Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Posts Tagged ‘carburanti’

Previste nuove stangate per i consumatori per quanto riguarda il costo del carburante

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 gennaio 2020

Aumenti che in parte vengono attribuiti alle crescenti tensioni nell’area medio-orientale tra USA e Iran, ma che in realtà nulla hanno a che fare con quegli avvenimenti. “Da tempo già il Governo sta pensando, al fine di far quadrare i conti e risanare il buco economico di oltre 3 miliardi di Euro, di aumentare il prezzo della benzina e del Diesel come manovra necessaria. – afferma Marco Donzelli, Presidente del Codacons – Si prevedono infatti, grazie all’aumento delle imposte sulla benzina, gettiti di oltre 1,2 miliardi di Euro per il 2021 e più di 1,7 per il 2022.La decisione andrà a gravare ulteriormente il prezzo del carburante, il quale già di per sé ha un costo molto elevato a causa delle accise e dell’IVA al 22%. Falso attribuire quindi alle tensioni in Medio-Oriente gli aumenti dei costi – conclude il Codacons – presenteremo un esposto all’Antitrust al fine di verificare la correttezza di quanto avviene.”

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Unione Petrolifera: Dati carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2016

petrolioSecondo i dati resi noti oggi dall’Unione Petrolifera, nel mese di febbraio i consumi di carburanti (benzina + gasolio) sono risultati pari a circa 2,4 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di tonnellate di benzina e 1,8 di gasolio, con una crescita del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2015.
“Al di là dell’aumento dovuto all’anno bisestile, si sta registrando un piccolo rialzo nei consumi di carburanti. Un fatto positivo, considerato che gli anni più bui della crisi aveva fermato gli italiani, costringendoli a viaggiare molto meno” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, i consumi di benzina, dopo aver toccato il picco nel 2007 (11.892 migliaia di tonnellate), sono costantemente scesi fino al 2015, raggiungendo il record negativo di 7816 tonnellate, registrando un crollo del 34,28%. Rispetto al 2008 il calo è del 29,23%. Ovviamente rispetto al 2014 si segnala una flessione ridotta (-1,08%), visto che gli spostamenti già due anni fa erano al minimo.
Più contenuto il ribasso per il gasolio, che registra un andamento più altalenante: scende dal 2007 al 2009, risale nel 2010 e 2011, si abbassa nel 2012, 2013, aumenta nel 2014 e 2015 (+2,01% dal 2014 al 2015).
In ogni caso, rispetto al 2007, la contrazione è dell’11,05% (-10,38% dal 2008)
Ad incidere su questi dati, ovviamente, anche il cambiamento della consistenza del parco veicolare. In questi anni, infatti, salgono le autovetture a gasolio e gpl, rispetto a quelle a benzina. In tal senso si spiega il balzo positivo ed in controtendenza del consumo di Gpl auto, +75% dal 2007 al 2015.
Al di là degli spostamenti dovuti al tipo di alimentazione, comunque, i carburanti nel loro complesso sono mediamente diminuiti, dal 2007 al 2015, del 16,06% (-13,88% dal 2008 al 2015). Nel 2015, invece, salgono nei confronti del 2014 dell’1,43%.
“Insomma nel 2015 si osserva un primo segnale positivo che prosegue nel 2016, come confermato dai dati dell’Unione Petrolifera di oggi. Ma la strada per tornare ai valori precrisi è ancora molto lunga” ha concluso Dona.

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Carburanti: decreto liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2012

