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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 5 gennaio 2022

PIMCO: un mercato del lavoro in evoluzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

A cura di Geraldine Sundstrom, Portfolio Manager Asset Allocation di PIMCO. Gli investitori sono alle prese con gli effetti strutturali della pandemia sull’economia globale rispetto ai quali non c’è ambito più rilevante del mercato del lavoro, dove per fattori sia temporanei che più persistenti si è determinata carenza di forza lavoro. Tra i fattori di breve periodo che hanno esercitato pressioni sull’offerta di forza lavoro nel 2021 vi sono i protratti timori per il COVID-19, i sussidi pubblici e le difficoltà di avvalersi dei servizi per i figli. Questi fattori dovrebbero essere i primi ad allentare la morsa se i vaccini continueranno a dimostrarsi efficaci, gli effetti economici delle varianti del virus saranno gestiti, le scuole resteranno aperte e si accumuleranno evidenze che il progressivo venir meno dei sussidi di disoccupazione incoraggi le persone a tornare a lavorare. Sul medio termine, le restrizioni sull’immigrazione verosimilmente incideranno sulle prospettive. Molti dei suddetti vincoli di breve periodo dovrebbero venir meno col tempo ma cambiamenti più strutturali del mercato del lavoro potrebbero porre difficoltà durature o permanenti per le imprese e per le economie. Per la maggior parte dei pensionamenti anticipati è improbabile un’inversione di rotta, inoltre i cambiamenti di comportamento e stile di vita innescati da un anno di quarantena potrebbero consolidarsi. In aggiunta, la pandemia ha accelerato i flussi migratori interni, acutizzando il divario fra competenze disponibili e richieste che si stava già sviluppando nel mercato del lavoro a fronte dei cambiamenti della domanda dei consumatori. Nonostante gli aumenti delle retribuzioni nei settori interessati, le imprese continuano a riferire di non riuscire a trovare lavoratori per le posizioni offerte (si veda Figura 1) e in conseguenza di ciò alcune di esse in settori duramente colpiti come quello della ristorazione sono costrette a chiudere. Con la partecipazione al mercato del lavoro ampiamente rimbalzata nella fascia 16–24 anni ma che non dà segni di ripresa tra gli over 55, questi fattori strutturali potrebbero non svanire. Percependo uno spostamento generazionale nel potere contrattuale, i lavoratori a livello globale stanno chiedendo retribuzioni più elevate e migliori condizioni. Questo segnala rischio al rialzo rispetto alla nostra previsione di moderazione dell’inflazione a un dato momento nel 2022.

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Robeco: “Cerchiamo bellezze inaspettate anziché i soliti sospetti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

