Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

“Screening di popolazione per combattere l’HCV”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2022

Avviare un confronto aperto tra gli stakeholder chiave – clinici, istituzioni, associazioni pazienti – sull’epatite C per condividere elementi fondamentali e ruoli nell’organizzazione dello screening di popolazione, nell’ottica di contribuire ad uno sviluppo efficace ed efficiente dei piani regionali, per approfondire strumenti e piani di diagnosi e prevenzione per combattere l’HCV: sono questi gli obiettivi del convegno “Screening di popolazione per combattere l’HCV”, che si è tenuto giorni fa presso la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva a Roma.Il tema dell’eradicazione dell’HCV si inserisce nel quadro più generale della lotta alla diffusione delle epatiti virali, come da indicazioni dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.“L’eradicazione dell’epatite virale C è una delle più grandi sfide sanitarie attuali perché, se la patologia non viene precocemente diagnosticata e trattata, ha un’evoluzione inesorabile verso la cronicità, influendo significativamente sulla qualità di vita dei pazienti – ha detto Antonio Tomassini, Presidente dell’Associazione di Iniziativa Parlamentare e Legislativa per la Salute e la Prevenzione –. In Italia, la diffusione dell’epatite C non è omogenea: alcune Regioni, tra cui il Lazio, registrano concentrazioni endemiche del virus molto elevate. Inoltre, la pandemia causata dal Covid-19 ha diminuito gli screening e quindi la possibilità di diagnosi precoce della malattia e ha abbassato il livello di attenzione verso la patologia. L’obiettivo principale del Convegno organizzato oggi è quello di valutare e dare il via a percorsi di prevenzione mirati alla diagnosi precoce, ridurre i tempi di accesso alle cure e agevolare i flussi informativi per i pazienti”.Per ridurre il “sommerso”, cioè quella parte di popolazione portatrice del virus ma non ancora individuata, e migliorare l’accesso alle terapie, nel febbraio 2020, il Governo ha stanziato 71,5 milioni di euro in via sperimentale, per gli anni 2020 e 2021, per garantire uno screening gratuito per l’infezione da Epatite C, coinvolgendo la coorte dei pazienti nati tra il 1969 e il 1989, quelli seguiti dai Servizi Pubblici per le Dipendenze (SerD) e i detenuti in carcere, indipendentemente dalla coorte di nascita e dalla nazionalità. Tuttavia, i temi della sensibilizzazione, organizzazione dei percorsi di cura e prevenzione, nonché il miglioramento dei flussi informativi, rimangono ancora gli elementi chiave del dibattito, sui quali è necessario un intervento omogeneo e coordinato. Nonostante il fondo sperimentale stanziato, le attività di screening hanno subìto un forte ritardo dovuto alla pandemia da Covid-19. Ad oggi, infatti, soltanto Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Molise, Abruzzo, Basilicata e Valle d’Aosta hanno avviato procedure operative di screening HCV. Altre Regioni, come il Lazio, attualmente hanno solo adottato una delibera regionale per implementare il programma di screening, nonostante la lotta contro l’HCV rappresenti una sfida attuale per tutti i Sistemi Sanitari Regionali. Ad esempio, nella Regione Lazio, si stima la presenza di circa 53.300 pazienti con infezione cronica da HCV attiva ancora non trattati con terapia antivirale (prevalenza 0,9%), di cui circa 35.800 con infezione cronica ancora da diagnosticare potenzialmente asintomatici, e 17.500 in uno stadio di fibrosi avanzata sintomatici ma che ancora non hanno eradicato la patologia.È quindi indispensabile avviare tempestivamente delle procedure efficienti su tutto il territorio nazionale, favorendo un’anticipazione diagnostica attraverso un percorso di screening organizzato, in linea con quanto stabilito dal Decreto attuativo sullo Screening HCV1, e una tempestiva presa in carico delle persone positive per l’avvio di un adeguato trattamento.La crisi sanitaria globale causata da Covid-19 ha di sicuro complicato la lotta contro le altre malattie e la loro prevenzione. Emerge, infatti, da dati nazionali2 una drastica riduzione delle attività ambulatoriali di epatologia e una riduzione dell’erogazione dei relativi trattamenti antivirali.

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