Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 14 giugno 2021

Anniversario della morte di Enrico Berlinguer

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Un ricordo di Agostino Spataro. Il giornalista e politico italiano ci riporta, nei suoi ricordi, la morte all’ospedale di Padova del compagno Enrico Berlinguer avvenuta 11 giugno del 1984. Vi fu ricoverato il 7 dello stesso mese per un ictus cerebrale che lo ha colpito durante lo svolgimento del comizio. “E’ stata – scrive – Una lunga e triste agonia, senza speranza di ripresa. In ogni caso, politicamente era morto. E nei dettagli rammenta: “Questa mattina, verso le 10,00, mi telefona Siso Montalbano, della segreteria Fed, per comunicarmi di aver parlato con il Comitato regionale (C.R.) che gli avevano detto che Berlinguer era praticamente morto e che i funerali erano stati previsti per mercoledì 13 a Roma”. E Spataro continua prendendo lo spunto dal suo brano autografo dal suo quaderno n° 3: “In serata si dovevano tenere assemblee di commemorazione al chiuso. Non capii e chiesi: “Ma è morto o no”. Siso era imbarazzato. M’invitò a recarmi subito in federazione. “Dunque, hanno deciso di staccare la spina?”- replicai. Accesi la radio, mentre mi preparavo per partire. Su Rai/1 davano una emissione sulla vicenda di Luther King. Nessun riferimento al dramma di Berlinguer. Giunto in federazione (verso le ore 11,000) trovo esposta al balcone la bandiera rossa del nostro destino, listata a lutto. Non c’era più dubbio Enrico era morto. Eppure la radio non aveva detto nulla! Forse per non interrompere le trasmissioni programmate? Dopo King, seguì un concerto di musiche italiane degli anni ’50. In Federazione trovai tanti compagni e compagne in evidente apprensione. Volti tesi, scuri. Niente lacrime. Origliai fra i vari capannelli. Parole bisbigliate, spezzate. Praticamente, capii che la morte di Berlinguer era avvenuta, ma non era stata ancora ufficialmente annunciata. I compagni mi dicono che è morto stamattina intorno alle 9,30 che, però, la segreteria nazionale del partito ha deciso di annunciarne il trapasso verso le ore 13,00. Insomma, ufficialmente, era ancora vivo anche se erano stati programmati i funerali. Non capisco la ragione di tale strano (forse un po’ stupido) comportamento del Centro del partito. Mi dicono che, forse, prendono tempo per preparare il testo del comunicato. Osservo che il comunicato si può emettere anche qualche ora dopo la morte. Intanto bisognava darne l’annuncio. Il povero Gildo Mocada, cui sfuggiva il complicato ingranaggio di cui sopra, da vecchio partigiano pensò bene di esporre dal balcone la bandiera a lutto. Le due cose non reggevano: la bandiera confermava la morte che però non era stata annunciata. Si decise di ritirare la bandiera. Qualcuno ri-telefona a Roma per avere ragguagli. Nulla di nuovo: è morto e la morte sarà comunicata più tardi. Ascoltiamo il Tg/uno delle 12,00. Il conduttore dice che “le condizioni di salute dell’on. Enrico Berlinguer si sono aggravate… L’elettrocardiogramma è piatto…ci sono pochissime speranze di ripresa.” L’annunciò della morte verrà dato da Achille Occhetto al Tg/2 e rilanciato nell’edizione del Tg/1. Ancora non c’è un comunicato della Direzione. Sarà emanato in serata. Viene ri-esposta la bandiera a lutto. A questo punto non si capisce perché questa sceneggiata in cui sono state raggiunte punte di crassa stupidità che ometto per carità di … partito.” E continua: “La sera vado a Favara a tenere la commemorazione. Assemblea molto partecipata. Sono presenti delegazioni di altri partiti: Psi, Dp e Dc (guidata dall’on. Angelo La Russa). Parlo a braccio. Non ho avuto tempo per preparare un discorso. Dico quel che sento, che ricordo del caro compagno Berlinguer che ebbi l’onore di presentare (10 anni prima, il 25 aprile 1974) alla grande manifestazione pro-divorzio del nostro Partito che tenemmo nella piazza Stazione di Agrigento.” E Spataro ancora ricorda: ” Ho assistito dal palco delle autorità istituzionali, in Piazza San Giovanni, a Roma, alla imponente manifestazione di popolo, del nostro popolo comunista, svoltasi per dare l’estremo saluto al compagno Enrico Berlinguer. Una manifestazione davvero grandiosa che- a detta degli esperti- ha superato tutte le precedenti per partecipazione. Senza offesa per nessuno. Bella, calda, commossa la piazza, quanto scialbi, freddini i discorsi commemorativi di Nilde Iotti, di Marco Fumagalli (Fgci) e di Giancarlo Pajetta che era quello ufficiale. Già sul palco circolavano critiche soffuse, leggere insofferenze verso le parole di Pajetta che continua ad atteggiarsi come il primo della classe. Uno che – come diceva Leo Longanesi di Curzio Malaparte – al matrimonio vuole essere la sposa e al funerale il caro estinto. L’indomani (14/6), in partenza per Palerno, all’aeroporto di Fiumicinio incontro Occhetto e la sua compagna. Con loro c’è anche Ammavuta. Achille (che oggi quando m’incontra finge di non riconoscermi- ndr) si lascia andare, arrivando addirittura a sentenziare che “Pajettta ha parlato contro Berlinguer”. Un giudizio eccessivo anche se, in effetti, dal suo discorso è venuto fuori un ritratto non pienamente corrispondente alla personalità del segretario del Pci, sicuramente, il più amato, e rispettato, dentro e fuori del Partito. In alcuni passaggi, a braccio, si lasciò sfuggire degli accenni critici (indiretti) alla più recenti posizioni di Berlinguer contro il decreto Craxi per il taglio della scala mobile e ai tentativi di ricerca di punti di contatto, di convergenza con la Dc, allusivi alla vicenda dell’on. Aldo Moro, non citato per nome. E’ inutile negarlo, nel Pci c’e una corrente di pensiero (e d’azione) che flirta con il craxismo anche quando questo opera per ridimensionare il Pci, per capovolgere, in suo favore, i rapporti di forza all’interno della sinistra. Secondo questo pensiero in simil pelle, la grande forza popolare, democratica, elettorale del Pci costituisce in Europa un’anomalia da eliminare, quantomeno da ridimensionare. Non è un mistero che, per quanto non dichiarata, tale tendenza si polarizza, si organizza intorno alla “corrente” migliorista a cui anche Pajetta si richiama. Anche in questo drammatico frangente, Giancarlo Pajetta si è dimostrato un esibizionista, per altro senza più quella verve polemica, ironica che, in passato, lo ha contraddistinto nello scontro politico e parlamentare. E’ vecchio, eppure non mostra alcuna intenzione di “far posto ai giovani”. Sostiene che vuole “morire sul campo” ossia non mollare gli incarichi di alta e delicata responsabilità, specie nel settore esteri, che detiene da una vita. Pur sapendo di sfidare l’ira del nostro popolo. A piazza San Giovanni anche la Iotti ha voluto ringraziare, pubblicamente, Bettino Craxi, (per che cosa poi?) l’uomo che nel recente congresso del Psi, a Verona, non ha fischiato Berlinguer solo “perché non sapeva fischiare”. Com’era prevedibile, al solo udire il nome di Craxi la piazza di San Giovanni insorse, fece partire una marea di fischi che annichilirono il serioso presidente del Consiglio seduto in prima fila sulla tribuna d’onore. Posizioni di ostentato dissenso rispetto alla linea del defunto segretario nei rapporti con Craxi che creano confusione e disagio nel partito e consentono al leader del Psi di poter affermare che “non tutti nel Pci condividono la linea della scontro” e a Martelli di blaterare che Berlinguer è un “neurocomunista”. La direttiva del Centro, e quindi anche della Federazione, era quella di limitarsi a fare la commemorazione al chiuso e di evitare, fino al giorno dei funerali, discorsi elettorali. Mi parve una direttiva sbagliata, per altro, in contrasto con quanto ci raccomandò Berlinguer già colpito dall’ictus: “Continuate a lavorare, andate casa per casa…” Ripresi questo accorato appello e invitai i compagni a intensificare la mobilitazione elettorale. Almeno a Favara quella direttiva restò inapplicata. (Nota del direttore: E’ questo, a mio avviso, il punto centrale di quella parte significativa della storia italiana dove lo spartiacque rappresentava la tessitura di una trama in cui due uomini, Berlingue e Moro, sia pure culturalmente diversi per formazione, si sentirono uniti per imprimere una svolta significativa al modo di fare politica e, soprattutto, per porre un argine alle politiche corruttive che stavano inquinando il mondo politico italiano. Si è trasformata, invece, in una svolta involutiva che ancora oggi fa sentire il suo peso sebbene sia ora necessario, forse più che in passato, offrire ampio spazio di manovra alla parte sana del paese per una sua crescita culturale e sociale capace di proiettarci nel futuro con fermezza di intenti e solido impegno civile. Se oggi continuiamo a parlarne lo dobbiamo senza dubbio al sacrificio e alla dedizione di uomini come Berlinguer e Moro, ma pure di molti altri e tra costoro di Mino Pecorelli. Il loro ricordo deve esserci d’insegnamento ed è quindi un nostro dovere affidarli alla storia per tramandarli alle future generazioni. E’ questo il motivo del perché anch’io nel mio piccolo, ho cercato con il libro “Il Dittatore” di richiamarne l’attenzione riproponendolo in questi giorni dopo che ai tempi della prima stesura mi fu impedita la pubblicazione. (Riccardo Alfonso)

