Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Archive for 5 aprile 2021

Nasce MY RHOME – la Casa Digitale del Cittadino

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

MY RHOME è il cruscotto digitale che il cittadino può personalizzare rispetto alle proprie esigenze e che gli consente di consultare o di integrare in piena autonomia, dal proprio dispositivo preferito e in piena mobilità, lo stato di lavorazione delle segnalazioni, a prescindere dal canale di contatto utilizzato (telefono, mail, web, sportello). È inoltre consentito l’accesso ai servizi digitali (sia dispositivi sia informativi), con una particolare semplificazione per quelli scolastici resi ancor più accessibili, per soddisfare l’esigenza delle famiglie. Un nuovo canale adottato dall’Amministrazione per incentivare la modalità self service, che sarà progressivamente affiancata da strumenti innovativi di contatto (social, chat, bot), al fine di limitare l’accesso fisico allo sportello. Ma non è tutto: nei giorni successivi, MY RHOME si arricchirà di nuove funzionalità. Grazie all’integrazione con l’Ambiente Unico del Contribuente, il cittadino potrà conoscere in tempo reale la sua posizione di credito e/o debito nei confronti dell’Ente e ricevere l’invio di notifiche ad hoc riguardanti le scadenze di pagamento.L’avvio di MyRhome costituisce un’ulteriore tappa del percorso di smart citizenship, inaugurato da Roma Capitale già con il lancio del nuovo Portale istituzionale. L’Amministrazione prende per mano il cittadino, ne previene i fabbisogni e adotta un nuovo modello di accoglienza che consente di offrire un servizio personalizzato.La Casa Digitale del Cittadino (progetto realizzato con il sostegno dell’Unione Europea – Fondi Strutturali e di Investimento Europei, nell’ambito del Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020) si inserisce all’interno di un progetto più ampio che investe la trasformazione digitale dell’Ente ed è stato possibile anche grazie all’avvio contestuale del “Citizen Relationship Management”, l’innovativa soluzione tecnologica (pienamente compliant ai principi del Piano Triennale ICT 2020-2022) attraverso la quale gli addetti del back office potranno gestire in modo centralizzato e multicanale il rapporto con i cittadini, così da semplificare i processi e migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi offerti.Con il go live dei sistemi CRM/CDC (Citizen Relationship Management/Casa Digitale del Cittadino), che hanno visto il coinvolgimento del Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale e del Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità, entra nel vivo l’attuazione del programma Agenda Digitale 2017-2021 (D.G.C. 20/2017). Il fine è quello di migliorare l’accessibilità dei servizi dell’Amministrazione Capitolina in chiave digitale, secondo un modello di interoperabilità dei servizi pubblici che contraddistinguerà la futura Smart City (Piano approvato con D.G.C. 45/2021).La Casa Digitale del Cittadino sarà resa accessibile dalla welcome page e dall’area riservata del Portale Istituzionale, previa autenticazione con le credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), con la Carta d’Identità Elettronica (CIE) o tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). http://www.comune.roma.it/mypa

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In uscita l’ultimo libro di Barbara Appiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Vuole celebrare l’inno alla Primavera, alla rinascita e alla libertà in questo particolare momento storico “Fuga in monopattino di un pellicano in stato d’ebbrezza“, l’ultimo libro di Barbara Appiano. Nella settimana della Santa Pasqua si unisce poi a tutto questo la paterna Benedizione del Papa Emerito Benedetto XVI Joseph Ratzinger alla volontà di superare con la creatività questo periodo di incertezza economica ed emotiva. Dalla prefazione della Prof.ssa Francisetti Brolin Sonia. “Il desiderio della nostalgia è più forte del destino che ci dice che ad un certo punto dobbiamo mollare”: con queste parole si conclude l’introduzione della nuova fatica letteraria di Barbara Appiano, una visione onirica dedicata al nonno Ernesto. Si tratta di un personaggio centrale in tutta la produzione della scrittrice, poiché rappresenta la capacità di resistere, la vittoria nei momenti difficili e soprattutto la caparbietà contadina, capace di attingere forza dalla bellezza della natura. Nonno Ernesto, combattente a Vittorio Veneto, diventa in questa narrazione il biografo particolare di una storia di libertà, nella quale reale e fantastico si fondono sulle note di una scrittura leggera e fluida, dotata di pennellate leggere per dipingere situazioni e personaggi. Nell’ermetismo dei ricordi, Barbara Appiano rammenta la sua fanciullezza in campagna, quando il falco del nonno portò a casa un pellicano ferito, fino a quando il volatile, guarito dalle amorevoli cure del contadino, spiccò di nuovo il volo, aggrappandosi all’aquilone dell’autrice, come se avesse sia paura sia desiderio di librarsi nell’aria. In effetti, in un gioco etimologico di tipo semantico, il pellicano in spagnolo è chiamato alcatraz, come il famoso carcere.A una prima lettura, talora Barbara Appiano può sembrare dura nei confronti del mondo scientifico, ma in realtà esalta la vera scienza, insita nello spirito libero di scoprire di Galileo Galilei, mentre si condannano le tautologie pseudo-scientifiche dei programmi televisivi, ove il dibattito degenera spesso in frasi roboanti. Così si corre il rischio di dimenticare il reale ruolo della scienza, trasformandola in una scientocrazia. Di fronte al film della storia, in cui volenti o nolenti stiamo vivendo un momento epocale anche per le generazioni future, il pellicano ferito rappresenta ciascuno di noi, in un monito sia a resistere rispetto alle imminenti ondate pandemiche, sia soprattutto a porre le basi per un nuovo inizio.La copertina del libro è stata realizzata su progetto dell’autrice dall’artista amico Arch.Andrea Guasti, con inserimento del titolo di cavaliere di Vittorio Veneto diventato un aquilone con la foto del nonno Ernesto e il quadro “La liberté en guidant le peuple” sulla groppa del pellicano di Eugène De La Croix. Barbara Appiano è una autrice prolifica nella produzione di libri intrisi di poesia, prosa poesia e saggistica, mantenendo sempre alta la qualità della sua scrittura, che spazia nel sociale, ambiente, etica e filosofia della scienza. L’autrice ha rappresentato l’Italia alla London book fair, alla fiera del Libro di New York così come alla fiera di Guadalajara (Messico), Mosca, Torino, Modena ,Bordighera , al salone della cultura di Milano , alla fiera del libro di Roma.I suoi libri mantengono una ricerca senza sosta della bellezza e della verità, spaziando nell’ambito sociale e contemporaneo, nella conservazione dei beni artistici e monumentali italiani, in difesa della natura e delle specie a rischio di estinzione e in difesa dei disabili psichiatrici e della malattia mentale. Molti suoi libri hanno il patrocinio di diverse grandi istituzioni, il cui ricavato delle relative vendite viene donato in beneficienza alle associazioni interessate.

