Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘carburanti’

Prorogato al 5 ottobre il taglio delle accise sui carburanti

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2022

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, hanno firmato il Decreto Interministeriale che proroga fino al 5 ottobre le misure attualmente in vigore per ridurre il prezzo finale dei carburanti.”Bene, ma troppo poco! L’estensione dal 20 settembre al 5 ottobre del taglio delle accise, appena 15 giorni, è un topolino che viene mangiato dal gatto. Ci rendiamo conto che il Governo è in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, ma, essendo le elezioni il 25 settembre, per i primi di ottobre non avremo certo in carica un nuovo Esecutivo, considerato il timing previsto dall’articolo 61 della Costituzione, quindi tanto valeva prorogare la misura almeno fino a fine ottobre” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto alla conferma del precedente taglio, bisognava almeno attendere la riunione dei Paesi Opec+, prevista per il 5 settembre, per capire se poteva bastare una riduzione delle accise di 25 cent. Da quando a luglio si è alzata la produzione di petrolio, il prezzo della benzina è sceso di oltre 31 cent al litro, con un ribasso del 15,1%, pari a 15 euro e 63 cent per un pieno da 50 litri, il gasolio è diminuito di oltre 22 cent al litro, con una riduzione dell’11,1%, pari a 11 euro e 26 cent a rifornimento. Insomma, se venisse ancora incrementata la produzione, 25 cent potrebbero anche bastare, altrimenti sarebbe una misura del tutto inadeguata” conclude Dona.

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Mite: salgono prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2022

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, i prezzi della benzina e del gasolio in modalità self service salgono a 1,761 euro al litro e a 1,809 euro. “Una speculazione bella e buona sul rientro dalle ferie degli italiani. Il fatto che in questa settimana i prezzi siano saliti così tanto, dopo una discesa che durava ininterrottamente dall’inizio di luglio, dimostra come l’andamento non dipenda solo dal prezzo all’ingrosso del barile, che per quanto in salita non giustifica certo un rincaro così consistente alla pompa, ma dalla volontà di sfruttare ogni situazione per fare lauti profitti, approfittando della scarsa concorrenza nel settore. Rispetto a settimana scorsa un pieno di benzina da 50 litri costa la bellezza di 61 centesimi in più, mentre per il gasolio, che sfonda nuovamente la soglia di 1,8 euro, si tratta di una bastonata da 3 euro e 21 cent” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati del Mite.”Il dato negativo e vergognoso è che il gasolio oggi torna sopra al livello precedente all’invasione dell’Ucraina nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo. Da quando è iniziata la guerra, infatti, se un litro di benzina costa ora quasi 9 cent in meno, con una flessione del 4,8%, pari a un risparmio di 4 euro e 42 cent per un pieno da 50 litri, il gasolio resta a livelli ancora maggiori a quelli pre-conflitto, quasi 9 cent al litro, con un balzo del +5%, pari a 4 euro e 32 cent a rifornimento. Dall’inizio dell’anno, poi, per il diesel siamo a +14,1%, 11 euro e 17 cent a pieno. Nemmeno la benzina si salva: +2,4%, pari a 2 euro e 9 cent a rifornimento. Insomma, a settembre va rinnovato il taglio delle accise o saranno guai” prosegue Dona.”Unica consolazione, è che dalla fine di giugno, grazie all’aumento della produzione dei paesi Opec+, il prezzo della benzina è sceso di oltre 31 cent al litro, con un ribasso del 15,1%, pari a 15 euro e 63 cent per un pieno da 50 litri, il gasolio è diminuito di oltre 22 cent al litro, con una riduzione dell’11,1%, pari a 11 euro e 26 cent a rifornimento” conclude Dona.

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Nuovi carburanti sostenibili nel settore dei trasporti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2022

