Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Archive for 22 gennaio 2022

Avaaz fa la storia per porre fine alla tossicità dei social media

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Con una schiacciante maggioranza, il Parlamento europeo ha approvato il regolamento più ambizioso mai scritto finora per porre fine alla tossicità dei social media. Grazie a migliaia di donazioni, una valanga di messaggi, proposte portate ai politici chiave e una serie di indagini che hanno portato alla luce i danni causati dalle grandi piattaforme social, la comunità di Avaaz questa settimana ha contribuito a fare la storia, insieme ad altri fantastici gruppi con cui abbiamo lottato fianco a fianco e a politici coraggiosi che hanno deciso di ascoltarci. Non è ancora finita, ma se l’Europa resiste nei prossimi negoziati, questa Legge sui servizi digitali (DSA) potrebbe essere la prima ondata di uno tsunami di leggi innovative a livello globale che difendono le persone davanti alle piattaforme e i loro profitti. Ogni volta che Facebook, Youtube o TikTok metteranno in pericolo le nostre società, permettendo alla disinformazione tossica di diventare virale, o diffondendo contenuti dannosi ai bambini o abusando dei nostri dati personali, le nostre democrazie potranno chiedergli conto. Ora, grazie a questo regolamento, che alcuni già chiamano la nuova costituzione per Internet, possiamo chiedere un futuro in cui le tecnologie abbracciano valori condivisi e proteggono i diritti umani fondamentali, invece di sfruttare le nostre debolezze.Inoltre, nonostante la sfiducia verso la politica, questo regolamento mostra il meglio dell’Europa. Nel testo del regolamento votato sono rispecchiate la quasi totalità delle richieste di cittadini, esperti e organizzazioni della società civile. Tra i punti principali: Disintossicare l’algoritmo: le piattaforme si devono assumere la responsabilità dei danni che causano alle nostre società, come la diffusione virale della disinformazione pericolosa Forti sanzioni: multe fino al 6% del loro profitto globale se non rettificano i loro sistemi, (avete capito bene, parliamo di miliardi di dollari!) Aprire la scatola nera: consentire a revisori indipendenti, ricercatori e società civile di esaminare le loro azioni e scoprire gli illeciti Eliminare le pubblicità traccianti: vietare l’utilizzo di dati dei bambini e delle nostre convinzioni politiche o il nostro orientamento sessuale per indirizzarci con annunci pubblicitari.

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I deputati europei discutono con Emmanuel Macron le priorità della Presidenza francese

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

In un dibattito che si è tenuto in Plenaria a Strasburgo, il Presidente Macron ha spiegato che le premesse su cui è stata fondata l’UE – democrazia, progresso e pace – sono ora in pericolo, e ha chiesto un impegno “per dare loro nuova vita”. Ha poi sottolineato come la fine dello Stato di diritto rappresenti l’inizio dell’autoritarismo e che l’UE deve usare il dialogo per riconquistare coloro che “si stanno allontanando” dai principi democratici.Macron ha assicurato ai deputati che la Presidenza francese darà la priorità ai dossier legislativi che migliorano la qualità dell’occupazione, assicurano salari dignitosi, riducono il divario salariale di genere, danno diritti ai lavoratori delle piattaforme, combattono la discriminazione e garantiscono l’equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle imprese. Ha poi proposto di includere il diritto all’aborto nella Carta europea dei diritti fondamentali. Il Presidente Macron ha anche fatto riferimento ad altri progetti di legge che dovrebbero essere portati avanti durante questo semestre, in particolare sul clima, il digitale e la sicurezza.Nel campo della difesa, Macron ha sottolineato che l’Europa deve essere in grado di anticipare i rischi e garantire la propria sicurezza, e che bisogna essere fermi di fronte alle interferenze e ai tentativi di destabilizzazione, in particolare dalla Russia, oltre a punire efficacemente coloro che violano le regole internazionali.Ha poi concluso affermando che “l’Europa deve diventare una potenza culturale, democratica ed educativa (…) ne abbiamo la forza e i mezzi”.A nome della Commissione, il vicepresidente Maroš Šefčovič ha sottolineato come la sicurezza europea sia messa in discussione ed ha affermato: “Siamo pronti ad agire se necessario”.Ha poi citato il partenariato strategico con l’Africa, le relazioni con i paesi dei Balcani occidentali e la sovranità economica e tecnologica dell’Europa (“stiamo riportando la tecnologia in Europa”) come priorità dei prossimi mesi. Per quanto riguarda il Regno Unito, ha dichiarato che la Commissione mostrerà buona volontà ma che l’Europa ha bisogno di un partner che faccia lo stesso.Nelle loro reazioni al discorso del Presidente Macron, diversi deputati francesi si sono concentrati sulle elezioni presidenziali francesi dell’aprile 2022. Altri, focalizzandosi sulle questioni europee, hanno accolto con favore le priorità francesi, ma hanno aggiunto ulteriori richieste, tra cui: · porre fine ai voti all’unanimità in sede di Consiglio per gli affari esteri, in modo da poter rispondere con fermezza, tra le altre cose, al comportamento del Presidente russo Putin, · affrontare lo squilibrio tra i salari degli uomini e delle donne, · rimettere in discussione il Patto fiscale. Inoltre, diversi deputati hanno chiesto progressi sullo Stato di diritto in Ungheria e Polonia e criticato il sostegno francese alla nuova tassonomia verde.

