Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for luglio 2021

Da Radio Onda UER: L’ispirazione di una vita autentica

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

È on line l’ottava trasmissione della serie ispirata alla vita e all’arte del cantautore Chris Cappell su Radio Onda UER, la web radio di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Questa puntata, a cura di Carlo Climati, è dedicata al libro di Luciano Regolo “Storia di Christian. Ogni vita è per sempre” (Edizioni San Paolo), che racconta la storia del musicista.“Dobbiamo veramente ringraziare Luciano Regolo per questo libro, scritto con grande sensibilità, che ci permette di conoscere di più la vita e l’arte di Christian”, spiega Carlo Climati. Il volume ha un’introduzione di Padre Antonio Spadaro SJ, Direttore de “La Civiltà cattolica”, che ha conosciuto Christian negli anni in cui frequentava il liceo Massimo a Roma.“Ho sempre cercato di sottolineare la normalità di Christian”, scrive Padre Spadaro nell’introduzione. “Per me non è un santino, non è una figura da porre sopra un altare, è un ragazzo come tanti altri, con delle doti particolari che ha saputo esprimere, con una sensibilità e una serenità molto belle, ma non una figura da mettere su un piedistallo isolato. Può, tuttavia, costituire un modello nel senso che, con quello che lui ha vissuto, ha ispirato e può ispirare i giovani che chiedono una vita autentica”.Come sempre, la trasmissione di Radio Onda UER propone l’ascolto di una canzone di Chris Cappell: “The place”.Il programma si conclude con un intervento di Luciano Regolo, autore del libro sulla storia di Christian Cappelluti, in arte Chris Cappell.L’ottava puntata è l’ultima trasmissione prima della pausa estiva del mese d’agosto.I programmi di Radio Onda UER ispirati alla vita e all’arte di Chris Cappell riprenderanno a settembre. L’ottava puntata si può ascoltare e scaricare qui: https://www.universitaeuropeadiroma.it/formazioneintegrale/radio_onda_uer_news/lispirazione-di-una-vita-autentica/

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“La caduta di Troia” a Ostia Antica Festival

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Il Mito e il Sogno” al Parco Archeologico di Ostia Antica. Roma Teatro Romano. 1° agosto 2021. Ore 21.15 – biglietti 20 euro. Dal Libro II dell’Eneide interpretato da MASSIMO POPOLIZIO musiche di STEFANO SALETTI eseguite in scena da BARBARA ERAMO voce e percussioni STEFANO SALETTI oud, bouzouki, bodhran, voce PEJMAN TADAYON kemence, ney, daf. Il tema è quello dell’inganno. L’immenso cavallo, dono dei Greci, viene trasportato nelle mura di Troia, ma si trasformerà per i troiani in una macchina di morte e distruzione. Alla corte di Didone, Enea narra, descrivendo con “indicibile dolore “, quella notte di violenza e di orrore. Le parole di Virgilio sembrano uno storyboard, una sorta di sceneggiatura ante litteram e “attraverso quelle parole – dice Popolizio – cercherò di creare vere e proprie immagini, di far vedere ciò che è scritto”.Le musiche di Stefano Saletti sono arricchite dalla presenza del musicista iraniano Pejman Tadayon che suona il kemence, il daf e il ney, antichi ed evocativi strumenti della tradizione persiana. Le lingue cantate sono il ladino, l’aramaico, l’ebraico e il sabir, antica lingua del Mediterraneo. Saletti suona in scena strumenti come l’oud, il bouzouki e il bodhran per risaltare le atmosfere animate da Massimo Popolizio e la voce limpida di Barbara Eramo, che si muove tra melismi e scale di derivazione mediorientale. Una vera e propria “partitura” che fa di questa pièce un’operina a sé, dove la voce di Popolizio si fa corpo e materia. La sesta edizione di Ostia Antica Festival “Il Mito e il Sogno” è organizzata daI consorzio di imprese Antico Teatro Romano, in collaborazione con il Parco Archeologico di Ostia antica.

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Jimmy Sax a Molfetta con la The Symphonic Dance Orchestra

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Domenica 1 agosto Inizio spettacolo: 21.00 nella Banchina San Domenico a Molfetta (Ba) l’agenzia GR Show, diretta da Gino Russo, grazie al sostegno del Comune di Molfetta e alla collaborazione del format “Tanto pe cantà”, proporrà l’esibizione di Jimmy sax accompagnato dalla The Symphonic Dance Orchestra guidata dal Maestro Vincenzo Sorrentino. Francese di origine, all’anagrafe Jim Rolland, questo sassofonista moderno e ricercato, nonchè carismatico performer, è l’autore del successo mondiale “No man no cry”, certificato disco d’oro in Italia. Questa una hit, ballata nei dancefloor di tutti i club, su Youtube conta più di 140 milioni di visualizzazioni. Ma sono numerosi i successi di Jimmy. In Francia ha raggiunto un platino per il singolo “Ibiza”, realizzato insieme a JUL, artista tra i più ascoltati sul territorio francese. Ancora “From Now On”, “Time”, “Alleluia”, “Worakls”, “Silence” sono alcuni dei brani più apprezzati dai suoi fan. Il segreto del suo successo è il sound del suo sax, caratterizzato da sonorità che ben si accostano ai generi elettronici del momento. Questo evidenzia il suo mondo sonoro cosmopolita. Grazie a questa sua qualità ha avuto la possibilità di collaborare con importanti dj producer internazionali come David Guetta e Bob Sinclar, ma anche con colonne portanti della musica come Gloria Gaynor. Così dopo anni di esibizioni in giro per le migliori discoteche italiane, con un’orchestra torna a girare lo stivale prima nelle piazze, nel corso di questa estate e poi i teatri, nell’inverno 2022. A dirigere i musicisti della The Symphonic Dance Orchestra sarà Vincenzo Sorrentino, direttore d’orchestra e virtuoso pianista che ha realizzato numerose colonne sonore in ambito televisivo. Originario di Casoria, si è formato nello storico conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, mostrando precoci tratti distintivi del suo talento. La tecnica chiara ha subito colpito, oltre alla qualità del suo suono e l’indiscusso carisma. Numerosi sono stati i riconoscimenti ricevuti nel cordso del suo percorso artistico. Insieme a lui il fenomeno francese si esibirà in uno show unico proponendo un repertorio che toccherà brani classici della tradizione dance ed elettronica. Non mancheranno la hit “No Man No cry”, e le cover di “Una Mattina” di Ludovico Einaudi e “Il padrino”, e tanti temi epici, insieme ad una serie di sorprese live

