Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Archive for 8 settembre 2022

Angi: Elisabetta II ha segnato la storia dell’Occidente

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

“Con oggi si chiude una delle pagine più importanti del Vecchio Continente – dichiara Gabriele Ferrieri, Presidente di ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Generazioni di famiglie – prosegue Ferrieri- hanno visto e studiato il volto di Elisabetta II, una donna che ha regnato e che ha accompagnato l’Occidente nelle più grandi sfide del Novecento e non solo. Un vero e proprio simbolo dell’Europa moderna.Una donna che ha saputo dare sempre una stabilità politica ed essere punto di riferimento, riconoscendole sempre un ruolo fuori dalla semplice storia politica, una vera madre europea. Un senso del dovere che anche nei momenti più fragili ha mantenuto: non per ultimo il passaggio di consegne alla testa del governo britannico fra Boris Johnson e Liz Truss, premier numero 15 dei suoi 70 anni di regno. Un simbolo e una storia che devono essere per tutte le generazioni un esempio di virtù e di sacrificio. Nella speranza che la stessa lungimiranza – conclude Ferrieri – possa perdurare con il nuovo sovrano, ancora una volta cantiamo più forte God Save the Queen.” Così Gabriele Ferrieri, presidente ANGI.

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FLASH – BCE- Lagarde: inflazione obiettivo primario

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte La riunione della Bce di oggi ha confermato le attese in termini di rialzo tassi di 75 pb con decisione unanime, malgrado differenti view.La Lagarde: ha sottolineato i rischi al ribasso sulla crescita e al rialzo sull’inflazione, principalmente per il fattore energia ha aggiunto che la BCE è intenzionata a proseguire sul sentiero di rialzo tassi per un numero di meeting compreso tra i prossimi 2 e 4 mesi. La Lagarde ha anche dichiarato che siamo ancora ben lontani dal cosiddetto tasso di neutralità, senza però arrivare a darne alcuna quantificazione Nel frattempo, è stato eliminato il tiering sui depositi, il che implica che di fatto le banche beneficeranno in pieno dei tassi positivi sui depositi. In Sintesi: La Lagarde ha fatto intendere che l’obiettivo inflazione rimane primario anche nell’ipotesi in cui si verificasse lo scenario peggiore Non ha quantificato il tasso di neutralità obiettivo, ma complessivamente potrebbe essere in linea con il livello massimo indicato da Villeroy a fine agosto ossia intorno al 2%, livello prezzato dai mercati entro febbraio 2023 Sul fronte reinvestimenti ha dichiarato che continuerà sia per il piano APP sia per il PEPP, con l’utilizzo per quest’ultimo della massima flessibilità, questo fattore risulta potenzialmente positivo soprattutto per i titoli dell’area che quotano a spread più ampi Non ha aggiunto nulla di nuovo sul piano TPI se non ribadire che la BCE è pronta ad attivarlo se ve ne saranno le condizioni Dall’altra parte dell’oceano Powell ha contestualmente dichiarato che sarebbe un errore mollare la presa sul percorso di restrizione monetaria troppo prematuramente, in parte alludendo implicitamente allo “stop and go” degli anni ’80 da parte di Volcker, quando temporaneamente fu arrestato il percorso di rialzo tassi di fronte ad una fase recessiva ad inizio anni ’80 Entrambi i banchieri centrali stanno quindi cercando di far percepire il fatto che non molleranno la presa sul fronte politiche restrittive, neanche di fronte ad un potenziale scenario recessivo che si sta aprendo prima di tutti per l’area Euro L’ipotesi del pivot, ossia dell’inversione di politica monetaria, viene per ora cancellato dalle banche centrali, in preda alla lotta all’inflazione Sul fronte impatto sui mercati, ribadiamo quanto recentemente scritto in un recente report, ossia la possibile penalizzazione dei mercati tra settembre ed ottobre per ambientarsi soprattutto ai ritmi più accelerati di QT dal fronte Fed e BOE Per la BCE nei prossimi trimestri il possibile clima recessivo porrà la necessità di stoppare un eccesso di rialzo tassi, soprattutto se nel frattempo la UE sarà riuscita entro ottobre a concordare meccanismi per contenere il caro energia a carico dei consumatori Il percorso di rialzo tassi potrebbe pertanto ultimarsi entro il 2%, in attesa di segnali più distensivi sull’inflazione, soprattutto core, che però potrebbero arrivare non prima del primo semestre 2023.

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PIMCO: Post meeting BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO. La BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 75 punti base e ha lasciato intendere che ci saranno ulteriori sviluppi. L’istituto di Francoforte non ha fornito molte indicazioni sulla potenziale destinazione dei tassi d’interesse e ha definito il rialzo odierno, ancora una volta, come front loading. Riteniamo che la BCE intenda portare i tassi di interesse in territorio neutrale in tempi ragionevolmente brevi e, di conseguenza, ci aspettiamo ulteriori rialzi di 50 punti base in ottobre e dicembre.Prevediamo una transizione verso incrementi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione della politica all’inasprimento.La BCE ha deciso di remunerare le riserve in eccesso delle banche al tasso di deposito e i depositi governativi al tasso di deposito o allo euro short-term rate (€STR) (se inferiore) fino al 30 aprile 2023. Queste importanti decisioni dovrebbero attenuare le preoccupazioni sulla scarsità di garanzie e aiutare la BCE a mantenere il controllo sui tassi del mercato monetario.

