Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 9 agosto 2021

Un appello alla lettura nelle carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Ministra della Giustizia, perché il carcere ha paura dei libri? Succede ogni tanto che mi scriva qualche detenuto sottoposto al regime di tortura democratica del 41 bis, per dirmi che vorrebbe leggere qualche mio libro. Io devo rispondere che questo non è possibile, se hanno proibito di far entrare nelle celle delle sezioni del 41 bis perfino un libro dell’attuale Guardasigilli. Signora Ministra, penso che bisognerebbe “condannare” i carcerati a leggere di più. Non potrebbe fare qualcosa per cambiare o modificare la norma che consente all’amministrazione penitenziaria di vietare ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis di ricevere libri e riviste dall’esterno? Secondo alcuni professionisti dell’antimafia questo divieto consente di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. Invece, a mio parere in questo modo si fa un “favore” alla mafia, perché́ non si tiene conto che i libri potrebbero aiutare a sconfiggere l’anti-cultura mafiosa. Sì, è vero, ricevere un libro in carcere potrebbe essere pericoloso, ma tutto quello che entra nelle sezioni del 41 bis è controllato e letto, perché tutti hanno la censura e, comunque, pur correndo qualche rischio, i benefici sarebbero largamente superiori ai rischi, un po’ come il vaccino contro il coronavirus. Signora Ministra, ventisette anni di carcere duro mi hanno insegnato che prima di scrivere bisogna leggere. E dopo bisogna tentare di riflettere, con la mente e con il cuore. Subito dopo però bisogna avere il coraggio di scrivere quello che si pensa: è quello che ho deciso di fare ora scrivendoLe questa lettera aperta.Chi è favorevole al divieto di fare entrare i libri nelle sezioni del 41 bis, io credo lo sia perché a sua volta legge poco: forse perché́ non ha tempo. Io, invece, in 27 anni di carcere, ho letto moltissimo. Potrei affermare che sono sempre stato con un libro in mano. E sono certo che senza libri non ce l’avrei fatta. Mi sono fatto la convinzione che noi siamo anche quello che leggiamo e, soprattutto, quello che non leggiamo. Le confido che nei libri ho vissuto la vita che non ho potuto vivere: ho sofferto, ho pianto, ho amato, sono stato amato, sono cresciuto, sono stato felice ed infelice nello stesso tempo. E sono morto e rivissuto tante volte. Una volta, un giornalista mi ha chiesto qual era il libro che mi era piaciuto più di tutti. Mi è stato difficile rispondere, perché́ i libri sono un po’ come i figli: si amano tutti, perché́ tutti ti danno qualcosa. Alla fine ho detto che mi è piaciuto molto il libro “Il Signore degli Anelli”, perché́ molti prigionieri sono un po’ come i bambini. E per vivere meglio si immaginano di vivere in mezzo a boschi e palazzi incantati, fra meraviglie o incantesimi. Mi ha entusiasmato anche il libro”Il rosso e nero” di Stendhal, perché́ mi ha insegnato che l’amore è fatto di amore. Poi ho citato il libro “Delitto e castigo” di Fëdor Michailovic Dostoevskij, perché́ mi ha insegnato come si sconta la propria pena e che la vita è fatta di errori, se no non sarebbe vita. Infine, ho elencati i libri di Hermann Hesse, fra cui “Siddharta” e “Il Lupo della steppa”, perché mi hanno insegnato che quello che penso io spesso lo pensano anche gli altri…Signora Ministra, mi permetta di affermare che nei libri non ci sono dei nemici. Anzi, essi aiutano a frugare meglio dentro se stessi. Solo gli sciocchi hanno paura dei libri. I libri sono stati la mia luce in tutti questi anni di buio, mi hanno anche aiutato a continuare a lottare e a stare al mondo perché́, come scrive Elvio Fassone (ex magistrato e componente del Consiglio della Magistratura, oltre che Senatore della Repubblica), nel suo libro “Fine pena ora”: Certe volte una pagina, una frase, una parola smuove delle pietre pesanti sul nostro scantinato.Signora Ministra, fin dall’inizio della mia lunga carcerazione ho sempre letto, all’inizio con la testa e alla fine con il cuore. L’ho fatto prima per rimanere umano, dopo per sopravvivere, alla fine per vivere. Mi creda, non è stato facile leggere in carcere, perché spesso per ritorsione mi impedivano di avere libri e persino una penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano il libro, ma mi levavano la copertina. Penso che si dovrebbe fare una buona legge per “condannare” i detenuti sottoposti al regime democratico di tortura del 41 bis a ricevere e a tenere più̀ libri in cella e, forse, anche una norma per obbligare chi si occupa di giustizia e carcere a leggere di più, perché i libri rendono migliori le menti e i cuori delle persone, buone o cattivi che siano. By Carmelo Musumeci