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) e il Politecnico di Torino hanno sottoscritto un importante accordo di collaborazione della durata di tre anni volto ad analizzare e promuovere l’utilizzo di nuovi carburanti sostenibili nel settore dei trasporti, con specifico riferimento al settore dell’aviazione. L’obiettivo è quello di definire, in collaborazione con ENAC, una roadmap nazionale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del settore, la sua integrazione nelle iniziative Internazionali (UN-ICAO) ed europee, e il monitoraggio dello stato di avanzamento delle politiche di settore e della loro implementazione.In particolare, sul piano tecnologico-industriale, sarà analizzato e monitorato lo stato di sviluppo dei processi nel settore dei biofuels per aviazione (Sustainable Aviation Fuels – SAF), lo sviluppo di possibili scenari per la definizione di una roadmap per l’introduzione a larga scala dei SAF, la valutazione, in ottica del pacchetto europeo Fit for 55 (che contiene proposte legislative per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi del Green Deal), del potenziale di decarbonizzazione del settore, nonché l’analisi dell’evoluzione della normativa tecnica del settore. Sul piano economico, l’analisi riguarderà l’evoluzione dei costi di produzione dei SAF, nonché lo studio di eventuali proposte di policy o regolatorie per favorirne la diffusione e l’utilizzo.La collaborazione, coordinata per il Politecnico dal professor David Chiaramonti del Dipartimento di Energia (DENERG) e realizzata con il coinvolgimento di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione (DIGEP) diretti dal professor Carlo Cambini, si svilupperà attraverso lo studio delle misure di regolazione nel settore dei carburanti sostenibili per aviazione, sia da un punto di vista tecnico-industriale, sia di policy/regolamentazione ed economico. Il Politecnico metterà a disposizione le proprie competenze multidisciplinari e favorirà l’interazione con soggetti e strutture (accademiche e industriali, nazionali e internazionali) cui lo stesso partecipa o con cui stabilmente collabora e supporterà il Ministero nei rapporti con i principali stakeholders nazionali e internazionali. Secondo il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco: “Il progetto di collaborazione con il MIMS è un importante passo avanti per studiare nuovi strumenti di policy a supporto della decarbonizzazione del settore dei trasporti in primis, così come dell’intero sistema economico Italiano, temi centrali nell’agenda dei prossimi anni del nostro Ateneo e del supporto che intendiamo dare allo sviluppo sostenibile del nostro Paese”.

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Unc: dati Mite, scendono prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, scendono i prezzi della benzina e del gasolio in modalità self service.”Magra consolazione dato che ormai fare un pieno costa più dell’oro. Avere la benzina a 2,065 euro e il gasolio a 2,023 è intollerabile. Il risparmio settimanale è di appena 50 cent per un pieno da 50 litri, 0,45 euro per benzina e 0,56 euro per il gasolio” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal Mite.”Il punto è che da quando è iniziata la guerra, nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo, un litro di benzina costa oltre 21 cent in più, con un rialzo dell’11,6%, pari a 10 euro e 76 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio è maggiore di oltre 30 cent al litro, con un balzo del 17,4%, pari a 15 euro e 1 cent a rifornimento” prosegue Dona. “Rispetto all’inizio dell’anno, la benzina è aumentata del 20,1%, pari a 17 euro e 27 cent per un pieno di 50 litri, 415 euro su base annua, il gasolio è lievitato del 27,6%, 21 euro e 86 cent a rifornimento, equivalenti a 525 euro annui” continua Dona. “E’ un’emergenza nazionale. La proroga del taglio delle accise fino al 2 agosto, decisa dal Governo con il decreto del 26 giugno, è del tutto insufficiente dato che non ha mai impedito ai carburanti di proseguire indisturbati la loro corsa fino a sfondare già a metà giugno la soglia dei 2 euro. O il Governo alza la riduzione delle accise di almeno altri 10 cent e abbassa l’Iva dal 22 al 10%, oppure blocchi queste speculazioni intollerabili” conclude Dona.

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“Inaccettabili i rincari dei collegamenti statali per le isole minori. Serve un price cap sui carburanti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2022

“La compagnia di navigazione se l’è presa con il caro benzina, la giunta regionale siciliana con il governo. Il risultato è che i rincari sono stati scaricati sugli utenti finali, in barba alla continuità territoriale che deve non solo garantire la mobilità dei lavoratori e di tutti i cittadini, ma anche favorire lo sviluppo del turismo, che dopo due anni di pandemia sta ripartendo a pieno regime”. Questo il commento del segretario generale FAST-Confsal, Pietro Serbassi, all’annuncio dell’assessore alle infrastrutture dell’entrata in vigore di aumenti tariffari del 20% sui collegamenti marittimi statali per le isole minori della Sicilia. “Comprendiamo le difficoltà della società di navigazione siciliana di garantire il servizio, che si regge sui contributi pubblici, con rincari dei combustibili che peseranno per almeno 15 milioni di euro nel 2022 – prosegue Serbassi – ma un aumento smisurato dei biglietti non è la soluzione. Tanto più in una fase in cui le famiglie italiane sono alle prese con un’inflazione alle stelle che rende sempre più difficile arrivare alla fine del mese”. “Solo qualche giorno fa il governo ha tirato fuori 3,3 miliardi per gli aiuti sulle bollette – conclude il sindacalista, ma evidentemente la continuità territoriale non è considerata dall’esecutivo una priorità. Lo avevamo già verificato con i collegamenti via aereo per Pantelleria e Lampedusa. Ora tocca ai traghetti per le isole minori. Si tratta di una disattenzione inaccettabile, che avrà pesanti contraccolpi sull’economia dell’isola e dell’intero Paese. Per risolvere questo e altri problemi che si stanno verificando nel settore dei trasporti, piuttosto che proseguire con gli sconti sull’accise, già annullati dagli aumenti, riteniamo necessario valutare l’idea di applicare un tetto massimo ai prezzi per l’intera durata delle crisi”.

