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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘drammaturgia’

Drammaturgia: Edipo re

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 luglio 2017

edipo reSutri 14 Luglio 2017 Visita ore 20,15 Spettacolo ore 21,15 Area Archeologica, Arco di Malborghetto Via Flaminia km 19,4 in direzione Terni, altezza stazione RomaNord/Sacrofano
Quello di Edipo è il dramma della conoscenza, il dramma di un uomo vinto dalla fatalità malgrado la sua volontà e la sua ribellione. E innanzitutto la ribellione avviene in se stesso: è lui che evoca la ragione e poi l’istinto, creando dialoghi serrati, che diventano sempre più interrogatori, con Creonte e con Tiresia, quasi fossero voci interiori che lo tormentano e lo inducono a scavare nel conscio e nell’inconscio affinché la verità si palesi accecante come la luce. Edipo sa e ha dimenticato, perciò intraprende un percorso dall’interno verso l’esterno che riporta se stesso e lo spettatore a quella Verità inevitabile, già presente. Il dentro e il fuori: il male è fuori come rappresentazione del dentro, e il dentro emerge e incalza. Il Coro sin dall’inizio è il fuori che spinge Edipo a trovare la causa di tanto male. La peste dilaga a Tebe come una coltre senza speranza che si spande per chiedere il suo tributo. La peste è un nero che tutto invade, come la visione della realtà da parte di chi ha un malessere. È la non-speranza. Edipo appare, nel cuore della notte, ai piedi del talamo nuziale, tormentato da incubi, pensieri ed echi di voci di popolo. Così comincia il suo viaggio iniziatico dal buio della sua esistenza al bagliore accecante del vero. La scena, ad ogni nuova informazione aggiunta, si compone di nuovi colori e nuove strade sulle quali i personaggi agiscono loro malgrado; percorsi forzati che conducono ad un luogo preciso, lì dove tutto comincia e dove tutto finisce. E’ nera la peste che dilaga e che ammorba edipo re1gli animi; rossa la scia di Giocasta che ha partorito dalle sue viscere il suo stesso desiderio, sangue del suo sangue; viola il colore dell’avvento che, improvviso, taglia la scena come un evento inatteso e incancellabile da cui non si potrà più prescindere; giallo è il cammino della verità, splendente come la luce del sole; bianco è il colore dell’oblio a cui segue, come inesorabile prassi, un immediata rinascita ed un nuovo regno.
Edipo vuole sapere. Vuole sapere a dispetto di tutto rifiutando compromessi ai quali spesso ricorre l’umanità, cui appartiene anche la regina che più volte cerca di indurlo a non approfondire le oscure origini della sua nascita e a non badare ai desideri nascosti. Tu non avere paura delle nozze con tua madre: già molti si sono congiunti con la madre, in sogno. Chi non dà importanza a queste cose vive meglio di tutti.
Ma non voler sapere, forse, è più tragedia di quella tragica consapevolezza che tutto precipita verso la soluzione.
“Io la mia stirpe, per oscura che sia, voglio vederla” grida Edipo quando ormai è tutto rivelato e la luce abbagliante del vero non può che lasciare spazio alle tenebre. La vita finisce dove comincia. (by Cinzia Maccagnano) Ingresso 12 euro Ridotto 8 euro: convenzionati/associazioni/studenti. (foto: edipo re)

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Ruggero Cappuccio alla Federico II parla di Drammaturgia e Vita

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli lunedì 27 marzo alle 16 nell’Aula Magna Piovani del Dipartimento di Lettere dell’Ateneo, in via Porta di Massa, Ruggero Cappuccio terrà un incontro con studenti e docenti nel quale discuterà del suo articolato percorso di uomo di teatro e del ruolo di Direttore del Napoli Teatro Festival.
All’incontro, curato e moderato da Mariano d’Amora (docente di Drammaturgia Teatrale), interverranno il Prorettore della Federico II Arturo De Vivo, Giancarlo Alfano (coordinatore corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo), ed Ettore Massarese (docente di Discipline dello Spettacolo Teatrale).
Mercoledì 29 marzo sarà la volta di James Rushbrooke che interverrà sul tema ‘Fin dove è lecito spingere la ricerca?’. L’appuntamento è alle 16 nell’Aula Magna Piovani.
Gli incontri si svolgono nell’ambito delle attività del nuovo corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo. Storia e Teoria.