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Il “disegno Africano” dell’ENI

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Roma 16.06.2021 17:00-19:30 Serie ‘I venerdì pomeriggio’ e includerà una proiezione dalle 17.00 alle 18.00 in Sala Elvetica seguito da una discussione in giardino dalle 18:00 alle 19:30. La discussione si terrà in italiano. Il “disegno Africano” dell’ENI: immagini e immaginario di un’espansione neo coloniale Nel 1957, Enrico Mattei, presidente dell’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) lancia il “grande disegno Africano”: il progetto di penetrazione del continente Africano alla conquista di nuove risorse e potenziali mercati. La visione di Mattei si materializzerà grazie a una serie di strategie diplomatiche, politiche, economiche, infrastrutturali e propagandistiche. A partire dal film Al servizio dell’Africa, realizzato da Lionello Massobrio per ENI nel 1970, il talk indagherà in particolare l’aspetto visuale del “disegno Africano”, dall’immagine cinematografica all’architettura. Giulia Scotto (Fellow Roma Calling 2020/2021) modererà una conversazione tra Caterina Borelli (regista) e Maristella Casciato (architetta, storica dell’arte e curatrice).

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Scuola: Assunzioni docenti e Ata precari

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il Governo doveva dare risposte ai lavoratori precari della scuola. Invece, finora sono state molto deboli. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ha parlato del caso paradossale dei “facenti funzione Dsga, che si assumono in ruolo soltanto se hanno una laurea, quando in realtà esercitano da anni il loro servizio nelle nostre scuole senza la laurea. Il problema ancora una volta è capire per quale ragione con una laurea o senza una laurea si può svolgere un certo tipo di lavoro e solo per una tipologia di un contratto e non per l’altra”.Secondo Pacifico “c’è poi un problema di organici e di profili professionali: ci sono 20.000 posti mai attivati nei profili di coordinamento – ricorda il sindacalista – e ci sono anche dei problemi su posti che sono stati dati al personale delle cooperative e non sono stati dati ai supplenti a tempo determinato. Lo stesso vale per il personale educativo, ma anche personale docente. Per esempio – ha continuato il presidente Anief – ci sono gli insegnanti di religione cattolica che non hanno avuto un concorso straordinario e non hanno un canale riservato come le graduatorie per le supplenze di prima fascia per poter essere assunti. E quindi anche loro da anni subiscono questa precarietà, da 16 anni che non c’è alcun concorso espletato per loro”.

Il Governo doveva dare risposte ai lavoratori precari della scuola. Invece, finora sono state molto deboli. Marcello Pacifico, leader dell’Anief, ha parlato del caso paradossale dei “facenti funzione Dsga, che si assumono in ruolo soltanto se hanno una laurea, quando in realtà esercitano da anni il loro servizio nelle nostre scuole senza la laurea. Il problema ancora una volta è capire per quale ragione con una laurea o senza una laurea si può svolgere un certo tipo di lavoro e solo per una tipologia di un contratto e non per l’altra”.Secondo Pacifico “c’è poi un problema di organici e di profili professionali: ci sono 20.000 posti mai attivati nei profili di coordinamento – ricorda il sindacalista – e ci sono anche dei problemi su posti che sono stati dati al personale delle cooperative e non sono stati dati ai supplenti a tempo determinato. Lo stesso vale per il personale educativo, ma anche personale docente. Per esempio – ha continuato il presidente Anief – ci sono gli insegnanti di religione cattolica che non hanno avuto un concorso straordinario e non hanno un canale riservato come le graduatorie per le supplenze di prima fascia per poter essere assunti. E quindi anche loro da anni subiscono questa precarietà, da 16 anni che non c’è alcun concorso espletato per loro”.

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Insegnare all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Si è tenuto un incontro con i tecnici informatici che hanno realizzato la piattaforma per la gestione delle domande per la partecipazione alle prove di selezione per la destinazione all’estero. All’incontro, che si è svolto in modalità telematica, hanno partecipato anche la capo ufficio V della DGSP del MAECI e diversi funzionari del medesimo Ministero.Va detto che l’incontro è stato programmato in ritardo, considerato che la piattaforma stessa è attiva già dal 1° giugno 2021, cosa che Anief non ha mancato di sottolineare.I tecnici informatici hanno illustrato le procedure di funzionamento della piattaforma, rispondendo alle domande dei rappresentanti sindacali presenti. Anief, presente con il responsabile del settore estero Salvatore Fina, ha segnalato ai tecnici informatici e ai funzionari del MAECI tutte le questioni che iscritti e non iscritti hanno in questi giorni avanzato attraverso l’indirizzo mail estero@anief.net, in modo da poter dare risposte al personale scolastico che trova difficoltà nella compilazione e inoltro della domanda. Si ricorda che le domande vanno inoltrate dal 1° al 21 giugno 2021 su Istanze On Line , i bandi possono essere consultati dai seguenti indirizzi: bando personale docente e ATA, bando Dirigenti scolastici Mercoledì 16 giugno alle ore 12, le organizzazioni sindacali sono ancora convocate dal MAECI per un incontro con all’ODG: trasferimenti estero su estero, graduatorie e nomine.

