Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 29 settembre 2021

Protocollo d’intesa Federazione del Mare – Cluster BIG

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

La Spezia. a bordo della nave “Amerigo Vespucci”, ormeggiata nella Base Navale della Marina Militare di La Spezia, in occasione della manifestazione Seafuture2021, Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare, e Giovanni Caprino, Presidente del Cluster BIG (Cluster Tecnologico Nazionale “Blue Italian Growth”), hanno firmato il Protocollo d’intesa con il quale le due organizzazioni si impegnano ad adottare programmi e iniziative congiunte volte a promuovere specifiche attività per la divulgazione verso il grande pubblico del valore dell’economia blu e favorire la coscienza pubblica di tutti gli aspetti del mare, a partire da quelli socio-economici e di relazioni internazionali. “Il ruolo che i cluster marittimi svolgono come mediatori tra le regioni dell’UE e i paesi marittimi vicini, per aggregare le PMI locali e le grandi aziende nei diversi settori dell’economia blu, anche al di là dei settori puramente marittimi, è fondamentale– afferma Mario Mattioli – Grazie alle loro caratteristiche, i cluster marittimi hanno infatti la capacità di contribuire alla trasformazione della catena del valore dell’economia blu per conseguire, tra gli altri, anche l’obiettivo della neutralità climatica, in termini di riduzione delle emissioni di Co2, rendendo i trasporti marittimi e i porti più ecologici”. È questo uno dei presupposti alla base dell’intesa tra la Federazione del Mare e il Cluster BIG. “Lo spirito che anima le nostre due associazioni – ha aggiunto Mattioli – è perfettamente in linea con il paradigma economico e culturale da cui far partire il modello di sviluppo e le linee guida di una politica economica blu a livello nazionale volto a coniugare competitività, innovazione e sostenibilità”.

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Decisione del governo di candidare Roma a ospitare l’Expo 2030

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

“L’annuncio di Draghi arriva proprio nel momento più delicato per il settore degli eventi e dei congressi che sta lottando per ripartire dopo il lungo stop dovuto alla pandemia”, commenta Alessandra Albarelli, Presidente di Federcongressi&eventi. “Le istituzioni che ora sostengono la candidatura di Roma riconoscendo quanto un evento come Expo sia volano di crescita economica, culturale e sociale di un territorio sono le stesse dalle quali ci aspettiamo il massimo impegno per sostenere il settore degli eventi, sicuramente il più colpito dalle restrizioni e dall’impatto del Covid19”. “L’Italia è ricca di destinazioni turistiche-congressuali che hanno i numeri per ospitare i grandi eventi internazionali siano essi economici, sportivi, scientifici e medici e il Governo può valorizzarle mettendo al centro il ruolo degli eventi come volano di sviluppo dei settori produttivi strategici per il Paese. Per vincere le candidature occorre mettere a disposizione risorse, competenze organizzative e relazioni internazionali che solo la collaborazione tra pubblico e privato (Governo, regioni, città con organizzatori e convention bureau territoriali) può portare. La candidatura per l’Expo 2030 del Presidente del Consiglio Mario Draghi è il primo caso eccellente da cui partire per costruire un concreto rilancio della nostra industria”.

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Energia: l’Arera aggiorna le tariffe +29,8% per l’elettricità e +14,4% per il gas

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Come di consueto l’Autorità per l’Energia ha aggiornato le tariffe trimestrali per l’energia elettrica e il gas. Seppure più “contenuti” rispetto a quanto paventato nelle settimane scorse gli aumenti ci saranno e saranno notevoli: si prevede, infatti un incremento del +14,4% per il gas e +29,8% per l’elettricità. Aumenti incredibili che evidenziano quanto ci sia ancora da fare per calmierare i prezzi in questo settore e come si siano rivelate insufficienti le operazioni messe in atto finora da parte del Governo. Alla luce di tale andamento per la spesa annuale per la famiglia-tipo sarà di circa 631 euro, con una variazione del +30% rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 145 euro su base annua). Per il gas, invece, la spesa della famiglia tipo ammonterà a circa 1.130 euro, con una variazione del +15% circa rispetto al 2020 (corrispondente ad un aumento di circa 155 euro su base annua). “Per l’elettricità – rileva l’Autorità – la spesa annua del 2021 è superiore di circa il 13% rispetto a quella pre-Covid del 2019, mentre per il gas si è sostanzialmente tornati ai livelli del 2019.” Un andamento allarmante, soprattutto dal momento che le dinamiche che lo determinano non sono episodiche, bensì testimoniano una tendenza che andrà crescendo nei prossimi anni. Per questo è necessario che l’azione dell’Autorità e del Governo sia determinata e di carattere strutturale: deve prevedere misure adeguate a far fronte alla nuova domanda di energia. In tal senso ben venga utilizzare, come avevamo proposto, i proventi dei permessi per l’emissione di CO2, ma è necessario fare molto di più: bisogna prevedere misure proporzionate alle condizioni delle famiglie (non facendo pesare gli oneri di sistema su tutti gli utenti nella stessa misura) e destinate a promuovere sempre di più le comunità energetiche e la produzione di energia pulita. Nel dettaglio continuiamo a rivendicare un insieme di misure mirate e realmente utili a determinare una svolta nella lotta alla povertà energetica e nel processo di transizione energetica, attraverso: Una rimodulazione e riforma degli oneri di sistema e delle accise sui carburanti. In tal senso è fondamentale eliminare dagli oneri di sistema le voci obsolete e ingiustificate (ad esempio quella che prevede il sostegno dei regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario). Inoltre è necessario applicare l’IVA solo sui costi della materia prima e non su importi già comprensivi di altre tasse. Lo spostamento di alcuni incentivi (a partire da quello per le energie rinnovabili definito dalla componente Asos) sulla fiscalità generale. Un maggiore controllo sulla trasparenza e sulla veridicità delle offerte, nonché sulle pratiche messe in atto da chi vende i contratti di energia, in vista dell’abolizione del mercato tutelato per le famiglie previsto nel 2024. L’istituzione dell’albo dei venditori autorizzati ad operare nel settore dell’energia in base a parametri che prendano in considerazione non solo solidità e correttezza e soprattutto il loro impegno nel campo dell’energia sostenibile. Una sospensione, in questa delicata fase, dei distacchi per morosità. L’avvio di politiche di sistema che puntino ad affermare, in maniera più decisa e determinata, la transizione nel nostro Paese La ridefinizione del ruolo dell’Acquirente Unico, che dovrà poter continuare ad acquistare energia verde per la pubblica amministrazione. Una politica degli acquisti di gas ed energia coordinata e gestita a livello europeo, per un approvvigionamento delle risorse più vantaggioso per gli stati membri.

