Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 24 luglio 2018

Speculazione derivati: la pacchia continua

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Per porre rimedio al mercato dei derivati otc non regolamentati, che sono stati la vera causa del collasso del 2007, nel luglio 2010 fu votata l’importante legge Dodd-Frank . Essa limitava la quantità di dette operazioni speculative e imponeva norme di trasparenza, di garanzia e di coperture alle banche too big to fail coinvolte.Tre anni dopo, nel luglio 2013, ad adiuvandum, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’agenzia governativa americana preposta alla disciplina dei mercati dei derivati, preparò un documento di 80 pagine per specificare che le banche americane non avrebbero potuto bypassare la suddetta legge, valida per il territorio americano, e continuare a fare contratti otc fuori dei confini nazionali. In esso vi erano ben 662 dettagliatissime note che chiarivano tutti i possibili aspetti riguardanti l’uso di tali derivati. Ma come sempre, “fatta la legge trovato l’inganno”. Anche in questo caso, l’International Swaps and Derivatives Association (ISDA), l’agenzia privata degli operatori di otc, già un mese dopo individuò nella fatidica nota 563 la scappatoia. Infatti, mandò un’informativa alle banche per spiegare loro che avrebbero potuto legalmente evitare i limiti e i controlli della Dodd-Frank, semplicemente togliendo le garanzie e le coperture della “casa madre americana” alle loro filiali estere, in caso di sottoscrizioni di contratti otc. In pratica la semplice noticina “senza garanzia” permetteva alle filiali estere di non essere più soggette alla legge degli Stati Uniti.Del resto, un anno prima, la Goldman Sachs, sempre all’avanguardia nella finanza speculativa, aveva già cominciato a chiedere ai propri clienti, interessati a stipulare contratti in derivati, l’autorizzazione di operare attraverso le sue filiali estere. Così, purtroppo, le grandi banche americane hanno spostato all’estero quasi tutte le operazioni otc, anche se la maggior parte dei contratti, di fatto, veniva e viene “confezionata” nei quartier generali delle banche sul territorio americano, con esperti finanziari americani, e poi “assegnati” alle filiali estere “senza la garanzia Usa”. La giostra della speculazione ripartiva alla grande. La lezione della grande crisi finanziaria del 2007-8 aveva e ha solo insegnato che la finanza speculativa si toglie dai guai con i soldi dello stato e dei cittadini. Non è un caso che il presidente Donald Trump abbia subito chiarito che la legge Dodd-Frank, fatta durante l’amministrazione Obama, verrà smantellata. I dati, del resto, sono chiari: alla fine del 2017 il totale nozionale dei derivati otc era di oltre 530 trilioni di dollari! Gli stessi livelli della vigilia della Grande Crisi. In merito, il Wall Street Journal rivela che la parte della bolla composta da derivati-swaps sui tassi di interesse è cresciuta enormemente. Ogni giorno ne sono scambiati per un valore di ben 1,28 trilioni di dollari. Anche il professor Michael Greenberger, già direttore della divisione “Trading and Market” della CFTC, ha recentemente pubblicato il report “ Too big to fail U.S. banks’ regulatory alchemiy”, spiegando l’alchimia delle grandi banche per sabotare le regole e continuare con le speculazioni. Per gli speculatori la “pacchia non è finita”.Secondo Greenberger, inoltre, starebbero riaffiorando molti rischi legati alle varie bolle. Si ricordi che nel 2007 non furono solo i mutui subprime a mandare in tilt il sistema.Anche la rivista Fortune riporta che negli Usa i crediti dei consumatori (senza quelli legati alle ipoteche) registrano un aumento del 45% rispetto al 2008. Sono circa 4 trilioni di dollari.
