Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Archive for 25 settembre 2021

CRIF acquisisce un Sistema di Informazioni Creditizie in Kirghizistan

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Biškek (Kirghizistan) e Bologna (Italia). CRIF, azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, servizi di outsourcing e processing e avanzate soluzioni in ambito digitale per lo sviluppo del business e l’open banking, ha firmato un accordo per acquisire il 70% di “Safe&Sound CJSC”, Sistema di Informazioni Creditizie attivo in Kirghizistan. Con l’acquisizione la ragione sociale è diventata “CRIF KG CJSC”.Fondata nel 2018, Safe&Sound CJSC era alla ricerca di un partner che potesse contribuire allo sviluppo del business nel Paese da un punto di vista strategico e tecnologico. La strategia del nuovo credit bureau del Kirghizistan sarà quella di creare una piattaforma che gestirà, oltre ai dati provenienti dal mondo bancario, anche informazioni da fonti di dati alternative quali telco, compagnie assicurative e utilities, e in particolare le informazioni sull’e-Government, che in Kirghizistan sono centralizzate in un’unica piattaforma denominata Tunduk. Oltre a questo, CRIF KG CJSC si concentrerà sul “Cross-Border Data Exchange” tra i Paesi appartenenti alla EAEU (Eurasian Economic Union) che hanno firmato un accordo per lo scambio di informazioni.Grazie alla sua comprovata esperienza a livello globale nella progettazione e nello sviluppo di sistemi di informazioni creditizie, CRIF gestirà le informazioni inviate dalle organizzazioni kirghise attraverso una piattaforma tecnologica avanzata, che integrerà e consoliderà tutti i dati sull’affidabilità di un richiedente credito in un unico report. Inoltre, CRIF svilupperà una serie di servizi a valore aggiunto offrendo vantaggi significativi nell’identificazione e nella valutazione del merito creditizio dei clienti.

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FOMC QuickTake: Taper Teed Up

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

By Jeffrey Cleveland, Chief economist di Payden & Rygel. A “reasonably good” jobs report will likely push the FOMC to announce a taper at its next meeting in November, but a decision has still not yet been made. Talk of rate hikes is still premature, in our view. The Federal Open Market Committee (FOMC) left its policy rate and asset purchase schedule unchanged at the September meeting. However, in its statement, the FOMC announced that a “moderation in the pace of asset purchases” (tapering) “may soon be warranted” if “progress continues broadly as expected.” Fed Chair Powell elaborated on the above phrase during his press conference, saying a “reasonably good” employment report in September (released early October) would likely tip the scales for consensus on the Committee in favor of tapering. Also, in his prepared remarks at the start of the press conference, Powell added that tapering is broadly expected to “conclude by the middle of next year.” Importantly though, Powell emphasized that “we haven’t decided to taper yet and we haven’t decided the pace yet.” Along with the statement, the FOMC released a quarterly update to its Summary of Economic Projections. The median FOMC member (remember: all FOMC participants submit dots, but not all dots vote) expects GDP growth of 5.9% in 2021, down from 7% as of the June meeting. The median member also expects an unemployment rate of 4.8%, up from 4.5% as of June, probably reflecting the Delta variant concerns. While growth and employment expectations were revised lower, inflation expectations moved up. The median dot for core PCE inflation is now 3.7% in 2021 (up from 3.0%) and 2.3% and 2.2% in 2022 and 2023, respectively. Perhaps most importantly for markets, two more members of the FOMC joined their colleagues in expecting at least one rate hike next year, bringing the total to nine members, or half of the Committee, looking for a rate hike in 2022 (see Chart). The other half still expects no rate hikes next year. Thus, the median “dot” has roughly one rate hike in 2022, 2.5 rate hikes in 2023, and 3 rate hikes in 2024. Taken at face value, Powell’s comment that tapering could “conclude” by the “middle of next year” and the median Fed “dot” penciling in 6.5 rate hikes through the end of 2024 represent somewhat hawkish outcomes of the meeting. Interest rate futures imply market expectations of just four rate hikes over the same period.That said, it’s worth noting that Powell once again reiterated that while tapering is a decision the FOMC will take up again at its November meeting, the test for a rate “lift-off” is “so much higher” and will be addressed once tapering is complete. From our perspective, and Powell’s optimism notwithstanding, the U.S. labor market is more than a year away from “maximum employment.” Total employment still remains 5% below pre-Covid levels. By comparison, when the Fed began tapering in 2014, U.S. employment had already recovered to pre-recession levels. In other news, Chair Powell does not see the Evergrande issue as something for the U.S. to be concerned with, elaborating that there “was not a lot of direct U.S. exposure” and would that he would “not draw a parallel to the U.S. corporate sector.” Bottom line: the FOMC has not decided to taper or the pace at which they will reduce asset purchases. However, one more good jobs report appears to be enough to meet the Committee’s collective threshold. But, even if tapering starts in December and concludes by the middle of next year, any expectation for a 2022 “lift-off” would be premature in our view.