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Scuola: Impossibile aprire in presenza in sicurezza a settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Anief lancia una petizione aperta alle famiglie e al personale scolastico per approvare un piano urgente per sdoppiare le classi e raddoppiare gli organici. 7 studenti su 8 non saranno vaccinati mentre tra i vaccinati la copertura da contagio non supera l’88%. Ecco perché risulta necessario rispettare il distanziamento sociale e dotare le istituzioni scolastiche di spazi adeguati, grazie all’utilizzo di un terzo dei fondi stanziati nel PNRR. Firma e fai firmare la petizione.Per il sindacato la scuola necessita di maggiori spazi e organici per garantire lezioni in presenza sicure e nel rispetto delle norme anticovid.Intanto secondo la stampa nazionale, “sono 4 milioni i ragazzi dai 12 ai 19 anni da immunizzare entro la metà di settembre. Lombardia, Sicilia e Campania stanno accelerando, Piemonte Toscana e Puglia per ora soffrono” e inoltre “per centrare l’obiettivo indicato da Figliuolo entro il 10 settembre servono circa 75mila dosi quotidiane nella fascia 12-19 anni: il ritmo attuale è di 43mila”.

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Scuola: Disposizioni concernenti le immissioni in ruolo del personale Ata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Il MEF ha autorizzato complessivamente 12.193 unità, comprensivo di 45 unità ex LSU per l’immissione in ruolo, ai sensi dell’articolo 1, comma 964, della legge n. 178/2020, del personale che nella procedura selettiva di cui all’articolo 58, comma 5-ter, del decreto-legge n. 69 del 2013 sia risultato in sovrannumero nella provincia in virtu’ della propria posizione in graduatoria, nonché di mille unità per l’immissione in ruolo del personale assistente tecnico, laboratorio “Informatica” (cod. T72), di cui all’articolo 1, comma 967, della legge n. 178/2020. Le assunzioni in ruolo avranno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2021 e decorrenza economica dalla data di effettiva presa di servizio. Le compensazioni saranno possibili su tutti i profili professionali della categoria Ata tranne che per la figura del DSGA.Il Direttore Generale del Personale della Scuola ha precisato che le facoltà assunzionali dei direttori dei servizi generali e amministrativi sono esercitabili esclusivamente per lo stesso profilo professionale e non possono essere oggetto di compensazione a valere sui restanti profili professionali del personale Ata. Le date di apertura delle funzioni presumibilmente saranno tra il 10 e il 16 agosto. Nella data del 10 agosto 2021 sarà aperta la prima fase per la scelta della provincia del DSGA, mentre dal 16 agosto 2021 saranno aperte le funzioni per tutti gli altri profili professionali Ata inclusi anche i DSGA su base provinciale per scelta scuole. Le procedure delle immissioni in ruolo anche per gli Ata come per le GPS saranno svolte tramite IOL (Poli Istanze on line).Permangono importanti criticità sugli organici Ata. I contingenti sono del tutto insufficienti, mancano 14mila unità all’appello per un buon funzionamento delle scuole ed è obsoleto continuare a calcolare l’organico sia sul mero numero degli alunni che per sostituire il mero turnover. A questo proposito si è richiesto una revisione delle tabelle di calcolo in quanto permane una grave carenza delle risorse umane.Molti plessi scolastici sono su più piani e il collaboratore scolastico è colui che deve garantire in primis sicurezza e sorveglianza e con queste poche unità di immissioni è veramente una missione complessa. Non è mancato di sottolineare come delegazione che, vista la situazione pandemica che ci investe da oltre un anno e con numerosi alunni, ci aspettavano maggiori immissioni in ruolo nel profilo professionale dei collaboratori scolastici.Anief ha fatto presente che il contingente di immissioni in ruolo dei DSGA non coprirà l’intero fabbisogno dei posti vacanti e disponibili e quindi come da oltre vent’anni si ricorrerà all’utilizzo dei facenti funzione Dsga per disfarsene in seguito, senza nessuna prospettiva di progressione di carriera. Il Direttore Generale del Ministero Dott. Filippo Serra si è preso impegno di fissare un incontro con le organizzazioni sindacali a fine di agosto per iniziare un confronto sulla situazione dei facente funzione Dsga. Anief ha puntualizzato sull’organici degli assistenti tecnici che nonostante le mille unità, traguardo raggiunto grazie all’impegno del sindacato, sono anch’essi insufficienti, perché molti istituti di scuola secondaria di secondo grado sono sprovvisti di questo organico, come i licei socio-psico-pedagogici.Inoltre, la delegazione Anief ha ribadito e sottolineato che da oltre un ventennio la categoria Ata ha subito tagli per circa trenta-quarantamila unità in meno in organico di diritto, con carichi di lavoro e competenze nell’espletamento delle proprie funzioni al di fuori del collocamento delle qualifiche professionali.

