che l’industria 4.0 pone. Ed è attorno alla persona, alla sua professionalità e alla capacità di gestire i processi che si sviluppa FLEX for Industry 4.0, la nuova soluzione smart di Tecnest per il manifatturiero. La risposta ai nuovi paradigmi introdotti dall’Industria 4.0 è in un sistema capace di far dialogare macchine, oggetti e persone dando vita ad una via tutta italiana che unisce collaborative manufacturing e internet of things. «L’Industry 4.0 rappresenta un vero e proprio nuovo modello organizzativo ed economico per il mondo industriale. È un nuovo modo di pensare la fabbrica e le relazioni tra fornitori, produttori e clienti. E tra uomo e macchina», spiega Mario Chientaroli, direttore R&S e socio fondatore di Tecnest. «Lo scenario ottimale, soprattutto in un contesto manifatturiero come quello italiano, sarà quello della collaborazione e dell’interazione tra persone (interne ed esterne all’azienda) e macchine intelligenti in grado di rendere più rapido e flessibile il processo produttivo. Per questo, secondo la nostra visione, le tecnologie e le soluzioni abilitanti ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0 non ridurranno il contributo umano ai processi produttivi, bensì dovranno agevolarlo e sostenerlo secondo nuovi schemi e modalità di lavoro collaborative e interattive.».
Al centro di FLEX for Industry 4.0 è la Smart Factory Console, la nuova applicazione web e role-based per la raccolta dati, il controllo e l’avanzamento della produzione e per la gestione e l’analisi delle informazioni e dei dati raccolti da macchine, persone e prodotti interconnessi all’interno della fabbrica 4.0. «La Smart Factory Console non è solo una nuova applicazione web per la raccolta dati in fabbrica, ma rappresenta il luogo principale dove si concentrano le attività di interazione e collaborazione (uomo-macchina, uomo-uomo, macchina-uomo) tra gli operatori di produzione e gli elementi di sistema produttivo, integrando funzionalità di Social & Collaborative Manufacturing con tecnologie Internet of Things», continua Fontanot. «Attraverso il Collaboration Hub di FLEX for Industry 4.0 e le funzionalità per lo scambio diretto (chat, screensharing .. ) o differito di contenuti e per il coordinamento delle comunicazioni (kanban board, scrum, report .. ), operatori, supervisori e collaboratori interni o esterni all’azienda, ma anche clienti, fornitori, terzisti possono visualizzare, pubblicare, condividere e gestire informazioni e dati su processi e attività in modo semplice e immediato. Inoltre, i dati relativi a tempi, quantità, ordini fermi o altre eventuali problematiche derivanti dal processo produttivo possono essere comunicati in tempo reale dagli impianti di produzione grazie al nuovo IoT gateway di FLEX for Industry 4.0 che collega e integra macchine, sensori, dispositivi, sistemi di automazione e oggetti fisici».
E’ una soluzione pensata da Tecnest per completare e potenziare le applicazioni di Advanced Planning & Scheduling e di Manufacturing Execution System di Tecnest, abilitandole ai nuovi paradigmi dell’Industry 4.0.È questo il cuore. Una nuova infrastruttura in grado di veicolare in tempo reale e via web dati, informazioni e messaggi tra prodotti, macchine e persone attraverso tecnologia IoT e strumenti di Collaborative Manufacturing e di fungere quindi da snodo di smistamento delle informazioni verso le diverse soluzioni applicative di Tecnest per la fabbrica. (foto: FLEXforIndustry)

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SACE e SIMEST in Argentina per supportare il Made in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

buenos airesBuenos Aires. SACE e SIMEST, le società del Gruppo CDP unite nel Polo dell’export e dell’internazionalizzazione, prendono parte oggi – rappresentate da Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE – alla Missione di Sistema in Argentina, confermando il proprio impegno a supporto dell’export e degli investimenti italiani nel Paese sudamericano.SACE è tra le prime società di credito all’esportazione ad aver rimosso il blocco dell’operatività assicurativo-finanziaria a sostegno di transazioni commerciali con controparti sovrane argentine, adottando un atteggiamento di “apertura senza condizioni”, lasciando a una valutazione “caso per caso” il proprio intervento in operazioni con controparti bancarie e corporate. Una decisione presa in considerazione del nuovo piano di riforme varato dal governo, del ritorno del Paese sul mercato internazionale dei capitali, del rispetto dell’accordo per la ristrutturazione del debito siglato con i membri del Club di Parigi nel 2014 e degli esiti positivi delle ultime missioni.«Questa missione è l’occasione per consolidare una relazione, non solo commerciale, fra due paesi che hanno molto in comune – ha dichiarato Alessandro Decio, Amministratore Delegato di SACE -. Siamo stati tra i primi, a livello internazionale, a riprendere l’operatività assicurativa in Argentina e abbiamo già diversi importanti progetti di export o investimenti allo studio in favore di imprese italiane. Progetti in settori chiave per lo sviluppo economico del Paese – come le infrastrutture, la meccanica strumentale e le energie rinnovabili – che auspichiamo possano tradursi a breve in operazioni concrete».Per SACE e SIMEST gli incontri di Buenos Aires saranno occasione per presentare alle imprese italiane interessate alle potenzialità del mercato argentino gli strumenti messi a disposizione dal Polo dell’export e dell’internazionalizzazione per crescere sui mercati esteri. Il Gruppo CDP, infatti, può intervenire a sostegno delle operazioni di investimento e di interscambio commerciale tra Italia e Argentina, mediante un sostegno finanziario a 360 gradi alle imprese italiane ed argentine, dall’intervento nel capitale all’erogazione di finanziamenti, al rilascio di garanzie e coperture assicurative.L’Italia è il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina dopo la Germania e la Spagna. Nel 2016 le esportazioni italiane nel Paese sono aumentate dell’8,8%, attestandosi intorno a 1,16 miliardi di euro, con il settore della meccanica strumentale che, da solo, realizza circa il 50% della quota esportazioni italiane nel Paese. SACE prevede che l’export italiano crescerà in media del 4,5% annuo nel periodo 2017-19, con un +3,2% per il solo 2017. Tra i principali settori di esportazione e di opportunità per le aziende italiane rientrano la meccanica strumentale (motori e turbine, macchine per la movimentazione e il sollevamento, macchine per l’industria alimentare), gli apparecchi elettrici e i mezzi di trasporto.

