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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘carburanti’

Carburanti: Unc, benzina sempre più su

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,687 euro al litro per la benzina e a 1,537 euro per il gasolio.”Prosegue inarrestabile la corsa dei prezzi dei carburanti. Un balzo settimanale davvero preoccupante, che da solo incide su un pieno da 50 litri per più di 50 centesimi: +0,53 euro per la benzina e +0,66 euro per il gasolio. Urge un intervento che riduca le imposte, che tra accise e Iva pesano per circa il 60%: 61,2% sulla benzina e 58,2% sul gasolio stando ai dati di oggi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “La benzina, arrivando a 1,687 euro al litro, raggiunge un nuovo record dal 20 ottobre 2014, ossia quasi 7 anni fa, quando svettò a 1698 euro al litro, mentre il gasolio, toccando i 1,537 euro al litro, straccia il precedente primato e arriva al valore massimo dal 19 novembre 2018, quando si attestò a 1.544 euro al litro” aggiunge Dona. “Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, ossia in 9 mesi esatti, un pieno da 50 litri è aumentato di 12 euro e 27 cent per la benzina e di 10 euro e 88 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 17% e del 16,5%. Su base annua è pari a una batosta ad autovettura pari a 294 euro all’anno per la benzina e 261 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno, dalla rilevazione del 5 ottobre 2020, quando la benzina era pari a 1.388 euro al litro e il gasolio a 1.263 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 14 euro e 93 cent in più per la benzina e 13 euro e 70 cent in più per il gasolio, con un incremento, rispettivamente, del 21,5% e del 21,7%. Un rialzo che equivale, su base annua, a una stangata pari a 358 euro all’anno per la benzina e a 329 euro per il gasolio” conclude Dona.

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Benzina: Unc, schizzano i prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2021

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica, salgono i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,662 euro al litro per la benzina e a 1,510 euro per il gasolio.”Schizzano verso l’alto i prezzi dei carburanti. La benzina svetta a 1,662 euro al litro, un record dal 15 ottobre 2018, mentre il gasolio arrivando a 1,510 euro al litro tocca il valore massimo dal 3 giugno 2019, quando si attestò a 1.514 euro al litro” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 11 euro e 3 cent per la benzina e di 9 euro e 55 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 15,3% e del 14,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 265 euro all’anno per la benzina e 229 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno, dalla rilevazione del 14 settembre 2020, quando la benzina era pari a 1.392 euro al litro e il gasolio a 1.274 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 13 euro e 50 cent in più per la benzina e 11 euro e 79 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 19,4% e del 18,5%. Un rincaro che equivale, su base annua, a una mazzata pari a 324 euro all’anno per la benzina e a 283 euro per il gasolio” conclude Dona.

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Inflazione: carburanti e trasporti spingono al rialzo il tasso, che si attesta all’1,8%

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

L’Istat rende noto oggi l’andamento dei prezzi nel mese di luglio, rilevando una corsa dell’inflazione il cui tasso si attesta all’1,8% (dal +1,3% del mese precedente).Si tratta della crescita più elevata dal 1996 (ovvero da quando è disponibile la serie storica), annuncia l’Istituto di Statistica, segnalando come, ancor auna volta, a determinare la forte accelerazione è la crescita dei prezzi dei beni energetici.Come non citare a tal proposito l’insopportabile aumento dei costi dei carburanti che causerà forti aggravi per le famiglie, specialmente in vista delle vacanze estive. Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina dovrebbe attestarsi almeno 12 centesimi al di sotto di quello attuale. Il sovrapprezzo applicato, in termini annui, porterebbe ad un aggravio di circa +144 Euro ad automobilista. Gli aumenti in termini indiretti, sui beni di consumo trasportati in larga parte su gomma, saranno di 107,28 Euro annui a famiglia. Il totale delle ricadute, in termini annui a famiglia ammonta quindi a 251,28 Euro.In pieno periodo di vacanza non aumentano solo i carburanti, ma come prevedibile crescono i costi dei servizi relativi ai trasporti, che si attestano al +1,1% e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8%).Con il tasso di inflazione a questi livelli le ricadute per i cittadini saranno di +536,40 Euro annui a famiglia.Un andamento che troviamo estremamente preoccupante, dal momento che pesa sia sulle condizioni di vita delle famiglie, determinando un aumento del fenomeno della povertà energetica che attualmente interessa l’8,8% delle famiglie, dall’altro sulla ripresa di un settore vitale per la nostra economia, come il turismo.L’euforia per le sime di crescita non deve far perdere di vista l’attuale situazione, specialmente quella che coinvolge le famiglie che a causa della pandemia hanno conosciuto un impoverimento.È nei confronti di questi nuclei che bisogna intervenire con urgenza, attraverso piani di rilancio dell’occupazione.Inoltre è fondamentale che il Governo intervenga disponendo un attento monitoraggio dei prezzi dei beni energetici e una ormai improrogabile riforma del sistema di tassazione su bollette (a partire da una attenta revisione dei famigerati oneri di sistema, come ipotizzato nel DDL Concorrenza) e sui carburanti (con una revisione delle accise e l’adizione di un sistema di accisa mobile).