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La BCE combatte l’inflazione: “tassi oltre il livello neutrale nel 2023?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Pasquale Diana, Head of Macro Research di AcomeA SGR.Un rialzo storico… La BCE ha annunciato un rialzo dei tassi di 75bp, il più corposo della sua storia. Il tasso sui depositi (0,75%) è quindi tornato in territorio positivo per la prima volta dal 2014. Il mercato era diviso tra un rialzo di 50bp e uno di 75bp, anche se dopo le parole di Schnabel a Jackson Hole la seconda opzione sembrava francamente più probabile. Le nuove previsioni macroeconomiche mostrano un profilo di inflazione molto elevato (vd tabella). In particolare, la revisione dell’HICP nel 2023 e 2024 indica uno scostamento rispetto all’obiettivo di inflazione che va ben oltre il momento presente e che la BCE non può ignorare. …con ogni probabilità seguito da altri rialzi. Il comunicato parla del forte rialzo di oggi come di un anticipo (frontloading) di rialzi futuri, ma anche di ulteriori rialzi nei mesi a venire. L’interpretazione più plausibile è che la BCE non considera rialzi di 75bp come “standard”, ma di certo si aspetta di continuare su questo percorso, magari con rialzi più moderati (25bp o 50bp). Detto questo la Lagarde ha chiaramente lasciato intendere che altri rialzi significativi sono possibili nei mesi a venire, se necessari. La BCE deciderà di volta in volta in base ai dati.Decisione unanime, tono della press conference chiaramente hawkish. In uno dei passaggi più interessanti della conferenza stampa, la Lagarde ha detto che dopo un dibattito sostenuto, la BCE ha preso questa decisione in forma unanime. La Lagarde ha fatto spesso riferimento al fatto che ai tassi attuali la BCE è ancora lontana da un livello che porterebbe l’inflazione al target in tempi ragionevoli. Tra le linee, la mia lettura è che la BCE porterà i tassi non solo a un livello “neutrale” (tra 1 e 2%) ma anche oltre.Una “finestra temporale”: 2-4 meetings? Nel Q+A, la Lagarde ha menzionato che la BCE avrebbe alzato i tassi probabilmente in più di 2 meetings e in meno di 5. Questo appare abbastanza inusuale, specialmente alla luce del fatto che la BCE non vuol dare forward guidance. Presa alla lettera, vuol dire che la BCE vuole portare a termine il suo lavoro di normalizzazione entro marzo 2023. Una possibile spiegazione sta nel fatto che entro quella data il quadro macro vedrà l’eurozona chiaramente in recessione quindi la BCE sa che ulteriori rialzi saranno difficili.Liquidità e banche. La BCE ha inoltre sospeso il sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso. Questo implica ad esempio che le banche che depositano riserve in eccesso pari a poco meno di 4 trilioni di EUR presso la BCE possono ora beneficiare di un tasso di 0,75%, essendosi finanziate a tassi vantaggiosi nelle TLTROs. Questo chiaramente rappresenta risk-free income aggiuntivo per le banche, anche se la Lagarde ha aggiunto che la BCE intende rivedere il meccanismo del TLTRO nel tempo, senza dare per ora dettagli.Il tutto lascia pensare che la BCE alzerà i tassi in ognuno dei prossimi meetings. La banca non parla esplicitamente di un livello neutrale dei tassi, ma sa di non esserci ancora vicina. Sa inoltre che potrebbe dover portare i tassi oltre questo livello neutrale. E, infine, lascia intendere di voler concludere il tutto entro marzo 2023. In un ipotetico scenario di rialzi di 75bp a ottobre, 50bp a dicembre e 25bp a febbraio e marzo, il tasso sui depositi passerebbe a 2,50%, probabilmente in area restrittiva stando alle stime non ufficiali della BCE. Almeno per i prossimi mesi, e fino a che l’inflazione non comincia a dare concreti segnali di rallentamento, la BCE continuerà con ogni probabilità a restringere le condizioni monetarie, senza troppo riguardo per la crescita. (abstract)

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EU Gas Cap, Tax on Extra Profits and EU State of Alert

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

On 9 September 2022, a new meeting of the Council of Energy Ministers of the EU Council. On the table 3 discussions and possibly decisions: gas cap state of alert tax on unexpected extra profits on energy Member States are divided on these three von der Leyen’s proposals. Gas cap means two things: setting a price to be paid to EU gas supply companies and paying the difference by public authorities, or setting a maximum gas price that all EU countries are willing to pay to suppliers from third countries. The state of alert means imposing a 10% reduction in consumption in Europe (today the reductions are voluntary) and supplying gas and electricity to the countries that need them. The energy extra-profit tax is used to raise money to redistribute to the consumer.

