Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Archive for 4 aprile 2021

Venticinquesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Milano. organizzata da Fiera Milano e diretta per il primo anno da Nicola Ricciardi, che avrà luogo in forma ibrida, fisica e digitale, dal 17 al 19 settembre.La campagna trae il titolo dall’omonima raccolta di poesie di Charles Simić – poeta, traduttore e accademico statunitense di origine serba, vincitore del Premio Pulitzer nel 1990 – pubblicata nel 1971 e che proprio quest’anno compie 50 anni.Dismantling the Silence, smantellare il silenzio, è la risposta che miart si propone di dare a un mondo dell’arte che sta attraversando una fase di profonda trasformazione e che — dopo quasi due anni di assenze e di silenzi — cerca ora nuovi modi per comunicare. Miart sceglie di partire dalla poesia, strettamente intrecciata con la storia dell’arte, per costruire un percorso a tappe che si svelerà nel corso dei mesi, assecondando il tempo e il ritmo necessari a infrangere il silenzio per riempirlo di nuovi contenuti e di nuovo senso.La campagna studiata da Studio Folder trae ispirazione dal filone della tipografia espressiva e utilizza il font Perpetua, lo stesso usato per la prima pubblicazione della raccolta di Charles Simić nel 1971.Le lettere si scompongono in linee che svelano il messaggio attraverso il movimento, grazie all’animazione e all’Effetto Moirè — una figura di interferenza data dalla sovrapposizione di due pattern, che crea visivamente un’illusione di movimento — per i supporti analogici e digitali. In questo modo la “rottura del silenzio” avviene attraverso un’azione che diventa un gioco su supporti diversi, che ben rispecchiano la doppia natura – fisica e digitale – di miart 2021. A partire da aprile 2021 e fino all’apertura di miart al pubblico il 17 settembre, Dismantling the Silence racconterà le tante anime di miart – il dialogo tra passato e presente, storia e sperimentazione e l’approccio interdisciplinare alla coesistenza di arte moderna, arte contemporanea, design e arti applicate – attraverso il fiorire, dopo il silenzio, di nuove parole.

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Restituito alla Diocesi di Nuoro un crocifisso ligneo del quattrocento

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Un crocifisso ligneo del XV secolo, illecitamente asportato dalla Chiesa del Santissimo Crocifisso di Galtellì (NU) alla fine degli anni Ottanta, è stato restituito alla Diocesi dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cagliari, Magg. P. M., alla presenza del Vescovo di Nuoro, S.E. Mons. A. M. Si tratta di un crocifisso toscano i cui modelli riconducono a quelli creati a Firenze alla metà del Quattrocento. Le opere toscane in Sardegna, a quell’epoca quasi pienamente sotto il dominio iberico, sono assai rare. La statua è sicuramente pregevole, viste anche le grandi dimensioni (circa 2 metri totali, comprese le parti ora mancanti). Oggi si presenta piuttosto danneggiata, con mancanze importanti della testa – che avrebbe potuto aiutare molto nell’identificazione della bottega – e dei piedi. È stato verosimilmente modificato per essere usato come crocifisso per “su scravamentu”, ovvero la cerimonia di deposizione del Cristo dalla croce che si tiene il venerdì della Settimana Santa. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze e condotte in collaborazione con il Nucleo TPC del capoluogo toscano, sono iniziate a settembre dello scorso anno quando, su un sito e-commerce, un antiquario toscano aveva pubblicato un annuncio per proporre la vendita di una statua con l’attestazione di provenienza “da una Chiesa del nord Sardegna”.Gli approfondimenti investigativi hanno accertato che l’inserzionista aveva a sua volta acquistato la statua da un commerciante senese in occasione della fiera antiquaria di Arezzo, storica manifestazione espositiva tra le più importanti del territorio nazionale. È inoltre emerso che uno stretto congiunto di quest’ultimo era originario proprio di Galtellì: incalzato dagli inquirenti, ha confessato di aver recuperato il crocifisso verso la fine degli anni Ottanta in occasione di una vacanza nel paese natio, trovandolo in stato di abbandono nei pressi della Chiesa che, all’epoca, era stata interessata da alcuni lavori di ristrutturazione. Le ricerche per scoprire la provenienza della statua si sono dimostrate complesse fin da subito, soprattutto perché nessuna traccia della sua presenza è emersa dall’attento esame delle schede di catalogo predisposte dalla Soprintendenza di Sassari nel 1991, in occasione della campagna di inventariazione dei beni culturali ecclesiastici del comune di Galtellì. Per evitarne, quindi, la dispersione, i Carabinieri del Nucleo TPC di Firenze hanno sottoposto a sequestro il crocifisso e la Procura della Repubblica del capoluogo toscano, riconoscendo la completezza e l’inconfutabilità degli accertamenti svolti, ne ha disposto la restituzione al legittimo proprietario. Il risultato odierno testimonia l’importanza del costante monitoraggio del mercato antiquariale anche attraverso il web, nonché la perseveranza dimostrata dai militari del Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri, che permettono, anche a distanza di anni, il ritorno “a casa” di un’opera di cui si erano perse ormai le tracce e che costituisce, ora come allora, la memoria storica della parrocchia di Galtellì e della sua comunità di fedeli. Questa restituzione, inoltre, avvalora l’importanza dell’opera di sensibilizzazione che le articolazioni del Comando compiono quotidianamente con i responsabili degli Uffici Diocesani, anche attraverso la divulgazione, ai Parroci, della pubblicazione “Linee guida per la tutela dei beni culturali ecclesiastici”, realizzata nel 2014 da questo Comando. Oltre a contenere consigli pratici per la difesa dei beni ecclesiastici da eventi predatori, diffonde e valorizza le iniziative di inventariazione e censimento delle Diocesi che stanno conducendo con grande impegno per proteggere il proprio patrimonio culturale. CHRISTIAN Flammia