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Guillaume Musso: La sconosciuta della Senna

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Collana Oceani, pp. 352, 20 euro In libreria dal 7 ottobre. Arriva finalmente in Italia, il nuovo romanzo dell’autore francese più venduto al mondo, sempre al vertice delle classifiche internazionali. A Parigi, in una notte nebbiosa, qualche giorno prima di Natale, una ragazza viene salvata dalle acque della Senna. È nuda, non ricorda nulla, ma è ancora viva. La donna misteriosa viene accompagnata in ambulanza al pronto soccorso, ma riesce a scappare e a far perdere le proprie tracce. Gli esami del dna rivelano la sua identità: è la pianista Milena Bergman. Ma qualcosa non torna, perché la famosa musicista risulta morta in un incidente aereo più di un anno prima.È una indagine per l’ufficio affari non convenzionali della polizia di Parigi, l’occasione che Roxane, un’ispettrice messa in disparte dai suoi capi, aspettava per prendersi la rivincita che merita. Quando la sua inchiesta intreccia il destino dello scrittore Raphaël Batailley, l’ex fidanzato di Milena, i due si trovano catapultati in un enigma inquietante: è possibile essere al tempo stesso vivi e morti? Il nuovo romanzo di Guillaume Musso è un noir a perdifiato sulle tracce di una donna misteriosa, e dei segreti che la sua vita porta con sé. Editore La nave di Teseo.

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Joyce Carol Oates: la notte, il sonno, la morte e le stelle

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Collana Oceani, pp. 848, 24 euro In libreria dal 7 ottobre. Crudo, lirico e spietato, il nuovo romanzo di Joyce Carol Oates affronta in modo esemplare i temi a lei più cari: il lato oscuro dell’America, il razzismo, i traumi familiari, la lotta di classe.Venerdì 15 ottobre l’autrice sarà ospite del Salone del Libro di Torino (in collegamento). John Earle McClaren, ex sindaco e padre di cinque figli, viene colpito con il taser da due agenti mentre cerca di fermare il pestaggio di un sospetto. Finisce in coma e muore. Per la sua famiglia inizia un percorso di trasformazioni, spesso imprevedibili. Il primogenito, erede del piccolo impero editoriale e pubblicitario di John Earle, è deciso a far emergere la verità occultata dalla polizia…Un’avvincente indagine sull’America contemporanea attraverso il prisma di un dramma familiare: quando un genitore potente muore, ciascuno dei suoi figli adulti reagisce in modi sorprendenti e inaspettati, e la sua vedova in lutto nel modo più sorprendente di tutti.