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Costi e abitudini degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Anche quest’anno gli italiani trascorreranno la Pasqua a casa: tutta Italia, nei giorni 3, 4 e 5 Aprile sarà in lockdown.Misure necessarie per affrontare e superare la pandemia in corso da ormai oltre un anno.Come quella appena trascorsa, quindi, anche questa Pasqua sarà all’insegna della tradizione e del fai da te, anche se con meno entusiasmo e fantasia rispetto allo scorso anno, quando le famiglie erano convinte che sarebbe stata solo un’eccezione.L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato le abitudini delle famiglie in tale occasione ed i costi relativi ai prodotti caratteristici.Dallo studio emerge un andamento piuttosto differenziato dei prezzi, a seconda dei prodotti e del canale di vendita. Complessivamente, nei negozi fisici e nei supermercati i prezzi risultano aumentare mediamente del +4%. I settori che segnano gli aumenti maggiori sono quello della carne (+9%) e delle colombe (+7%). Invariati i costi degli stampi per uova di cioccolata fatte in casa, che lo scorso anno invece avevano conosciuto un boom del +12%.Anche quest’anno gli aumenti più elevati si avranno per l’acquisto dei prodotti tradizionali sulle piattaforme online: una colomba normale online costa 16,80 Euro, a fronte dei 9,96 Euro di una buona colomba classica presso un negozio o un supermercato (con un aggravio del +69%).Lo stesso vale per le uova di Pasqua, vendute online con rincari di oltre il 28% rispetto al prezzo applicato al negozio.Anche alla luce di questi sovrapprezzi sono meno, rispetto allo scorso anno, le famiglie che effettueranno online l’acquisto di tali prodotti, con una diminuzione in media del 32%.Per quanto riguarda le modalità con cui gli italiani si apprestano a festeggiare la Pasqua, infine, si rileva che appena 1/3 delle famiglie festeggerà approfittando della possibilità di estendere il proprio nucleo familiare per i pranzi di Pasqua e Pasquetta. La maggior parte delle famiglie festeggerà in formazione ridotta, preparando da sé le pietanze che saranno servite: nonostante sarà possibile ricorrere al cibo da asporto, solo 1 famiglia su 10 opterà per tale soluzione. Un andamento su cui incidono diversi fattori, in primis la preoccupazione per la salute della propria famiglia e per le conseguenze economiche che la pandemia sta causando.Alla luce di tali previsioni appare evidente la necessità e l’urgenza di incrementare gli sforzi per la campagna vaccinale, per dar modo al Paese di lasciarsi alle spalle l’emergenza sanitaria e gli effetti drammatici che sta determinando sul tessuto economico e sociale.

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Impegni del Governo riguardo le agroenergie

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

“Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento del nostro ordine del giorno da parte del Governo Draghi che ha preso l’impegno di predisporre opportune misure per favorire la riconversione degli impianti esistenti di produzione di biogas derivante da biomasse non rifiuto di origine agricola e agroindustriale verso la produzione di biometano da utilizzare nei trasporti e altri usi”. Lo dichiarano i deputati Gianpaolo Cassese e Francesca Galizia (M5S), firmatari dell’atto parlamentare nell’ambito dell’approvazione della legge di Delegazione europea alla Camera. “L’Esecutivo – proseguono –, in fase di delega, si è impegnato a valutare di adottare una disciplina che introduca l’obbligo di impegno di una quota crescente di biometano nella rete del gas naturale rispetto all’utilizzo di gas di origine fossile e impiegare la produzione di idrogeno verde proveniente dai processi di riconversione degli impianti di origine agricola Un segnale che si va ad aggiungere all’annuncio del Gestore dei servizi energetici (GSE) della pubblicazione, entro il prossimo 30 settembre, del nuovo bando per l’iscrizione al Registro per gli impianti di biogas di potenza non superiore a 300 kW e al nostro emendamento al Dl Milleproroghe che contiene la proroga a tutto il 2021 degli incentivi introdotti dalla legge di bilancio 2019 per i piccoli impianti di biogas. È importante, infine – concludono – proseguire lo studio della sostenibilità delle bioenergie in merito alle filiere e alle matrici ambientali”.