A cura di Wim-Hein Pals, Portfolio Manager di Robeco. Dopo l’ulteriore allentamento delle politiche monetarie in tutto il mondo sviluppato, il nuovo anno sarà diverso. Dopo un periodo di sottoperformance rispetto ai mercati sviluppati, le azioni dei mercati emergenti potrebbero iniziare a performare meglio delle loro controparti sviluppate. Negli ultimi due anni, le azioni dei mercati emergenti hanno scontato molte notizie negative, mentre nei mercati sviluppati le notizie positive hanno portato i mercati azionari verso nuovi massimi storici. Le buone notizie sono venute dalla riapertura post-pandemia e dagli ottimi risultati degli utili sia nei mercati sviluppati sia in quelli emergenti, sebbene quest’ultimi non abbiano generato rendimento nel 2021. Il declassamento che ne è derivato ha portato ad un rapporto prezzo/utili per l’indice MSCI EM di quasi 12 volte l’EPS 2022, mentre l’indice MSCI World scambia ad un rapporto PE medio di 18 volte l’EPS previsto per il 2022.Le azioni emergenti sembrano aver anticipato del tutto il tapering imminente. Ciò che è diverso dal periodo di tapering iniziato nella seconda metà del 2013 è che i paesi emergenti hanno già iniziato la loro stretta monetaria prima della Fed. A questo proposito, il mercato emergente sta guidando il mercato sviluppato. Le banche centrali dei mercati emergenti stanno riducendo i propri bilanci, mentre quelle dei mercati sviluppati li stanno ancora espandendo.Un paio di cose sono cambiate dall’inizio della pandemia da Covid-19: si viaggia meno frequentemente in aereo o in auto con motori a combustione interna, si viaggia di più in bicicletta e in scooter elettrici, si lavora di più da casa, si sono resi sufficienti uffici più piccoli. Alcuni di questi cambiamenti avranno implicazioni durature per interi settori e titoli. Le compagnie aeree potrebbero aver toccato il numero massimo di viaggi d’affari nel 2019. I produttori di biciclette (elettriche) potrebbero performare molto bene nel 2022 e oltre. Sempre più aziende ridurranno strutturalmente i loro budget per i viaggi e assegneranno ai loro dipendenti obiettivi specifici per limitare le emissioni di CO2.Come nel 2021, anche nel 2022 assisteremo a focolai di Covid-19 in tutto il mondo, ma essi avranno un impatto minore sulle economie reali e sugli utili delle aziende. Le interruzioni della catena di approvvigionamento che stiamo vedendo oggi in settori come i semiconduttori e le spedizioni di container potrebbero continuare anche nel 2022, quindi anche qui la selezione dei titoli rimane qualcosa di fondamentale. Alcune delle società che si occupano di hardware all’avanguardia nell’Asia emergente, per esempio, potrebbero performare molto bene, in termini di ritorni economici. Dopo un decennio in cui i settori e i titoli growth hanno sostanzialmente sovraperformato le loro controparti value, potrebbe essere il momento per il comparto value di tornare a generare rendimenti. La divergenza delle valutazioni tra titoli growth e value nei mercati emergenti non è mai stata così ampia come quella attuale. Quest’anno abbiamo visto alcuni segnali della sovraperformance dei titoli value rispetto a quelli growth nell’azionario emergente, ma niente in confronto alla significativa sottoperformance del decennio precedente.Forse il 2022 sarà un vero e proprio spartiacque rispetto al passato. Dopo il decennio di crescita 2010-2020, il 2021-2031 potrebbe essere un nuovo decennio “emergente” e “value”. Nel complesso, il 2022 sarà un altro anno unico per gli investimenti con svariati vincitori e vinti dal punto di vista della performance relativa. Alcuni dei vincitori degli ultimi due anni diventeranno vinti nel 2022 e alcuni dei vinti diventeranno vincitori. La selettività rimane la chiave in questa affascinante caccia al rendimento per i nostri clienti. Questa selettività vale per i paesi, così come per i settori e titoli specifici. (abstract fonte verinieassociati.com)

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2021 in 5 chart e uno sguardo ottimista sul 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

A cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm Il 2021 sarà ricordato come un anno di forte crescita e ripresa, con i mercati azionari che hanno fatto registrare una delle performance migliori degli ultimi anni. La ripresa si è concretizzata in molti settori dell’economia, trainata da una domanda molto forte, quasi surriscaldata. Nonostante la variante Delta e il lockdown dei primi mesi dell’anno, le rapide campagne di vaccinazione hanno permesso all’economia globale di ripartire.I fondamentali azionari sono stati la più grande sorpresa dell’anno. Il recupero dei margini e l’aumento delle vendite sono stati rapidi e, nonostante le valutazioni stabili, gli indici azionari nel complesso si sono apprezzati. La seconda metà dell’anno ha visto un po’ più di volatilità rispetto alla prima, per colpa soprattutto della variante Omicron, che è causa di incertezza, ma i principali mercati come Stati Uniti, Europa e Giappone hanno fatto registrare una forte crescita. L’obbligazionario ha sofferto nella prima parte dell’anno, a causa dell’aumento sia dei tassi reali che delle aspettative di inflazione. In seguito abbiamo assistito a una situazione per lo più stagnante, con i tassi che non si muovevano in modo significativo e la curva che si appiattiva mentre la politica monetaria diventava più aggressiva. Nella seconda metà dell’anno l’inflazione è diventata un tema caldo. All’inizio si pensava si trattasse di un fenomeno transitorio, frutto di un’illusione ottica dovuta all’effetto base condizionato dalla depressione dei prezzi durante i mesi del lockdown. Rimanendo per un momento sul tema dell’inflazione, il grafico successivo mostra il sentimento intorno a potenziali aumenti dei tassi. Dalla crescita economica positiva, all’inflazione transitoria, all’inflazione non transitoria, si nota come la narrativa dominante nelle diverse fasi del 2021 abbia influito sulle aspettative di rialzo dei tassi. La crescita, soprattutto quella delle aziende quotate, è stata veloce e migliore di quanto la maggior parte delle persone si aspettasse. I bilanci delle famiglie sono, in media, più sani di quanto non siano stati negli ultimi 20 anni. I tassi di partecipazione al lavoro globale hanno raggiunto il punto più basso dagli anni Settanta. I salari stanno aumentando per alcune categorie a basso reddito, ma la catena di approvvigionamento sta balbettando. L’espansione monetaria e fiscale ha raggiunto livelli senza precedenti, colpendo alla base le teorie e le prassi economiche che fino a pochi anni fa erano considerate mainstream. I governi hanno continuato ad adottare misure di stimolo drastiche e radicali, dopo le azioni senza precedenti intraprese nel 2020. Per ora, sono le Banche Centrali ad aver pagato il conto. Come si vede, l’espansione dei bilanci della Banca Centrale è andata di pari passo con l’aumento del debito pubblico. Questo, ovviamente, crea uno squilibrio, ora che i banchieri centrali si trovano a dover invertire la politica monetaria. La situazione resta ancora più incerta per i Paesi in via di sviluppo. La diffusione dei vaccini è stata molto diseguale. L’Europa e il Nord America sono stati rapidi nel vaccinare porzioni significative della loro popolazione, avendo acquistato milioni di dosi sin da subito. Il grafico seguente mostra il divario tra i tassi di vaccinazione nei Paesi in base al loro reddito mediano. Un PIL più elevato, in generale, corrisponde a tassi di vaccinazione più elevati: il 2022 dovrà essere l’anno in cui la campagna vaccinale dovrà fare il salto di qualità anche per ridurre il rischio di nuove variabili. La seconda variabile da considerare è l’inflazione. I colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento globali, il rincaro dei prezzi delle materie prime, nonché la domanda galoppante a seguito di un calo importante nel 2020 hanno portato ad un aumento esorbitante dei prezzi. Per il 2022 i mercati si aspettano un principio di normalizzazione dell’inflazione e livelli più in linea con i target di lungo termine delle Banche Centrali. Un 2022 caratterizzato da forte inflazione non solo potrebbe minare la gradualità del percorso di politica monetaria, ma potrebbe deteriorare il potere di acquisto delle famiglie, portando le aziende a doversi fare carico dell’aumento dei prezzi diminuendo la marginalità aziendale. Ciò dipenderà in gran parte da quale sarà il driver inflazionistico. Il nostro caso base rimane quello di una graduale riduzione del tasso di inflazione. Abbiamo infatti già visto un miglioramento sul fronte dell’approvvigionamento globale e riteniamo che alcuni strascichi dei lockdown del 2020, che nel 2021 hanno portato alla mancanza di un’offerta capace di supportare la domanda, possano venire smorzati. La terza variabile è la politica monetaria delle principali Banche Centrali internazionali, che verrà sicuramente influenzata dai driver descritti sopra. Le aspettative dei mercati sono per una riduzione dell’acquisto di titoli e due o tre rialzi dei tassi da parte della Fed, mentre in Europa il rialzo dei tassi dovrebbe avvenire solo nel 2023. Ci aspettiamo che, a meno di sorprese inflattive, tale percorso possa supportare le valutazioni dell’azionario ed essere poco invasivo nei confronti dell’obbligazionario. (abstract by http://www.moneyfarm.com