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Medici di famiglia e pediatri dipendenti dal 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Medici di famiglia dipendenti dal 1° gennaio 2022? È una delle ipotesi formulate dalle regioni in una “Prima analisi sulle modifiche delle relazioni” tra mmg/pediatri e Servizio sanitario nazionale, opera della conferenza degli assessori alla salute. Un’ipotesi che contempla alternative ma non può prescindere dall’ingresso dei medici nelle case di comunità previste nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e potrebbe diventare realtà. Entro l’anno tra i 42 provvedimenti che l’Italia è tenuta ad adottare per avere i soldi del Recovery Fund europeo, c’è infatti l’approvazione di un Decreto governativo sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.Le regioni chiedono che il Decreto consenta di assumere almeno i neodiplomati in medicina generale dalla sua entrata in vigore. Per gli altri medici, la “vecchia” convenzione in versione 2019-21 darà nuove regole. In realtà, gli assessori propongono quattro modelli contrattuali (e volendo nessuno esclude l’altro): dipendenza per tutti; accreditamento da realizzare con modifiche all’accordo nazionale, accreditamento con accordi tra servizio sanitario ed enti privati accreditati, mix dipendenza-accreditamento. La “relazione” dei medici convenzionati con le regioni, è la premessa del documento, non pare più in grado di garantire che “l’investimento notevole, già realizzato in alcune realtà e previsto dal PNRR, che avverrà nelle strutture di assistenza primaria italiane”, porti “ai risultati auspicati in termini di capacità di risposta ai bisogni dei cittadini”. Di più: la pandemia ha dimostrato l’estrema debolezza del modello organizzativo “single” del medico e la “resilienza” del modello associato multi-professionale.I medici di famiglia e i pediatri dovranno garantire la partecipazione a forme organizzative, il lavoro nelle case della comunità, le prestazioni chieste da Regione ed Asl (ma cesseranno le contrattazioni aziendali), il rispetto di indicatori di garanzia di presa in carico, servizi di assistenza domiciliare come parte dell’attività. Ci si coordinerà con gli infermieri di comunità e con i medici di guardia che potrebbero essere ri-assegnati alla fascia oraria diurna, lasciando il 118 dalle 0 alle 8 (nella prima ipotesi di accreditamento con modifica dell’accordo nazionale). La dipendenza è l’ipotesi più “acclamata” da molti assessori ma richiede risorse ed una legge nuova che superi la Balduzzi con le sue aggregazioni Aft e Uccp, che consenta a chi fa il triennio di medicina generale di entrare nella dirigenza medica, e che sciolga il nodo della contribuzione: si potrebbe mantenere quella all’Enpam, magari ad opzione del medico. In cambio i medici avrebbero orari precisi, timbrerebbero il cartellino nella casa o nell’ospedale di comunità o nella centrale operativa territoriale (dove si coordina il rapporto con l’ospedale), e coprirebbero sedi dislocate oggi non gradite. Alternativa è l’accreditamento da realizzare o modificando l’accordo nazionale o dando il via ad accordi regionali con nuovi soggetti convenzionati composti da medici aggregati in società o cooperative. La prima chance prevede una convenzione snella che definisca volumi di lavoro per ogni medico, obiettivi da raggiungere, nuovo ottimale (1:1500 visto il lavoro in tandem con l’infermiere), massimale a 2000, orari certi, presa in carico delle cronicità. Ad essere autorizzato non sarebbe il singolo ma l’aggregazione funzionale se ha idonea rete informatica; l’accreditamento richiederebbe in più la capacità di coprire la continuità assistenziale 8-24 e il rispetto di dotazioni richieste dalla regione. Andrebbe rivista la composizione della quota capitaria. Ma si può arrivare al dunque con tanti sindacati e con così tante cose da dirsi al tavolo Sisac? Le Regioni propongono un modello alternativo che passa per la costituzione di “soggetti giuridici accreditabili”, ciascuno dei quali, forte di un tot di medici e pediatri secondo norme regionali, concluderebbe con la regione un accordo di fornitura servizi. Quarta opzione: far coesistere dipendenza ed accreditamento, con assunzioni a carico delle regioni solo per i nuovi diplomati, e “vecchi” mmg ad esaurimento con la convenzione del 1978, e a seconda delle regioni mix differenti di carichi di lavoro. Da valutare altri aspetti, come il passaggio del triennio di formazione specifica agli atenei, pur con molti docenti mmg, il mantenimento di eventuali equipollenze, la disincentivazione all’offerta di strutture a mmg e pediatri da parte delle farmacie. Tante novità, dunque, ma si tratta pur sempre di una “prima analisi”. Inoltre, le regioni hanno fatto sapere con il coordinatore degli assessori Raffaele Donini (al congresso sull’Emergenza di Riva del Garda) che sentiranno sempre i medici prima di cambiare le cose. Infine, nel Dataroom di Milena Gabanelli dov’era ospite con il leader Fimmg Silvestro Scotti, il direttore Agenas Domenico Mantoan ha minimizzato: la priorità è far entrare i medici nella casa della salute, che va pensata ad integrazione degli studi esistenti, e non il dibattito su dipendenza o convenzione; e per i cittadini resterebbe sempre la scelta fiduciaria del medico di famiglia, come indicato dalla Costituzione. By Mauro Miserendino fonte Doctor33

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Come sarà l’ambulatorio pediatrico del futuro?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Il pediatra al centro della gestione della salute del bambino. È questo uno degli obiettivi della Guida pratica SIPPS-SICuPP-FIMP presentata da Lamberto Reggiani, pediatra: riuscire a evitare al massimo le resistenze batteriche nei confronti degli antibiotici, un problema che sicuramente sta aumentando e che è correlato a un utilizzo dell’antibiotico a volte non corretto”, precisa il medico. I test di valutazione delle urine o i tamponi per la ricerca dello streptococco “sono veloci, semplici da eseguire, poco costosi e si possono inserire perfettamente nell’attività quotidiana del pediatra”, spiega Reggiani. Accanto a questi test poi “dopo adeguati corsi di formazione, si potrebbe inserire anche un’attività diagnostica più avanzata effettuando, ad esempio, elettrocardiogrammi, ecografie o test cutanei allergometrici”. Insomma, l’obiettivo è consentire all’ambulatorio pediatrico di primo livello “di fare da filtro riducendo al massimo la prescrizione di antibiotici e gli invii inutili dei pazienti agli specialisti. L’ambulatorio pediatrico così pensato- garantisce lo specialista- diventerebbe un luogo in cui si chiude il cerchio intorno ai pazienti potendo fare tutto ciò che è necessario, in base alle maggiori e più specifiche competenze del pediatra”.Un ambulatorio così pensato potrebbe rappresentare anche un risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale. “Se si creasse un maggior numero di case della salute, ad esempio, dove più pediatri visitano ed eseguono tutti questi test, si avrebbe un deciso miglioramento della sanità territoriale e si limiterebbe l’accesso alle strutture di secondo livello come i Pronto Soccorso. Fermo restando- precisa Reggiani- che questi test veloci potrebbero essere eseguiti anche negli stessi PS riducendo così il tempo di permanenza di bambini e famiglie”. Ad oggi, la realtà italiana “è a macchia di leopardo- spiega Reggiani- ci sono territori in cui, grazie anche all’intervento delle Regioni, sono stati favoriti gli accordi per l’esecuzione di questi test negli ambulatori pediatrici e i medici sono stati anche sostenuti economicamente nel fare gli investimenti. Mentre ci sono altre regioni in cui la realtà è diversa”. Il tentativo della Guida “è proprio quello di far capire ai professionisti quale può essere un ambulatorio pediatrico del futuro. Vorremmo che la possibilità di fare i test diventasse diffusa e permettesse così al pediatra di avere un rapporto diverso con le famiglie che spesso, mosse dall’ansia, ricorrono al Pronto Soccorso anche quando sarebbe evitabile”, conclude il medico.