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Teatro: Non ti pago

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

non-ti-pagonon-ti-pago2Roma dal 21 febbraio al 5 marzo al Teatro Argentina Latgo Argentina 1 l’indimenticabile arte di Luca De Filippo è protagonista sul palcoscenico del Teatro Argentina con NON TI PAGO, sua ultima memorabile regia. Nel nome e nel ricordo di Luca De Filippo, scomparso il 27 novembre del 2015, il Teatro di Roma ripropone il suo ultimo successo, uno dei testi più noti della prima drammaturgia eduardiana, ascritta nella produzione dei “giorni pari” e qui realizzata dalla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo. Fedele ai tempi e alla scrittura del padre ma capace al contempo di infondere una nuova identità al testo, pur nel solido rispetto della tradizione e in continuità con lo spirito originario, Luca De Filippo lascia in eredità agli spettatori una regia solida, capace di dosare al meglio la risata e l’inquietudine, momenti riflessivi e azione irresistibile. Non ti pago è più di uno spettacolo, è un piccolo gioiello pieno di ironia, ritmo e vitalità, un omaggio a Luca, grande attore e regista, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. Forse il modo migliore per ricordarlo e per proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale napoletana e italiana. (foto: non ti pago)

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Teatro: Ci avete rotto il caos

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

rotto-il-caosMilano 24, 25 e 26 novembre 2016 orario spettacolo 21.00 ingresso dalle 20.15 alle 20.45 Casa di Reclusione di Milano – Bollate
Via Cristina Belgioioso 120 drammaturgia e regia collettiva degli attori detenuti del IV reparto del carcere di Milano – Bollate. Ci avete rotto il caos delinea lucidamente i contorni delle realtà più problematiche e discusse che si inseriscono nella quotidianità di tutti, quella difficoltà di vivere che corrode le sicurezze di uomini chiari e forti, spingendoli a mostrare le loro fragilità e a entrare in una dimensione decisamente più autentica e umana, ma difficile da sostenere. Quello che il mondo chiede sono azioni e conferme forti per non assumere la responsabilità del bisogno e delle sue tante declinazioni, ecco perché occorre decidere come rimanere in un equilibrio instabile, cercando di trovare un proprio modo di essere e di percepire quello che c’è tutto attorno.
Ecco allora apparire sulla scena la violenza fin troppo vera di black block in manifestazione, sogni abbandonati negli angoli più remoti della mente di un ladro gentiluomo e di una baby gang: Ci avete rotto il caos non è altro che una storia come tante, tante storie come se fosse una. Ma soprattutto tanto caos che qualcuno dovrà pur rompere. (foto: rotto il caos)

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Teatro: l’uomo dal fiore in bocca

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2016

l'uomo dal fiore in boccaRoma dal 5 al 17 aprile 2016 dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00 Teatro dei Conciatori Via dei conciatori, 5 L’uomo dal fiore in bocca è indubbiamente un capolavoro pirandelliano; esso prende spunto da una novella talmente nota che, in queste poche righe, ne tralasceremo la trama. Lo spettacolo ha una drammaturgia interna che fa dei due antagonisti una sorta di specchio riflettente i loro corpi, le loro voci, gli spasimi e le manie cliniche. L’uomo sbanda sulla sua malattia, sussurra ed urla le sue disgrazie ad una donna che, probabilmente, è la moglie, ma anche una fata, un’avventrice e la Morte. Ella lo rivela a poco a poco e ne presenta la mortificazione. L’uomo malato è solo. La solitudine gli rende estranea e, nel contempo, – questo è il paradosso sostanziale del teatro – più familiare la vita quotidiana. L’allestimento ha dieci sedie in diagonale come fossero posti occupati da pazienti sghembi. L’originalità dovrebbe risiedere in una sorta di colluttazione verbale – ché i ricordi della recitazione e della convivenza umana si avvicinano, nello stravolto linguaggio pirandelliano, in una urgente e psichica mania di evocare una notte colma di grilli infiniti.
E’ un tentativo dalla parte della regia di dare nuova linfa al represso genio in virtù d’una più clinica faccenda d’attori! I grilli friniscono, l’uomo si disintegra nei suoi toni e nel suo sangue malato, la donna respira i suoi personaggi fino all’ultimo. Ma è ineluttabile il crollo: l’equilibrio viene a poco a poco eroso dalla malattia. Così tutte le certezze: le case, l’intimità, la sala d’attesa di uno studio medico, tutto crolla. BIGLIETTI: € 18,00 + tessera obbligatoria di 2 €.