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Carburanti: Unc, prosegue corsa al rialzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati ora, rincarano ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,614 euro al litro per la benzina e a 1,474 euro per il gasolio. “Non c’è pace per chi vuole andare in vacanza. Non si arresta, infatti, la corsa dei carburanti. Dopo aver sfondato settima scorsa la quota di 1,6 euro, cosa che non succedeva da due anni, dal 10 giugno 2019, la benzina ora sale ancora toccando 1,614 euro al litro. Anche il gasolio raggiunge il valore massimo dal 27 gennaio 2020, quando si attestò a 1.482 euro al litro, quasi un anno e 5 mesi fa” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, in poco più di 5 mesi, un pieno da 50 litri è aumentato di 8 euro e 65 cent per la benzina e di 7 euro e 76 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, dell’12% e dell’11,8%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 208 euro all’anno per la benzina e 186 euro per il gasolio” prosegue Dona. “In un anno solare, ossia dalla rilevazione del 22 giugno 2020, quando la benzina era pari a 1.385 euro al litro e il gasolio a 1.273 euro al litro, un pieno da 50 litri costa 11 euro e 45 cent in più per la benzina e 10 euro e 6 cent in più per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, del 16,5% e del 15,8%. Un rincaro che, su base annua, produrrebbe una mazzata teorica pari a 275 euro all’anno per la benzina e a 241 euro per il gasolio” conclude Dona.

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I carburanti sostenibili per l’aviazione sono pronti per il decollo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Maggio 2021