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PIMCO: La politica della Fed in una fase di elevate preoccupazioni sull’inflazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

A cura di Tiffany Wilding, economista esperta di America Settentrionale di PIMCO. Dalla precedente riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) di giugno, alcuni nuovi dati suggeriscono che l’attività economica statunitense è rallentata più di quanto molti osservatori si aspettassero inizialmente, a causa delle rinnovate ansie sul COVID-19 e delle continue interruzioni della supply chain. Nonostante questo, i membri del FOMC hanno espresso, in occasione della riunione di settembre, la propria intenzione di annunciare la prima riduzione del ritmo mensile degli acquisti di obbligazioni già nella riunione del FOMC di novembre. La Federal Reserve ha anche pubblicato un nuovo documento di sintesi delle proiezioni economiche (SEP), che include una sostanziale revisione al rialzo delle previsioni della Fed sull’inflazione di base per il 2021 e un aumento altrettanto sostanziale del tasso medio di interesse atteso sino al 2023. Le nuove previsioni della Fed implicano comunque che l’attuale ritmo elevato dell’inflazione scenderà di nuovo verso l’obiettivo di lungo periodo della banca centrale del 2% nel 2022. Tuttavia, con un’inflazione superiore al target che sembra essere più persistente di quanto molti osservatori credessero inizialmente, i membri del comitato sembrano considerare giustificato un ritmo più veloce di riduzione. Anche se le aspettative di inflazione a più lungo termine sembrano attualmente coerenti con l’obiettivo del 2% della Fed, un’inflazione più persistente probabilmente aumenta il rischio che le aspettative di inflazione aumentino, il che a sua volta giustificherebbe una stretta più aggressiva da parte della Fed. Crediamo che le revisioni delle proiezioni di settembre riflettano gli sforzi dei funzionari della Fed per poter gestire questi rischi.Infine, per quanto riguarda gli acquisti di obbligazioni, anche se il FOMC ha espresso con chiarezza le proprie aspettative di riduzione a partire da novembre, esiste il rischio che ciò venga ritardato fino a dicembre. È probabile che il tetto del debito del Tesoro americano diventi vincolante al momento della riunione del FOMC di novembre, e la Fed potrebbe non voler contribuire ulteriormente a quello che probabilmente sarà un periodo di elevata volatilità. Tuttavia, la Fed può facilmente regolare il ritmo del tapering per terminare comunque gli acquisti “intorno alla metà del prossimo anno”, come ha indicato il presidente Jerome Powell durante la conferenza stampa.Dalla riunione del FOMC di giugno, un nuovo aumento dei casi di coronavirus della variante delta, più contagiosa, ha rallentato l’attività nel settore dei servizi, mentre epidemie simili nei mercati emergenti hanno creato ulteriori problemi ai fornitori e rallentato la produzione, in particolare nell’industria automobilistica. Le interruzioni