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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 31 agosto 2021

Afghanistan: l’Italia nomini un Inviato Speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

L’ordine del giorno del G20 straordinario sull’Afghanistan dovrebbe comprendere un punto dedicato al rispetto del fondamentale diritto alla libertà religiosa, perché essa è il sensore del rispetto di tutti gli altri diritti umani. Le violazioni alla libertà religiosa si sono acuite dopo il ritiro delle truppe NATO ma erano già presenti prima: anche quando il territorio era presidiato dai militari stranieri il cristianesimo era visto come una religione occidentale ed estranea, non solo dai terroristi dell’ISKP o dai Talebani ma da gran parte dell’opinione pubblica. I cristiani afghani erano pertanto costretti a praticare il culto da soli o in piccoli gruppi, all’interno di abitazioni private. Chi si dichiarava pubblicamente cristiano, o si convertiva dall’islam al cristianesimo, era vulnerabile, vigendo la pena di morte per l’apostasia. Stessa sorte toccava, e a maggior ragione tocca ora, agli appartenenti ad altre minoranze religiose. La Commissione Europea lo scorso maggio ha nominato Christos Stylianides Inviato speciale per la promozione della libertà di religione e credo. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il giorno precedente tale nomina, aveva chiesto al Governo italiano di istituire anche in Italia la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa, sia per assumere un ruolo identificabile e incisivo a livello internazionale, sia per confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’art. 19 della Costituzione italiana, non è circoscritto nell’ambito dei confini nazionali ma, al contrario, deve essere promosso in ogni sede internazionale, nazionale e locale, quale diritto inviolabile di ciascuno. Oggi, considerando l’attuale dinamica della jihad globale e in vista del G20 straordinario sull’Afghanistan, appare sempre più urgente che l’Italia dia un ulteriore segnale istituendo la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa. È inoltre necessario introdurre, in ogni atto bilaterale o multilaterale che impegna il Governo italiano, la richiesta formale di un impegno duraturo al rispetto della libertà religiosa da parte di ogni Stato beneficiario della nostra politica estera di sostegno allo sviluppo.

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La scuola italiana si appresta a riaprire a docenti e alunni nelle condizioni dell’ultimo decennio

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

Delle modalità e norme in alcuni casi inaccettabili, frutto di decisioni scellerate e all’insegna della spending review. Da domani si riprende, prima toccherà a docenti e personale Ata, poi nei prossimi giorni agli alunni: non c’è traccia di provvedimenti tesi a una significativa riduzione del numero di studenti per classe, rimasta lettera morta nonostante le parole del ministro Bianchi negli scorsi mesi e necessaria non solo per il contrasto alla pandemia ma anche per garantire una didattica di qualità. Non basta intervenire sulle classi over 27 alunni come ha annunciato il ministro Bianchi ma formare classi con non più di 14 alunni per ogni 35 metri quadri. Il problema è che non c’è stato il tanto richiesto sdoppiamento delle classi, come non c’è stata la conferma dell’organico Covid: invece di essere trasformato in organico di diritto, insieme alla vergogna degli 80mila posti in deroga di sostegno, è stato quasi dimezzato e pure limitato a pochi mesi (solo fino al prossimo 31 dicembre).Tra le mancate disposizioni sulla scuola, c’è anche quella sulla revisione immediata dei criteri del dimensionamento introdotti dal DPR 81/2009 e dalla legge 133/2008: come si fa ad autorizzare classi, alle superiori, sopra i 28-30 alunni? Sul fronte della supplentite cronica, fa invece scalpore il mancato ripristino del doppio canale di reclutamento per tutto il personale delle GPS. Come, per quanto riguarda gli spostamenti del personale di ruolo, i mancati passaggi verticali per il personale ATA e di tutti i profili professionali, oltre che dei passaggi di ruolo per i docenti immobilizzati e dell’assegnazione provvisoria senza alcun vincolo. In tale contesto, sostanzialmente bloccato, Anief torna a chiedere l’eliminazione dell’obbligo del Green Pass e delle relative sanzioni con la previsione di una specifica indennità di rischio per tutto il personale scolastico.“La scuola – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – pretende di riaprire in presenza e in sicurezza durante la pandemia attraverso provvedimenti: mancano però quelli urgenti che limitano sensibilmente il numero di alunni per classe, garantiscano il necessario distanziamento tra alunni e docenti, offrano tracciamenti periodici sulla diffusione del Covid19 con test salivari gratuiti per tutti, prevedano una specifica indennità di rischio per il personale scolastico senza alcuna inutile discriminazione in base al possesso della certificazione verde”. Per il sindacalista, inoltre, “la scuola non può essere sempre e ancora di più precaria, ha bisogno di un decisivo piano di stabilizzazione in linea con la normativa comunitaria che permetta attraverso un nuovo doppio canale di reclutamento l’assunzione di migliaia di insegnanti precari del sistema nazionale di istruzione attualmente inserti nelle graduatorie per le supplenze. La scuola deve promuovere la mobilità del suo personale e non ostacolarla, la scuola deve valorizzare tutte le sue figure professionali e non svilirle”. La comunicazione dello sciopero nel primo giorno di attività didattica è stata ufficializzata dal ministero dell’Istruzione, con una comunicazione ufficiale inviata agli Uffici scolastici regionali, nella quale si annuncia la possibile astensione dal servizio “nella data di inizio delle lezioni dell’a.s.2021/2022 come determinato dai singoli calendari regionali”. Il Dicastero dell’Istruzione comunica “lo sciopero nazionale del personale docente, educativo e Ata, a tempo indeterminato e a tempo determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative, per l’intera giornata nella data di inizio delle lezioni dell’a. s. 2021/2022 come determinato dai singoli calendari regionali”.Il sindacato, infine, comunica che oggi è l’ultimo giorno per raccogliere le adesioni ai ricorsi contro il Green Pass da parte di dipendenti e studenti universitari che non accettano la violazione discriminatoria di sottoporsi a tampone ogni due giorni per entrare negli istituti scolastici e negli atenei. Inoltre, continua la raccolta delle firme per la petizione contro le relative sanzioni, che ha superato le 121mila adesioni. È poi ancora attiva anche la petizione per eliminare l’obbligo del Green Pass tra gli studenti universitari. Una ulteriore specifica petizione è stata avviata per lo sdoppiamento delle classi e il raddoppio degli organici.