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Corso on-line “Che fiore è?

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Camerino, 1 aprile 2021 – “Che fiore è?” è il tema della serie di incontri on-line organizzati dall’Herbarium Universitatis Camerinensis di Unicam, in cui verrà affrontato il tema degli strumenti digitali per il riconoscimento della biodiversità vegetale a supporto della Citizen Science.Il corso, in programma da fine aprile ad inizio giugno, sarà tenuto dal prof. Andrea Catorci e dai ricercatori della struttura, il dott. Federico Tardella e il dott. Riccardo Pennesi, botanici sistematici ed esperti nel campo degli studi floristici dell’Appennino. Sono previsti quattro incontri ed un’escursione finale: si inizia il 26 aprile con un’introduzione su paesaggio e biodiversità, in cui verranno evidenziate l’importanza di identificare le specie vegetali, le metodologie di raccolta e di catalogazione dei campioni e verrà fatta una panoramica generale sugli strumenti digitali più diffusi per il riconoscimento. Tema centrale sarà anche la “Citizen Science”, disciplina sempre più utilizzata per lo scambio di informazioni e di open data tra le persone che non appartengono al mondo prettamente scientifico. Il 10 maggio la lezione verterà sul riconoscimento dei principali caratteri morfologici delle piante, conoscenze basilari per poi affrontare i successivi incontri. Il terzo appuntamento si svolgerà il 24 maggio ed i partecipanti verranno guidati nella scoperta ed all’utilizzo degli strumenti digitali per l’identificazione delle specie vegetali attraverso apposite “chiavi” user-friendly, disponibili gratuitamente online. Il quarto ed ultimo incontro è previsto per il 7 giugno e sarà dedicato ad esercitazioni pratiche: verranno fornite delle foto digitali ad alta risoluzione di specie vegetali, che l’utente, con il supporto dei docenti, dovrà utilizzare per procedere nell’identificazione mediante l’utilizzo degli strumenti digitali. A conclusione del corso verrà organizzata un’escursione in una delle riserve naturali dell’Appennino camerte, in cui tutti potranno mettere in pratica le conoscenze acquisite e riconoscere direttamente sul campo le specie in fiore. Si tratta di una iniziativa promossa nell’ambito del nuovo corso di laurea in “Ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali” di Unicam (https://ambiente.unicam.it/), strutturato in due curricula: il primo, Gestione e Valorizzazione delle Risorse Naturali, ha come obiettivo quello di fornire allo studente le conoscenze di base finalizzate alla gestione sostenibile degli ecosistemi e della biodiversità; il secondo, Sostenibilità Ambientale delle Produzioni e Green Economy, ha invece l’obiettivo di formare una figura professionale in grado di affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità di lavoro della “svolta green” basata sui principi dell’economia circolare, sulla sostenibilità delle produzioni e la qualità degli ambienti rurali ed urbani. Il corso prevede un numero massimo di partecipanti, è gratuito per gli studenti dell’Università di Camerino, ed avrà un costo di 30 euro per gli altri interessati; le iscrizioni possono essere effettuate entro il 21 aprile. Tutte le informazioni sono disponibili nel sito http://www.unicam.it sezione Eventi Non mancate!!!