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Pediatria: Proposta per rafforzare reti informali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

“Con il COVID-19 è diventato ancora più importante intercettare le difficoltà: ci sono un milione e 700mila famiglie in povertà assoluta, secondo l’ISTAT, e circa 1 milione di bambini vive in estrema povertà. Laddove c’è una difficoltà, le famiglie più numerose, quelle che hanno figli più piccoli e quelle che vengono dall’estero si trovano a sormontare difficoltà ancora più grandi. Per questa ragione, SIPPS ha proposto e rilanciato due volte nel giro di pochi mesi l’idea del pediatra come antenna sociale”. Lo ha detto al Congresso della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, in corso a Caserta, Leo Venturelli, pediatra, responsabile per l’educazione e la comunicazione per SIPPS, nonché garante per i diritti dell’infanzia dell’adolescenza del Comune di Bergamo.La proposta della SIPPS arriva in un momento in cui la pandemia ha peggiorato la vita di molte famiglie dal punto di vista economico e allentato di più le reti informali di sostegno, laddove queste ancora esistevano. Venturelli spiega, infatti, che il ruolo del pediatra come antenna sociale “non può essere svolto da solo. Proponiamo che il medico, oltre a svolgere i bilanci di salute, momenti chiave per lo sviluppo e il benessere del bambino, visitando i bimbi ma anche i genitori nel proprio studio, possa portare un contributo anche domiciliare con una rete funzionale a supporto sia sociale che di tutta la famiglia. Questo perché le patologie acute (tosse, febbre) non giustificano visite a domicilio se non in casi eccezionali- sottolinea- ma queste visite possono essere utili per intercettare difficoltà e problemi sociali. Il pediatra può essere coinvolto insieme ad altre figure, come l’infermiere di comunità o un operatore di home visiting che si rechi presso le famiglie. La nostra idea, già realizzata in Paesi come il Regno Unito, è quella di arrivare preventivamente alla chiamata dei genitori e ai bisogni di salute del bambino”. Si tratterebbe di istituire un servizio universale per tutti i nuovi nati nel Comune, incrociando le banche dati dell’anagrafe e garantendo così la visita a domicilio di un operatore apposito, formato per intervenire: “Deve ascoltare, osservare l’ambiente, chiedere se ci sono problemi, informare la famiglia dei servizi sul territorio”, aggiunge Venturelli. In questo modo l’operatore è in grado di svolgere il ruolo di antenna sociale, comunicando anche ai servizi sociali i bisogni della famiglia, la necessità di un assegno familiare o di un servizio specifico. Le figure professionali che sono state individuate, attualmente già attive in alcune Regioni, sono l’ostetrica, ma soprattutto l’infermiere di comunità. L’ostetrica interviene spesso quando c’è già una necessità e agisce quindi su chiamata, mentre l’infermiere di comunità, figura introdotta dal decreto Rilancio del precedente governo, interviene sul territorio in modo preventivo. A dare una cornice di progettualità, struttura e anche di risorse economiche dovrebbe intervenire il Piano nazionale di ripresa e resilienza che, spiega Venturelli, “già prevede le case di comunità dove questi operatori possono fare riferimento e dove i genitori e i caregiver del bambino troveranno anche i pediatri di famiglia”. L’idea che tutti questi servizi possano avere una referenza nella casa di comunità è un’evoluzione del servizio al territorio e alla persona, perché permette di dare alle famiglie risorse e risposte, anche fornendo supporto educativo, sociale e sanitario. Tutto questo può avvenire con il contributo del terzo settore, della Caritas, della Croce Rossa, per rafforzare quelle reti informali che sono venute meno negli ultimi anni. “Si deve passare da una medicina di attesa ad un’idea di partecipazione attiva sul territorio. Un passaggio fondamentale per tutto questo però- avverte Venturelli- è avere una banca dati, perché mantenere un servizio di questo tipo significa consentire alle famiglie di trovare gli operatori di home visiting. Ci vuole l’informazione e la comunicazione affinché tutto questo funzioni”, conclude.

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Sarah Perry: Sfacciate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

In questo meraviglioso saggio, la romanziera Sarah Perry sostiene che c’è qualcosa di piacevolmente provocatorio e sfacciato nelle ragazze dell’Essex. Sono donne che si scrollano di dosso i pregiudizi di una società che le vorrebbe rispettabili, sobrie e ubbidienti. La scrittrice parte da questo concetto per introdurre altre donne che, nel corso della sua esistenza, le sono state d’ispirazione: dalla martire religiosa Rose Allin (bruciata sul rogo nel 1557 per il culto protestante), alla scrittrice Harriet Martineau (i cui saggi umanisti sullo sviluppo sociale e gli effetti della malattia cronica furono respinti da importanti pensatori vittoriani), fino alla star dei reality e imprenditrice armeno-americana Kim Kardashian. È un superbo pezzo di scrittura in cui la storia femminista e la cultura popolare contemporanea si scontrano con un effetto meraviglioso e stimolante. L’autrice è nata nel 1979 a Chelmsford, nell’Essex. Studiosa, giornalista e scrittrice. Traduzione dall’inglese di Chiara Brovelli Euro 12,00 / 112 pagine PICCOLA BIBLIOTECA NERI POZZA