A cura di Andrea Carzana, Portfolio Manager, azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments.Mancano meno di dieci anni alla scadenza del 2030 stabilita da numerose aziende per raggiungere la neutralità climatica. Analogamente, all’orizzonte si profila già il termine del 2050 fissato da molti paesi per realizzare questo stesso obiettivo. Per raggiungere tali traguardi bisognerà fare grandi passi avanti. Ma come? Un settore che consuma enormi quantità di risorse naturali, ma che a nostro avviso presenta l’opportunità di un cambiamento realistico, è l’aviazione. Riuscire a ridurre le emissioni sarebbe una grande vittoria. Nel 2019 il settore ha generato l’8% del consumo totale di petrolio, equivalente a quasi 7,5 milioni di barili al giorno. Nel 2020 il Covid-19 ha lasciato a terra la maggior parte delle flotte delle compagnie aeree, riducendo del 39% il consumo di carburante, ma la propensione per i viaggi aerei è destinata probabilmente a crescere nel lungo periodo, vista l’importanza della mobilità. Senza un intervento normativo, tuttavia, gli aerei continueranno a usare combustibili fossili, e si stima che entro il 2050 il settore potrebbe assorbire oltre 14 milioni di barili al giorno, più di quanti ne abbia consumati la Cina nel 2019. Una grande differenza tra le compagnie aeree e le automobili risiede a nostro parere nell’enorme quantità di capitale immobilizzata negli aerei esistenti; si tratta di beni con una vita utile residua di 20-30 anni, la cui sostituzione comporterebbe costi semplicemente proibitivi. In aggiunta, la tecnologia necessaria per farli funzionare con carburanti differenti non è stata ancora sviluppata, per cui serve qualcosa che possa essere immesso negli attuali serbatoi. I SAF soddisfano questo requisito. Questi carburanti sostenibili sono prodotti utilizzando rifiuti destinati alla discarica, come l’olio da cucina esausto e il grasso animale scartato, mescolati con il normale combustibile fossile.Nel 2019 il carburante per l’aviazione costituiva un mercato globale da 300 milioni di tonnellate. Le proiezioni del forum sul carburante dell’International Air Transport Association (IATA) prevedono un mercato da 420 milioni di tonnellate entro il 2030, mentre secondo il World Economic Forum le dimensioni di quest’ultimo dovrebbero arrivare a 510 milioni di tonnellate nel 2040. L’Unione europea rappresenta circa il 20% di questo totale, e punta a soddisfare il 14% del proprio fabbisogno mediante l’uso dei SAF, creando una domanda da 11 milioni di tonnellate entro il 2030 nella sola Europa.I SAF sono una soluzione costosa, ma la miscelazione obbligatoria potrebbe favorire una loro ampia diffusione entro la metà di questo decennio. In questo scenario, i governi obbligherebbero le compagnie aeree a utilizzare come carburante una certa quota di SAF. Alcuni paesi si stanno già muovendo in questa direzione: la Svezia ha imposto una quota minima di SAF dello 0,5% nel 2021 e la Francia dell’1% nel 2022. L’Olanda sta valutando un provvedimento che richiederebbe una miscela al 14% entro il 2030. Nell’UE, nel luglio 2021 dovrebbe essere annunciata l’iniziativa ReFuelEU, che avrà probabilmente un obiettivo di miscelazione al 2% nel 2025 e al 5% nel 2030, mentre il presidente Biden viene esortato a introdurre un requisito dell’1% su scala nazionale. Con l’introduzione e l’aumento dei requisiti di miscelazione obbligatoria e il miglioramento delle norme, la scalabilità condurrà a una riduzione dei costi e a un’adozione ancora maggiore, innescando un circolo virtuoso.Oltre al sostegno governativo, lo sviluppo dei SAF richiede l’esercizio di pressioni da parte dei consumatori finali. I passeggeri e le imprese, sotto la spinta di investitori sempre più consapevoli dei fattori ESG, possono costringere le compagnie aeree a ridurre la loro impronta di carbonio, accettando aumenti temporanei dei prezzi a causa dell’aggravio dei costi. Si stima che una miscela al 2% per un volo di tre ore costerebbe 2 dollari a ogni passeggero.I SAF rappresentano un’opportunità entusiasmante per gli investitori. Esploriamo volentieri temi che contribuiscono a promuovere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite.[1] Il mercato dei SAF è direttamente collegato ad alcuni di questi, tra cui l’elemento dei trasporti sostenibili dell’SDG 11, “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”; l’elemento del turismo sostenibile dell’SDG 12, “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”; e l’SDG 13, “Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico”.Per usare una metafora legata all’aviazione, i SAF stanno rullando sulla pista, ma con la tecnologia, la giusta volontà politica, la pressione degli azionisti e lo sviluppo dei requisiti obbligatori possono prendere il volo. (abstract)

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Carburanti sempre più cari

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 Maggio 2021

Prezzi che, come abbiamo più volte sottolineato, sono ben al di sopra di quanto dovrebbe. Secondo i calcoli dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, il prezzo della benzina, calcolando le quotazioni del petrolio ed il cambio, dovrebbe attestarsi ben al di sotto di quello attuale, almeno di 10 centesimi. Un sovrapprezzo di questa portata, in un anno, porterebbe ad un aggravio di circa +120 Euro ad automobilista.Ma quello che, da anni, non smette di sconcertarci, è il sistema di tassazione che pesa sui carburanti. Su 1,58 Euro al litro di benzina, oltre 72 centesimi sono di accisa, 28 di IVA. IVA che viene applicata anche sull’accisa: tassando ulteriormente, cioè, quella che già di per sé è una tassa. Al netto delle tasse un litro di benzina costerebbe 0,573 Euro al litro. Non va meglio per il gasolio, che al netto della tassazione costerebbe 0,568 Euro al litro, ma con il carico di accisa (0,617) e IVA (0,26), arriva a costare 1,447 Euro al litro.Una vera e propria assurdità, dal momento che, come rivela una recente analisi di Unem, il prezzo italiano della benzina al netto delle tasse si attesterebbe al di sotto della media europea di 3-4 centesimi.È ora di dare un taglio netto a questi costi, che pesano in maniera notevole sulle tasche dei cittadini, soprattutto ora che molti di essi hanno intensificato l’utilizzo dell’auto o dei mezzi privati alla luce della pandemia. Si stima che mediamente l’utilizzo dell’automobile rispetto al periodo pre-pandemia è aumentato del +26%, il che si traduce in un maggiore esborso, per i cittadini che ricorrono a mezzi privati, di circa 41 Euro al mese (tenendo conto del prezzo attuale della benzina).Sarebbe necessario, per abbattere tali costi divenuti insostenibili, adottare una seria azione di contrasto alle speculazioni e ricorrere ad un sistema di tassazione più sostenibile, attraverso una rimodulazione delle accise, adottando, in caso di rialzo del costo della materia prima, un meccanismo in grado di ridurre il livello della tassazione.

