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Archive for 12 settembre 2021

Jackson Hole: l’oracolo è confuso

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Jackson Hole: l’oracolo non ha parlato. O meglio, come tutti gli oracoli che si rispettano, è stato volutamente poco chiaro, fumoso, aperto a ogni possibile interpretazione. Quest’anno, il simposio di economisti internazionali e banchieri centrali, tenutosi il 26 agosto sul tema “La politica macroeconomica in un’economia mondiale ineguale”, si è svolto per la seconda volta a distanza. Ma la vera particolarità è rappresentata dalla partecipazione di relatori soltanto americani. Rivela forse una rinnovata tendenza all’isolazionismo? Dopo quello militare e geopolitico ora anche quello monetario ed economico? In tutti i passati incontri, nella cittadina del Wyoming, la presenza internazionale era sempre stata importante, a volte dominante. La mancata presenza internazionale sarebbe dovuta a importanti comunicazioni del governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, circa l’eventuale riduzione degli acquisti di titoli pubblici da parte della Fed. Il temuto annuncio non c’è stato. Le parole di Powell sono state queste: “Abbiamo detto che continueremo i nostri acquisti di asset al ritmo attuale fino a quando non vedremo altri progressi sostanziali verso i nostri obiettivi di massima occupazione e di stabilità dei prezzi… La mia opinione è che il test di “nuovo progresso sostanziale” sia stato soddisfacente per quanto riguarda l’inflazione. Ci sono stati anche dei progressi verso la massima occupazione. A luglio sostenni che se l’economia si fosse evoluta come previsto, sarebbe stato opportuno iniziare quest’anno a ridurre il ritmo degli acquisti di asset. Il mese successivo ha portato nuovi progressi per quanto riguarda l’occupazione, ma ha visto anche una maggiore diffusione della variante Delta. Valuteremo attentamente i nuovi dati e i rischi. In ogni caso, anche dopo la fine degli acquisti di asset, le nostre partecipazioni in titoli a più lungo termine continueranno a supportare le condizioni finanziarie accomodanti. I tempi e il ritmo dell’imminente riduzione degli acquisti di attività non intendono essere un segnale diretto per quanto riguarda la tempistica del rialzo dei tassi d’interesse, per i quali è previsto un test diverso e più rigoroso”. Il problema centrale dell’intero discorso di Powell è stato l’inflazione. Questa è stata la parola più usata, per oltre 70 volte, anche se spesso accompagnata dall’aggettivo “temporanea”. Nei dodici mesi precedenti allo scorso luglio, i tassi dell’inflazione complessiva e quella dei consumi delle famiglie sono stati rispettivamente del 4,2% e del 3,6%, ben sopra l’obiettivo del 2%. La spesa per i beni durevoli è aumentata dall’inizio della ripresa e supera di circa il 20% il livello pre-pandemia. In questi settori la domanda supera l’offerta, che è ancora in grande difficoltà per gli effetti dei lockdown. Di conseguenza, i prezzi dei beni durevoli sono il fattore principale che spinge l’inflazione oltre il 2%. Per supportare la sua analisi di “inflazione temporanea”, Powell ha parlato dell’andamento del mercato delle auto usate, che, dopo una notevole crescita, si sarebbe stabilizzato. Anzi, egli afferma che la discesa dei prezzi in questo settore potrebbe far scendere il livello generale del tasso d’inflazione. Un’affermazione che ci sembra azzardata e in controtendenza con il riferimento da lui fatto alla mancanza di rifornimenti, come quella dei chip semiconduttori, che sta mettendo in crisi i grandi produttori di automobili. Perciò, si potrebbe avere una diminuzione delle produzioni e dell’offerta di auto nuove, con un inevitabile aumento della domanda e dei prezzi di quelle usate. I mercati hanno apprezzato che il tasso d’interesse non sia stato toccato e che Powell lo abbia “sganciato” dalle future decisioni riguardanti il cosiddetto tapering, cioè la progressiva riduzione del ritmo di acquisti previsti dal quantitative easing. Si tenga presente che i bilanci delle maggiori banche centrali ammontano alla stratosferica cifra di 28.000 miliardi di dollari. Un aumento del tasso d’interesse, oltre a modificare gli assetti finanziari internazionali, farebbe crescere automaticamente il costo di mantenere tanto capitale nelle casse delle stesse banche centrali. Un problema che prima o poi si porrà. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Politiche fiscali a livello europeo