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“La bella stagione” di Don Antonio Gramentieri

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Esce l’8 aprile per i tipi di Gagarin Edizioni “La Bella Stagione”, il primo libro di “Don” Antonio Gramentieri. La Bella Stagione è una raccolta di racconti brevi realizzata in parallelo al lavoro discografico con lo stesso titolo ma indipendenti dalla musica.Comincia a prendere forma in un’estate difficile e spietata, eppure piena di meraviglia. Un’estate in cui ci si ritrova a salutare molte cose care, tutte insieme o quasi.“E’ stata la prima volta – spiega Gramentieri – in cui ho avvertito un strappo, netto, fra il presente, il passato e il futuro. E, insieme, la necessità di raccontare questo passaggio. ‘La Bella Stagione’ è quel momento in cui senti un taglio netto nella continuità. E provi a raccontare questo sganciamento, lo spaesamento e la Bellezza di quella sensazione. Ho ricostruito un mio percorso sentimentale per frammenti. Senza scaletta, senza cronologia e senza gerarchie. Come fosse un racconto orale, da tramandare. Senza la pretesa di cercare un ordine o una logica nelle cose. Non volevo fosse un diario on the road di tutte le cose fatte con la chitarra in mano. E’ una riflessione sul tempo e su come l’emozione muta attraverso il tempo. Sulla maniera in cui gli elementi naturali hanno agito sul ricordo, sulla materia di cui era costituito. In questa sorta di erosione, o magari di cristallizzazione. Nel tempo e nella distanza”,Le storie de “La Bella Stagione” sono tutte vere. Parlano del passato, di esperienze e di avvenimenti famigliari, e della maniera in cui il passato si ripresenta, e incide sul presente. Proprio per questo il libro ha lo stesso titolo del disco che esce il 16 aprile su Santeria, ma ne è indipendente.“Ho raccontato una storia, che è sempre la mia, con due materiali diversi. La scrittura e la musica sono stati gli unici mestieri della mia vita, ogni ricordo e ogni storia ha deciso autonomamente se diventare canzone, e in quel caso è finita nel disco, o un racconto. E in quel caso la trovate nel libro”.Il libro contiene anche un cd con cinque brani, in omaggio, per chiudere comunque il cerchio con la musica. “Si chiama L’Eclissi ed è una raccolta di canzoni che non trovate nel disco ufficiale. – continua Gramentieri – Due in studio e tre dal vivo. Mi piace pensare che possano essere ascoltate in un altra maniera, da un’altra angolazione, dopo avere letto le storie del libro”. Antonio Gramentieri, in arte Don Antonio, è nato a Faenza nel 1972. Musicista, produttore, giornalista, autore di musiche per il cinema, la tv e la pubblicità, ha suonato nei principali festival e club fra Stati Uniti, Inghilterra, Australia, Europa, Scandinavia e Balcani. Si è esibito al Tiny Desk di NPR, alla BBC1 a Londra, alla CBS a New York, alla radio e televisione nazionale svedese, australiana, olandese. Abita a Modigliana, dove frequenta il bar Il Kremlino.Il libro sarà distribuito nel circuito delle librerie Feltrinelli, in negozi di dischi e librerie selezionate.

