Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 4 settembre 2021

Strage via Carini: Anniversario

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

“Il 3 settembre 1982, la mafia uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto di Palermo, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, una delle pagine più brutte e drammatiche della storia della Repubblica” –cosi Enzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale Saragat Matteotti di Roma-“Nel testo della sentenza del maxiprocesso del 1985 si leggono queste parole «L’assassinio Dalla Chiesa, dopo l’assassinio Moro, è certamente il delitto più grave della storia della Repubblica. Le carte di una sentenza giudiziaria sono di solito raggelanti. Le carte sulla vita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa rappresentano invece la certificazione drammatica e autorevole di verità finora negate, nascoste, manipolate», allora non si poteva minimamente immaginare l’orrore delle stragi di Capaci e via D’Amelio nella quali morirono i Giudici Falcone e Borsellino! Forse per questo è facile condividere il sentimento di quell’anonimo cittadini che scrisse sul luogo della strage «Qui è morta la speranza dei palermitani onesti», anche se, per onorare la memoria di chi ha perso la vita per combattere le mafie, la speranza non può e non deve morire! “In circostanze come questa triste ricorrenza può essere facile inciampare in una retorica scontata, non volendo incorrere in questo –conclude Enzo Pirillo- mi limito a ricordare le parole del Generale Dalla Chiesa: “Se è vero che esiste un potere, questo potere è solo quello dello Stato, delle sue istituzioni e delle sue leggi; non possiamo oltre delegare questo potere né ai prevaricatori, né ai prepotenti, né ai disonesti”. A nome del Circolo Saragat Matteotti esprimo un deferente pensiero per la memoria di tutte le vittime di tutte le mafie, ed un rispettoso ed affettuoso abbraccio a Rita e Nando dalla Chiesa”. Vincenzo Pirillo, Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti”

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PIMCO: Dopo un’estate burrascosa a Washington, il tetto del debito USA torna a incombere

