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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Guerra Balcani: 20 anni dopo

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2012

 

Venti anni dopo lo scoppio della guerra nei Balcani, il Visionaria Film Festival Internazionale che quest’anno è dedicato al cinema del reale, riaccende i riflettori su una delle pagine dimenticate della storia recente del Vecchio Continente. Alla riflessione sul conflitto dei territori dell’ex Jugoslavia sarà dedicata, infatti, la giornata di martedì 17 aprile della rassegna promossa dall’associazione culturale Visionaria con il contributo di Comune di Piombino, Galsi, Inail, Toremar, Unicredit, Dal Pont, Cave di Campiglia e in programma dal 14 al 21 aprile a Piombino.
L’evento speciale dal titolo “Nema Problema, la Jugoslavia venti anni fa” vedrà la proiezione dei documentari “Cinema Komunisto” di Mila Turajlic e “Bijelo Dugme” di Igor Stoimenov che raccontano la società jugoslava prima dell’entrata in guerra che ha cancellato decenni di convivenza senza però raccontare la cronaca di quegli anni maattraverso il racconto di due forme artistiche: il cinema e la musica. Spazio anche alla proiezione di “Mostar United” di Claudia Tosi, sensibile e attenta documentarista. I registi, ospiti della rassegna prenderanno parte alla tavola rotonda alla quale parteciperanno anche la scrittrice Silvia Badon autrice del libro “Esperienze di cinema dalle ceneri della Jugoslavia – Bosnia Erzegovina” per Gabbiano editore e Stefano Landucci, autore del libro fotografico “Srebrenica, per non dimenticare. Silvia Badon saggista e ricercatrice nel suo libro racconta gli ultimi venti anni di cinema bosniaco, il cinema nato dalla cesura della guerra, che arriva “dopo la pioggia”, quella pioggia che al cinema ci ha fatto scoprire l’orrore del conflitto nel bellissimo film di Milcho Manchevski (Prima della pioggia, 1994). Stefano Landucci invece è un attento e curioso viaggiatore che ha saputo raccontare e mostrare in un libro scritto e fotografato con Marco Bani, l’orrore che tarda a lasciare Srebrenica, un passato che pesantemente ricopre le belle pagine fotografiche del libro. «Per il titolo dell’evento ci siamo ispirati alla frase Nema Problema che spesso era ripetuta durante la guerra o nelle settimane che l’hanno preceduta quando nessuno credeva che la situazione potesse precipitare – spiega Giuseppe Gori Savellini curatore dell’evento – una frase che incarna lo spirito fatalista di un popolo catapultato nell’orrore di un conflitto del quale probabilmente ignorava l’entità. Non vogliamo però parlare solo della fatalità di una guerra civile che si è rivelata cruentissima, ma anche dell’ottimismo legato alla ricostruzione, attraverso la lente del cinema». (Natascia Maesi) (bd poster, 2010 cinema komun)

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