Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Vogliamo essere guidati: È questa la ragione del nostro assenteismo elettorale?

Posted by fidest press agency su martedì, 20 settembre 2022

Il destino dell’essere umano non sembra quello di agire da solo ma di farlo in comunità sotto la guida di un leader carismatico, a prescindere, che a un certo punto riconosciamo per tale. Se ci limitiamo al solo caso italiano, ma non siamo soli nel mondo, ovviamente, e limitiamo la riflessione agli eventi più recenti possiamo dire che Mussolini ha rappresentato tutto questo, nel bene e nel male, ma anche il coevo Hitler nella colta Germania non è stato da meno e Franco in Spagna e Stalin nell’URSS. Nel nostro paese è seguita, negli anni post-bellici, una ricerca spasmodica del leader. La stessa democrazia cristiana e il partito comunista ci hanno mostrato vari campioni da De Gasperi ad Andreotti, Moro e Fanfani, da Togliatti a Berlinguer. Na non ne avevano il carisma ma, ad eccezione di Andreotti, erano una specie di scirocco che durava tre giorni e poi spariva. Ci volle negli anni novanta lo choc imposto dai giudici di mani pulite per far emergere una figura di leader e l’impressione che fosse incrollabile sotto la scure dei processi che furono intentati a suo carico e degli intrighi di palazzo. Divenne per molti italiani l’uomo del destino e se ne fecero carico a dispetto di tutto e di tutti. Ma avere nel sangue la leadership non significa, necessariamente, essere un dittatore o un popolano del taglio di Masaniello. Significa rappresentare un disagio esistenziale reale e declamarlo con forza e convinzione. Ci volle negli anni successivi un comico di professione per richiamare noi italiani ad una consapevolezza che credevamo aver smarrito dietro le cocenti delusioni del passato. Fondò un movimento chiamandolo Cinque stelle. E una parte degli elettori italiani credette in lui e il consenso fu ampio, ma non determinante per un governo retto da un solo partito. Ora è in crisi perché l’aspettativa s’infranse sotto il peso degli interessi corporativi, dei poteri forti e della scelta sbagliata delle candidature rendendole di fatto “fasulle” e disgreganti. (Riccardo Alfonso)

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