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Abbandono prematuro degli studi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

La disaffezione verso i processi formativi e la crescita della povertà familiare rischiano di lasciare campo libero all’aumento del lavoro minorile in Italia nel post pandemia e alla creazione di una platea di lavoratori senza le necessarie competenze per scalare la piramide professionale. A sollevare il velo sul fenomeno è la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nell’indagine “Il lavoro minorile in Italia: caratteristiche e impatto sui percorsi formativi e occupazionali”, realizzata dal proprio Ufficio Studi in occasione della “Giornata mondiale contro il lavoro minorile” del 12 giugno 2021. Dalla ricerca, disponibile da domani sul sito http://www.consulentidellavoro.it, emerge che tra gli attuali occupati in Italia con età compresa tra 16 e 64 anni circa 2,4 milioni hanno svolto un qualche tipo di attività lavorativa prima del sedicesimo compleanno. Un fenomeno di irregolarità che si conferma ancora diffuso tra i giovani e penalizza le prospettive di formazione e lavoro: nel 2020, erano oltre 230mila gli under 35 a dichiarare di aver ricevuto una retribuzione già prima dei 16 anni. Tra questi, più della metà svolge professioni a medio-bassa qualificazione mentre tra chi ha fatto il suo ingresso nel mondo del lavoro in un’età legale il dato si ferma al 31%.«La riduzione del fenomeno del lavoro minorile tra le fasce di popolazione più giovani non deve distrarci dal rischio che le trasformazioni in corso nel mondo del lavoro e della società determinate dall’emergenza sanitaria invertano la rotta – afferma Rosario De Luca, presidente di Fondazione Studi Consulenti del Lavoro –. I dati confermano, ancora una volta, che l’investimento in formazione e competenze è vincente in una prospettiva che guarda alle opportunità future, dei singoli e del Sistema Paese».

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Roma: “Summer Fashion and Art 2021”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il 19 giugno 2021 alle ore 18 avrà luogo a Roma presso la residenza della stilista Eleonora Altamore la VI Edizione dell’attesissimo Gran Galà di Moda, Arte e Solidarietà “Summer Fashion and Art 2021”. Il progetto dal titolo “Futurismo Astrale” è stato ideato e curato nella direzione artistica dalla stessa stilista che ha studiato con minuzia tutti i dettagli e con il suo raffinato e originale stile ha realizzato una perfetta alchimia tra creatività, cultura e arte. Il quadro moda è rappresentato dalla sfilata Haute Couture del Brand Eleonora Altamore Fashion Luxury dal titolo “Cassiopea Collection”. La collezione è ispirata al futurismo e in particolar modo ai dipinti e artisti della sua terra di origine: la Sicilia. Dichiara la stilista: ”In un lontano viaggio acquistai un libro che trattava di futurismo in Sicilia ed illustrava la prima mostra di artisti futuristi siciliani dei primi anni ‘20, tra Palermo e Taormina. Artisti meno conosciuti come Corona, Rizzo, Varvaro, D’Anna, realizzarono delle opere straordinarie utilizzando le nuove tecniche dell’aeropittura, con forme geometriche essenziali, dinamiche, plastiche, che portarono una ventata di novità in Sicilia, in risposta ai futuristi più noti del periodo come Balla, Marinetti, Guttuso, Boccioni. Sfogliando quel volume riccamente illustrato, avvenne in me l’ispirazione creativa e cominciai a sviluppare “Cassiopea” la collezione moda che prende il nome di una stella, perché le stelle ci regalano una visione romantica e misteriosa, luminose, lontane, accompagnano il nostro percorso di vita, irraggiungibili, ci regalano sogni ed immaginazioni terrestri ed extraterrestri. Cassiopea Collection distingue ogni abito ed accessorio con il nome di una stella. Dal pensiero avanguardista del “Manifesto” del Marinetti, nella mia personale interpretazione, le distanze temporali si annullano, si frantumano, si amalgamano, si solidificano per costruire un nuovo progetto che volge lo sguardo al futuro dando vita ad abiti dalle linee rigorosamente geometriche, dai colori e forme scolpite come fossero incisi in una tavola pitagorica dalla matrice simmetrica. Dalla visione della “Metamorfosi cosmica” del dipinto di Giulio D’Anna è nato l’abito simbolo di questa collezione stellare, ricoperto da una scintillante cascata di stelle, prende il nome di “Via Lattea”. Cassiopea collezione conceptual futurista è portatrice di un messaggio che si proietta oltre la dimensione terrena, legame imprescindibile tra passato e presente, che illumina l’odierno e spazia nel futuro”.Per quanto riguarda l’arte sarà una collettiva tutta al femminile. Quest’anno saranno sei le artiste presenti con le loro opere: Patrizia Dalla Valle, Lorenza Altamore, Maris Schiavo, Francesca Altamore, Aida Abdullaeva e Ester Campese.Per la solidarietà, questa edizione sarà a favore della Fondazione ANT Italia Onlus, assistenza nazionale tumori, la più ampia realtà no profit in Italia per l’assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici (www.ant.it).La serata sarà presentata dall’attrice di cinema e teatro Patrizia Pellegrino, testimonial del brand Altamore sarà l’attrice Milena Miconi. Il critico d’arte Prof. Enzo Dall’Ara presenterà gli artisti, si proseguirà con la sfilata “Cassiopea Collection” di Eleonora Altamore, la cena buffet accompagnata dai pregiati vini dell’Azienda Vitivinicola “Sancarraro” della famiglia Anselmi che coltiva vigneti da generazioni e produce uve di alta qualità nei vitigni in Sicilia, nei territori di Marsala, Petrosino e Mazara del Vallo, tra i più grandi al mondo per quantità d’uva conferita e ricchezza di viti presenti (www.sancarraro.eu)L’evento proseguirà con la lotteria solidale che metterà in palio alcune preziose creazioni del brand Altamore Fashion Luxury, una delle opere delle sei artiste, un’opera d’arte contemporanea donata dalla “Fondazione Menotti Art Festival Spoleto”, presieduta dal Prof. Luca Filipponi, dell’artista Silvio Craia, due long weekend nelle suite dell’Hotel “Mahara” a Mazara del Vallo, offerte dal proprietario Antonino Sammartano, da utilizzare nel corso del 2021, più un walking tour guidato dal Dott. Antonello Longo, per un’emozionante vacanza in Sicilia, tra mare, natura incontaminata, cultura e storia.In finale con la magica coreografia di spettacolari giochi pirotecnici dell’Azienda Pirofantasy (www.pirofantasy.it) che vanta più di 20 anni di esperienza e realizza tutte le esibizioni più moderne, uniche ed esclusive di fuochi artificiali, si potrà ammirare e gustare la fantastica e gigantesca torta artistica “Lettrice futurista”, ispirata dall’opera del futurista Giulio D’Anna.Durante la manifestazione si esibiranno le pianiste Barbara Cattabiani e Stella Camelia Enescu, la soprano Sara Pastore, la jazz vocalist Cinzia Tedesco e Tiziana Berardi che reciterà un canto della Divina Commedia, per celebrare i 700 anni dalla scomparsa del Sommo Poeta Dante Alighieri.Il “Summer Fashion and Art” proseguirà con musica dal vivo e DJ set. L’Associazione Tota Pulchra, presieduta da Monsignor Jean Marie Gervais, Prefetto Coadiutore del Capitolo Vaticano, sarà media partner. L’happening è realizzato anche grazie al sostegno della Contessa Erika Emma Fodré, Ambasciatrice dell’Ordine Mediceo per lo scambio tra le culture Italia e Ungheria. Le riprese TV verranno effettuate dalla produzione TV “Fondazione Francesco Raponi Onlus”, del Dott. Francesco Raponi e le interviste da Maria Luisa Lo Monte. Gli Hair Stylist “Spettinati” cureranno le acconciature delle modelle, un team di cinque professionisti: Giuliano Tiberi, Antonio Renzoni, Luca Iannilli, Giulia Pulcini e Alessandra Cacialli, tutti figli d’arte, allievi e poi assistenti, maestri, direttori della prestigiosa A.R.A. Accademia Romana Acconciatura che ha sfornato tra i migliori professionisti del settore (www.spettinati.it).Fotografo ufficiale del Summer Fashion and Art che immortalerà la serata con le sue splendide immagini sarà il professionista della fotografia Valerio Faccini. L’evento si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti anti Covid-19.

