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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘frequenza’

La neoplasia della mammella è la più frequente

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Il tumore più frequente in Italia è diventato quello della mammella: nel 2018 sono stimati 52.800 nuovi casi (erano 51.000 nel 2017). Seguono il cancro del colon-retto (51.300, erano 53.000 nel 2017), che lo scorso anno era il più diagnosticato e del polmone (41.500, erano 41.800 nel 2017). Complessivamente, quest’anno nel nostro Paese sono stimati 373.300 nuovi casi di tumore (194.800 uomini e 178.500 donne), con un aumento, in termini assoluti, di 4.300 diagnosi rispetto al 2017. E quasi 3 milioni e quattrocentomila cittadini vivono dopo la scoperta della malattia (3.368.569, erano 2 milioni e 244 mila nel 2006), il 6% dell’intera popolazione: un dato in costante aumento. Ma le percentuali sulla sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi fotografano un Paese spaccato in due: al Nord si registrano i tassi migliori, in particolare nelle prime tre posizioni si collocano Emilia-Romagna, Toscana (56% uomini e 65% donne in entrambe le Regioni) e Veneto (55% e 64%). In coda invece il Sud, con Sicilia (52% uomini e 60% donne), Sardegna (49% e 60%) e Campania (50% e 59%). Differenze che possono essere spiegate soprattutto con la scarsa adesione in queste aree ai programmi di screening che consentono di individuare la malattia in stadio iniziale, quando le possibilità di guarigione sono più alte, e con la preoccupante diffusione in queste Regioni di fattori di rischio come fumo, sedentarietà ed eccesso di peso. È questo il censimento ufficiale, giunto all’ottava edizione, che descrive l’universo cancro in tempo reale grazie al lavoro dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) raccolto nel volume “I numeri del cancro in Italia 2018”, presentato oggi all’Auditorium del Ministero della Salute in un convegno nazionale (disponibile nella versione per operatori e in quella per pazienti e cittadini).
I tumori colpiscono meno nel Meridione, infatti il tasso d’incidenza è più basso del 13% tra gli uomini e del 16% tra le donne al Sud rispetto al Nord. Le tre Regioni con il più alto numero di diagnosi stimate nel 2018 sono Lombardia (64.200), Lazio (33.850) e Veneto (31.850). “Le stime dei casi attesi sono importanti anche a livello regionale, perché i servizi diagnostici e terapeutici devono essere programmati su questi ordini di grandezza – afferma Lucia Mangone, presidente AIRTUM -. Oggi in Italia il 63% delle donne e il 54% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. La prima causa di morte oncologica è costituita dal carcinoma del polmone (33.836 decessi nel 2015), seguito dal colon-retto (18.935), mammella (12.381), pancreas (11.463) e fegato (9.675).
Sull’esempio della scorsa edizione, il volume contiene approfondimenti sugli stili di vita, a sottolineare quanto le misure di prevenzione possano incidere sui numeri della malattia. Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio. In Italia sono attribuibili a questa pericolosa abitudine ogni anno circa 93mila morti (il 14% di tutte le persone decedute) e le sigarette costituiscono la prima causa di perdita di anni di vita in buona salute. . In generale, nelle giovani donne che vivono nelle Regioni del Sud si registra, negli ultimi anni, un preoccupante incremento di fumatrici tale da annullare il vantaggio storico, per bassa prevalenza di questa abitudine, rispetto alle donne delle Regioni del Centro-Nord. A questo quadro si aggiungono in queste aree le alte percentuali di altri fattori di rischio (sedentarietà ed eccesso di peso) e una bassa copertura degli screening oncologici per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Per questo è fondamentale investire in campagne di prevenzione”. Fra gli altri fattori di rischio, il 17% degli italiani consuma alcol in quantità o modalità di assunzione a maggior rischio per la salute, il 32,5% è sedentario e il 42,2% risulta in eccesso ponderale (il 31,7% è in sovrappeso e il 10,5% obeso). Al Centro-Sud la quota dei sedentari è significativamente più elevata e raggiuge il 50% in diverse Regioni (toccando il 71% in Basilicata). Inoltre la Campania continua a detenere il primato per la percentuale più alta di persone in eccesso ponderale (51%), seguita da Sicilia (48,1%), Molise (47,8%) e Puglia (45,5%) con valori non molto distanti.

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Forze dell’Ordine aggredite con allarmante frequenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 giugno 2018