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Coronavirus, confermata la scoperta in Italia di una nuova variante

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

È stato depositato oggi sui database internazionali il sequenziamento completo del genoma di una nuova variante del virus Coronavirus, scoperta nel laboratorio Cerba HealthCare di Milano dalla taskforce coordinata dal virologo Francesco Broccolo, dell’Università degli Studi Milano Bicocca. Da questo momento tutte le informazioni scientifiche sono disponibili al link: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/nuccore/MW852494 Grazie a metodi di Advanced Molecular Diagnostic portati avanti nel laboratorio Cerba HealthCare di Milano, l’equipe di Francesco Broccolo aveva osservato all’inizio di marzo una combinazione di mutazioni mai riscontrate prima, che comprende caratteristiche delle varianti nigeriana e inglese. Il risultato del sequenziamento dell’intero genoma ha confermato che si tratta di una nuova variante. Al momento la nuova variante non sembra essere più contagiosa o più letale rispetto alle altre varianti del virus Sars-Cov-2 conosciute. Il dott. Broccolo e Cerba HealthCare sono a disposizione dei giornalisti per ulteriori informazioni e approfondimenti. Cerba HealthCare Italia – Nata nel 2018 in seguito all’acquisizione di Delta Medica (Rozzano – MI) e Fleming Research (Milano), Cerba HealthCare Italia è la sede italiana del gruppo internazionale Cerba HealthCare dedicato alla diagnostica ambulatoriale con laboratori analisi presenti in 16 nazioni con 750 laboratori operativi e 35 milioni di pazienti l’anno. Cerba HealthCare Italia è specializzata nei settori dei laboratori analisi, medicina dello sport, medicina del lavoro, radiologia, poliambulatori e Service di Laboratorio, intesa questa come l’attività di esecuzione di esami ultra specialistici di cui si avvalgono cliniche, ospedali pubblici e privati. Nel nostro Paese conta oggi 243 dipendenti, 14 centri medici, 3 piattaforme di laboratorio e 34 centri prelievo.www.cerbahealthcare.it

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La campagna di vaccinazione del personale scolastico

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Nel corso della campagna di vaccinazione del personale scolastico con il vaccino AstraZeneca abbiamo letto e ascoltato osservazioni, commenti e critiche che hanno cercato di fare apparire il mondo della scuola poco sensibile al tema se non addirittura oppositivo all’opportunità della tutela della salute attraverso la vaccinazione. Addirittura abbiamo letto autorevoli tweet e opinioni che hanno insinuato il sospetto sulla circostanza secondo la quale molti docenti (il riferimento era a quelli siciliani!) abbiano preso a pretesto la vaccinazione per un’assenza di massa nei giorni successivi al vaccino. Ebbene, con un sondaggio lanciato sui social è stato chiesto di rispondere e provare a fare un quadro della situazione fondato su dati corrispondenti all’esperienza di ciascun “operatore scolastico”. Con il sondaggio – al quale hanno risposto 1616 persone e che ovviamente non ha alcuna pretesa scientifica – si è cercato di rappresentare l’esperienza vaccinale di ciascuno di noi (organizzazione della vaccinazione e reazioni al vaccino). Dal report realizzato nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31/3 emergono dati lusinghieri e onorevoli per il sistema paese, per chi si è fatto carico di organizzare la campagna a livello regionale e provinciale e per gli stessi cittadini che hanno accolto la proposta della vaccinazione nonostante le iniziali criticità e le incertezze soprattutto connesse ai tempi della permanenza dell’immunizzazione individuale.

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Scuola: Il Decreto Covid fa sparire le prove preselettive dei concorsi ordinari?