>“Il decreto sulle Liberalizzazioni che contiene norme in materia di carburante, ha un suo punto qualificante nella liberta’ di rifornimento ma il punto centrale e’ che tale liberta’ da parte dei gestori/proprietari impatta su 3.500 impianti (dato desunto dai data base delle regioni) e non su 500 come erroneamente riportato da alcuni quotidiani” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli Assoenergia, l’associazione che ha dato vita al fenomeno delle c.d. “pompe bianche” o “no logo”. “Cio’ consente in linea teorica – aggiunge Ferrari Aggradi – di portare le pompe no-logo ad oltre 5.000 (considerando le 1.600 gia’ esistenti) pari ad oltre il 20% del totale degli impianti esistenti in Italia. Numero che gia’ rappresenta il limite oltre il quale l’effetto di contenimento dei prezzi del carburante, prodotto dal fenomeno “pompe bianche”, rischia di arretrare rispetto al massimo del vantaggio. Cioe’ – spiega Ferrari Aggradi – aumentando i punti ‘no logo’ si riduce il numero degli impianti limitrofi da cui catturare ‘vendite’ e quindi l’erogato medio della singola ‘pompa bianca’, che e’ l’elemento che sostiene una politica di prezzo aggressiva a vantaggio del Consumatore finale. La ‘pompa bianca’ non ha dei costi globali di gestione dell’impianto diversi da quelli di un impianto tradizionale ‘a marchio’ ne’ ha canali di acquisto diversi, quindi cio’ che fa la differenza e’ la quantità di carburante venduto su cui spalmare i costi di gestione ed il margine di guadagno. Dunque l’equilibrio e’ precario e richiede molta attenzione perche’ se tutta la rete applicasse la politica prezzi oggi applicata dalle ‘pompe bianche’ ed il numero degli impianti rimanesse immutato, i prezzi ritornerebbero, gioco forza, ad essere non dissimili da quelli attuali della rete “a marchio”. Prova ne è il fatto che nelle zone di maggior diffusione delle “pompe bianche”, in particolare il Nord-Est, gia’ emergono segnali di sofferenza da parte dei gestori delle pompe bianche, ed in alcuni casi di crisi nei loro conti economici. L’equilibrio perfetto si troverebbe in un numero di “pompe bianche” – conclude Ferrari Aggradi – contenuto (10-15% del totale) ma equamente distribuito sul territorio nazionale”.

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Manovra sui carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia, in merito alla bozza di manovra in cui è prevista all’art. 7 comma 4, la liberalizzazione dei carburanti attraverso l’eliminazione, per igestori, dell’esclusivita’ sui contratti di rifornimento nei confronti dei rivenditori e dei proprietari degli impianti, che giunge a distanza di pochi mesi dall’approvazione dell’art. 28 contenuto nella manovra di agosto e che non ha potuto dispiegare i propri effetti positivi, afferma che “La norma non solo e’ scritta male perche’ fa riferimento a non precistate <<violazioni di norma imperativa di legge>> che non esistono, ma e’ devastante per il settore, per i consumatori e per gli operatori in particolare per gli indipendenti fautori del fenomeno delle pompe bianche, oltre ad essere manifestamente incostituzionale perche’ “scipperebbe”, nella peggiore tradizione degli espropri senza corrispettivo attuati dai regimi totalitari, i proprietari dei loro impianti di distribuzione che gia’ li concedono gratis ai gestori in cambio di un contratto in esclusiva per il rifornimento del carburante. Contratto che – ricorda Ferrari Aggradi – e’ obbligatorio e l’unico previsto dalla legge 32/98. I proprietari degli impianti non potranno piu’ assicurare la qualita’ del prodotto servito alla pompa dai gestori restandone comunque responsabili. Il pericolo per i cittadini quindi e’ che non solo non ci sara’ nessun effetto in termini di riduzione del prezzo alla pompa, ma questi non potranno piu’ essere certi della qualita’ della benzina con cui riforniranno i loro mezzi di trasporto rischiando – se gli va bene – il blocco del motore nell’eventualita’ venga loro venduto del carburante scadente o impuro. Inoltre – prosegue Ferrari Aggradi – nella bozza di decreto si impedisce di fatto ogni modifica contrattuale tra le parti per mitigare la portata deflagrante di una norma sballata. Insomma siamo all’ennesimo tentativo di esproprio forzato che rischia di far chiudere bottega a migliaia di piccole e medie aziende che operano nella commercializzazione dei carburanti con pesantissimi effetti sull’occupazione. Da un Governo tecnico – conclude Ferrari Aggradi – ci saremmo aspettati ben altro: la revisione delle accise ad esempio che è l’unica via percorribile per incidere effettivamente sul costo finale dei carburanti e l’unica forma capace di garantire al consumatore finale un effettivo calo del prezzo alla pompa. Ci auguriamo quindi che il Governo, riveda la propria posizione al fine di non danneggiare ulteriormente un settore – quello della distribuzione dei carburanti – gia’ pesantemente colpito dalla Robin Tax, anche questa una norma incostituzionale figlia di una politica energetica incapace di guardare oltre l’immediata necessita’ di fare cassa”.