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

“Il dato sugli utili delle banche europee (20 miliardi in 7 anni, realizzati in Paesi con fiscalità super-agevolata), se lo studio sarà confermato, è estremamente significativo e richiede una seria riflessione. A livello europeo va affrontato il tema delle politiche fiscali, parlando chiaramente tra Paesi, cosa che già stiamo facendo, con risultati positivi, in molti altri ambiti dell’economia e soprattutto nella lotta all’evasione ed elusione fiscale. È un tema ancora più importante oggi, che l’Italia, l’Europa, stanno ricostruendo un tessuto economico e produttivo fortemente penalizzato dalla pandemia. Regole chiare, per evitare che differenti politiche fiscali, in un mercato unico, portino a delle “storture” che privilegino un Paese a scapito di un altro. Un’Europa maggiormente coesa, anche su questo, può meglio affrontare il problema dei paradisi e dei rifugi fiscali presenti a livello internazionale. Ed arginare l’infiltrarsi della criminalità nell’economia. Anche per questo, come ha sottolineato il Procuratore De Raho, si rende sempre più necessario aumentare l’interconnessione e lo scambio di dati ed informazioni tra i Paesi UE, per fare in modo che la criminalità organizzata non possa spostare i propri capitali in quei territori che hanno una limitata attività di contrasto. Rafforzando il “Country by country report”, strumento efficace di collaborazione tra gli Stati.La pandemia, nel 2020, ha abbattuto il totem del Patto di Stabilità, che da anni, come MoVimento 5 Stelle, chiedevamo di rivedere. E sempre nel 2020, con il Recovery Fund, abbiamo portato l’Europa ad un’assunzione collegiale di responsabilità. Oggi dobbiamo riscrivere molte delle regole economiche. Su quelle fiscali non possiamo girarci dall’altra parte”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni: ne mancano duecentomila

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Il ministro Bianchi: 857mila insegnanti in cattedra a inizio lezioni, mai successo. Anief: ne mancano ancora 200 mila, comunque, avveniva fino a dieci anni prima della messa ad esaurimento delle ex graduatorie permanenti e dello spostamento delle operazione di immissioni in ruolo al 31 agosto “Il dato invece su cui riflettere è perché più della metà dei posti autorizzati per assumere gli inseganti è andato ancora una volta a vuoto”, rincalza il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, a dispetto delle assunzioni autorizzate dalla sola prima fascia delle GPS con tre anni di servizio nella sola scuola statale contro il parere del sindacato e di un ennesimo concorso straordinario. Ora l’Europa ci chiede grazie anche al reclamo presentato da Anief e accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali nuove 70 mila immissioni in ruolo con il PNRR. Unica soluzione, assumere dal doppio canale di reclutamento con le GPS da prima e seconda fascia senza limiti. Sul sostegno, ancora 50 mila cattedre saranno assegnate a personale non specializzato in deroga oltre alle altrettante già date in supplenza a dispetto delle 15 mila immissioni in ruolo realizzate per colpa dell’offerta formativa degli Atenei nei corsi TFA non orientata al reale fabbisogno.

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La ricerca ESG contro il panico da giro di vite normativo in Cina

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Jimmy Chen, Gestore del fondo Comgest Growth China di Comgest. Mentre continuano a circolare le voci su potenziali nuovi fronti nella percezione del giro di vite normativo cinese sulle grandi imprese, la paura guidata dalla reazione eccessiva degli investitori sta attualmente facendo più danni delle nuove regolamentazioni.Nel complesso pensiamo che il mercato abbia reagito in modo eccessivo alle recenti normative cinesi e che il contesto normativo cinese non abbia in realtà subito un cambiamento significativo. Molte delle nuove regolamentazioni (o quelle di cui si vocifera) dovrebbero avere un impatto limitato, tra cui quelle sulla proprietà, sulla consegna di cibo o su Internet, con solo le società private di tutoring dopo scuola (AST) ad essere gravemente colpite.È importante ricordare che queste regolamentazioni sono una risposta a problemi globali comuni che gli investitori attenti ai fattori ESG sperano di vedere risolti, come il dominio monopolistico dei giganti della tecnologia e le limitate tutele per i lavoratori nella gig economy. In Europa e negli Stati Uniti i governi stanno cercando di agire su questi temi e le riforme in Cina sono, a nostro avviso, allineate con questo dibattito mondiale.Ciò che è cambiato ora è che i nuovi provvedimenti hanno colpito alcune delle large cap in crescita e dei settori controllati da investitori esteri. Rispetto ad altri paesi dove il varo di nuove leggi e normative può essere molto pubblico, il processo cinese può sembrare opaco. Inoltre, le regolamentazioni cinesi tendono ad arrivare a ondate, riflettendo i cambiamenti nelle priorità del governo.Crediamo che il modo migliore per mitigare l’impatto di un’improvvisa ondata di regolamentazione su un portafoglio sia quello di utilizzare un approccio di investimento che prevenda l’integrazione dei fattori ESG. Questo implica l’analisi dei rischi socio-economici e delle politiche associate per tutte le aziende fin dalle prime fasi della ricerca. Essere consapevoli di tali rischi non significa che possano essere tutti evitati, ma significa che molti di essi possano essere presi in considerazione nella valutazione e nelle decisioni di investimento, sulla base della conoscenza e dell’intuito di professionisti degli investimenti basati in Asia.Per esempio, dati i rischi normativi che si sono accumulati negli ultimi anni, questo ci ha portato a guardare oltre il settore internet cinese verso altri settori, come i mobili su misura o le aziende sanitarie, anziché concentrarsi troppo sui titoli della new economy.http://www.verinieassociati.com/