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BCE: linea dura contro l’inflazione. Rialzo di 75 pb

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm. Come da attese, la Banca Centrale Europea ha optato per un aumento dei tassi di 75 punti base, spinta dalle sempre crescenti paure inflattive e supportata da un’economia che sembra sufficientemente resiliente, per il momento. L’inflazione nell’Eurozona, infatti, continua a rimanere preoccupante (sopra le attese al 9.1% ad agosto), soprattutto dopo la decisione russa di tagliare la fornitura di gas, mentre gli ultimi dati sul PIL di settembre evidenziano una crescita aggregata annuale sorprendentemente positiva al 4.1%. Tutto sommato, nonostante le paure di recessione continuino ad aumentare, con la probabilità di recessione nei prossimi 12 mesi ora al 50% (fonte: Bloomberg), la BCE ha ribadito con forza la volontà di combattere l’inflazione ad ogni costo, per evitare danni maggiori nel medio-lungo termine.I mercati hanno reagito moderatamente alla pubblicazione delle decisioni, mostrando quanto le attese fossero già sostanzialmente prezzate sia dai mercati degli asset rischiosi, sia sul lato monetario e valutario. Anche gli spreads tra Paesi centrali e periferici non hanno mostrato nervosismo, segnalando che il rischio “frammentazione” rimane gestibile per il momento.

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Bce alza tassi di 0,75 punti

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

La Banca centrale europea ha alzato i tassi d’interesse di 75 punti base.”Pessima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile. Considerando l’importo e la durata media di un mutuo, si tratta di un aumento della rata pari a 52 euro al mese. Una stangata annua pari a 624 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ ovvio che la Bce con un’inflazione galoppante come questa non aveva molte alternative, ma il rischio, essendo le cause principali di questa fase inflattiva dipendenti dall’offerta e dai prezzi impazziti del gas, un’inflazione quindi importata, è che alla fine gli effetti negativi sul piano della crescita, degli investimenti e dei maggiori oneri sul debito pubblico superino quelli positivi” prosegue Dona.”Insomma, il carovita va affrontato soprattutto con le politiche fiscali e un accordo europeo per cambiare le regole del mercato energetico, più che con la politica monetaria della Bce. Ma fino a che l’Ue non ottiene risultati…” conclude Dona.

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Commento flash sulla decisione odierna della BCE da parte di Global X

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Morgane Delledonne, Head of Investment Strategy Europa di Global X “La decisione della Banca Centrale Europea di aumentare di 75 punti base e tassi d’interessa era stata ampiamente prevista, come dimostrano le deboli reazioni dei mercati e l’euro che ha mantenuto la parità col dollaro. Più interessante il fatto che la Bce ha deciso di segnalare già da adesso ulteriori variazioni al rialzo nella restante parte dell’anno, in vista di una significativa revisione al rialzo della sua proiezione sul Pil reale. Tuttavia, la reazione dei mercati a questa affermazione è piuttosto debole, forse anche a causa dei dubbi generati dall’annuncio che chiariva come l’approccio della Bce per l’immediato futuro sarà basato sui dati e stabilito di volta in volta. Nel complesso, queste due affermazioni in contrasto tra loro sembrano aver portato a una posizione di neutralità, che non ha dato ulteriore spinta al rafforzamento dell’euro. L’atteggiamento più aggressivo assunto da Francoforte è dovuto principalmente al costante aumento dei prezzi di energia e commodity e al rischio che questi vadano a ripercuotersi sul costo della vita quotidiana e sulle aspettative legate all’inflazione, come dimostrato dalle significative revisioni fatte su quest’ultima per il prossimo anno. Il lato positivo è che queste proiezioni non segnalano una recessione nella regione, ma piuttosto una combinazione di crescita bassa con uno scenario di inflazione elevata.Noi di Global X rileviamo movimenti interessanti lungo la curva dei rendimenti dei bond tedeschi. Non solo il front-end è salito di 13 punti base con il rialzo dei tassi, ma anche il long-end ha fatto lo stesso, suggerendo che le aspettative dei mercati sull’inflazione e sulla crescita a lungo termine si sono fatte più rosee. A seguito del meeting, la Bce ha inviato segnali contrastanti, ma in generale sembra sia stata la posizione dei falchi a prevalere. Probabilmente, il punto più importante che è emerso è stato quello più volte sottolineato dalla presidente Lagarde, secondo il quale l’inflazione prevista alla fine del periodo di proiezione del 2024 non dovrebbe essere all’obiettivo del 2% ma piuttosto del 2,3%, il che potrebbe potenzialmente giustificare più aumenti dei tassi, anche di ampia portata.