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Nel 2021 calano i prezzi delle case del 3%, ma è boom della domanda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Il prezzo richiesto per le case usate in vendita in Italia è calato del 3% rispetto a 12 mesi fa, secondo un rapporto pubblicato da idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico. A fine dicembre 2020 l’acquisto di una casa nel nostro Paese aveva un costo di 1.744 euro al metro quadro, contro i 1.692 euro attuali. Nell’ultimo trimestre l’indice dei prezzi si è attestato a -0,3 punti. La curva dei prezzi ha segnato cali nella maggior parte dei mercati analizzati nonostante la crescita della domanda di immobili sul portale sia più che raddoppiata (+122%) rispetto al periodo pre-Covid, arrivando a toccare livelli mai visti prima. Il trend negativo delle quotazioni immobiliari ha investito 14 regioni italiane su 20: Marche (-9,9%) davanti ad Abruzzo (-6,7%), Lazio e Umbria (entrambe -5,9%) sono le regioni dove i proprietari hanno ridimensionato maggiormente le loro aspettative negli ultimi 12 mesi. Ribassi superiori alla media del periodo anche per Calabria (-5,2%), Puglia (-5,1%), Campania (-4,5%), Piemonte (-3,9%), Lombardia (-3,8%) e Campania (3,2%). Dal lato opposto gli incrementi più significativi riguardano il Trentino Alto Adige (5,9%) e la Valle d’Aosta (3,9%).Sempre il Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta fanno registrare i prezzi d’offerta più elevati a livello regionale, rispettivamente con 2.580 e 2.428 euro al metro quadro. Segue su terzo gradino del podio la Liguria (2.383 euro/m²), quindi Toscana (2.244 euro/m²) e Lazio (2.000 euro/m²). I prezzi delle case in Lombardia (1.761 euro/m²) si collocano sopra il valore medio nazionale di 1.692 euro, al di sotto del quale troviamo 14 regioni, dall’Emilia Romagna (1.655 euro/m²) a scendere fino agli 853 euro della Calabria, la regione più economica davanti al Molise (872 euro/m²).

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Antitrust: pubblicati impegni su istruttoria rc auto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

L’Antitrust ha pubblicato gli impegni presentati nell’ambito dell’istruttoria I856 relativa ai comparatori di prezzo della polizze rc auto. “Ci riserviamo di leggere con cura e con calma gli impegni che le imprese assicurative intendono assumere prima di esprimere un parere finale, ma il punto non cambia ed è semplice: se c’è stato un danno per gli assicurati a seguito di un’intesa tra compagnie, ad esempio perché tramite lo scambio di informazioni hanno praticato premi più elevati, allora non basta la chiusura del procedimento con accettazioni di impegni che a lungo andare non ha una vera efficacia deterrente nei confronti dei comportamenti scorretti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale consumatori. “Sarebbe una beffa inaccettabile per gli assicurati. Serve una condanna pecuniaria, possibilmente con l’irrogazione di una sanzione esemplare” conclude Dona.

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Più risorse e opportunità per l’agricoltura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Il 2022 comincia sotto buoni auspici per l’agricoltura, grazie alle nuove risorse previste nella legge di Bilancio e a un’attenzione verso il settore che non ha precedenti – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Con oltre due miliardi di euro a disposizione per agricoltura, pesca e agroalimentare, il primario potrà beneficiare del doppio delle risorse rispetto all’anno precedente. Finalmente l’agricoltura comincia a essere riconosciuta come locomotiva dell’Italia. Per questo il nuovo anno si preannuncia ricco di sfide.Tra le conseguenze della crisi sanitaria c’è anche una nuova e diffusa consapevolezza del ruolo che il settore primario gioca nella tenuta economica e sociale del Paese – continua Tiso. Si è aperta in questo modo una finestra di opportunità che deve essere sfruttata non solo per rilanciare il settore, ma anche per impostare la sua crescita su nuove basi mettendo al centro la sostenibilità. Le risorse in arrivo con la legge di Bilancio sono destinate, tra gli altri obiettivi, a promuovere le assicurazioni sul rischio catastrofale e le agevolazioni fiscali, oltre a finanziare misure a sostegno delle filiere, degli investimenti e dei giovani. Sono finalità condivisibili, che devono però essere integrate da quello della transizione verde, che dovrebbe informare in modo trasversale l’intero pacchetto di incentivi all’interno di un impianto complessivo che comprenda anche il Pnrr e la nuova Pac.