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Benzina: i prezzi dei carburanti dovrebbero attestarsi almeno a 32 centesimi in meno

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2022

Non accennano a frenare gli aumenti sui carburanti, che oggi si attestano a 2,069 Euro al litro la benzina e a 2,006 Euro al litro il gasolio.Solo un mese fa il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self era di 1,83 Euro al litro, il prezzo del diesel di 1,835 Euro al litro. Si tratta di livelli allarmanti, ancora molto al di sopra di quelli a cui si dovrebbero attestare i costi dei carburanti, a maggior ragione alla luce del taglio delle accise operato dal Governo per calmierare i costi dei carburanti.L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto delle variazioni del costo del petrolio, del livello di cambio e del taglio delle accise, ha calcolato che oggi sui carburanti vi è un sovrapprezzo di circa 32 centesimi. Questo si traduce, per una famiglia che effettua 2 pieni al mese di circa 50 litri, in un aggravio di 384 euro annui.I rincari, uniti alle spinte speculative, fanno lievitare a dismisura i prezzi dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma, tanto da spingere le famiglie a un numero sempre maggiore di rinunce e tagli alla propria spesa, persino nel settore alimentare.Ecco perché si rende indispensabile un intervento più incisivo: per contrastare le speculazioni in atto, sia sul mercato interno che sui mercati internazionali, per rendere strutturale la riduzione delle accise, per adottare nuove misure utili a porre freno ai rincari, definendo un tetto massimo ai prezzi presso i distributori, per definire il carico dell’iva al costo netto dei carburanti, non più sull’importo comprensivo di accise, come avviene invece oggi con l’applicazione di una tassa sulla tassa.“Il serio, determinato, ma soprattutto tempestivo controllo sui “furbetti della pompa”, unito alla definizione di precise regole sulla determinazione dei prezzi e sull’applicazione della tassazione sono necessarie e fondamentali in una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando e non possono essere più rimandate.” – afferma Michele Carrus, Presidente Federconsumatori.

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I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa

Posted by fidest press agency su sabato, 14 Maggio 2022

“Sia il gasolio che la benzina superano già la soglia di 1,8 euro al litro. A dir poco vergognoso! Nonostante l’intervento del Governo, pari a 30,5 cent, non sono mai scesi ai livelli del 2021. Per il gasolio, poi, non si è mai andati sotto ai prezzi lunari registrati dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondi i dati di oggi la benzina in modalità self service è a 1,808 euro al litro, un prezzo superiore a quello della rilevazione del 31 gennaio, quando era pari a 1,797 euro al litro, il gasolio è a 1,831 euro al litro, un livello maggiore a quello del 7 marzo, dopo l’inizio della guerra, quando era a 1,829 euro” prosegue Dona sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal ministero della Transizione Ecologica.”Da quando è stata invasa l’Ucraina il 24 febbraio, un litro di benzina, nonostante l’intervento del Governo, costa solo 4 cent in meno (4,167 cent), con un calo di appena il 2,3%, pari a soli 2 euro e 8 cent per un pieno da 50 litri, mentre un litro di gasolio è addirittura maggiore di quasi 11 cent (+10,824 cent), con un rialzo percentuale del 6,3%, pari a 5 euro e 41 cent a rifornimento” prosegue Dona.”Tutti i carburanti, poi, sono molto più cari rispetto all’inizio dell’anno. La benzina è salita del 5,2%, pari a 4 euro e 43 cent per un pieno di 50 litri, 106 euro su base annua, il gasolio è aumentato del 15,5%, 12 euro e 26 cent a rifornimento, equivalenti a 294 euro annui” prosegue Dona.”Ecco perché speravamo che il Governo riducesse ulteriormente le accise, sia per attenuare la stangata per gli automobilisti che per raffreddare l’inflazione. Inoltre servono urgenti modifiche legislative per bloccare queste intollerabili speculazioni, come la definizione di prezzo anomalo, proposta ripetuta a marzo depositando in Senato le osservazioni al ddl concorrenza” conclude Dona.

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Proroga riduzioni carburanti. Come difendersi da rincari irrazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

Proroga taglio accise carburanti (25 centesimi/litro, con effetto di circa 30 centesimi includendo l’Iva) fino all’8 luglio. Accisa zero sul gas naturale per autotrazione con Iva al 5%. Questi i provvedimenti del governo mentre, purtroppo, si registrano aumenti nel prezzo alla pompa. Di conseguenza, visto che la maggior parte delle merci è trasporta su gomma, i prezzi al dettaglio di larga parte dei beni di consumo seguono un andamento come se nulla fosse accaduto. Ci vorrà qualche giorno, ma dubitiamo che gli eventuali cali siano delle stesse percentuali delle riduzioni apportate dai decreti del governo. E’ la ferrea regola del mercato che se non è speculativo, non sarebbe tale.Cosa deve fare il consumatore?Si leggono appelli contro le speculazioni, ma non si capisce chi e come dovrebbe controllare, a parte casi (rari) molto eclatanti. Mai come in questo caso, dove il governo a suo modo si sta impegnando, senza aspettare ulteriori quanto improbabili tagli, deve vigere l’autoregolamentazione dei consumatori finali, del prodotto energetico in sé e di tutte le merci il cui aumento non sembra giustificato o, come dovrebbe essere evidente, non subisce cali nonostante questo tipo di interventi. Il mercato offre di per sé questo tipo di possibilità: autocontrollo dei propri consumi e denuncia mediatica delle speculazioni, nonché rivolgersi altrove. Il non-acquisto è confermato come arma potente in mano al consumatore. Soprattutto facendolo notare a chi si crede abbia fatto aumenti non razionali e diffondendo la voce ovunque. Siamo o no nell’era dei social… quindi oltre che per insultarsi a vicenda, usiamoli come tam tam, dal locale, al regionale al nazionale., premiando i dettaglianti virtuosi.François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Carburanti: Unc, prezzi riprendono a salire