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Deutsche Bank: cresce il team italiano degli Investment Manager

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Prosegue il percorso di crescita della squadra degli Investment Manager di Deutsche Bank in Italia. Con l’ingresso di Gaetano Meo, il team guidato da Marco Busetto, rientrato di recente in Italia dopo un’esperienza di 7 anni per la banca in Svizzera, arriva a contare ben 15 professionisti dislocati strategicamente sul territorio nazionale per assistere al meglio la clientela del Private Banking & Wealth Management di Deutsche Bank.Gaetano Meo approda nel team con il ruolo di Investment Manager sulla piazza di Napoli, dopo una lunga esperienza in EFG (ex BSI) a Lugano, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità prima come Strategist e successivamente come Portfolio Manager di fondi obbligazionari. Prima di EFG, Gaetano ha lavorato in Intesa Sanpaolo a Milano, dove ha maturato un’esperienza rilevante come Senior Credit Analyst. Gaetano ha ottenuto la Laurea in Economia e Commercio all’Università Federico II di Napoli e un Master in Economia e Finanza Internazionale all’Università Cattolica di Milano.Marco Busetto, Head of Investment Managers – International Private Bank (IPB) Italy, ha commentato: “Sono molto felice di essere rientrato in Italia alla guida di un team di professionisti di alto profilo, in grado di portare valore aggiunto ai nostri clienti in tema di investimenti, sfruttando appieno la piattaforma di prodotti e servizi del gruppo Deutsche Bank. A Gaetano un caloroso da parte di tutta la squadra”.Il team degli Investment Manager è parte della divisione Advisory & Sales – IPB Italy, guidata da Eugenio Periti, e rappresenta un fattore distintivo del modello di servizio di Deutsche Bank nel panorama italiano del private banking/wealth management, poiché lavora in stretta partnership con i Relationship Manager ed è completamente integrato nella relazione con i clienti. “Il coinvolgimento diretto degli Investment Manager nella relazione con i nostri clienti ci consente di portare tutte le competenze tecniche della nostra banca al loro servizio”, ha aggiunto Eugenio Periti, Head of Advisory & Sales IPB Italy.

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Il fattore umano e la prevenzione come elementi chiave nella tutela della Proprietà Intellettuale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Prevenire il furto di dati aziendali non è una missione impossibile ma è necessario che ci sia una cultura aziendale virtuosa associata a momenti di training e migliori tecnologie. Questo il tema del webinar “La difesa della Proprietà Intellettuale e delle informazioni riservate” organizzato da Ruling Companies in collaborazione con Kroll, dove sono intervenuti Marco De Bernardin, Associate Managing Director & Country Manager Italy Kroll Business Intelligence and Investigations, Cesare Galli, Partner IP Law Galli s.r.l., Germana Mentil, General Counsel di Ferragamo, Caterina Strippoli, Head of Intellectual Property Innovability Enel e Umberto Simonelli, Chief Legal & Corporate Affairs Officer – Company Secretary Brembo S.p.a. Le proprietà intellettuali e le informazioni riservate di un’azienda sono sottoposte a continue minacce interne che sono diventate più comuni di quelle esterne. Il decentramento della produzione e l’aumento delle attività in smart working, spesso con connessioni internet non sicure, hanno fatto emergere come la sicurezza dei dati sia un passaggio decisivo per l’azienda. Il costo dell’implementazione delle misure di sicurezza per ovviare a questa grave problematica è in aumento del 31% negli ultimi due anni, per arrivare ad una spesa complessiva di $ 11,45 milioni

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Intervento cardiochirurgico con l’aiuto del robot

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Milano. Un intervento da record, il primo a livello mondiale, realizzato all’Ospedale Niguarda da una équipe congiunta di urologi e cardiochirurghi del reparto Cardiotoracovascolare, sostenuto dalla Fondazione De Gasperis, per rimuovere un tumore renale di oltre 20 cm esteso dall’addome fino al cuore su una paziente di 83 anni. L’operazione chirurgica è stata eseguita a regola d’arte “senza cicatrici” ricorrendo ad una tecnica mininvasiva ad hoc che combina l’uso del robot chirurgico e della cannula aspira-tumore per arrivare, attraverso la giugulare, al cuore. L’intervento, durato 9 ore, ha infatti permesso di rimuovere il tumore renale ( che partendo dalla vena renale stava risalendo nella vena cava fino all’atrio destro del cuore) senza ricorrere alla chirurgia a cuore aperto e senza l’apertura dell’addome, riducendo significativamente il rischio particolarmente elevato in questa paziente in relazione all’età e alla sua fragilità. I cardiochirurghi hanno rimosso parte dell’infiltrazione cardiaca attraverso il sistema di aspirazione nella vena giugulare per poi spingere la restante parte nell’addome dove gli urologi, supportati dalle pinze del robot (azionato a distanza da un chirurgo, che seguiva l’intervento tramite videocamera miniaturizzata inserita sulle braccia del robot), hanno asportato l’infiltrato neoplastico con delle incisioni molto piccole della parete addominale. “Questo approccio è stato possibile grazie all’utilizzo di un device innovativo- spiega Claudio Russo, Direttore della Cardiochirurgia-. In questo modo l’inserimento della cannula di aspirazione a livello di una vena del collo, collegata ad una pompa centrifuga e ad un filtro, ha permesso l’aspirazione ad alto flusso del tumore. Il sangue aspirato dall’interno del cuore durante l’intervento chirurgico è stato filtrato e re-immesso nel circolo arterioso attraverso un’altra cannula posta all’altezza dell’arteria femorale. Il circolo ad alto flusso ha permesso di aspirare parte dell’infiltrato del tumore e di creare un vacuum che come una ventosa ha agganciato il trombo neoplastico per spingerlo nel circolo dell’addome dove con il robot è stato possibile rimuoverlo” .È stato, dunque, un intervento di équipe studiato e messo a punto grazie alla collaborazione tra medici ed infermieri, anestetisti e tutto il personale di sale operatoria dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda.