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Canapa: in Emilia-Romagna giro d’affari da 2,5 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Indica_SativaBologna venerdì 12 a domenica 14 maggio presso l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno con oltre 100 aziende da tutta Europa. Orari: venerdì dalle 11 alle 20, sabato dalle 11 alle 20.30, domenica dalle 11 alle 19.30, il biglietto intero per un ingresso costa 9 €, l’abbonamento ai tre giorni costa 15 €. Sono 32 i canapai e grow shop in Emilia-Romagna – 400 gli ettari di terreno coltivati – con un fatturato di 2,5 milioni di euro all’anno: la regione è seconda solo alla Lombardia. La pianta della canapa – antica risorsa naturale dai molteplici utilizzi – è il tema principale di incontri, dibattiti, e il fil rouge di appuntamenti musicali, rigorosamente reggae. L’evento – giunto alla sua quinta edizione, la terza a Bologna – ospita più di 100 aziende, metà delle quali straniere, provenienti soprattutto da Spagna e Olanda, ma anche da Francia, Gran Bretagna, Slovenia. Tra i diversi stand si possono conoscere le più recenti novità riguardanti le attrezzature e le tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), i produttori dei concimi organici e minerali, le aziende che selezionano e producono semi e quelle del settore alimentare, della cosmetica e del benessere, dell’abbigliamento e dei prodotti per l’edilizia.
Nei campi italiani è boom di canapa. Negli ultimi tre anni si è registrato un aumento del 200 per cento dei terreni coltivati, dovuto al fatto che è diventata una materia sempre più utilizzata: nel 2016 in Italia gli ettari di terreno coltivati a canapa erano circa 3.000 (dati Coldiretti), oltre a 286 canapai e grow shop (130 nel 2003). In Emilia-Romagna di queste realtà commerciali se ne contano 32 (è seconda solo alla Lombardia) con un giro d’affari di circa 210 mila euro al mese e 2,5 milioni l’anno: “Un negozietto può fatturare fino a 5.000 euro al mese – spiega Luca Marola, portavoce del Coordinamento nazionale dei grow shop e titolare di Qui Canapa di Bologna – ma esistono anche franchising capaci di arrivare a 40 mila euro”. In regione sono 400 gli ettari di terreno coltivati per la canapa industriale, principalmente nelle province di Modena e Piacenza: poco o nulla se si pensa che per decenni l’Emilia-Romagna è stata uno dei tasselli principali della filiera canapicola italiana.
Nel 1940, con ben 90 mila ettari, l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo la Russia: oggi i numero sono molto diversi, ma stiamo assistendo a un piccolo boom se si pensa che si tratta di una coltivazione praticamente scomparsa: la progressiva industrializzazione cha imposto sul mercato le fibre sintetiche, e la campagna internazionale contro gli stupefacenti ha “demonizzato” questa pianta. (foto: Indica_Sativa)

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Study reveals low adoption of advice to reduce nuclear cardiology radiation exposure