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Attuazione e ammodernamento Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel 2020, secondo il rapporto annuale 2021 dell’Istat, le visite specialistiche di controllo o prime visite, finalizzate a impostare un eventuale piano diagnostico terapeutico si sono ridotte di quasi 1/3 (65% Basilicata, 53% Valle d’Aosta, 50% Marche). Per la Corte dei Conti anche i ricoveri per la gestione del paziente cronico con polimorbidità e fragilità (insufficienza renale, disturbi della nutrizione, psicosi, demenza, BPCO,… ) hanno visto una forte contrazione. Tra il 2010 e il 2018 aumentano il numero di persone trattate in Assistenza Domiciliare Integrata ma si riducono le ore destinate a ciascun caso. Ad incidere sono anni di blocco del turnover del personale sanitario che sempre tra il 2010 e il 2018 ha comportato una riduzione di 42.000 unità, di cui 5.500 medici e circa 8.000 infermieri. I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) rimangono spesso ancora sulla carta e le differenze sul territorio nazionale sono rilevanti, perché ad arrancare c’è anche l’informatizzazione del SSN con un Fascicolo Sanitario Elettronico che viaggia nelle Regioni a velocità troppo differente: si passa dal 100% di cittadini che in Sardegna hanno attivato il FSE (secondo trimestre 2021), al 99% in Lombardia, al 97% Prov. Trento, al 2% Molise, mentre quelli che lo hanno utilizzato negli ultimi 90 giorni (secondo trimestre 2021) oscillano dal 100% della Sardegna, all’88% dell’Emilia Romagna, 72% del Veneto e 6% della Sicilia. E ancora. A pesare come un macigno sulla presa in carico delle persone con cronicità c’è la mancata attuazione, in molte Regioni, del Piano Nazionale della Cronicità approvato ormai quasi 5 anni fa. Recepito formalmente da tutte le Regioni, solo poche ne hanno messo a terra le attività previste e i sistemi di stratificazione della popolazione sono realtà solo il alcune Regioni, nonostante i finanziamenti dell’UE (Pon Gov).L’analisi è di Tonino Aceti, Presidente di Salutequità, che ha snocciolato dati e avanzato proposte durante l’audizione presso l’Intergruppo parlamentare sulle Cronicità.Il Piano, infine, dovrebbe essere attualizzato con le innovazioni positive introdotte con i Decreti emergenziali (Infermiere famiglia, assistenti sociali, psicologi, telemedicina,..) – ha concluso Aceti – e dovrebbe riconoscere e affrontare anche altre patologie come la psoriasi, l’asma anche nell’adulto e in tutte le condizioni di gravità, la sclerosi multipla, la poliposi nasale,…”