“Appena iniziata la nuova avventura in questa grande famiglia Sindacale ed è subito ora di schierarsi, a muso duro, in difesa degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di questo Paese. E’ ora, come lo era ieri e come speriamo non debba essere domani, di pretendere rispetto per gli individui, donne e uomini, che vestono la divisa, tutela della loro incolumità, garanzie per i loro diritti, di pretendere che vengano messi in condizione di operare come necessario nell’interesse dei cittadini e delle Istituzioni. I nuovi dati dell’Osservatorio Asaps, i commenti che da alcuni sono seguiti, e la proposta di legge di un gruppo di Senatori parlano, purtroppo, dei ‘soliti’ numeri che ben conosciamo: oltre 700 aggressioni fisiche ad Operatori della sicurezza nei soli primi quattro mesi del 2017. Un dato impressionante che, però, non fa ‘saltare’ sulla sedia proprio nessuno. E questa è la cosa più grave. L’inedia e l’insostenibile superficialità, per non dire il menefreghismo, con cui tutti si fanno scivolare addosso le ferite, i danni, le costrizioni, i sacrifici di migliaia di Servitori dello Stato che hanno votato la loro vita a quel dovere che non può e non deve significare essere per questo mandati bovinamente al macello. E mentre da una parte si addossano l’uno sull’altro centinaia di feriti e non pochi morti a causa del dovere, dall’altra parte ascoltiamo attoniti alle sentenze che assegnano risarcimenti da nababbi a delinquenti che hanno subìto conseguenze fisiche a causa delle loro stesse azioni delinquenziali ad opera di Appartenenti alle Forze dell’Ordine intervenuti per servizio che,allo stato, per come è concepita ancora la legge, ben potrebbero uscire dalle sole tasche del povero Poliziotto di turno. Pare incredibile ma siamo a questo. E non può continuare ad essere così. Ben venga allora, e finalmente, anzitutto la recente proposta da parte di un gruppo di Senatori della Repubblica di modificare il codice penale ed inasprire severamente le pene per chi aggredisce gli Operatori della sicurezza, nella speranza che possano esserci conseguenze reali e concrete per chi compie questi gravissimi reati riuscendo al momento a passarla liscia o, tutt’al più, ad avere condanne ridicole. Già dimostrare che la vita e la salute di un Appartenente alle Forze dell’Ordine valgono più di uno straccio vecchio sarebbe una prima svolta epocale. Sulla stessa linea e per il medesimo motivo, poi, è indispensabile che chi delinque ed a causa di ciò subisca un danno non debba essere ‘ristorato’ da un Stato che non può con ciò dimostrare, nei fatti, che considera un disvalore l’azione di un Servitore dello Stato che svolge un servizio e non il comportamento di chi compie scientemente un reato. E’ ora che in un ‘mondo assurdamente rovesciato’ tutto torni al posto giusto, e che si consenta agli Appartenenti alle Forze dell’Ordine di poter fare ciò che viene chiesto loro”. Così Franco Maccari, neo Vice Presidente Nazionale dell’FSP – Polizia di Stato.

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Scuola – Obbligo a 18 anni

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

ministero-pubblica-istruzioneAltrimenti si tratterebbe solo di un’operazione risparmio, finalizzata a far sparire a regime 35mila cattedre della scuola superiore. A sostenerlo è l’Anief: se l’operazione ha come scopo primario quello di cancellare altro tempo scuola oltre quello divorato nell’ultimo decennio a partire della Legge 133/08, il giovane sindacato annuncia sin d’ora che si opporrà con tutte le sue forze. Sia a livello organizzativo-politico che in ambito giuridico-legale. L’anticipo dell’uscita da scuola a 18 anni, già tentato a inizio 2000 dall’allora Ministro Luigi Berlinguer, è un programma di revisione ripreso da diversi governi. Anche di recente, dall’ex Ministra Stefania Giannini. Se nessuno c’è riuscito è perché è sempre mancato un percorso ragionato e condiviso.Marcello Pacifico (presidente Anief): Con la scuola primaria anticipata di un anno, durante il quale attivare delle classi ‘ponte’, affidate a maestri in compresenza della scuola dell’infanzia e della stessa primaria, si migliorerebbe il delicato passaggio tra la scuola materna e l’ex elementare. Lo abbiamo detto, qualche mese fa, sia a Montecitorio che a Palazzo: è scientificamente provato che a cinque anni i bambini hanno bisogno di una formazione di tipo essenzialmente ludico e, nello stesso tempo, di avvicinamento all’alfabetizzazione e al far di conto. L’operazione permetterebbe anche di svuotare le graduatorie di merito e le GaE dei maestri d’infanzia dimenticati dalla riforma e con pessime prospettive di stabilizzazione. Come si darebbe una bella spallata alla dispersione e all’abbandono scolastico: perché mantenendo il tempo scuola immutato e innalzando l’obbligo a 18 anni, gli studenti sarebbero più coinvolti nei progetti formativi. Certo, servirebbe anche rivedere i contenuti dei cicli scolastici, rendendoli anche più stimolanti per le nuove generazioni.