E, allo stesso tempo, il debito sulle carte di credito ha raggiunto il trilione di dollari, il picco più alto dei passati 7 anni. Anche il cosiddetto debito corporate, delle imprese non finanziarie, è aumentato in modo straordinario dal 2011, tanto che alla fine del 2017 era pari al 96% del pil nazionale.Non ultimo, secondo il Wall Street Journal anche il debito degli studenti, fatto per finanziare gli studi e che dovrà essere ripagato durante la vita lavorativa, in 10 anni è aumentato del 170% raggiungendo il livello di 1, 4 trilioni di dollari. Lo stesso dicasi per i debiti relativi all’acquisto di auto.Pertanto negli Usa non pochi paventano il rischio di una nuova crisi sistemica. Altro che dazi. Il presidente Trump dovrebbe affrontare queste emergenze, magari insieme all’Europa, che ha tutto da perdere da una nuova crisi finanziaria. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Scuola: Diplomati magistrale, non c’è pace

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Gli uffici competenti non avrebbero comunicato all’INPS nei tempi previsti le informazioni riguardanti i contributi versati dai docenti a partire dal 1° gennaio 2018. Questa situazione, che riguarda tutti i docenti, diventa ancor più problematica per tutti quei docenti diplomati magistrali, licenziati o estromessi dalle GaE per effetto della sentenza del Consiglio di Stato del dicembre scorso. Anief si appella alle istituzioni preposte, a cui chiede di superare il prima possibile i problemi che stanno mettendo in crisi non solo la professionalità ma anche la dignità di tanti maestri che da anni e anni portano avanti il loro preziosissimo lavoro formativo ed ora vengono messi alla porta, pure senza sussidi. È chiaro che se gli indennizzi non dovessero essere sbloccati a breve, ci attiveremo perché ciò avvenga intervenendo nelle opportune sedi legali. Intanto, la questione dei diplomati magistrale è arrivata all’attenzione della VII Commissione Cultura che ha dato il proprio parere favorevole con modifiche all’art. 4 del Decreto Dignità. Secondo la VII Commissione di Montecitorio, scrive sempre Orizzonte Scuola, vanno individuate “modalità di esecuzione delle sentenze relative ai diplomati magistrali idonee a salvaguardare la loro prossima supplenza sino all’estate del 2019”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Forse il nostro esecutivo sta prendendo atto che è chiamato a rispondere, entro il prossimo 13 settembre, alle richieste formulate e la risposta arriverà proprio nei giorni in cui sarà convertito in legge il Decreto Dignità che concede 120 giorni di tempo all’amministrazione per ottemperare alle sentenze di merito dei tribunali e 60 giorni al Parlamento, per decidere cosa fare per evitare l’espulsione dalle GaE di tantissimi maestri che hanno studiato per fare questo lavoro e ora rischiano di rimanere a fare i supplenti ‘brevi’ a vita. Sapere che anche l’Europa sta sorvegliando l’operato dei nostri governanti e dell’amministrazione scolastica ci risolleva: perché ora dovranno giustificare anche a Bruxelles i motivi per cui si vuole attuare il più grande licenziamento collettivo della storia italiana nella PA. A meno che le Camere non diano seguito alla nostra richiesta, che è anche l’unica soluzione possibile: riaprire le GaE, con una norma di legge ad hoc, a tutti coloro che sono in possesso del diploma di abilitazione all’insegnamento.

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Autori dietro le quinte e luci della ribalta per i personaggi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Nella tragedia, nella commedia, nella satira si sono ritrovati carichi di inusuali energie i letterati che hanno fatto non solo la storia della letteratura moderna ma hanno dischiuse le porte al teatro e al cinema offrendoci spettacoli ricchi di sensibilità originale, di lucidità, intelligenza, logica e nobiltà in equilibrio con la frenesia nel descrivere supplizi o trionfi erotici. Penso a Poe ma anche a Carlo Algernon Swinborne, a Oscar Wilde e a molti altri ancora.
Un Wilde della “Geole de Reading” dove il suo protagonista è la vittima del puritanismo inglese.
