Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

La produzione delle costruzioni in Italia corre più che in Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2022

“I dati ISTAT sulla produzione nelle costruzioni diffusi oggi evidenziano in settembre una sostanziale stabilizzazione dei livelli di attività rispetto ad agosto. Nel complesso del terzo trimestre, come avevamo preannunciato, l’attività però diminuisce del 2,2% rispetto al secondo.” Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta SOA (www.argentasoa.it), una delle principali società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche, nel commentare i dati comunicati oggi dall’ISTAT sulla produzione nelle costruzioni a settembre.Nel secondo trimestre di quest’anno, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Argenta SOA, l’incremento dell’attività ha frenato al +0,3% sul primo 2022, quando era aumentata del 6,7%. Si tratta comunque di una tendenza positiva che va avanti da un anno e mezzo: è il sesto trimestre consecutivo di espansione, con una crescita cumulata del 24%. Il terzo trimestre, tuttavia, registra un arretramento della produzione nel settore: la variazione nel trimestre estivo è infatti pari al -2,2%: le difficoltà nella definizione delle regole, i ritardi e le lungaggini hanno prodotto uno stato di incertezza e di preoccupazione che ha intaccato sia gli imprenditori che le famiglie generando rinvii e disdette per i lavori di ristrutturazione.“Questo contesto- dichiara Pelazzi- spiega anche la forte caduta delle aspettative degli imprenditori del settore con le prospettive in notevole peggioramento, anche alla luce del nuovo contesto economico interno ed internazionale. Sono dati che comunque descrivono un settore che fino ad ora ha dimostrato di essere in salute. La buona dinamica nazionale, anche nel confronto internazionale, è risultata straordinaria: in Francia e Germania la produzione edile si trova ancora sotto i livelli pre-pandemia. Ma non bisogna farsi prendere dall’entusiasmo: rispetto al precedente picco, raggiunto nel 2008 – all’alba della crisi finanziaria internazionale – i livelli attuali sono più bassi di circa il 25%, contro il 21% della Francia e solo il 3% della Germania.

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