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

viennaVienna, Austria. A study in 65 countries has revealed low adoption of International Atomic Energy Agency recommendations to reduce nuclear cardiology radiation exposure. The research is presented today at ICNC 2017 by Dr Edward Hulten, a cardiologist at the Walter Reed National Military Medical Center, Bethesda, USA. Nuclear cardiology uses small amounts of radioactive tracers which are injected into the veins and taken up by the heart. A gamma camera images the radiation from the tracer. The cardiac images are used to measure the heart size and function, identify coronary heart disease, and predict the risk of a heart attack.Dr Hulten said: “Nuclear cardiology is a key part of contemporary cardiology management and around 15 to 20 million procedures are performed annually. It gives information regarding diagnosis, prognosis, and the effects of therapeutic interventions.”“Concerns have been raised about tests, including nuclear cardiology, that expose patients to ionising medical radiation,” he continued. “Medical radiation potentially raises the lifetime risk of cancer which is important for all patients, especially younger patients or when considering additional radiation over time from further medical studies.”
A goal of 9 mSv or less radiation exposure per scan was recommended by the American Society of Nuclear Cardiology (ASNC) in 2010. It was noted in a 2016 International Atomic Energy Agency (IAEA) nuclear cardiology guideline but not formally endorsed as a recommendation.
The IAEA developed eight quality metrics for responsible radiation use in nuclear cardiology: avoiding thallium 201 stress testing, avoiding dual isotope testing, avoiding too much technetium-99m and thallium 201, using stress only imaging, use of camera technologies to reduce dose, use of weight based dosing strategies for technetium-99m, and avoiding inappropriate dosing that can lead to “shine-through” artefacts.The IAEA Nuclear Cardiology Protocols Study (INCAPS) assessed adherence to the eight quality metrics. The present analysis investigated which metrics were most helpful in meeting the ASNC’s 9 mSv target. During one week in 2013, 308 nuclear cardiology laboratories were studied in 65 countries in Africa, Asia, Europe, Latin America, North America, and Oceania. The survey included 7911 nuclear cardiology scans. There was significant variability in adherence to the quality metrics across laboratories and regions. There was low adherence overall, with the majority of sites implementing less than half of the quality metrics.
When the researchers performed multivariable logistic regression analysis, they found that the practices most strongly associated with achieving a 9 mSv or less scan were the use of stress or rest only imaging, avoiding thallium, and use of camera technologies to reduce radiation dose. Dr Hulten said: “When the 9 mSv recommendation was made in 2010 it was suggested that it should be achieved in 50% of scans by 2014. The INCAPS survey shows that there is still work to do. It is possible to reduce radiation exposure with existing techniques. Cadmium zinc telluride (CZT) cameras are more sensitive and allow for reduced dose scanning. With certain tracers you can achieve 1 mSv or less. But some scans use more than 30 mSv, so there is huge variability.” Not every site has all of the hardware and technology, said Dr Hulten, so the first step is to look at what is possible within each lab. He said: “There are improvements every lab can make regardless of money – for example multiple position imaging, weight based dosing and stress only techniques. They do require adapting existing workflows which takes leadership but they should be feasible in most labs.” He added: “Eventually cameras wear out and perhaps the decision on a replacement could factor in a reduced radiation dose which also lowers false positive tests and has the potential to reduce lab costs.” Dr Hulten concluded: “The INCAPS survey is a crucial step towards improving patient care in the field of nuclear cardiology by quantifying worldwide adherence to best practices. Any test involving ionising radiation will increase cancers within a population but the risk must be weighed against the benefit of gaining information about heart disease. The 9 mSv goal is achievable, and the lower the better.”

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Riforma Madia del Testo Unico? Molto rumore per nulla

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

Palazzo chigi1“Per descrivere la riforma Madia sul testo unico del Pubblico impiego si potrebbe prendere in prestito la commedia di William Shakespeare: molto rumore per nulla. Sì, perché dopo la bocciatura della Corte Costituzionale della riforma della dirigenza, i pasticciati correttivi su licenziamenti brevi e partecipate, arriva la riforma del testo unico del pubblico impiego ennesimo capitolo della saga ‘La riforma della PA’”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“A leggere il sito del Dipartimento della Funzione pubblica la riforma della PA non doveva essere concepita come una riforma di settore, bensì come un progetto di cambiamento del Paese. Infatti non è cambiato nulla, anzi a voler essere più precisi la situazione è peggiorata. Il testo unico, prossimo all’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri, che doveva ridisegnare le norme generali del rapporto di lavoro nelle pubbliche amministrazioni ed essere il cardine insieme alla riforma della dirigenza, non è altro che una serie di disposizioni che rispondono essenzialmente a due esigenze principali: stabilizzazione dei precari e rivalutazione della contrattazione collettiva cioè delle relazioni sindacali.Sul primo punto il testo unico sceglie la strada della stabilizzazione di precari gettando al macero migliaia di idonei che il concorso pubblico lo hanno fatto e che dopo anni di attesa si troveranno con una promessa mai mantenuta. Giova ricordare che una procedura più o meno identica era stata già adottata ai tempi del ministro D’Alia, ma in quell’occasione la legge bilanciava i diritti degli idonei con quelli dei precari. L’altro punto fondamentale riguarda la contrattazione collettiva e le relazioni sindacali. Con il testo unico si riaffidano alla contrattazione collettiva e alla contrattazione integrativa una serie di materie che la mia riforma avevano spostato a livello di legge al fine di porre un freno alle ingerenze sindacali nell’organizzazione di lavoro. Tale intervento è ulteriormente aggravato dalla modifica fatta da un altro decreto attuativo in corso di approvazione, il decreto sulla perfomance. Con questo decreto vengono abrogate le fasce meritocratiche dei premi incentivanti introdotte dal decreto legislativo 150 del 2009. D’ora in poi sarà la contrattazione collettiva (cioè i sindacati) che deciderà quante risorse destinare alla produttività individuale. Facile immaginare cosa succederà: todos caballeros.Del resto l’accordo firmato con i sindacati poche ore prima del referendum questo prevedeva. Fare un contratto con risorse che non ci sono ancora e ridare ai sindacati tutto il potere che avevano. Quindi la riforma annunciata in pompa magna dall’ex presidente del consiglio e poi dalla ministra Madia si è ridotta a brandelli di norme che chiamarli ‘riforma’ è un offesa al Devoto-Oli. Chissà se la Corte Costituzionale, o forse prima il presidente della Repubblica, riuscirà ad impedire l’ennesimo tentativo di distruggere la PA da parte del governo Renzi-Gentiloni”, conclude Brunetta.