della produzione causate dall’uragano Ida hanno inoltre probabilmente peggiorato ulteriormente i problemi logistici, mentre i danni, soprattutto ai veicoli, aumenteranno probabilmente la domanda e i prezzi nei trimestri a venire, soprattutto a causa delle scarse scorte di veicoli.Questi temi, inoltre, ci hanno spinto a rivedere al ribasso le prospettive per la crescita statunitense nel 2021 e a rivedere al rialzo le previsioni sull’inflazione. E anche se continuiamo a considerare l’attuale fase di inflazione come guidata da fattori che dovrebbero dissiparsi nel corso del prossimo anno, siamo anche un po’ più preoccupati per un’ulteriore accelerazione delle aspettative di inflazione nel lungo periodo. Secondo l’indice Common Inflation Expectations (CIE) della Fed, le aspettative di inflazione sembrano aggirarsi intorno all’obiettivo di lungo periodo del 2%. Tuttavia, se una serie di fattori transitori (come il recente uragano) produce un’inflazione più marcata e persistente, le aspettative di inflazione rischiano di accelerare ulteriormente, rendendo necessaria una reazione più aggressiva da parte della banca centrale. Per quanto le aspettative di inflazione di lungo periodo non abbiano ancora mostrato questo tipo di tendenza, si tratta di un rischio che la Fed vuole probabilmente mitigare.Le sostanziali revisioni delle previsioni di crescita e inflazione della Fed per il 2021 sono state accolte da un aumento altrettanto ampio del percorso medio dei tassi previsto fino al 2023. Anche se è ancora prevista una moderazione dell’attualmente elevato livello di inflazione nel 2022, i membri del FOMC hanno stimato un ritmo più veloce di rialzi per tutto l’orizzonte di previsione. La stima media del SEP per la crescita del PIL reale nel 2021 è stata abbassata al 5,9% (contro il 7,0% di giugno), mentre il PIL reale nel 2022 è stato aumentato al 3,8% (contro il 3,3% precedente). La media dell’inflazione PCE di base del 2021 è stata rivista al 3,7%, e le medie del 2022 e 2023 sono aumentate di 0,2-0,1 punti percentuali, rispettivamente al 2,3% e al 2,2%. (Il PCE, ovvero l’indice di spesa per i consumi personali, è la misura d’inflazione preferita dalla Fed; è tipicamente qualche decimo di punto percentuale più basso del CPI). Questi cambiamenti nelle previsioni hanno spinto i membri della Fed ad alzare anche le loro proiezioni per il percorso dei tassi di interesse, e il che include i membri più dovish, che hanno spostato le loro aspettative per il primo aumento dei tassi al 2023, e i più hawkish, che hanno aggiunto ulteriori aumenti nel 2022. Nel complesso, questo ha portato a una previsione media del tasso di politica dello 0,25% per il 2022 e dell’1,0% per il 2023. Il SEP di settembre ha anche introdotto le previsioni dei tassi per il 2024 con una mediana dell’1,8%, indicando un ritmo stimato di tre rialzi di 25 punti base all’anno tra il 2022 e il 2024.

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5 previsioni per il futuro dei media statunitensi