Le sue narrazioni hanno la forza della natura che a tratti esplode nella trama che va imbastendo con la folla dei suoi personaggi che s’intrecciano con la storia della sua vita. L’obbrobrio e la prigionia lo hanno consacrato. Il leone della moda chiusa nelle case e nelle abitudini sinistre ha espiato con la propria sua sofferenza quella delle infinite bestie.
Egli ha provato il grande amore dopo aver conosciuto non altro che il piacere. E’ qui che egli de-scrive, per il soldato omicida, condannato all’impiccagione e a tutti i gradi del supplizio e geme: “E come si vedono le più spaventevoli cose nel cristallo di un sogno, noi vedemmo la oliata corda di canapa annodata alla carrucola annerita e udimmo la preghiera che il nodo della forca strozzò in un grande grido e tutto il dolore che lo scosse mentre egli mandava il grido spaventoso, e il suo straziante rimorso e i suoi sudori di sangue non da altri furono così bene conosciuti se non da chi ha vissuto più di una vita e che ora deve anche morire più di una morte!” Con l’ultimo poema di Oscar Wilde, con gli scritti dello Swinburne e dei grandi Russi, quali Tolstoj e Dostoevskij, forse nell’opera di Whitman la sensibilità altruista moderna avrebbe attinto l’espressione suprema. In “Guerra e Pace” del Tolstoj è un umile mugik, ignorante, spoglio di tutto che rivela tuttavia al principe Pietro quanto è di meglio nell’umanità. E chi non si commuove alla deliziosa creazione di Pepa, all’episodio del Tamburino? E Sonia? E il principe Andrea? E in Resurrezione pure del Tolstoj quali pagine squisite sono quelle in cui è detto come un altro principe goda al bacio pasquale che uno dei suoi giovani contadini gli dà sulla bocca: “Cristo è risorto!” E’ ancor più significativo rilevare come negli scrittori slavi o anglosassoni, si manifesta la tendenza ad abolire le distanze sociali, a comunicare con i più umili e i più socialmente destituiti. Tale sensibilità ha allargato i limiti dell’abnegazione, ha prevalso sul sublime che è nei fondatori di religioni. E’ per un’ironia capricciosa, o forse per una volontà provvidenziale questa grande poesia è fiorita e fiorisce proprio in terre tiranneggiate, insanguinate in tutti i modi come la Russia o come gli Stati Uniti d’America che è quanto dire nel cuore della civiltà, più utilitaria, più materiale, più avida, più venale, più sordida. E questo spaccato lo vediamo inevitabilmente riflesso nelle opere teatrali e nei filmati. (Riccardo Alfonso)

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Un sogno nel cassettino dei ricordi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Uno dei miei sogni chiuso a doppia mandata nel cassetto dei miei ricordi è stato quello di poter avere la capacità di scrivere un’opera che fosse ripresa da un regista o da un drammaturgo per poter calcare in qualche modo gli eventi sia se scorrono lungo un tracciato di celluloide sia a teatro o vice versa.
Questo perché lo spettacolo mi ha sempre affascinato. Intendo, ovviamente, quelle rappresentazioni che riescono a coniugare alla perfezione l’abilità dell’attore e del cast nel suo insieme e a farne una trama avvincente.
Credo che tutto questo non dipenda solo da una mia particolare inclinazione quanto dalla capacità innata negli esseri umani di voler immaginare le storie narrate nei libri dando un’anima e una sembianza ai personaggi descritti dall’autore come se possedessimo la facoltà d’immedesimarci nella parte e dare corpo alle ombre.
Sono altresì convinto che i maggiori capolavori che hanno in qualche modo calcato le scene con le loro trame e l’abilità degli interpreti, siano il ricavato di molte letture da parte degli autori teatrali e cinematografici.
Un filone che ho trovato molto interessante, anche perché a me è parso congeniale allo spirito dell’arte, sono le opere dei romanzieri e novellisti russi del XIX secolo. Essi, a mio avviso, hanno dimostrato ampiamente la carica portentosa che esprimono i loro scritti, le situazioni che rappresentano raccolte da una realtà che è a volte quella personale e quindi misurata con il metro dell’esperienza diretta o desunte da quelle vissute da amici e familiari.