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Manovra: Ferrari Aggradi: Robin Tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 agosto 2011

supercortemaggiore

Image by Paolo Margari via Flickr

“Ci riconosciamo nelle posizioni espresse dai Presidenti dell’Autorita Energia Elettrica e Gas e della Corte dei Conti circa gli effetti indesiderati che potrebbero derivare dall’applicazione della Robin Tax” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, presidente di Assopetroli-Assoenergia, associazione di categoria che raggruppa le imprese che operano nella commercializzazione dei carburanti, dei combustibili, nella trasformazione razionale dei combustibili in energia e nella produzione delle energie rinnovabili, che gia’ nei giorni scorsi aveva espresso la propria netta contrarieta’ all’aumento dell’addizionale Ires che, con la nuova manovra arriva addirittura al 10,5 per cento. “Ribadiamo con forza – prosegue Ferrari Aggradi – la nostra contrarieta’ ad una misura che rischia di mettere in ginocchio l’intero settore energetico del Paese con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale e sullo sviluppo dello stesso. Questo – precisa Ferrari Aggradi – senza contare i palesi profili di incostituzionalita’ della norma. In particolare, l’eventuale inasprimento della tassa finira’ per assestare un colpo difficilmente assorbibile da parte delle p.m.i. che assicurano la distribuzione e la commercializzazione di prodotti petroliferi garantendo la pluralita’ dell’offerta. Imprese stremate dal fatto che stanno sostenendo interi pezzi dell’economia del Paese attraverso dilazioni finanziarie che esorbitano le normali pratiche commerciali causa il protrarsi della congiuntura economica. Imprese che comprano e rivendono al miglior prezzo in un mercato fortemente competitivo, i cui bilanci sono gonfiati per oltre il 60% da accise che versano anticipatamente allo Stato, gravate da un elevatissimo rischio credito, che non possono, in quanto price takers, traslare alcunche’ e che, strutturalmente, non possono soddisfare le richieste di controllo antitraslazione dell’Autorita’ che provocano l’aggravio di costi amministrativi insostenibili quanto inutili. E’ ora di prestare attenzione e di tutelare anche gli “invisibili”, quelle migliaia di imprenditori che, a costo di grandi sacrifici, silenziosamente, fanno il proprio dovere. Ci auguriamo – conclude Ferrari Aggradi – che il Governo elimini o quanto meno escluda dalla Robin Tax le p.m.i di natura commerciale per consentire la sopravvivenza di questo importante segmento e per il rilancio degli investimenti nel settore, pressoche’ bloccati dal 2008, anno della sua introduzione, anche al fine di evitare interminabili contenziosi giudiziari”. (Franco Ferrari Aggradi Presidente Assopetroli-Assoenergia)

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Benzina: incontri istituzionali senza consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale – giudica grave la mancata convocazione delle Associazioni Consumatori all’incontro indetto con le compagnie petrolifere e l’Unione petrolifera per oggi martedì 19 luglio. Non ce ne spieghiamo il motivo – prosegue Giordano – anche perché l’ordine del giorno che ha “l’obiettivo fare il punto sui recenti rincari dei prezzi dei carburanti” è tematica che coinvolge direttamente i consumatori. Quest’incontro – continua Giordano – come più volte accaduto in passato ha il sapore di incontro che non produrrà alcun effetto, ancor meno la diminuzione dei prezzi alla pompa. Eppure – conclude Giordano – diminuire il prezzo alla pompa è semplice: basta tagliare le accise ed è quanto richiesto nel ddl di iniziativa popolare “Libera la benzina” di Fegica Cisl, Faib Confesercenti, cui Adiconsum ha aderito, già in discussione al Senato. 500.000 sono state le firme raccolte dalla petizione “Libera la benzina” a sostegno del suddetto ddl, provenienti da tutti gli schiarimenti politici e imprenditoriali, nonché da semplici cittadini, automobilisti e non. Ecco l’elenco delle accise da tagliare:
1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935;
14 lire per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963;
10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980;
205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;
22 lire per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996;
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