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Risalgono i prezzi dei carburanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico pubblicati ora, rincarano ancora i prezzi dei carburanti, che si attestano, in modalità self service, a 1,577 euro al litro per la benzina e a 1,438 euro per il gasolio. “Italia in giallo e benzina in rosso. Dopo il rialzo di settimana scorsa, che interrompeva un trend in discesa che durava dal 29 marzo, continua la corsa dei carburanti, guarda caso proprio ora che riprendono gli spostamenti degli italiani” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dall’inizio dell’anno, dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 78 cent per la benzina e di 5 euro e 93 cent per il gasolio, con un rincaro, rispettivamente, del 9,4% e del 9%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 163 euro all’anno per la benzina e 142 euro per il gasolio” prosegue Dona.

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Unc: stangata carburanti, da inizio anno +9,5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2021

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati vanno sempre più su i prezzi dei carburanti, che si attestano a 1,579 euro al litro per la benzina e a 1,445 euro per il gasolio, con un rialzo, rispettivamente, dello 0,8% e dello 0,6% rispetto alla settima precedente.”Non si arresta la corsa dei carburanti che dura senza soluzione di continuità da metà novembre. In soli sette giorni un pieno da 50 litri costa 63 cent in più per la benzina e 45 cent per il gasolio. Dall’inizio dell’anno, ossia dalla rilevazione del 4 gennaio, un pieno da 50 litri è aumentato di 6 euro e 86 cent per la benzina e di 6 euro e 30 cent per il gasolio, con un rincaro, per entrambi, del 9,5%. Su base annua è pari a una stangata ad autovettura pari a 165 euro all’anno per la benzina e 151 euro per il gasolio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dal 9 novembre, poi, ultima settimana senza rialzi, in poco più di 4 mesi c’è stato un balzo del 14,5% per la benzina e del 15,7% per il gasolio. Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di circa 10 euro: 10 euro e 2 cent per la benzina e 9 euro e 81 cent per il gasolio. Su base annua è pari a una bastonata ad autovettura pari a 241 euro all’anno per la benzina e 236 per il gasolio” conclude Dona.

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I prezzi dei carburanti calano, ma con il contagocce

Posted by fidest press agency su sabato, 2 Maggio 2020

Secondo i dati del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati, rispetto a settimana scorsa, il prezzo della benzina si abbassa di poco meno di 2 cent al litro (1,965 cent), così come il gasolio per auto (1,937 cent).”Anche se è andata molto meglio rispetto a settimana scorsa, i prezzi sono scesi di circa il doppio rispetto alla precedente rilevazione, non è comunque accettabile, dopo i ripetuti tonfi delle quotazioni del petrolio, che la benzina costi ancora 1,392 euro al litro ed il gasolio 1,287 euro. Le giustificazioni stanno a zero. E’ vero che, secondo i dati di oggi, accise e Iva incidono sul prezzo finale della benzina per il 70,4%, 66% per il gasolio auto. E’ decisamente troppo, ma è sempre stato così. Il fatto che gli italiani paghino troppe imposte sui carburanti, non vuol dire che non ci siano ampi margini per una ulteriore riduzione del prezzo finale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il fatto, poi, che la domanda dei carburanti sia precipitata, in un libero mercato dovrebbe portare ad una diminuzione del prezzo, non ad un blocco per tamponare la flessione dei ricavi” prosegue Dona.
“Rispetto a settimana scorsa, su un pieno di 50 litri di carburanti si risparmia meno di 1 euro, 98 cent per la benzina e 97 cent per il gasolio. E’ un calo ancora insufficiente, anche se rispetto a due settimane fa, il risparmio è di 1,53 euro per la benzina e di 1,43 euro per il gasolio ” conclude Dona.