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Le classi pollaio nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

Ai microfoni di Sky Tg 24, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha detto che “per quanto riguarda le classi numerose voglio ricordare che a livello nazionale, su tutti gli ordini di scuole, rappresentano meno del 3% del totale delle classi”. Le classi più numerose, ha aggiunto, “sono essenzialmente negli istituti tecnici e superiori delle grandi aree metropolitane, su cui stiamo intervenendo con un programma specifico”. Le aule con un numero maggiore di 27 “sono il 2,9%, mentre quelle con meno di 15 sono il 13%. Abbiamo quindi anche un problema opposto ovvero di classi in situazioni in cui non riusciamo a fare le prime le prime elementari perché non abbiamo più bambini. Il quadro quindi va visto nel suo insieme”. Il sindacato Anief crede che la storia sia diversa: dai dati desunti dallo studio del politecnico di Torino, infatti, il quadro è ben differente. Nello specifico, le sezioni della scuola dell’infanzia attualmente sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. È sottolineato come “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare indispensabile in questa fase emergenziale”. Le sezioni della scuola primaria sono costituite con un numero minimo di 15 e un massimo di 26 alunni, salvi i casi di presenza di alunni disabili. Anche qui “il dimezzamento della numerosità delle classi in presenza appare anche in questo caso indispensabile in questa fase emergenziale. Le sezioni della scuola secondaria di I grado sono costituite con un numero minimo di 18 e un massimo di 27 alunni. Ancora, “in questi casi è da prevedere nuovamente il dimezzamento del numero di alunni in presenza”. Le sezioni della scuola secondaria superiore sono costituite con un numero minimo 27 alunni. “Anche in questo caso la numerosità andrebbe ridotta alla metà per garantire politiche adeguate di segregazione e distanziamento”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, sottolinea come nel testo sia chiaro il concetto che le classi vanno sdoppiate e per contenere massimo 15 studenti per classe occorrono da un minimo di 188mila locali in più a un massimo di 330mila.

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Iniziative Ue contro il riciclaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista- L’Europol stima che l’1% del Pil dell’Unione europea, equivalente a circa 160 miliardi di euro, è coinvolto in attività finanziarie illegali. E’ clamoroso il caso della filiale estone della banca danese Danske Bank, che dal 2007 al 2015 sarebbe stata il veicolo di transazioni molto sospette per oltre 200 miliardi di euro. Del resto è risaputo che il riciclaggio di soldi per fini illegali, per il sostegno al terrorismo e per l’evasione e l’elusione fiscale ha assunto dimensioni preoccupanti. Anche le reti criminali si sono dimostrate molto esperte a “dribblare” i regolamenti e i controlli dei singoli Paesi, sfruttandone le differenze, le incongruità e anche le reciproche avversità. In questa materia l’Unione europea si “barcamena” tra un desiderato coordinamento centralizzato e i provvedimenti dei diversi governi. Recentemente la Commissione ha presentato delle condivisibili proposte legislative al Parlamento e al Consiglio europeo per consolidare le norme Ue per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Da notare che inizialmente l’iniziativa era stata osteggiata da alcuni Paesi membri, tra cui Cipro, Malta ed Estonia. Non convincente, invece, è l’introduzione del massimale di 10.000 euro per i pagamenti in contanti. Si ricordi che in Italia esso è di 2.000 euro. In un attimo, tutta la passata battaglia ideologica di casa nostra sull’argomento è stata spazzata via. Il citato pacchetto mira anzitutto a creare una nuova autorità europea in materia di riciclaggio. E’ previsto un regolamento con norme direttamente applicabili. C’è una direttiva, relativa agli organismi di vigilanza, da recepire ai vari livelli nazionali. Lungimirante, ci sembra, è il regolamento per tracciare i trasferimenti in cripto-valute. La nuova autorità europea dovrebbe rafforzare la vigilanza e prevedere un unico sistema integrato per meglio coordinare gli organismi nazionali di monitoraggio. Gli attuali registri nazionali dei conti bancari dovrebbero essere collegati tra loro, consentendo alle varie Unità d’informazione finanziaria di accedere rapidamente ai movimenti sui conti correnti. Compito non secondario sarebbe la vigilanza su alcuni enti finanziari che si ritengono più rischiosi. Per quanto riguarda le cripto-valute e le cripto-attività, si rileva che attualmente solo alcuni prestatori di detti servizi sono soggetti alle norme di antiriciclaggio. Il che è una negligenza grave che potrebbe essere sfruttata anche da interessi illegali. Perciò è positiva la previsione di modifiche per la tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, come i bitcoin. Saranno inoltre vietati i portafogli anonimi di cripto-attività. Naturalmente il riciclaggio è un fenomeno globale che richiede una forte cooperazione internazionale. La Commissione è già parte del Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), che è il garante a livello mondiale della lotta al riciclaggio di denaro. Gli elenchi del Gafi saranno inseriti in quelli dell’Ue. Essi avranno una “lista nera”, in cui figurano la Corea del Nord e l’Iran, e una “lista grigia”. Quest’ultima comprende 22 Stati. Oltre a quelli sospettati di terrorismo o coinvolti in guerre, ci sono alcuni dei paradisi fiscali più “gettonati” da interessi europei, tra cui le Barbados, le Cayman, Giamaica, Panama Albania e Malta (!). Anche la Romania stava per esservi inclusa. E’ incredibile che vi siano coinvolti dei Paesi europei e persino dell’Ue! Il documento è ricco di dati che evidenziano i rischi connessi ai vari settori economici influenzati o influenzabili dal riciclaggio di soldi sporchi. Ad esempio, si afferma che esso opera principalmente ancora attraverso il trasferimento di contanti e che le banconote da 500 euro sono state largamente usate a tal fine. Si stima che a livello mondiale il riciclaggio sfrutterebbe il mercato immobiliare per 1.600 miliardi di dollari l’anno e quello dei diamanti, che è concentrato soprattutto in Belgio. Il rapporto rileva la crescita dell’utilizzo dei paradisi fiscali quali veicoli per il riciclaggio: già nel 2016 i residenti Eu tenevano ben 1.600 miliardi di dollari nei centri off shore. Le nuove proposte della Commissione affrontano la sfida principale per il futuro dell’Unione: operare congiuntamente, senza sabotaggi di varia natura, per fronteggiare e sconfiggere il riciclaggio di soldi sporchi, che mina la sicurezza, la stabilità e il bilancio dell’Europa.