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Tumore della prostata

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Un importantissimo traguardo per l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, che mette a segno un obiettivo prestigioso nel trattamento dei tumori della prostata: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per questa neoplasia ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dall’Ente Internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al sostegno incondizionato di Astellas. Con questo programma di certificazione, l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, riferimento regionale per l’Oncologia, si propone sempre più come punto di attrazione per la gestione ed il più efficace trattamento del paziente oncologico e, nel caso specifico, del paziente affetto da neoplasie prostatiche che rappresentano tumori molto frequenti tra gli over 60. Obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia ed innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali secondo le più recenti Linee guida internazionali. Il lavoro che ha portato alla certificazione del PDTA della prostata dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata è iniziato diversi anni fa, esattamente nel 2008, con la riorganizzazione del processo clinico-diagnostico-terapeutico-assistenziale e riabilitativo oncologico per questa patologia neoplastica maschile, che rappresenta un’area ad alta densità numerica. Per i tumori uro-genitali maschili i programmi di screening sono carenti e hanno poche adesioni. Questo è uno dei motivi per cui la diagnosi e gli stessi trattamenti a volte presentano qualche difficoltà, che può essere affrontata al meglio proprio con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale all’interno del quale la figura dell’urologo e dell’oncologo medico sono centrali.Le patologie oncologiche richiedono una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. I carcinomi della prostata sono tra i tumori più diffusi nel Lazio con circa 3.000 nuovi casi l’anno e diverse migliaia di uomini laziali che convivono con queste neoplasie, che rappresentano il paradigma di tali esigenze. Richiedono, infatti, il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, inclusa quella del radioterapista, che in anni recenti ha assunto una rilevanza pari a quella dell’urologo e dell’oncologo medico. «L’approccio radioterapico oggi nel trattamento del tumore della prostata è fondamentale – dichiara Ugo de Paula, già Direttore di Radioterapia Oncologica AO San Giovanni Addolorata – e il ruolo del radioterapista è cresciuto moltissimo in questo ultimo decennio, diventando una delle figure centrali del team multidisciplinare che si occupa della presa in carico del paziente. Tutte le fasi della malattia prostatica possono beneficiare di un trattamento radioterapico. Nelle fasi avanzate di tumore della prostata la radioterapia può trovare impiego nel trattamento delle metastasi a scopo sintomatico-palliativo. A tal proposito abbiamo attivato da alcuni anni l’ambulatorio di terapie palliative rapide, per dare una risposta di rapido effetto in caso di metastasi scheletriche particolarmente dolorose. Il radioterapista si interfaccia e si confronta subito dopo la diagnosi con le altre figure professionali, in particolare l’urologo e l’oncologo, e poi con il paziente con il quale condivide la scelta ultima di terapia, i risultati attesi e i suoi possibili effetti collaterali». La comunicazione ed i mezzi di informazione alla popolazione diventano sempre più importanti per far riflettere la cittadinanza intera sul fatto che l’adesione a stili di vita corretti rimane un fattore fondamentale per la prevenzione delle malattie neoplastiche e delle malattie in genere. Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance. «Astellas ha sempre dato molta importanza alla partnership pubblico-privato – conclude Enrico Belviso, Responsabile Market Access&Government Affairs di Astellas Pharma – vogliamo con questo rispondere alla domanda di salute dei pazienti e dei cittadini e, al tempo stesso, alle esigenze della sanità pubblica di reperire risorse per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e regionale. La collaborazione con l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma per la certificazione del PDTA del tumore prostatico rappresenta uno strumento concreto per rendere efficiente e di qualità la presa in carico e la cura del paziente anche attraverso una precisa organizzazione e sostenibilità del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale».

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Apertura degli Archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Studiare l’idea di “Occidente”, da una prospettiva inedita. La recente apertura degli Archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII offre agli storici l’opportunità di mettere in discussione approcci eccessivamente schematici e omologanti al concetto di “identità occidentale”. Questo è il motivo che ha portato quattro atenei – Università Cattolica del Sacro Cuore, Pontificia Università Gregoriana, Universidad de Navarra e Universidade Católica Portuguesa – ad avviare un rapporto quadriennale di collaborazione per la realizzazione del progetto di ricerca “Occidentes. Orizzonti e progetti di civiltà nella Chiesa di Pio XII”. Nell’arco di quattro anni il progetto – il cui coordinamento scientifico è affidato ai professori Paolo Valvo, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, don Roberto Regoli, della Pontificia Università Gregoriana, Pablo Pérez López, dell’Universidad de Navarra, Paulo Fernando de Oliveira Fontes, della Universidade Católica Portuguesa – si concentrerà su quattro ambiti di studio: 1) La Santa Sede e l’Occidente nell’ordine mondiale postbellico; 2) Civilizzazione, inculturazione, indigenismo. Ai confini dell’Occidente; 3) Chiesa, cattolici e democrazia: esperienze a confronto; 4) Guidare lo sviluppo. I cattolici e la modernizzazione socioeconomica.«L’idea di “Occidente” è stata oggetto, fin dall’antichità, delle più diverse interpretazioni, che hanno tentato di definirne estensione e limiti, in un crescendo di complessità soprattutto a partire dalla scoperta del Nuovo Mondo americano», osserva Paolo Valvo, docente di Storia della civiltà e della cultura europea all’Università Cattolica. «All’inizio del ’900 il ricorso sempre più frequente al concetto di “Occidente” è stato funzionale a legittimare l’ideale passaggio di testimone dall’Europa agli Stati Uniti come guida morale di quello che per comodità si può chiamare “mondo occidentale”, mentre all’indomani della Seconda guerra mondiale i processi di interconnessione economica, politica, culturale e sociale, che hanno attraversato quello stesso mondo, hanno contribuito a plasmare un’idea di Occidente come entità organica, animata dai medesimi valori di fondo, alimentando un immaginario che è andato rafforzandosi nei decenni della Guerra Fredda».In discontinuità con questa visione omologante, la Chiesa cattolica nelle sue varie articolazioni si è contraddistinta, durante il pontificato di papa Pacelli, per una significativa pluralità di approcci, in Europa come nelle Americhe, contribuendo a mantenere viva la dialettica tra idee e modelli differenti di “Occidente”. «La possibilità di accedere agli archivi vaticani per gli anni del pontificato di Pio XII offre un’occasione preziosa per studiare un periodo storico cruciale per l’evoluzione dell’idea stessa di “Occidente” e del suo rapporto con la Chiesa e il cattolicesimo», afferma don Roberto Regoli, direttore del Dipartimento di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana. «Gli anni del pontificato di Pio XII (1939-1958) appaiono infatti rilevanti per l’elaborazione, da parte del mondo cattolico, e in particolare della Santa Sede, di un approccio peculiare alla realtà sociopolitica internazionale, a cominciare dal contesto europeo, dove il confronto tra le diverse idee di Occidente risente particolarmente delle lacerazioni prodotte dal Secondo conflitto mondiale».