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Messaggio dei Vescovi di Sicilia in occasione delle elezioni politiche e regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Palermo sabato 10 settembre alle ore 11 presso la sede della Conferenza Episcopale Siciliana, in Corso Calatafimi 1043, a Palermo sarà illustrato il messaggio dei vescovi siciliani, nel quale interverranno Mons. Antonino Raspanti e il Vescovo di Cefalù Mons. Giuseppe Marciante,Delegato per i Problemi Sociali, il Lavoro, la Giustizia, la Pace e la Salvaguardia del Creato. Per l’occasione il Presidente della CESi, Mons. Antonino Raspanti ha dichiarato: “In una società profondamente colpita dalla pandemia sono emersi problemi antichi e sempre presenti: dal lavoro alla scuola, dalla lotta alla povertà all’assistenza sanitaria, dai servizi ai cittadini all’ambiente. Per di più, di recente si sono aggiunte le conseguenze della guerra in Ucraina, l’aumento dell’inflazione causata dal costo dell’energia e dei prodotti alimentari e gli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici. In Sicilia – prosegue il Presidente – gli eventi hanno rivelato come la crescita sconsiderata delle disuguaglianze e la carenza dei servizi pubblici abbiano indebolito le capacità di affrontare gli shock esterni ed abbiano creato nuove vulnerabilità. In tale contesto le previsioni di piano di sviluppo diventano una ‘sfida’ da affrontare e vincere con il contributo di tutti, attorno alla quale però è necessario raccogliere le migliori esperienze e le capacità più innovative di chi vuole mettersi in gioco per il futuro del Paese. La Chiesa di Sicilia e i Vescovi – conclude Mons. Raspanti – faranno la loro parte per assicurare uno sviluppo omogeneo in tutto il Paese e avanzeranno proposte concrete a difesa dei valori della condivisione, della solidarietà e dei diritti delle classi sociali più deboli”.

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Le principali cause dell’inflazione dei mercati emergenti (ME), Cina esclusa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Flavio Carpenzano, Investment Director di Capital Group. · L’aumento dei prezzi dei generi alimentari. Gli alimentari sono la componente più importante nel paniere dell’inflazione di molti paesi emergenti e rappresentano in media circa il 25% del paniere dell’IPC e fino al 50% in paesi come l’India. Tuttavia, alcuni mercati emergenti, soprattutto in America Latina, non sono stati particolarmente colpiti dall’aumento dei prezzi degli alimentari a livello globale; gran parte della loro produzione alimentare avviene a livello locale e, in alcuni casi, questi paesi sono meno dipendenti da grano e cereali. · L’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia è ancora più disomogeneo. Per la maggior parte, i paesi emergenti sono importatori netti di petrolio e i più importanti sono Ucraina, Ungheria, Sudafrica, India e Polonia. I principali beneficiari dell’aumento delle quotazioni petrolifere sono invece Russia, Venezuela e Ghana. · Gli effetti della transizione dalla debolezza valutaria all’inflazione, soprattutto per i paesi che sono grandi importatori. L’inflazione core dei ME è cresciuta meno di quella statunitense, in quanto le banche centrali dei ME sono intervenute più proattivamente rispetto a quelle dei mercati sviluppati sul fronte dei tassi, con la maggior parte che ha iniziato ad aumentare i tassi già nel 2021. Il fatto che questi mercati non debbano interrompere alcun quantitative easing dovrebbe contribuire a tenere a freno la domanda interna, anche se la forza del dollaro USA è motivo di preoccupazione. Nei ME si riscontrano nette differenze regionali: molti paesi asiatici devono ancora effettuare dei rialzi poiché l’inflazione è rimasta sotto controllo, le economie dell’Europa centrale e orientale hanno effettuato dei rialzi anche se i tassi reali sono ancora negativi e l’America Latina ha già anticipato il ciclo. Nel complesso si può dire che: “Gli indicatori di utilizzo delle risorse, tra cui in particolare il costo unitario della manodopera, possono darci indicazioni ragionevolmente affidabili in merito all’andamento dell’inflazione intorno al prossimo anno; al di là di questo, però, l’inflazione è più difficile da prevedere sulla scia di una maggiore incertezza e una più ampia possibilità di eventi inaspettati che potrebbero influenzare l’inflazione. Molto dipende dalla volontà delle banche centrali di riportare l’inflazione vicino al target. Dato che il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe comportare turbolenze economiche, è possibile che le banche centrali capitolino, lasciandoci alle prese con un’inflazione superiore all’obiettivo nel medio/lungo periodo. Pur confermando il proprio impegno a contenere l’inflazione, le banche centrali potrebbero comunque concludere che fattori strutturali, tra cui la crescente polarizzazione geopolitica che incide sulle relazioni commerciali e sulle catene di approvvigionamento, impediscono di riportare l’inflazione verso l’obiettivo a meno di imporre un costo inaccettabile all’economia; è evidente che la soluzione sarà semplicemente spostare più in alto l’obiettivo di inflazione.