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Caro energia: Cia, più risorse e misure incisive per salvare semine e produzione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Contro il caro bollette, il Governo metta in campo misure che tengano conto anche delle esigenze specifiche del mondo agricolo e zootecnico, agrituristico e florovivaistico con molte colture invernali in serra, stalle e strutture, la cui anche minima sussistenza sta facendo lievitare i costi di produzione per effetto di un complessivo aumento delle materie prime, ormai superiore al 50%. Diversamente la “tempesta energetica” comprometterà semine e produzioni importanti, metterà a repentaglio la catena del valore nelle filiere agroalimentari, patrimonio nazionale da 550 miliardi di euro. Così Cia-Agricoltori Italiani nelle ore decisive in cui l’esecutivo sta lavorando a nuove misure per attenuare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese con le più piccole a rischio chiusura totale.In tutta Italia non c’è settore al riparo, ricorda Cia che da mesi segnala rincari su concimi, gasolio ed energia. Le piccole e medie imprese, secondo dati Eurostat, stanno pagando l’energia elettrica il 75,6% in più e il gas addirittura il 133,5% in più delle grandi. La semina e, quindi, la produzione del 2022 è in forte discussione per molte aziende. Anche per gli agriturismi, aggiunge Cia, il caro bollette rappresenta una scure sulle imprese del settore strette tra necessità di tenuta economica e il rischio di dover aumenta i prezzi di beni e servizi a discapito dei clienti. Lavorare solo il sabato e la domenica, per sfruttare le tariffe più basse del weekend introdotte dai fornitori di energia elettrica, non basterà in alcun modo. Servono non solo sgravi per le utenze domestiche, ma vanno anche annullate da subito le aliquote relative agli oneri generali di sistema, applicate anche alle utenze non domestiche per altri usi, con potenza disponibile fino a 50 kW, e in sistema trifase. “Occorrono più risorse e misure incisive, anche a contrasto dei rischi speculativi -dichiara il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino-. Il Governo scongiuri anche i rincari al dettaglio che la filiera non potrebbe in alcun modo sopportare. Bisogna -conclude Scanavino- tenere alta l’attenzione lungo la catena del valore e della distribuzione”.

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Covid-19, monoclonale migliora la prognosi dei pazienti ricoverati con polmonite