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Pictet Asset Management al Salone del Risparmio con la conferenza “Human – L’umanità al centro del nuovo mondo”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Anche quest’anno Pictet Asset Management rinnova la sua partecipazione, in qualità di Main Partner, alla nuova edizione del Salone del Risparmio con la conferenza: “HUMAN – L’umanità al centro del nuovo mondo”, che si terrà giovedì 16 settembre, alle ore 9:45, in Sala Silver. L’incontro sarà l’occasione per aprire un dibattito sulla riscoperta della centralità dell’essere umano, con ospiti di eccezione, quali: Carlo Ratti, Professore presso il MIT di Boston e membro del comitato di consulenza del fondo Pictet-Smart-City, e Francesco Morace, Sociologo Fondatore di Future Concept Lab.In questa edizione, che si potrebbe definire della ripartenza, dopo lo stop forzato causato dalla pandemia, è importante domandarsi e confrontarsi su come i cambiamenti demografici e il progresso tecnologico abbiano trasformato le nostre vite. La pandemia ha accelerato dei trend già in corso da tempo e ha accresciuto la consapevolezza della centralità della socialità e della qualità della vita umana: possiamo vivere una vita più lunga e in buona salute, mantenendo il nostro benessere mentale e fisico grazie all’apprendimento e alla cura di noi stessi e godendoci appieno le nostre esperienze di vita.L’idea è, quindi, quella di celebrare il ritorno all’incontro fisico. Un ritorno alla comunità e alla socialità che si sposa perfettamente con la strategia Pictet-Human, incentrata sui servizi che consentono alle persone di raggiungere la piena autorealizzazione, quella stessa che lo psicologo Abraham Maslow ha posto al vertice della piramide dei bisogni umani. L’obiettivo della strategia Pictet-Human è proprio quello di catturare il potenziale di crescita dei servizi che aiutano le persone a trarre il massimo dalle proprie vite e di ottenere benefici sociali positivi, migliorando il benessere degli individui e delle comunità. Il sociologo Francesco Morace approfondirà questi aspetti focalizzandosi sui cambiamenti che la pandemia sta portando nei consumi, orientati sempre di più verso il cosiddetto “consumo ludico”. Alla conferenza di Pictet AM, il professore si confronterà con Carlo Ratti, archi-star, ingegnere e professore del MIT. L’esperto sottolineerà come la trasposizione in digitale di buona parte delle nostre abitudini abbia logorato o addirittura rotto alcuni legami sociali e come il design, in particolare quello urbano/cittadino, possa aiutare ad abbattere le nuove barriere, sfruttando anche la tecnologia digitale. Interverrà, infine, Gillian Diesen, Product Specialist della strategia Pictet-Human, che spiegherà come queste tendenze si leghino al mondo degli investimenti. La tavola rotonda verrà aperta da una breve introduzione di Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management.