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Previste nuove stangate per i consumatori per quanto riguarda il costo del carburante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Aumenti che in parte vengono attribuiti alle crescenti tensioni nell’area medio-orientale tra USA e Iran, ma che in realtà nulla hanno a che fare con quegli avvenimenti. “Da tempo già il Governo sta pensando, al fine di far quadrare i conti e risanare il buco economico di oltre 3 miliardi di Euro, di aumentare il prezzo della benzina e del Diesel come manovra necessaria. – afferma Marco Donzelli, Presidente del Codacons – Si prevedono infatti, grazie all’aumento delle imposte sulla benzina, gettiti di oltre 1,2 miliardi di Euro per il 2021 e più di 1,7 per il 2022.La decisione andrà a gravare ulteriormente il prezzo del carburante, il quale già di per sé ha un costo molto elevato a causa delle accise e dell’IVA al 22%. Falso attribuire quindi alle tensioni in Medio-Oriente gli aumenti dei costi – conclude il Codacons – presenteremo un esposto all’Antitrust al fine di verificare la correttezza di quanto avviene.”

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Unione Petrolifera: Dati carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

petrolioSecondo i dati resi noti oggi dall’Unione Petrolifera, nel mese di febbraio i consumi di carburanti (benzina + gasolio) sono risultati pari a circa 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio, con una crescita del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2015.
“Al di là dell’aumento dovuto all’anno bisestile, si sta registrando un piccolo rialzo nei consumi di carburanti. Un fatto positivo, considerato che gli anni più bui della crisi aveva fermato gli italiani, costringendoli a viaggiare molto meno” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, i consumi di benzina, dopo aver toccato il picco nel 2007 (11.892 migliaia di tonnellate), sono costantemente scesi fino al 2015, raggiungendo il record negativo di 7816 tonnellate, registrando un crollo del 34,28%. Rispetto al 2008 il calo è del 29,23%. Ovviamente rispetto al 2014 si segnala una flessione ridotta (-1,08%), visto che gli spostamenti già due anni fa erano al minimo.
Più contenuto il ribasso per il gasolio, che registra un andamento più altalenante: scende dal 2007 al 2009, risale nel 2010 e 2011, si abbassa nel 2012, 2013, aumenta nel 2014 e 2015 (+2,01% dal 2014 al 2015).
In ogni caso, rispetto al 2007, la contrazione è dell’11,05% (-10,38% dal 2008)
Ad incidere su questi dati, ovviamente, anche il cambiamento della consistenza del parco veicolare. In questi anni, infatti, salgono le autovetture a gasolio e gpl, rispetto a quelle a benzina. In tal senso si spiega il balzo positivo ed in controtendenza del consumo di Gpl auto, +75% dal 2007 al 2015.
Al di là degli spostamenti dovuti al tipo di alimentazione, comunque, i carburanti nel loro complesso sono mediamente diminuiti, dal 2007 al 2015, del 16,06% (-13,88% dal 2008 al 2015). Nel 2015, invece, salgono nei confronti del 2014 dell’1,43%.
“Insomma nel 2015 si osserva un primo segnale positivo che prosegue nel 2016, come confermato dai dati dell’Unione Petrolifera di oggi. Ma la strada per tornare ai valori precrisi è ancora molto lunga” ha concluso Dona.

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Carburanti: decreto liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