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Lotta contro gli incendi. Onore al merito dei Vigili del Fuoco

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

L’estate che ci stiamo lasciando alle spalle è stata rovente non solo per le alte temperature. Purtroppo anche per gli incendi che hanno devastato una parte consistente del nostro Paese. La Calabria, la Sicilia e la Sardegna sono state tra le regioni più colpite. Circa 158mila ettari di bosco sono andati in fumo e diversi milioni di animali selvatici arsi vivi. Quest’ecatombee del nostro patrimonio naturale ha visto impegnati i Vigili del Fuoco. Dal 15 giugno scorso a metà agosto i loro interventi sono stati oltre 52mila registrando un aumento del 75% rispetto al 2020. Raramente si è arrivati a numeri del genere. Migliaia di Vigili del Fuoco e con loro le forze dell’ordine hanno lavorato tutta l’estate per salvare l’ambiente, per impedire che il riscaldamento globale cresca ancora minacciando il futuro dei nostri figli. Hanno condotto le operazioni di protezione in una condizione di disagio che si ripete di anno in anno. E il disagio è presto detto: mancanza di personale, di mezzi e di adeguato aggiornamento. Problemi che riguardano l’intera Pubblica Amministrazione e sui quali non possiamo giocare al rinvio. Credo che la tragedia ambientale consumata questa estate debba innanzitutto rendere onore al merito dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine impegnati al loro fianco. Ma soprattutto mettere al primo punto dell’agenda politica il tema dei vuoti di organico e di ciò che ne consegue in termini di dotazione di mezzi e formazione. La Uilpa farà la propria parte con convinzione e determinazione perché la tutela dell’ambiente esca dalla retorica e si tramuti in fatti concreti rafforzando i corpi dello Stato che sono chiamati a questo compito. (By Sandro Colombi, Segretario generale Uil Pubblica Amministrazione)

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Paesi ricchi e disagio sociale

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

La fatica e l’attività sono figlie predilette della necessità. Il popolo che necessita di vivere e di propagarsi sa stimolare energie favolose e creare fonti di ricchezza che a tutta prima sembrerebbero inaccessibili. Per misurare il valore fisico, morale e intellettuale di un popolo basta guardare le risorse che sa scoprire attorno a sé e in sé quando gli ostacoli gli tolgono o gli offuscano la prosecuzione del suo cammino verso il progresso. Sono crisi che in tutti i tempi hanno attraversato le nazioni, i popoli e le razze. Esse possono temprare la vita fisica di un uomo se è consapevole di una prospettiva che gli permetta di vivere con serenità. Se volgiamo il nostro sguardo al passato credo che molto della straordinaria e rapida potenza della Roma repubblicana prima, e imperiale dopo, fu dovuto alla guerra instancabile che dovette a lungo combattere prima con le popolazioni laziali, e quindi latine, e poi campane, sannite e via di questo passo. Finché durò la severità dei costumi repubblicani, tanto da Catone rimpianta, nessuna forza parve potesse abbattere il vessillo romuleo. E il decadimento cominciò quando la molle civiltà greca e le effeminate civiltà orientali penetrarono e corruppero la città di Lucrezia, di Camillo, di Fabrizio e di Bruto. Ricca e sicura sembrò la Roma imperiale in cui la natura elargì a piene mani tesori naturali di vegetazioni, acque, coste e un clima temperato. A ciò si aggiunse la fama di conquistatori, di protettori e di ricchi tenutari. Eppure, non fu sufficiente per tenere unito saldamente un così grande impero. Una delle cause fu senza dubbio la perdita del collante sociale con un popolo di plebei sempre più impoverito e una ricchezza riservata a pochi eletti. Fu una lezione che non riuscimmo a farne tesoro e ancora oggi ci ritroviamo con gli stessi problemi con paesi ricchi il cui benessere invece di essere diffuso resta nelle mani di pochi. A pagarne, come al solito, sono le classi meno abbienti e fa specie osservare, da una parte, un’opulenza sfacciata e arrogante e, dall’altra, una povertà estrema che s’ingrossa sempre di più. (Riccardo Alfonso)