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

A cura di Nathan Meyer, Analista degli investimenti azionari di Capital Group. I cambiamenti strutturali nel consumo di contenuti mediatici stanno rivoluzionando i modelli di business dei colossi dei media tradizionali, con i consumatori sempre meno propensi a utilizzare le connessioni via cavo e più orientati invece ai servizi di video streaming e a forme interattive di intrattenimento. Il conseguente cambiamento delle abitudini di visualizzazione, soprattutto tra i giovani, potrebbe alterare profondamente le prospettive d’investimento per le società mediatiche negli anni a venire. È possibile distinguere cinque importanti temi che, molto probabilmente, svolgeranno un ruolo determinante nell’evoluzione dei media e dell’intrattenimento nel prossimo decennio: 1. I videogiochi supereranno la pay TV come il principale mercato dell’intrattenimento domestico.A seguito dei lockdown dovuti alla pandemia dello scorso anno, il settore dei videogame ha riscosso un successo mai visto prima d’ora. I creatori di console Microsoft (Xbox), Sony (PlayStation) e Nintendo (Switch), nonché gli sviluppatori di giochi come Activision, Electronic Arts e Take-Two Interactive, hanno registrato un enorme incremento di coinvolgimento e fatturato, mentre i consumatori costretti a restare a casa hanno fatto ricorso ai videogame come forma di divertimento interattivo e in un certo senso anche di evasione. 2. Il numero di abbonati ai pacchetti pay TV negli Stati Uniti scenderà drasticamente. L’aspettativa è che quasi tutte le visualizzazioni a scopo di intrattenimento si sposteranno dalla tradizionale TV a pagamento verso lo streaming on-demand. La NBCU, ad esempio, sta già trasmettendo la Premier League e le Olimpiadi sul servizio di streaming Peacock. Nel frattempo, il rinnovo del pacchetto sportivo fuori mercato per il football americano “NFL Sunday Ticket” nel 2022 potrebbe mettere fine alle forme di trasmissione così come le conosciamo. Con le partite disponibili su ESPN+, Amazon Prime Video o YouTube TV, sempre più spettatori finiranno per abbandonare i canali tradizionali. 3. Il video streaming diventerà la forma privilegiata di consumo di film e TV. È sempre più evidente, infatti, che questi servizi rappresentano il sostituto per eccellenza dei tradizionali pacchetti di pay TV. Man mano che i consumatori acquisteranno dimestichezza con queste forme di visualizzazione, a beneficiarne saranno soprattutto i giganti dello streaming come Netflix, Disney+ e Amazon Video. Netflix, ad esempio, ha stanziato entro il 2030 un budget per i contenuti compreso tra 25 e 30 miliardi di dollari, che consentirà potenzialmente alla società di lanciare ogni settimana quattro serie o film da 100 milioni di dollari. Con queste ingenti disponibilità finanziarie, è altamente probabile che Netflix pubblicherà contenuti apprezzati dalle famiglie americane, facendo salire il numero degli abbonati a circa 90 milioni. 4. L’audience del football americano professionale potrebbe attraversare un declino strutturale.. Il calo dell’interesse è invece proseguito fra i giovani, che seguono una più ampia gamma di sport e sono più restii a praticare il football al liceo. 5. Con la diffusione dei veicoli autonomi, il consumo di contenuti mediatici potrebbe aumentare di un’ora al giorno.L’adozione degli smartphone è ormai matura nel mondo sviluppato, dove il consumo quotidiano di contenuti multimediali è prossimo alle 10-11 ore a persona. Le auto senza conducente potrebbero assicurare un forte impulso alla crescita negli anni a venire. Inoltre, i circa 30 minuti per tratta del tragitto medio casa-lavoro negli Stati Uniti potrebbe aggiungere un’altra ora al consumo di media.Con circa 2 milioni di unità vendute nel 2020, oggi le vetture senza conducente non rappresentano una quota sostanziale del mercato, ma si prevede una crescita esponenziale. Secondo varie stime del settore, il calo dei prezzi e l’impegno dei governi a promuovere i veicoli elettrici potrebbe far lievitare a 58 milioni il numero di guidatori che entro il 2030 avranno scelto soluzioni driverless. Il risultato: molti più occhi liberi per guardare film in streaming, podcast e servizi musicali nel prossimo decennio.