>“Il decreto sulle Liberalizzazioni che contiene norme in materia di carburante, ha un suo punto qualificante nella liberta’ di rifornimento ma il punto centrale e’ che tale liberta’ da parte dei gestori/proprietari impatta su 3.500 impianti (dato desunto dai data base delle regioni) e non su 500 come erroneamente riportato da alcuni quotidiani” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, l’associazione che ha dato vita al fenomeno delle c.d. “pompe bianche” o “no logo”. “Cio’ consente in linea teorica – aggiunge Ferrari Aggradi – di portare le pompe no-logo ad oltre 5.000 (considerando le 1.600 gia’ esistenti) pari ad oltre il 20% del totale degli impianti esistenti in Italia. Numero che gia’ rappresenta il limite oltre il quale l’effetto di contenimento dei prezzi del carburante, prodotto dal fenomeno “pompe bianche”, rischia di arretrare rispetto al massimo del vantaggio. Cioe’ – spiega Ferrari Aggradi – aumentando i punti ‘no logo’ si riduce il numero degli impianti limitrofi da cui catturare ‘vendite’ e quindi l’erogato medio della singola ‘pompa bianca’, che e’ l’elemento che sostiene una politica di prezzo aggressiva a vantaggio del Consumatore finale. La ‘pompa bianca’ non ha dei costi globali di gestione dell’impianto diversi da quelli di un impianto tradizionale ‘a marchio’ ne’ ha canali di acquisto diversi, quindi cio’ che fa la differenza e’ la quantità di carburante venduto su cui spalmare i costi di gestione ed il margine di guadagno. Dunque l’equilibrio e’ precario e richiede molta attenzione perche’ se tutta la rete applicasse la politica prezzi oggi applicata dalle ‘pompe bianche’ ed il numero degli impianti rimanesse immutato, i prezzi ritornerebbero, gioco forza, ad essere non dissimili da quelli attuali della rete “a marchio”. Prova ne è il fatto che nelle zone di maggior diffusione delle “pompe bianche”, in particolare il Nord-Est, gia’ emergono segnali di sofferenza da parte dei gestori delle pompe bianche, ed in alcuni casi di crisi nei loro conti economici. L’equilibrio perfetto si troverebbe in un numero di “pompe bianche” – conclude Ferrari Aggradi – contenuto (10-15% del totale) ma equamente distribuito sul territorio nazionale”.

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Manovra sui carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia, in merito alla bozza di manovra in cui è prevista all’art. 7 comma 4, la liberalizzazione dei carburanti attraverso l’eliminazione, per igestori, dell’esclusivita’ sui contratti di rifornimento nei confronti dei rivenditori e dei proprietari degli impianti, che giunge a distanza di pochi mesi dall’approvazione dell’art. 28 contenuto nella manovra di agosto e che non ha potuto dispiegare i propri effetti positivi, afferma che “La norma non solo e’ scritta male perche’ fa riferimento a non precistate <<violazioni di norma imperativa di legge>> che non esistono, ma e’ devastante per il settore, per i consumatori e per gli operatori in particolare per gli indipendenti fautori del fenomeno delle pompe bianche, oltre ad essere manifestamente incostituzionale perche’ “scipperebbe”, nella peggiore tradizione degli espropri senza corrispettivo attuati dai regimi totalitari, i proprietari dei loro impianti di distribuzione che gia’ li concedono gratis ai gestori in cambio di un contratto in esclusiva per il rifornimento del carburante. Contratto che – ricorda Ferrari Aggradi – e’ obbligatorio e l’unico previsto dalla legge 32/98. I proprietari degli impianti non potranno piu’ assicurare la qualita’ del prodotto servito alla pompa dai gestori restandone comunque responsabili. Il pericolo per i cittadini quindi e’ che non solo non ci sara’ nessun effetto in termini di riduzione del prezzo alla pompa, ma questi non potranno piu’ essere certi della qualita’ della benzina con cui riforniranno i loro mezzi di trasporto rischiando – se gli va bene – il blocco del motore nell’eventualita’ venga loro venduto del carburante scadente o impuro. Inoltre – prosegue Ferrari Aggradi – nella bozza di decreto si impedisce di fatto ogni modifica contrattuale tra le parti per mitigare la portata deflagrante di una norma sballata. Insomma siamo all’ennesimo tentativo di esproprio forzato che rischia di far chiudere bottega a migliaia di piccole e medie aziende che operano nella commercializzazione dei carburanti con pesantissimi effetti sull’occupazione. Da un Governo tecnico – conclude Ferrari Aggradi – ci saremmo aspettati ben altro: la revisione delle accise ad esempio che è l’unica via percorribile per incidere effettivamente sul costo finale dei carburanti e l’unica forma capace di garantire al consumatore finale un effettivo calo del prezzo alla pompa. Ci auguriamo quindi che il Governo, riveda la propria posizione al fine di non danneggiare ulteriormente un settore – quello della distribuzione dei carburanti – gia’ pesantemente colpito dalla Robin Tax, anche questa una norma incostituzionale figlia di una politica energetica incapace di guardare oltre l’immediata necessita’ di fare cassa”.