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Jobtome entra a far parte della famiglia di Gi Group

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Gi Group, prima multinazionale italiana del lavoro e tra le prime 6 staffing companies in Europa, ha concluso l’acquisizione di Jobtome, tra i principali on line job aggregator a livello mondiale.Nato nel 2014 e con sede in Svizzera, oggi Jobtome è presente in 35 paesi. Può vantare oltre 10 milioni di utenti e più di 9 milioni di offerte indicizzate da 10.000 siti in tutto il mondo.’Sono molto ottimista sul successo di questa partnership” ha dichiarato Gabriele Borga – Fondatore e CEO di Jobtome. “Entrare a far parte di Gi Group rafforzerà ulteriormente i piani di crescita ed espansione di Jobtome, in particolare accelerando il nostro go-to-market diretto nei confronti delle aziende che cercano attivamente collaboratori.”“Come player mondiale attivo in oltre 50 paesi, sono diverse le sfide che vediamo sui mercati del lavoro di tutto il mondo” dichiara Stefano Colli-Lanzi, CEO e Presidente di Gi Group “Tra queste riteniamo prioritarie l’esigenza di assicurare un matching tra domanda e offerta di lavoro sempre più efficace ed efficiente e la capacità di essere attrattivi nei confronti dei candidati, soprattutto in un momento storico come questo caratterizzato dalla digital transformation.” “Abbiamo individuato in Jobtome” continua Colli-Lanzi “la risposta ideale a queste sfide: grazie alla sua piattaforma e all’implementazione della tecnologia del programmatic advertising ci consentirà di migliorare la nostre capacità di far incontrare candidati e aziende; allo stesso tempo, grazie alle soluzioni digital e mobile sviluppate, ci consentirà anche di essere più attrattivi per il mondo dei candidati.” “Non vedo l’ora” conclude Colli-Lanzi “di accogliere il team di Jobtome per iniziare a lavorare insieme a soluzioni che possano davvero rispondere ai bisogni sempre più complessi e diversificati di candidati e aziende. ”Gi Group si è avvalsa della consulenza legale degli studi SZA, Bär & Karrer e Studio Pirola e Associati, mentre per la parte finanziaria ha ricevuto il supporto di Fidital Spa. Jobtome è stata assistita dall’investment bank GCA Altium e dallo studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe.

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Serve uno “Stato stratega” con una vera politica industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

“Nel Recovery plan manca la visione per costruire il futuro, lo si vuole paragonare al piano Marshall che però non fu solo un piano di ricostruzione economica ma dello Stato nazionale, con la sua politica industriale e con la sua politica estera” E’ quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso.”Il fatto che manchi la visione – osserva Urso – lo si vede proprio nel partito di maggioranza relativa, nella palese contraddizioni fra Grillo e Di Maio persino sullo spionaggio russo in Italia. Per essere veramente europeisti ed atlantisti occorre essere prima di tutto patrioti, perché per sua natura essere italiani significa essere europeisti e atlantisti, ma quello che oggi manca è una strategia che consenta una rinascita dello Stato nazionale”. “Quello che serve – sottolinea Urso – è uno “Stato stratega” che delinei una nuova politica industriale, al fine di riaffermare il ruolo dell’Italia nella nuova sfida globale, laddove noi potremmo affermare una nuova leadership proprio sulla economia digitale e sulla energia verde, se davvero puntiamo come dovremmo ad una rete a banda larga a controllo pubblico. Così come potremmo affermare “campioni europei” in alcuni settori significavi quali spazio, cantieristica, farmaceutica, certamente ancora mobilità, quindi auto, ma allora dovremmo indirizzare Cdp a svolgere un ruolo nella nuova multianzionale pari a quella dello Stato francese. Solo con questa consapevolezza si possono ridurre i divari che attanagliano il nostro Paese che sono quelli fra Nord e Sud, fra giovani e anziani, poveri e ricchi”. “Uno “Stato stratega” – conclude Urso – che punti a rafforzare la Comunità e quindi la identità nazionale, tanto più importante nella nuova sfida globale”.

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UCB ottiene il marchio CE per ava Connect