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Lo studio CATALYST, svolto dalle Università di Birmingham e Oxford in collaborazione con il National Institute for Health Research Biomedical Research Center (NIHR BRC), ha identificato un farmaco che potrebbe curare più efficacemente i ricoverati con polmonite da COVID-19 rispetto alle cure attuali. Si tratta di namilumab, un monoclonale di classe IgG1 prodotto da Izana Bioscience che si lega al fattore stimolante le colonie di granulociti-macrofagi (GM-CSF), attualmente in fase di sperimentazione clinica come terapia dell’artrite reumatoide. «CATALYST mostra come piccoli studi sperimentali ben progettati possano generare dati importanti su nuovi trattamenti. Ecco perché sarà interessante vedere i risultati di studi più ampi sul ruolo dell’inibizione del GM-CSF» esordisce Graham Cooke, ricercatore capo di CATALYST all’Imperial College Healthcare. Allo studio, finanziato dal Medical Research Council, pubblicato su Lancet Respiratory Medicine e svolto tra giugno 2020 e febbraio 2021, hanno preso parte 111 pazienti sopra i 16 anni con polmonite da COVID-19 ricoverati nei reparti o nelle terapie intensive (ICU) di nove ospedali del NHS britannico. La coorte è stata randomizzata in due gruppi: 54 pazienti trattati con le cure abituali, ossia steroidi e ossigeno o ventilazione a seconda della gravità della malattia, e 57 pazienti che oltre alle cure abituali hanno ricevuto 150 mg di namilumab in singola dose endovenosa. «Dopo 4 settimane il 78% dei trattati con namilumab è stato dimesso dal reparto o dalla terapia intensiva rispetto al 61% dei controlli, con 6 decessi nel gruppo namilumab e 10 con le cure abituali» spiegano i ricercatori, precisando che la probabilità di dimissione al giorno 28 dei degenti in reparto era del 64% nel gruppo cure abituali e del 77% nel gruppo namilumab, mentre in ICU le percentuali erano rispettivamente del 47% e del 66%. I ricercatori di CATALYST hanno testato anche un secondo farmaco, infliximab, attualmente utilizzato nel trattamento di patologie infiammatorie, osservando un’efficacia non superiore alle cure abituali. (fonte: Doctor33)

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Le cellule T sviluppate con il raffreddore comune possono proteggere contro Sars-CoV-2

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Uno studio pubblicato su Nature Communications evidenzia che le cellule T derivanti dall’incontro con un coronavirus umano, come quelli che causano il raffreddore, comune possono proteggere in maniera crociata da una infezione da SARS-CoV-2. «L’esposizione al virus SARS-CoV-2 non provoca sempre un’infezione, e noi abbiamo cercato di capire il perché. Abbiamo scoperto che alti livelli di cellule T preesistenti, create dal corpo quando infettato da altri coronavirus umani come il comune raffreddore, possono non solo riconoscere SARS-CoV-2, ma anche proteggere dall’infezione» spiega Rhia Kundu, dell’Imperial College di Londra, prima autrice dello studio.«Sebbene questa sia una scoperta importante, è bene ricordare che si tratta solo una forma di protezione. Il modo migliore per proteggersi dal COVID-19 è essere completamente vaccinati» sottolinea l’esperta. I ricercatori hanno studiato, a partire da settembre 2020, 52 persone che vivevano con qualcuno con un’infezione da SARS-CoV-2 confermata con PCR e che erano state quindi esposte al virus. I partecipanti hanno eseguito un test PCR all’inizio, e poi quattro e sette giorni dopo, per determinare se avevano sviluppato un’infezione. Sono stati inoltre prelevati campioni di sangue dai 52 partecipanti per analizzare i livelli di cellule T preesistenti indotte da precedenti infezioni da coronavirus del raffreddore. Gli esperti hanno scoperto che c’erano livelli significativamente più alti di cellule T cross-reattive in 26 persone che non erano state infettate, rispetto alle 26 persone che erano state infettate. Queste cellule T hanno preso di mira le proteine interne del virus SARS-CoV-2, e non la proteina spike sulla superficie del virus. I ricercatori affermano che queste proteine interne offrono un nuovo bersaglio vaccinale che potrebbe fornire una protezione di lunga durata, perché le risposte dei linfociti T persistono più a lungo delle risposte anticorpali, che diminuiscono entro pochi mesi dalla vaccinazione. La proteina spike, inoltre, è sottoposta a un’intensa pressione immunitaria mentre le proteine interne prese di mira dalle cellule T protettive mutano molto meno, e sono quindi altamente conservate tra le varianti di SARS -CoV-2. «Nuovi vaccini che mirano a queste proteine interne conservate indurrebbero quindi risposte ampiamente protettive delle cellule T, che dovrebbero proteggere dalle varianti attuali e future di SARS-CoV-2» concludono gli autori. (fonte doctor33)

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Covid, variante Omicron non è come l’influenza. Ecco perché