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

A cura di Libby Cantrill, Head of Public Policy di PIMCO. Un’estate impegnativa sul fronte fiscale a Washington, che ha visto progressi sul bilancio e sulla legislazione delle infrastrutture, potrebbe presto lasciare il posto a un’altra prova di forza sul tetto del debito pubblico degli Stati Uniti, indicando potenzialmente volatilità per gli investitori nei mesi a venire. Il Senato ha recentemente approvato un disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture da 550 miliardi di dollari e un bilancio non vincolante da 3,5 mila miliardi di dollari prima della pausa di agosto. Il tutto è stato seguito dall’approvazione del bilancio alla Camera e la calendarizzazione del voto del disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture entro la fine di settembre. L’approvazione del bilancio segna il primo passo nel processo di riconciliazione, che dovrebbe alla fine permettere al Senato di eludere le norme di ostruzionismo e considerare un disegno di legge sulle “infrastrutture soft” con appena 50 voti, piuttosto che i soliti 60, probabilmente più avanti quest’anno dopo qualche mese di accesi negoziati. In ogni caso, come abbiamo sottolineato in precedenza, crediamo che il conseguente disegno di legge dei soli democratici sarà considerevolmente più ridotto dei 3.500 miliardi di dollari indicati nel bilancio e alla fine si ridurrà a circa 2.000 miliardi di dollari di nuova spesa in 10 anni, e finanziato da aumenti delle tasse, che saranno anche diluiti rispetto a quanto proposto.Tuttavia, non crediamo che il fallimento sia un’opzione per i democratici – specialmente date le recenti ricadute del ritiro delle truppe americane in Afghanistan – e ci aspettiamo che entrambi i disegni di legge passino entro la fine dell’anno. Anche se ci aspettiamo che entrambi i pacchetti fiscali abbiano un impatto positivo sulla crescita nel lungo termine, prevediamo che l’effetto sul PIL sia relativamente de minimis per il 2022. Eppure, il mercato ha iniziato a concentrarsi su un altro imminente punto di inflessione fiscale: il tetto del debito degli Stati Uniti, che rappresenta il limite di quanto debito gli Stati Uniti possono emettere per pagare le spese precedenti e future. Essendo stato sospeso dall’agosto 2019 fino al 31 luglio 2021 dovrà essere alzato a ottobre o novembre, quando il Tesoro degli Stati Uniti probabilmente esaurirà le “misure straordinarie” per finanziare le attività del governo. Anche se è opinione diffusa che, naturalmente, il Congresso alzerà il tetto del debito – non farlo sarebbe quasi impensabile e danneggerebbe politicamente i democratici – la strategia per attuarlo rimane oscura nella migliore delle ipotesi, il che potrebbe agitare i mercati finanziari e potrebbe accrescere le possibilità di un errore politico.Ci sono teoricamente due modi per i democratici, che controllano il Congresso, di intervenire sul tetto del debito. Potrebbero inserire un vero e proprio aumento del tetto nel disegno di legge democratico sulle infrastrutture soft, che richiederebbe solo 50 voti, o approvare una sospensione per un certo periodo di tempo, che richiede 60 voti. Anche se può sembrare un “nome diverso per la stessa cosa”, è importante per molti democratici moderati che preferirebbero sospendere il tetto del debito piuttosto che essere attaccati per aumentarlo di una certa quantità (che si misurerebbe in migliaia di miliardi). Per questo motivo, sembra che i democratici si stiano preparando a perseguire una sospensione, che richiederebbe almeno 10 voti repubblicani per passare al Senato. Il problema è che 46 dei 50 repubblicani del Senato hanno indicato che non voteranno a favore di nessun tipo di aumento, accrescendo le probabilità di una resa dei conti sul tetto del debito e causando potenzialmente un errore involontario per i democratici.A questo punto, crediamo che il modo più plausibile di procedere sia che i democratici cerchino di inserire una sospensione del tetto del debito in una legge di finanziamento di fine anno fiscale (30 settembre), che deve passare per evitare lo shutdown del governo, e di fatto sfidare i repubblicani a votare contro. A seconda di come andrà a finire, potremmo vedere il Congresso chiudere il governo prima di arrivare a un accordo sul tetto, come è successo nell’ottobre 2013. Come allora, uno shutdown potrebbe creare volatilità nei mercati finanziari e potenzialmente influenzare il calcolo della Federal Reserve per il timing sul tapering degli acquisti di asset.I mercati sono apparsi finora ottimisti circa le prospettive di evitare un evento dirompente in merito al tetto del debito questo autunno. Tuttavia, una lezione dai precedenti episodi è che non si può fare affidamento sui mercati come indicatore di allarme preventivo. Durante il mandato del presidente Barack Obama, ci sono stati tre scontri decisivi sul tetto del debito che hanno quasi portato il Tesoro degli Stati Uniti a non essere in grado di coprire i conti. Un punto focale di stress durante questi tre episodi è stato rappresentato dal mercato dei Treasury, a causa delle sue dimensioni e della semplicità di promuovere i bisogni di finanziamento del governo americano. In ogni caso, i rendimenti dei T-bill non si sono mossi più in alto – per prezzare una maggiore probabilità di default – fino a circa una settimana prima della cosiddetta data X, la data limite in cui il Tesoro avrebbe esaurito la sua capacità di finanziamento sotto il tetto e avrebbe iniziato a dare priorità ai pagamenti dovuti nel tentativo di evitare una violazione del limite del debito prescritto. Le implicazioni di mercato di un tetto del debito vincolante sono complicate. In ogni caso, il ricorso alle operazioni di reverse repo continuerà probabilmente a crescere oltre l’attuale entità di circa mille miliardi di dollari. Con l’avvicinarsi del tetto del debito, ciò potrebbe sollevare interrogativi non solo sulla capacità del Tesoro di emettere titoli che scadono vicino alla data X, ma anche sulla sua capacità di effettuare i pagamenti delle cedole in quel periodo. Questo potrebbe portare alla volatilità degli oltre 4,7 mila miliardi di dollari di Treasury in circolazione con pagamenti delle cedole a fine ottobre e metà novembre. Il Tesoro dovrà circa 40 miliardi di dollari di interessi a metà novembre ai detentori di questi titoli.Anche se la risoluzione è arrivata all’ultimo momento negli episodi precedenti, a nostro avviso sarebbe un errore per gli investitori presumere che non ci sarebbero grandi implicazioni di mercato se il Congresso non riuscisse ad affrontare il tema del tetto del debito questa volta. Come abbiamo osservato sia a settembre 2019 che a marzo 2020, la liquidità del mercato dei finanziamenti è fondamentale per il suo funzionamento, e la sicurezza percepita del debito pubblico statunitense ne è il fondamento. Pertanto, è importante non interpretare erroneamente la calma e la pazienza esemplificate nelle attuali condizioni di mercato come uno stato di diminuzione dei rischi. Invece, gli investitori dovrebbero tenere gli occhi aperti nei riguardi di sacche di volatilità mentre ci dirigiamo verso la fine del 2021.

