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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Nephris celebra la scoperta di un nuovo fattore patogeno nella malattia renale diabetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2022

Milano. Nephris, azienda biotecnologica che sviluppa terapie all’avanguardia per le patologie renali croniche, si congratula con i ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università degli Studi di Milano che hanno partecipato, insieme alla Harvard Medical School, a uno studio pubblicato oggi in Science Translational Medicine. Lo studio riporta i risultati della ricerca su NBL1, un fattore patogeno nella malattia renale diabetica, scoperto dai fondatori scientifici di Nephris, il dott. Paolo Fiorina e la dott.ssa Francesca D’Addio, ricercatori presso il Centro di Ricerca Invernizzi. Alla ricerca hanno partecipato anche ricercatori del Boston Children’s Hospital e del Joslin Diabetes Center di Boston. Nello studio viene spiegato come alti livelli circolanti di NBL1 rappresentano un fattore di predizione indipendente della perdita di funzione renale sia nei pazienti con diabete di tipo 1 che di tipo 2. I ricercatori hanno utilizzato metodiche come il sequenziamento dell’RNA a singola cellula e l’immunoistochimica per studiare l’espressione di NBL1 nelle cellule renali e in vari altri tessuti e per dimostrare, per la prima volta, l’importante ruolo di questa proteina come fattore patogeno nella malattia renale diabetica. Il Prof. Paolo Fiorina, ordinario di endocrinologia presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore del Centro Internazionale di Ricerca per il T1D presso il Centro di Ricerca Clinica Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi, ha spiegato che la scoperta “certamente permetterà di migliorare la nostra comprensione dei meccanismi alla base dello sviluppo della nefropatia diabetica”, una delle complicanze più comuni del diabete. “Per la prima volta abbiamo identificato un fattore tossico diretto contro i podociti renali”, ha aggiunto il Prof. Fiorina, “dimostrando che esistono fattori specifici oltre all’iperglicemia che possono rappresentare un potenziale bersaglio per future terapie”.

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