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Divieto di ingresso per i cittadini italiani in USA a causa del “Travel Ban”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Ho sottoscritto sia l’interrogazione che la risoluzione a prima firma Del Mastro per porre la questione del “Travel Ban” all’attenzione del Governo tramite la Commissione esteri. Infatti, è da troppo tempo che la questione del divieto di ingresso in USA dei nostri connazionali, anche se vaccinati, è rimasta irrisolta creando disagio a tutti coloro che si devono spostare tra l’Italia e gli USA. Nell’Interrogazione abbiamo chiesto “quali azioni abbia intrapreso o intenda intraprendere il Governo per chiedere reciprocità da parte degli Stati Uniti con riferimento alla libertà di viaggiare da e per gli USA, con particolare riferimento alle problematiche dei cittadini italiani”. Mentre nella risoluzione, sempre in Commissione esteri, abbiamo chiesto l’impegno del Governo “a convocare l’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia per protestare formalmente contro le restrizioni del Travel Ban nei confronti dei cittadini italiani; ad attivarsi presso il Governo americano per individuare ogni opportuna soluzione al fine di consentire il regolare ritorno negli USA dei cittadini italiani provvisti di permesso di soggiorno e la possibilità per gli italiani attualmente negli USA di venire in Italia per le proprie esigenze ed avere la certezza di non subire restrizioni in vista del ritorno; a promuovere protocolli di sicurezza per voli “covid free” da e per gli USA, senza necessità di svolgere periodi di quarantena all’arrivo; ad attivarsi presso il Governo degli Stati Uniti per risolvere la questione dei rinnovi pendenti per i visti scaduti”.Auspico che si arrivi presto ad una soluzione diplomatica della vicenda garantendo le condizioni di reciprocità negli spostamenti tra l’Italia e gli USA.” Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Release G20: la proposta per lo sviluppo dell’Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Lo sviluppo e il futuro dell’Africa sono sempre menzionati nelle conferenze internazionali dei Paesi cosiddetti avanzati. Ma spesso ci si ferma a mere parole vuote o a pochi aiuti caritatevoli. Eclatante è il caso della pandemia: nessuna sospensione dei brevetti dei vaccini che permetterebbe la loro produzione anche in loco ma tante promesse di “regalare” centinaia di milioni di dosi in modi e tempi troppo incerti. Eppure, tutti sanno che le economie dei Paesi africani sono state colpite duramente, in particolare quelli della regione sub sahariana. Sono state già penalizzate dalla Grande Crisi per responsabilità altrui.Si aggiunga che nei prossimi tre anni il debito pubblico dei Paesi africani supererà i 950 miliardi di dollari.In questa situazione povera di idee e di interventi concreti, vi è, per fortuna, una iniziativa lungimirante, la proposta del cosiddetto “Release G20”, fatta da un gruppo di ong italiane impegnate nella cooperazione internazionale, coordinate dall’organizzazione LINK2007 con sede a Milano. Essa propone la ristrutturazione e la riconversione di parte del debito in investimenti in valuta locale finalizzati agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Nello specifico, si propone una conversione flessibile, totale o parziale, del debito sovrano di uno Stato africano debitore in un fondo in valuta locale. Ciò garantirebbe l’alleggerimento del peso del debito e nello stesso tempo favorirebbe il progresso delle comunità tramite l’avvio di investimenti produttivi di medio-lungo termine. Il fondo sarebbe gestito dal governo del singolo Stato, il quale, in assenza di pressioni dovute al debito, potrebbe promuovere e realizzare i progetti di sviluppo. Al fine di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, efficacia e accountability, “Release G20” prevede l’utilizzo di efficaci meccanismi di monitoraggio e di supervisione da parte del Ministero delle finanze dello Stato interessato e il coinvolgimento degli altri ministeri competenti e delle organizzazioni della società civile. Questi strumenti e procedure servirebbero a rafforzare le capacità amministrative e operative nell’utilizzo dei fondi.La proposta è stata fatta pervenire al G20 a presidenza italiana. Pochi giorni prima della Conferenza ministeriale “Sviluppo” del G20 tenutasi a Matera il 29 giugno, essa è stata presentata in un incontro online, promosso dalla rete di ong LINK2007 in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Nel citato incontro online, cui hanno partecipato numerosi ambasciatori dei Paesi africani, il vice ministro Marina Sereni ha spiegato che «ridurre il debito dei Paesi più poveri è una sfida cui l’Italia non si sottrae, soprattutto ora che, con la crisi di Covid-19, diventa sempre più difficile, in particolare in Africa, perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu». Ha ricordato, inoltre, che “i ministri delle finanze del G20 stanno lavorando a strategie di finanziamento di questi obiettivi, accogliendo così le proposte che emergono, come nel caso di quest’incontro, dalle organizzazioni della società civile”. Ibrahim Assane Mayaki, responsabile di “NEPAD”, l’agenzia per lo sviluppo dell’Unione Africana, ha dichiarato che “la ristrutturazione del debito può aiutare l’Africa ad andare avanti a perseguire gli obiettivi dell’Onu in tutti i settori chiave”. Ha ricordato che “il continente perde circa 90 miliardi di dollari ogni anno a causa di flussi finanziari illeciti. Per tale ragione, “Release G20” è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu”. La trasformazione del debito sovrano in investimenti per la ripresa post Covid-19 sarebbe auspicabile non solo in una prospettiva politica di rafforzamento della collaborazione tra gli Stati ma anche per qualificare la cooperazione internazionale con l’avvio di un’effettiva programmazione di investimenti orientati dai principi dell’equità e della sostenibilità. In un più recente incontro online organizzato dall’Eurispes, Roberto Ridolfi, presidente di LINK2007, ha invitato i Paesi BRICS a far propria e a sostenere con forza l’iniziativa “Release G20”. Il che non sarebbe irrilevante ai fini della sua concreta realizzazione.

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Castelli: Crisi aziendali e imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Roma. Sulle crisi aziendali “siamo impegnati nel recuperare il più possibile una situazione ordinaria e soprattutto dignitosa. I ministeri coinvolti stanno lavorando per poter trovare una soluzione. Ci sono molte aziende che hanno vissuto momenti difficili e che avrebbero necessità di norme più morbide, penso ai tempi dei concordati e dei piani di riequilibrio”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky TG24 Economia. “In questa crisi i tempi del fallimentare sono più corti del tempo della crisi che stiamo vivendo. C’è un lavoro, da qualche mese molto serrato, tra il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Economia. Proprio su questo tema c’è una Cabina che si sta occupando di queste norme. C’è un Codice della crisi che non può sicuramente entrare in vigore così com’è, una Direttiva europea su questo stesso tema da recepire”. E poi, ha aggiunto: “ci sono delle misure a cui dobbiamo pensare velocemente. Io penso a misure come quelle di re-shoring”.

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Castelli: Ripresa economica e green-pass

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“I dati della ripresa, sia sui consumi che sul Pmi, sono buoni. Non è un motivo per festeggiare ma per continuare ad agire come abbiamo fatto, quindi con risorse concrete che riportano la produzione italiana al centro”. Lo ha detto, intervenendo a SKY Tg24 Economia, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.“Penso ai dati delle esportazioni – ha proseguito – che sono tra i più positivi degli ultimi anni e che hanno prospettive di crescita. Unire le forze è stato necessario e positivo, visti i dati, e i prossimi mesi saranno dedicati alla costruzione di una manovra finanziaria che guarderà chiaramente in questa prospettiva. Dovremo mettere a terra ulteriori misure, anche in termini di politica industriale, per sostenere il nostro settore produttivo”. E rispondendo ad una domanda del conduttore, sul Green Pass, ha aggiunto: “Ci permette di tenere aperte le attività e di non immaginare più nessuno lockdown. Non vogliamo più vivere ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo un sistema economico che ha sofferto moltissimo e che non potrebbe sopravvivere ancora con ulteriori cadute come quelle che abbiamo vissuto. Questa è sicuramente una misura che ci permette di guardare avanti e di poter spingere su quei settori che hanno ancora bisogno di sostegno. Questo faremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi”.