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Festival La Versiliana: nuovo direttore artistico

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Il Presidente della Fondazione La Versiliana Manrico Nicolai, il Sindaco di Pietrasanta Domenico Lombardi e il Consiglio di gestione della Fondazione La Versiliana, hanno ufficializzato la nomina di Luca Lazzareschi a direttore artistico del Festival.
Diplomato alla Bottega Teatrale di Firenze dove ha avuto come maestri Orazio Costa, Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi, Luca Lazzareschi, ha affrontato un notevole repertorio di autori, alternando ai classici greci ed elisabettiani opere di drammaturgia contemporanea italiana e straniera. Ha partecipato a più di cinquanta spettacoli prodotti dai maggiori Teatri Stabili e dalle maggiori compagnie private italiane. Intenso il suo impegno con l’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa) dove ha preso parte a numerose messe in scena, culminate con la rappresentazione integrale dell’ORESTEA di Eschilo, nel ruolo di Oreste, nella traduzione di Pasolini, per la regia di Pietro Carriglio. Ultimo spettacolo in ordine di tempo l’ “Amleto” di W. Shakespeare, prodotto dal Teatro Stabile di Palermo, replicato in tutti i maggiori teatri italiani per due stagioni.

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Piccoli crimini coniugali

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Roma Dal 18 al 30 gennaio 2011 Da Mart. a Sab. ore 21.00 – Dom. ore 19.00 Via della Penitenza, 3 (Trastevere) Teatro Stanze Segrete.  I quadri esposti in sala sono del M° Salvatore Maresca Serra Un uomo e una donna: una storia d’amore come tante. Si discute sull’amore, sulle contraddittorie verità di questo sentimento che, ai limiti, può diventare odio. Nello spazio-salotto del Teatro Stanze Segrete, Gilles e Lisa accolgono gli “ospiti” per condurli nel loro mondo, nella loro privata intimità grazie alla “reale finzione” del teatro. Una drammaturgia affascinante, discussa e discutibile che analizza con estrema precisione i caratteri dell’amore e della coppia… “Mi ami e quindi mi uccidi, no?” – “Ti amo e questo mi uccide”. http://www.stanzesegrete.it (carmine, alessia)

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Sguardi: festival teatro veneto

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Sabato 18 settembre 2010 è l’ultima intensa giornata di Sguardi, il nuovo Festival del Teatro Contemporaneo Veneto: dalle 10 alle 22.30 la vetrina ideata dall’Associazione Produttori Professionali Teatrali Veneti presenta a Padova 5 spettacoli, una lettura di Paolo Puppa per la sezione Prove di drammaturgia e un progetto speciale: l’anteprima, sotto forma di mise en espace, dell’attesissimo nuovo spettacolo di Vitaliano Trevisan. La “full immersion” nel teatro veneto si aprirà alle ore 10.00 al Cinema Lux con l’avventuroso L’isola del tesoro della compagnia veronese VivaOperaCIrcus; alle 11.30 al Teatro Studio sarà la volta di Insorta Distesa, spettacolo concettuale e astratto dell’esordiente Silvia Costa per Plumes dans la tete.  Alle 15 al Cinema Teatro MPX l’appuntamento è invece con il teatro “rap” dei celebri veronesi Babilonia Teatri in Pop Star (Premio Speciale Ubu 2009 e Premio Vertigine per Made in Italy); alle 16.30 al Cinema Lux il pubblico potrà confrontarsi con la critica feroce del Nordest alienante e consumistico di North b-East dei padovani Carichi Sospesi; mentre alle 18.00 al Teatro delle Maddalene, potrà infine lasciarsi affascinare dal teatro di poesia proposto da Vasco Mirandola in E se fosse lieve. Alle 21.00 al Teatro delle Maddalene Sguardi si avvierà poi al gran finale con un progetto speciale di Vitaliano Trevisan: lo scrittore vicentino presenterà l’anteprima, sotto forma di mise en espace, dell’attesissimo nuovo spettacolo La Bancarotta, o sia il mercante fallito per la compagnia Assurdo Teatro e Glossa Teatro. Il testo è la riscrittura di una celebre e aspra commedia di Goldoni che Trevisan spinge a aguzze e ciniche conseguenze che meglio fanno capire il presente. Alle 22.30 al Teatro delle Maddalene chiuderà infine la sezione Prove di drammaturgia Paolo Puppa, ordinario di Storia dello Spettacolo all’Università Ca’ Foscari. Biglietti: unico 5.00 euro spettacolo singolo; ridotto 2.00 euro per chi esibisce un biglietto già acquistato nella stessa giornata. Le letture della sezione Prove di drammaturgia sono ad ingresso libero.
Ideato dall’Associazione PPTV, con il sostegno della Regione del Veneto e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova, Sguardi è un nuovo festival pensato per coinvolgere sia pubblico che addetti ai lavori con l’obiettivo di creare un’occasione di confronto sulla vivacissima realtà teatrale veneta, in costante movimento e continua crescita, e allo stesso tempo istituire un momento di visibilità nel panorama nazionale di ciò che viene prodotto in Veneto.