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Governo. Vaccini. Astrazeneca si, Astrazeneca no

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Dopo le polemiche sulla mancata consegna delle dosi, ora si dibatte sul rischio vaccinazione con Astrazeneca (Vaxzevria), il vaccino anglo-svedese. E’ utile chiarire che: a) La medicina non è una scienza esatta. b) I farmaci, compresi i vaccini, possono avere effetti collaterali. Facciamo riferimento alla rivista scientifica Science e mettiamo in maiuscolo alcune parole, così da fissarle nella mente. Il vaccino AstraZeneca può, IN CASI MOLTO RARI, causare un disturbo caratterizzato da pericolosi coaguli di sangue. In Europa sono stati segnalati almeno 222 casi SOSPETTI fra 34 milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose di vaccino. I morti sono più di 30.In Italia abbiamo avuto 128 mila morti per Covid-19, su 60 milioni di abitanti.L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha riconosciuto “UNA PROBABILE ASSOCIAZIONE CAUSALE” tra la sindrome e il vaccino ma, sottolinea che i benefici di Astrazeneca superano ancora i rischi. Tuttavia, molti paesi ne hanno limitato l’uso nei giovani. La Germania sta usando il vaccino solo nelle persone di età superiore ai 60 anni, la Francia in quelle di età superiore ai 55 anni. Si valuta che i giovani abbiano un rischio inferiore di ammalarsi gravemente e morire di Covid-19, rendendo più difficile giustificare il rischio di effetti collaterali. David Spiegelhalter, statistico dell’Università di Cambridge, spiega che il RISCHIO di gravi danni a causa del vaccino, per le persone di età compresa tra 20 e 29 anni, nel Regno Unito, è di circa 1,1 su 100.000, mentre il RISCHIO di essere ricoverati in terapia intensiva a causa del Covid-19, varia da 0,8 a circa 6,9 su 100.000, a seconda del RISCHIO di esposizione al virus. Evidenzia che la vaccinazione dei giovani fornisce, anche, protezione ad altre persone. In questa sorta di curva di scorrimento graduale dell’equilibrio rischio-beneficio, non c’è un punto improvviso in cui il vaccino diventa sicuro o pericoloso.Insomma, man mano che aumentano i dati a disposizione della comunità scientifica, le indicazioni cambiano. Non occorre fare allarmismi, ma prendere atto dei dati e ricordare quanto detto all’inizio di questo comunicato.Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Sindromi mielodisplastiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

“Le Sindromi Mielodisplastiche sono malattie neoplastiche del midollo, in cui si verifica un’alterazione che può essere genetica, nella maggior parte dei casi, che induce un blocco della maturazione delle cellule del sangue, per cui si accumulano anche nel midollo. E’ molto importante caratterizzare bene queste malattie al momento della diagnosi, perchè sono anche molto eterogenee: vanno da malattie in cui l’anemia è l’unico sintomo, e si tratta di quell’anemia dell’anziano che in genere è resistente alla supplementazione con il ferro e con le vitamine, a forma più aggressive che tendono ad evolvere anche in leucemia acuta”. Lo ha spiegato Maria Teresa Voso, professore associato di ematologia, Università di Roma Tor Vergata, presidente della Società italiana di ematologia sperimentale, responsabile del laboratorio di diagnostica avanzata oncoematologica, in occasione della presentazione di ‘Magnifico Donare’, la campagna di sensibilizzazione promossa per il terzo anno consecutivo da United Onlus – Federazione Italiana delle thalassemie, emoglobinopatie rare e drepanocitosi, e AIPaSiM Onlus – Associazione Italiana pazienti con sindrome mielodisplastica, in collaborazione con Avis e con il supporto non condizionante di Celgene, ora parte di Bristol myers squibb.Partita da Milano e Bari nell’autunno 2019, conclusa la lunga pausa dovuta alla fase di emergenza sanitaria da Covid-19 la campagna ‘Magnifico Donare’ è giunta in maniera virtuale nel Lazio dopo aver fatto tappa anche a Reggio Calabria, Cagliari e in Emilia-Romagna. Voso ha aggiunto che “si tratta di malattie eterogenee. Nel Lazio l’incidenza è variabile con l’età: sono più frequenti nell’età avanzata, con un’età mediana alla diagnosi intorno ai 70-74 anni. Nel Lazio, anche se non ci sono registri precisi e aggiornati, possiamo contare circa 200 nuovi casi l’anno”.Voso ha sottolineato inoltre che “bisogna investire al momento della diagnosi per caratterizzare bene queste malattie, anche per fare quel percorso virtuoso della medicina personalizzata per essere in grado di individuare nelle varie fasi della patologia anche i trattamenti a bersaglio”. (Fonte agenzia Dire)

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Bayer acquisisce Noria e PSMA Therapeutics per ampliare il portfolio nel tumore della prostata

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Bayer annuncia la conclusione di un accordo per l’acquisizione di Noria Therapeutics Inc. (Noria) e PSMA Therapeutics Inc. Grazie a questa acquisizione Bayer otterrà i diritti in esclusiva di una terapia differenziata con radionuclidi alfa a base di attinio-225 e una piccola molecola mirata all’antigene di membrana specifico della prostata (PSMA). L’acquisizione amplia il portfolio oncologico già esistente di Bayer di terapie alfa mirate (TAT), che attualmente comprendono radio-223 dicloruro, e la piattaforma di TAT sperimentale a base di torio-227. Il programma pre-IND (Investigational New Drug) si concentra sul trattamento del tumore della prostata, il secondo tumore più comunemente diagnosticato negli uomini. Sulla base della sua particolare progettazione, questa terapia può offrire un profilo di efficacia e sicurezza differenziato e una potenzialità significativa per affrontare un elevato bisogno clinico insoddisfatto per gli uomini con tumore della prostata.Le aziende acquisite da Bayer, Noria e PSMA Therapeutics, detengono i diritti di esclusiva mondiale sulla tecnologia concessa in licenza da Weill Cornell Medicine (New York, NY, USA) e Johns Hopkins University (Baltimore, MD, USA). Noria è stata fondata dal Dr. John Babich, Responsabile Radiopharmaceutical Sciences in Radiology della Weill Cornell Medicine.Con radio-223 dicloruro, la prima e unica terapia alfa mirata approvata, e la sua straordinaria esperienza in tutte le fasi di sviluppo di un farmaco, dalla ricerca iniziale alla fornitura, Bayer ha permesso di introdurre la terapia alfa mirata (TAT) come parte dello standard di cura a livello mondiale nei pazienti con tumore della prostata. Con l’aggiunta di questa piccola molecola innovativa marcata con attinio-225 alla piattaforma aziendale di coniugati di torio sperimentali, attualmente in fase di sviluppo in molteplici tumori, l’azienda porta avanti opzioni terapeutiche differenziate che possono fare davvero la differenza per i pazienti oncologici. Le terapie target alfa (TAT) sono una classe emergente di terapie con radionuclide per diversi tumori. Rilasciano radiazioni alfa direttamente alle cellule tumorali all’interno del corpo attraverso la loro proprietà di tropismo osseo (radio-223), o combinando radionuclidi alfa emettitori, come l’attinio-225 o il torio-227, con farmaci target specifici. Rispetto alla radiazione beta, la radiazione alfa ha una potenza maggiore e un raggio di penetrazione più corto. E’ dimostrato che procura danni difficili da riparare alle cellule tumorali, causando rotture del doppio filamento del DNA. Radio-223 dicloruro di Bayer è la prima e unica terapia target alfa approvata. E’ indicata per i pazienti con tumore della prostata resistente alla castrazione con metastasi ossee sintomatiche e assenza di malattia viscerale nota; dal suo lancio sono stati trattati più di 76.000 pazienti. Radio-223 dicloruro è attualmente in fase di ulteriore valutazione in un ampio programma di sviluppo clinico nel tumore della prostata e in altri tumori. E’ previsto lo sviluppo nei diversi stadi del tumore della prostata.