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Libia: affari da multinazionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

“Il Governo per il timore di non partecipare alla spartizione del “dopo Gheddafi” si è buttato a capofitto in una guerra, quella contro la Libia, senza ragionare e senza soldi e per questo adesso mette le mani direttamente nelle tasche degli Italiani aumentando le accise sui carburanti” -Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)- “La “manovra” nascosta nelle pieghe del decreto per il rifinanziamento delle missioni all’estero – prosegue- prevede, al comma 3 dell’articolo 10, che i fondi destinati a finaziare la guerra contro la Libia gravino direttamente sulle accise dei carburanti il cui aumento è possibile nella misura massima di 5 centesimi al litro per reintegrare le risorse del “Fondo nazionale di protezione civile” che sono state utilizzate per i raid aerei e i bombardamenti. E’ sconcertante – sottolinea Comellini- che soldi pubblici destinati a realizzare interventi di protezione a favore delle popolazioni italiane colpite da calamita’ naturali, catastrofi o altri eventi straordinari, siano utilizzati per acquistare bombe e missili. Adesso -conclude- il Governo spieghi questa scelta agli Italiani e soprattutto a coloro che il 6 aprile 2009 persero tutto nel terremoto dell’Aquila e ancora oggi vivono in condizioni precarie.” Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Benzina: stangata estiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

Le associazioni dei consumatori riunite nella sigla Casper (Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) annunciano oggi la preparazione di un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia relativamente ai listini dei carburanti. “I rincari di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni sono eccessivi e hanno portato i listini a livelli preoccupanti, raggiungendo al sud Italia quota 1,665 euro al litro – spiega Casper – Aumenti che, temiamo, rappresentano solo l’inizio della speculazione sulle vacanze estive degli italiani, e che non trovano alcuna giustificazione dal momento che le quotazioni del petrolio appaiono in calo”. “A causa di tali abnormi incrementi alla pompa, rispetto allo stesso periodo del 2010 ogni automobilista spende oggi 10,6 euro in più per un pieno di benzina, e addirittura 12,2 euro in più per un pieno di diesel. Una stangata che si abbatterà come un macigno sulle vacanze degli italiane” – proseguono Adoc, Codacons Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Per le associazioni di Casper è indispensabile quindi un intervento della magistratura per accertare eventuali anomalie a danno dei consumatori nella formazione dei prezzi di benzina e gasolio, anomalie che potrebbero configurare l’ipotesi di aggiotaggio.

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Carburanti: Aumento accise

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

Mediamente ogni veicolo percorre 15.000 km con un consumo di circa 1000 litri di carburante. Un aumento delle accise di 1-2 cent al litro significa maggiori tasse da 10 a 20 euro a veicolo su base annua. Una scelta questa in netto contrasto con le ripetute dichiarazioni del Governo di congelare o ridurre le accise sulla benzina. Una scelta, inoltre, che pesa ulteriormente sull’inflazione. Se prendiamo poi in considerazione il fatto che dallo scorso anno l’aumento intervenuto sui carburanti è stato di circa 25 cent/l, per ogni veicolo la maggiore spesa è stata di 250 euro su base annua, di cui metà andate ai petrolieri e metà allo Stato. Si continua a proclamare l’esigenza di ridurre le tasse per rilanciare i consumi, ma poi ogni giorno vengono fatte scelte opposte.

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Autovie Venete: Prezzi dei carburanti on line