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“Il Governo PD regala altri 2 miliardi alle banche”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

BANCA

“Evidentemente i 20 miliardi stanziati da Gentiloni pochi mesi fa per salvare MPS non sembravano sufficienti. Questa volta la marchetta ai banchieri arriva sotto forma di “aiuto alla crescita economica” e di maggiore sgravio fiscale sulle sofferenze. La scusa di tanta generosità nei confronti delle banche, decine e decine di miliardi negli ultimi 4 anni, è che grazie a questi aiuti le banche ricominceranno a finanziare l’economia reale. Peccato che i prestiti alle imprese continuano a crollare: meno 12 miliardi nell’ultimo anno, come denuncia Unimpresa. Gli italiani sono stanchi di questi governi asserviti alle banche e che strozzano di tasse le famiglie e le imprese”.

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ViTA il sistema virtuale per contrastare la demenza senile

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

AlzheimerRoma. Nell’ambito del programma Impact Grant, la Fondazione IBM Italia sta lavorando a un progetto pilota con l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo per dimostrare che i sistemi cognitivi aprono nuove prospettive nel rapporto tra tecnologia e memoria.
L’interazione con sistemi in grado di apprendere e fornire stimoli per preservare la memoria o il suo declino può essere particolarmente efficace nell’aiutare le persone anziane o chi è affetto da malattie neurodegenerative.
In particolare, la soluzione raccoglie frammenti di memorie e li organizza in una mappa in cui ogni frammento è collegato all’altro, attraverso storie che aiutano a navigare con diverse modalità questa mappa. Un frammento di memoria può essere un testo, una fotografia, una musica come una canzone o un video che riporta a un’emozione, ed è collegato a ogni singolo evento vissuto che potrebbe coinvolgere persone, oggetti, luoghi e sentimenti.Nonostante i dati dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, che stima entro il 2050 più di 130 milioni di persone colpite da demenza senile, si posso contare ad oggi soltanto pochissimi successi nella lotta a rallentarne i sintomi. Tra questi vanno annoverati interventi di prevenzione mirati al controllo di fattori quali nutrizione, esercizio e training cognitivo. È proprio in quest’ultimo settore che ViTA potrà fornire il suo contributo.La tecnologia può fungere da ponte per abbattere le barriere e ricostruire i legami tra gli anziani e chi li assiste. Grazie all’interazione vocale con il sistema, si generano così sentieri di memoria fortemente personalizzati da utilizzare come stimoli cognitivi in grado di migliorare il benessere dell’anziano. Le persone possono interagire così con le tecnologie cognitive di ViTA, richiamare le proprie memorie, anche semplicemente scorrendo il proprio album di ricordi.
La soluzione è implementata sulla piattaforma Watson IBM, che integra diversi servizi disponibili attraverso IBM BlueMix come IBM Watson Conversation, Watson Natural Language Understanding, Watson Text-to-Speech e annotatori sviluppati con IBM Knowledge Studio, grazie al lavoro dei ricercatori italiani di IBM Research & Business. La soluzione integra anche CEDAT85 + Voce per la parte speech to text in italiano.
ViTA è accessibile tramite tablet o smartphone, ma sono allo studio anche possibilità di uso attraverso oggetti “intelligenti” della vita quotidiana come una lampada. ViTA comunica con la voce ed è in grado di interagire digitando o, semplicemente, navigando tra immagini e icone.Il sistema sarà sperimentato nei prossimi mesi da un gruppo di anziani con sintomi di demenza precoce seguiti e selezionati dall’Unità di Geriatria dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza. L’obiettivo sarà comprendere come il racconto e l’ascolto di queste storie possa contrastare stati emotivi negativi come agitazione, tristezza o apatia e rafforzare comportamenti positivi come nutrizione, idratazione e movimento, spesso carenti.«Le innovazioni tecnologiche a servizio dell’invecchiamento attivo – spiega Domenico Crupi direttore generale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – rappresentano uno degli ambiti di interesse più importanti per il nostro Istituto. L’esperienza che stiamo conducendo assieme alla Fondazione IBM Italia va letta in continuità con le numerose iniziative sulle patologie neurodegenerative che ci vedono coinvolti a livello internazionale, da ultimo un progetto di robotica assistiva che stiamo svolgendo con partner giapponesi. Il progetto progetto ViTA è inoltre significativo perché incide su uno degli aspetti più drammatici per i pazienti affetti da Alzheimer: la perdita della memoria che per molti di essi coincide con la perdita della propria identità».
«Le tecnologie cognitive – sostiene Enrico Cereda, ad di IBM Italia e presidente della Fondazione IBM – hanno la capacità di trasformare e migliorare alcuni aspetti della nostra vita quotidiana. In questo caso specifico, l’interazione con sistemi di intelligenza aumentata costituisce un aiuto concreto sia per le persone anziane, o colpite da malattie neuro-degenerative, sia per chi si prende cura di loro. La tecnologia che IBM ha messo a punto, infatti, è in grado di apprendere e fornire stimoli per preservare la memoria o rallentarne il declino. La partnership con l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – conclude Cereda – segna una tappa significativa nel rendere più efficaci i servizi di assistenza così come noi li intendiamo».

