Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Inquinamento coste campane

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2009

E’ stata presentata oggi una interrogazione a firma di Aldo Di Biagio, responsabile italiani nel mondo del PdL, nella quale si chiede ai ministri dell’ambiente, del lavoro e dello Sviluppo economico “se sono a conoscenza di quanto verificatosi negli ultimi due mesi nella regione Campania sotto il profilo dell’inquinamento delle coste, se intendono fare chiarezza sui dati relativi alle presunte infezioni e alle malattie contratte dai cittadini e se intendono predisporre adeguati accertamenti e rilievi al fine di verificare la corretta applicazione dei parametri operativi del depuratore di Cuma, ed infine quali iniziative intendono intraprendere al fine di fornire una corretta informazione e una dovuta tutela della salute dei cittadini campani e dei tanti turisti che arrivano ogni giorno nella regione”.“Dato che – si legge nel testo – secondo i dati elaborati dal Rapporto acque di balneazione 2009, soltanto nella provincia di Napoli i chilometri di costa inquinata ammontano a 30, un dato di molto superiore alla media di altre città italiane. A ciò si aggiungerebbe che nelle scorse settimane i dipendenti di Hydrogest, gestore del depuratore di Cuma, nell’area flegrea, hanno sversato in segno di protesta direttamente in mare i liquami provenienti da Napoli, con gravi conseguenze sul livello di inquinamento e soprattutto con grave impatto sul tenore turistico dell’intera zona”.“Si parla di sversamento in mare non solo di liquami e acque reflue – continua – ma anche di materiali organici, probabilmente di origine ospedaliera, che avrebbero condotto alla proliferazione di parassiti e organismi microbiologici. Molti di questi sopravvivono in acque stagnanti e putride e sono visibili ad occhio nudo dai cittadini, soprattutto lungo le coste flegree e lungo il litorale casertano. Il deterioramento ambientale avrebbe condotto al sorgere di infezioni che colpirebbero soprattutto i bambini, e alcune fonti di informazione locale testimoniano di un incremento delle patologie contratte al mare o sulla spiaggia”.“Sembra dilagare l’allarmismo tra i cittadini del napoletano e tra i turisti, – sottolinea l’interrogazione – che sembrerebbe però non essere affrontato adeguatamente dai media, se non da giornali di quartiere o piccole emittenti private, e dalle Istituzioni. L’inquinamento balneare appare un argomento tabù sul quale sarebbe opportuno fare chiarezza, sia sotto il profilo degli effetti sanitari che questa emergenza potrebbe comportare sia informando adeguatamente i bagnanti circa le aree più pericolose o più esposte ai rischi di patologia da inquinamento, onde evitare che si crei un castello di menzogne pericoloso nell’opinione pubblica”. “Appare opportuno sottolineare che – si legge nel testo – il settore turistico balneare della provincia di Napoli ha subito un brusco freno, e la perdita è quantificabile intorno al 70% rispetto ai dati 2008, un duro colpo ad una regione, ricca di bellezze e patrimoni, in cui il turismo rappresenta una delle più importanti voci di bilancio”.

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