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2011

Autostrade of Italy

Image via Wikipedia

La Concessionaria, adeguandosi a una circolare del Ministero dello Sviluppo Economico, ha concertato con i gestori degli impianti presenti nelle aree di servizio attive sulla rete, le modalità di aggiornamento e di trasferimento dei dati relativi ai prezzi di Super senza piombo e Gasolio al self service, pubblicandoli poi sul sito http://www.autovie.it e su http://www.osservaprezzi.it il sito di servizio del Ministero per lo Sviluppo Economico. I gestori degli impianti o ad ogni modifica di prezzo,  aggiorneranno l’importo (l’operazione viene effettuata grazie a una password che consente loro di inserire le informazioni direttamente nell’area riservata del sito di Autovie), che, con un automatismo, verrà poi trasferito anche all’osservatorio prezzi. Se non ci saranno variazioni, ogni settimana provvederanno a confermare quelli precedenti. Oltre ad Autostrade per l’Italia, Autovie è la prima concessionaria ad aver attivato il servizio, in un’ottica di miglioramento costante della trasparenza e delle informazioni fornite agli utenti. Un intervento che è valso, alla Società, il plauso del Ministero. Le informazioni relative ai prezzi praticati per ogni tipologia di carburante commercializzato, sono disponibili sul sito http://www.autovie.it . Basta cliccare, sulla home page, la voce  “autostrada” e selezionare, fra le opzioni che compaiono, la scritta “aree di servizio”.

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Carburanti: il governo tagli le accise

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Adiconsum è profondamente convinta che il Governo debba attivarsi per il taglio delle accise e debba realizzare nel contempo un controllo sulle eventuali speculazioni poste in atto dalle Compagnie petrolifere. Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale – appoggia pienamente l’iniziativa lanciata da Cisl e Confesercenti di un disegno di legge di iniziativa parlamentare con il sostegno popolare per la raccolta di 500.000 firme necessarie al deposito della proposta stessa in Parlamento. Proposta – conclude Giordano – che, se varata, porterebbe alla famiglie un risparmio medio di 500 euro annui.

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Famiglie: i rincari di queste ore

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

E’ record per il prezzo della benzina, che oggi raggiunge quota 1,568 euro al litro superando il massimo di 1,560 euro toccato il 15 luglio del 2008. Per Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, si profila una nuova stangata a danno dei consumatori italiani. I prezzi record della benzina, infatti, unitamente all’impennata dell’inflazione, determineranno una maggiore spesa a famiglia per complessivi 1205 euro su base annua: 915 euro solo per gli effetti inflattivi, 300 euro addebitabili al caro-benzina. Per questo Casper chiede al Governo di considerare prioritaria la lotta all’inflazione e di intervenire immediatamente per frenare sul nascere qualunque tentativo di rialzo ingiustificato dei prezzi e salvaguardare i bilanci delle famiglie. In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise sulla benzina non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

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Italia: Inflazione al 2,4%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

E’ record per l’inflazione a febbraio. Secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento del 2,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,1% a gennaio 2011). A livello tendenziale si tratta del massimo dal novembre 2008. Per Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, di cui fanno parte le associazioni Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori, se anche l’inflazione si fermasse a questo livello per tutto il resto dell’anno, si tratterebbe di una stangata da 915 euro all’anno per una famiglia media italiana. A questa cifra, però, va aggiunto l’effetto Libia. Gli incrementi dei prezzi alla pompa dovuti alla crisi di quel Paese, infatti, avranno ripercussioni pari a 300 euro annui a famiglia, che sommati ai 915 euro precedenti, determineranno una stangata record da 1205 euro annui. Tutto questo ceteris paribus, ossia se i prezzi degli altri beni manterranno per tutto il 2011 l’attuale trend di aumento. Perché se invece si innescassero meccanismi speculativi, allora la stangata sarebbe ancora maggiore. Per questo Casper chiede al Governo di considerare prioritaria la lotta all’inflazione e di intervenire immediatamente per frenare sul nascere qualunque tentativo di rialzo ingiustificato dei prezzi e salvaguardare i bilanci delle famiglie. In particolare è indispensabile bloccare le tariffe energetiche per tutto il 2011, disporre un taglio delle accise non inferiore a 5 centesimi di euro al litro, e introdurre un meccanismo di sterilizzazione degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

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I carburanti? Potrebbero costare la metà