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

La variante Omicron del virus Sars-Cov2 provoca una forma di Covid che ha sintomi simili all’influenza, ma le due infezioni si mostrano differenti dal punto di vista biologico. Pertanto, trattarle come se fossero la stessa cosa è una semplificazione, nonché un azzardo, a meno che fossero tutti vaccinati. A spiegarlo, partendo dalle statistiche sulla letalità del Covid a valle della campagna vaccinale e alla luce della minore severità di Omicron è Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.«La differenza oggi non la fanno tanto i diversi virus, ma proprio la diffusione dei vaccini. Nella categoria delle persone con più di 65 anni, la variante Delta uccide 5,4 infettati su 100, se non immunizzati. La Omicron è meno severa, con un tasso del 2,2%, sempre fra i non vaccinati. Se invece guardiamo a chi si è sottoposto alle due dosi, Delta, Omicron e influenza diventano malattie simili, con una letalità intorno allo 0,4-0,5%. Nella popolazione generale, inclusi i giovani, la letalità dell’influenza e del Covid fra i vaccinati oscilla tra lo 0,04% e lo 0,12%». Semplificare però il Covid a semplice influenza è un azzardo poiché le due infezioni sono diverse dal punto di vista biologico. Il coronavirus è in grado di lasciare strascichi su vari organi e le cellule T, cellule killer del nostro sistema immunitario, che erano in grado di riconoscere le precedenti varianti del virus, riconoscono anche la variante Omicron.Gli effetti della L-arginina sui linfociti T possono essere di grande importanza come dimostra anche un prestigioso studio clinico italo-americano condotto dall’Ospedale Cotugno di Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II e l’Albert Einstein College of Medicine di New York City, pubblicato sulla testata di libero accesso di The Lancet (Eclinical Medicine). Lo studio, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, che nella sua analisi ad interim ha determinato l’arruolamento di 100 pazienti, ha evidenziato come già dopo 10 giorni dall’inizio della somministrazione, il trattamento con due flaconcini al giorno ciascuno contenente 1.66 grammi di L-arginina libera da Sali, determini una riduzione del supporto respiratorio in oltre il 70% dei pazienti trattati, con un deciso miglioramento della funzionalità respiratoria. Questo ha comportato anche una riduzione nei tempi di degenza: 25 giorni rispetto a 46 di degenza media dei pazienti in trattamento con il placebo. Inoltre, i benefici nel miglioramento della funzione endoteliale hanno avuto dei risvolti positivi anche nel lungo periodo, nei soggetti affetti da Long Covid: “Abbiamo notato – scrivono i ricercatori – che tra i pazienti che avevano assunto L-Arginina, anche l’astenia si era marcatamente ridotta”. La dimostrazione, sia pur preliminare, visto che lo studio è ancora in corso, sottolinea la nota dell’azienda, che l’aggiunta di arginina alla terapia standard in pazienti ospedalizzati per Covid-19 possano migliorare sensibilmente il decorso della malattia “è di particolare importanza vista la penuria di trattamenti disponibili in questo tipo di pazienti e rappresenta una nuova frontiera per una gestione migliore dei pazienti COVID-19 basata su un solido razionale fisiopatologico”. (fonte doctor33 – abstract)

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Green Pass base, rafforzato e booster