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“Racconti, solo racconti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

San Casciano Val di Pesa  fino al 23 maggio Teatro India Arca Azzurra Teatro  Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Regione Toscana Teatro Comunale Niccolini Comune presentano Racconti, solo racconti testo e regia di Ugo Chiti con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti Lucia Socci, Alessio Venturini Costumi Giuliana Colzi Luci Marco Messeri  Il titolo Racconti, solo racconti  suggerisce una scrittura in bilico tra narrativa e drammaturgia. La “soggettiva” di un personaggio o “l’oggettiva” di uno sguardo esterno sono sempre al centro di una vicenda che consegna allo spettatore una vita privilegiando il tono colloquiale della narrazione e riducendo all’essenziale l’azione teatrale.  La guerra, l’infanzia, la condizione femminile, l’imprevedibilità dell’amore sono i temi delle vicende narrate. La casa dopo il ponte, la bambina dei ranocchi, la magliana, lo sbandato  sono i titoli che siglano le diverse storie. Il tono della scrittura varia secondo la vicenda, dalle cadenze quasi liriche de la casa dopo il ponte all’asciuttezza bassa e spietata de la magliana. Una drammaturgia che è comunque legata a tutta l’esperienza di Chiti con la sua Compagnia, una sorta di summa del lavoro svolto in comune in questi venti anni di collaborazione.  Tutte le storie hanno in comune l’attenzione alle peculiari sonorità della lingua toscana e l’aspetto visionario e vagamente gotico del soggetto. (racconti solo racconti)

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Renzo Francabandera: Del colore del teatro

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

Napoli fino al 24 aprile h. 12 Sala Carlo V del Maschio Angioino, in Piazza Municipio Da anni Francabandera racconta il teatro disegnando, nel buio della sala, frammenti occasionali rubati in rapidità alla scena, quell’arabesco di volti e di suggestioni che si svolge unico e irripetibile ogni sera, l’incontro tra la luce dell’immagine e il corpo teatrale. Con raffinata tecnica di pastello ad olio e fogli inchiostrati a china, l’artista ricerca istantanee di colore per tracciare emotivamente lo spettacolo, lo disegna, lo racconta. Nati per accompagnare la meditazione scritta sulla drammaturgia, i disegni hanno iniziato col tempo a vivere di vita propria. Dai primi piani, che restituiscono la leggerezza e il tormento, fino agli intrecci dei corpi, alle tensioni verticali dell’emotività del luogo teatro, il percorso che viene offerto all’osservatore è quello di un evento teatrale accaduto una sola volta, mediato da una forma  visibile che si espande nell’immaginazione; ed anche quello di un dire poetico che potrebbe ancora avverarsi.La città di Napoli, da alcuni anni ufficialmente la capitale nazionale del teatro, si presenta oggi come luogo ideale per la tessitura di un dialogo mediatore tra le diverse occasioni del teatro. Napoli città del Teatro, città del Festival Italia, capitale dell’arte, luogo di incontro, strada di mescolanza, metropoli da cui partono le voci del convivere. (la philosophie, eremos,)