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Non è una barzelletta che serve ad alleviare le difficoltà di quanti devono fare i conti con i costi alle stelle dei combustibili, ma una proposta concreta. Vediamo. L’incarico di procedere al monitoraggio dei prezzi medi del petrolio greggio importato era attribuito al CIP (Comitato interministeriale prezzi), passato poi al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), che, però, dal 1998 non svolge  più questo compito. Oggi nessuno organo dello Stato svolge  la funzione di monitorare la congruità dei prezzi dei prodotti energetici, questo compito è lasciato agli operatori di settore, uno dei quali e’ l’ENI, società controllata dallo Stato che provvede a fornire il 50% del fabbisogno energetico nazionale e che persegue la stessa politica di prezzo degli operatori petroliferi, agendo in un regime di monopolio non controllato. A nostro parere non c’e’ una valutazione dei costi in presenza di variegate fonti di approvvigionamento (mercato contrattuale OPEC, mercato SPOT, estrazione diretta, ecc.). Gli stessi Paesi produttori denunciano la bolla speculativa che fa raddoppiare il costo del greggio rispetto alle previsioni contrattuali. Sta all’ENI, ovvero al Governo, il compito di sottrarsi alle manovre speculative e ai cartelli visto che l’Ente estrae autonomamente prodotti energetici e, almeno su questi, puo’ determinarne il prezzo (dal 2003 ad oggi il greggio e’ aumentato del 160%). La diminuzione autonoma dei prezzi oltre ad un effetto calmieratore avrebbe come conseguenza anche un adattamento al ribasso dei costi praticati dalle altre compagnie petrolifere. Si può fare, basta volerlo ed e’ il Governo che deve riprendere in mano la politica energetica del nostro Paese.In questo senso e’ stata annunciata una interrogazione della senatrice Donatella Poretti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rincaro prezzo carburanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Con l’approssimarsi delle feste natalizie arriva immancabile rincaro dei prezzi dei carburanti e Adiconsum in proposito afferma “Restano non attuati, tutti gli impegni assunti dal Governo in questo settore, sia per contrastare la speculazione che per agevolare una maggiore concorrenza”.
Il consiglio dell’Associazione per la tutela dell’Ambiente e del Consumatore in questi casi, è quello di far riferimento ad un sito internet Prezzibenzina.it, realizzato proprio in collaborazione con Adiconsum stessa, che monitora di prezzi dei carburanti, ed ha come obbiettivo quello di fornire al consumatore i prezzi aggiornati di ogni distributore, al fine di individuare il più conveniente nella zona in cui ci si trova. Il sistema è davvero molto semplice da utilizzare, attraverso lo stesso è possibile risparmiare fino a 3-4 euro ogni pieno, ed è consultabile anche attraverso i cellulari I-Phone e Nokia.Gli impegni assunti dal Governo al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico restano ancora sulla carta, li ricordiamo in sintesi:
•    Il diritto ad utilizzare per tutte le 24h i self-service completamente automatizzati anche nel pagamento, affinché possano consentire sconti fino a 10 centesimi (vi è una opposizione dei gestori)
•    Eliminare lacci e lacciuoli da parte delle regioni per un più ampio sviluppo da parte della grande distribuzione organizzata che rappresenta negli altri Paesi europei una reale concorrenza alle compagnie petrolifere.
•    Blocco per almeno una settimana di eventuali aumenti dei carburanti rispetto agli aumenti del brand.
•    Trasparenza sugli sconti effettuati dai gestori (-4,-5 centesimi ma rispetto ad un prezzo di riferimento che resta sconosciuto al consumatore)
•    Indagini da parte della Guardia di Finanza o Antitrust rispetto a presunti fenomeni speculativi.
Adiconsum, ancora una volta quindi, sollecita il nuovo Ministro Romani, a varare i provvedimenti che possano consentire più concorrenza e meno speculazioni, soprattutto a ridosso di un periodo in cui i consumatori si trovano già a dover affrontare molte spese di fine anno.