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Alitalia/Ita e Montepaschi. Finanza di regime… fallimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

In questa estate si è consumato meno del solito il dibattito su alcune mostruosità finanziarie del nostro Stato, Alitalia/Ita e Montepaschi. I soldi dei contribuenti, però, nonostante urgenze come covid e Afghanistan, vengono indirizzati verso il mantenimento di queste aziende decotte.Alitalia è costata al contribuente una decina di miliardi e verrà mandata a casa non pagando debiti e prestiti. Sarà sostituita da Ita che, nonostante le restrizioni imposte dall’Ue, ha tutte le caratteristiche di gigantismo e pretesa finanziaria di Alitalia, e votata a bilanci in rosso, sempre a spese dello Stato. Ita parte con una cinquantina di aerei e cinquemila dipendenti (tutto pianificato per crescere nel tempo): un gigante che dovrebbe fare concorrenza alle low cost che sono ovunque nei cieli nazionali ed europei, e concorrenza con 7 aerei ai big mondiali intercontinentali. Tra qualche anno sarà piena di debiti e forse si farà avanti qualche big del cielo interessato all’unico patrimonio in loro possesso, gli slot di Linate e Fiumicino. E, ovviamente, siamo pronti al ritornello dell’importanza di avere una compagnia di bandiera e ad altri nostri soldi riversati nel suo nuovo pozzo senza fondo.Montepaschi ci è costata finora 5 miliardi e dovrà essere venduta entro marzo 2022 altrimenti, non potendo restituire i prestiti di Stato, è destinata al fallimento. Unicredit è interessata ad acquistarla senza debiti e tagliando 5.000 lavoratori… un “affare” che i contribuenti pagheranno tra i 6 e gli 8 miliardi. E’ da tempo che avrebbe potuto/dovuto fallire, ma è vigente la filosofia che le banche non falliscono mai.Insomma, una ventina di miliardi che avrebbero potuto ben essere utilizzati per, cancellando il passato, avviare nuove aziende.Perché questo non accade? I partiti al potere, coi loro interessi spacciati per impegni di pubblica utilità, ne sono responsabili. Anche i sindacati, in piccola parte, con politiche di difesa di posti di lavoro dove quest’ultimo è solo quello che viene pagato da altri lavoratori. Questo lo chiamano mercato e concorrenza…. Vincenzo Donvito, Aduc

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Afghanistan e Italia. La necessità di un esercito europeo