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Tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

poletti-giuliano-Legacoop_11Verona lunedì 15 maggio 2017 dalle ore 9.30 alle ore 12.00 presso il Fonderia Aperta Teatro (via del Pontiere 40 A) la tavola rotonda “Nuovi modelli di lavoro: l’esperienza delle cooperative culturali e dello spettacolo. Spunti per estendere le tutele alle nuove figure professionali e per favorirne l’ingresso in un contesto legale e tutelato”.
Alla tavola rotonda parteciperanno il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, Mauro Lusetti (Presidente Nazionale Legacoop), Donata Gottardi (Direttrice Dipartimento di Scienze Giuridiche Università di Verona), Chiara Chiappa (Consulente del Lavoro – Responsabile Settore Lavoro CultTurMedia), Emanuela Bizi (Segretaria nazionale settore produzione culturale SLC CGIL). Conduce Ugo Bacchella (Presidente Fondazione Fitzcarraldo). Saranno presenti inoltre Giovanni Dicola (Segretario Nazionale Uilcom UiL) e Antonio Belviso Segretario Regionale Fistel Cisl).Organizzato da Doc Servizi in collaborazione con Legacoop, Università degli Studi di Verona, IIS Galileo Ferrari-Enrico Fermi di Verona e Metis Studio Associato Consulenti del Lavoro, l’incontro intende essere un momento di confronto e riflessione sull’opportunità di estendere strumenti contrattuali e di tutela, già utilizzati nel mondo dello spettacolo, ad altri ambiti dell’industria creativa (operatori digitali, smart workers, sharing economy) e, più in generale, della nuova economia caratterizzata da attività creative tout court, di design, artistiche e intellettuali discontinue, fino a ieri spesso pagate con collaborazioni occasionali, autonome, a progetto o voucher.
Da questo punto di vista un valido esempio può venire dall’esperienza di migliaia di soci lavoratori di cooperativa del settore spettacolo, anch’esso caratterizzato da discontinuità e pluralità di committenti. Tali lavoratori, riunendosi in cooperativa con rapporto di lavoro subordinato, anche intermittente, hanno avuto la possibilità di uscire dal sommerso e di acquisire così tutele previdenziali, continuità contrattuale e dignità professionale, sancite anche dal primo contratto collettivo nazionale del settore.
La tavola rotonda è organizzata da Doc Servizi in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici veronesi che si svolgerà dopo il convegno e a cui parteciperà il Ministro Giuliano Poletti. Doc Servizi è una cooperativa di lavoratori professionisti, nata nel 1990 e oggi leader in Europa nella produzione e gestione di eventi e nella fornitura di servizi tecnici e artistici nel mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura e della creatività. Doc Servizi, che svolge la propria attività attraverso il lavoro artistico e tecnico dei suoi soci, ha fatto della legalità e del lavoro in sicurezza un presupposto irrinunciabile, al fine di riconoscere il valore del lavoro di ciascuno, realizzato attraverso lo strumento cooperativo che i lavoratori del settore hanno scelto. Alla luce dell’esperienza sin qui realizzata, Doc Servizi propone di estendere queste opportunità a nuovi ambiti lavorativi che presentano caratteristiche simili, anche attraverso la piattaforma cooperativa.La partecipazione all’evento è riservata unicamente alla stampa e agli operatori del settore invitati.

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La mille miglia sceglie via Veneto

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

auto corsaRoma. Venerdì 19 maggio, per il secondo anno consecutivo, via Veneto tornerà a essere teatro della Mille Miglia. La prestigiosa via, simbolo della dolce vita felliniana, ospiterà l’arrivo della tappa romana e la sfilata delle auto al termine della gara. La lunga carovana di splendidi esemplari automobilistici, tra le 20.00 e le 24.00, attraverserà la nota via romana, che grazie all’Associazione Commercianti di Via Veneto è stata rimessa a nuovo per l’occasione. Il vecchio gazebo del Cafè de Paris è stato abbattuto per lasciare spazio ad una nuova pavimentazione marciapiede, realizzata proprio con i fondi dell’Associazione.“Via Veneto è a tutti gli effetti un brand internazionale e noi dell’Associazione Commercianti siamo da tempo impegnati a recuperarla e a restituirle ‘gli antichi splendori’. Dopo il successo dello scorso anno, è una grande soddisfazione essere riusciti a portare nuovamente qui la Mille Miglia, in una cornice unica ed emozionante” dichiara Andrea Fiorentini, vice presidente dell’Associazione di Via Veneto e direttore del Grand Hotel Palace, al civico 70 delle via, hotel di lusso della catena Milennium Hotels & Resorts e della Leng’s Collection, che ha ospitato la conferenza stampa di lancio e che sarà sede di diverse delegazioni coinvolte nell’organizzazione della storica competizione.Fiorentini, in occasione della presentazione della Mille Miglia, ha consegnato un premio all’Assessore allo sviluppo economico, turismo e lavoro Adriano Meloni per la preziosa collaborazione nella riqualificazione di Via Veneto.
La Mille Miglia porterà con sé anche una mostra itinerante, dedicata proprio alla storica corsa, che verrà installata lungo via Veneto, per ripercorrere tutti i luoghi più significativi della strada principale del quartiere Ludovisi.
Una coincidenza da sottolineare. Due sono le eccellenze degli anni 20 che quest’anno celebrano il 90esimo anniversario: la corsa automobilistica e gli affreschi di Guido Cadorin, ospitati proprio all’interno del Grand Hotel Palace, uno delle storiche ‘dimore’ di Via Veneto. Il ciclo di nove affreschi del pittore e decoratore veneto, che ricoprono le pareti del salone, riportano i fasti di una festa dell’alta borghesia romana, e sommano unicità e storicità in linea con le stesse peculiarità proprio della corsa automobilistica. Entrambi riportano ad un’epoca di fasti dove via Veneto era la protagonista di quella mondanità che animava le magiche notti della Roma più esclusiva. Ed è proprio questa esclusività che l’Associazione Commercianti di Via Veneto vuole ritrovare, e ospitare una così prestigiosa corsa per due anni consecutivi è decisamente un ottimo punto di partenza.