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Sclerosi multipla, quando la medicina incontra la bioinformatica

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

I big data nella medicina sono una delle nuove frontiere della scienza, che possono far compiere importanti passi avanti nella conoscenza e cura delle malattie, anche quelle di causa sconosciuta, come la sclerosi multipla. Questo tipo di approccio è stato seguito nel recente studio europeo guidato dall’Università di Firenze e pubblicato su EBiomedicine (edito da The Lancet), che ha coinvolto e condiviso un’enorme mole di dati molecolari con gruppi di ricerca francesi, inglesi, norvegesi e italiani (“TCR repertoire diversity in Multiple Sclerosis: high-dimensional bioinformatics analysis of sequences from brain, cerebrospinal fluid and peripheral blood” https://doi.org/10.1016/j.ebiom.2021.103429).”Un ruolo fondamentale nella sclerosi multipla, malattia cronica infiammatoria del sistema nervoso centrale a base autoimmune – spiega il contesto Clara Ballerini, docente di Patologia generale all’Ateneo fiorentino e coordinatrice del lavoro insieme ad Andreas Lossius dell’Università di Oslo -, è svolto dai linfociti T autoreattivi che, filtrati dalla barriera ematoencefalica, circolano fra sangue periferico, liquido cefalorachidiano e cervello, luogo dove nella patologia orchestrano e determinano il danno al tessuto nervoso”. La scienza medica attuale è cosciente che i linfociti T di un organismo, grazie allo sviluppo delle tecniche di sequenziamento, possono essere studiati tramite l’assetto molecolare del loro recettore (recettore dei linfociti T o TCR), molecola altamente variabile e pilastro della nostra capacità di difesa da molteplici patogeni, anche sconosciuti. Ad oggi lo studio di questo recettore, presente in ciascuno di noi con più di un miliardo di molecole diverse (in media), si è scontrato con un limite: i pochi campioni analizzati nei singoli studi condotti su liquido cefalorachidiano e l’assenza di una analisi statistica condivisa.

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Antimicrobico resistenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

E’ una pandemia silente con una prevalenza in Italia molto elevata da sempre, tanto da avere la maglia nera in Europa insieme ai paesi dell’Est Europa. Nel 2030 il nostro Paese avrà un incremento nella resistenza antimicrobica del 19%, mentre la Cina, coinvolta in maniera importante dall’emergenza Covid, lo sarà altrettanto per i microrganismi resistenti, che cresceranno fino al 50%. Oggi i pazienti che muoiono per antimicrobico resistenza hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono, non hanno trattamenti efficaci. La mortalità correlata proiettata nelle prossime decadi potrebbe assumere delle dimensioni incredibili, 10 milioni di morti che andrebbero a superare i decessi per cancro e per tutte le altre malattie croniche e diffuse. Epicentro, il portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa: la tempistica per realizzare un nuovo antimicrobico è un percorso ad ostacoli che dura minimo 8-11 anni, con una spesa globale ben oltre i 600 milioni di euro; esiste un utilizzo ritardato dei nuovi antibiotici anche nel paziente critico, dopo diverse altre terapie di cui spesso si conoscono effetti collaterali; ma se un approccio appropriato prudente e per gradi è fondamentale non è corretto un uso razionato di questi nuovi antimicrobici poiché in molti casi dietro all’antimicrobico resistenza vi è un paziente che non può aspettare. Inoltre tema di sostenibilità spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo. “L’antimicrobico resistenza, pur vivendo una situazione pandemica così grave, non riceve nessun tipo di attenzione e di finanziamenti – ha spiegato Francesco Menichetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive Università di Pisa – Direttore UO Malattie Infettive AOU Pisana – Presidente GISA –. E’ un fenomeno clinicamente rilevante, tanto che la mortalità correlata proiettata nelle prossime decadi potrebbe assumere delle dimensioni incredibili, 10 milioni di morti che andrebbero a superare i decessi per cancro e per tutte le altre malattie anche croniche e diffuse, inoltre è stato enfatizzato dalla concomitante pandemia Covid 19 che è stata in grado di amplificarlo, specialmente nei pazienti lungodegenti in terapia intensiva, che già hanno un rischio specifico di andare incontro a infezione Amr, ma con una polmonite Covid 19 e ventilati meccanicamente hanno amplificato questo rischio. La diffusione ospedaliera, che è stata spesso responsabile di focolai locali, è stata favorita da un inadeguato rispetto del lavaggio delle mani”.

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Vaccino AstraZeneca, ecco le nuove raccomandazioni del Cts

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Il vaccino di AstraZeneca è raccomandato per coloro che abbiano età uguale o superiore a 60 anni, per la fascia sotto i 60 anni c’è invece la raccomandazione per i vaccini a mRna. È quanto concluso dal Cts e comunicato nel corso dell’attesa conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale. «In questo contesto epidemiologico mutato il Cts in dialogo stretto con Aifa e le altre istituzioni sanitarie del paese, ha ritenuto opportuno rivalutare le indicazioni all’uso del vaccino AstraZeneca perché’ essendo mutato lo scenario il rapporto tra benefici e potenziali rischi legati a trombosi rare cambia in funzione dell’età ma anche del mutato scenario», ha dichiarato il coordinatore del Cts Franco Locatelli. Per quanto concerne le seconde dosi, «si è deciso di dare una raccomandazione per impiegare una stessa dose dello stesso vaccino per over 60, mentre per gli under 60 pur in assenza di segnali di allerta preoccupanti, la raccomandazione è per la vaccinazione eterologa», ha spiegato Locatelli.Sul tema è intervenuta anche l’autorità europea del farmaco. Il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’agenzia europea del farmaco Ema ha deciso che la sindrome da aumentata permeabilità capillare deve essere «aggiunta alle ‘Informazioni sul prodotto’ come nuovo effetto indesiderato del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, Vaxzevria, insieme a un’avvertenza per sensibilizzare gli operatori sanitari e i pazienti su questo rischio». E’ quanto comunica l’Ema, sulla base delle conclusioni raggiunte dagli esperti dell’ente Ue nel meeting che si è tenuto dal 7 al 10 giugno. Il Prac ha effettuato una revisione approfondita di 6 casi di sindrome da aumentata permeabilità capillare in persone che avevano ricevuto Vaxzevria. La maggior parte dei casi si è verificata nelle donne ed entro 4 giorni dalla vaccinazione. Tre delle persone colpite avevano una storia di sindrome da aumentata permeabilità capillare e uno di loro successivamente è deceduto. Al 27 maggio 2021, nell’Ue/Spazio economico europeo e nel Regno Unito sono state somministrate più di 78 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca. Le persone vaccinate con questo prodotto scudo, avverte l’Ema, «devono cercare assistenza medica immediata se manifestano un rapido gonfiore delle braccia e delle gambe, o un improvviso aumento di peso, nei giorni successivi alla vaccinazione. Questi sintomi sono spesso associati alla sensazione di svenimento».Critiche nei confronti della gestione del caso AstraZeneca arrivano da parte di molti presidenti di Regione, a partire dal governatore della Liguria Giovanni Toti che dopo la morte di Camilla Canepaca, la 18enne colpita da trombosi dopo il vaccino AstraZeneca, ha scritto sulla sua pagina Facebook: «La a possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è un suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare il volume di vaccinazioni, e quindi evitare più morti». Nel post si legge: «Ora da Roma si esprimano senza ambiguità -ha proseguito Toti-: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso». Altrettando critico anche il governatore della Campania Vincenzo De Luca che ha dichiarato: «L’Italia è l’unico paese al mondo in cui gestione del piano anti Covid non è affidato direttamente al ministero della Salute ma a una struttura commissariale. Si è scelta la strada di una separazione dal ministero: questo modello organizzativo si sta rivelando contraddittorio e improduttivo». In via precauzionale, molte regioni tra cui Campania, Sicilia, Veneto, Lazio e Liguria hanno sospeso gli open day con Vaxzevria. (fonte Doctor33)