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Prezzo carburanti e controllo ministeriale

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Mettere a disposizione dei consumatori i dati relativi ai prezzi praticati presso tutti singoli impianti di distribuzione di carburanti, con aggiornamenti almeno settimanali è l’obiettivo del decreto del Ministro dello Sviluppo economico, Paolo Roman, firmato il 15 ottobre scorso. Prenderà avvio – anche attraverso opportune forme di collaborazione da concordare con le diverse istituzioni coinvolte, gli organismi interessati ed Unioncamere – l’attività di predisposizione della piattaforma informatica necessaria per ricevere ed elaborare le comunicazioni dei prezzi al Ministero da parte dei gestori (ferma restando l’esposizione dei prezzi sugli impianti) e per provvedere alla loro pubblicazione. Ciò consentirà ai consumatori di conoscere, anche attraverso la rete internet, e di confrontare i prezzi effettivamente praticati dai gestori degli impianti di distribuzione di carburanti per autotrazione per uso civile ed in particolare i prezzi praticati in modalità self service. I prezzi saranno diffusi attraverso il sito web del Ministero e, in particolare, attraverso il sito web dell’Osservatorio dei prezzi e, successivamente, anche mediante ricorso alla telefonia e ad altri canali di comunicazione. Le informazioni relative ai ‘Prezzi dei carburanti praticati sulla rete autostradale”consentono di conoscere e comparare i diversi prezzi praticati sulla rete stradale gestita da Autostrade per l’Italia. La rilevazione è effettuata direttamente da Autostrade per l’Italia ed i prezzi sono relativi al servizio self-service per benzina e gasolio; sono forniti in tempo reale e vengono aggiornati direttamente dai gestori delle aree di servizio.

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Benzina: Ennesimi aumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Molte sono state le discussioni sui carburanti presso il Ministero dello Sviluppo Economico e molte le proposte per riportare il prezzo dei carburanti italiani in linea con quello europeo, ma ancora una volta tutte le proposte esaminate rischiano di restare sulla carta: prima con le dimissioni di Scagliola, poi con le pressioni del minacciato sciopero dei benzinai e oggi con la probabile crisi di Governo. Adiconsum condivide la dichiarazione del Sottosegretario Saglia, ma occorre passare dalle dichiarazioni ai fatti. Se verranno recepite le proposte dei consumatori, ci sarebbe la possibilità concreta di ridurre il prezzo di 10 cent/litro dei vari carburanti, ma per fare ciò occorre una reale volontà ad andare contro le lobby che vogliono mantenere lo status quo. Fra i provvedimenti sollecitati da Adiconsum che se recepiti porterebbero significative riduzioni ci sono:
sviluppo di self service interamente automatizzati, sia per il servizio che per il pagamento, con apertura h24 e non con orari limitati come vorrebbero i gestori;
sviluppo di nuovi impianti presso la grande distribuzione organizzata, rimuovendo  i “lacci e lacciuoli” delle regioni che ne vincolano l’apertura alla vendita di tutti i tipi di carburanti, condizione difficilmente applicabile per la GDO;
variazione del prezzo mensilmente per ridurre drasticamente le speculazioni sulle diverse velocità (immediato aumento quando il brent sale, ritardata diminuzione quando scende);
servizio di informazione sui prezzi effettivi dei carburanti dei vari gestori, come  sollecitato dal Parlamento, attraverso il sito del Ministero dello Sviluppo Economico;
trasparenza sulla politica degli sconti con una corretta informazione sul prezzo di riferimento (sconto 5 cent, ma rispetto a cosa???).
I consumatori sollecitano il Sottosegretario Saglia a proseguire con determinazione nel predisporre i necessari provvedimenti legislativi senza ulteriori rinvii.

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Al Sud carburanti più cari

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Gli impegni assunti dal Governo per scongiurare lo sciopero dei benzinai sono in netto contrasto con l’obiettivo di una maggiore concorrenza nel settore della distribuzione dei carburanti. Adiconsum ritiene che lo sviluppo della selfizzazione pre-pay consentirebbe ai consumatori un minor costo dei carburanti, almeno di 10 centesimi, e soprattutto una maggiore concorrenza nel sistema. Al Tavolo carburanti, di cui fanno parte anche le Associazioni Consumatori, impegni quali lo sviluppo dei self service interamente automatizzati senza limiti di orario, nonché la rimozione dei “lacci e lacciuoli”, da parte delle Regioni,  che impediscono lo sviluppo di nuovi impianti, (ad es. l’obbligo dell’impianto di trovarsi tassativamente sulla rete stradale o di distribuire tutti i tipi di carburante) sono stati assunti dal Governo. Questi due impegni, quello della selfizzazione e la rimozione dei lacci e lacciuoli, sono stati messi in discussione nell’accordo Governo-gestori. La stessa autorità Antitrust ha riconosciuto che l’accordo Governo-Gestori “peggiora la riforma del settore e allontana la riduzione del differenziale del prezzo italiano rispetto alla media europea e che tale accordo rappresenta un passo indietro rispetto alle soluzioni previste nelle prime bozze del DDL sulla concorrenza”. Nessuna remora invece di Adiconsum nel consentire la vendita di prodotti non oil da parte dei distributori, purché tale “concessione” sia parte di un progetto di maggior concorrenza.