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Le principali cause dell’inflazione Europa (escl. Regno Unito) e Mercati emergenti (escl. Cina)

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Flavio Carpenzano, Investment Director di Capital Group· In questa regione le principali cause dell’inflazione sono: · Gli squilibri tra domanda e offerta, accentuati dalle strozzature sul fronte dell’offerta. · L’aumento dei prezzi dell’energia, amplificato dal conflitto tra Russia e Ucraina, ancora non del tutto assorbito dai consumatori. · La crescita dei salari rimane contenuta rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito, anche se i lavoratori stanno finalmente iniziando a percepire pagamenti più elevati. All’interno dell’UE, l’inflazione dovrebbe raggiungere il picco nella seconda metà del 2022, anche se un embargo dell’UE sull’energia russa potrebbe far ritardare ulteriormente il raggiungimento del picco. La BCE ha intensificato l’orientamento aggressivo, in linea con le aspettative del mercato, segnalando l’imminente conclusione degli acquisti netti di asset e il primo rialzo dei tassi del ciclo a luglio, con almeno un altro rialzo in autunno. Cresce l’ansia per l’entità e la portata del superamento del target d’inflazione, mentre aumentano le evidenze di un’ampia pressione inflazionistica e di un balzo delle aspettative di imprese e famiglie. Una recessione protratta è improbabile ma nei prossimi mesi potrebbero avvenire delle recessioni tecniche in alcuni ambiti dell’economia europea particolarmente sensibili all’aumento dei prezzi energetici, come l’Italia e la Germania. La possibilità che si verifichi una recessione più grave dipende, invece, dall’embargo sull’energia russa. Un embargo totale decreterebbe una notevole recessione in Germania, nell’UE e anche nei paesi non UE.

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Le principali cause dell’inflazione USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Flavio Carpenzano, Investment Director di Capital Group· Sono gli squilibri tra domanda e offerta risultanti dalle chiusure provocate dalla pandemia, a cui ha fatto seguito una sostenuta ripresa dell’economia. · Un eccesso di domanda sul mercato del lavoro che sostiene la crescita dei salari. · Un incremento dei canoni di locazione a causa dei bassi livelli degli stock di immobili residenziali e degli immobili in locazione sfitti. · L’offerta insufficiente, in particolare per quanto riguarda semiconduttori e microchip, incide sulla produzione di nuove vetture, facendo salire i prezzi di auto nuove e usate. · Anche i costi della sanità sono in rialzo.

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Capital Group: Focus sull’inflazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

By Flavio Carpenzano, Investment Director di Capital Group. Per valutare l’evoluzione dell’inflazione nei prossimi mesi e anni, è utile passare in rassegna i cicli inflazionistici del passato e il relativo impatto sugli investimenti. In generale, le cause principali dell’inflazione sono state quattro, in alcuni casi sovrapposte: · Crescita eccessiva della massa monetaria – Il denaro in circolazione è di gran lunga superiore ai beni disponibili. La crescita della massa monetaria determina un aumento dei prestiti bancari e quindi un’accelerazione della crescita economica. · Elevati tassi di utilizzo delle risorse – I tassi di utilizzo che superano costantemente l’80% hanno rappresentato in passato una linea di demarcazione approssimativa tra l’aumento e la diminuzione dell’inflazione negli Stati Uniti. · Shock dei prezzi – L’inflazione da costi può essere determinata dai prezzi dell’energia, da altri aumenti dei prezzi dei fattori produttivi, da interruzioni della catena di approvvigionamento o da flessioni valutarie. · Aspettative inflazionistiche – L’inflazione può essere integrata nel sistema economico se i partecipanti iniziano a dare per scontato un aumento costante dei prezzi, di solito mediante aumenti salariali e contratti a lungo termine. Mentre vi sono sufficienti differenze in termini di cause e contesto di mercato, è difficile trarre conclusioni certe su ciò che potrebbe accadere in futuri periodi di inflazione. L’inflazione è complessa, e le cause e gli effetti sono diversi non solo in ogni singolo episodio, ma anche all’interno dell’episodio stesso.In generale esistono due tipologie di inflazione: l’inflazione vischiosa, che tende a durare più a lungo e riguarda categorie di spesa come salari, spesa per locazioni, assicurazioni e cure mediche; e l’inflazione flessibile, che è più volatile e si applica ad esempio a generi alimentari, energia e automobili, deriva dalla presenza di squilibri fra domanda e offerta.I prezzi delle materie prime sono aumentati molto più rapidamente negli ultimi mesi, soprattutto a causa del conflitto tra Russia e Ucraina che ha creato un significativo shock negativo a livello di offerta, dato che entrambi i paesi sono grandi esportatori di materie prime. L’aumento dei prezzi di generi alimentari ed energia non solo metterà sotto pressione l’inflazione complessiva ma potrebbe anche portare a disparità a livello d’inflazione, dato che le famiglie a basso reddito sono costrette a destinare una quota maggiore del loro reddito ai beni di prima necessità. Tuttavia, è importante notare che, diversamente dagli anni Settanta, finora le aspettative inflazionistiche a lungo termine sono rimaste relativamente stabili. Ad esempio, negli Stati Uniti i mercati prevedono un’inflazione a lungo termine di circa il 2,6%. (abstract)

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PGIM Fixed Income: Appuntamento a settembre con il nuovo annuncio della BCE