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Tumori tiroidei

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

“I tumori tiroidei vengono diagnosticati con crescente frequenza in tutto il mondo: l’Italia ne registra circa 15.000 l’anno soprattutto nella popolazione femminile per la quale è il quarto tumore maligno più frequente e arriva ad essere il secondo nelle donne con età inferiore ai 50 anni, spiega Enrico Papini, responsabile scientifico AME, Associazione Medici Endocrinologi e direttore Struttura Complessa Endocrinologia e malattie del metabolismo, Ospedale Regina Apostolorum, Albano Laziale. Grazie al miglioramento delle capacità diagnostiche offerto dall’ecografia tiroidea e dall’agoaspirato sotto guida ecografica dei noduli tiroidei oggi si individuano neoplasie tiroidee quando non sono ancora palpabili né sintomatiche. Questo, se da un lato rappresenta un importante passo avanti nella prevenzione, pone dall’altro il dubbio se sia appropriato sottoporre pazienti a “basso rischio” con tumori circoscritti, allo stesso trattamento tradizionalmente riservato a neoplasie più avanzate, esponendo i pazienti a possibili complicanze ed effetti indesiderati probabilmente non indispensabili”.Delle novità su diagnosi, chirurgia e terapia dei tumori tiroidei si parla al workshop “4^ Thyroid UpToDate 2016 – Linee Guida vs Pratica Clinica: consensi e controversie” promosso da AME, Associazione Medici Endocrinologi, e dall’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici, che si svolge ad Ariccia il 7 e l’8 ottobre p.v. (link al programma).
“Le ultime e più autorevoli linee guida sul tumore tiroideo dell’American Thyroid Association nel 2016 e della British Thyroid Association nel 2014, afferma Rocco Bellantone, Direttore Chirurgia Endocrina e Metabolica del Policlinico “A. Gemelli” di Roma, propongono per i “microcarcinomi”, tumori piccoli e circoscritti, un approccio meno aggressivo di quello tradizionale. Sul piano chirurgico, l’intervento di scelta dovrebbe essere la rimozione di solo la metà della tiroide che contiene il microcarcinoma e l’intervento con tecnica di tiroidectomia mininvasiva video-assistita (MIVAT) che consente di operare con un’incisione di soli 2 cm.”.“Nel follow-up chirurgico, prosegue Papini la tradizionale terapia con iodio radioattivo ad alte dosi dovrebbe essere evitata nei pazienti a “basso rischio” o impiegata a basse dosi poiché il vantaggio in termini di sopravvivenza appare molto modesto, a fronte di un irraggiamento e di effetti collaterali non del tutto trascurabili.
Una chirurgia più conservativa consente un approccio alla terapia con levotiroxina ben diverso, perché non va sottovalutato il vantaggio che la parte residua della tiroide può svolgere nel mantenimento dei normali livelli di ormoni tiroidei. I recenti contributi nel campo della farmacologia offrono un portafoglio di soluzioni terapeutiche, come l’ormone tiroideo in soluzione liquida, che può essere assunto insieme alla prima colazione, o in capsule molli, che possono garantire un ottimale assorbimento del principio attivo e una migliore aderenza del paziente grazie alla facilità di assunzione.Oggi, in sintesi, il trattamento del tumore tiroideo deve essere “su misura” in rapporto ai diversi tipi di tumore e di paziente, trattando vigorosamente le neoplasie aggressive e gestendo più cautamente quelle iniziali e con prognosi favorevole secondo l’idea che in alcuni casi “fare meno è fare meglio” conclude l’esperto.

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Così si muore in galera

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2012

Incubo carcere

Image by Simone Ramella via Flickr

Comunicato stampa di Ornella Favero per Ristretti Orizzonti,Patrizio Gonnella per Antigone, Luigi Manconi per A Buon Diritto:
Anno 2011 Totale delle morti in carcere: 186 Di cui:
– per suicidio: 66
– per cause da accertare: 23 (in corso indagini giudiziarie)
– per cause naturali: 96
– per omicidio: 1
Età media dei detenuti morti: 39,3
Età media dei detenuti suicidi: 37,8
Suicidi:
– italiani: 45
– stranieri: 21
– uomini: 64
– donne: 2
Metodo utilizzato:
– impiccagione: 44
– inalazione gas: 12 (da bomboletta butano)
– avvelenamento: 6 (con farmaci, droghe, detersivi, etc.)
– soffocamento: 4 (con sacco infilato in testa, etc.)
Condizione detentiva:
– sezione “comune”: 46
– sezione “internati”: 10 (Opg 9, Casa di Lavoro 1)
– sezione “isolamento”: 4 (Isolati per disposizione dell’A.G.)
– sezione “protetti”: 3
– sezione “infermeria”: 2
– sezione “alta sicurezza”: 1
Posizione giuridica:
– condannati con sentenza definitiva: 28
– attesa di primo giudizio: 27
– condannati in primo grado: 3
– misura di sicurezza detentiva: 8
Istituti Penitenziari: numero suicidi, numero medio detenuti nell’anno e tasso affollamento:
Torino: 4 suicidi, (1.650 presenti, 146% affollamento)
Padova C.R.: 3 suicidi, (840 presenti, 184% affollamento)
Genova Marassi: 3 suicidi, (760 presenti, 170% affollamento)
Bologna: 2 suicidi, (1.150 presenti, 220% affollamento)
Cagliari: 2 suicidi, (540 presenti, 157% affollamento)
Castrovillari (Cs): 2 suicidi, (285 presenti, 217% affollamento)
Livorno: 2 suicidi, (500 presenti, 175% affollamento)
Opg Aversa (Ce): 2 suicidi, (350 presenti, 135% affollamento)
Opg Barcellona P.G. (Me): 2 suicidi, ( 350 presenti, 80% affollamento)
Perugia: 2 suicidi, (370 presenti 165% affollamento)
Poggioreale (Na): 2 suicidi, (2.600 presenti, 160% affollamento)
In altri 40 Istituti: 1 suicidio ciascuno Relazione tra frequenza dei suicidi e tasso di sovraffollamento Il tasso medio di sovraffollamento a livello nazionale è pari a circa il 150% (circa 68.000 detenuti in 45.000 posti). In tutti gli Istituti nei quali si è registrato più di un suicidio nell’anno 2011 il tasso di sovraffollamento risulta essere superiore alla media nazionale. In particolare si segnala il carcere di Castrovillari (Cs), con 2 suicidi su “soli” 285 detenuti presenti e una media del 217% di affollamento.