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Oltre 1 milione di bambini in fuga dalle violenze in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

sud sudanSecondo l’UNICEF e l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il numero di bambini fuggiti dal Sud Sudan – dove il conflitto in continuo peggioramento sta devastando il paese – ha superato quota 1 milione.”Il terribile fatto che in Sud Sudan quasi un bambino su cinque è stato costretto a fuggire dalla propria casa, mostra quanto questo conflitto sia devastante, in particolare per le persone più vulnerabili del paese”, ha dichiarato Leila Pakkala, Direttore regionale dell’UNICEF per l’Africa orientale e meridionale. “Se a questo dato si aggiunge che più di 1 milione di bambini sono sfollati all’interno del Sud Sudan, si può comprende come il futuro di una generazione sia veramente sull’orlo della catastrofe”.Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, i bambini costituiscono il 62% degli oltre 1,8 milioni di rifugiati originari del Sud Sudan. La maggior parte ha raggiunto Uganda, Kenya, Etiopia e Sudan.”Oggi nessuna crisi dei rifugiati mi preoccupa più di quella del Sud Sudan”, ha affermato Valentin Tapsoba, direttore dell’Ufficio dell’Africa dell’UNHCR. “Il fatto che i bambini rifugiati stiano diventando il volto decisivo di questa emergenza è incredibilmente preoccupante. Noi tutti nella comunità umanitaria abbiamo bisogno di sostegno urgente, convinto e sostenibile per poter salvare le loro vite”.All’interno del Sud Sudan, più di mille bambini sono stati uccisi o feriti dall’inizio del conflitto nel 2013, mentre sono circa 1,14 milioni i bambini sfollati interni.
Quasi tre quarti dei bambini del paese non frequentano le scuole – il più alto numero al mondo.Il trauma, lo sconvolgimento fisico, la paura e lo stress vissuti da tanti bambini rappresentano solo una parte del prezzo che la crisi sta imponendo. I bambini continuano a rischiare di essere reclutati da forze e da gruppi armati e, con i danni alle strutture sociali tradizionali, sono anche sempre più vulnerabili alla violenza, all’abuso sessuale e allo sfruttamento.Più di 75mila bambini rifugiati in Uganda, Kenya, Etiopia, Sudan e Repubblica Democratica del Congo hanno attraversato i confini del Sud Sudan non accompagnati o separati dalle loro famiglie.Le famiglie di rifugiati che fuggono nei paesi confinanti in cerca di riparo e sicurezza si trovano ad affrontare una doppia catastrofe in questa stagione delle piogge, con i bambini che corrono rischi sempre più elevati per quel che riguarda la salute e la protezione connessi al fatto di non poter godere di un riparo adeguato. È necessario un supporto molto più elevato per assicurare che ogni famiglia possa vivere in un luogo sicuro, e che abbia accesso all’assistenza umanitaria urgente, compresi cibo, acqua, protezione, educazione e assistenza medica.L’appello dell’UNICEF per il Sud Sudan e per i rifugiati sud sudanesi presenti nella regione – che prevede di raccogliere 181 milioni di dollari per risolvere i bisogni più urgenti dei rifugiati fino alla fine dell’anno – attualmente è finanziato solo per il 52 per cento.Gli operatori dell’UNHCR sono in prima linea nella crisi, incontrando i rifugiati sud sudanesi mentre fuggono oltre confine e fornendo loro assistenza di prima necessità, ma nel 2017 la cronica carenza di fondi sta mettendo a rischio i servizi essenziali. L’appello dell’UNHCR per i finanziamenti alla situazione del Sud Sudan – pari a di 781,8 milioni di dollari – è finanziato solo per l’11 per cento.