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Mia Kankimäki: Le donne a cui penso di notte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

È un diario di viaggio nel quale l’autrice ripercorre, per quanto possibile, parte degli itinerari delle sue eroine, senza mai trascurare le loro biografie, gli aspetti psicologici e le condizioni sociali del loro tempo. Il libro è suddiviso in tre parti: Africa, Esploratici, Artiste. «Africa» è interamente dedicata alla figura di Karen Blixen. Kankimäki ammira immensamente la scrittrice danese e per esserle empaticamente più vicina, parte per la Tanzania e il Kenya. Improvvisamente la vita di Kankimäki si intreccia con quella di Blixen. L’autrice le scrive anche alcune lettere, simulando un’amicizia immaginaria. Kankimäki racconta brani della vita intima e privata di Blixen che rivelano i tormenti e le debolezze di una donna inaspettatamente depressa. Nella seconda parte, «Esploratrici», leggiamo che dopo il ritorno dall’Africa Kankimäki è in crisi perché non trova nuove muse ispiratrici. Le viene in aiuto un libro illustrato sulle donne esploratrici nella Storia, in cui sono ricordate tre signore di mezza età del XIX secolo che, assolti i doveri familiari, scelgono di viaggiare per il mondo. Si tratta di Isabella Bird, Ida Pfeiffer, Mary Kingsley. La terza parte è interamente dedicata alle donne che hanno consacrato la propria esistenza all’arte: Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi e Yayoi Kusama. Mia Kankimäki ÄKI è un’autrice finlandese. Dopo aver conseguito un master in letteratura comparata all’Università di Helsinki e aver lavorato nell’editoria finlandese, nel 2010 ha lasciato il suo lavoro e si è recata in Giappone per scrivere il suo primo libro.Traduzione dal finlandese di Delfina Sessa Euro 19,00 / 416 pagine IL CAMMELLO BATTRIANO

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Francesca Diotallevi: Le stanze buie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Si possono coltivare le passioni in un tempo ingeneroso? Qualcosa di torbido e inesprimibile affiora alla superficie di questo romanzo. Ed è indefinito, difficilmente afferrabile eppure persistente, come il profumo che porta addosso Lucilla Flores, protagonista di questa storia fosca e al tempo stesso delicata e malinconica. Francesca Diotallevi, con una capacità di raccontare fuori dal comune, ci porta in una piccola provincia del Piemonte della seconda metà dell’Ottocento, dentro la casa di un aristocratico dedito a vigneti e poco d’altro. Dove la servitù inganna il tempo di un lavoro sempre uguale con qualche ingenuo pettegolezzo, e dove arriva a servizio un maggiordomo che prende il posto del vecchio zio appena scomparso. Ma nessun dio oscuro e severo sarebbe stato capace di tanto dolore e di tanta ingiustizia: verso una bimba innocente, e verso la moglie del conte, Lucilla, una donna con il volto «velato di oscurità», smarrita dentro un segreto che non le si addice, che non dovrebbe appartenerle, lei, la creatura più lieve, sospesa e innocente che si possa immaginare. Le stanze buie è una dichiarazione d’amore alle passioni, alla poesia, alla bellezza della natura, a quel femminile che ci meraviglia ogni volta che si rivela a noi. La storia di un amore negato, la prepotenza di un mondo chiuso e meschino, capace soltanto di nascondere, di reprimere, di lasciare che esistenze intere si lascino coprire dalla polvere della storia senza riscatto e senza futuro. Tra queste stanze ferite dal pregiudizio e dall’indifferenza, Francesca Diotallevi trova, però, una luce e una delicatezza quasi preraffaelita e in questo contrasto affila una lama che taglia sempre perfettamente. E mostra che la felicità non è nelle cose del mondo, se il tempo è ostile. Francesca Diotallevi è nata a Milano nel 1985. È laureata in Scienze dei Beni Culturali. Euro 18,00 / 304 pagine I NARRATORI DELLE TAVOLE

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Valeria Palumbo: La donna che osò amare se stessa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, è una delle donne più fotografate, ritratte, adulate e criticate dell’Ottocento. In vita è stata raccontata, di volta in volta, come la più bella e la più spregiudicata delle dame alla corte di Napoleone III, perversa fin da ragazza, agente di Cavour, amica dei potenti, avida, passionale, la belle dame sans merci, speculatrice in Borsa, alleata dei Rothschild, presto appassita, pazza… Proclamava di aver fatto l’Italia e salvato il papato, però non ha trovato posto nel Pantheon dei fondatori della patria, peraltro tutti maschi fino a tempi recentissimi. Le corti europee, all’epoca, pullulavano di giovani donne belle, intelligenti, colte, disinvolte che servivano interessi vari, economici e politici, alimentando una diplomazia parallela; diplomazia, sia inteso, affidata anche agli uomini, solo che a loro poi toccavano onori, cariche e gloria, come al bel Costantino Nigra, spedito da Cavour ad adulare l’imperatrice Eugenia. Alle donne no: scaduto il tempo di una breve giovinezza restava solo (come accadde a Virginia) la possibilità di muovere le fila di relazioni pazientemente costruite. Ma nell’ombra. Senza titoli. E, cosa che spesso si dimentica, in un quadro giuridico terrificante: l’Italia si fece senza rendere le donne cittadine. Anzi, seguendo proprio il codice napoleonico, rendendole schiave dei loro mariti. Virginia non fu una intellettuale da campi di battaglia o da salotti militanti. Non conobbe il significato della parola solidarietà. Provò a farcela da sola. Quale donna avrebbe potuto vincere in un gioco così impari, le cui regole erano stabilite dagli uomini? Rivendicando regole proprie, è stata travolta dalla macchina del fango: raccontarla come una “peccatrice” è stato un abile stratagemma per giustificare l’esclusione di tutte le donne da quell’agone. L’autrice è giornalista, storica delle donne e autrice teatrale, è caporedattrice del settimanale Oggi. Euro 17,00 / 176 pagine COLIBRÌ – IL TEMPO STORICO