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Manovra: Ferrari Aggradi: Robin Tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2011

supercortemaggiore

Image by Paolo Margari via Flickr

“Ci riconosciamo nelle posizioni espresse dai Presidenti dell’Autorita Energia Elettrica e Gas e della Corte dei Conti circa gli effetti indesiderati che potrebbero derivare dall’applicazione della Robin Tax” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli-Assoenergia, associazione di categoria che raggruppa le imprese che operano nella commercializzazione dei carburanti, dei combustibili, nella trasformazione razionale dei combustibili in energia e nella produzione delle energie rinnovabili, che gia’ nei giorni scorsi aveva espresso la propria netta contrarieta’ all’aumento dell’addizionale Ires che, con la nuova manovra arriva addirittura al 10,5 per cento. “Ribadiamo con forza – prosegue Ferrari Aggradi – la nostra contrarieta’ ad una misura che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore energetico del Paese con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e sullo sviluppo dello stesso. Questo – precisa Ferrari Aggradi – senza contare i palesi profili di incostituzionalita’ della norma. In particolare, l’eventuale inasprimento della tassa finira’ per assestare un colpo difficilmente assorbibile da parte delle p.m.i. che assicurano la distribuzione e la commercializzazione di prodotti petroliferi garantendo la pluralita’ dell’offerta. Imprese stremate dal fatto che stanno sostenendo interi pezzi dell’economia del Paese attraverso dilazioni finanziarie che esorbitano le normali pratiche commerciali causa il protrarsi della congiuntura economica. Imprese che comprano e rivendono al miglior prezzo in un mercato fortemente competitivo, i cui bilanci sono gonfiati per oltre il 60% da accise che versano anticipatamente allo Stato, gravate da un elevatissimo rischio credito, che non possono, in quanto price takers, traslare alcunche’ e che, strutturalmente, non possono soddisfare le richieste di controllo antitraslazione dell’Autorita’ che provocano l’aggravio di costi amministrativi insostenibili quanto inutili. E’ ora di prestare attenzione e di tutelare anche gli “invisibili”, quelle migliaia di imprenditori che, a costo di grandi sacrifici, silenziosamente, fanno il proprio dovere. Ci auguriamo – conclude Ferrari Aggradi – che il Governo elimini o quanto meno escluda dalla Robin Tax le p.m.i di natura commerciale per consentire la sopravvivenza di questo importante segmento e per il rilancio degli investimenti nel settore, pressoche’ bloccati dal 2008, anno della sua introduzione, anche al fine di evitare interminabili contenziosi giudiziari”. (Franco Ferrari Aggradi Presidente Assopetroli-Assoenergia)

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Benzina: incontri istituzionali senza consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale – giudica grave la mancata convocazione delle Associazioni Consumatori all’incontro indetto con le compagnie petrolifere e l’Unione petrolifera per oggi martedì 19 luglio. Non ce ne spieghiamo il motivo – prosegue Giordano – anche perché l’ordine del giorno che ha “l’obiettivo fare il punto sui recenti rincari dei prezzi dei carburanti” è tematica che coinvolge direttamente i consumatori. Quest’incontro – continua Giordano – come più volte accaduto in passato ha il sapore di incontro che non produrrà alcun effetto, ancor meno la diminuzione dei prezzi alla pompa. Eppure – conclude Giordano – diminuire il prezzo alla pompa è semplice: basta tagliare le accise ed è quanto richiesto nel ddl di iniziativa popolare “Libera la benzina” di Fegica Cisl, Faib Confesercenti, cui Adiconsum ha aderito, già in discussione al Senato. 500.000 sono state le firme raccolte dalla petizione “Libera la benzina” a sostegno del suddetto ddl, provenienti da tutti gli schiarimenti politici e imprenditoriali, nonché da semplici cittadini, automobilisti e non. Ecco l’elenco delle accise da tagliare:
1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