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Cosa c’entra l’Afghanistan con l’Italia, se non per la presenza ventennale delle nostre truppe? E, ancora, che ci facevamo in Afghanistan? Eravamo in quel Paese orientale per esportare la democrazia, come leggiamo e sentiamo? No, eravamo lì per la nostra sicurezza dopo l’attentato alle Torri gemelle di New York, perché minacciare la vita dei civili nei Paesi occidentali era un modus operandi di gruppi terroristici, uno per tutti Al Quaeda, che aveva fatto dell’Afghanistan una base per il proprio supporto logistico e operativo. Ricordiamo che, a tutt’oggi, in Afghanistan operano ben 18 gruppi terroristici e che l’islamismo radicale ha compito attentati in Spagna (stazione ferroviaria di Madrid, con 191 morti e 2000 feriti, nel 2004), in Francia (Parigi, Nizza e altre), in Germania (Berlino, Hanau), Regno Unito (Londra, Manchester), ecc. Ritenere che l’Italia ne possa essere esente è una illusione.Ci interessa, ancora, l’Afghanistan? Facciamo qualche esempio.Ci sono i profughi afghani la cui emigrazione incontrollata riguarda l’Italia e i Paesi europei; c’è il mercato della droga afghano che rappresenta circa il 90% dell’offerta globale di oppiacei illegali; ci sono le miniere di “terre rare”, il cui utilizzo è necessario per i programmi di transizione energetica programmata dall’Italia e dalla Ue, ecc. Insomma, l’Afghanistan è fisicamente lontano ma è vicino, e in contrasto, politicamente, economicamente, socialmente e culturalmente. Il ritiro americano dimostra la dipendenza nostra e dell’Europa dalla politica estera e di sicurezza di un Paese alleato come gli USA. Dobbiamo elaborare un progetto di autonomia strategica europea, decisione che va supportata da una politica estera comune all’Ue e da una propria capacità militare, ovvero da una forza armata europea. E’ inevitabile. Ne va della sicurezza e degli interessi economici dell’Italia e degli altri Paesi europei ai quali siamo strettamente connessi.Primo Mastrantoni, Aduc

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L’Università di Parma tra le eccellenze nella ricerca sullo sviluppo di calcolatori quantistici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

La ricerca condotta all’Università di Parma per lo sviluppo di innovativi Computer Quantistici si conferma ai vertici internazionali. L’ulteriore attestazione arriva grazie a un importante riconoscimento conferito ad Alessandro Chiesa, ricercatore al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche. Il premio, sponsorizzato dall’American Institute of Physics, è stato attribuito da un comitato di esperti nell’ambito della conferenza internazionale Magnetism and Magnetic Materials 2020 (programmata in Florida ma tenuta quest’anno in modalità telematica) per il miglior articolo presentato e consiste in 3500 dollari, oltre a un rimborso di 2500 per partecipare alla prossima conferenza in presenza (https://aip.scitation.org/adv/info/award). La ricerca oggetto del premio riguarda lo sviluppo di innovativi calcolatori quantistici basati su materiali magnetici molecolari, e viene condotta da un team di ricercatori Unipr che comprende i docenti Stefano Carretta, Paolo Santini, Sandro Wimberger ed Elena Garlatti, con numerose collaborazioni internazionali. In particolare, l’attività del gruppo si inserisce all’interno dei progetti europei FET-OPEN FATMOLS e QuantERA SUMO (quest’ultimo cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca) e coinvolge aziende leader nel settore IT quali IBM. Allo studio hanno contribuito significativamente anche Francesco Petiziol, già assegnista all’Università di Parma e attualmente post-DOC alla Technische Universität Berlin, ed Emilio Macaluso, assegnista all’Università di Parma. L’attività di ricerca si colloca nell’ambito, in forte crescita, delle tecnologie quantistiche. L’obiettivo di lungo termine è la realizzazione di un computer quantistico, ossia un dispositivo in grado di risolvere in tempi brevissimi problemi impossibili per computer tradizionali, che vanno dalla crittografia allo studio di nuovi materiali, sino all’analisi e alla progettazione di molecole biologiche e medicinali. Sfortunatamente la potenza di questa tecnologia è spesso limitata dalla difficoltà di controllare i fragili sistemi nanoscopici su cui si basa. Il gruppo di fisici dell’Università di Parma sta lavorando all’implementazione di questi innovativi processori con nano-magneti in grado di autocorreggersi, diventando così robusti nei confronti degli errori e quindi in grado di realizzare calcoli complessi.

