Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e le cose che non ci convincono

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Laura Ferrara portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo si fa premura d’informarci su cosa è successo davvero al Consiglio europeo e per smentire i malpensanti. Noi che ci siamo posti secondo la Ferrara nella veste di questi ultimi proviamo a schiarirci le idee perché apparteniamo a quella categoria di persone che vogliono evitare d’essere prese in giro o a dare notizie non corrette inducendo, chi ci legge, ad esprimere apprezzamenti non fondati su accadimenti reali. Se si parte dal fatto che il Pd non abbia visto oltre il proprio naso firmando il regolamento di Dublino che stabilisce il principio del primo Paese di ingresso responsabile per le domande d’asilo e per giunta negoziata e firmata l’operazione Triton (che prevede che l’Italia sia l’unico Paese ospitante per gli sbarchi da effettuare a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio) dobbiamo riconoscere che è stato un precedente che in questi ultimi anni ha indotto centinaia di migliaia di immigrati a scegliere le sponde italiane per approdarvi e che altri settecentomila sono pronti a seguirli. Ragione vorrebbe che proprio questa stortura venisse emendata se vogliamo intendere un’Europa solidale e non dominata di beceri sentimenti nazionalistici se non xenofobi. Sarebbe stato necessario, quindi, non attaccarsi a un articolo e ai suoi vari punti per girarci attorno giusto per non scontentare nessuno. Infatti cosa significa “azioni condivise” se tutto si articola su basi volontarie e se questa stessa volontarietà di fatto vuole dire “rifiuto?” E poi vogliamo prenderci in giro? Di chi parliamo? Non certo di chi fugge da guerre e persecuzioni che si calcola siano non più dell’8% degli stessi migranti mentre il restante è costituito da “migranti economici” e quindi non legittimati a restare. D’altra parte se ci soffermiamo sul regolamento di Dublino perché non si è chiarito da subito che l’Europa ha dei confini e se un immigrato entra in Italia o in Spagna o in Grecia o a Malta significa che entra in Europa come dovrebbe essere limpido ed evidente a tutti e che tutti ne siano corresponsabili. E’ che, diciamocelo chiaramente, con questo compromesso al ribasso l’Italia di oggi si è resa complice facendo perdere la faccia non solo a chi ha mediato l’accordo ma agli stessi ceti più deboli compresi, ovviamente, gli immigrati. L’Italia, infatti, li ha soccorsi e continua a farlo e da loro la prima assistenza ma non può andare oltre se non lasciandoli in strutture fatiscenti e alla mercé degli approfittatori di turno come la cronaca di questi giorni riporta drammaticamente alla nostra attenzione con le indagini della magistratura sullo sfruttamento degli immigrati. E dulcis in fundo si parla di un impegno dell’Unione europea a sostenere lo sviluppo dei paesi africani e di partenariato destinando per tali interventi seicento milioni di euro quanto ce ne verrebbero almeno una cinquantina di miliardi. Che in tutto questo bailamme vi siano delle colpe passate è evidente ma il cambiamento di oggi tanto osannato non è fatto proprio per cancellare queste malefatte e riproporci sul tema migratorio con una veste nuova e incontaminata? O no? O dobbiamo ragionare con la logica di chi predica bene e razzola male, molto male e ci fa persino rimpiangere il peggio del passato? (Riccardo Alfonso)

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