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GAM: Il Net Zero sarà la nuova stella polare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Commento a cura di Stephanie Maier, Global Head of Sustainable and Impact Investment di GAM Investments. È ormai ampiamente riconosciuta l’urgente necessità di accelerare la transizione verso le zero emissioni nette. Il rapporto delle Nazioni Unite di ottobre ha evidenziato che il mondo è destinato ad un disastroso percorso di riscaldamento globale di 2,7ºC sulla base degli attuali impegni sulle emissioni, rendendo la COP26, incaricata di “mantenere vivo il target climatico degli 1,5ºC”, il più importante incontro sul clima finora. La conferenza ha visto alcuni dei maggiori produttori di emissioni inquinanti, come India, Cina e Stati Uniti, aggiornare i loro impegni nazionali. Se il target Net Zero dell’India fissato per il 2070 ha fatto notizia, altrettanto sorprendenti sono stati gli impegni a più breve termine come quello di generare il 50% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2030 e di impegnarsi a ridurre del 45% l’intensità di carbonio dell’economia.Allo stesso modo, malgrado l’assenza del presidente Xi a Glasgow, è stato decisivo che Cina e Stati Uniti abbiano sottoscritto una dichiarazione congiunta per rafforzare la loro cooperazione sull’azione climatica e per accelerare le emissioni. Ci sono stati anche nuovi accordi per affrontare la deforestazione, le emissioni di metano e l’accelerazione della diffusione delle tecnologie pulite. Inoltre, c’è stato un esplicito sostegno del settore privato per affrontare le questioni che spaziano dalla deforestazione al carbone, così come una serie di impegni pubblico-privati. Questo approccio più collaborativo e il maggiore riconoscimento del ruolo del settore privato nell’affrontare il cambiamento climatico segna un significativo cambiamento di paradigma.La domanda non è più perché dovremmo agire per combattere il cambiamento climatico, ma come. Per molte aziende, il Net Zero è la nuova stella polare. Le aziende stanno modellando i loro impegni Net Zero in risposta alle mutevoli richieste degli stakeholder e dei consumatori riconoscendo le opportunità della transizione, anziché i suoi rischi.Il concetto di finanza privata “a disposizione” è stato dominante durante tutta la conferenza COP26, enfatizzato dall’annuncio di Mark Carney che la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ) impegnerà 130 trilioni di dollari per affrontare il cambiamento climatico da qui al 2050. In particolare, la GFANZ rappresenta le istituzioni finanziarie che si sono impegnate a fissare degli obiettivi – ma il raggiungimento di questi impegni sarà critico. Tuttavia, l’aspetto principale è stato l’aumento significativo di capitali impegnati rispetto ai 5 trilioni di dollari, la somma offerta quando il Regno Unito e l’Italia hanno assunto la presidenza della COP26. Questo livello di impegno è un segnale di ciò che ci aspetta nel futuro.Gli investitori dovrebbero aspettarsi una maggiore attenzione alla divulgazione e agli standard. Mentre la prevista armonizzazione degli standard di divulgazione della sostenibilità da parte del nuovo International Sustainability Standards Board dell’IFRS Foundation sarà ben accolta, probabilmente non riuscirà a fornire un quadro completo per il futuro. La domanda è se questo porterà a dati migliori o solo a una maggiore divulgazione.Poco prima dell’inizio della COP26, il Regno Unito ha annunciato che diventerà il primo paese del G20 a rendere obbligatoria la divulgazione dei rischi e delle opportunità legate al clima per le aziende più grandi, in linea con le raccomandazioni della Taskforce on Climate-related Financial Disclosures (TCFD), con regole che entreranno in vigore da aprile 2022. Durante Finance Day alla conferenza, il cancelliere britannico Rishi Sunak ha sottolineato che altri 35 paesi hanno ora fissato delle date per l’introduzione della comunicazione relativa al clima. La cartina di tornasole, mentre cerchiamo di allineare gli investimenti per raggiungere il Net Zero, sarà se questi standard guideranno le decisioni di investimento o semplicemente incoraggeranno un’ulteriore divulgazione.Il periodo che parte da ora fino al 2030 dovrà essere di più che il decennio dell’azione. Crediamo che debba essere anche il decennio dei dettagli. Metriche e metodologie per misurare i progressi e i percorsi settoriali verso il Net Zero devono evolversi. Il business tradizionale utilizzato fino ad ora non è più un’opzione.La teoria di vivere oltre i nostri confini planetari esiste da decenni, ma il fatto è che ora stiamo vivendo all’equivalente di 1,6 Terre, il che sta già avendo profondi impatti su clima, biodiversità, acqua e altre risorse naturali. Ora più che mai l’affermazione ‘la strada da Glasgow è più importante della strada per Glasgow’ risulta adeguata. Sharm El-Sheikh è la prossima tappa della COP, e sarà ancora più importante, come lo sarà ogni COP fino a quando le emissioni del mondo reale non si ridurranno e non verrà intrapresa un’azione reale che produca dei risultati concreti rispetto agli impegni.