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

“Una vergogna! Non c’è più un limite al comune senso del pudore. I prezzi dei carburanti hanno già ripreso la loro corsa, nonostante siano scesi, dopo l’intervento del Governo, talmente poco che per il gasolio non si è mai andati sotto alle speculazioni registrate dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Secondi i dati di oggi la benzina in modalità self service è a 1,766 euro al litro, un prezzo inferiore a quello della rilevazione del 24 gennaio, quando era pari a 1,779 euro al litro, mentre il gasolio è a 1,767 a euro al litro, un livello ancora superiore a quello del 28 febbraio, dopo l’inizio della guerra, quando era a 1,740 euro” prosegue Dona sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal ministero della Transizione Ecologica.”Da quando c’è stata l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio, come dimostra il confronto rispetto alla rilevazione del 21 febbraio, un litro di benzina, nonostante il taglio di 25 cent delle accise, costa solo 8 cent in meno (8,366 cent), con un calo di appena il 4,5%, pari a soli 4 euro e 18 cent per un pieno da 50 litri, mentre un litro di gasolio è addirittura maggiore di quasi 4,5 cent, con un rialzo percentuale del 2,6%, pari a 2 euro e 25 cent a rifornimento” prosegue Dona.”Tutti i carburanti, poi, sono più cari rispetto all’inizio dell’anno. La benzina è salita del 2,7%, pari a 2 euro e 33 cent per un pieno di 50 litri, 56 euro su base annua, il gasolio è aumentato dell’11,5%, 9 euro e 11 cent a rifornimento, equivalenti a 219 euro annui” prosegue Dona.”Ecco perché il Governo deve ridurre ulteriormente le accise e prolungare il taglio ben oltre la fine di giugno, almeno fino a quando, pur ripristinando le vecchie accise e salendo di 30,5 cent, 25 di accise e 5,5 di Iva, si potrà tornare ai livelli di ottobre 2021, con il gasolio sotto 1,6 euro e la benzina sotto 1,7 euro” conclude Dona.

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Prezzi petrolio elevati per tutto 2022

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Commento di Rohan Reddy, research analyst di Global X, sul mercato del petrolio: “I prezzi del petrolio dovrebbero rimanere quest’anno sopra i 110 dollari al barile, poiché l’invasione dell’Ucraina e le sanzioni imposte alla Russia hanno creato grande incertezza sulla stabilità dell’approvvigionamento.Le riserve globali di petrolio sono in costante calo dalla metà del 2020, quando le scorte commerciali sono scese al loro minimo dal 2014. La domanda, invece, dovrebbe raggiungere i livelli pre-pandemici entro quest’estate. L’OPEC ha previsto una crescita di 4,15 milioni di barili al giorno nel 2022, con una domanda media di 100,8 milioni di barili al giorno.La durata del conflitto in Ucraina sembra prolungarsi, e se le restrizioni continuano, un razionamento dell’energia rimane possibile, con un potenziale vantaggio per i raffinatori al di fuori della Russia. Poiché l’inflazione rimane elevata, al 7,9%, e l’offerta di petrolio invece limitata da organizzazioni come l’OPEC+, ci sono ragioni per credere che i prezzi del petrolio potrebbero rimanere elevati per tutto il 2022.L’Arabia Saudita ha rifiutato di accrescere la sua produzione per contenere l’aumento dei prezzi, e ha dichiarato di non essere responsabile delle carenze nel mercato energetico globale. Un ulteriore restringimento delle forniture potrebbe arrivare dall’interruzione dell’esportazione di greggio russo e kazako da parte del Caspian Pipeline Consortium (CPC), che trasporta circa 1,2 milioni di barili al giorno, a causa dei danni provocati da una tempesta. Se i membri dell’OPEC+ non aumentano la produzione, ci aspettiamo che il mercato si irrigidisca nel breve e medio termine.A più lungo termine, i continui picchi di prezzo potrebbero anche accelerare la transizione energetica dal petrolio, sostenendo alternative come l’energia nucleare. Mentre i paesi lavorano verso obiettivi di emissioni nette zero, prezzi del petrolio significativamente più alti potrebbero creare incentivi forti per disinvestire e diversificare le fonti di energia.” By Daniele Battistelli

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Prezzi carburanti e generali in calo?