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Infiltrazioni terroristiche in Algeria

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

L’Algeria si è legata all’Iran, che utilizza il paese africano per i sui movimenti terroristici. La dichiarazione è arrivata dal Ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid, nel corso di una conferenza che si è tenuta nei giorni scorsi in Marocco.Dichiarazione che si basa su “informazioni precise”, come ha riportato il portavoce del Ministro degli Esteri israeliano Hassan Kaiba, che al sito Madar21 ha ribadito: “L’Algeria è diventata, dall’inizio della primavera araba, un passaggio per i movimenti terroristici istigati dall’Iran- La cooperazione algerino-iraniana ci preoccupa soprattutto perché l’Iran mira ad infiltrarsi in tutti i paesi”.Kaiba ha sottolineato che le attività di Teheran in Medio Oriente sono alla base del terrorismo, soprattutto in Siria, Iraq e Yemen. Il portavoce del Ministro degli Esteri israeliano ha osservato che il paese degli Ayatollah ha l’obiettivo di “interferire negli affari” dell’Africa, compresa l’Algeria, la cui decisione di interrompere le relazioni diplomatiche con il Marocco è stata commentata da Kaiba. La notizia non va sottovalutata, anzi. L’Iran continua a essere una forza che ostacola i processi di pace in Medio Oriente e riesce – sostanzialmente – a controllare gran parte del Libano grazie a Hezbollah, il gruppo terroristico che fa base nel paese dei Cedri. Ma non solo, perché la lunga mano dell’Iran, con la manovalanza di Hezbollah e delle criminalità locale, è da tempo arrivata anche in Sudamerica. L’Iran, quindi, gioca un ruolo fondamentale in Medio Oriente, mette lo zampino in molti traffici illeciti e attentati in Sudamerica e si è infiltrato in Africa, soprattutto in Algeria. Quella stessa Algeria che non ha mai nascosto il proprio antisemitismo, che il più delle volte sfocia nel qualificare Israele come “entità sionista”. Antisemitismo che percuote diverse realtà del paese, tra cui politica, esercito e media. Cosa serve ancora per affermare che l’Iran è all’origine di diversi attentati terroristici?

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Risorse idriche e aree in deficit

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Secondo i dati dell’European Drought Observatory (E.D.O.), sono le province di Pescara e Chieti, quelle maggiormente in sofferenza idrica al termine di un Agosto meteorologicamente “estremo” sull’Italia (dalle temperature tropicali alle disastrose grandinate): oltre che in Abruzzo, grave siccità si registra in Molise e Marche, ma c’è forte crisi idrica anche nel Sud del Piemonte fino ad arrivare al crescente rischio desertificazione in alcune zone della Sicilia ed al preoccupante, progressivo inaridimento delle coste di Romagna.A “fotografare” le disponibilità d’acqua sui territori italiani è il report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che segnala come i grandi laghi del Nord siano al di sotto dei livelli 2020 e tendano a scendere, ad eccezione del Garda, sotto la media del periodo. Se in Val d’Aosta, pur confermandosi il poco conosciuto andamento siccitoso d’Agosto (caduti circa 30 millimetri di pioggia), i fiumi non paiono risentirne, assai diversa è la situazione nel confinante Piemonte, dove le portate dei fiumi sono inferiori al 2020: le situazioni più evidenti sono quelle di Tanaro, Sesia, Stura di Demonte, Varaita, mentre nel Cuneese mancano all’appello oltre 300 millimetri di pioggia da inizio anno (caduti finora mm. 328 contro una media di mm. 635).A risentire delle scarse piogge piemontesi è anche il primo tratto del fiume Po, che recupera però in Emilia Romagna, dove registra portate superiori allo scorso anno, attestandosi a livelli di “normale siccità idrologica”, seppur inferiori alla media del periodo.Gli altri fiumi emiliani continuano ad essere deficitari, in particolare quelli piacentini (la Trebbia è addirittura in secca), che sprofondano sotto i minimi storici seppur, nella stessa area, il bacino di Mignano registra la migliore performance del recente triennio. Sul fronte pluviometrico, in Agosto, i territori romagnoli a Nord del fiume Reno hanno visto cadere solo mm. 13,6, sfiorando il minimo storico di precipitazioni, mentre a Sud dell’asta fluviale sono caduti mm. 15,7 di pioggia. In Lombardia, il fiume Adda presenta una portata inferiore di oltre 200 metri cubi al secondo rispetto dell’anno scorso, mentre è buona, seppur inferiore al 2020, la condizione dei corsi d’acqua del Veneto, grazie alle precipitazioni d’Agosto.Le piogge estive hanno beneficato anche i fiumi della Toscana, tutti in crescita dopo settimane di grande sofferenza e con l’Arno tornato sopra la media mensile. Restano altresì in grave deficit idrico i fiumi delle Marche con il Sentino, che ha toccato il minimo storico nell’ altezza idrometrica (cm. -37); altrettanto dicasi per i bacini marchigiani, i cui volumi trattenuti sono la metà della capacità disponibile e lontanissimi dalle quote degli anni scorsi, complici una temperatura media regionale, superiore di oltre 2 gradi rispetto al passato e precipitazioni calate del 25,5%. Piogge estive scarse anche sull’Umbria, mentre nel Lazio la situazione delle risorse idriche è complessivamente nella media (fiume Liri in crescita, Sacco in calo, lago di Bracciano in decrescita fisiologica stagionale); buona è la condizione dei corsi d’acqua della Campania con Liri Garigliano e Sele al record di portata del quinquennio. Al Sud, le disponibilità idriche, accumulate in Basilicata e Puglia durante i mesi scorsi, stanno permettendo una regolare stagione irrigua, nonostante le riserve in Agosto siano calate di circa 60 milioni di metri cubi in Lucania e di 40 milioni di metri cubi nella confinante regione, pur garantendo ancora un confortante surplus sulle disponibilità dell’anno scorso. Se in Sardegna la situazione è in linea con il positivo 2020, diversa e negativa è la situazione delle disponibilità idriche in Calabria (territorio di ripetuti contrasti fra necessità agricole ed esigenze idroelettriche) ed in Sicilia, i cui bacini registrano uno dei dati peggiori del recente decennio.