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Obama di qua e Obama di là. Che brutto Paese

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

obamaLa “visita” dell’ex-presidente Usa Barack Obama a Milano e poi in Toscana, ha scatenato tutto il provincialismo italiano. Quello insito nelle persone più importanti e nell’ultimo dei bischeri. Quello fatto di chi ama farsi i selfie in ogni occasione, figurarsi se poi e’ accanto a qualcuno che e’ un “selfie vivente” come Obama.
Restiamo comunque attoniti per il fatto che per andarlo ad ascoltare a Milano, con tanto di pienone ed esaurito, le persone hanno speso 850 euro, nell’ambito di una fiera gastronomica e, da quanto abbiamo capito, non sono soldi che poi vengono dati per qualche buona causa altruista. Si sa, gli ex-presidenti Usa (e non solo, notorio il caso dell’Uk Tony Blair) hanno come missione post “capo del mondo” quella di andare in giro a dire la propria (e sono quotati piu’ e meglio di tanti altri, per carita’…) percependo parcelle che, si’ finiscono in fondazioni e cose simili per il bene diffuso, ma che niente ci dice che in buona parte servano a finanziare lo stesso oratore. La cosa in se’ non ci scandalizza, non abbiamo l’approccio cattolico romano al denaro (che sarebbe sporco…), ma non riusciamo a digerire quello che, anche l’iper-liberal quotidiano The New York Times, ha chiesto che non accadesse anche nel caso di Obama: super parcelle la cui destinazione non e’ mai trasparente al 100%. Sara’ inascoltato?
Ma ne prendiamo atto. Cosi’ come prendiamo atto, dopo aver letto di chi andava da Obama risparmiando sul parrucchiere o chi cercava di non spendere perche’ forse riusciva ad imbucarsi: perfetto specchio dell’Italia che si riflette in ogni parte del mondo.
E non ci puo’ non venire in mente di quando, l’ex-presidente del Governo italiano, Matteo Renzi, grande anfitrione odierno della calata di Obama nella capitale meneghina, quando era “solo” Sindaco di Firenze, in un incontro in Usa sempre con Obama, si faceva spazio tra la folla di tanti amministratori ricevuti dal primo cittadino Usa, piegato su se stesso, con le spalle contrite e la mano destra tesa in avanti, diceva “Mister President, I’m a Mayor of Florence”. Sembrava Massimo D’Alema quando qualche anno prima, neo-ministro degli Esteri, nelle foto degli incontri internazionali accanto ai suoi colleghi dei Paesi piu’ importanti del mondo, con le spalle anche lui contrite, e forse anche per i baffetti che gli davano l’aspetto umile e buffo a mo’ di Charlie Chaplin, con lo sguardo spaurito e gli occhi mobili che si guardavano e riguardavano intorno, sembrava si dicesse da solo “ed io che ci faccio qui?” oppure “madonna, dove sono arrivato”.
Va buo’! Probabilmente e’ l’Italia in cui stiamo consumando gli ultimi anni della nostra vita (ne ho 64) e, visto che non sono stato “disciplinato” in passato e tuttora, mi tocca viverli come in una sorta di Inferno di Dante (il poeta, non il figlio del Sindaco di New York, Bill de Blasio), messo a soffrire in un girone in cui si e’ flagellati da luoghi comuni, provincialismo, frasi fatte, tutte ben mescolate con fake news che ti fanno perdere l’orbita del senno e dell’orientamento.
Ma cosa ne verra’ fuori da questa “visita” di Obama? Leggiamo di scuole, master, corsi, incontri. Anche noi siamo convinti che la presidenza Obama sia stata una delle migliori Usa in questi ultimi decenni, ma proprio non riusciamo a non sentirci a disagio nel vedere il marito di Michelle aggirasi per monumenti con l’ombra di Renzi, il codazzo di fotografi e, immaginiamo, incassare la sua parcella. Ci domandiamo se sara’ qualcosa come quella di Bill Gates, che coi miliardi che ha fatto e continua a fare con la Microsoft, costruisce, tra l’altro, cessi portatili per i disgraziati dell’Africa. O qualcosa come il miliardario George Soros, tutto dedito a sostenere democrazie come piattaforme di societa’ aperte , soprattutto nell’Europa di cui e’ originario.
Se son rose fioriranno? C’e’ da capire quali siano queste rose… noi vediamo tante spine, ma siamo curiosi e, pur se pessimisti nel giudizio, siamo almeno ottimisti nell’azione. Altrimenti saremmo qui solo a piangerci addosso, che non e’ la nostra attivita’ preferita. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Pagine d’arte al salone del libro di Torino