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L’ombra di Berlusconi sulle frequenze Tv

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Silvio Berlusconi

Image via Wikipedia

E’ vergognoso: mentre noi dovremo salvare l’Italia con una manovra lacrime e sangue, Berlusconi e altri operatori si arricchiranno appropriandosi delle frequenze della tv digitale gratis! Sta a noi fermare questo scandalo e costringere il Ministro Passera ad agire ora. Prima di lasciare il potere Berlusconi ha regalato le frequenze della tv digitale a Mediaset e alla Rai rubando miliardi di euro dalle casse dello stato! La protesta sta montando e in molti chiedono al Ministro Passera di cancellare questa misura oltraggiosa e di avviare subito un’asta pubblica.

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Roma: Pedaggi Grande raccordo anulare

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

«Siamo pronti a sostenere il ricorso al Tar, annunciato oggi dalla Provincia di Roma». È quanto dichiara il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in merito alle notizie su nuovi pagamenti dei tratti autostradali gestiti dall’Anas. «Ribadisco che i romani non pagheranno il Grande Raccordo Anulare. Vogliamo però intervenire – afferma il Sindaco – anche a tutela dei pendolari e di tutti coloro che utilizzano questa strada con frequenza, per motivi di lavoro o di studio».

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Giochi d’azzardo in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

“Nei primi otto mesi del 2010 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 13,6%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 610 mln in piu.” La conferma arriva da uno studio presentato oggi ad Aosta da Contribuenti.it che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del gioco d’azzardo.  In Italia, il solo gioco legalizzato coinvolge circa 29,2 MLN di persone, di cui 7,1 MLN con frequenza settimanale, e sviluppa un fatturato di circa 54,3 MLD di euro. Ogni giocatore sottrae 1.890 euro l’anno all’economia reale, lasciandoli sui tavoli da gioco. Anche il coinvolgimento dei minorenni c aumentato passando da 860 mila unità a 2,1 milioni. Nel nostro Paese, il consumo e l’abuso di alcol e droghe viene visto come un problema sociale per la coll ettivitr e di salute per il singolo, mentre la dipendenza da gioco non viene riconosciuta dallo Stato, e chissà perché, come una malattia sebbene a livello psichiatrico, invece, venga catalogata come una vera e propria patologia. E cose, tra il Superenalotto che presenta un montepremi per il “6? fuori da ogni logica razionale, ed il poker on line legalizzato, non mancano le tentazioni di chi, affetto in maniera latente dal vizio del gioco, rischia di entrare nel tunnel della dipendenza. Ai tempi della crisi, tra l’altro, il fatturato dei giochi di Stato anziché scendere aumenta a conferma di come gli italiani, sempre piu disperati, sperano in un full d’assi o in una sestina vincente per ottenere cin che non gli è permesso nella vita reale.

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L’azienda ideale per gli studenti italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Stoccolma. Il gruppo Universum ha divulgato i risultati della sua annuale ricerca delle aziende ideali dove lavorare (Student Survey). La Ferrari è l’azienda ideale per gli universitari di ingegneria e scienze naturali seguita da Google e da ENEL. Nell’area del business la Ferrari è stata superata al vertice, dopo esserci stata per tre anni consecutivi, dall’UniCredit Group. Tenendo conto della frequenza nelle preferenze espresse, Universum elabora una graduatoria delle aziende ideali, soprannominata Universum Top 100. La graduatoria riflette il grado di attrazione che le aziende o gli enti esercitano sulle risorse umane del mercato italiano.
Nella graduatoria del business notiamo un insolito balzo del gruppo UniCredit. Il gruppo UniCredit  ha scalato otto posizioni balzando dal fondo al primo posto della Top 10. Al secondo posto gli studenti di economia hanno eletto un secondo gruppo bancario – Intesa Sanpaolo. Al vertice della Top 10 internazionale troviamo Google seguita  dall’italiana Giorgio Armani e dalle compagnie FMCG International.Carlo Duraturo, esperto di Universum del mercato italiano, commenta così la graduatoria di quest’anno: “Gli studenti italiani hanno espresso chiaramente il desiderio di lavorare in un ambiente creativo e dinamico. Inoltre gli studenti di ingegneria hanno privilegiato i prodotti innovativi come fattore di attrazione mentre gli studenti di economia si sono interessati al successo di mercato. Le prime 10 aziende ideali di 7217 studenti distribuiti secondo gli studi sono: http://www.universumglobal.com/ITtop100

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Epilessia parziale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