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

A cura di Katharine Neiss, Chief European Economist di PGIM Fixed Income.Il mercato è sempre più convinto che la Banca centrale europea (BCE) aumenterà i tassi di interesse di 75 punti percentuali nel corso della prossima riunione. Ciò è dovuto alle ulteriori sorprese al rialzo dei dati sull’inflazione headline e all’aumento dei prezzi dell’energia in Europa.Tuttavia, non è chiaro se una mossa così incisiva sia giustificata. La crescita delle retribuzioni contrattuali è diminuita nel secondo trimestre del 2022 e rimane al di sotto dei livelli compatibili con un obiettivo di inflazione del 2%. Inoltre, la tendenza a breve termine dell’inflazione dei beni, che può offrire una visione più chiara della pressione inflazionistica interna, è diminuita ed è ora in linea con l’obiettivo di inflazione del 2% della BCE.Tuttavia, un’inflazione più elevata e prolungata rischia di radicarsi nell’economia, rendendo più difficile il doloroso riassorbimento dello shock energetico. La BCE sarà molto ansiosa di evitare di aggravare una situazione già difficile per l’eurozona.Vale la pena sottolineare l’inutilità di utilizzare la politica monetaria per portare l’inflazione al 2% quando i prezzi dell’energia sono spinti al rialzo dalla guerra. A titolo di esempio, se i prezzi dell’energia per i consumatori aumentano del 50%, tutti gli altri prezzi dovrebbero diminuire di circa il 5% per mantenere l’inflazione media al 2%. Storicamente, una riduzione così ampia dei prezzi potrebbe essere ottenuta solo attraverso una forte contrazione dell’attività economica e un aumento della disoccupazione. Non è chiaro se un tale risultato consentirebbe di raggiungere la “stabilità dei prezzi”. Per gli shock che l’area dell’euro deve affrontare, non sembrano esserci risposte semplici.

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La giornata delle castagne

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Lana in Alto Adige. Sono ormai 25 gli anni in cui i comuni di Lana, Foiana e Tesimo-Prissiano, celebrano da metà ottobre ai primi di novembre il frutto della castagna. Keschtnriggl, le Giornate delle castagne, è un evento che valorizza l’importanza della castagna nella storia di questo territorio, di cui il castagno e il suo frutto fanno da sempre parte nel paesaggio e nella cultura locali. Nel Medioevo, la castagna era un prezioso alimento di base della popolazione e ancora oggi è uno degli ingredienti protagonisti dei piatti autunnali in Alto Adige. Soprattutto nelle osterie o nelle cantine antiche, ricette a base di castagne vengono messe in evidenza e interpretate in stile moderno, anche grazie all’antica usanza del Törggelen.

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La spesa risulta da sempre tra le voci che gravano maggiormente sul portafoglio degli italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Negli ultimi mesi, l’elevata inflazione generale ha provocato un’impennata dei prezzi di beni e servizi: secondo i dati Istat si registra un incremento del tasso di inflazione dell’8,4%. Un aumento così elevato non si registrava da dicembre 1985 (quando fu pari a +8,8%). Limitando l’esame al solo “carrello della spesa” si osserva che il tasso d’inflazione è pari al 9,7%; un aumento che non si riscontrava da giugno 1984. Altroconsumo, da sempre dalla parte dei consumatori per aiutarli a compiere acquisti consapevoli e convenienti, ha pubblicato la sua inchiesta annuale volta ad individuare le insegne più convenienti nel nostro Paese e a identificare i punti vendita più economici nelle diverse città. I dati esaminati provengono dall’analisi di un campione di oltre 1,6 milioni di prezzi in 1.171 punti vendita di 67 città italiane, per stimare le insegne più economiche tra ipermercati, supermercati e discount. Quanto può spendere in meno una fa­miglia grazie a queste rilevazioni? Una coppia con due figli può risparmiare fino a 3.350 euro all’anno rispetto a quanto spende mediamente (8.550 euro secondo Istat), comprando i prodotti meno cari in assoluto nei discount più economici dell’inchiesta (Aldi e Eurospin).

