Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Previsioni economiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

A cura di William Davies, CIO, EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Il primo trimestre ha visto una divergenza delle traiettorie economiche, in un contesto in cui il nuovo aumento dei casi di Covid-19 in molte aree del mondo ha richiesto l’adozione di ulteriori restrizioni.Gli Stati Uniti hanno beneficiato del pacchetto di misure fiscali da 1.900 miliardi di dollari varato prontamente dal presidente Biden per cercare di sostenere la crescita e l’occupazione dopo una perdita di slancio alla fine del 2020. Sebbene gli altri paesi sviluppati non abbiano implementato misure di supporto fiscale di entità paragonabile ai pacchetti statunitensi, le loro economie si sono adattate all’andamento a singhiozzo imposto dalla pandemia, facendo meglio del previsto durante i recenti periodi di limitazione della mobilità. Il percorso di riapertura è strettamente legato al ritmo delle campagne vaccinali.È trascorso più di un anno da quando il Covid-19 ha colpito gli Stati Uniti, causando il blocco dell’economia. La rapida adozione di misure di supporto monetario e fiscale ha arrestato il crollo, sostenendo i mercati finanziari e consentendo alle famiglie americane di disporre di liquidità aggiuntiva nonostante l’aumento della disoccupazione. Dopo una temporanea perdita di slancio nell’ultimo trimestre del 2020, gli straordinari stimoli fiscali stanno definendo la rotta che permetterà all’economia di ritornare a livelli pre-pandemia prima dell’estate. Dopo un inizio difficoltoso, il ritmo delle campagne vaccinali nell’Europa continentale è ora in accelerazione. Sebbene i livelli di attività siano apparsi generalmente più resilienti alle nuove limitazioni alla mobilità rispetto ai lockdown dello scorso anno, la pandemia di Covid-19 continua a gettare un’ombra sulla performance economica dell’area euro. Restano comunque da vedere gli effetti delle ulteriori misure restrittive (adottate a metà aprile, in particolare in Francia e Germania) sul PIL del secondo trimestre.Detto ciò, gli indicatori del sentiment economico mantengono un andamento positivo, specialmente nel settore manifatturiero, dove i nuovi ordini sembrano alimentare un boom post-pandemia. Per il momento, i dati oggettivi non riflettono il maggiore ottimismo; tuttavia, è possibile che ci siano sfasamenti, oppure che dai sondaggi emerga un ottimismo eccessivo, come durante la fase di espansione del 2017. Lo stato di salute del mercato del lavoro è forse il parametro più indicativo della probabile forza della domanda interna, anche se i dati su questo fronte continuano a essere distorti dal vasto numero di persone impegnate in programmi di lavoro a breve termine. Il livello di risorse inutilizzate nei mercati del lavoro dell’area euro potrebbe quindi non essere chiaro per qualche tempo. Nel frattempo, l’ottimismo riguardo a una ripresa vigorosa (e inflazionistica) dei consumi si basa su una decisa inversione della tendenza delle famiglie ad accumulare risparmio osservata nell’ultimo anno. Tuttavia, un’analisi di Banque de France e altri suggerisce che la quota di gran lunga più elevata di consumi mancati durante la pandemia ha riguardato il settore dei servizi, dove esistono evidenti limiti per un loro recupero. Inoltre, (come altrove) la tendenza ad accumulare risparmio è stata più marcata nell’estremità superiore della scala dei redditi e delle fasce d’età, dove la propensione al consumo è inferiore, a parità di tutte le altre condizioni. Un’altra area della domanda interna che appare destinata a brillare quest’anno è la spesa per investimenti; i dati realizzati tendono a superare le previsioni di inizio anno, e la base di partenza per il 2021 è la più elevata degli ultimi cinque anni. Sul fronte del commercio con l’estero, i dati restano incoraggianti, prospettando un ulteriore solido contributo delle esportazioni nette al PIL del primo trimestre. Guardando al futuro, le prospettive sembrano poco incoraggianti. L’incertezza creata dalla pandemia resta elevata e continua a porre un rischio di ribasso per la crescita. Allo stesso tempo, le politiche di supporto saranno verosimilmente più limitate dopo lo straordinario stimolo fiscale e monetario messo in campo lo scorso anno, che ha fatto crollare i tassi di riferimento ai minimi storici e condotto a un aumento significativo dell’indebitamento sovrano. In un contesto di aumento dell’inflazione non core (che tuttavia dovrebbe essere transitorio), i governi con una minore credibilità potrebbero essere costretti a inasprire le politiche al fine di mantenere un margine di sicurezza accettabile a livello di tassi reali, ancorare le aspettative di inflazione ed evitare il deprezzamento della valuta e forti deflussi di capitali. La situazione impone un delicato esercizio di bilanciamento nel corso dei prossimi mesi. Ciò comporterà anche una maggiore divergenza delle traiettorie delle economie emergenti, ed è probabile che i paesi entrati nella fase pandemica con fondamentali più deboli subiscano ulteriori pressioni in caso di prolungamento della crisi sanitaria. (abstract)

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