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Stagione concertistica 2021-2022 dell’Accademia di Musica di Pinerolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Prende il via martedì 11 gennaio la seconda parte della stagione concertistica 2021-2022 dell’Accademia di Musica di Pinerolo. Iniziata con i sette appuntamenti del ciclo “Preludi” in programma nel 2021, la stagione patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino prosegue nel 2022 con i nove concerti di “Fughe” che affidano a artisti di fama internazionale e a musicisti di grande maturità artistica il testimone di un cartellone che spazia dalla letteratura cameristica al jazz, dai concerti dedicati a compositori come Fauré e Bach al duo clarinetto e pianoforte.“Fughe” si apre martedì 11 gennaio alle 20,30 nella storica sala concerti di viale Giolitti 7 a Pinerolo con il Trio Chagall, cresciuto all’Accademia pinerolese e avviato a una brillante carriera dopo i successi conseguiti in contesti molto diversi, dal Premio “Trio di Trieste” al talent dei Conservatori italiani “Amadeus Factory”.La stagione prosegue martedì 25 gennaio con uno dei più importanti ensemble italiani affermatisi a livello internazionale, il Quartetto di Cremona, erede della tradizione cameristica italiana con una carriera ventennale alle spalle.Il mese di febbraio si apre all’insegna della modernità, martedì 8, con la pianista jazz Rita Marcotulli, tra standard, composizioni originali e improvvisazioni. Altrettanto nuovo è il repertorio proposto martedì 22 febbraio dal duo formato dalla pianista Valentina Messa e dal clarinettista Michele Marelli, collaboratore di compositori del calibro di Stockhausen, Lachenmann e Kurtag.Ospiti della stagione concertistica pinerolese sono anche Enrico Pace e Benedetto Lupo, tra i più importanti nomi del pianismo internazionale, entrambi docenti dell’Accademia, amatissimi dagli allievi dei corsi di perfezionamento. Il primo dei due concerti vede protagonista Benedetto Lupo con l’Orchestra da Camera di Mantova domenica 6 marzo alle 17,30 al Teatro Sociale, mentre l’appuntamento con Enrico Pace e il grande violoncellista Sung-Won Yang è per martedì 26 aprile alle 20,30 nella sala concerti dell’Accademia di Musica. Martedì 22 marzo è invece la data di inizio del ciclo “Da Bach a Bach” che proporrà in più stagioni l’integrale delle sonate bachiane, curato da Adrian Pinzaru, docente all’Accademia e primo violino del Delian Quartett e dalla pianista Costanza Principe. Martedì 12 aprile il Trio Debussy, che da anni tiene corsi di musica da camera all’Accademia, e Simone Briatore, prima viola al Santa Cecilia e docente a Pinerolo, suoneranno con Giulio Franchi, Matteo Gorrea e la soprano Laura Capretti in occasione del concerto dedicato al compositore Gabriel Fauré. Altre rarità saranno proposte nel gran finale in un recital affidato alla pianista Sofya Gulyak, erede della tradizione pianistica russa.Tutte le informazioni sull’accesso ai concerti, i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti, gli orari e le sedi dei concerti si possono reperire nel sito Internet http://www.accademiadimusica.it. By Michele Fassinotti