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Il tempo pieno a scuola: I calcoli di Tuttoscuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Il conto alla rovescia per l’avvio dell’anno scolastico 2022-23 è ormai finito, mentre la campagna elettorale entra nel vivo. Forza Italia parla di tempo pieno nelle scuole di ogni ordine e grado, statali o paritarie, in tutta Italia, mentre il Movimento Cinque Stelle – che non menziona il tempo pieno del programma sintetico che è stato diffuso – affronta l’argomento nel programma integrale, puntando a potenziarlo. Idee che costerebbero, secondo i calcoli di Tuttoscuola, oltre 12 miliardi di euro. Più del Reddito di cittadinanza, per dare un riferimento (costo 9 miliardi l’anno). Secondo i dati ministeriali raccolti da Tuttoscuola, nel 2021/22 il 48,7% delle classi è organizzate a tempo pieno nelle regioni del Centro Nord, mentre nelle regioni del Mezzogiorno è del 20,6%.Generalizzarlo, ossia estendere questo modello alla partecipazione di tutti gli alunni, trasformando tutte le classi a 40 ore settimanali di funzionamento, comporterebbe assumere nuovi docenti e creare nuove strutture e nuovi servizi all’interno delle scuole. Per generalizzare il tempo pieno sono almeno tre i livelli di spesa da affrontare, anche se non facili da quantificare: – il costo del personale docente e Ata (a carico dello Stato); – i costi per i servizi di mensa e di trasporto (a carico dei Comuni); – i costi per nuove strutture o trasformazione di locali (a carico dei Comuni). Tempo pieno: i costi per il personale scolastico.Sulla base della retribuzione iniziale, al lordo degli oneri riflessi a carico dello Stato, i docenti da assumere per generalizzare il tempo pieno in tutte le scuole sarebbero, secondo i calcoli di Tuttoscuola, 38.832 e comporterebbero all’erario circa un miliardo e 244 milioni all’anno; i collaboratori scolastici da assumere sarebbero invece 1.045 e comporterebbero un costo annuo di circa 25milioni. Il tempo pieno: i costi per i servizi. Per il servizio mensa, considerato che mediamente un pasto costa al Comune circa 20/21 euro, e che gli alunni interessati sono circa un milione e 392mila, presenti a scuola per 165 giorni, l’onere complessivo annuo sarebbe di circa 4 miliardi e 759 milioni, in minima parte rimborsati dalle famiglie. Le 7.900 scuole interessate al nuovo tempo pieno potrebbero avere un carico aggiuntivo di spese per il trasporto degli alunni, mediamente intorno ai 50mila euro all’anno, per un ammontare complessivo di circa 395milioni di euro annui. Il costo di esercizio annuale complessivo per lo Stato (stipendi) e per i Comuni (mensa e trasporto) sarebbe in totale di circa 6 miliardi e 423 milioni di euro. Tempo pieno: i costi per le strutture Vi sarebbe poi l’investimento una tantum a carico dei Comuni per ampliamenti delle strutture o per nuove costruzioni (non meno di tre locali per ogni scuola, compreso il refettorio). Stimando in almeno 750 mila euro gli oneri per ogni scuola messa in condizione di accogliere il tempo pieno, la spesa ammonterebbe complessivamente a circa 6 miliardi di euro.Tali spese si andrebbero a sommare ai suddetti costi di esercizio da sostenere ogni anno per 6,4 miliardi, una parte dei quali coperti dai fondi del Pnrr. Per dare un riferimento della rilevanza di questo investimento, il Reddito di cittadinanza è costato nel 2021 quasi 9 miliardi di euro (dati Osservatorio Inps). Tempo pieno: i costi per portare il Mezzogiorno ai livelli del Centro Nord Il PD non parla nel programma di generalizzazione, ma vorrebbe portare il tempo pieno nel Mezzogiorno ai livelli medi del Centro Nord. Per dare attuazione a questa proposta verrebbero trasformate 13.250 classi già funzionanti a tempo normale. In rapporto all’onere di generalizzazione, l’incremento di tempo pieno nel Mezzogiorno comporterebbe la spesa annua per il personale scolastico di 216 milioni di euro, mentre a carico dei Comuni la spesa complessiva iniziale sarebbe di circa un miliardo e 900 milioni. La generalizzazione del tempo pieno nella scuola primaria, tra oneri sia a carico dello Stato che dei Comuni, comporterebbe un costo, in prima applicazione, di 12 miliardi e 423 milioni. La proposta del PD di portare i livelli del tempo pieno del Mezzogiorno alla media delle altre regioni comporterebbe un onere complessivo di 2 miliardi e 112 milioni di euro.L’approfondimento completo sulla generalizzazione del tempo pieno tuttoscuola.com

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Cibo e salute: l’etichetta nutrizionale non basta

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Gli alimenti non sono caratterizzati solo dalla loro composizione e qualità nutrizionale, ma anche dal grado di lavorazione a cui sono sottoposti. Quest’ultimo elemento risulta cruciale per conoscere il reale effetto del cibo sulla salute, e la sua indicazione sulle etichette aiuterebbe i consumatori a scegliere con maggiore consapevolezza. Sono i risultati di uno studio italiano realizzato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) in collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese e Como, l’Università di Catania e Mediterranea Cardiocentro di Napoli. Pubblicata sulla prestigiosa rivista British Medical Journal, che le ha dedicato anche un editoriale, la ricerca ha indagato quale aspetto dell’alimentazione definisca meglio il rischio di mortalità. I ricercatori hanno monitorato per 12 anni lo stato di salute di oltre 22mila persone partecipanti al Progetto epidemiologico Moli-sani e lo hanno correlato con le loro abitudini alimentari, prendendo in considerazione sia gli aspetti nutrizionali che quelli legati al grado di trasformazione dei cibi. “I nostri risultati – dice Marialaura Bonaccio, epidemiologa del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli e primo autore dello studio – confermano che il consumo sia di alimenti di scarsa qualità nutrizionale che quello di cibi ultra-processati aumenta in modo rilevante il rischio di mortalità, in particolare per le malattie cardiovascolari. Quando però abbiamo tenuto conto congiuntamente sia del contenuto nutrizionale della dieta che del suo grado di lavorazione industriale, è emerso che quest’ultimo aspetto è quello più importante nell’evidenziare il maggiore rischio di mortalità. In realtà, oltre l’80 percento degli alimenti classificati come non salutari dal Nutri-Score sono anche ultra-lavorati. Questo suggerisce che il rischio aumentato di mortalità non è da imputare direttamente (o esclusivamente) alla bassa qualità nutrizionale di alcuni prodotti, bensì al fatto che questi siano anche ultra-lavorati”. “Si stima che nel mondo una morte su cinque sia dovuta a una scorretta alimentazione, per un totale di 11 milioni di morti all’anno – ricorda Augusto Di Castelnuovo, ricercatore del Mediterranea Cardiocentro di Napoli -. Ecco perché migliorare le abitudini alimentari è in cima alla lista delle priorità delle agenzie di salute pubblica e dei governi di tutto il mondo”. Una soluzione suggerita per fare scelte alimentari più salutari è quella di utilizzare un sistema di etichettatura per i prodotti commerciali. Già utilizzate da tempo su base volontaria in alcuni Paesi europei, come Francia e Spagna, ora le etichette alimentari sono al vaglio della Commissione Europea che vorrebbe identificare un unico sistema da applicare in tutti gli Stati membri. Il Nutri-Score, sviluppato in Francia, è dato come favorito. Il sistema valuta la qualità nutrizionale di un alimento (ad esempio in base al contenuto di grassi, sale, fibre, etc.), con una scala di cinque colori, che vanno dal verde (cibo più salutare) al rosso e a cui corrispondono le prime cinque lettere dell’alfabeto, A-B-C-D-E.