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

Ora che i prezzi dei carburanti alla pompa sono tendenzialmente diminuiti, ci si aspetterebbe che tutti i prezzi che in queste settimane (soprattutto post-belliche) avevano subito un aumento, seguano la tendenza. In teoria. Ché il mercato non è un meccanismo matematico, ma di tutto e di più: produttori, grossisti, dettaglianti e consumatori. Dove questi ultimi sono quelli che hanno una sola, e per quanto determinante, possibilità: scegliere se e dove acquistare.Qualcuno ha mai visto prezzi che calano, soprattutto in un contesto di totale incertezza a causa della guerra e di tutti i comparti che hanno sempre un motivo specifico per crescere? Non ci risulta. Quindi occorre che i consumatori stiano più attenti che mai. Giuridicamente possono fare poco se non, in alcuni casi specifici, denunciare eventuali cartelli fatti da alcuni produttori. Qualcuno ci dirà che ha presentato denunce contro i prezzi alti presso tribunali, prefetture, Comuni, città metropolitane, camere di commercio, guardia di finanza, etc…. Ma è bene ricordarsi che si tratta di fumo – consapevole o meno poco importa – per cercare di credere di fare qualcosa a beneficio dei consumatori. La realtà è quello di un mercato che è bene che ci teniamo ben stretto soprattutto di fronte alle reiterate richieste di prezzi calmierati, ché nel caso si tratterebbe di far decidere i prezzi ad alcuni burocrati di Stato rispetto ai veri attori di produzione e consumo. Nelle difficoltà crediamo sia bene far fede al mercato, senza il quale berremmo tutti la stessa acqua, mangeremmo tutti lo stesso pane e pasta, andremmo tutti a vedere lo stesso film, ascolteremmo tutti la stessa musica, andremmo tutti agli stessi ristoranti, etc. Se ci piace scegliere, il prezzo da pagare è di essere in costante osservazione, facendo valere il proprio potere. Col vantaggio, molto importante, di essere parte di una comunità economica come l’Unione europea. François-Marie Arouet http://www.aduc.it

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Taglio tasse sui carburanti: “E gli incentivi premieranno i più ricchi”

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2022

Il taglio dei costi alla pompa del carburante deciso dai governi della UE premierà in massima parte gli automobilisti più ricchi, principali beneficiari di un’operazione dal costo complessivo di 8,6 miliardi di euro. Lo rende noto uno studio curato da Transport & Environment (T&E). La spesa prevista per l’Italia ammonta finora a 978 milioni di euro ed è la quarta più alta d’Europa dopo quelle stimate per Francia (3 miliardi), Polonia (1,4) e Paesi Bassi (1,36). In media, segnala l’analisi, i consumatori che rientrano nella classe di reddito più alto riceveranno un “premio 8 volte superiore rispetto ai più poveri”. A fronte di queste cifre, suggerisce quindi T&E, i Paesi UE dovrebbero seguire una strategia diversa tassando le importazioni di petrolio dalla Russia per finanziare la spesa sociale e promuovere la sicurezza energetica del Continente. “Nonostante affermino di stare dalla parte dell’Ucraina, i governi UE non intendono tassare il petrolio russo scegliendo, per contro, di finanziarlo con quasi 9 miliardi di euro e di scaricare il peso dell’operazione sui contribuenti”, dichiara Veronica Aneris, Direttrice per l’Italia di Transport & Environment. “Per aiutare le persone in difficoltà esistono soluzioni migliori come ad esempio l’imposizione di dazi o tasse sul greggio proveniente dalla Russia. Invece di sovvenzionare gli automobilisti più ricchi, il sostegno potrebbe essere distribuito più equamente alle famiglie che ne hanno effettivamente bisogno”. All’origine della discrepanza che premia il 10% di automobilisti più benestanti – sottolinea il rapporto – c’è la loro propensione a utilizzare, spesso da soli, auto più lussuose, spaziose e che consumano più carburante. Secondo le stime, ad esempio, un taglio dei costi pari a 15 centesimi al litro si traduce in 6 mesi in un risparmio di 300 euro per un conducente di un modello BMW X5 contro i soli 85 euro calcolati per chi guida una Citroën C3. Coloro che utilizzano il trasporto pubblico, al tempo stesso, non ricevono alcun beneficio. Al momento i governi europei non hanno ancora preso alcuna misura per ridurre gli acquisti di petrolio nel Continente preferendo concentrarsi sul taglio delle tasse. Eppure, ricorda T&E, un recente rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia ha rilevato come l’implementazione di dieci azioni strategiche da parte delle economie avanzate si tradurrebbe in un calo della domanda globale pari a 2,7 milioni di barili al giorno. Una quantità equivalente al consumo di tutte le automobili presenti in Cina. L’imposizione di una tassa, contemporaneamente, porterebbe ulteriori benefici: secondo le stime, un’imposta di 25 dollari al barile sul greggio russo garantirebbe alla UE un gettito annuale di 27 miliardi. La Russia, da parte sua, sarebbe costretta ad adeguarsi non avendo alternative sul breve termine rispetto alla vendita sul mercato europeo.