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Le strategie azionarie tematiche in un contesto caratterizzato da driver di mercato ciclici

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Mario Amabile, Investment Specialist di Pictet Asset Management. Prendiamo in considerazione due diversi approcci all’investimento.Il primo consiste nello sfruttare il gap di valutazione, vale a dire acquistare un’azione sottovalutata e venderla una volta che ha raggiunto il fair value. Per gli investitori che seguono tale approccio, le migliori opportunità risiedono nelle aziende estremamente cicliche che presentano uno sconto significativo tra valore dell’impresa e capitale investito. La creazione di valore economico è limitata e dipende dal ciclo economico poiché tali società riescono a generare ritorni superiori al costo del capitale solo quando gli utili toccano i massimi. Il costo del capitale, infatti, è di norma elevato, in linea con la rischiosità degli asset. La creazione di valore economico è quindi modesta, con uno spread volatile tra il CFROI (Cash Flow Return on Invested Capital) e il costo del capitale (Cost of Capital, CoC). In definitiva, gli investitori realizzano un guadagno acquistando le azioni a sconto rispetto al capitale investito in previsione di un’inversione della tendenza ciclica. Il secondo approccio è quello tematico. In qualità di investitori tematici, in Pictet cerchiamo società esposte ad attività economiche sostenute da trend di crescita strutturale (i Megatrend), investiamo in aziende con driver di valore prevedibili e una buona visibilità su crescita e margini. Tali società beneficiano di CFROI più alti e costi del capitale inferiori alla media poiché i loro asset sono meno rischiosi. Deteniamo queste aziende in un’ottica di lungo periodo approfittando del fatto che il corso azionario segue la generazione di valore economico, che a sua volta è trainata dai Megatrend. Malgrado la qualità elevata, il mercato tende a sottovalutare tali emittenti: gli operatori di mercato, infatti, solitamente hanno una view di breve periodo di ritorno al valore medio (mean reversion) e, di conseguenza, sottostimano il livello e la sostenibilità di CFROI e crescita.L’entità della sottoperformance dipende dalle valutazioni: se le azioni tematiche scambiano a un P/E elevato, la reazione del mercato sarà di più ampia portata. Tuttavia, occorre tener sempre presente che l’impatto ciclico è transitorio e non ostacola la generazione di utili nel lungo termine, per cui eventuali sottoperformance significative delle azioni tematiche rappresentano un’opportunità di acquisto. Da qui in avanti, con i mercati azionari che sembrano scontare una rapida ripresa, a fare la differenza saranno probabilmente lo stock picking e le valutazioni. Come sempre, seguendo il nostro approccio tematico, noi ci concentriamo sulle opportunità di crescita sostenute dai Megatrend ricercando aziende che presentano un potenziale di crescita e ROIC a lungo termine sottovalutati dal mercato.

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La sostenibilità cambia tutto

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

A cura di Andrea Carzana, gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments. Nel mondo finanziario, essere sostenibili significa investire in realtà che non si limitano a “fare bene le cose”, ma che fanno “la cosa giusta” e riescono a tradurre l’impatto positivo che hanno sulla società e sull’ambiente in maggiori ritorni finanziari. Per questo motivo, è fondamentale considerare l’analisi finanziaria e l’analisi della sostenibilità non come elementi separati, ma come processi strettamente correlati tra loro. Ad esempio, se si considera il settore dell’acciaio, che è responsabile di circa il 9% delle emissioni globali, nonostante molte compagnie operanti in questo settore stiano investendo ingenti risorse per ridurre il proprio impatto ambientale, questi investimenti, pur essendo positivi per l’ambiente, non si tradurranno in maggiori rendimenti. D’altro canto, se prendiamo in considerazione il settore delle costruzioni o delle ristrutturazioni edilizie, troviamo compagnie che si impegnano a produrre materiali a risparmio energetico e che riescono a tradurre gli investimenti fatti in sostenibilità in maggiori ritorni finanziari. Proprio come la trasformazione digitale, che non rappresenta una strategia a sé stante, ma è intrinseca a ogni tipologia di attività indipendentemente dal settore di appartenenza delle aziende, anche la sostenibilità, soprattutto nel contesto europeo, rappresenta un mega-trend che riguarda tutti i settori, anche se non tutte le compagnie riusciranno a tradurre gli investimenti in maggiori vantaggi competitivi e, di conseguenza, in maggiori rendimenti. La Pandemia ha senza dubbio accelerato il focus sui trend sostenibili, ma gli attori decisivi per questo cambiamento sono i consumatori, soprattutto quelli più giovani che stanno richiedendo alle aziende più attenzione ai temi ambientali e sociali, e i governi, che nell’ultimo anno e mezzo hanno dato una forte spinta agli investimenti privati su queste tematiche. L’Europa ha infatti annunciato il suo Green Deal da €1000 miliardi, l’Inghilterra ha annunciato un piano ecologico da £12 miliardi e anche gli Stati Uniti, sotto la presidenza Biden, sono molto più attivi nel tentare di risolvere problematiche ambientali e sociali. Per questo riteniamo che la sostenibilità non rappresenti una moda passeggera, ma un trend strutturale e secolare. Della sostenibilità il nostro processo di investimento tiene conto attraverso tre tipi di analisi: interna, finanziaria ed esterna. L’analisi della sostenibilità interna consiste nel verificare che una certa azienda abbia al proprio interno una forte governance e regole riguardanti i processi precise; la sostenibilità finanziaria consiste nell’analizzare la presenza di vantaggi competitivi e la loro sostenibilità, attraverso il framework delle cinque forze di Porter. La sostenibilità esterna, infine, consiste nell’analizzare l’impatto che i prodotti di una compagnia hanno a livello sociale e ambientale, attraverso il framework dei 17 goal sostenibili che le Nazioni Unite hanno dichiarato di voler raggiungere entro il 2030. L’analisi della sostenibilità esterna presenta due componenti fondamentali: da un lato, l’impatto corrente che ogni compagnia ad oggi ha sui 17 goal sostenibili, dall’altro, l’intenzionalità, cioè lo scenario verso cui un’azienda è proiettata in un arco temporale di 5/10 anni. L’analisi sistematica di questi tre pilastri consente a una società di gestione di avere una visione a 360 gradi di una compagnia e della sua direzione di viaggio. http://www.columbiathreadneedle.it