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Aiuto agli imprenditori in difficoltà

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2021

“L’Italia è fatta di molti imprenditori che, come primo pensiero, hanno quello di sostenere le famiglie che lavorano con loro e continuare a fare la differenza nel mondo. La crisi del Covid ha aggravato la situazione di molte aziende, e c’era la necessità di dare loro più tempo per riorganizzarsi, oltre a semplificare le modalità di accesso agli accordi di ristrutturazione per evitare chiusure a catena. Lo abbiamo fatto, dando un chiaro segnale di fiducia a questi imprenditori. In Consiglio dei Ministri, è stato infatti approvato il pacchetto di norme “Salva Imprese”, a cui abbiamo iniziato a lavorare un anno fa, assieme agli altri Ministeri competenti. Per questo sono stati introdotti strumenti specifici per favorire il risanamento delle imprese e facilitare la continuità aziendale. Per prima cosa rinviamo al 16 maggio 2022 l’entrata in vigore del Codice della crisi e dell’insolvenza originariamente prevista per l’1 settembre di quest’anno. Inoltre andiamo a prorogare il termine per l’attivazione delle procedure concorsuali per tutti gli imprenditori a rischio di dichiarazione di fallimento e, soprattutto, la possibilità fino al 31 dicembre 2022 per qualunque debitore in possesso di un piano attestato di risanamento di rinunciare a eventuali procedure concorsuali già attivate in modo da riprendere in mano le chiavi della propria azienda. Con questa misura, peraltro, non solo continueremo a fornire una via d’uscita positiva alle imprese, ma garantiremo anche una diminuzione delle spese di procedura con il conseguente alleggerimento dei tribunali.Tra le misure per aiutare le imprese in difficoltà, introduciamo anche la possibilità di sottoscrivere accordi di ristrutturazione a efficacia estesa, ossia che ampliano gli accordi raggiunti con il 75% dei creditori anche a quelli dissenzienti. Prevediamo anche l’opzione di accordi di ristrutturazione agevolati che, a determinate condizioni, permettono di ridurre della metà la percentuale di creditori con cui trovare l’accordo. A beneficio della continuità aziendale sarà poi possibile, inoltre, pagare i crediti maturati dopo la domanda di concordato, come ad esempio le mensilità dei lavoratori rientranti nel periodo pre-domanda e le rate del contratto di mutuo del capannone dell’azienda, a condizione però che un professionista attesti l’ammontare del debito residuo nei confronti della banca. Dopo le misure per la liquidità, con queste diamo alle imprese una prospettiva di ripartenza”. Così, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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