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Retribuzioni dignitose per i piccoli agricoltori

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

È scandaloso che i piccoli agricoltori delle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, che producono un terzo degli alimenti nel mondo, percepiscano una miseria per il loro lavoro, ha dichiarato il Presidente IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo). Gilbert F. Houngbo oggi chiede ai leader mondiali che partecipano al Vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari di attuare azioni concrete per cambiare questa situazione. La maggior parte delle popolazioni rurali dei paesi in via di sviluppo si guadagna da vivere coltivando la terra. I piccoli agricoltori con appezzamenti minori di due ettari producono oltre il 30 per cento del cibo mondiale, e in alcune regioni dell’Asia e dell’Africa fino all’80 per cento. Secondo un recente studio su una serie di colture provenienti da aziende agricole su piccola scala nei paesi in via di sviluppo, i piccoli agricoltori guadagnano solo il 6,5 per cento del prezzo a cui gli alimenti vengono venduti nei supermercati. I commercianti, i produttori di cibo e i venditori al dettaglio fanno la parte del leone. Secondo il Rapporto dell’IFAD sullo Sviluppo Rurale, pubblicato questa settimana, la crescente concentrazione di potere all’interno dei sistemi alimentari ha visto aumentare notevolmente i profitti delle grandi imprese, mentre le persone che lavorano per produrre, trasformare e distribuire il cibo che mangiamo sono intrappolate in una condizione di povertà e soffrono la fame. I redditi inadeguati sono una delle ragioni principali per cui circa 3 miliardi di persone nel mondo non possono permettersi di alimentarsi in modo sano. l’IFAD lancia un appello ai Governi, affinché collaborino con il settore privato per implementare politiche mirate a creare maggiore occupazione, retribuzioni dignitose e migliori condizioni di lavoro. Particolare attenzione va rivolta alle piccole imprese locali che operano all’interno dei nostri sistemi alimentari e producono, trasformano e distribuiscono cibo, creando al tempo stesso occupazione a livello locale e stimolando le economie rurali. In particolare, è necessario che tutte le parti in causa si impegnino a garantire che i piccoli produttori possano accedere ai mercati esistenti e a quelli emergenti a condizioni eque. L’IFAD investe sulle popolazioni rurali delle aree remote – in particolare sulle donne, sui giovani e sulle popolazioni indigene, che soffrono più di altri a causa di sistemi alimentari iniqui – per far sì che ricevano un compenso adeguato per il loro lavoro. L’IFAD è stata l’agenzia di riferimento per la linea d’azione del Summit sui Sistemi Alimentari mirata a promuovere condizioni di vita eque. Dopo il Vertice, l’IFAD, insieme all’ Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e con il sostegno di CARE, sarà alla guida della Coalizione per promuovere redditi e salari dignitosi, elemento importante per la trasformazione dei sistemi alimentari.L’IFAD sta anche promuovendo un’iniziativa mondiale per sfruttare appieno il potenziale delle banche pubbliche di sviluppo per far sì che i piccoli agricoltori abbiano un accesso adeguato ai servizi finanziari e per contribuire a riorientare gli investimenti verso sistemi più equi ed ecologicamente sostenibili. I Paesi stanno sviluppando percorsi individuali e l’IFAD continuerà a sostenere i propri Stati Membri nel processo di trasformazione dei loro sistemi alimentari.

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Non siamo No Vax siamo cittadini