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Bankitalia: 30% famiglie ha percepito meno reddito

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Secondo la nota di Bankitalia, il 30 per cento delle famiglie (29,9%) dichiara di aver percepito nell’ultimo mese un reddito più basso rispetto a prima dello scoppio della pandemia. “Dati preoccupanti, che diventano drammatici per alcune categorie come i lavoratori autonomi, per i quali la percentuale sale al 45,1%, sommando quelli per i quali il reddito si è ridotto di meno del 25 per cento (20,9%), tra il 25 e il 50 (14,9%) e più del 50% (9,3%). Ancora peggio va per i disoccupati: ben il 56,9% ha visto diminuire le proprie entrate mensili” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Cifre che dimostrano l’urgenza di una riforma fiscale che riduca quei tributi che gravano su tutti indipendentemente dalla capacità contributiva, come ad esempio gli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas o l’Iva sui beni necessari come le mascherine e i dispositivi medici che dal 1° gennaio 2021 è tornata, come se la pandemia fosse finita” conclude Dona.

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Istat: vendite luglio, -0,4% su mese, +6,7% su anno

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a luglio le vendite in valore al dettaglio scendono dello 0,4% rispetto al mese precedente e salgono del 6,7% su base annua.”Dati deprimenti e sconfortanti. Se l’industria è già ripartita e sia la produzione che il fatturato hanno già recuperato sui valori pre-crisi, per le vendite non si è ancora usciti dal tunnel della crisi. La prova del nove che le famiglie ancora faticano ad arrivare a fine mese e, quindi, gli acquisti restano al palo nonostante le riaperture” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondo il nostro studio, le vendite di luglio sono inferiori, nel confronto con quelle di febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, dell’1,2%, gap che sale al 2,6% per le vendite non alimentari. Unica consolazione è che rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, il divario è colmato e le vendite sono maggiori dello 0,1%, anche se solo per via di quelle alimentari, +3,3%, visto che nel settore non alimentare c’è ancora un abisso da colmare pari al 2,3%” conclude Dona.

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Prestiti studio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2021

Tra poco inizierà la scuola e non mancano le famiglie che scelgono di affrontare i costi legati allo studio chiedendo un prestito personale; secondo l’osservatorio congiunto Facile.it e Prestiti.it, nei primi 8 mesi del 2021, l’importo medio richiesto alle società di credito per prestiti destinati alla formazione è stato pari a 7.150 euro, valore addirittura superiore (+2,2%) rispetto allo stesso periodo del 2019.L’analisi, realizzata su un campione di oltre 95.000 domande di finanziamento raccolte da Facile.it da gennaio ad agosto 2021, ha inoltre evidenziato un aumento del peso percentuale delle richieste di prestiti per lo studio presentate dagli under 25; più di una su quattro (25,7%) proveniva da questa fascia di richiedenti, valore in netta crescita rispetto al 2019 (16,8%).Quando si parla di prestiti personali per lo studio, a presentare domanda di finanziamento nel 38% dei casi è una donna, percentuale altissima se si considera che il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto dei richiedenti prestito in Italia. Va detto, però, che il valore è diminuito rispetto al 2019, quando la percentuale era pari al 41%.Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento.

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