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Viaggio all’isola di Sakhalin

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma 17 Marzo 2010 ore 15.30 Teatro del Carcere di Rebibbia N.C. Via Raffaele Majetti, 70 da Anton Cechov e Oliver Sacks  ideazione, drammaturgia e regia di Valentina Esposito e Laura Andreini Salerno  costumi Paola Pischedda e Francesca Serio direzione organizzativa Fabio Cavalli segreteria Alessandro De Nino luci Riccardo Giubilei tecnico del suono Gianluca Mattei foto di scena Andrea Grossi  con  Roberto Altobelli, Ottavio Canarecci, Nando Casamonica, Gaetano Cosenza,  Alfonso D’Anna, Giovanni D’Ursi, Fabrizio Diana, Vincenzo Di Letizia, Gianfranco Fozzi, Alessandro Fragalà, Marco Gallo, Giacomo Gesù, Daniel Silva Gonzales, Raffaele Ligorio, Giampaolo Moscia, Romolo Napolitano, Roberto Pedetta, Modesto Peralta Suarez,  Claudio Piccirilli, Vito Pollaci, Giancarlo Porcacchia, Renato Rotondi, Luigi Russo, Lodovico Salis, Paolo Sbrescia, Antonio Sorrentino, Sandro Verzilli, Andrea Zaccaria  e con la partecipazione di Cristiano Leopardi
Viaggio all’isola di Sakhalin è liberamente ispirato all’esperienza che  Anton Cechov – nell’esercizio della sua seconda professione, quella di medico – fece alla fine dell’’800 visitando la colonia penale posta all’estremo oriente della nazione russa. Allo sconvolgente reportage cecoviano sulle condizioni di detenzione degli ergastolani relegati nell’isola di ghiaccio, si intreccia il racconto di una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato cognitivo Oliver Sachs. Nell’ “isola dei senza colore” Sacks incontra uomini e donne che l’isolamento ha resi ciechi ai colori – “acromatopsia” è il nome scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso, trasmesso di padre in figlio. Lo spettacolo intreccia dramma e commedia, seguendo la traccia del medico che prova a sconfiggere, con la passione dello scienziato- missionario, quel male terribile che è la “cecità degli affetti” : il male che colpisce in ogni tempo, luogo e condizione, coloro che vivono reclusi e privati delle fondamentali relazioni umane e affettive. (viaggio)

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Premio Enrico Maria Salerno

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2009

Roma 15 dicembre 2009 alle ore 15,30, Teatro del Carcere di Rebibbia Quindicesima Edizione  Anno 2009  per la Drammaturgia   Nel corso di quindici anni il Premio ha reso omaggio alla fama di autori come Mario Luzi, Goliarda Sapienza, Altan, ed ha accompagnato il successo della generazione di Edoardo Erba, Hristo Boytchev, Maurizio Donadoni, Gianni Clementi e tanti altri nuovi autori di talento. Quest’anno porta alla ribalta nomi di prestigio della drammaturgia: Ugo Chiti e Massimo Salvianti, con la Produzione Arca Azzura Teatro. Il sostegno che il Premio offre è concreto e tanto più importante in epoche come la nostra, così difficili per la drammaturgia contemporanea e per le sorti stesse del  Teatro: infatti al vincitore va una borsa di 5.000 euro. All’Opera vincitrice un sostegno produttivo di 20.000 euro. La novità  di quest’anno sta nella scelta dello spazio teatrale che ospiterà la Manifestazione: il Teatro del Carcere di Rebibbia. Da quasi dieci anni il Centro Studi Enrico Maria Salerno ha sviluppato importanti progetti culturali  all’interno del penitenziario romano, realizzando spettacoli di grande successo con le Compagnie di detenuti-attori e dando vita a un vero e proprio Cartellone che ha ospitato nelle ultime Stagioni quasi ventimila spettatori. Con il sostegno della Regione Lazio, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero della Giustizia, questa struttura è divenuta centro di produzione teatrale permanente, aperto al territorio, straordinario punto di incontro fra mondi lontani: il teatro si offre come mediazione fra il dolore del disagio e della pena e la speranza rappresentata dalla cultura e dall’arte.  La selezione su 150 testi pervenuti ha individuato sette Autori finalisti: Sibilla Barbieri, Marcello Isidori, Bruno Enrico Longhini, Francesco Mistretta, Pierpaolo Palladino, Fulvio Pepe, Francesca Sangalli.  La Giuria (Laura Andreini Salerno, Maurizio Barletta, Benedetta Buccellato, Fabio Cavalli, Massimo Mascini, Giovanna Marinelli, Luciano Meldolesi, Giorgio Patrizi, Carlo Maria Pensa, Andrea Porcheddu, Aggeo Savioli) proclamerà il vincitore 2009. Andrà poi in scena il testo vincitore della scorsa Edizione: Agosto ’44: la notte dei ponti, di Ugo Chiti e Massimo Salvianti, per la regia dello stesso Chiti.   La manifestazione è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma.