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Fire Group: Fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Fire Group, 1° gruppo indipendente in Italia nella gestione del credito, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021. Fatturato pari a 24,2 milioni di euro, in crescita del 10% vs 1H 2020; Ebitda pari a 2,3 milioni di euro con marginalità del 9,3% sui ricavi, stabile vs 1H 2020; Ebitda adjusted pari a 3,2 milioni di euro con marginalità del 12,4% sui ricavi, stabile vs 1H 2020. Fire Group S.p.A: Forte di oltre 29 anni di esperienza, oggi è il 1° Gruppo indipendente attivo nella gestione del credito fin dai primi stadi di problematicità, con 5 società operative specializzate su servizi lungo la filiera: credit management, restructuring, advisory e due diligence per acquisto di portafogli, fiscalità locale e riscossione tributi, business information, scoring PMI (Z-score). Grazie a risorse specializzate e ad una piattaforma gestionale best-in-class con workflow industrializzati e strumenti basati su intelligenza artificiale e machine learning, il Gruppo supporta banche, investitori istituzionali, società di credito al consumo e leasing, utility e multiutility, piccole e grandi imprese commerciali ed enti locali.

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Andamento del settore factoring per il Gruppo Credem

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Si conferma in decisa crescita in tutti i principali indicatori di sintesi ma soprattutto in misura superiore rispetto all’andamento del sistema nel suo complesso. I risultati approvati al 30 giugno 2021 di Credemfactor, società del Gruppo Credem specializzata nel factoring guidata dal Direttore Generale Gabriele Decò, registrano un utile netto di € 4,8 milioni (+97,7% a/a), un risultato lordo di gestione di €5,3 milioni (+8,1% a/a) ed un utile lordo pari a €6,9 milioni (+94,5% a/a), a conferma della solidità e della qualità del core business societario. In crescita anche gli impieghi pari a €879 milioni (+7,2% a/a) ed il numero dei clienti in progresso del 2,3%. Nel corso dell’anno è stato portato avanti un importante piano di innovazione e digitalizzazione finalizzato alla crescita del valore e della qualità della consulenza degli specialisti che rimangono al centro, insieme al cliente, della strategia aziendale. In dettaglio sono stati realizzati investimenti per creare una piattaforma digitale on line e on time, denominata Fast Factoring Digitale, che consente di gestire l’intero processo dall’attivazione di un nuovo cliente a distanza alla contrattualizzazione, fino all’intera transazionalità operativa sia cedente sia debitore, con l’azzeramento della carta. Obiettivo per il 2021 è di rafforzare ulteriormente le sinergie con le reti commerciali di Credem, Credemtel e del Gruppo con soluzioni di supply chain management e finance a sostegno delle imprese, nell’ambito dell’importante progetto di accelerazione digitale di Gruppo “Digital Hub Imprese”.