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Robert Seethaler: L’ultimo movimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Gustav Mahler si trova a bordo di una nave che lo riporterà da New York all’Europa. Mahler è famoso in tutto il mondo, è all’apice del successo, la folla lo adora, ma fisicamente è un uomo finito: la malattia lo sta consumando. E mentre un giovane mozzo lo accudisce, gli porta il tè e le coperte e si prende cura di lui, Mahler ripensa alla sua vita, alla figlia Maria, morta da bambina, al suo grande amore, Alma, che lo ha tradito, e all’altra figlia Anna, che è sottocoperta con Alma. È il suo ultimo viaggio. Sa che sta morendo, che ha perso l’amore di sua moglie e che la vita continuerà senza di lui. Struggente e malinconico, ma anche intenso e poetico, L’ultimo movimento è il ritratto di un grande artista, dal carattere non facile, che compie un doloroso ma inevitabile bilancio di quella che è stata la sua esistenza. L’autore è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Traduzione dal tedesco di Roberta Scarabelli Euro 17,00 / 144 pagine Editore Neri Pozza.

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Johanna Mo: La morte viene di notte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Quando Hanna Duncker aveva diciannove anni, suo padre fu condannato per omicidio. La vergogna e la confusione che seguirono le lasciarono il cuore spezzato. Per sfuggire alle dicerie di provincia, Hanna fuggì dalla comunità dell’isola in cui era cresciuta, giurando di non tornare mai più. Sedici anni dopo, Hanna torna a Öland per ripulire la sua casa d’infanzia dopo la morte del padre ed è scossa dalla consapevolezza di voler rimanere, nonostante gli avvertimenti del fratello. Hanna si stabilisce in un cottage malconcio vicino al mare e inizia a lavorare per la polizia locale. Non vuole che i suoi colleghi la giudichino in base alla sua storia, ma in una piccola comunità non ci si può nascondere dal proprio passato – e non aiuta il fatto che il suo nuovo capo sia lo stesso poliziotto che in passato aveva messo suo padre dietro le sbarre. Il primo giorno del suo nuovo lavoro, Hanna viene chiamata su una scena del crimine inquietante. Un ragazzo di quindici anni è stato trovato morto nel sito del patrimonio mondiale Stora Alvaret, nella parte meridionale dell’isola, e la giovane detective viene gettata a capofitto in un’indagine di omicidio che arriverà a risvegliare i fantasmi del suo passato. Hanna si rende conto che dovrebbe ritirarsi dall’indagine, ma non vuole essere quella che se ne va, ancora una volta. La caccia alla verità diventa una resa dei conti con le persone che una volta ha abbandonato, ma è determinata a non lasciare nulla di intentato per trovare l’assassino del ragazzo… E’ nata a Kalmar, in Svezia, e ora vive con la sua famiglia a Stoccolma. Ha trascorso gli ultimi vent’anni lavorando come critica letteraria, traduttrice e redattrice freelance. La morte viene di notte è il suo debutto a livello internazionale. Traduzione dallo svedese di Gabriella Diverio Euro 18,00 / 464 pagine I NERI DI NERI POZZA

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Celia Stahr: Frida in America

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Quando, a ventitré anni, giunse negli Stati Uniti insieme al marito, il muralista Diego Rivera, la giovane Frida Kahlo era una pittrice alle prime armi, da tutti considerata null’altro che la «piccola moglie messicana» di un artista all’apice della fama. La loro prima fermata fu San Francisco, dove Diego era stato invitato dall’architetto americano Timothy Pflueger per dipingere un murale sulla parete del Pacific Stock Exchange. Sebbene entusiasta di partire, Frida fece fatica a dire addio alla propria famiglia mentre lasciava l’amata patria messicana per Gringolandia, come lei chiamava gli Stati Uniti. Le incognite erano tante: com’era davvero quella terra straniera? Sarebbe stata in grado di comunicare, vista la sua scarsa padronanza dell’inglese? Ma, soprattutto, avrebbe trovato ispirazione per la propria arte? Frida era una figlia della rivoluzione messicana, come amava dire, una paladina appassionata dei diseredati e degli ultimi della terra. Eppure le ci volle la permanenza negli Stati Uniti perché le fondamenta su cui poggiava la sua idea di casa e di paese natale vacillassero, costringendola a vedere una realtà diversa. In questa terra straniera lottò e incespicò, talora maledicendola, tal’altra accettandola, raffigurandola tuttavia sempre con occhio attento all’umorismo che ribolliva sotto la superficie della sofferenza. E alla fine il soggiorno a Gringolandia la mutò profondamente, come artista e come donna, trasformando la Señora Rivera nella Frida Kahlo dei suoi dipinti più ispirati. Da quando, nel 1983, Hayden Herrera ha dato alle stampe il suo Frida (Neri Pozza, 2016), non ci sono state altre biografie di rilievo sulla pittrice. E nessun autore ha esplorato in profondità il corpus di opere creato dall’artista durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Concentrarsi su questi anni cruciali della sua evoluzione consente di capire più a fondo questa donna e artista geniale. Schiude una porta su molti dei temi, degli atteggiamenti e delle norme con cui Frida si scontrò in questo periodo significativo della sua vita, che gettò le basi della sua identità, della sua immagine pubblica e del suo maturo stile artistico a venire. Celia Stahr è professoressa all’Università di San Francisco, dove è specializzata in arte moderna americana e contemporanea con particolare attenzione all’arte femminista e agli studi di genere, così come all’arte africana e multiculturale. Traduzione dall’inglese di Anna Nadotti Euro 19,00 / 400 pagine I NARRATORI DELLE TAVOLE