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Dal 3 maggio è possibile la ripresa dei concorsi della Pubblica Amministrazione. Anche quelli della scuola. Con quali regole? Quelle nuove, scrive oggi la carta stampata. “L’aver abolito la prova preselettiva per i concorsi con molti candidati – nel caso della scuola sono 500 mila gli iscritti al concorso per le superiori dove sono in palio 32 mila posti – sostituendola con una selezione su titoli e servizio rischia di tagliare fuori non dalla scuola ma dal concorso i più giovani”, si legge sul Corriere della Sera.Ma è giusto così? Premesso che la “lettura” del decreto non è detto che porti certamente alla scomparsa delle prove preselettive, non si comprende come si possa applicare ai concorsi ordinari – per la scuola d’infanzia, primaria e secondaria – banditi lo scorso anno, ad aprile 2020 e mai espletati a causa dell’emergenza sanitaria. Quello che non è chiaro, commenta Orizzonte Scuola, è “come si concilierà questo con i concorsi già banditi”. Del resto, la normativa vigente parla chiaro: “le prove preselettiva dei concorsi scuola già banditi con DD 498 del 21 aprile 2020 (infanzia e primaria) e DD n. 499 del 21 aprile 2020 (secondaria primo e secondo grado) vengono attivate quando il numero dei partecipanti a ogni procedura è superiore a 250 e a quattro volte il numero dei posti banditi, regione per regione. Si tratta di una prova volta a ricondurre il numero dei partecipanti ad un quoziente tale da poter assicurare la selezione rigorosa tra i partecipanti”. “Al momento da parte del Ministero non è stato detto nulla”. Il dubbio quindi rimane. “Qualora fosse prevista l’assunzione per titoli e servizi, quale speranza di accesso al mondo della scuola potrebbe essere riservata ai docenti neolaureati, in attesa di espletare il concorso da più di un anno? Il rischio però di perdere per strada i più giovani anche se preparati resta alto e la difficoltà di trovare un «algoritmo» equo è altrettanto elevata” conclude Fregonara sul Corriere della Sera. Le prossime settimane dovranno essere decisive”. Soprattutto per chiarire che nella scuola, dove c’è forte esigenza di svecchiare il personale, in vista anche dell’uscita dal lavoro di mezzo milione di docenti nei prossimi 15 anni, non si possono applicare le stesse regole del resto della pubblica amministrazione.

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Allarme Cnel: metà degli uffici pubblici non usa internet e il 58% degli italiani non ha competenze digitali

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

C’è un evidente disallineamento tra l’ancora modesto livello di tecnologie digitali utilizzate dalle amministrazioni pubbliche e l’uso generalizzato della rete internet e dei social che la pandemia ha imposto. Ma si tratta di un utilizzo spesso improvvisato, non supportato da competenze adeguate. Sono alcune delle conclusioni contenute nella “Relazione annuale 2020 del Cnel consegnata al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Amministrazioni pubbliche centrali e locali alle imprese e i cittadini, realizzata ai sensi dell’art. 10-bis della legge 936/1986 con il contributo di 30 istituzioni. Dallo studio nazionale emerge che “meno di una istituzione su due (41,9%) dichiara di utilizzare Internet e solo gli organi di governo centrale, nelle Università pubbliche e nelle Regioni vanno di pari passo alla diffusione del web. Nonostante ciò, i social costituiscono quasi ovunque la seconda tecnologia più utilizzata dopo internet. Sulla copertura VHCN, l’Italia ha accelerato il ritmo di diffusione della fibra ma resta ancora indietro rispetto alla media UE del 44%”. Nel contempo, “solo il 42% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base e solo il 22% dispone di competenze digitali superiori a quelle di base. Inoltre, la percentuale di specialisti ICT in Italia è ancora al di sotto della media UE, così come la quota di laureati nel settore ICT, che registra un valore pari all’1% contro una media europea di 3,6%”. Il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, si sofferma sulla mancanza di competenze e l’uso eccessivo delle nuove tecnologie: “l’utilizzo ad esempio esclusivo e prolungato della dad porta problemi relazionali a lungo termine i cui effetti non sono prevedibili. Per questo dobbiamo fare uno sforzo di riorganizzazione, così da prevedere anche delle scelte di prevenzione ai disagi”. Diventa allora fondamentale dare seguito al Patto per l’Innovazione del Lavoro pubblico e la Coesione sociale, sottoscritto nei giorni scorsi anche dalla Cisal, che ha l’intento di modernizzare il “sistema Italia” e l’incremento della coesione sociale, grazie all’opportunità offerta dal Pnrr, potenziando la PA con la semplificazione dei processi, un massiccio investimento nel capitale umano e l’avvio di una nuova stagione di relazioni sindacali che porti pure al rinnovo contrattuale. L’accordo avrà effetti di rinnovo e adeguamento su molti punti: assunzioni straordinarie, stipendi inadeguati, lavoro agile, formazione, aggiornamento, nuove professionalità, Università, Afam, formazione a distanza e lavoro agile, ricerca. Il sindacato ha presentato ai parlamentari un documento dettagliato che associa le nuove tecnologie ai diversi segmenti scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino ai centri per adulti. Pacifico ha anche ricordato che “sugli studenti l’impatto delle dad è stato devastante, è necessario dare supporto a insegnanti e alunni. Bisogna tornare alla didattica in presenza ma bisogna capire come operare con le scuole aperte, perché non ci sono ancora gli strumenti adeguati e il prossimo anno non ci sarà nemmeno l’organico Covid; dobbiamo fare i conti ancora con le classi pollaio. Dobbiamo riflettere su come sono aperte queste scuole”.