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Le molte disposizioni relative al green pass che si sono susseguite in questo ultimo periodo, hanno modificato la disciplina di riferimento e in particolare, da giovedì sarà in vigore l’estensione del Green Pass base per accedere ai servizi alla persona, mentre dal 1° febbraio ci saranno ulteriori novità. Per chiarire quali sono i prossimi passaggi e in che modo verranno gestite eventuali revoche e riattivazioni del Green Pass il Governo ha fornito alcuni chiarimenti. Ecco di cosa si tratta.Come si ricorderà, il Decreto 1/2022 del 7 gennaio 2022, ha modificato le modalità di utilizzo del Green Pass e di recente il Governo ha pubblicato nuove Faq per chiarirne il contorno. In particolare, una delle misure introdotte, che sarà in vigore a partire da giovedì, riguarda l’estensione del Green Pass base, da tampone, agli utenti che accedono ai servizi alla persona (estetista, parrucchiere). Mentre partirà dal primo febbraio l’estensione anche a uffici pubblici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali. Va detto che nel decreto è previsto che tale obbligo non si applichi per accedere a servizi cosiddetti essenziali e sono in corso in queste ore i lavori per arrivare al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà dettagliare le attività escluse (va promulgato in ogni caso entro domenica). Le farmacie e le parafarmacie, così come gli alimentari, erano state indicate, già in occasione del primo lock down, come attività essenziali e verranno confermate, secondo le anticipazioni, anche in questo provvedimento. Un secondo passaggio relativo alle nuove misure, come già rilevato, riguarda l’obbligo vaccinale per gli over 50, con ricadute in particolare sui luoghi di lavoro. Chi infatti ha meno di 50 anni e non rientra nelle categorie di lavoratori o professionisti per i quali il vaccino è obbligatorio potrà continuare a esibire il Green Pass base; per gli altri, dal 15 febbraio, sarà necessario il Green Pass rafforzato, da vaccino o da guarigione. In particolare, per gli over 50, va ricordato che l’adempimento comprende il ciclo vaccinale primario e la somministrazione della successiva dose di richiamo, da effettuarsi nel rispetto dei termini previsti con circolare del Ministero della salute. L’obbligo vale anche per coloro che compiono il cinquantesimo anno di età successivamente all’entrata in vigore della nuova disposizione, ma entro il 15 giugno, termine, per ora, della misura. Va comunque osservato che, sempre dal primo febbraio, la durata del Green Pass da vaccino o guarigione passerà dai 9 mesi attuali ai sei mesi. Nelle Faq poi vengono chiariti anche gli automatismi riguardanti le revoche e le riattivazioni del Green Pass: “la Certificazione verde in fatti può essere revocata a seguito di positività accertata da tampone, in caso di frode, o in caso di sospensione di una partita di vaccino anti COVID-19 non conforme. In queste situazioni, la Piattaforma nazionale-DGC genera una revoca delle certificazioni verdi COVID-19 rilasciate, inserendo i relativi identificativi univoci nella lista apposita, che vengono riconosciute come non valide in fase di verifica con la App VerificaC19 e comunicate al Gateway europeo affinché siano considerate non valide anche negli altri Stati membri. La Piattaforma nazionale-DGC invia notifica della revoca all’interessato, attraverso i dati di contatto eventualmente disponibili. La revoca, che è generata a seguito di tampone molecolare positivo, viene annullata automaticamente a seguito del primo tampone antigenico rapido o molecolare negativo, entro 24 ore dall’esito”. In caso invece di Green pass da guarigione, al momento, non c’è l’automatismo, ma “viene emesso soltanto dopo che il medico o la ASL avranno certificato la fine dell’isolamento e/o la guarigione nel Sistema Tessera sanitaria. Dopo il test antigenico rapido o molecolare negativo, tuttavia, verrà inviato in automatico l’AUTHCODE per scaricare il green pass da tampone negativo”. By Francesca Giani (abstract) fonte Doctor33

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Su self test resta il tema dell’esecuzione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Tra i tanti temi toccati c’è infine anche quello dell’autotesting: in Emilia-Romagna è in partenza la possibilità di determinare l’eventuale positività (e successiva negatività) al Covid e avviare formalmente il periodo di isolamento attraverso un tampone fai da te. Tale procedura è limitata agli assistiti della Regione «con Fascicolo sanitario elettronico attivato e che hanno già ricevuto la terza dose di vaccino anti-Covid (circa 2 milioni di persone la platea potenziale)», scrive la Regione. «La procedura di tracciamento attraverso il Sistema Tessera Sanitaria e le piattaforme regionali va sempre garantita», spiega Cossolo. Ma, a parte questo, «resta la questione della corretta esecuzione del tampone in autonomia, che non è così semplice». Non a caso, «farmacisti e anche infermieri seguono corsi di formazione per poterli effettuare».