Hatfield, (Inghilterra) Eisai ha annunciato oggi i risultati di una ricerca di fase III sul farmaco Perampanel (E2007), un antagonista capostipite, altamente selettivo e non competitivo dei recettori del glutammato di tipo AMPA, scoperto da Eisai e in corso di sviluppo come trattamento aggiuntivo per le crisi parziali in pazienti affetti da epilessia.  Lo studio in doppio cieco, controllato con placebo, con gruppi paralleli (Studio 306) ha dimostrato che Perampanel è ben tollerato ed efficace nel ridurre la frequenza di crisi di media entità nonché nell’aumentare la percentuale di risposta al placebo, principali indicatori di risultato rispettivamente negli Stati Uniti e nella UE. I risultati si sono rivelati statisticamente significativi per le dosi da 4 mg e 8 mg rispetto al placebo. Anche un trend lineare di dose-risposta si è dimostrato significativo dal punto di vista statistico.
Lo studio globale ha coinvolto 706 pazienti di 25 paesi che sono stati randomizzati al trattamento con placebo o con una delle tre dosi di Perampanel. I pazienti hanno iniziato con dosi da 2 mg di Perampanel, per poi proseguire il trattamento sempre con 2 mg o aumentando il dosaggio settimanale di 2 mg e aggiungendolo alle dosi randomizzate di 4 mg o 8 mg. Tra gli eventi avversi più comuni sono stati riscontrati vertigini, sonnolenza e cefalea.
Eisai è impegnata a offrire ulteriori contributi per rispondere alle diverse esigenze dei pazienti affetti da epilessia migliorando la qualità della loro vita.  Attualmente Eisai dispone di tre farmaci con commercializzazione approvata in Europa:  Zonegran(R) come terapia aggiuntiva nel trattamento di pazienti adulti con attacchi epilettici parziali, con o senza generalizzazione secondaria  – Zebinix(R) (eslicarbazepina acetato) (con licenza di Bial – Portela & Ca, S.A in Europa) come terapia aggiuntiva in pazienti adulti con attacchi epilettici parziali, con o senza generalizzazione secondaria  – Inovelon(R) per il trattamento di crisi epilettiche associate a sindrome di Lennox-Gastaut
Eisai è una delle principali aziende farmaceutiche mondiali per la ricerca e lo sviluppo. L’obiettivo aziendale è “dare priorità assoluta ai pazienti e alle rispettive famiglie e accrescere i benefici offerti dal settore sanitario”, che essa stessa definisce “assistenza sanitaria umana”.  Eisai concentra le proprie attività di ricerca e sviluppo in tre aree principali:  – Neuroscienze integrative, tra cui: morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, dolore neuropatico, epilessia e depressione  – Oncologia integrativa, tra cui: terapie anticancro; regressione e soppressione del tumore, anticorpi, ecc. e terapie di supporto contro il cancro; sollievo dal dolore e nausea  – Reazione vascolare/immunologica, tra cui: sindrome coronarica acuta, malattie aterotrombotiche, sepsi gravi, artrite reumatoide, psoriasi, morbo di Crohn  Con attività negli Stati Uniti, in Asia, in Europa e nel mercato nazionale giapponese, abbiamo oltre 11.000 dipendenti in tutto il mondo.  http://www.eisai.co.jp

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Osteoporosi e ormoni

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

Quadro clinico dell’osteoporosi: le ossa divengono porose ed i rischi di fratture ossee aumentano. Si presentano dolori alle ossa in ambito dorsale. Nell’ulteriore sviluppo della malattia può addirittura diminuire l’altezza corporea ed in casi estremi si forma una gobba. Fu solo nel 1994 che si riconobbe l’osteoporosi in tutto il mondo come malattia. Le donne soffrono con particolare frequenza di osteoporosi. Per quale motivo? Perchè in esse la riduzione della massa ossea risulta maggiore a seguito della mancanza di estrogeni negli anni della menopausa. Con l’avanzare dell’età una terapia ormonale sostitutiva offre sicuramente protezione dall’osteoporosi. Ma potete prevenire la malattia anche in giovane eta’ con il genere alimentare gelatina. Prevenzione con la gelatina – per non divenire fragili in eta’ avanzata. Chi desidera prevenire l’osteoporosi in modo naturale, puo’ tirare un respiro di sollievo. La proteina naturale collagena gelatina contribuisce, oltre ad altri principi nutritivi, in misura essenziale alla salute delle ossa. Nella gelatina gli aminoacidi glicina e prolina sono contenuti in concentrazione particolarmente elevata, nettamente superiore a quella riscontrata in altre proteine. E questo va bene! Perche’ tali aminoacidi sono particolarmente importanti per la strutturazione delle ossa. Gli aminoacidi ed i peptidi della gelatina penetrano nella circolazione sanguigna attraverso la parete intestinale e raggiungono di qui il loro luogo d’impiego, l’osso. Qui si accumulano preferenzialmente e costruiscono una matrice collagena nell’osso stesso. Nella matrice, che ci possiamo immaginare come un rotolo di rete metallica di recinzione, si depositano calcio ed altre sostanze minerali che assicurano la necessaria solidita’ dell’osso

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Primi passi per diventare diplomatico