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

UCB, azienda biofarmaceutica globale, ha annunciato che il dispositivo elettronico di iniezione ava Connect®, primo nel suo genere, ha ricevuto la dichiarazione di conformità (CE) 1. Il marchio CE indica la conformità agli standard di salute, sicurezza e protezione ambientale per i prodotti venduti all’interno dello Spazio economico europeo (SEE) 2. Ava Connect® e la cartuccia dosatrice monouso sono utilizzati per l’autoiniezione di CIMZIA® (certolizumab pegol), una terapia anti-TNF utilizzata per il trattamento di adulti con artrite reumatoide, spondiloartrite assiale, artrite psoriasica e psoriasi (ci si riferisca alla sezione “In merito a CIMZIA®” riportata di seguito per avere informazioni complete sulle indicazioni). È il primo dispositivo riutilizzabile del suo genere in Europa, disponibile per l’uso con il trattamento biologico in reumatologia e dermatologia3. Per accompagnare ava Connect® e supportare ulteriormente i pazienti, UCB ha anche sviluppato CimplyMe®, un’applicazione mobile di accompagnamento. Entrambi contribuiscono alla missione di UCB di trasformare il modo in cui viene fornito il supporto ai pazienti e di accelerare il più possibile il raggiungimento di risultati migliori per le persone che vivono con gravi malattie, in linea con la sua digital business transformation.L’e-device ava Connect® è stato sviluppato insieme ai pazienti per affrontare le sfide della gestione dell’iniezione e del trattamento che possono portare a una bassa persistenza4,5. Fino al 68% dei pazienti che si iniettano da soli il farmaco risultano non-compliant dopo un anno di trattamento, con un conseguente aumento dell’utilizzo delle risorse sanitarie (ad esempio, ricoveri, visite in ospedale, costi del trattamento, ecc.) a causa dei risultati non ottimali del trattamento6. Questa osservazione si basa su 19 studi che riportano dati di compliance su pazienti con artrite reumatoide e malattia di Crohn trattati con infliximab, adalimumab, golimumab ed etanercept.Il dispositivo ha un ago nascosto e un’impugnatura antiscivolo per assistere i pazienti con problemi di manualità. Il grande pulsante di avvio/pausa e la possibilità di scelta della velocità di iniezione forniscono ai pazienti il controllo delle loro iniezioni. Lo schermo informativo permette ai pazienti di accedere alle istruzioni passo dopo passo, conferma il completamento dell’iniezione e fornisce notifiche sulla data dell’iniezione7. Gli studi hanno dimostrato che i pazienti trovano il dispositivo elettronico facile da usare e sono soddisfatti della loro esperienza di auto-iniezione8. L’e-device ava Connect® fa parte di un portafoglio di dispositivi di auto-iniezione CIMZIA® che comprende la siringa pre-riempita CIMZIA® e la penna pre-riempita AutoClicks®. Il portafoglio mira a fornire agli operatori sanitari e ai pazienti la possibilità di identificare insieme il dispositivo giusto per le esigenze del paziente e quindi di contribuire a migliorare l’esperienza di auto-iniezione del paziente, contribuire ad aumentare l’aderenza e, potenzialmente, migliorare i risultati clinici. (fonte: Stella Manduchi – ADNKRONOS COMUNICAZIONE SRL)

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Diabete: un grande aiuto dalla tecnologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

“La rivoluzione tecnologica ha comportato la progressiva sostituzione dei sistemi tradizionali di monitoraggio della glicemia con l’adozione di sensori sottocutanei per il rilevamento del glucosio capaci di monitorare la glicemia in continuo o mediante il rilevamento “flash”. Tali strumenti hanno permesso di ottenere parametri metabolici fino ad ora impensabili e molto utili per il monitoraggio della terapia quali la determinazione del “tempo in target” (percentuale di valori nell’ambito di un range predefinito), la determinazione del tempo in ipoglicemia ed in iperglicemia e, infine, il calcolo della cosiddetta “emoglobina glicosilata presunta” cioè la sua determinazione sulla base del valore medio di glicemia raggiunto. Tale rivoluzione copernicana della diabetologia è coincisa, fortuitamente, con il periodo di “lockdown” durante il quale, per opportunità e sicurezza, si consigliava ai pazienti di non andare in ospedale o presso i centri diabetologici ad eseguire i prelievi di sangue. I Diabetologi campani, quindi, hanno dovuto-potuto trasformare, in tempo record, i loro ambulatori in “ambulatori di telemedicina-telesalute” riconosciuti anche dal punto di vista formale dai funzionari della sanità campana. Attraverso lo scarico dati dei sensori si potevano seguire i profili glicemici dei pazienti e consigliare gli “aggiustamenti” terapeutici quasi in tempo reale. Inoltre, l’adozione di strumenti dotati di allarmi per le ipo/iperglicemie permetteva di migliorare non solo il controllo metabolico dei pazienti ma anche la sicurezza degli stessi. Infine, molti di questi strumenti permettono di “trasmettere in diretta” le glicemie rilevate a distanza sul cellulare del paziente, delle famiglie e di eventuali “caregiver” ha spiegato Dario Iafusco, Vice Presidente Diabete Italia e Responsabile del Centro regionale di Diabetologia Pediatrica “G. Stoppoloni” AOU “Luigi Vanvitelli”

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La Lettera apostolica di Papa Francesco su Dante

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

In occasione del settimo centenario della morte di Dante, Papa Francesco ha firmato la Lettera apostolica Candor Lucis Aeternae dedicata alla figura del grande poeta, «profeta di speranza, patrimonio di tutti». Articolato in nove punti, il documento, dopo aver ripercorso il magistero più recente dei Papi su Dante, presenta la vita del poeta come paradigma della condizione umana e la sua missione quale cantore del desiderio dell’uomo, della misericordia di Dio e della libertà. E ancora la lettera apostolica esamina tre figure femminili simboli delle virtù teologali (la Vergine Maria, la carità; Beatrice, la speranza; e santa Lucia, la fede) e quella di Francesco d’Assisi «sposo di Madonna povertà», per concludersi con una riflessione sull’attualità di Dante che – scrive il Pontefice – «non ci chiede, oggi, di essere semplicemente letto, commentato, studiato, analizzato. Ci chiede piuttosto di essere ascoltato, di essere in certo qual modo imitato, di farci suoi compagni di viaggio, perché anche oggi egli vuole mostrarci quale sia l’itinerario verso la felicità, la via retta per vivere pienamente la nostra umanità, superando le selve oscure in cui perdiamo l’orientamento e la dignità». La profondità e l’importanza culturale di questo documento ci ha spinto a pensarne una pubblicazione critica coinvolgendo teologi, scrittori e critici, ora è disponibile l’edizione con l’introduzione del cardinale Gianfranco Ravasi, il commento poetico del Premio Strega Daniele Mencarelli, il commento teologico di Giuliano Vigini e il commento critico letterario della dottoressa Natascia Tonelli.