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Tamponi e green pass in farmacia, aumenta il rischio frode. Ecco come difendersi

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Sono in crescita le farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi, arrivando a circa 8 su 10 del campione analizzato, secondo gli ultimi dati di Altroconsumo. In questo contesto, anche a causa dell’estensione dell’uso del Green Pass, il rischio di frodi o comportamenti scorretti potrebbe aumentare. «Non mancano segnalazioni su aggressioni e tentativi di corruzione di farmacisti», ha detto, in un intervento a Mi Manda Rai3, Marco Cossolo, presidente di Federfarma, che fa anche una riflessione sulla sperimentazione di auto testing per inizio e fine quarantena in partenza in Emilia-Romagna.È il nuovo aggiornamento dell’inchiesta realizzata da Altroconsumo, che verrà diffuso a breve, a rilevare un aumento nel numero di farmacie che effettuano tamponi antigenici rapidi: «Nell’indagine condotta nei giorni prima di Natale», ha detto Federico Cavallo, responsabile Public Affairs & Media Relation di Altroconsumo, «su un campione di 117 farmacie, distribuite in 10 Regioni, la quota di quelle che effettuavano tamponi si attestava al 68%. Secondo l’aggiornamento condotto in questi giorni e in via di pubblicazione tale numero risulta in crescita, andando a rappresentare l’82-83% del campione, circa 8 farmacie su 10». Un trend che trova d’accordo anche Marco Cossolo: «Le nostre stime sono per 14.000 farmacie che hanno aderito al Protocollo. Secondo quest’ultimo aggiornamento sarebbero circa 16-17.000. Da parte nostra, d’altra parte, continuiamo a sensibilizzare le farmacie ad aderire, a prestare supporto». C’è, tuttavia, un aspetto messo in luce durante la trasmissione, destinato forse a diventare più rilevante, in modo particolare in collegamento alla stretta sul Green Pass che è stata attuata in queste ultime settimane: la possibilità che il rischio di frodi e comportamenti scorretti in chi vuole ottenere un Green Pass rafforzato – senza vaccinarsi – aumenti. «Tentativi di corruzione e aggressioni ci sono state», ha detto Cossolo, forse con criticità più sentite «in contesti di maggiore densità abitativa. Nelle farmacie presenti in realtà più piccole si tende a conoscere di persona un po’ tutti». A ogni modo, «il nostro consiglio è di denunciarle immediatamente alle autorità, così come fatto fino a ora».Tra i meccanismi fraudolenti rilevati e sottolineati anche dalle cronache dei quotidiani c’è, poi, quello dello scambio d’identità: «Viene mandata a fare il tampone una persona positiva», spiega il giornalista Federico Ruffo, conduttore della trasmissione, «per ottenere a proprio nome, dopo dieci giorni e un tampone positivo, un Green Pass da guarigione». Un aspetto su cui si stanno cercando soluzioni: «Il Protocollo per l’esecuzione dei tamponi in farmacia», continua Cossolo, «è stato predisposto ad agosto, in un contesto e con obiettivi diversi dagli attuali, connessi, all’epoca, in modo particolare alla vaccinazione». Nel corso delle settimane il quadro di riferimento si è modificato e così pure la richiesta di tamponi alle farmacie da parte dei cittadini. Basti ricordare che le modifiche normative e le delibere attuate in molte regioni hanno permesso di accertare la positività con il solo tampone rapido, senza il passaggio con il molecolare: «Oggi le necessità sono anche altre». Mentre, «il Protocollo in questione, per esempio, non prevede il controllo della corrispondenza della identità di chi si reca in farmacia per il tampone, ma solo l’utilizzo della Tessera Sanitaria, che però non è utile per il riconoscimento della persona». Il tema è quindi all’attenzione delle Regioni e «alcune, come il Piemonte, stanno valutando la possibilità per le farmacie di verificare il documento di identità, un controllo che potrebbe essere d’aiuto». Ma di mezzo c’è la questione della Privacy: «a livello regionale, negli uffici competenti, sono state espresse al riguardo perplessità. Ne stiamo discutendo e ci auguriamo che si vada in questa direzione, sarebbe certamente un passo avanti». (fonte: Farmacista33)

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Covid-19, la variante Omicron raggiungerà quasi tutti. Ecco chi rischia di più