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La felicità nelle grandi e piccole cose

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

L’anima è superiore al corpo e secondo il lume della ragione la sua felicità o infelicità non ha motivo di dipendenza. Ma l’esperienza ci insegna che noi dobbiamo anche sopportare che ci taglino un braccio senza dolore.Gli stoici seguendo le false idee della loro filosofia chimerica, s’immaginano di essere saggi e felici e che occorra solo pensare alla virtù e all’indipendenza per diventare felici e indipendenti. Il buon senso e l’esperienza ci dicono, invece, che il miglior modo per non dolerci per una puntura è di non pungersi. Gli stoici invece dicono: “Pungete e io con la forza della mia anima e l’aiuto della mia filosofia mi separerò dal mio corpo in modo da non sentire il dolore della puntura.” In questo modo si ritiene che il dolore non fosse un male tant’è che dall’espressione del suo viso e dal contegno impassibili di tutto il resto del suo corpo la sua filosofia lo rende invulnerabile. Se affrontiamo il tema da un altro punto di vista ritengo che un grande contributo alla comune felicità è dato da tutto ciò che non è solo maggiormente utile, ma semplicemente utile. In proposito Malebranche così argomentava: “Come mai avviene che uomini ragionevoli si dedicano tanto fortemente alla scienza astronomica e accettano, per contro, errori grossolani al riguardo della verità sui corpi sublunari? È così che gli uomini si lasciano abbagliare da una falsa idea di grandezza che li lusinga e li agita e tanto che la loro immaginazione ne resta colpita. L’effetto è tale che la ragione ne rimane accecata.”Ma questa può considerarsi felicità se ad esempio ci ingolfiamo in studi inutili? Direi, piuttosto, che la felicità è nella conoscenza anche se il campo di osservazione appare a molti solo uno spreco di tempo. Felice è, a mio avviso, colui che non vive dell’opinione altrui e non segue chi nega l’importanza delle scienze poco importanti perché è consapevole che la conoscenza dell’uomo è grande solo se non si pone dei limiti. Nessuna scienza astratta è vana se da essa si sa cogliere l’essenza della vita. Un quadro, un marmo, un libro sono veramente apprezzabili se manifestano energie che non conoscevamo o che ancora non avevamo messo in azione. (Riccardo Alfonso)

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Gocce di saggezza antica: La libertà umana secondo Schelling

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

La connessione del concetto di libertà con la veduta complessiva del mondo rimane pur sempre l’oggetto di una inchiesta necessaria senza la cui soluzione, vacillando il concetto stesso di libertà, la filosofia perderebbe il suo valore guida. Questo sembra essere il grande problema verso la conoscenza dal più basso sino al più alto grado. Cavarsi d’impaccio rinnegando la ragione, somiglia piuttosto a una fuga che a una vittoria. L’unico possibile sistema della ragione è il panteismo, e questo è inevitabilmente pessimismo. Quando per un sistema si è trovato il nome giusto, il resto viene da sé e si è dispensati dalla fatica di ricercare più esattamente ciò che ha in proprio. Anche l’ignorante può, appena gli si da quel mezzo, servirsene per giudicare le opere più meditate. Nondimeno nel fare una così straordinaria affermazione, quel che importa è determinare più precisamente il concetto. Si potrebbe, infatti, non negare che se il panteismo non designasse altro che la dottrina della immanenza delle cose di Dio, si dovrebbe riferire a questa dottrina ogni veduta della ragione in un certo senso. Il senso, però, fa qui la distinzione. Che si possa ammettere il senso fatalistico è innegabile. I più, se fossero sinceri, confesserebbero che, nel modo come sono rappresentate le loro organizzazioni le libertà individuali siano in contraddizione con quasi tutte le qualità di un essere supremo, per esempio con l’onnipotenza. Con la libertà si viene ad affermare, accanto e fuori della potenza divina, un influsso secondo il suo principio incondizionato che è indispensabile in base a quei concetti. Come il sole nel firmamento estingue tutti gli splendori celesti, così e ancor più l’infinita potenza su ogni altra finita. La casualità assoluto nell’essere uno lascia agli altri solo una pas-sività incondizionata. Si aggiunge la dipendenza di tutti gli esseri mondani da Dio, e che anche la loro persistenza è sempre una sola rinnovata creazione, in cui l’essere finito è prodotto, non come una generalità indeterminata, ma come questo essere determinato, simbo-lo, con certi e non altri pensieri e atti. Dire che Dio tenga indietro la sua onnipotenza affinché l’uomo possa operare, o che egli conceda la libertà, non spiega nulla. Se Dio ritirasse per un istante la potenza l’uomo cesserebbe di essere. (Riccardo Alfonso)

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