Un argomento che ho rilanciato in alcuni miei scritti è quello che proviene dalla suggestiva monografia di un caso curioso descritto da Leonid Andreief. Si tratta dello sviluppo graduale della follia in un medico nella fase ancora imprecisa del male, quando il germe della demenza si è affermato nel senso che la volontà è quasi nulla e l’uomo sente il bisogno imperioso di fare ciò che l’idea fissa gli suggerisce (nel caso particolare si tratta di assassinare un amico) per quanto la coscienza non sia completamente abolita.
Questo delitto è compiuto dal medico nello stato di semi-coscienza dove vi albergano, conflittualmente, due tendenze contrapposte sino al punto da convincerlo d’essere realmente matto. Da qui le mie riflessioni sulla follia e se essa non fosse solo un atto demenziale ma un codice di comportamento derivante da un’anomalia genetica che inverte i valori ma al tempo stesso fa capire al soggetto, che sta vivendo questa realtà, che qualcosa non funziona nel suo modo di ragionare se la maggioranza dei propri simili è di tutt’altro avviso. Alla fine è così forte il condizionamento proveniente dalle sue alterazioni mentali, e qui parlo soprattutto del mio personaggio, che prevale la violenza e del male che genera se ne fa una ragione e, purtroppo, in favore della sua devianza. Così a mio avviso nasce e vive tra di noi il carnefice che non comprende, e di conseguenza non accetta, i valori condivisi e fa della brutalità la sua ragione d’essere.
E come non ritrovare, a questo punto, il comune filone della trama da me imbastita nelle novelle di Andreief con la sensibilità morbosa, l’ironia fredda e quasi ingenua, la visione allucinante delle anomalie e degli orrori della vita che condividono caratteri predominanti delle nostre storie.
In questo l’Andreief dipinge anche l’isolamento morale dell’uomo per il quale il mondo è divenuto un deserto e la vita un gioco d’ombre. Ciò che forma dunque l’essenza dell’ingegno dell’Andreief è l’impressionabilità estrema, l’audacia nel descrivere i caratteri negativi della realtà, delle malinconie, dei dolori della vita.
Da questo punto di vista egli ha continuato l’opera di Edgardo Poe, del quale l’influenza ha dovuto subire e trapela in modo incontestabile. Egual passione spinge questi due scrittori allo studio della solitudine, del silenzio, della morte. Ma, mentre la fantasia del grande scrittore Americano si muove libera attraverso il mondo e i secoli, mentre i personaggi che egli studia abitano castelli che crollano, rocche a picco, e sognano impeti di gloria, l’Andreief per contro si appiglia alla realtà immediata. I suoi eroi sono gente che egli vede intorno a sé, abitano i sottosuoli umidi, le case sordide, la loro vita volgare si chiude con una morte volgare. E’ un realismo che costituisce la forza e la bellezza dell’opera di Leonida Andreief.
Alla lettura ci si persuade che il dramma nasce precisamente dalla vitalità indistruttibile dei sentimenti umani e delle aspirazioni a una esistenza migliore: vitalità che s’incontra spesso negli esseri più miserabili e abbietti. Nel loro oscuro destino vi sono talora momenti di luce.
Non occorre che un tenue incidente, una circostanza futile faccia da volano per trasmutarli. In loro è connaturata una sensibilità profonda, un ardente amore della vita che cerca di farsi strada da fondo di queste anime oscure. Non è, indubbiamente, la classica rondine che può preannunciare la primavera ma è l’effimera apparizione di una falena mentre le tenebre si avvicinano a grandi passi e l’oscurità ci avvolge impenetrabile.