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

La variante Omicron causa minor rischio di finire in ospedale, di aver bisogno di cure in terapia intensiva e di morte rispetto a chi contrae la variante Delta. Lo confermano i risultati di una ricerca coordinata dall’University of California di Berkeley e pubblicata sulla piattaforma medRxiv in pre-print. Delle 52.297 persone infettate con la variante Omicron monitorate, 222 avevano avuto bisogno del ricovero, 7 della terapia intensiva, nessuno della ventilazione meccanica e 1 è morto. Tra i malati con Delta, questi valori erano rispettivamente 222, 23, 11 e 14. Numeri che equivalgono a un minor rischio di ricovero del 52%, di terapia intensiva del 74%, di morte del 91% con Omicron.Nonostante ciò, la variante Omicrom «rimane pericolosa in particolare per coloro che non sono vaccinati», ha ricordato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra. Gli stessi ricercatori, infatti, spiegano che anche se la variante Omicron è meno grave, «gli alti tassi di infezione nella comunità possono sopraffare i sistemi sanitari e potrebbero tradursi in un numero assoluto elevato di ricoveri e decessi». Il timore è confermato dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: nell’ultima settimana nel mondo si sono registrati 15 milioni di nuovi contagi, un incremento del 55% rispetto alla scorsa settimana. Stabili i decessi (43 mila), ma potrebbe essere ancora presto per vedere su scala globale gli effetti sulla mortalità dell’ultima ondata di Omicron. In Africa, il primo continente a incontrare la variante, la scorsa settimana si è registrato un aumento dell’84% dei decessi rispetto alla settimana precedente. A fronte della crescita esponenziale dei contagi, sempre più Paesi stanno considerando una nuova strategia contro il Covid, che superi la fase emergenziale. A patto però che tutti si vaccinino. Se necessario anche con la quarta dose, come ha appena deciso la Danimarca, seguendo Israele. Gli Stati Uniti nell’ultima settimana hanno registrato una media di nuovi contagi 4 volte e mezzo superiore al picco dell’impennata guidata da Delta.Intanto, una nota positiva sul fronte delle terapie: una ricerca pubblicata in pre-print sulla piattaforma bioRxiv mostra che l’anticorpo monoclonale bebtelovimab, sviluppato da AbCellera e Eli Lilly, neutralizza efficacemente Omicron e le altre varianti. Inoltre, uccide il virus a bassi dosaggi e questo apre la strada all’utilizzo sottocutaneo, più agevole della somministrazione endovena. Lilly ha fatto sapere che sta lavorando con l’FDA per ottenere un’autorizzazione di emergenza del farmaco. (fonte: doctor33)

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CWT and Etihad initiate exclusive carbon offsetting partnership

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2022

Minneapolis. CWT, the Business-to-Business-for-Employees (B2B4E) travel management platform and Etihad Airways, the national carrier of the United Arab Emirates, today announce a unique carbon offsetting partnership initiative, as part of the launch of Etihad’s Corporate Conscious Choices programme. The first partnership of its kind between Etihad and a TMC, this initiative will see all CWT client bookings made on Etihad-operated flights automatically offset by the airline using the ICAO Carbon Emissions Calculation methodology. Running between the period 1 January 2022 to 31 March 2022, this innovative global partnership will see all offsets purchased go to Etihad’s official offsetting climate action programmes in Makame Savannah REDD project in Tanzania, Peru’s Cordillera Azul National Park and Indonesia’s Katingan Mentaya Project.Beyond this initiative, Etihad and CWT’s longstanding global partnership will continue to see them collectively and individually drive forward the carbon neutrality agenda alongside delivering tangible carbon footprint solutions.“Seeking more environmentally responsible travel solutions is a continuing focus, and our initial offsetting partnership with Etihad is the latest in our range of such groundbreaking initiatives,” said Patrick Andersen, President & Chief Commercial Officer at CWT. As a launch partner for Etihad’s Corporate Conscious Choices, CWT is one of the first organisations globally to participate in Etihad’s unique corporate sustainability programme, designed specifically for organisations committed to reducing emissions and operating sustainably, with rewards and incentives designed to proactively support pro-environmental, social and governance (ESG) initiatives and employee behaviour.“Innovation and sustainability are at the core of our business, and our carbon-offsetting partnership with CWT is another fundamental iterative step towards us realizing our ambitious sustainability goals to reduce carbon emissions in the air and through global partnership efficiencies,” said Tony Douglas, Group CEO, Etihad Aviation Group.

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