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Energia: dal mercato vincolato a quello libero

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Svolgere il mestiere di regolatore non è facile. Troppo spesso le pressioni delle lobby e della politica incidono negativamente sul ruolo di queste autorità. Molte sono le Authority, ma poche sono quelle che svolgono il proprio ruolo in maniera efficace a tutela della concorrenza del mercato, dei consumatori e dello sviluppo del Paese. Mentre nei carburanti continuiamo a denunciare aumenti speculativi, al contrario il prezzo dell’elettricità, grazie al ruolo e all’intervento dell’Autorità, è diminuito. Adiconsum non solo condivide le proposte che puntualmente il presidente Ortis ha avanzato nella sua relazione, ma ritiene che queste debbano rappresentare gli impegni concreti per i prossimi mesi del lavoro dell’Autorità. In particolare Adiconsum condivide:
1.   la proposta di rendere stabile il prezzo del barile del petrolio, per eliminare tutti i fenomeni speculativi a cui abbiamo assistito fino a oggi;
2.   l’esigenza di contenere i costi delle bollette relativi alle energie rinnovabili. Una scelta che noi stessi abbiamo sollecitato e che rischia, in mancanza di provvedimenti, di pesare sulle bollette delle famiglie per un 20%;
3.   il problema, tuttora insoluto, del monopolio nel settore del gas con conseguenze negative sulla bolletta dei consumatori;
4.   il problema delle pratiche commerciali scorrette con informazioni parziali e/o offerte ingannevoli da parte delle imprese elettriche per convincere il consumatore a passare dal mercato vincolato a quello libero.
In merito al bonus elettrico e gas già richiesto da migliaia di famiglie, per Adiconsum occorre proseguire su questa strada anche in relazione ai nuovi dati sulla povertà diffusi dall’Istat.  Un bonus che Adiconsum ricorda non è a carico del sistema fiscale, come invece dovrebbe essere, ma è “spalmato” su tutti gli altri consumatori.

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Carburanti: prezzi differenziati

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

Ogni anno per un autoveicolo il consumatore spende circa 1000-1500 euro di carburante e poiché in ogni famiglia vi è più di un veicolo, l’incidenza della spesa dei carburanti è rilevante. Sul mercato operano circa 24.000 distributori, tra cui circa 2300 sono c.d. pompe bianche e circa 30 sono i distributori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). In più occasioni abbiamo denunciato la scarsa concorrenza tra le compagnie petrolifere, i costi più elevati rispetto alla media europea e la difficoltà a conoscere il distributore con il prezzo più basso. La concorrenza fra le compagnie resta limitata, ma le differenze tra una compagnia petrolifera e una pompa bianca o un distributore presso la GDO può portare ad un risparmio di 5-6 cent, ma anche a 8-10. Un risparmio certo si ha se si ricorre al self service rispetto al servito. Il servizio PrezziBenzina.it intende essere uno strumento dalla parte del consumatore per conoscere la pompa più conveniente sul territorio e come raggiungerla. E’ un servizio già utilizzato da 100.000 persone. Come si accede al servizio PrezziBenzina.it? Il servizio è fruibile sia tramite telefonino (iphone), che tramite collegamento internet (www.prezzibenzina.it) Presto l’applicazione sarà disponibile anche per i cellulari Nokia, Windows Mobile, Android e BlackBerry e navigatori satellitari. Come si consultano e si aggiornano i prezzi? via iphone: scaricando l’applicazione PrezziBenzina.it dall’App Store di Apple via web: collegandosi al sito http://www.prezzibenzina.it

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