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Contratti: Fp Cgil, serve complessivo rinnovo per Sicurezza e Difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Vogliamo il rinnovo di un contratto definito in tutte le sue parti: quella delle relazioni sindacali, quella normativa e, infine, quella economica. Rispetto al passato rinnovo oggi non abbiamo limiti temporali oggettivi e bisogna essere consapevoli che la parte economica deve essere il risultato delle scelte che faremo sulla parte normativa”. Questo il commento della Fp Cgil al termine della riunione di oggi sul rinnovo del contratto di lavoro del personale non dirigente del comparto sicurezza e difesa.“Le relazioni sindacali – spiega il sindacato – dovranno dare il segno tangibile di un rinnovato valore del confronto tra le parti, come sancito nel patto del 10 marzo, aumentando la democrazia e la partecipazione. Dobbiamo dare voce ai lavoratori in divisa, consentendogli di eleggere a suffragio universale i propri rappresentanti all’interno di ciascuna unità operativa e dando la possibilità di poter revocare la propria adesione al sindacato in qualunque momento. Come dobbiamo fornire strumenti per prevenire il fenomeno del burn out e quello dei suicidi, ad esempio con comitati paritetici che possano fare analisi, studi di fattibilità e proposte che possano migliorare il benessere organizzativo sui posti di lavoro. Dobbiamo inoltre rafforzare la contrattazione decentrata e il ruolo del dirigente sindacale in ogni istituto penitenziario”.Nella parte normativa, prosegue la Fp Cgil, “dobbiamo adeguare a questo mondo del lavoro quelli che sono i diritti di cittadinanza evoluti nel tempo: le unioni civili, la parità di genere, le ferie solidali, i congedi per le donne vittime di violenza e per la genitorialità. Per non dimenticare il tema del patrocinio per la tutela legale, della copertura assicurativa Inail e della previdenza complementare, che dovrà essere esigibile dal primo gennaio 2022 anche per i lavoratori di questo comparto”.Affrontati questi capitoli, continua il sindacato, “possiamo ragionare sulla parte economica, che è il risultato delle scelte che si fanno sulla parte normativa. Voler discutere oggi di quanto spendiamo sul salario fondamentale e quanto sull’accessorio significherebbe non consentire di utilizzare il contratto per risolvere i problemi dei lavoratori. Dobbiamo verificare se le risorse economiche appostate sono sufficienti per consentire gli adeguamenti tabellari, la modifica degli istituti previsti, la revisione del sistema indennitario e per regolamentare la retribuzione del lavoro straordinario. Tempo e covid non devono condizionare questa trattativa, dobbiamo fare un confronto vero e approfondito”, conclude la Fp Cgil.

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Contratto comparto sicurezza e difesa

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel previsto incontro che si è tenuto nella mattinata odierna la delegazione della parte pubblica ha fornito una indicazione delle somme stanziate e degli aumenti medi per il personale di ciascuna delle amministrazioni del comparto Sicurezza e Difesa. La rappresentanza sindacale ha invero osservato che in assenza del dato disaggregato sulle singole poste disponibili non sarebbe stato possibile svolgere riflessioni finalizzate a ragionare della eventuale ripartizione sulle singole voci retributive, ed ha pertanto chiesto che in occasione del prossimo incontro siano preventivamente fornite le tabelle elaborate dai tecnici dei dicasteri di riferimento. È comunque emerso con chiarezza che le risorse stanziate non consentano di poter immaginare che l’imprescindibile adeguamento del trattamento economico fondamentale possa essere accompagnato ad una altrettanto indifferibile revisione del complessivo impianto normativo che dovrebbe, in linea di principio, assicurare il riconoscimento della specificità al personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Specificità che si traduce in maggiore operatività al servizio dei cittadini. Un settore che, negli oltre dieci anni trascorsi dall’ultimo effettivo confronto negoziale che aveva portato alla definizione di un comunque perfettibile accordo sui fondamentali istituti accessori, registra non solo un notevole divario tra l’assetto normativo ordinamentale e le radicalmente mutate condizioni di lavoro del settore, ma pure un inaccettabile disallineamento con fondamentali istituti tra gli stessi addetti al Comparto e quelli di cui beneficiano i lavoratori di altri comparti del pubblico impiego. Una situazione che richiede, prima ancora dell’inserimento dei nuovi indispensabili istituti a tutela della genitorialità, della salute, di quella legale ed erariale, un intervento perequativo di tutti gli istituti che oggi, anche per la differente interpretazione che forniscono le Amministrazioni di appartenenza, trovano una diversa applicazione con gravi sperequazioni. Parliamo insomma di indennità accessorie ingessate ai livelli fissati nel 2008, che non possono essere ritenute compatibili con gli accresciuti carichi di lavoro ed esposizione al rischio professionale incontrato dagli operatori nella quotidianità, anche per il sistematico ricorso allo straordinario, con il quale si cerca di tamponare l’emorragia degli organici imponendo carichi di lavoro usurante al personale, per giunta pagando l’ora di straordinario meno del lavoro ordinario accumulando ritardi di anni per la liquidazione delle somme dovute o, come nel caso del personale militare, negando totalmente il pagamento con norme che ancora prevedono la cancellazione del credito maturato per le ore effettuate. La riflessione partecipata alla parte pubblica è stata corroborata anche dalla constatazione di una sostanziale assenza di fondamentali tutele, tra cui quelle sanitarie e legali, e del disconoscimento dei diritti di genitorialità che, diversamente dagli altri pubblici dipendenti, il personale del Comparto Sicurezza e Difesa si vede sistematicamente negare dalla rigidità interpretativa delle amministrazioni di riferimento. E tutto questo a tacere dello sconcertante ritardo nell’attuazione della previdenza complementare che in prospettiva produrrà irreparabili penalizzazioni nel trattamento pensionistico. Uno sconfortante contesto che induce a ritenere prioritaria e pregiudiziale la discussione intorno alle questioni squisitamente normative, anche per poter incrementare la parte economica attraverso meccanismi di defiscalizzazione degli accessori, atteso che in assenza del raggiungimento dell’intesa sulle quali non vi sono margini per poter immaginare di sottoscrivere l’accordo sulla parte meramente retributiva. In chiusura è stato ribadito che pur volendo arrivare il prima possibile ad una ipotesi di accordo, l’obiettivo primario che le OO.SS. e i CoCer perseguono è la tutela reale del personale rappresentato sottolineando come ciò può avvenire solo attraverso gli istituti normativi rivendicati. Ecco perché questo contratto deve essere considerato il contratto soprattutto normativo che deve chiudere al meglio la necessaria stagione dei diritti e delle tutele che le donne e gli uomini in uniforme attendono tra troppi anni.La parte pubblica, nel sottolineare di aver preso atto di tutte le questioni rappresentate e della necessità di entrare nello specifico di ognuna, ha aggiornato la riunione a venerdì 30 p.v. che avverrà prima con le OO.SS. delle Forze di polizia civili, poi con i CoCer di quelle militari e a seguire con quelli delle Forze Armate.

