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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Scuole non pronte alla didattica a distanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

La scuola italiana è in prima linea nel raccogliere la sfida della didattica svolta dalle mura domestiche: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel corso di un intervista rilasciata a Teleborsa, consapevole che i problemi di fruizione delle lezioni e dell’assegnazione dei compiti tramite registro elettronico, e-mail e piattaforme digitali sono reali, soprattutto da parte degli alunni. Il sindacalista ritiene anche che rimane alto il rischio del digital divide, visto che il 25% delle famiglie non accede al web, oltre la metà delle famiglie con minori non possiede un computer e un allievo su tre ha problemi ad accedere alle lezioni on line.“Nonostante le scuole italiane non siano ancora pronte a questa didattica – dice il leader dell’Anief -, siamo sicuri che tutto il corpo insegnante ha abbracciato la sfida attuale: certo, ci sono diversi problemi che riguardano gli utenti. Problemi che riguardano l’accesso, soprattutto degli studenti, dal momento che alcuni di loro non hanno la possibilità di seguire le lezioni. Sarà molto importante capire se e cosa hanno deciso i collegi dei docenti o cosa decideranno nei prossimi giorni, anche da remoto, riguardo ai criteri di valutazione dello svolgimento dell’attività didattica a distanza, al fine di poter validare l’anno scolastico”.Sono molti e probabilmente non sempre risolvibili i limiti dell’attività didattica condotta da casa. Però, una cosa è sicura: in queste settimane di emergenza, i docenti si stanno facendo in quattro. Anche nei casi, soprattutto tra i precari, di insegnanti che fanno didattica a distanza senza strumentazioni e connessioni adeguate. È questo il pensiero del presidente Anief, Marcello Pacifico, a proposito delle difficoltà che stanno caratterizzando le tante lezioni in remoto, svolte negli ultimi giorni caratterizzati dall’espandersi del Coronavirus.Il sindacalista autonomo ritiene che “è grande lo sforzo che la scuola, assieme alle famiglie, sta realizzando, assieme alle famiglie, per garantire comunque il diritto all’istruzione. Con il prolungamento della chiusura delle scuole, bisogna aprire un momento di riflessione e di monitoraggio sulla didattica a distanza che è stata attivata nei singoli istituti: occorre capire come si svolgerà l’attività a distanza nelle singole scuole”.

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