Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Diamo alla donna un concreto riconoscimento

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfa...

Image via Wikipedia

Nei giorni, oramai lontani, nei quali la fiducia a Berlusconi sembrava in bilico e già qualcuno aveva sottomano i “titoloni” sulla caduta rovinosa del “premier” e stava scaldando i motori della retorica e dell’enfasi, io proposi, con una lettera aperta, inviata sia con una e-mail alla Presidenza del Consiglio (a Roma e non ad Arcore e non con altri mezzi non avendo la fortunata possibilità delle sue escort di possedere il numero del suo cellulare), sia agli organi d’informazione, per dirgli di fare il bel gesto designando alla sua successione una donna, una giovane donna, e mi permisi anche di suggerirgli un nome: Giorgia Meloni, attuale ministro del suo esecutivo. Alcuni giornalisti mi telefonarono e mi scrissero curiosi di sapere se la mia sortita fosse un calcolo politico orchestrato all’ombra da qualche “eminenza grigia” o era una semplice “boutade” di poco conto da subito archiviare. E, ovviamente, li delusi perché seguì, alla notizia, un silenzio tombale. Peccato. Non tanto per la Meloni ma per tutte le donne che oggi fanno politica o ci sono arrivate tirate per i capelli e il bell’aspetto come la Mara Carfagna. D’altra parte dobbiamo dare atto al nostro presidente del consiglio di aver portato nell’esecutivo alcune donne chiacchierate per la loro bellezza ma che hanno saputo dimostrare di essere brave nel compito ministeriale loro affidato e persino così scrupolose, come la ministra Gelmini, della pubblica istruzione, che per un attimo hanno fatto sentire la loro protesta e il loro dissenso a fronte di una burocrazia parlamentare che si stava mettendo di traverso ai loro progetti di legge. Oggi mi sento di ripetergli l’invito per una candidatura femminile di prestigio ma non mi azzardo a fare nomi. Dico solo che dopo la donna (Nilde Iotti) presidente della Camera ora dovrebbe essere la volta della donna Presidente del Consiglio e della Repubblica e anche del Senato, dove oggi alla vice-presidenza, è bene ricordarlo, c’è la Bonino, una “radicale doc” che può essere invisa a taluni ma per me ha l’indubbio merito di saper fare il suo lavoro e di essere coerente con le sue idee e di saper dimostrare, in un momento in cui tanti parlamentari “cambiano casacca”, che la politica non è fatta di “convenienze” e di “opportunismi” ma di ideali e di valori che non si traccheggiano offrendoli al miglior acquirente. Donne, quindi, per rifare il volto ad una politica che ha perso ogni dignità e che merita ben altro per ciò che ci aspettiamo da essa e che dovrebbe darci in ogni momento e circostanza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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