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Il nuovo digitale terrestre slitta a data da definirsi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Il nuovo Digitale Terrestre (DVB-T2), il cui passaggio era stato fissato a partire da Settembre 2021 con conclusione entro Giugno 2022, slitta, con partenza da definire nel 2022, all’inizio 2023. Nessun cambiamento epocale e, a parte gli aspetti tecnici, gli utenti avranno più tempo per adeguare i propri apparecchi (il decreto attuativo con le vecchie date era stato firmato all’inizio di luglio e mercato e utenti erano già in preparazione, probabilmente non ritenuta sufficiente -. La formalizzazione dello slittamento non c’è ancora, ma alla base c’è un accordo del ministero dello Sviluppo Economico con la Rai che prevede il passaggio volontario delle principali emittenti a partire dal prossimo 15 ottobre, passaggio che diventerà obbligatorio nel 2022. Chi si sta attrezzando con nuove tv e nuovi decoder è bene che continui a farlo, anche perché il mercato, meno pressato dalla scadenza vicina, si dovrebbe “rilassare” diventando meno costoso. Il decreto attuativo – approvato a inizio luglio ma con le nuove date da definire – prevede uno sconto del 20% (max 100 euro) per l’acquisto di un nuovo apparecchio. 250 milioni di euro che dovrebbero accontentare chi prima arriva entro il (?) 31 dicembre 2022. Il bonus è cumulabile con quello attuale di 50 euro previsto per l’acquisto a chi ha un Isee inferiore a 20.000 euro.Ci chiediamo se, con un guizzo di economia di mercato, il legislatore possa prendere in considerazione un metodo diverso da quello del bonus, i cui nodi – come per tutti i bonus – prima o poi verranno al pettine… maggiori imposte sui contribuenti. Anche per evitare la corsa degli utenti a non restare fuori dal tetto di 250 milioni messo a disposizione alla bisogna, non sarebbe meglio una semplice riduzione fiscale per questi acquisti, riduzione che costerebbe molto meno a tutti (non solo in denaro) rispetto alla farraginosa macchina della gestione di un bonus? Siamo noi in un’altra dimensione non terrestre? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Zootecnia: Una filiera che vale 40 miliardi

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, rappresenta un’occasione unica anche per il sistema zootecnico nazionale e può consentirgli, con interventi mirati, di contribuire in modo significativo al rilancio economico del Paese nella sua transizione verde e digitale. Serve però un piano condiviso, tra istituzioni e operatori della filiera, con azioni e strumenti, anticrisi e di lungo periodo per il post pandemia. A fare il punto il convegno “PNRR: quali opportunità per le aziende zootecniche?” promosso dall’OICB, l’Organizzazione Interprofessionale Carne Bovina, che riunisce Cia-Agricoltori Italiani, Copagri, Confagricoltura, UNICEB, Assograssi, Fiesa-Confesercenti e con Assalzoo tra i soci fondatori. Il settore zootecnico – ha ricordato l’OICB – è fondamentale per l’agroalimentare italiano. Il solo comparto della carne (bovina, suina e avicola) genera un giro d’affari di circa 30 miliardi di euro (10 miliardi alla produzione e 20 nell’industria di trasformazione), che arriva a 40 miliardi includendo latte e uova. In particolare, la carne bovina costituisce in valore il 44% e in volume il 33% dell’intero comparto. La filiera zootecnica italiana è ai primi posti nel mondo per qualità e, da tempo, gli allevatori hanno avviato un percorso improntato alla sostenibilità. Garantire alle aziende zootecniche il giusto equilibrio tra competitività e produzioni compatibili con gli obiettivi green Ue è, dunque, la grande sfida sempre più stringente del post pandemia e che le aziende del comparto potranno sostenere se adeguatamente guidate nel metodo e supportate negli investimenti con strumenti e incentivi, i cui fondi possono arrivare sia dal PNRR che dalla Pac.Bene, quindi per l’Organizzazione, la disponibilità, annunciata dal Mipaaf, di 6,8 miliardi a beneficio del settore primario e per interventi nel parco agrisolare, in logistica agroalimentare, irrigazione, innovazione della meccanizzazione, contratti di filiera e di distretto, biogas e biometano, banda larga e 5G.Occorre coinvolgere sempre di più il sistema allevatoriale e zootecnico nel processo di modernizzazione delle imprese e puntare sul rapporto con i cittadini-consumatori, attraverso il pieno coinvolgimento della distribuzione, per maggiore trasparenza e tutela della qualità, prendendo in carico il compito di informare su questioni come il benessere animale, i processi allevatoriali virtuosi, e la logistica all’ingrosso improntata a criteri sostenibili, l’equa distribuzione del valore lungo la catena di approvvigionamento e la creazione di valore dai sottoprodotti, all’insegna dell’economia circolare. In questo contesto, segnato pesantemente dagli effetti della pandemia, come dalle fake news sul settore, l’OICB rinnova il suo impegno al dialogo e al confronto nei tavoli istituzionali affinché vengano riconosciute al settore del bovino da carne, dalla filiera produttiva a quella mangimistica e della distribuzione, le giuste risorse, utili a innovazione e ricerca, in grado di salvaguardarne il reddito e lo sviluppo sul mercato interno ed estero.All’evento sono intervenuti, il consigliere del Mipaaf, Elio Catania; Matteo Boso, presidente nazionale OICB; Gianmichele Passarini, responsabile filiere Cia-Agricoltori Italiani; Matteo Lasagna, vicepresidente Confagricoltura; Carlo Giulietti, presidente Copagri Veneto; Mario Grosso, consigliere Assograssi; Fulvio Fortunati, vicepresidente Uniceb; Gianpaolo Angelotti, presidente Fiesa Confesercenti; Marcello Veronesi, presidente Assalzoo.www.mangimiealimenti.it

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Italia: Agroalimentare e procedura d’infrazione