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Covid, virus ridotto vaccinati. Ecco i dati dei Cdc

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

I vaccini a mRna di Pfizer-Biontech e Moderna proteggono non solo dai sintomi della Covid-19, ma anche dal contagio. È quanto dimostrato da uno studio americano condotto dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) su 3.950 medici, infermieri e altri lavoratori essenziali vaccinati negli Stati Uniti e monitorati per 13 settimane (da metà dicembre 2020 fino a metà marzo 2021) in un periodo in cui circolavano già le nuove varianti. Secondo la ricerca, il rischio di infezione è ridotto del 90% dopo due dosi e dell’80% dopo una singola dose. I risultati dei Cdc confermano che per sviluppare anticorpi protettivi servono all’incirca due settimane dopo la somministrazione di ciascuna dose di vaccino.Anche il direttore dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie, Andrea Ammon sottolinea il rischio ridotto di trasmissione del virus tra i vaccinati. «È molto incoraggiante vedere che le reinfezioni da Sars-Cov-2 sono piuttosto rare. Ora ci sono anche le prime indicazioni positive che il rischio di trasmissione del virus sembra essere ridotto nei vaccinati. Sebbene l’effetto delle varianti debba essere attentamente monitorato, ci aspettiamo che il numero totale di infezioni diminuirà in modo significativo con l’aumentare della copertura vaccinale». Dal report dell’Ecdc emergono alcuni punti chiave. «La prova dell’impatto della vaccinazione sul rischio di trasmissione è disponibile da un solo studio, che suggerisce che la vaccinazione di un componente della famiglia riduce il rischio di infezione negli altri di almeno il 30%». Ma è stato «dimostrato che la vaccinazione riduce significativamente l’infezione sintomatica o asintomatica negli individui vaccinati, sebbene l’efficacia vari in base al prodotto vaccinale e al gruppo target». Vi sono anche «alcune prove di una minore carica virale e di una minore durata della diffusione negli individui vaccinati, il che potrebbe tradursi in una trasmissione ridotta» di Covid-19. Molti degli studi sull’efficacia del vaccino, rileva però l’Ecdc, «sono stati condotti prima dell’emergere delle varianti di Sars-Cov-2 che preoccupano e vi sono alcune prove che l’efficacia del vaccino potrebbe essere ridotta per alcune delle varianti». Lo studio del Cdc è il primo americano con dati del ‘mondo reale’ (cioè ottenuti al di fuori delle condizioni controllate tipiche delle sperimentazioni cliniche) ed è in linea con altri precedentemente condotti in Gran Bretagna e Israele. Gli esperti considerano dunque “parzialmente vaccinati” i soggetti che hanno ricevuto da almeno due settimane la prima dose e ‘completamente vaccinati’ coloro che hanno ricevuto da almeno due settimane la seconda dose.I dati del “mondo reale” sono in linea con quelli ottenuti nella fase 3 della sperimentazione clinica dei due vaccini. Quei test ne avevano valutato l’efficacia nel prevenire l’insorgenza della malattia Covid-19 con sintomi, mentre lo studio condotto dai Cdc ne valuta l’efficacia contro tutte le infezioni, anche quelle asintomatiche. Il disegno dello studio prevedeva infatti che ogni partecipante si sottoponesse ogni settimana a un tampone nasale fai-da-te, indipendentemente dalla presenza o meno di sintomi sospetti riferibili alla Covid-19. Per completare il quadro, i ricercatori hanno correlato gli esiti del tampone molecolare con l’eventuale presenza di segni di malattia (come febbre, tosse, diarrea, perdita di gusto e olfatto). I risultati dimostrano che raramente il contagio è stato trasmesso da asintomatici: solo il 10,7% delle infezioni rilevate era senza sintomi, mentre il 58% dei contagi è stato diagnosticato prima della comparsa dei sintomi. In media si sono verificate 0,04 infezioni al giorno ogni mille persone completamente vaccinate (due dosi) e 0,19 infezioni ogni mille parzialmente vaccinati (con una singola dose), numeri decisamente inferiori all’incidenza di 1,38 registrata tra le persone non vaccinate. Risultati altrettanto promettenti sono stati raccolti sulle persone parzialmente vaccinate con una singola dose. La riduzione del rischio di contagio dell’80% è infatti in linea con altri studi condotti in Gran Bretagna e Israele, i quali indicano un’efficacia rispettivamente del 70% e del 60%. (Fonte doctor33)

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Protocollo vaccini in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