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Scrive Pierluigi Ciolli: “Abbiamo il diritto di scegliere il rischio di contrarre il Covid19 al posto degli effetti collaterali dannosi dei farmaci antiCovid19, senza essere discriminati e/o penalizzati. Non possiamo e non dobbiamo accettare obblighi diretti e/o indiretti per far inoculare i farmaci antiCovid19 senza che ci sia una banca dati che registra tutti i vaccinati come abbiamo ripetutamente quale database utile a comprenderne la reale efficacia e i danni collaterali dannosi. Infatti, i casi come che seguono non devono essere amare sorprese ( https://www.iltempo.it/attualita/2021/06/30/news/vaccino-pfizer-miocardite-spossatezza-francesco-capezzuto-farmacista-figlio-analisi-27788222/). Non vogliamo rientrare in quella “grande sfortuna” come l’ha definita il Primario Maurizio Fusari che ancora oscilla con i numeri, evidenziando di non avere dati certi a disposizione. Gabriele Gazzani ucciso dal covid. “Era vaccinato, faceva tamponi regolarmente” – Cronaca (ilrestodelcarlino.it). 18 settembre 2021: Gabriele Gazzani ucciso dal covid. “Era vaccinato, faceva tamponi regolarmente” Vaccinato ucciso dal Covid, il primario: “Ma il vaccino resta il solo rimedio al virus” – Cronaca (ilrestodelcarlino.it). Abbiamo parlato dei decessi con Maurizio Fusari, primario della Terapia intensiva di Ravenna. Gazzani è morto di Covid nonostante fosse vaccinato. Come mai? “La vaccinazione non protegge al 100% contro la mortalità, ma a seconda del periodo in cui è stata eseguita copre dal 94 al 97%. E lui, evidentemente, è finito in quel 6-3%. Ha avuto una grande sfortuna. La medicina non è matematica”. Il recente passato ci insegna a dover dubitare delle Big Pharma e delle grandi industrie, sempre pronte, in caso di effetti collaterali dannosi e/o decessi, a dichiarare: “al momento non c’è correlazione” per poi scoprire dopo anni e dolori che le correlazioni c’erano ma, come è successo nel caso del Talidomide dopo 10 anni e dopo 10.000 bambini nati malformati o, peggio, dei danni provocati e che provoca il consumo delle sigarette (negli USA il primo caso approda in un tribunale nel 1954 ma solo nel 1998 i produttori sono costretti ad ammettere che la nicotina dà assuefazione e che il fumo può causare il cancro. Pertanto vogliamo vivere da cittadini, praticando le dovute prevenzioni che conosciamo da tempo: igiene personale e distanziamenti, in attesa che allestiscano il Database Internazionale (testo completo delle indicazione dei dati che deve contenere aprendo https://www.coordinamentocamperisti.it/PDF/pandemia_tab_cx/00%20PANDEMIA%20analisi%20e%20soluzioni.pdf) nel quale rilevarne l’efficienza e gli effetti dannosi collaterali, cioè, che registra tutti coloro a cui viene inoculato un “vaccino” antiCovid19, tutti i dati sanitari e tecnici, i tempi indicati per la cosiddetta “immunizzazione”, le reazioni avverse, gli effetti collaterali, gli esiti dei tamponi post inoculazione effettuati ogni 15 giorni per 2 mesi, i tipi di cura erogati a chi è rilevato come infetto e soggetto a cure, eccetera. Un database ben diverso da quello dell’AIFA https://www.aifa.gov.it/sistema-europeo-eudravigilance visto che è un banca dati per la gestione e l’analisi delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai medicinali che sono autorizzati, quindi, con FINI DIVERSI e DATI PARZIALI inerenti la pandemia da Covid19.Riguardo invece alle rilevazioni dell’AGENZIA EMA (l’agenzia che ha bloccato il farmaco antiCovid SPUTNIK che la Russia fa produrre alle nazioni, vedi servizio televisivo della trasmissione televisiva REPORT) hanno ugualmente fini diversi e dati parziali inerenti la pandemia ( https://www.coordinamentocamperisti.it/PDF/pandemia_tab_cx/NO%20al%20VACCINO%20SPUTNIK.pdf). Riguardo al CTS tutti i documenti che abbiamo analizzato, non esiste un database per la registrazione di tutti i vaccinati, quindi, procedono a vista e ogni parere è inficiato dalla mancanza di detti dati. Non solo, ma è ormai lampante che detti farmaci NON IMMUNIZZANO, infatti, anche dopo la terza dose, puoi contrarre il Covid19 e trasmetterlo ad altri. Dicono che ti ammaleresti in forma lieve ma non avendo detto database, sono chiacchiere”.