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Gasdotto TAP: il caso vuole che oggi sia il miglior investimento per la crisi energetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

Credo che neanche Giorgio Parisi, il fisico Premio Nobel 2021 per i suoi studi sui sistemi complessi, possa spingersi a quella complessità che chiamiamo il caso, direttamente proporzionale al fattore tempo. Un esempio. Il Sole24Ore ci informa che nel 2021, primo anno di attività, grazie ai 7,5 miliardi di metri cubi di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian attraverso il gasdotto TAP (Trans-Adriatic Pipeline), il vertiginoso aumento del prezzo del gas russo proveniente dal nord Europa sul mercato italiano è stato calmierato di circa il 10%. Per l’economia italiana, che sta cercando faticosamente di uscire da almeno due emergenze, il declino economico e la pandemia, una boccata d’ossigeno provvidenziale che già di per sé giustificherebbe la scelta politica di realizzare il gasdotto presa anni fa contro obiezioni non tutte infondate degli ambientalisti. Tra queste, forse la più seria fu che, a causa della deindustrializzazione, il consumo di gas stava già diminuendo e che con lo sviluppo delle rinnovabili avremmo avuto energia a prezzo minore. L’altra, meno sicura, era che il futuro è ormai troppo imprevedibile per avventurarsi in progetti faraonici. Infatti, imprevedibilmente sono arrivati, a catena, la pandemia di Covid-19, la Next Generation EU, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con l’annessa Transizione Ecologica e il fiume di denaro per ridurre del 55% le emissioni di carbonio nell’atmosfera entro il 2030 e raggiungere la neutralità (emissioni zero) nel 2050. Per almeno tentare di raggiungere l’obbiettivo, nei tre decenni che ci separano dalla scadenza sarà necessario, contemporaneamente all’incerto (seppur gigantesco) sviluppo delle rinnovabili, sostituire provvisoriamente e in misura sperabilmente calante carbone e derivati del petrolio con gas naturale e metano, molto meno inquinanti. Il TAP, che a pieno regime ne potrà fornire all’Italia fino a 20 miliardi di mc l’anno, si è rivelato con l’aiuto del caso il migliore investimento strutturale che si potesse sperare in una situazione che non era possibile immaginare. Questa vicenda esemplare dovrebbe consigliare umiltà a tutti coloro che si ritengono liberi da schemi ideologici e dotati di razionalità prima di impigliarsi in polemiche all’ultimo sangue su temi di incerto futuro, mitigando con il socratico dubbio il determinismo, sano ma umanamente indisponibile, di Laplace. Primo Mastrantoni, presidente Comitato tecnico-scientifico Aduc http://www.aduc.it

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Sandro Colombi (UILPA): Estendere lo smart-working per combattere la pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