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Roma Il 22 e 23 settembre, si svolgeranno alla SIOI Palazzetto Venezia (Piazza San Marco 51) le selezioni gratuite per l’accesso alla Quarantunesima edizione del Corso di preparazione al concorso per la carriera diplomatica – Master in Studi Diplomatici. Per diventare diplomatici è necessario superare un concorso pubblico, indetto tradizionalmente ogni anno dal Ministero degli Esteri.  Il concorso mira ad accertare la preparazione accademica, le conoscenze linguistiche, la cultura, nonché la capacità di svolgere l’attività diplomatica con riferimento alle doti di analisi, sintesi e logicità del ragionamento e attitudine al problem solving. Lo studio, dunque, deve proseguire anche dopo la laurea e può essere “guidato” attraverso la frequenza ad un corso ad hoc, come quello di preparazione al concorso organizzato dalla SIOI, d’intesa con l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri che si svolgerà dal prossimo settembre al mese di maggio 2011.
La SIOI, ente morale a carattere internazionalistico, è la più antica scuola di formazione per diplomatici.  Dal 1945, anno in cui fu organizzato il primo corso di preparazione alle carriere diplomatico e consolari, molti tra i vincitori del concorso si sono formati nelle aule di Palazzetto Venezia. Gli Ex Alunni della SIOI, oggi in attività di servizio nel ruolo diplomatico del Ministero degli Affari Esteri sono 381. In relazione, inoltre,  all’ultimo concorso diplomatico, le cui prove preselettive si sono svolte nello scorso aprile, si segnala l’ammissione di 160 corsisti della SIOI su un totale di 458 candidati.

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Giochi d’azzardo

Posted by fidest press agency su martedì, 11 maggio 2010

“Nei primi quattro mesi del 2010 si è registrato un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 12,3%. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono stati lasciati sul tavolo da gioco circa 550 mln in più.” La conferma arriva da uno studio presentato oggi ad Aosta da Contribuenti.it che con Lo Sportello Antiusura monitora costantemente il fenomeno del gioco d’azzardo. In Italia, il solo gioco legalizzato coinvolge circa 29 MLN di persone, di cui 7 MLN con frequenza settimanale, e sviluppa un fatturato di circa 54 MLD di euro. Ogni giocatore sottrae 1.860 euro l’anno all’economia reale, lasciandoli sui tavoli da gioco. Anche il coinvolgimento dei minorenni è aumentato passando da 860 mila unità a 1,9 milioni. In Italia, nonostante il gioco d’azzardo sia una dipendenza ufficialmente riconosciuta dalle comunità ps ichiatriche, non viene percepita come tale dallo Stato, al pari di altre dipendenze quali la droga o l’alcol.
Questo perché? Naturalmente la tassazione sui giochi serve a rimpinguare le casse del bel Paese.
La “tassa degli imbecilli” è una vera e propria tassazione legalizzata: metodo di riscossione argutamente inventato dagli imperatori romani è divenuto col tempo lo strumento più semplice e veloce per depauperare inconsapevolmente i contribuenti italiani, anche utilizzando lotterie “benefiche”.  Per arginare tale fenomeno, Contribuenti.it chiede misure restrittive nei confronti del gioco legalizzato, pari a quella sul divieto delle sigarette nei luoghi pubblici, la diminuzione dell’offerta di lotterie, il divieto del gioco d’azzardo on line, l’aumento della tassazione sulle vincite al fine di renderle meno appetibili.

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730, Unico: Genitori

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2010

Succede che il commercialista abbia dei dubbi, che l’amico ‘esperto’ sconsigli, e così va a finire che spesso i genitori non detraggono dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per l’istruzione dei propri figli. I modelli operano una distinzione fra le “Spese per istruzione” (rigo E13 per il mod. 730, RP13 per l’Unico) e le “Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado” (righi E19 codice 31 e RP19 codice 31), però la detrazione è sempre e comunque del 19%.  Al genitore basterà sapere che con “Spese per istruzione” si intendono le tasse scolastiche per la frequenza dell’ultimo biennio della scuola superiore e dell’università. Tutti gli altri contributi versati alle scuole -anche dell’obbligo- figurano come “Erogazioni liberali” e cioè come contributi volontari. Sia che si parli di assicurazione che di gite scolastiche che del puro e semplice contributo dei volontario genitori, la legge 40/2007 prevede che quanto versato sia detraibile a patto che si destinato all’innovazione tecnologica e all’ampliamento dell’offerta formativa. La detrazione spetta a condizione che il pagamento venga effettuato mediante versamento postale o bancario o mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. Ci sono anche altri sostegni a favore delle famiglie: si possono mettere in dichiarazione fino a euro 210,00 per l’iscrizione di ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica (E16-RP16); fino a euro 2.633,00 per gli studenti fuori sede che frequentano l’università in un’altra provincia e ad almeno 100 km da casa (E18-RP18); fino a euro 250,00 per l’abbonamento a un servizio pubblico di trasporto (E20, RP20 codice 33). Nei righi 19-20-21 con il codice 34 possono essere richiesti in detrazione i contributi versati per il riscatto del corso di laurea dei familiari fiscalmente a carico e con il codice 35 le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a euro 632 annui per ogni figlio. Nel rigo E27 con il codice “5” va indicato il 50 per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri. ”Ricordiamo ai genitori –conclude Di Goro- che il codice fiscale dell’Associazione Italiana Genitori A.Ge. Onlus è 02205620582. Con la vostra firma nel primo riquadro destinato al 5×1000 aiuterete il nostro impegno a favore dei giovani e delle loro famiglie”.