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

copertina Stefan ZweigTorino 18-22 maggio 2017 salone del libro. Pagine d’Arte, piccola ma raffinata casa editrice che si contraddistingue per l’attenzione con cui unisce testi ricercati e originali a immagini di qualità, sarà presente al Salone del Libro di Torino. Presenterà alcuni dei suoi titoli storici e il nuovo “Libretto & Catalogo 2017” ideato da Beatrice Lancini Balbi, che illustra il percorso di Pagine d’Arte attento allo studio della relazione tra parole & figure, e la nuova proposta editoriale: “Il mistero della creazione artistica” di Stefan Zweig. “Il mistero della creazione artistica” riproduce il testo della conferenza che Zweig tenne a New York nel 1939 e che viene proposta per la prima volta in italiano. In quell’occasione Zweig sostenne che il segreto più profondo del nostro mondo è legato alla creazione: “Fra gli innumerevoli enigmi insolubili del mondo, quello della creazione rimane per sempre il più profondo e il più misterioso. Qui la natura non vuol essere spiata, non permetterà mai che si colga l’atto estremo per cui sorse la terra o sorge un piccolo fiore, come nasce una poesia, come nasce un uomo. Qui la natura cala senza alcuna indulgenza il suo velo. Persino il poeta, persino il musicista, sarà più tardi incapace di spiegare l’istante della sua ispirazione”.
Il libro, che è arricchito da riproduzioni di Dürer, Rembrandt e manoscritti di opere musicali, si può considerare il prolungamento ideale della novella “La collezione invisibile” già pubblicata da Pagine d’Arte: due scritti intensi e brevi si sfogliano nella collana Sintomi, sul filo autobiografico che lega Zweig all’appassionata raccolta di carte d’arte. Collezionare per tentare di capire.
Tra le altre pubblicazioni di Pagine d’Arte in evidenza al Salone del Libro si segnalano “Emilio Tadini testo&immagine”, un collage ideale e inedito dei fogli tratti dall’insieme dei raccoglitori rossi degli anni Settanta conservati allo Spazio Tadini di Milano fra le carte d’archivio di Emilio Tadini, “Sig. Bovary e altri personaggi” di Alberto Manguel, e due opere che, per impostazione e contenuti, si prestano per una lettura abbinata: “L’Apocalisse secondo Dürer”, sempre di Alberto Manguel, e “La mente nera di Piranesi” di Marguerite Yourcenar.
Pagine d’Arte è una casa editrice indipendente fondata nel 1982 da Matteo Bianchi, che per vent’anni è stato direttore del Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, dove ha realizzato una serie di esposizioni e cataloghi legati alla cultura figurativa fra Otto e Novecento (Albert Anker, Félix Vallotton, Camille Claudel…) e a quella moderna e contemporanea (Jean Fautrier, Oskar Kokoschka, Sonia Delaunay…).
Matteo Bianchi conduce l’attività editoriale a Tesserete/Lugano (Svizzera) nella casa museo del pittore svizzero-lombardo Luigi Rossi (1853-1923) insieme a Carolina Leite, con la quale ha inaugurato a Parigi il catalogo francese di Pagine d’Arte.
Pagine d’Arte si caratterizza per le scelte editoriali libere da ogni condizionamento, inedite e mai scontate, basate sull’idea di studiare le corrispondenze tra testo e immagine e sviluppandole intorno ad alcuni temi come parole e figure, arte e natura, l’identità linguistica e culturale, la bellezza che salverà il mondo… (foto: copertina Stefan Zweig)

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Sindrome Ring14: pubblicate le prime linee guida internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

reggio emiliaLa Sindrome Ring14 è una rarissima malattia genetica (prevalenza meno di 1:1.000.000 nati) dovuta ad un riarrangiamento del cromosoma 14.Grazie all’impegno di 15 ricercatori e clinici esperti sulla sindrome Ring14 e afferenti ad alcuni tra i più importanti ospedali, università e centri di ricerca italiani sono state stilate le prime linee-guida per la diagnosi della sindrome Ring14 e la gestione clinica e sociale di chi ne è affetto. Si tratta di un documento di notevole interesse per aiutare medici, familiari e qualsiasi altro caregiver che per la prima volta viene a conoscere di un problema clinico così grave come la sindrome Ring14 e su cui fino ad ora mancava un qualsiasi riferimento assistenziale.Dato il valore scientifico, l’Orphanet Journal of Rare Diseases, rivista di riferimento mondiale per le malattie rare, ha appena pubblicato il lavoro sulle linee-guida per la sindrome Ring14. Grazie alla fondamentale collaborazione dell’AUSL di Reggio Emilia, che ne ha assunto gli oneri di pubblicazione, l’articolo è in Open Access e quindi accessibile gratuitamente in tutto il mondo.Le linee-guida pubblicate forniscono raccomandazioni in tutti i diversi ambiti clinici in cui la sindrome Ring14 si manifesta e che annovera i tratti autistici e le continue crisi epilettiche tra gli aspetti più frequenti oltre alle complicazioni di tipo immunitario, respiratorio, linguistico e nutrizionale.La stesura di linee-guida per malattie genetico-rare rappresenta un risultato fondamentale per consentire una gestione più efficace, di chi colpito da una sindrome come Ring14, poco nota, se non addirittura sconosciuta, alle strutture cliniche sul territorio. Infatti come conferma il dr. Marco Crimi, responsabile scientifico di Ring14 International, “la pubblicazione delle linee-guida è uno strumento fruibile sia ai medici che ai pazienti e ci consente di essere un riferimento nel rispetto delle “best practices” definite a livello internazionale nell’ambito delle malattie rare”.Per Stefania Azzali, Presidente di Ring14 International, “il lavoro svolto è, per noi genitori, un sogno che si avvera. Finalmente genitori e medici avranno un documento completo ed esaustivo sui sintomi legati a queste malattie rare e sulle migliori cure e terapia per curare i bambini. Ancora una volta la nostra associazione è stata pioniera in questo prezioso lavoro, che speriamo possa davvero avere un impatto importante sulla presa in carico e sulla cura dei nostri pazienti.E’ inoltre significativo evidenziare che, per la prima volta in Italia, il lavoro di progettazione cha ha portato alla realizzazione delle linee-guida per una malattia rara è stato coordinato direttamente da un’associazione di pazienti, come Ring14 International, aprendo così la strada ad altre associazioni che vorranno cimentarsi in questo tipo di documentazione.”

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