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Carburanti: “Le misure previste ieri dal Governo sono solo un palliativo”

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2022

“Sono del tutto insufficienti e inadeguate rispetto all’emergenza in corso. Serviva uno scostamento di bilancio. Ovvio che se si mettono pochi soldi racimolati qua e là non si va molto lontano” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sul fronte bollette la cosa più positiva è l’estensione del bonus sociale da un valore Isee di 8.265 euro a 12 mila, ma è decisamente troppo poco. Inoltre vorremmo capire che succede all’altro bonus, quello per famiglie numerose con più di 3 figli a carico, se resta ancora a 20 mila euro. Da anni, poi, chiediamo che i bonus siano fatti per scaglioni così da avere una gradualità a seconda della composizione del nucleo familiare, dato che 12 mila euro possono bastare per un single ma non certo per una coppia con due figli che con un Isee a 12 mila resta sotto la soglia di povertà assoluta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Quanto ai carburanti, il taglio di 25 cent non basta nemmeno a tornare ai valori pre-guerra. Conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di circa 30 cent, 30,5 cent. Se consideriamo i dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti scenderebbero sotto la soglia di 1,9 euro, ma non tornerebbero nemmeno ai livelli precedenti il conflitto. La benzina, infatti, con la riduzione delle accise arriverebbe a 1,88 euro, quando era a 1,869 nella rilevazione del 28/02/2022, ossia la prima successiva allo scoppio della guerra del 24 febbraio, mentre il gasolio si attesterebbe addirittura a 1,85 euro, quando era 1,740 euro il 28/2″ conclude Dona.

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Carburanti: Accisa mobile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2022

“Nell’informativa di oggi al Senato, il Ministro Cingolani ha ben tracciato le aree di intervento, soprattutto a livello europeo, per arginare i rincari del costo dell’energia ed ha parlato di un’accisa mobile sui carburanti. È un’ipotesi concreta per ridurre le accise su carburanti e combustibili per uso civile. Si tratta di un’operazione straordinaria, che si richiama ad un meccanismo previsto per la crisi del 2007, utile a contenere l’impatto dell’aumento del costo dei carburanti sui consumatori finali. In sostanza, il maggior gettito IVA dovuto all’aumento della base imponibile, che abbiamo registrato a causa dall’incremento dei prezzi dell’energia, verrebbe utilizzato per ridurre l’accisa corrispondente e avere quindi una diminuzione del prezzo finale”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Gli aumenti del prezzo del carburante toccano quota 60% in 2 mesi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2022

Immotivato e spropositato aumento del costo del carburante, del 60% negli ultimi due mesi. CNA Lombardia pensa che questa situazione di difficoltà che sta colpendo famiglie e imprese sia dettata da speculazioni, responsabili dell’amplificazione dei naturali effetti della crisi geopolitica in corso.CNA Lombardia si rifà a due concetti espressi dal Presidente Draghi e dal Ministro Cingolani: “il Presidente del Consiglio ha evocato la necessità di prepararsi ad un’economia di guerra, il Ministro Cingolani ha parlato di truffa a proposito dell’aumento dei carburanti. Se qualcuno ha truffato i cittadini, le famiglie e le imprese, allora chi lo pensa sia serio e vada fino in fondo.” spiega in una nota la Confederazione Nazionale della Piccole e Media Imprese Lombarde.Nelle stesse ore in cui ha chiesto un decreto ad hoc per il computo in fattura dei costi del carburante a favore delle imprese di trasporto, CNA Lombardia vuole andare ancora più a fondo. “Il Governo dovrebbe ripensare il regime delle accise sui carburanti, ma soprattutto Governo, autorità competenti e anche il Parlamento dovrebbero indagare a fondo sulla fisiologia degli aumenti dei carburanti e anche di altri beni di largo consumo e prima necessità.”, puntualizza il Presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini.”Se ci sono soggetti che speculano sul contesto di guerra in cui si ritrova l’Europa, bisogna essere seri e analizzare a fondo le dinamiche speculative in atto. Se qualcuno specula, bisogna saperlo, bisogna impedirgli di farlo e se ci sono gli estremi bisogna punirlo. Noi pensiamo ad una Commissione parlamentare d’inchiesta su quella che non è solo il frutto della situazione geopolitica, ma anche l’esito di una catena di speculazioni. Anche tutte le autorità competenti dovrebbero entrare in campo in questa fase”, prosegue Bozzini. CNA Lombardia apprezza le parole del ministro Cingolani sull’ipotesi di un tetto europeo sul costo di gas ed energia elettrica in questa straordinaria fase geopolitica, ma oltre a questo bisogna “tracciare una linea di confine” tra pratiche lecite e pratiche illecite, oltre che speculativamente intollerabili sul delicato corpo sociale ed economico in fragile ripresa dopo la pandemia.

