Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Perché la Fed continuerà sulla linea dura

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 settembre 2022

A cura di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel. Negli Stati Uniti le pressioni inflazionistiche non hanno mostrato segni di attenuazione in agosto, anzi sono peggiorate. Il rischio che l’inflazione possa continuare o peggiorare ulteriormente spingerà i banchieri centrali a prendere misure preventive. Un approccio riassunto, senza giri di parole, dal governatore del Fed Board Christopher Waller, in un recente discorso a Vienna: “Lasciarsi trarre in inganno da un ammorbidimento temporaneo dell’inflazione potrebbe avere ora conseguenze ancora più gravi. Quindi, finché non vedrò una significativa e persistente moderazione dell’aumento dei prezzi di base, sosterrò l’adozione di ulteriori misure di inasprimento della politica monetaria”. Gli investitori, che hanno familiarità con il ciclo di rialzi del 1977-1980, ricorderanno che la Fed si orientò verso tagli dei tassi nel 1980, dopo che l’inflazione di base sembrava aver raggiunto il picco all’inizio dell’anno e il tasso di disoccupazione era salito al 6%. Sfortunatamente, i banchieri centrali furono smentiti da una nuova accelerazione dell’inflazione di base, che raggiunse i massimi all’inizio del 1981. In risposta, la Fed aumentò ulteriormente il tasso dei Fed Funds nel 1981. Oggi, la Fed non vuole essere ingannata di nuovo. A Vienna, Waller ha anche precisato cosa si debba intendere per “moderazione significativa e persistente” dell’inflazione di base: un’inflazione su base mensile al di sotto del 0,3%. Per tutta l’estate abbiamo consigliato di non opporsi alla Fed.Il contesto appena descritto è essenziale per analizzare la pubblicazione, avvenuta la scorsa settimana, dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di agosto. Molti investitori si aspettavano un ammorbidimento delle pressioni inflazionistiche. Invece, i prezzi dei principali beni sono aumentati dello 0,1% e rimangono dell’8,3% al di sopra dei livelli di un anno fa. È vero che i prezzi del gas sono scesi, ma molte altre categorie hanno continuato a salire, con il CPI core in accelerazione dell’0,6% su base mensile e del 6,3% su base annua. L’inflazione è un problema significativo, che i banchieri centrali cercheranno di risolvere anche a rischio di far deragliare l’economia per evitare gli imbarazzanti fallimenti degli anni Settanta e Ottanta. Il fatto che le tendenze dell’inflazione di fondo fino ad agosto sono rimaste elevate, significa che i banchieri centrali hanno ancora molto lavoro da fare. (abstract by bc-communication.it)

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