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Libia: affari da multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Il Governo per il timore di non partecipare alla spartizione del “dopo Gheddafi” si è buttato a capofitto in una guerra, quella contro la Libia, senza ragionare e senza soldi e per questo adesso mette le mani direttamente nelle tasche degli Italiani aumentando le accise sui carburanti” -Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)- “La “manovra” nascosta nelle pieghe del decreto per il rifinanziamento delle missioni all’estero – prosegue- prevede, al comma 3 dell’articolo 10, che i fondi destinati a finaziare la guerra contro la Libia gravino direttamente sulle accise dei carburanti il cui aumento è possibile nella misura massima di 5 centesimi al litro per reintegrare le risorse del “Fondo nazionale di protezione civile” che sono state utilizzate per i raid aerei e i bombardamenti. E’ sconcertante – sottolinea Comellini- che soldi pubblici destinati a realizzare interventi di protezione a favore delle popolazioni italiane colpite da calamita’ naturali, catastrofi o altri eventi straordinari, siano utilizzati per acquistare bombe e missili. Adesso -conclude- il Governo spieghi questa scelta agli Italiani e soprattutto a coloro che il 6 aprile 2009 persero tutto nel terremoto dell’Aquila e ancora oggi vivono in condizioni precarie.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Benzina: stangata estiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Le associazioni dei consumatori riunite nella sigla Casper (Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) annunciano oggi la preparazione di un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia relativamente ai listini dei carburanti. “I rincari di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni sono eccessivi e hanno portato i listini a livelli preoccupanti, raggiungendo al sud Italia quota 1,665 euro al litro – spiega Casper – Aumenti che, temiamo, rappresentano solo l’inizio della speculazione sulle vacanze estive degli italiani, e che non trovano alcuna giustificazione dal momento che le quotazioni del petrolio appaiono in calo”. “A causa di tali abnormi incrementi alla pompa, rispetto allo stesso periodo del 2010 ogni automobilista spende oggi 10,6 euro in più per un pieno di benzina, e addirittura 12,2 euro in più per un pieno di diesel. Una stangata che si abbatterà come un macigno sulle vacanze degli italiane” – proseguono Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Per le associazioni di Casper è indispensabile quindi un intervento della magistratura per accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio, anomalie che potrebbero configurare l’ipotesi di aggiotaggio.

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Carburanti: Aumento accise

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Mediamente ogni veicolo percorre 15.000 km con un consumo di circa 1000 litri di carburante. Un aumento delle accise di 1-2 cent al litro significa maggiori tasse da 10 a 20 euro a veicolo su base annua. Una scelta questa in netto contrasto con le ripetute dichiarazioni del Governo di congelare o ridurre le accise sulla benzina. Una scelta, inoltre, che pesa ulteriormente sull’inflazione. Se prendiamo poi in considerazione il fatto che dallo scorso anno l’aumento intervenuto sui carburanti è stato di circa 25 cent/l, per ogni veicolo la maggiore spesa è stata di 250 euro su base annua, di cui metà andate ai petrolieri e metà allo Stato. Si continua a proclamare l’esigenza di ridurre le tasse per rilanciare i consumi, ma poi ogni giorno vengono fatte scelte opposte.

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Autovie Venete: Prezzi dei carburanti on line

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Autostrade of Italy

Image via Wikipedia

La Concessionaria, adeguandosi a una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, ha concertato con i gestori degli impianti presenti nelle aree di servizio attive sulla rete, le modalità di aggiornamento e di trasferimento dei dati relativi ai prezzi di Super senza piombo e Gasolio al self service, pubblicandoli poi sul sito http://www.autovie.it e su http://www.osservaprezzi.it il sito di servizio del Ministero per lo Sviluppo Economico. I gestori degli impianti o ad ogni modifica di prezzo,  aggiorneranno l’importo (l’operazione viene effettuata grazie a una password che consente loro di inserire le informazioni direttamente nell’area riservata del sito di Autovie), che, con un automatismo, verrà poi trasferito anche all’osservatorio prezzi. Se non ci saranno variazioni, ogni settimana provvederanno a confermare quelli precedenti. Oltre ad Autostrade per l’Italia, Autovie è la prima concessionaria ad aver attivato il servizio, in un’ottica di miglioramento costante della trasparenza e delle informazioni fornite agli utenti. Un intervento che è valso, alla Società, il plauso del Ministero. Le informazioni relative ai prezzi praticati per ogni tipologia di carburante commercializzato, sono disponibili sul sito http://www.autovie.it . Basta cliccare, sulla home page, la voce  “autostrada” e selezionare, fra le opzioni che compaiono, la scritta “aree di servizio”.

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Carburanti: il governo tagli le accise

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Adiconsum è profondamente convinta che il Governo debba attivarsi per il taglio delle accise e debba realizzare nel contempo un controllo sulle eventuali speculazioni poste in atto dalle Compagnie petrolifere. Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale – appoggia pienamente l’iniziativa lanciata da Cisl e Confesercenti di un disegno di legge di iniziativa parlamentare con il sostegno popolare per la raccolta di 500.000 firme necessarie al deposito della proposta stessa in Parlamento. Proposta – conclude Giordano – che, se varata, porterebbe alla famiglie un risparmio medio di 500 euro annui.

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