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Possibili attentati terroristici in Italia?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

“La durissima presa di posizione del Governo Italiano – è detto in un comunicato emesso dal Ceas – nei confronti dell’Iran con richiesta di forti sanzioni e la reazione del Governo iraniano che ha favorito direttamente o indirettamente il gravissimo assalto all’Ambasciata Italiana a Teheran contenuta in parte dalle forze dell’ordine testimoniano delle crescenti tensioni non solo tra i due Paesi ma anche nei confronti di Francia, Germania e Olanda che hanno mantenuto fortemente  la richiesta di assecondare una serie di misure di embargo per fermare la corsa all’armamento atomico. I recenti attentati terroristici che hanno colpito con maggior frequenza gli italiani non sono singole azioni circoscritte nel territorio afghano, ma “seguono con regolarità una precisa escalation che continuerà nei prossimi mesi”. Non è sfuggito, ad esempio, che l’esplosivo usato contro la caserma di Milano sia lo stesso usato nell’attento di Londra. Non è sfuggito che la frequenza delle aggressioni agli italiani sia cresciuta notevolmente in corrispondenza della variazione nella politica estera del nostro Paese. E non sfugge neanche che le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, giuste e giustificate, oggettivamente pongono l’Italia in una condizione di più alto rischio terrorismo; sebbene si ritiene che un attentato eclatante sia stato in qualche modo programmato e che quanto avvenuto ai contingenti militari negli ultimi mesi non sia che una preparazione generale spontanea”.  “Spesso – afferma il sen. Maurizio Calvi, presidente del Ce.A.S. Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica – non sono state collegate le motivazioni di un attentato con la sua effettiva esplosione perché i terroristi islamici operano con una lentezza non programmabile. Nella nostra tradizionale percezione politica c’è uno sfasamento temporale tra le dichiarazioni  e le azioni militanti. Forse quindi non avremmo una aggressione domani mattina, ma è bene alzare la guardia prima di tutto nei luoghi di grande transito (come ad esempio nelle stazioni delle grandi aree metropolitane) e poi nei siti strategici istituzionali; anche se il terrorismo stragista si rivolge raramente ai simboli politici quanto più ai simboli sociali per propagare un panico incontrollato tra la popolazione civile”. Con ciò non si vuole procurare un allarme incontrollato”. (Il Presidente Sen. Maurizio Calvi del Ce.A.S. Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica).

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“Morano Al Centro” torna su Radio Alfa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

Da venerdì 8 gennaio, “Morano Al Centro” torna sulle frequenze moranesi di Radio Alfa (97,700 e 98,500), dagli studi della storica emittente Radio Pollino. L’appuntamento con i cittadini è per ogni venerdì dalle 19.45 alle 20.15 con informazioni, commenti, approfondimenti ed analisi sulla vita politico – amministrativa locale e sovra comunale. “Morano Al Centro” intende mantenere sempre forte il legame con la cittadinanza e comunicare con esso in ogni momento della vita sociale, non soltanto in occasione degli appuntamenti elettorali. Così come siamo in contatto con i cittadini tramite il nostro sempre aggiornato sito internet – (accessibile all’indirizzo http://www.moranoalcentro.altervista.org), in cui forniamo informazioni anche sui consigli comunali che invece non forniscono gli organi istituzionali, prerogativa che probabilmente sarebbe loro – procediamo con l’esperienza radiofonica che ha sempre riscosso un ottimo gradimento tra la cittadinanza. Per il quinto anno consecutivo i nostri componenti proseguono con tale esperienza comunicativa, con entusiasmo sempre maggiore. La radio infatti è  pienamente accessibile dai moranesi, che nutrono nei confronti di Radio Pollino un legame “di sangue”, dato che essa è stata ed è la voce locale per antonomasia. Ma l’ascoltatore avrà anche un ruolo propositivo: e così il pubblico da casa potrà intervenire alla diretta radiofonica telefonando al numero 0981.31260. Riteniamo il dialogo una componente essenziale della vita politica: e crediamo che di esso ci sia bisogno soprattutto in una fase politica caratterizzata da quella che noi definiamo la “arroganza del potere”. Nell’appuntamento radiofonico interverranno tutti i componenti del nostro gruppo politico ed apporteranno il loro contributo alla discussione politica attuale: solo esponendo le loro idee, anche le nuove leve di “Morano Al Centro” possono crescere umanamente e politicamente. Ed anzi, lavoriamo affinchè esse “spicchino il volo”, non tenendo con la forza stretti “i pulcini” attorno “a mamma chioccia”, come fa invece qualcun altro.

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Di carcere si continua morire

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Dichiarazione di Luigi Manconi presidente di  A Buon Diritto, già sottosegretario alla Giustizia: “Con la morte di un detenuto di 47 anni avvenuta nel carcere di Tolmezzo sabato scorso, salgono a 64 i suicidi registrati nelle carceri italiane nel solo 2009. È il numero più alto registrato a partire dal 1990 (solo nel 2001, ma nel corso di dodici mesi, il numero fu simile). Viene così confermato un dato atroce: all’interno delle carceri ci si toglie la vita 15-17 volte più di quanto accada tra la popolazione non reclusa. Non solo: mentre all’interno della società italiana, la frequenza di suicidi è maggiore nella fascia di età oltre i 65 anni, in carcere la percentuale più alta di suicidi si trova nella classe d’età tra i 18 e i 24 anni. Ancora: oltre la metà di coloro che si tolgono la vita, lo fanno nei primi sei mesi di reclusione, (spesso di prima reclusione) a dimostrazione del fatto che la causa principale è rappresentata dall’impatto brutale con un universo sconosciuto, con le sue gerarchie informali, con le sue regole ignote, con la sua logica indecifrabile.  Infine, c’è una correlazione stretta tra frequenza dei suicidi e istituti particolarmente sovraffollati. Da tutto ciò viene la conferma che il carcere costituisce un luogo che produce sofferenza e alienazione, solitudine e morte.”