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Paolo Rossi al teatro Dehon

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

PAOLO ROSSI 1Bologna Teatro Dehon Via Libia, 59  fino al 15 Novembre, alle ore 21, al Teatro Dehon  la Compagnia BabyGang presenta Paolo Rossi e Babygang nella commedia “D’ora in poi – come sarebbe se fosse diverso?”, testo e regia di Carolina De La Calle Casanova. con Renato Avallone, Federico Bonaconza, Elisa Bottiglieri, Paolo Faroni, Silvia Paoli, Marco Ripoldi, Valentina Scuderi e nella parte del poeta Max Stella Paolo Rossi. Assistente alla drammaturgia Sarah Chiarcos. Musiche originali di Bruno De Franceschi. Coreografie di Lara Guidetti. Costumi di Margherita Maltese. Disegno luci di Luna Mariotti. Consulenza filosofica Massimo Canepa. Voci di Luciano Mastellari, Fabio Groppo, Lia Cotarella, Federico Manfredi, Remo Melloni. Effetti sonori e montaggio di Alberto Scotti. Fotografie di scena di Alessandro Brasile. Organizzazione di Josephine Magliozzi. E’ uno spettacolo dedicato ai cattivi e buoni esempi, al nostro mestiere, alla nostra generazione che non sa trovare più il proprio spazio, il proprio tempo, che deve imparare a dimenticare i maestri per uscire nel presente e correre con le proprie gambe – e forse in futuro decidere se diventare maestro a propria volta.  E’ strano e quasi impossibile oggi vedere un artista del calibro di Paolo Rossi affiancare una Compagnia esordiente, farsi dirigere da una giovane regista, mettersi a confronto con una generazione diversa e servirsene per insegnare e imparare. E’ strano soltanto perché fare politica e cultura in Italia è un fatto eccezionale.  (Carolina De La Calle Casanova, in sintesi) (paolo rossi)

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“L’ultimo nastro di Krapp”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2009

FOTO KRAPP 4Bologna Teatro Dehon Via Libia, 59  Da venerdì 9 a domenica 11 Ottobre, feriali ore 21, domenica ore 16, al Teatro Dehon, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Omaggio a Samuel Beckett n. 2”, presenta Guido Ferrarini in “L’ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett (Edizione storica). Regia di Guido Ferrarini. Supervisione alla regia di Samuel Beckett Assistente alla regia Alessandro Fornari. Scene di Fabio Sottili. Costumi di Renata Fiorentini. Luci di Poppy Marcolin. Fotografo di scena Gino Rosa. Produzione e organizzazione Tiziano Tommesani.  Guido Ferrarini ci ripropone questo bellissimo testo, ormai divenuto suo “cavallo di battaglia”, risalendo la prima messa in scena all’anno 1984 e ricevendo negli anni successivi ampi consensi di pubblico e di critica nelle innumerevoli tournées effettuate. “L’ultimo nastro di Krapp” è uno dei testi fondamentali della drammaturgia contemporanea, e Teatroaperto lo ha messo in scena con la diretta collaborazione dell’Autore, il quale ha dettato alla compagnia le linee registiche principali. Krapp è un vecchio sfatto che vive rinchiuso nella sua “tana” ad ascoltare al registratore brani della sua vita precedente, o meglio, a ricordare di aver ricordato. E’ il compleanno del vecchio ed egli si appresta ad affidare, come tutti gli anni, all’unico compagno della sua vita, il magnetofono, le sue impressioni sull’anno trascorso. Ma qualcosa non funziona, il tempo si è spezzato, egli non riconosce più la sua voce del passato, non l’accetta come esperienza, come continuazione da sé. Insulta, interrompe, commenta ironicamente quella voce registrata alla quale non vuole, o non può, concedere più nessun valore; infine tenta ancora una volta di ripetere il vecchio rito, di immortalarsi sul nastro magnetico… Ma rinuncia sconfitto. Getta l’adorato nastro, ultima spiaggia delle sue illusioni. Egli è muto, ormai. Prezzo: Intero: 15 Euro Ridotti: 10 Euro http://www.teatrodehon.it