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Eshkol Nevo: Vocabolario dei desideri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

A come Amore, B come Baci, C come Confessione, D come Desiderio… Sono ventisei, tante quante sono le lettere dell’alfabeto, le storie contenute in questo libro, frutto di una rubrica settimanale di grande successo tenuta da Eshkol Nevo sulle pagine di Vanity Fair. Raccolte tutte insieme, costituiscono un’opera indispensabile per i lettori dell’autore della Simmetria dei desideri e di Tre piani, un originale viaggio all’interno della costellazione dei desideri, dei sentimenti e degli impulsi da parte di uno scrittore capace di penetrare come pochi nelle pieghe più riposte dell’animo umano. C’è la F di Ferita, dove un piccolo incidente capitato in un supermercato può cambiare il significato di parole grosse come «razzismo» e «antirazzismo»; la G di Guerra, dove una Escape room diventa pretesto, per un ex pilota, di rievocare il passato; c’è la I di Italo Calvino, in cui una passeggiata per le vie di Rondovia, una città progettata perché nessuno dei suoi abitanti si trovi a incontrare per strada un amore del passato, dà la sensazione di averla già conosciuta attraverso le pagine delle Città invisibili. Storie, dalla A alla Z, attraversate dalla «perturbante fragilità» e, insieme, dalle «ambizioni vanagloriose» (Alessandro Piperno) dei personaggi di Nevo al cospetto della forza dirompente dell’amore e del desiderio. Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso una carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi guida una scuola di scrittura creativa a Tel Aviv. Traduzione dall’ebraico di Raffaella Scardi Euro 12,50 / 96 pagine PICCOLA BIBLIOTECA NERI POZZA

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“Milla”, l’eroina di un thriller a fumetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

La storia si basa su un’antica profezia, incisa su un manoscritto di rame dai monaci integralisti giudaici che redassero i famosi Rotoli del Mar Morto. La fantasia sfuma in una realtà inquietante, perché questo manoscritto esiste davvero ed è la chiave di volta per scoprire un immenso tesoro. A rinvenirlo in una delle città sotterranee della Cappadocia è proprio Milla, agente speciale dell’Interpol. Come mai quel frammento si trova in Turchia, a duemila chilometri di distanza dal monastero esseno? Si scatenerà una caccia feroce e mortale al prezioso reperto che vedrà coinvolti la comunità sufi dei Dervisci, i terroristi del famigerato Califfato, gli spietati servizi segreti turchi e persino una setta millenaria di Crociati.«Milla», scritto da Vito Bruschini e Luca Scornaienchi e disegnato da Áthila Fabbio, è ispirato al romanzo “Il monastero del Vangelo proibito” di Vito Bruschini (Newton Compton, 2016). Nell’adattamento a fumetti, gli autori hanno trasformato l’eroe del libro in un’eroina, una donna straordinaria e coraggiosa dal passato oscuro.Disponibile su edizioninpe.it con spedizione gratuita. In libreria dal 30 settembre 2021.

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The mess Merkel leaves behind

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

We have two covers this week. In Europe we look forward to the German elections. In her 16 years in the chancellery, Angela Merkel has weathered a string of crises, from economic to pandemic. Her abilities as a consensus-forger have served her country and Europe well. But her government has neglected too much, nationally and internationally. Germany is prosperous and stable. Yet trouble is brewing. And as Mrs Merkel prepares to leave office when a new government forms after an election this weekend, admiration for her steady leadership should be mixed with frustration at the complacency she has bred. After a lacklustre campaign that has failed to grapple with Germany’s looming problems, the world should expect post-election coalition talks to last for months, poleaxing European politics while they drag on. And at the end of it all, the country may well end up with a government that fails to get much done. That is the mess Mrs Merkel has left behind.In North America and Asia, we report on the aftershocks of AUKUS, the defence deal announced last week for America and Britain to supply Australia with at least eight nuclear-powered submarines. AUKUS’s true significance is as a step towards a new balance of power in the Pacific. It is a decades-long commitment and a deep one: America and Britain are transferring some of their most sensitive technology. The three countries’ co-operation promises to embrace cyber capabilities, artificial intelligence, quantum computing and more besides. For this the Biden administration deserves credit. And yet the deal still amounts to only half a strategy. America’s relations with China involve more than a military stand-off. In the search for coexistence, America also needs to combine collaboration over issues like climate change with rules-based economic competition. The missing parts involve all of South-East Asia, home to some of the countries most vulnerable to Chinese pressure. And here American policy is struggling. Zanny Minton Beddoes Editor-In-Chief The Economist

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Appuntamento internazionale The Economy of Francesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