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Ariane Chemin, Marie-France Etchegoin: Raoult. Une folie française

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Hors série Connaissance, Gallimard Publication date: 03-06-2021 Il a surgi avec le virus. Le Professeur, le Marseillais, le druide, le Gaulois, le sauveur ou le gourou. Génial pour les uns, charlatan pour les autres, connu dans toute l’Afrique, célèbre jusqu’en Amérique… Avec sa chloroquine, Didier Raoult a déversé dans le chaudron de la crise sanitaire une potion explosive. Qui est cet homme qui a déchiré la France en pleine pandémie ? De Dakar à Marseille, des décombres de l’Empire colonial aux labos de haute sécurité, du Vieux-Port à l’Élysée, ce récit palpitant dévoile une aventure hors du commun. On y croise des médecins de brousse et des mandarins, des chasseurs de gorilles et des microbiologistes, Michel Onfray et BHL, Henry de Montherlant et le psychanalyste Jacques Lacan, mais aussi une collection de virus géants et de présidents – jusqu’à Emmanuel Macron, venu consulter ce populaire et déroutant savant. Ce livre est aussi l’histoire d’une folie française, dans une époque où passions et croyances prennent le pas sur la raison. 256 pages, sous couverture illustrée, 140 x 205 mm

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Hervé Le Tellier: L’anomalie

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Collection Blanche, Gallimard «Il est une chose admirable qui surpasse toujours la connaissance, l’intelligence, et même le génie, c’est l’incompréhension.» En juin 2021, un événement insensé bouleverse les vies de centaines d’hommes et de femmes, tous passagers d’un vol Paris-New York. Parmi eux : Blake, père de famille respectable et néanmoins tueur à gages ; Slimboy, pop star nigériane, las de vivre dans le mensonge ; Joanna, redoutable avocate rattrapée par ses failles ; ou encore Victor Miesel, écrivain confidentiel soudain devenu culte. Tous croyaient avoir une vie secrète. Nul n’imaginait à quel point c’était vrai. Roman virtuose où la logique rencontre le magique, L’anomalie explore cette part de nous-mêmes qui nous échappe. 336 pages, 140 x 205 mm

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Capire Fukushima: La lotta del Giappone, il nucleare oltre gli stereotipi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Di Piergiorgio Pescali Casa editrice: Lekton, Catania Pagine: 337 Prezzo: 20 euro Il titolo di questo volume, Capire Fukushima indica già di per sé l’intento che la sua lettura si prefigge di ottenere. Comprendere come si è arrivati all’incidente della centrale giapponese impone innanzitutto uno studio a monte che deve includere i principi della fissione nucleare e, come ulteriore approfondimento culturale, la storia che ha portato gli scienziati a comprendere in funzionamento del nucleo atomico e delle radiazioni. Le conseguenze dell’incidente nucleare giapponese non sono solo materiali, ma anche morali, psicologiche; soprattutto le ultime due avranno sempre più peso via via che il tempo cancellerà le impronte lasciate dal terribile Grande terremoto del Giappone orientale e dello tsunami dell’11 marzo 2011. Le crepepsichiche e mentali si ripercuoteranno nella vita quotidiana per generazioni a venire, anche quando Fukushima sarà per molti solo storia. Per capire quello che è accaduto e continua ad accadere a Fukushima, il libro è diviso in due parti: una parte tratta il percorso storico che ha portato alla scoperta dei vari costituenti del nucleo e delle radiazioni e la teoria della fissione nucleare e delle radiazioni. La seconda parte entra nel vivo delle vicende che hanno segnato l’incidente: le concitate fasi in cui gli impianti di raffreddamento dei reattori si sono bloccati, i tentativi, purtroppo infruttuosi, degli operatori per evitare la fusione del nocciolo. I successivi capitoli sono il risultato di visite e indagini sul campo condotte anche personalmente dall’autore che individua i principali punti di contrasto tra i cittadini non solo con le autorità, colpevoli di aver nascosto i rischi effettivi dell’emergenza, ma anche con quelle associazioni che, senza alcuna evidenza scientifica, da una parte ingigantivano i problemi e i rischi radiologici (e non solo) mettendo a rischio le attività di intere famiglie in campo agricolo e ittico. La verità, oltre a non stare nel mezzo, non esiste. Fukushima ha mostrato tutta la limitatezza dell’uomo: l’incapacità di fronteggiare eventi eccezionali (che sono forse eccezionali in termini generazionali, ma non certo se considerati nell’arco di tempi geologici), di analizzare con obiettività scientifica qualunque tipo di situazione, la manipolazione, intenzionale o no, dei drammi collettivi e personali per promuovere idee preconcette. In questo campo, in particolare nel settore della comunicazione umana, Fukushima, come Chernobyl, come Bhopal, come migliaia di altri disastri non annunciati, ma prevedibili hanno invece permesso di sollevare problematiche tecniche e scientifiche prima forse troppo trascurate o addirittura ignorate. Questa è l’eredità che dobbiamo essere in grado di cogliere per garantire alle generazioni future un mondo più vivibile e meglio gestito. Piergiorgio Pescali è un ricercatore scientifico e giornalista e collabora con radio, riviste, quotidiani e network radiotelevisivi in Europa ed in Asia. Sud Est Asiatico, Corea del Nord e Giappone sono le zone geografiche che frequenta con più assiduità, anche se non disdegna il Medio Oriente e il Sudtirolo.