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La santa sulla scopa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 ottobre 2009

Sandra Collodelmassimiliano giovanettiFranca d'AmatoRoma dal 13 al 25 ottobre 2009 Teatro Ghione Via delle Fornaci 37  Sandra Collodel e Franca d’Amato in La santa sulla scopa Una Commedia di Luigi Magni Regia: Massimiliano Giovanetti  Dopo aver portato in scena nella scorsa stagione la fortunatissima piece “ La Papessa Giovanna”, Sandra Collodel quest’anno rinnova l’appuntamento con il pubblico del Teatro Ghione interpretando insieme a Franca D’Amato il testo di Luigi Magni “La Santa sulla scopa”. Esprimendo quindi la scelta di perseverare su una drammaturgia contemporanea che si concentra su grandi personaggi femminili  che agiscono in precisi, se pur differenti momenti della Storia di Roma, e che sono protagoniste delle vulgate popolari di una città che nello sviluppo e nella diffusione di leggende non è seconda a nessuna altra. In questo testo Luigi Magni racconta l’incontro di una Strega, o presunta tale, e di una Santa, malgrado se stessa. Queste due donne affiorano gagliarde nella galleria dei grandi ritratti donneschi  di questo autore straordinario  che tanto continua a dare al nostro teatro, al nostro cinema, alla nostra letteratura. Pensiamo a film come “ Faustina” o “ La Tosca” fino ad arrivare all’ultimo romanzo “ Lucina”. Le “donne “di Magni  sembrano brillare ovunque nella sua illimitata produzione, dalla carta, alla pellicola, al palcoscenico, come se Questi volesse colmare le aporie di una storiografia tradizionalmente maschile con l’ispirazione data da una conoscenza smisurata delle leggende. Nessuno, come Magni, conosce di Roma la Storia e “le storie” . Pensiamo a film come “Scipione detto anche l’Africano” o “ Nell’anno del Signore”, per citarne solo alcuni, oppure a leggende musicali destinate al palcoscenico come “ I sette re di Roma”. La leggenda della fondazione di Roma, sempre che di leggenda si tratti, vuole che alle origini della Citta Eterna ci siano Romolo e Remo, fratelli gemelli diversi per carattere ma simili nell’ambizione. Destinati quindi allo scontro. Infatti nella città quadrata appena nata uno dei due soccombe per mano dell’altro …. “Ab urbe condita” si manifesta un dualismo che nella sua tragica esplicazione diventa una predestinazione, un marchio di fabbrica.   “Roma so’ dua” … si potrebbe sintetizzare.    Infatti sono tanti gli esempi di questo dualismo. La Storia racconta conflitti e  mette sempre in risalto antagonismi, ma a Roma questi diventano particolarmente significativi:  Monarchia e Repubblica, Cristianesimo e Paganesimo, Potere spirituale e Potere temporale  eccetera. La cultura popolare produce favole che sono variazioni sul tema dell’antitesi. Costo biglietti, a partire da 16 euro. Prevendita 2 euro (Sandra, Massimiliano, franca)
La direzione del teatro ci informa che a seguito di problemi di salute della Sig.ra Sandra Collodel, lo spettacolo LA SANTA SULLA SCOPA al Teatro Ghione, non debutterà più il 13 ottobre, ma bensì mercoledì 14 ottobre alle ore 21,00

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