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Intervento per la stenosi uretrale

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

By Johann Rossi Mason. Un calcolatore di rischio dedicato per i pazienti con stenosi dell’uretra del pene che devono essere sottoposti a uretroplastica che potrebbe essere utilizzato per consigliare i pazienti in base al loro rischio di fallimento, è quello messo a punto da un gruppo di ricercatori italiani e ora utilizzato di routine. Afferma il Professor Salvatore Sansalone Specialista in Urologia e Andrologia, Università di Tor Vergata Consulente del Ministero della Salute: “Numerose ricerche hanno definito i fattori prognostici negativi che possono portare al fallimento dell’intervento, le recidive e la necessità di operare una seconda volta: l’essere fumatore raddoppia il rischio di fallimento dell’intervento a 10 anni, mentre l’uso di un innesto nella tecnica chirurgia lo aumenta di 1,8 volte e la stenosi causata dalla strumentazione la aumentava di 2 volte e mezza. Interessante però è che proprio il tabagismo è un comportamento modificabile dal paziente e che la cessazione qualche mese prima dell’intervento (e definitivamente) potrebbe avere effetti positivi non solo sulla risoluzione della stenosi ma su tutto il resto dell’organismo diminuendo anche il rischio oncologico.Secondo il calcolatore di rischio utilizzato la probabilità di fallimento del trattamento a 10 anni variava dal 5,8% per i pazienti con caratteristiche favorevoli (ad es. fumatori attuali, nessun uso di innesti ed eziologia idiopatica) al 41,1% per i pazienti con caratteristiche sfavorevoli (ad es. ex fumatori, uso di innesti ed eziologia della strumentazione).Alcune caratteristiche della stenosi: eziologia, lunghezza, stenosi obliterante vs non obliterante, storia di precedente riparazione chirurgica fallita, possono anche influenzare notevolmente l’indicazione per una riparazione in più fasi. Caratteristiche o preferenze del chirurgo, background sulle procedure di trasferimento dei tessuti, uso corrente dell’innesto di mucosa orale per l’uretroplastica, risultato funzionale vs estetico e altro ancora, possono svolgere un ruolo nel prendere una decisione. Per tutte queste ragioni la consulenza al paziente è fondamentale per quanto riguarda la strategia chirurgica e la previsione dell’esito. Sono stati sviluppati calcolatori di rischio per la previsione della malattia linfonodale positiva nei pazienti con cancro alla prostata e aiutano l’urologo nel processo decisionale. Le probabilità derivate dal modello hanno mostrato che il rischio a 10 anni di fallimento del trattamento variava dal 5,8 al 41,1% in base alle caratteristiche del paziente. La prognosi a lungo termine nei pazienti sottoposti a uretroplastica peniena è incerta. Ad oggi, il calcolatore di rischio rappresenta il primo strumento che potrebbe aiutare i medici a prevedere il rischio di fallimento del trattamento a 10 anni. Secondo il nostro modello, tale rischio è largamente influenzato dall’eziologia della stenosi, dall’uso di innesti e dalle abitudini al fumo del paziente. La ‘stenosi’ uretrale’ è una condizione relativamente poco nota ma abbastanza diffusa (specialmente nei maschi con più di 50 anni) che per essere diagnosticata correttamente ha bisogno di una accurata anamnesi prima (la raccolta dei dati della storia medica e familiare del soggetto) e di esami strumentali poi”.