La pre-intesa sul rinnovo del CCNL Funzioni Centrali firmata il 21 dicembre scorso contiene una sezione dedicata alla regolamentazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione. Di fatto, abbiamo riportato sotto l’egida del sistema di relazioni sindacali tutta la disciplina che regola l’organizzazione e lo svolgimento delle forme di lavoro a distanza nelle amministrazioni del nostro comparto.Proprio negli stessi giorni in cui all’ARAN si concludeva la trattativa sul Contratto collettivo nazionale, l’Italia veniva investita da Omicron, l’ultima variante del Covid-19. Un’ondata che sta causando centinaia di migliaia di nuovi contagi e costringe le autorità sanitarie a varare provvedimenti restrittivi per la collettività. Tutto questo mentre gli esperti ci informano che il picco massimo di diffusione di Omicron non è stato ancora raggiunto e nel breve periodo dobbiamo attenderci un peggioramento della situazione. Se così stanno le cose ritengo opportuno che le Amministrazioni dello Stato organizzino il lavoro in modo da ridurre al minimo indispensabile la presenza fisica del personale nelle strutture. Si tratta ovviamente di una soluzione temporanea, già sperimentata con successo e riproponibile oggi con i necessari miglioramenti. A differenza del passato (marzo 2020), oggi le amministrazioni hanno a disposizione strumenti normativi e contrattuali molto più efficaci per gestire con flessibilità e intelligenza l’organizzazione del lavoro da remoto.Penso sia arrivato il momento di lanciare un’iniziativa per rivedere in tutta la Pubblica Amministrazione l’organizzazione del lavoro da remoto, elevando il più possibile il numero di dipendenti coinvolti e delle giornate lavorative rese in modalità agile. Pertanto sarebbe necessario che le amministrazioni emanino al più presto provvedimenti in tal senso, previo confronto con le rappresentanze sindacali. È in gioco la sicurezza dei lavoratori, la salute dell’utenza e l’efficienza dei servizi pubblici. Oggi le amministrazioni sono in condizioni di agire con la massima autonomia. Dipende dalle scelte che si intendono fare per contribuire all’uscita dall’emergenza. Per parte sua la UILPA chiederà l’estensione dello smart working in tutte le sedi di contrattazione integrativa. Poiché si parla tanto di flessibilità organizzativa per cambiare la Pubblica Amministrazione questo è il momento di passare dalle parole ai fatti. Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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Ffp2 a prezzo concordato. Perché non gratis nello Stato e libere per gli altri?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2022

La struttura commissariale per il covid ha raggiunto un accordo con FederFarma, AssoFarm e FarmacieUnite circa la vendita delle mascherine Ffp2 a prezzo calmierato presso le farmacie aderenti. Il prezzo concordato è pari a 0,75 Euro per unità Grande successo di Francesco Paolo Figliolo che impedirà in questo modo la speculazione commerciale su questo fondamentale, e obbligatorio, supporto sanitario? Chissà… ma abbiamo qualche dubbio. 0,75 è il prezzo massimo… forse qualcuno venderà a meno? O forse qualcun altro che oggi vendeva a meno, domani non venderà a 0,75? Chissà se questo domane se le sono poste nella struttura commissariale… Un problema fondamentale è importante come questo è stato, a nostro avviso, trattato male, dimenticando che grossomodo il nostro è un Paese con economia di mercato. Bene fanno quelle aziende (alcune compagnie aeree, per esempio) che offrono queste mascherine ai loro clienti come parte del servizio… ma perchè lo Stato, visto che sono obbligatorie, non le offre gratis ai propri amministrati, come parte del SSN, lì dove ci sono i servizi dello Stato? Iniziativa troppo statalista? A noi sembra che sia statalista la decisione presa, che impone a tutti un prezzo massimo che, di conseguenza, porterà ad uniformità della qualità e monopoli delle forniture. Quando lo Stato non si comporta, in una società di libertà economica, da Stato di tutti, ne hanno vantaggio quelli più intrecciati con lo Stato e ne risentono i consumatori. http://www.aduc.it

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