La firma del protocollo per effettuare i vaccini anti-Covid in farmacia è un fatto “apparentemente positivo”, ai farmacisti “vengono assegnate grandi responsabilità” ma ciò necessita di approfondimenti con la parte datoriale sulla tutela della professionalità con coperture legali e assicurative adeguate, sulla formazione e sulla giusta remunerazione per un servizio di grande delicatezza e responsabilità. Lo affermano le sigle sindacali dei lavoratori Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs all’indomani della sigla dell’accordo quadro tra Regioni governo e rappresentanze delle farmacie e che già, subito dopo l’emanazione del decreto Sostegni, in cui è contenuta la possibilità di effettuare i vaccini in farmacia, ad opera dei farmacisti, avevano chiesto l’apertura del confronto con Federfarma e Assofarm. In particolare, per i lavoratori i quesiti riguardano la tutela della professionalità con coperture legali e assicurative adeguate e parificate agli altri operatori sanitari, l’opportuna formazione e la giusta remunerazione per un servizio di grande delicatezza e responsabilità. Per gli utenti e cittadini le caratteristiche delle strutture farmaceutiche che potranno ospitare le vaccinazioni e le procedure mediche che sovraintendano le operazioni di vaccinazione. Sono questioni ineludibili che stanno alla garanzia delle persone, siano esse cittadini o lavoratori delle farmacie e su queste questioni ci aspettiamo risposte chiare e precise”. “Fino a pochi mesi fa non potevano “toccare” gli utenti, ma solo assisterli nelle operazioni di autoanalisi: la legge di Bilancio 2021 ha abolito tale limite, ma non ha creato le giuste condizioni per gestire il cambiamento. Infatti, i farmacisti non hanno le coperture assicurative garantite ad altri professionisti della sanità dai rischi della professione e non hanno ricevuto una reale formazione per poter gestire operazioni di questo genere”. Secondo le sigle sindacali i temi della sicurezza e dei protocolli devono procedere insieme a quello del rinnovo Contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da oltre 8 anni: “L’assenza di un perimetro di regole di riferimento non tutela adeguatamente l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori e in questi mesi di pandemia la loro professionalità e dedizione non hanno visto nessun riconoscimento professionale o economico”. By Simona Zazzetta fonte Farmacista33

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Infezione da SARS-CoV-2: Test rapidi antigenici

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

Secondo un aggiornamento della revisione Cochrane sulla valutazione dei test rapidi per il rilevamento dell’infezione da SARS-CoV-2, i test rapidi antigenici riescono meglio a identificare correttamente i casi di COVID-19 nelle persone con sintomi rispetto a quelle senza sintomi. «La nostra revisione mostra che alcuni test antigenici possono essere utili in ambienti sanitari in cui si sospetta COVID-19 in persone con sintomi. Questi test non sembrano funzionare altrettanto bene nelle persone che non hanno sintomi» afferma Jac Dinnes, della University of Birmingham, co-autore della revisione. Sono disponibili due tipi di test rapidi da utilizzare presso i point-of-care, che utilizzano campioni da naso o gola. I test antigenici identificano le proteine del virus e sono disponibili in cassette di plastica usa e getta simili ai test di gravidanza, con risultati disponibili entro 30 minuti. I test molecolari rilevano invece il materiale genetico del virus, tramite analizzatori desktop o piccoli dispositivi portatili, con risultati che sono abitualmente disponibili dopo un periodo che va da 30 minuti a due ore. Per capire quanto siano accurati questi test nelle persone con sintomi e in quelle senza sintomi gli esperti Cochrane hanno rivisto gli studi che misuravano l’accuratezza di qualsiasi test point-of-care utilizzato negli ospedali o in comunità in confronto con il test di laboratorio standard, RT-PCR, per rilevare un’infezione da SARS-CoV-2 in corso. La prima versione di questa revisione, pubblicata nell’agosto 2020, comprendeva 22 studi, mentre quella attuale ne comprende ben 64, provenienti per la maggior parte dall’Europa e dagli Stati Uniti. Solo tre studi erano effettuati esclusivamente su persone senza sintomi, e oltre la metà degli studi sul test antigenico includeva campioni di persone sottoposte a test in comunità. Gli studi sui test molecolari, invece, sono stati condotti principalmente in laboratorio. Ebbene, gli esperti hanno scoperto che i test antigenici hanno identificato come infetto in media il 72% delle persone che avevano infezione e mostrava sintomi; i test hanno funzionato meglio nella prima settimana dopo l’inizio dei sintomi, quando hanno identificato il 78% delle persone che avevano la malattia. Nelle persone senza sintomi, invece, i test antigenici hanno identificato in media correttamente il 58% di coloro che erano stati infettati. I test antigenici hanno escluso correttamente l’infezione nel 99,5% delle persone non infette con sintomi simili a COVID-19 e nel 98,9% delle persone non infette senza sintomi. La percentuale di persone infettate che sono state identificate correttamente è risultata variabile a seconda dei marchi del test e dipendeva anche dal fatto che venissero seguite le istruzioni dei produttori. Per le persone con sintomi l’identificazione corretta variava dal 34% (test Coris Bioconcept), al 58% (test Innova) e arrivava fino all’88% (test SD Biosensor STANDARD Q) delle persone infette. I ricercatori hanno esaminato la prestazione di due delle marche di test più performanti (Abbott Panbio e SD Biosensor STANDARD Q) nelle persone con sintomi (dal 75% all’88% dei casi COVID-19 identificati correttamente) e nelle persone che non presentavano sintomi (dal 49% al 69% dei casi COVID-19 identificati correttamente). «Tutti i test antigenici purtroppo non riusciranno a identificare alcune persone con infezione, quindi è importante informare chi riceve un risultato negativo del test che potrebbe comunque essere infetto» concludono gli autori. (Fonte Doctor33)

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