Assisi (Perugia), Grande attesa per il videomessaggio di Papa Francesco per l’appuntamento internazionale The Economy of Francesco che si terrà il prossimo 2 ottobre ad Assisi, in diretta streaming con i giovani collegati dai 5 continenti. Ad oggi sono oltre 30 le città (tra cui Shangai, Bogotà, Nairobi, Washington) in tutto il mondo che ospiteranno contemporaneamente un evento EoF. Iniziative che culmineranno nell’incontro online globale dalla città di san Francesco sul canale YouTube di EoF. È il secondo appuntamento per imprenditori, economisti e changemakers ideato per condividere percorsi nuovi in attesa di incontrare Papa Francesco ad Assisi nell’autunno del 2022. Una narrazione della vita di EoF costruita sui passi di Francesco d’Assisi e dei primi francescani e declinata in alcune delle sue dimensioni principali, attraverso lo sguardo, le parole e l’impegno dei giovani. Povertà, finanza, lavoro, ecologia e impresa, ma anche spiritualità e fraternità. Sono questi i temi principali dell’appuntamento di ottobre perché, riprendendo le parole di Papa Francesco, “non sarà possibile impegnarsi in grandi cose solo secondo una prospettiva teorica o individuale senza uno spirito che vi animi, senza alcune motivazioni interiori che diano senso, senza un’appartenenza e un radicamento che diano respiro all’azione personale e comunitaria”.Confermata la presenza, tra gli altri, di personalità di fama internazionale con cui i giovani hanno costruito dialoghi fruttuosi in questi mesi: Vandana Shiva, Jennifer Nedelsky, Partha Dasgupta, Sabina Alkine, Helen Alford e Jeffrey Sachs che sarà presente ad Assisi. Previsto anche il contributo dello scienziato, Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio di Neurobiologia Vegetale di Firenze e secondo il New Yorker uno dei World Changers del pianeta.

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Futures e speculazione incidono sull’aumento del prezzo del gas

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 settembre 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. In Italia, non solo tra le forze politiche, si discute dell’aumento delle bollette del gas e dell’elettricità, rispettivamente del 31% e del 40%. E’ un trend inflattivo in atto in tutta Europa e nel resto del mondo. Manca, però, la chiarezza sulle cause dell’aumento. Non basta riferirsi alla ripresa economica globale e dei consumi dopo i lockdown pandemici, alla domanda di energia pulita e al cambiamento climatico. Tutti aspetti veri, ma il classico rapporto tra domanda e offerta, a nostro avviso, non spiega il fenomeno dei prezzi così “inflazionati”. Però, diventano delle giustificazioni per operazioni di carattere finanziario, come i futures sul gas.Com’è noto, il prezzo del gas naturale e quello dei futures sul gas sono definiti nello stato della Lousiana dal cosiddetto Henry Hub. Dall’inizio dell’anno il prezzo dei futures sul gas contrattati negli Usa è cresciuto di oltre 94%. Cinque volte quelli di due anni fa. Si aggiunga che sul mercato ci sono anche i cosiddetti CFD (contract for difference), strumenti finanziari derivati il cui utilizzo non comporta lo scambio fisico, in questo caso il gas. Bensì si prevede il pagamento in contanti della variazione di valore della materia prima alla scadenza del contratto. I mercati principali dei futures sui prodotti energetici sono il Chicago Mercantile Exchange e il NYMEX di New York. Come per gli altri futures e, in genere, per i derivati finanziari, i trader possono usare il cosiddetto leverage, la leva, per cui un deposito limitato messo in garanzia permette di sottoscrivere contratti per un valore multiplo. Pertanto, la sola spiegazione oggettiva dell’aumento del prezzo del gas, causato dalla crescita della domanda e dei consumi, non regge. Lo conferma anche lo studio, “The future of liquified natural gas: Opportunities for growth“, pubblicato nel settembre 2020 da McKinsey & Company, la maggiore società internazionale di consulenza strategica. McKinsey ha una sua credibilità. Per esempio, in passato ha elaborato lo studio più accurato sulle infrastrutture a livello globale. McKinsey sosteneva che l’industria del gas naturale liquefatto (GNL) stava praticando prezzi bassi e un’offerta eccessiva e che, per la pandemia, la domanda di gas nel 2020 sarebbe potuta diminuire dal 4 al 7%. Tanto che gli esportatori di GNL avevano cancellato alcune spedizioni di gas (più di 100 cargo statunitensi sono stati cancellati nel mese di giugno e di luglio 2020), poiché il prezzo spot nei mercati asiatici ed europei non copriva più il costo della fornitura. In ogni caso, McKinsey spiegava che in futuro lo GNL avrebbe avuto una grande potenzialità in rapporto a cinque aree di intervento: efficienza del capitale, ottimizzazione della catena di approvvigionamento, sviluppo del mercato, de carbonizzazione e digitalizzazione avanzata dei processi. In seguito, McKinsey ha valutato una crescita della domanda globale di gas intorno al 3,4% annuo fino al 2035. Perciò, l’aumento della domanda c’è, ma in dimensioni che non giustificano la sproporzionata crescita del prezzo del gas. Invece, l’aumento dei prezzi dei futures può deformare l’andamento del mercato. Ovviamente i liberisti facinorosi sostengono che i futures non influenzano l’andamento dei prezzi, poiché si tratta di contratti tra privati, dove se uno perde, l’altro vince. Somma zero. In realtà, i futures e in generale le operazioni speculative in derivati, grazie al leverage, raggiungono numeri altissimi e riescono a influenzare i mercati e determinare i prezzi di una materia prima. Si ricordi il balzo del petrolio fino a oltre 150 dollari al barile nel 2008, alla vigilia della Grande Crisi, per poi crollare. Allora si parlò dei famosi “barili di carta”, perché per ogni barile reale di petrolio, almeno cento barili erano trattati con strumenti speculativi. Resta ineludibile, quindi, l’approvazione di nuove regole sulle attività finanziarie e speculative. Il G20 non può sottrarsi a questa specifica responsabilità. Se ne faccia carico anche il governo italiano. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e paolo raimondi economista

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