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

La procedura di infrazione avviata dalla Commissione contro dodici Stati membri, tra cui l’Italia, solleva interrogativi ai quali il Governo è chiamato a dare una risposta motivata – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. La Commissione si è attivata per la mancata ricezione delle norme Ue che vietano le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare.Chiediamo pertanto al ministro delle politiche Agricole Patuanelli di esporre nelle sedi deputate le ragioni del ritardo dell’Italia, indicando anche una strada per recuperare il terreno perduto e rimettersi in regola con la direttiva europea. Quest’ultima risale al 17 aprile 2019 e ha lo scopo di garantire tutti i produttori europei e i fornitori contro 16 pratiche commerciali scorrette esercitate dagli acquirenti della filiera alimentare. Se era inevitabile che la grave crisi sanitaria comportasse ritardi su tutti i fronti, è altrettanto vero che il settore agroalimentare italiano è ai primi posto in Europa per quantità e qualità delle produzioni e non può essere lasciato indietro. Non si possono infine ignorare le sanzioni che le procedure di infrazione aperte da Bruxelles comportano e il conseguente costo per l’erario – conclude Tiso.

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Risultati economici 2020 del Gruppo MBE Worldwide

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

MBE Worldwide è fiera di annunciare che nel 2020 il gruppo ha raggiunto oltre 2.800 Centri Servizi in 53 paesi e un fatturato aggregato pari a € 879 milioni (US$1.004 Milioni)*. Inoltre, sono stati aperti più di 100 nuovi Centri Servizi a livello globale e sono stati firmati nuovi accordi Master Licensees (ML) per sviluppare l’attività a marchio Mail Boxes Etc. in due nuovi paesi: Belgio e Arabia Saudita.Inoltre, i primi mesi del 2021 stanno confermando i trend di crescita che abbiamo osservato durante l’ultimo quarter del 2020. I risultati di questa performance sono stati raggiunti grazie al valore aggiunto che la rete MBE è stata in grado di offrire con soluzioni su misura e di alta qualità, riguardanti sia la logistica che il mercato dell’e-commerce, oltre che soluzioni di stampa e marketing, fondamentali per rispondere ai bisogni del mercato e dare così supporto alla fase di ripresa dopo la pandemia.La caratteristica valenza retail dei Centri Servizi MBE, dislocati all’interno del territorio, posiziona in modo distintivo la Rete Mail Boxes Etc. come la soluzione ideale per collegare al meglio le aziende, sia grandi che piccole ed i consumatori, soprattutto quando sono necessarie sia la personalizzazione del servizio che l’interazione personale.I clienti trovano così pratico ed efficiente esternalizzare le attività operative aziendali, affidandone lo svolgimento e la gestione ai team MBE, i quali con passione e dedizione si impegnano a soddisfare le esigenze dei clienti con la stessa diligenza ed orgoglio che i clienti impiegherebbero per sé stessi, ma utilizzando dei processi strutturati, una tecnologia professionale e fornendo prestazioni di qualità. La missione PeoplePossible di Mail Boxes Etc. incarna la vocazione della Rete mondiale MBE di trovare continuamente nuove soluzioni su misura orientate a rispondere ai bisogni delle persone, così che possano affrontare al meglio le sfide quotidiane dei loro clienti.

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Non si fa la riforma della sanità senza medici

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Le sette sigle che costituiscono Alleanza per la Professione Medica, APM, ovvero ANDI, CIMOP, Federazione CIMO-FESMED, FIMMG, FIMP, SBV e SUMAI nel loro manifesto chiedono in sostanza di: promuovere e difendere l’indispensabile autonomia decisionale del medico, che deve sostanziarsi anche nella possibilità di partecipare concretamente al governo del contesto organizzativo in cui esercita la propria attività professionale; – promuovere una diversa progressione professionale e di carriera nel corso della vita lavorativa che esalti la sfera professionale, anche attraverso una valutazione/certificazione periodica delle abilità professionali individuali in una logica meritocratica; – rivendicare una corretta programmazione delle attività formative, sia per quanto riguarda i tempi e le modalità di accesso al corso di laurea, alle specialità universitarie e al corso di formazione in medicina generale; sia per quanto riguarda contenuti e luoghi di formazione specialistica, propedeutica per la successiva immissione nel mondo del lavoro eliminando una volta per tutte l’imbuto formativo; – recuperare l’autonomia e la centralità del proprio ruolo, all’interno del SSN; – salvaguardare la libera professione medica e odontoiatrica dalla sempre più incombente pressione burocratica e fiscale; – proporre modelli organizzativi e di governance che sappiano coniugare gli obiettivi del PNRR con le reali esigenze dei professionisti e dei cittadini; – consentire la libera scelta del medico e odontoiatra curante da parte del cittadino che ne esalti il rapporto fiduciario Medico paziente sia nella medicina generale che nella specialistica ambulatoriale convenzionata e accreditata che nella pediatria di libera scelta valorizzando il lavoro in team impedendo anche il protrarsi dei condizionamenti esercitati dai providers di reti di sanità integrativa. – equilibrare in sanità il rapporto fra professione e capitale. “Soddisfazione per la partecipazione degli esponenti politici che ci hanno ascoltato e si sono dichiarati disponibili a recepire le nostre proposte riguardanti il PNRR. Il Recovery oggi è completamente privo di riferimenti ai professionisti medici, senza i quali non solo le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità rischiano di essere delle scatole vuote ma anche il Servizio sanitario nazionale rischia di non essere più tale, non potendo svolgere il suo ruolo di tutela della salute dei cittadini. Tutto ciò in un momento storico in cui, anche a causa del Covid, la gobba pensionistica sta per raggiungere il suo apice e il carico burocratico è sempre più preponderante, a discapito del tempo da dedicare al rapporto medico-paziente”. “Alla luce di queste considerazioni come APM ribadiamo alla politica l’esigenza di ascoltarci e di coinvolgerci nei piani di riforma che riguardano, direttamente o indirettamente, la professione medica perché come la pandemia ha ulteriormente dimostrato senza i medici non si fa la sanità”.