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Torna il Caffè letterario dell’Accademia d’Ungheria in Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Roma lunedì 27 settembre 2021, ore 18.00, Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1 verterà sulla figura del noto scrittore ungherese Péter Esterházy, che è venuto a mancare cinque anni fa. In Italia Garzanti ha pubblicato “I verbi ausiliari del cuore” (1988), “Il libro di Hrabal” (1991), “La costruzione del nulla” (1992) e “Lo sguardo della contessa Hahn-Hahn” (1995); ma è con “Harmonia Cælestis” (Feltrinelli, 2003) che ha riscosso un grandissimo successo internazionale. Con quest’opera ha vinto il Premio ungherese per la Letteratura e il Premio Sándor Márai nel 2001, il Premio Grinzane per la narrativa straniera nel 2004 e il Premio speciale della giuria Città di Bari nel 2006. Esterházy ha anche vinto il Premio per la pace dei librai tedeschi nel 2004 e il Premio letterario internazionale Pablo Neruda nel 2006. Feltrinelli ha pubblicato in seguito “L’edizione corretta di Harmonia Cælestis” (2005), “Una donna” (2008), “Non c’è arte” (Feltrinelli, 2012) per il quale gli è stato conferito il Premio Letterario internazionale Mondello nel 2013 ed infine “Esti “(2017). Gli ospiti della puntata Facebook Live (accessibile sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/Accadung) del 27 settembre p.v. saranno: Cinzia Franchi (professore associato di Lingua e Letteratura ungherese presso l’Università di Padova) Mariarosaria Sciglitano (traduttrice, giornalista culturale, professoressa a contratto presso l’Università di Firenze, già lettrice all’Università Corvinus di Budapest) Antonio D. Sciacovelli (traduttore, professore associato di Letteratura italiana e traduzioni presso l’Università di Turku – Finlandia)

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Campagna Festa dei Nonni 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Il 2 ottobre in Italia si celebra la Festa dei Nonni, ricorrenza istituita per sottolineare l’importanza del ruolo dei nonni nelle famiglie e nella società. Anche quest’anno Senior Italia FederAnziani lancia la sua campagna in vista di questa occasione speciale, per ricordare il ruolo dei nonni, il valore del loro contributo alla società, l’importanza dei rapporti intergenerazionali. In un tempo presente, segnato dalla pandemia di Covid-19, che ha visto proprio loro come i soggetti più vulnerabili, Senior Italia FederAnziani vuole in questa occasione sottolineare l’importanza di proteggerli e supportarli anche nella cura della loro salute, bene quanto mai prezioso, e allo stesso tempo celebrarli per l’esempio straordinario di tenacia e saggezza che, in questo contesto, ci hanno ancora una volta offerto. Le iniziative della Campagna Festa dei Nonni 2021 saranno presentate nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà il prossimo 28 settembre, ore 14.30, a Roma presso il Senato della Repubblica, Sala Caduti di Nassiriya.La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming al link https://webtv.senato.it oppure sul canale YouTube del Senato Italiano https://www.youtube.com/user/SenatoItaliano

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Mura (Pd), inizia esame progetti di legge per madri lavoratrici

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2021

Roma. In commissione le proposte di legge che adeguano il sistema previdenziale introducendo il riconoscimento contributivo dell’attività di cura. Rafforzare i servizi che rientrano nel welfare di prossimità è essenziale per arginare le dimissioni da lavoro di genitori con figli fra 0 e 3 anni”. Così la presidente della commissione Lavoro Romina Mura (Pd), prima firmataria del pdl “Disposizioni in materia previdenziale in favore delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori, dei caregiver familiari e dei soggetti che svolgono, senza vincolo di subordinazione, lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari”, nel giorno in cui l’Ispettorato nazionale del lavoro ha reso noto che nel 2020 sono state oltre 42mila le dimissioni di neo-genitori, in gran parte donne. “Vogliamo riequilibrare la distribuzione dei carichi di lavoro all’interno della famiglia – spiega la parlamentare – riconoscere il valore sociale e pubblico del lavoro di cura e sottrarlo all’informalità che lo fa ricadere naturalmente e gratuitamente sulle spalle delle donne. Tra le norme previste ai fini dell’accesso alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata – precisa Mura – vi è la riduzione dei requisiti anagrafici, per le donne lavoratrici, di dodici mesi per ogni figlio nel limite massimo di ventiquattro mesi e, per i genitori lavoratori, di un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale”.

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