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Defibrillatore precoce non riduce la mortalità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 ottobre 2009

L’impianto precoce di defibrillatori cardiaci in pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio non riduce l’incidenza di mortalità. È quanto emerge da uno studio pubblicato recentemente su New England Journal of Medicine, che ha analizzato l’efficacia di defibrillatori cardiaci impiantati entro 40 giorni dall’episodio cardiaco, contrariamente a quanto previsto dalle attuali linee guida. Sono stati selezionati 898 pazienti colpiti da infarto miocardico con ridotta frazione d’eiezione ventricolare sinistra (=40%); frequenza cardiaca pari o superiore a 90 battiti al minuto; tachicardia ventricolare non sostenuta (=150 battiti/min). Dopo 37 mesi di follow-up, non è emersa alcuna riduzione del tasso di mortalità generale nei partecipanti che hanno ricevuto defibrillatori cardiaci impiantabili (Icd) rispetto a quelli sottoposti soltanto a terapie farmacologiche (hazard ratio=1,04). Sebbene sia stato osservato un numero inferiore di decessi cardiaci improvvisi nel gruppo Icd rispetto a quello farmacologico (27 vs 60; hazard ratio=0,55) l’incidenza di morte cardiaca non improvvisa è risultata più elevata con gli Icd (68 vs 39; hazard ratio=1,92). (L.A.)

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Summer school in Unicam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2009

E’ fissata al prossimo 21 settembre la scadenza per l’iscrizione alla Summer school sul tema “Elements of project management: application to geo-environmental problems”, promossa dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Camerino. L’iniziativa, patrocinata dall’Ordine dei geologi delle Marche e realizzata in collaborazione con esperti della ENI SAIPEM, si terrà dal 25 settembre al 23 ottobre 2009.  “Il corso – sottolinea la coordinatrice, Prof.ssa Eleonora Paris – si propone di illustrare i principi fondamentali e le metodiche del Project Management e alcuni temi specifici come Qualità, Sicurezza e gestione dei dati, comunemente applicati nell’ambito del processo di impostazione e realizzazione di progetti in ambito geologico e ambientale. La presentazione e l’approfondimento di casi di studio da parte di esperti ENI-SAIPEM rende questa scuola estremamente utile per chi vuole inserirsi in un ambito lavorativo relativo alla tematiche ambientali o vuole aggiornarsi professionalmente”.   La scuola prevede 30 ore di lezione teorico-pratiche che si terranno il venerdì con orario  10-13 e 15-18 presso il Dipartimento di Scienze della Terra di Unicam ed è rivolta a professionisti e neolaureati magistrali o a ciclo unico interessati alle tematiche geologiche e ambientali (in particolare: laureati in Scienze geologiche, Scienze naturali, Scienze ambientali, Ingegneria ambientale, Agraria). Per l’iscrizione ci si deve collegare al sito http://web.unicam.it/international/summer_school.asp e compilare la relativa form. Il numero di posti è fissato da un minimo di 15 ad un massimo di 30, il costo è di 300 euro. Al termine della Summer school, che è riconosciuta dall’Ordine dei Geologi come Aggiornamento Professionale Continuo, sarà rilasciato un attestato di frequenza.

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Save the children

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2009

Save the Children lancia l’allarme sullo stato globale dell’istruzione. In tutto il mondo gli adulti analfabeti sono quasi un miliardo e ci sono oltre 110 milioni di bambini esclusi dalla scuola. Molti di loro sono usciti prima di essere in grado di leggere e scrivere o di svolgere le più elementari operazioni di matematica. Il 60% dei bambini che non vanno a scuola sono femmine. La crisi è più evidente in Africa dove il 40% dei bambini non riceve alcuna forma di istruzione. I pochi che vanno a scuola non superano in media i tre anni e mezzo di frequenza, quando occorrono almeno sei anni per avere un’adeguata istruzione di base. Negli anni Novanta il numero dei bambini frequentanti la scuola elementare è diminuito in ben 17 Paesi africani. Questo a causa della povertà, della necessità di lavorare o, più semplicemente, dalla mancanza di strutture scolastiche. E’ bene ricordare che la mancata scolarizzazione è una violazione palese dell’articolo 28 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. La Banca Mondiale stima che nel 2015, se l’attuale tendenza non verrà invertita, 88 Paesi non saranno in grado di assicurare l’istruzione di base ai propri bambini. Sempre la Banca Mondiale calcola che servono tra i 10 e i 15 miliardi di dollari per garantire un’istruzione di base a tutti i bambini del mondo entro il 2015. Save the Children crede fermamente che l’istruzione sia uno dei cardini su cui costruire il futuro dell’infanzia. Per questo sostiene numerosi progetti di educazione in tutto il mondo, dall’Etiopia ad Haiti, dal Buthan all’Iraq. Recentemente Save the Children ha avviato nuovi progetti in Sri Lanka, Bulgaria,Guatemala, Mali e Perù.

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