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Paul Scott: Le torri del silenzio

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Titolo originale:The Towers of Silence Collana:Le strade Numero collana:514 Pagine:496 Prezzo cartaceo:€ 20 Prezzo eBook:€ 9.99 Traduzione di Stefano Bortolussi. Dopo Il gioiello della corona e Il giorno dello scorpione, il terzo capitolo del quartetto del Raj: il capolavoro di Paul Scott, definito il Guerra e pace anglo-indiano. Barbie Batchelor, insegnante missionaria in pensione, viene accolta dall’anziana Mabel, decana della famiglia Layton, come ospite pagante al Rose Cottage di Pankot. Col passare del tempo, tra le due donne nasce una profonda amicizia. Ma Barbie, che ha origini modeste ed è ciarliera e maldestra, non viene accettata dalla buona società di Pankot, in special modo da Mildred Layton, madre di Sarah e Susan. Dal canto suo, Barbie è ossessionata dai fatti cruenti avvenuti in città: l’aggressione subita dalla ex collega Edwina Crane e la violenza carnale di cui è stata vittima Daphne Manners non smettono di riecheggiare nella sua mente. Nel frattempo, la seconda guerra mondiale è giunta alle sue ultime, amare giornate e il Raj britannico si sta sgretolando definitivamente. A Pankot le mogli, le madri, le figlie e le vedove degli ufficiali inglesi coinvolti nel conflitto attendono trepidanti la fine della guerra e il ritorno dei propri cari. Intanto il capitano Merrick, ferito durante un’incursione, dopo un lungo periodo trascorso in un ospedale militare e di passaggio in città, ha un lungo colloquio con Barbie. Sebbene appaia un consumato professionista, l’uomo è brutale e corrotto, ma nemmeno le sue macchinazioni possono arrestare il cambiamento che si sta avvicinando rapidamente e inesorabilmente, un cambiamento che sta minando sempre più il vecchio mito dell’invincibilità britannica…Fazi editore

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Ivy Compton-Burnett: Mariti e mogli

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 settembre 2022

Titolo originale:Men and WivesCollana:Le stradeNumero collana:513 Pagine:326 Prezzo cartaceo:€ 19Prezzo eBook:€ 9.99 Traduzione di Manuela Francescon Ivy Compton-Burnett, grande autrice del Novecento inglese, torna in libreria con un romanzo finora inedito in Italia: un nuovo, magistrale dramma domestico dalla più spietata ritrattista dell’infelicità familiare. Harriet Haslam, severa madre di famiglia, è in grado di scatenare un uragano con poche parole, con un semplice gesto, con uno sguardo. La sua insofferenza verso il mondo, acuita dall’insonnia che la tormenta, spesso si tramuta in furia, nonostante la silenziosa opera di Godfrey, accomodante marito-cuscinetto. Il più grande cruccio della donna è il futuro dei quattro figli: Matthew, il maggiore, preferirebbe darsi alla ricerca invece di iniziare la sua pratica medica; Jermyn ha assurde aspirazioni da poeta; Griselda è decisa a sposare il reverendo Bellamy, fresco di divorzio, mentre Gregory preferisce la compagnia di tre anziane signore a quella dei coetanei. Dopo un litigio con il primogenito Harriet tenta il suicidio e viene quindi portata in un istituto, dove trascorre sei mesi. Al suo ritorno, la situazione che trova supera le sue peggiori aspettative: ognuno dei ragazzi ha fatto di testa propria e, come se non bastasse, anche il marito ha in serbo per lei una spiacevole sorpresa. È davvero troppo: Harriet non ha nessuna intenzione di restare in silenzio… La geniale Compton-Burnett, amata dai lettori ma anche dai più grandi scrittori, ci ha lasciato un altro gioiello letterario da aggiungere alla preziosa collezione. fazieditore

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