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Angelini alimenti: chiude bilancio consolidato

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Angelini Holding – holding industriale dell’omonimo Gruppo, multinazionale italiana presente in 26 Paesi con 5.700 dipendenti, che opera nei settori farmaceutico, consumer (cura della persona e igiene della casa e dei tessuti, alimenti per l’infanzia e lo svezzamento), macchine industriali, vitivinicolo, profumeria e dermocosmesi – ha chiuso il bilancio consolidato 2020 con un valore dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 1,699 miliardi di euro, in aumento del 3,8% rispetto al 2019 (1,637 miliardi di euro). Il margine operativo lordo si attesta a 259,28 milioni di euro (pari al 15,26% dei ricavi) in aumento del 18,44% (+40,36 milioni di euro) rispetto ai 218,92 milioni del 2019 (pari al 13,37% dei ricavi). L’utile ante imposte è pari a 159,906 milioni di euro, in crescita del 14,6% rispetto al 2019. L’utile netto è invece di 130,86 milioni di euro, rispetto ai 149,21 milioni di euro dell’esercizio precedente per effetto di ammortamenti, accantonamenti, rettifiche di valore e a un aumento di imposte per oltre 38 milioni di euro. Oggi Angelini è un gruppo industriale diversificato e multinazionale presente in 26 Paesi con un forte radicamento in Italia, dove viene generato e lavorato il 67% dei ricavi, lavorano 4.005 dipendenti sui 5.700 totali e sono attivi 6 dei 12 siti produttivi complessivi. I restanti ricavi provengono da Paesi dell’Unione Europea (25,1%), dall’Europa non comunitaria (3,71%) e dal resto del mondo (USA, Cina: 4,09%).

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Agricoltura: Si apre nuova pagina per Ismea

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Una nomina fondata sulla competenza e la professionalità, frutto di una trentennale attività di ricerca e studio al servizio dell’agricoltura italiana. Con il professor Angelo Frascarelli alla presidenza di Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, si apre una nuova pagina per l’Ente del Ministero delle Politiche agricole che, proprio in questo momento particolare dovuto alla pandemia, diviene ancor più cruciale e fondamentale per il doveroso supporto delle operazioni di credito per il rilancio delle imprese del comparto primario”. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura alla Camera dove la nomina di Frascarelli, professore dell’Università di Perugia, ha ottenuto l’approvazione dei parlamentari nella votazione tenutasi oggi. “Il funzionamento dei mercati e delle filiere agroalimentari – aggiunge -, l’organizzazione delle filiere, la trasparenza delle relazioni tra i soggetti della supply chain o meglio della value chain, lo sviluppo delle imprese, la finanza per le imprese, la gestione del rischio in agricoltura, come ha illustrato sapientemente nella sua relazione alla Camera, sono tematiche a cui il professor Frascarelli ha sempre dedicato grande attenzione nella sua attività didattica e di ricerca”. “Confidiamo che, con la sua guida competente e qualificata, Ismea potrà svolgere un ruolo determinante per accompagnare il percorso post Covid delle imprese agricole e della pesca, con strumenti utili e funzionali a facilitare investimenti e innovazione, per lasciarci finalmente alle spalle la pandemia e le sue conseguenze economiche” conclude.

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Pesca contributi comunitari e rilancio settore

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

“Il Ministero delle Politiche agricole è pronto a supportare le Regioni, avviando un confronto che possa evitare il disimpegno delle risorse comunitarie per lo sviluppo del settore ittico. Entro fine anno, infatti, è necessario raggiungere il target di spesa, certificando ulteriori 47 milioni di euro. A maggio scorso, lo stato di avanzamento operativo del Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura (Feamp) era pari a 345,5 milioni di euro, circa il 64% della dotazione totale del programma operativo”. Lo dichiara il deputato Dedalo Pignatone (M5S) a margine del question time di oggi in commissione Agricoltura a Montecitorio.“Ci auguriamo – aggiunge – che il sottosegretario Francesco Battistoni, che detiene la delega, convochi subito a settembre un tavolo di confronto con le amministrazioni locali per poter trovare un accordo a beneficio dell’intera pesca italiana. Ad oggi, in termini di impegni sulla dotazione del programma operativo, le Regioni che mostrano un minore avanzamento rispetto alla media sono Lombardia (21%), Molise (30%), Puglia (34%), Calabria (44%) e Veneto (45%)”.”Monitoreremo la situazione affinché si possa giungere a una redistribuzione delle risorse non impegnate, con il duplice intendo di non disperderle e di creare sviluppo nel settore. Soprattutto in questo momento di crisi pandemica, è fondamentale non dilapidare i fondi a disposizione” conclude.

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Un compito per il sinodo: abolire il nemico