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Caro carburanti e boom dei costi energetici: Colossale speculazione

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

Il boom dei prezzi dei carburanti e comunque dei combustibili fossili che sta causando a sua volta lo schizzare dell’inflazione con l’esponenziale ed improvvisa crescita della disperazione di milioni di cittadini italiani e la crisi di migliaia di imprese, già piegati dall’emergenza Covid-19, viene percepito dai più come una colossale speculazione di pochi a danno della moltitudine dei più e richiede un’immediata indagine dell’Autorità Giudiziaria per verificare se effettivamente dietro l’esplosione degli ultimi giorni dei costi di benzina, gasolio, gpl e metano, si stiano perpetrando gravi reati per il perseguimento di profitti ingiustificati e, quindi, criminali. A conferma di quanto viene avvertito da gran parte della popolazione vi sono le significative affermazioni rese in data di ieri 12 marzo dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ospite di Progress a Sky Tg24 e riprese da tutta la stampa nazionale. Il titolare dell’importante dicastero ha, infatti, sostenuto: «Il mercato specula, ed è lo stesso motivo per cui ci troviamo la benzina a 2,20 e non so perché. Da un lato le accise servono a far funzionare lo Stato, dall’altro il nervosismo che raddoppia, quadruplica o quintuplica il prezzo fa solo arricchire pochi e credo che ciò vada attaccato per primo. Noi faremo la nostra parte del nostro meglio. Ma qui siamo in presenza di una colossale truffa, che viene dal nervosismo che continuo ironicamente a menzionare, che è fatta a spese delle imprese e dei cittadini» (fonte, fra l’altro, https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/03/12/caro-benzina-cingolani-colossale-truffa-il-nervosismo-dei-mercati-arricchisce-poche-persone-a-discapito-dei-cittadini/6523734/). Sono parole che colpiscono perché dette da un personaggio pubblico – che nel suo ruolo centrale in questo particolare momento e che, evidentemente, ha accesso ad informazioni privilegiate – che conoscono pochi precedenti nella storia repubblicana per il coraggio manifestato di rendere nota qualcosa che tutti hanno sotto gli occhi da decenni ma, che finora, è rimasta sempre sotto traccia anche da precedenti governi quasi a giustificare tout court coloro che “fanno i prezzi” e un oligopolio globale quale quello del petrolio, del gas naturale, dei carburanti e delle materie prime combustibili. Un mercato che in questi giorni è apparso “isterico” per l’impennata visibile e prima inconcepibile dei costi, evidentemente non giustificata dal conflitto ucraino-russo o da altre congiunture, se lo stesso ministro l’ha definita come «… una colossale truffa…». Tali deduzioni rese pubbliche da uno scienziato quale il Professor Cingolani che occupa un ruolo chiave nell’apparato centrale dello Stato, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, meritano senz’altro un approfondimento da parte della magistratura inquirente per accertare possibili reati e, dunque, perseguire eventuali colpevoli di una voragine inflazionistica improvvisa che sta causando già nei pochi giorni in cui si è verificata, danni gravissimi in capo alla cittadinanza tutta e alle imprese. Ecco perché in data odierna abbiamo presentato un esposto denuncia all’Autorità Giudiziaria perché indaghi immediatamente e senza ulteriore indugio in merito.

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Governo: nulla su carburanti e su energia

Posted by fidest press agency su domenica, 13 marzo 2022

“Grande delusione per le mancate decisioni di oggi del Consiglio dei Ministri che non ha ancora nemmeno iniziato ad affrontare l’emergenza caro carburanti e che, per quanto riguarda l’energia, ha partorito un topolino, visto che l’unico atto concreto sembra essere lo sblocco per la realizzazione di 6 parchi eolici, il nulla cosmico rispetto a quello che andrebbe invece fatto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Le proteste stanno crescendo sempre più e non vorremmo che il Governo intervenisse solo dopo blocchi della circolazione illegali come purtroppo è avvenuto in passato, legittimandoli” prosegue Dona.”Urge uno scostamento di bilancio per affrontare il caro energia e il caro carburanti e per ridurre le accise di benzina e gasolio di 30 cent” conclude Dona.