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Joseph Beuys a 100 anni dalla nascita: una mostra a Casa Mantegna, Mantova

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

Mantova. “Il Tamburo dello Sciamano” espone opere, multipli, video e documenti per omaggiare l’attualità del pensiero dell’artista tedesco protagonista della sperimentazione concettuale Il programma espositivo di Casa del Mantegna a Mantova riparte con la mostra “Joseph Beuys. Il Tamburo dello Sciamano”. L’evento commemora il centenario della nascita di Joseph Beuys, artista che ha segnato la storia dell’arte contemporanea con la sua idea di “arte ampliata”, interpretata in senso antropologico. Dal 19 giugno al 29 agosto 2021 (inaugurazione venerdì 18 giugno alle ore 18) la mostra rende omaggio all’attualità del pensiero di Beuys circa il ruolo dell’artista, l’impegno ambientale, il rapporto tra arte e scienza, con opere, multipli, video, materiale documentario e un calendario di iniziative collaterali. Promossa dall’Associazione Culturale Flangini in collaborazione con la Provincia di Mantova, la personale è curata dal professor Antonio d’Avossa, critico d’arte e docente emerito all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, studioso dell’opera e del pensiero del Maestro tedesco e curatore di numerose esposizioni in Europa e in America. Grande protagonista della sperimentazione concettuale, Beuys compendia con Andy Warhol, di cui era amico ed estimatore benché su posizioni diverse, le linee fondamentali dell’arte visiva del secondo dopoguerra. Notissimo in Europa e negli USA, dal 1971 lavorò ed espose frequentemente in Italia. Legato in un primo tempo a Fluxus, gruppo che intendeva ricreare il senso dell’arte in relazione alla vita, fu sempre molto attivo nel proporre temi ecologici e politici e fornì un contributo essenziale alla fondazione del movimento dei Verdi (Die Grünen) in Germania. «Il suo attivismo politico va letto non soltanto nel senso ecologico, ma principalmente nell’aspetto antropologico: difesa dell’uomo, della creatività, dei valori umani» (A. d’Avossa). In mostra oltre 100 esemplari di multipli e opere uniche, provenienti da collezioni private e pubbliche, dimostrano un uso strategico di questo “arsenale” creativo e pacifico come arma di propaganda di un pensiero divenuto oggetto di numerose attenzioni e letture. Circa 150 documenti rari guidano il visitatore lungo il percorso della Casa del Mantegna: i manifesti firmatidal Maestro tedesco, le cartoline e le fotografie documentano la sua attività e il suo pensiero. I multipli e i documenti sono accompagnati da una serie di video realizzati tra il 1964 e il 1985, che testimoniano le famose “azioni” durante le quali l’artista coinvolgeva il pubblico con discussioni su temi sociali, dando vita a un nuovo concetto di scultura: la “scultura sociale” (Soziale Plastik). Rari filmati, dodici tra silenziosi e sonori, di “azioni” e discussioni dell’artista sono collocati in quattro differenti postazioni lungo il percorso espositivo. In questo modo essi «rendono visibile l’invisibilità delle sue parole» (A. d’Avossa). Di particolare interesse in mostra la ricostruzione simbolica dell’incidente dell’aereo Stuka JU-87, caduto sul fronte russo in Crimea, a causa di un’improvvisa tempesta di neve, nel febbraio 1943. L’artista fu soccorso da una tribù di nomadi tartari, che praticarono una medicina sciamanica di “ricostruzione”, ricoprendo il suo corpo di grasso animale e avvolgendolo nel feltro. Successivamente venne trasportato nell’ospedale militare tedesco, dove ricevette ulteriori cure. Ilcontatto con la cultura dei Tartari e lo straordinario episodio vissuto favorirono lo sviluppo dell’idea di un’arte come esperienza salvifica del mondo malato; l’uso del feltro e del grasso, materiali ricorrenti nelle sue “azioni”, opere e installazioni, rimanda infatti a quel particolaremomento biografico. La mostra è occasione per una riflessione sul percorso artistico e biografico di questo rivoluzionario artista del ‘900. Nella sala conferenze di Casa del Mantegna saranno organizzati due incontri con il professor Antonio d’Avossa, il 10 e il 24 luglio, il primo dedicato a indagare i rapporti politici e sociali nell’opera di Joseph Beuys nel suo tempo, il secondo incentrato sul rapporto di Beuys con arte, ambiente, scienza e natura. Previsto inoltre un simposio, ancora il 24 luglio, a cui interverranno studiosi e testimoni internazionali, con introduzione e presentazione dello stessocuratore.

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Keith Haring’s ‘Untitled’ to be Offered with Option of Paying Final Purchase Price in Cryptocurrency

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2021

London – Christie’s will be the first major auction house in Europe to offer a work with the option for the buyer to pay the final purchase price, including Buyer’s Premium, in cryptocurrency. The sale of Keith Haring’s Untitled (1984, estimate: £3,900,000-4,500,000) will also mark the first time that a tangible work of art is being offered in Europe by an auction house with the option to pay in cryptocurrency. Originally owned by the celebrated German gallerist Paul Maenz, who unveiled the work in Cologne shortly after its creation, Untitled prophesises the dawn of a new era. Dating from 1984, the year that the first Apple Macintosh was released, it stands among the earliest painterly depictions of a computer, heralding the birth of the digital age.Katharine Arnold, Co-Head, Post-War and Contemporary Art, Christie’s Europe: “Christie’s has been pioneering the sale of digital artworks and use of cryptocurrencies throughout 2021. It is fitting that we are set to become the first auction house in Europe to offer the option to pay the final purchase price in cryptocurrency via the sale of Keith Haring’s Untitled, which anticipated the digital era as early as 1984. This exquisite painting is one of the earliest depictions of the home computer, Apple having marketed their first at-home product earlier the same year. It celebrates a futuristic vision and we are thrilled to present the work as a highlight of our international London to Paris sale series.” Across four conjoined panels measuring nine square metres, a sci-fi bacchanal unfolds: flying saucers collide mid-air, while angels soar, monsters writhe and disembodied limbs pluck aeroplanes from their flight paths. At the centre, the computer reigns, mounted on a pyramid like an ancient deity. The structure assumes an anthropomorphic form, with the machine serving as the head; its outstretched arms, like scales, hold a spaceship and a human brain, as if triumphantly having superseded both as the world’s determining force. Tiny figures bow down before it, their arms raised in ecstatic worship. Loaned to the Neues Museum, Weimar, between 1993 and 2005, the work captures the clairvoyant power of Haring’s art, blending the utopian, the dystopian, the ancient and the contemporary into a thrilling vision of the future. Haring’s various mythic allusions coincided with the birth of a new, contemporary legend: the rise of the home computer. Following the release of the IBM PC in 1981, Apple unveiled their iconic Macintosh model on 24 January 1984. If the painting pulsates with the rhythms of New York’s 1980s dance clubs, where Haring was a regular, it also demonstrates the diversity of his artistic sources. As a child, he would spend hours drawing with his father, an amateur cartoonist, developing a love of graphic characterisation that would later find expression in the crawling babies, barking dogs and UFOs that populated his early graffiti on New York’s subways. The intuitive, semi-automatic freedom with which he organised his linear motifs was nourished by his admiration for artists such as Pierre Alechinsky and Jean Dubuffet, who wove similarly fantastical worlds from the most economical of means. Haring’s fascination with Mayan, Aztec and other ancient cultures, fuelled by long hours spent in New York’s Metropolitan Museum of Art, is evident in the present work’s imagery of ritualised worship, as well as its codified, pictographic narratives. The writhing ball of snakes to the right of the computer evokes the Medusa of Greek legend, whilst the composition as a whole conjures grand Old Masterly tableaux such as Pieter Bruegel the Elder’s The Fall of the Rebel Angels (1562), or Hieronymus Bosch’s The Garden of Earthly Delights (1490-1500). It is a vivid testament to Haring’s wide-ranging referential compass, shifting seamlessly between worlds.

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