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Paulo maiora canamus, intoniamo un canto più alto. Nell’aspro dibattito innescato in Italia dalla contestata riforma della ministra Cartabia, si discute di procedure e tempi del processo penale, mentre non si ricorda la natura drammatica della giustizia penale. Il potere giudiziario è “un potere terribile”, diceva Montesquieu: l’ha ricordato Luigi Ferrajoli nel recente congresso di Magistratura Democratica proponendo un ripensamento profondo della giurisdizione penale: perché sia conforme ai due principi imprescindibili dell’indipendenza e dell’imparzialità, ci sono due riforme da fare. La prima è quella di sottrarla al condizionamento della carriera, che secondo la proposta radicale di Ferrajoli va addirittura soppressa, rendendo tutti i giudici eguali nella diversità delle funzioni, come vuole la Costituzione. La seconda è di liberarla dall’idea del Nemico. Oggi prevale la concezione della giustizia penale come lotta contro il crimine, e di fatto contro i loro autori. Al contrario, ha detto Ferrajoli, la giurisdizione non conosce – non deve conoscere – nemici, neppure se terroristi o mafiosi o corrotti, ma solo cittadini. Per andare alle fonti della nostra cultura penalistica, si può citare Cesare Beccaria che chiamò “processo of­fensivo” quello nel quale “il giudi­ce diviene ne­mico del reo” e “non cerca la veri­tà del fatto, ma cerca nel pri­gioniero il delitto, e lo insi­dia, e crede di perdere se non vi riesce, e di far torto a quel­l’in­fal­libilità che l’uomo s’arroga in tutte le cose”. Secondo Beccaria, il processo deve consistere invece nell’“indifferente ricerca del vero”. Perciò si deve escludere ogni atteggiamento partigiano o settario, non solo da parte dei giudici ma anche dei pubblici ministeri. E’ chiaro che questa concezione del processo, ha aggiunto Ferrajoli, esclude anche l’idea, frequente nei pubblici ministeri, che il processo sia un’arena nella quale si vince o si perde. Il Pubblico Ministero non è un avvocato, e il processo non è una partita nella quale, l’inquirente perde se non riesce a far prevalere le proprie tesi. Qui siamo oltre il tema dell’efficienza. Rifiutare l’idea del Nemico significa infatti anche escludere il carattere vendicativo della giustizia penale, che intende la pena come un risarcimento del male compiuto mediante l’inflizione di una sofferenza al colpevole. In effetti nella percezione comune giustizia non è fatta se il reo non soffre; nel patimento la società troverebbe il suo compenso e l’offeso si appaga: la sofferenza diventa in tal modo un fine dell’ordinamento. Male per male: è una morale da divina commedia, anche se Dio non è così, la Commedia non doveva chiamarsi divina e la Costituzione ha tutt’altra idea della pena come rieducazione del condannato, anche se si tratta di un’idea spesso illusoria. Ma ciò riguarda solo la giustizia penale? Ben oltre questa, l’abbandono della logica del Nemico avrebbe una portata epocale, Fin dal principio la società si è conformata a una lotta degli uni contro gli altri, un antico frammento di Eraclito faceva della guerra l’origine di tutte le cose, di tutti re, e nella modernità è stato Carl Schmitt a sostenere che il confronto amico-nemico è il criterio e la sostanza stessa del politico. La competizione selvaggia dell’età della globalizzazione e il precipizio della politica nelle spire del bipolarismo, del maggioritario, della lotta al proporzionale, del populismo carismatico e dell’esclusione dei perdenti ne sono il prezzo. Gli sconfitti sono scartati, papa Francesco la chiama società dello scarto, perché i soccombenti, i poveri, non solo vi sono sfruttati ma sono esclusi, non possono lottare, di fatto non ci sono: ai naufraghi e ai migranti sono negati i porti e la terra della loro salvezza, sono restituiti al mare o alle torture dei lager libici.Il problema è però che l’ideologia del Nemico non è più compatibile con la conservazione della società umana. Nella condizione della lotta degli uni contro gli altri né la pandemia può essere fermata nelle sue estrose varianti, né il clima può essere governato in modo da preservare la vita sulla terra, né la guerra può essere ripudiata nella sua inesauribile proliferazione; e a questo punto l’uscita dalla sindrome del Nemico non è solo una questione di etica pubblica, è una questione di sopravvivenza e ci sfida a passare a un’altra antropologia. Mai nella storia si era dato quest’obbligo. Ma questo è il tempo che ci è toccato in sorte. Sta a noi prenderne atto.Una tale conversione chiama in causa la Chiesa italiana e il suo prossimo Sinodo, di cui finalmente si è avviato il cammino. il cui Manifesto recita: “Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita”. “Koinonia”, la rivista di padre Alberto Simoni, lo interpreta come l’atteso kairós o momento di grazia, nel quale il Vangelo sia riproposto come vino nuovo in otri nuovi. La vera novità starebbe proprio nell’annuncio dell’amore dei nemici. Il Vangelo è l’unico codice che lo prescrive. Non potrebbe esserci oggi, per la vita delle persone e per la società tutta, un carisma più grande di questo. Se questa rivoluzione avvenisse, sarebbe stabilita la condizione dell’unità umana per salvare la terra, i populismi cadrebbero, nessuno sarebbe scartato. Sarebbe il dono fatto al mondo dalla Chiesa di papa Francesco.

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Droghe illegali e la ragioneria del ministro dell’Interno

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Non vorremmo essere al posto del ministro dell’Interno, Luciana Morgese, che ieri alla Camera ha fatto il punto della situazione droghe illegali. Consapevoli che anche in tanti non vorrebbero in nessun modo uno che la pensa come noi sulle droghe illegali in quel posto, ci preme puntualizzare che tra i compiti del ministro (organismo esecutivo) ce ne sono tanti che non sono stati presi in considerazione. E’ la politica di questo governo e di questa legislatura che, all’ordine del giorno, non ha la questione droghe illegali in modo diverso da come è previsto dai trattati internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Per farlo occorrerebbe coraggio e lungimiranza politica, magari partendo anche dal fatto che nel nostro Paese la cannabis terapeutica è legale e che il consumo di sostanze illegali è depenalizzato. Ma così non è. Il risultato è l’esposizione dei numeri, l’auspicio di maggiore rigore nei confronti dello spaccio (cercando anche il conforto dell’altro potere dello Stato, la magistratura); il consueto allarme per una gioventù che infischiandosene della Lamorgese come dei suoi predecessori, è sempre di più dedita al consumo di sostante illegali e per la quale si continuano a finanziare iniziative (“Scuole Sicure”) che confortano solo gli esecutori delle stesse; il solito allarme sugli incidenti stradali (pur se sono l’1%, un quarto di quelli provocati dall’alcool, e tra quest’ultimo e droghe illegali il 4% di tutti gli incidenti; tossicodipendenti come conteggio di numeri e di sanzioni: iniziative statiche per galleggiare in una malattia che, nei Paesi in cui viene approcciata con politiche di riduzione del danno, si ottengono invece risultati sanitari e quantitativi. Nulla sulla criminalità organizzata, anche se quella non era la sede per dati specifici, ma avrebbe potuto esserla per collegare la quotidianità alla presenza massiccia del narcotraffico, per transito e per consumi. Insomma, abbiamo un ministro ragioniere. E’ quello che serve di fronte ai problemi sanitari, economici, sociali e umani creati dal mercato illegali delle droghe? Certo, i numeri ci servono, ma poi? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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