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Covid e viaggi

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

Nonostante siamo quasi tutti in zone rosse, sembra che ci sia la calca per i viaggi per l’estate. Fiducia verso il procedere delle vaccinazioni? Sì, ma azzardato. Il comprensibile desiderio del cosiddetto ritorno alla normalità, va ponderato: tra politici alla ricerca di attenzione, che indicano date entro cui torneremo come prima, e operatori turistici a secco desiderosi di incassare soldi… si corre il rischio di infauste conseguenze per il viaggiatore. La realtà al momento è l’incertezza. Occorre quindi prudenza. In questi giorni ci sono le prime scadenze (12 mesi dall’emissione) per i rimborsi dei voucher di solo trasporto non utilizzati, e soprattutto i vettori aerei, violando la legge, non rimborsano, costringendo i creditori a ricorsi giudiziali. I prestiti obbligatori (voucher) a cui lo Stato ha costretto i viaggiatori verso gli operatori turistici, hanno innescato un meccanismo criminale di trattenuta dell’indebito, fidando su difficoltà e costi per un ricorso giudiziale.Un andazzo che, pur non essendoci più “obbligo” di voucher per il viaggiatore che chiede un rimborso (altamente possibile vista l’incertezza), esistendo sempre penuria economica degli operatori, nulla ci dice che questi ultimi di fronte ad annullamenti (anche questi altamente possibili vista l’incertezza) non rimborsino come fanno oggi.E’ bene quindi aspettare a prenotare e farlo solo quando veramente ci sarà la cosiddetta immunità di gregge. “Ma così per noi viaggiatori ci saranno pochi posti e non quelli che vogliamo”…. Occorre ragionare in modo diverso dal passato sia per quantità che per qualità. Quantità: crediamo ci sarà solo la difficoltà della scelta. Qualità: è bene considerare un nuovo (temporaneo?) approccio al viaggio: – Staycation: vicino casa, riscoprendo la propria città e dintorni; – Nuovo last minute: non formula per risparmiare, ma di necessità sanitaria; – Mete poco affollate: per esempio borghi, campagna, lago e montagna; – Lentezza: a piedi o in bicicletta, o soggiorni più lunghi con più tempo per le specifiche visite; – Workation: lavorare da remoto in un luogo di vacanza – Flessibilità: vacanza più come evasione dai lockdown da cui veniamo, e meno esigenze rispetto ai viaggi del passato. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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The strangest love affair – autocrats and parliamentarians, from Berlin to Strasbourg

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2021

In recent weeks, the unbelievable story of corruption of parliaments across Europe by the Caspian autocracy of Azerbaijan has created big waves in Germany.Suddenly Azerbaijan’s rulers and their apologists’ strange love for the oil-rich country in the Caucasus were debated in the Bundestag. The issue made the headlines of papers and television news. It was discussed on popular talk shows before millions of viewers. It played a role in the resignation of MPs from the governing CDU. It triggered a long-overdue debate on how to protect parliamentarians from being manipulated by determined autocracies.ESI has written about this scandal for a decade. We published many reports and more than two dozen newsletters. For years these had no impact. Until April 2017 this caviar diplomacy, which had led to the capture of Europe’s leading human rights institution charged with defending the European Convention on Human Rights, was flourishing. It was simply too easy to bribe and seduce many of those parliamentarians Europeans had elected to represent them.Calling on the Council of Europe to act on the biggest scandal in its history: John Dalhuisen, Frank Schwabe, Gerald Knaus, Pieter Omtzigt (2017)Calling on the Council of Europe to act on the biggest scandal in its history: John Dalhuisen, Frank Schwabe, Gerald Knaus, Pieter Omtzigt (2017) In 2017 a bipartisan coalition of MPs from across Europe, led by Pieter Omtzigt from the Netherlands and Frank Schwabe from Germany, led the charge for an investigation of these serious allegations. It achieved the resignation of Pedro Agramunt, the president of the Parliamentary Assembly of the Council of Europe (PACE). An official report in 2018 described the tip of the iceberg of this scandal, naming some of the members of PACE involved and calling on authorities across Europe to act.In January 2021 three former PACE members were sentenced by a court in Milan to four years in jail. In Germany parliamentary immunities were lifted and prosecutors started house searches. However, most of those involved in this policy since 2003 have walked away with impunity.For the Aliyev regime, almost two decades of efforts to aggressively undermine democratic institutions remained without consequences. It was never challenged on this policy in the Council of Europe by other members states.This week we discussed the lessons from this scandal in a long interview in the Frankfurter Allgemeine Zeitung, which is now also available in English.

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