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Carburanti: Cingolani, aumenti immotivati, colossale truffa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

Secondo il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, a una spirale speculativa, una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini.”Dopo aver annunciato ieri l’esposto all’Antitrust, oggi abbiamo deciso di presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo che il ministro Cingolani venga sentito come persona informata sui fatti, così da poter spiegare ai magistrati il contenuto delle sue importanti dichiarazioni e delle accuse che ha fatto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Abbiamo, quindi, dato mandato all’avvocato Corrado Canafoglia, il nostro esperto delle azioni legali di massa, perché depositi l’esposto penale” prosegue Dona.”Fin dall’inizio siamo stati gli unici a denunciare che si trattava di speculazioni vergognose non giustificate dalla guerra in Ucraina, visto che il petrolio greggio prima di arrivare alla pompa deve diventare benzina e va distillato e raffinato” prosegue Dona.”Per questo nell’esposto all’Antitrust abbiamo già chiesto all’Authority di accertare, avvalendosi dell’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza e delle comunicazioni ufficiali dei distributori al ministero dello Sviluppo Economico, quando e con che tempistica sono iniziati gli aumenti e chi si è approfittato di questa emergenza e dei timori per gli effetti della guerra per praticare ricarichi eccessivi e prezzi elevati, condizionando così indebitamente il comportamento economico dei consumatori, verificando se vi fossero intese restrittive della concorrenza o reati e, in tal caso, chiedendo di segnalarli alle Procure territorialmente competenti” conclude Dona.

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Denunciamo il rialzo costante dei prezzi dei carburanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2022

Ma il Governo non ha ancora mosso un dito per affrontare il problema, che così è diventato ora un’emergenza nazionale” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se si considera che gli aumenti che ci sono stati fino a oggi, nonostante la nota questione della doppia velocità, non possono certo essere dovuti alla guerra in Ucraina ma all’atteggiamento incosciente dei Paesi Opec+ che, dopo aver ridotto durante la pandemia la produzione di 10 milioni di barili al giorno, ora che c’è una ripresa economia mondiale stanno salendo solo di 400 mila barili, è chiaro che la guerra in corso non potrà che peggiorare, in futuro, la situazione” prosegue Dona.”Ecco perché urge una riduzione delle accise di almeno 20 cent, anche per raffreddare l’inflazione che continua a decollare e che è più che quadruplicata da giugno a febbraio proprio per colpa dei beni energetici, ossia luce gas e benzina, senza i quali non sarebbe a +5,7% ma solo a +2,1%, 2,7 volte meno” prosegue Dona.”Quanto alla ventilata promessa dei giorni scorsi del viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto, che sarebbe allo studio la sterilizzazione dell’Iva sui carburanti, è una promessa che sentiamo dal 2002, dall’allora ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, che dichiarò: “stiamo studiando un meccanismo sulle accise che possa stabilizzare il prezzo della benzina”. Da allora sono passati 20 anni! Direi che ormai si tratta di studenti fuori corso” conclude Dona. (Mauro Antonelli)

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Caro carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 13 febbraio 2022

“Se non ci saranno interventi rapidi e decisi diventerà più conveniente, per gli autotrasportatori, spegnere i motori invece di continuare a lavorare in perdita”. L’allarme di Roberto Tegas, vicepresidente nazionale Confartigianato Trasporti e presidente di Confartigianato Firenze e Toscana Trasporti, arriva in giorni critici per il settore a causa del continuo aumento dei costi dei carburanti. E sarebbe “un’opzione disastrosa per un Paese in cui l’80 per cento delle merci viaggia su gomma. Un servizio essenziale, come abbiamo visto nei mesi della pandemia”. Un rincaro che cresce da un anno e mezzo senza prospettiva di un netto miglioramento a breve termine. Un aumento generalizzato di oltre il 25 per cento negli ultimi dodici mesi, che partendo dalle materie prime ha influito sul prezzo del gasolio – il carburante più utilizzato dagli autotrasportatori che ormai ha raggiunto il prezzo più alto dal marzo del 2013 – e del Gnl (gas naturale liquefatto). Alle stelle anche i costi dell’AdBlue, l’additivo liquido che una volta iniettato nei veicoli abbatte le emissioni e li rende più sostenibili per l’ambiente. “Il totale – avverte Roberto Tegas – ci parla di danni per oltre 535 milioni di euro che il settore non riesce più a sostenere, essendo impossibile ribaltarli sui committenti, con l’unica conseguenza di rendere ancora più risicati i margini di guadagno. Mentre i costi del lavoro e della vita non fanno che crescere. La beffa più grande, soprattutto per chi lavora nei centri storici e in città d’arte come Firenze, è per chi ha investito nella sostenibilità, rinnovando la propria flotta a beneficio dell’ambiente (è il caso dei mezzi bifuel a metano) e adesso non rientra delle spese”. “È inconcepibile – prosegue il presidente di Confartigianato Firenze e Toscana Trasporti – che ora si ottenga l’effetto opposto, con i mezzi meno inquinanti che rischiano di doversi fermare mentre quelli più vecchi, e quindi più nocivi, acquistano un vantaggio competitivo. Al Governo chiediamo di intervenire quanto prima dando, stavolta, risposte concrete, prima che l’indifferenza delle istituzioni alimenti un malcontento già saturo, con il pericolo che le proteste sfocino in atti ben più gravi”.

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