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DSV acquisisce la divisione Global Integrated Logistics

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

L’acquisizione ha dato vita a un Gruppo con oltre 75mila dipendenti e un fatturato di quasi 19 miliardi di euro. Il valore dell’operazione è pari a 4,06 miliardi di euro e rende DSV il terzo spedizioniere al mondo per dipendenti (oltre 75.000 in 90 Paesi) e per fatturato (18,7 miliardi di euro).Il completamento dell’acquisizione di GIL segna un’importante pietra miliare nel percorso di crescita di DSV. Nel settore dei trasporti e della logistica, la dimensione è fondamentale e grazie a tale operazione la società rafforza la propria posizione come TOP 3 player in questo segmento a livello globale. L’integrazione di DSV e GIL avrà un reddito proforma combinato previsto pari a circa 21,52 miliardi di euro (basato sugli ultimi 12 mesi). Inoltre, l’operazione è stata finanziata attraverso l’emissione di 19,3 milioni di nuove azioni, pari a circa l’8% dell’intero capitale azionario di DSV dopo la transazione, che renderà GIL il secondo maggiore azionista. Successivamente al completamento della transazione, DSV ha accettato di nominare un rappresentante di Agility nel consiglio di amministrazione della propria società. Prima di finalizzare l’acquisizione, la struttura della società in Italia è stata scissa in tre divisioni, seguendo il medesimo modello che il Gruppo DSV ha introdotto, a livello globale, nel 2001, quando la capogruppo ha dato vita a una nuova organizzazione aziendale che ha reso ora la società il terzo più grande spedizioniere al mondo. È proprio in virtù di tale successo che DSV ha deciso di suddividere anche la regione italiana in tre sezioni, a partire da agosto 2021.

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Deutsche Bank Private Banking & Wealth Management: un importante ingresso nel Centro Sud

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Prosegue il percorso di crescita e rafforzamento della squadra italiana del Private Banking & Wealth Management (PB&WM) di Deutsche Bank: nel team guidato dal Sector Head PB & WM Centro Sud Francesco Vigorita arriva Loredana Bianchi, con il ruolo di Vice President – Banker HNWI.Bianchi ha una lunga esperienza nel settore bancario, con una carriera cominciata nel 1992 presso la Banca Commerciale Italiana, proseguendo poi in Banca Intesa e, dal 2007, in BNL- BNP Paribas Private Banking, dove ha aperto e sviluppato con successo la presenza della Private banking nel territorio del Lazio Meridionale. Bianchi ha una forte specializzazione nel private banking e nella pianificazione patrimoniale focalizzata sullo sviluppo e la gestione di clienti imprenditori, anche in sinergia con il mondo corporate e del lending.Roberto Coletta, Head of PB&WM di Deutsche Bank in Italia ha dichiarato: “Con l’ingresso di Loredana, a cui va il nostro più caloroso benvenuto, continua il percorso di crescita del nostro team su tutto il territorio nazionale: da inizio anno tanti nuovi professionisti di alto profilo e di grande esperienza hanno scelto il PB&WM di Deutsche Bank, per lavorare con noi all’obiettivo di essere sempre più la prima banca di riferimento per gli imprenditori e le loro famiglie”. Deutsche Bank offre servizi e prodotti di banca commerciale, banca d’investimento, transaction banking, asset e wealth management ad aziende, governi ed enti pubblici, investitori istituzionali, piccole e medie imprese, famiglie e privati. Deutsche Bank è la banca leader in Germania, con un forte posizionamento in Europa e una presenza significativa nelle Americhe e nell’area Asia Pacifico. L’Italia rappresenta il suo primo mercato europeo, dopo la Germania.

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