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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Viaggio a Kerala

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2016

keralaIl gruppo di ricerca del Laboratorio di Psichiatria, Cultura e Ambiente del Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia, diretto dalla Prof.ssa Vanna Berlincioni, si è dedicato, nel corso degli ultimi anni, a progetti di scambio culturale. Al fine di conoscere manifestazioni di disagio mentale e metodi di cura in ambito psichiatrico in contesti socio-culturali diversi dal nostro, sono state effettuate nell’ultimo decennio esperienze in Mali e Senegal.
Nel periodo tra il 7 e il 24 gennaio 2016, un gruppo di quindici professionisti composto da psichiatri, psicoanalisti, medici in formazione specialistica in psichiatria, psicologi e studenti di Medicina, si è recato nello Stato del Kerala, nell’India meridionale, avendo come referente locale la dott.ssa Chitra Venkateswaram, medico psichiatra e membro fondatore dell’associazione Mehac (Mental Health Action), organizzazione no-profit dedita a interventi di supporto medico-sociale.
La prima parte del soggiorno si è focalizzata sulla visita delle strutture ospedaliere, in particolare il reparto di Psichiatria dell’Amrita Hospital di Kochi dove la dottoressa Venkateswaram svolge anche attività di consulenza psichiatrica presso il reparto di Cure Palliative. Il suddetto ospedale, centro di riferimento nella regione per numerose patologie, è collocato all’interno dell’Amrita Institue of Medical Sciences and Research Centre (AIMS), fondato da Mata Amritandandamayi, figura carismatica di religione induista, conosciuta a livello internazionale con il nome di “Amma”. Oltre ad attività clinico-assistenziali l’ospedale svolge un ruolo di formazione medica in quanto sede di una facoltà di Medicina e Chirurgia e di diversi centri di ricerca medico-biologica. Il reparto di diagnosi e cura psichiatrica visitato dal gruppo pavese, dispone di trenta posti letto per pazienti in fase di acuzie psicopatologica e altrettanti per persone con problemi di abuso di sostanze psicotrope. Una peculiarità del reparto psichiatrico di Kochi è l’obbligo di ospitare insieme al degente un suo parente; a differenza di quanto accade negli ospedali italiani, i familiari assumono un ruolo attivo nella cura del congiunto per tutta la fase di degenza ospedaliera, garantendo una presenza continuativa nel reparto sia nelle ore diurne che notturne. Le finalità di tale presenza sono sia assistenziali, sia indirizzate ad una condivisione del disagio psichico e delle dinamiche ad esso connesse, tra il paziente e il nucleo familiare di provenienza.
Il gruppo pavese ha inoltre avuto la possibilità di visitare il centro di Integrated Medicine, nel quale un medico di formazione ayurvedica ha illustrato i metodi e gli strumenti di cura utilizzati in questo tipo di medicina olistica, che ha come obbiettivo il mantenimento del benessere delle persone modificando gli squilibri di uno stile di vita inadatto al mantenimento della salute. Un ulteriore approfondimento di tali tecniche è stato realizzato grazie al seminario tenuto dal medico ayurvedico, specialista in psichiatria ayurvedica, dott. Isaac Paul.
Nella seconda settimana gli operatori dell’Università di Pavia hanno visitato le strutture gestite dall’associazione Mehac, che collabora con varie organizzazioni governative e non. Tale associazione fornisce assistenza medica primaria, psichiatrica e cure palliative, a titolo gratuito, favorendo la creazione di un efficace network assistenziale nel contesto abitativo del paziente. La necessità di questa funzione è giustificata dal fatto che la maggior parte delle cure mediche dispensate dalle strutture ospedaliere (tra cui anche il sopracitato Amrita hospital) risultano a carico del paziente, in virtù dello statuto privato su cui si fondano quasi tutti gli enti assistenziali indiani. E’ facile quindi intuire che larga parte delle cure mediche essenziali risulti preclusa ad una larga porzione delle fasce sociali più disagiate.
Presso il Tata hospital nella zona di Alleppey, città a sud di Kochi, il gruppo della professoressa Berlincioni ha seguito alcuni pazienti psichiatrici ambulatoriali anche con il supporto della dott.ssa Geetha Vijay, medico palliativista, dell’assistente sociale Aiswarya Sujilb e della psicologa Anupama V. Prabhu.
L’associazione Mehac si occupa sia di salute che di cure palliative: in particolare il palliative care model viene applicato alla psichiatria con l’obiettivo comune di considerare la persona nella sua totalità, nell’interezza dei suoi bisogni psicosociali.
La secolare presenza di etnie e religioni diverse nello Stato del Kerala, ha favorito la crescita nella coscienza collettiva dei suoi abitanti, di una generale inclinazione alla tolleranza nei confronti delle diversità religiose, tali da garantire una pacifica convivenza caratterizzata da reciproca condivisione delle tradizioni e rispetto dei credo altrui.
E’ stato interessante notare come all’interno degli organismi assistenziali, la convivenza di impostazioni ideologiche, politiche e sociali differenti tra loro, consenta la collaborazione di aziende private con associazioni indipendenti di varia ispirazione (comunista, cattolica, …) finalizzate alla cura dei cittadini di fasce economiche disagiate, indipendentemente dalla loro appartenenza socio-religiosa. Tale finalità viene perseguita grazie all’impegno di medici, psicologi, assistenti sociali e numerosi volontari, formati per interventi coordinati tra il territorio e alcune strutture di accoglienza per soggetti senza fissa dimora. Gli interventi si traducono in una capillare attività di supporto medico e sociale attraverso visite domiciliari nell’area di competenza. Un’altra delle finalità del soggiorno indiano del gruppo di Pavia è stata quella di approfondire il tema dello stigma nella patologia psichiatrica, per paragonare la situazione attuale nella nostra società con quella del contesto socio-culturale del Kerala. A tal scopo è stato avviato con gli operatori del Mehac un progetto di ricerca che prevede una raccolta di dati tramite un questionario elaborato dal Laboratorio di Psichiatria Cultura e Ambiente e distribuito ai pazienti da loro seguiti, che verrà continuato nei prossimi mesi.
L’ottimale cooperazione realizzata con gli operatori psichiatrici del Kerala, apre la possibilità per una interessante e proficua collaborazione futura. (foto: kerala)

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