Così la penna del letterato s’intinge con l’inchiostro della vita e quel pennino caricato dall’infuso di energia che con coraggio s’immerge nelle storie che animano gli eventi graffiando con la sua punta irregolare le pagine bianche prima di riempirle di caratteri dal colore nero di china. Così queste opere sono catturate dal pensiero e rese visibili con le parole e poi ancora con i gesti e le espressioni del viso e noi avremo la possibilità di una rappresentazione visiva e parlata di tutte queste storie a tratti rimescolate e rigenerate nella narrazione scenica. (Riccardo Alfonso)

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No all’aumento del costo badanti

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Il decreto dignità farà aumentare i costi a carico delle famiglie che hanno in casa, una badante oppure una baby sitter. Fratelli d’Italia si batterà in Parlamento affinché il lavoro domestico venga escluso dal rincaro previsto e per la reintroduzione dei voucher per le famiglie.
Con questo provvedimento, l’intento del governo di contrastare la precarietà rendendo meno vantaggiosi i contratti a termine nel lavoro privato, non ha escluso il lavoro domestico, che vedrà invece un aumento di tassazione sulle famiglie pari allo 0,5%.Bisogna avere ben presente che, nella maggioranza dei casi, chi assume del personale per lavori domestici lo fa per necessità: chi ha in casa persone malate o anziani, chi per esigenze di lavoro ha bambini piccoli da accudire. Queste figure sono di aiuto alle famiglie e colmano una mancanza di servizi da parte dello Stato, il quale non prevede per le famiglie agevolazioni specifiche, come ad esempio lo sgravio dei contributi pagati sull’imponibile dei loro redditi personali, ma ad oggi permette di detrarre solo una quota.Inoltre Il mercato del lavoro domestico conta circa 800.000 addetti regolari, ma si stima che ci siano altrettanto addetti non regolari, agevolando così l’evasione fiscale. Le regole di questo settore andrebbero migliorate per agevolare e andare incontro alle famiglie, nucleo fondamentale della società”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.

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Libro: “Eurostorie di ordinario successo in tempo di Brexit”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Roma Martedì 24 luglio 2018 ore 17.30 Sala della Guerra Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea viale delle Belle Arti, 131 (dal martedì alla domenica 8.30 – 19.30 ultimo ingresso 18.45 ingresso libero), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita la presentazione del volume Eurostorie di ordinario successo in tempo di Brexit, curato da Monica Didò e Francesco Tufarelli. Intervengono: Rocco Buttiglione, Emanuela Del Re, Michele Gerace, Sandro Gozi, Raffaele Torino, Gianni Pittella,modera Tiziana De Simone.
La pubblicazione costituisce il quarto contributo della collana Quovadis Europa, edita da Lithos, e si propone di affrontare il tema delle quotidiane opportunità offerte dall’Unione Europea e dalle sue politiche al tempo della Brexit. L’opera si compone di tredici capitoli, ognuno dei quali curato da un diverso autore e spazia dalla trasparenza e la legalità alle politiche culturali, dalla formazione alla rivoluzione Erasmus, dalla via Europea al Digitale all’Europa Sociale, dalla politica agricola comune alla politica del turismo, dalle macro regioni europee al sistema di sicurezza e difesa europea, non dimenticando il discusso capitolo del bilancio europeo.In un momento nel quale, non sempre in buona fede, si tendono ad enfatizzare criticità e problemi di ordine vario, andando a rifugiarsi in miopi politiche nazionalistiche, gli autori del volume sottolineano, attraverso esempi concreti, come la normalità in Europa sia caratterizzata dai successi degli ultimi sessant’anni.Il volume nato nel corso del “semestre che non c’è” ossia quello che avrebbe dovuto essere il semestre di presidenza britannica del Consiglio dell’Unione Europea, esce alla vigilia delle elezioni europee del 2019, per rammentare ai cittadini italiani ed europei, specialmente a quelli che per la prima volta andranno alle urne, le ragioni reali dello stare insieme e il motto che nel 1957 ha guidato i Presidenti dei sei Paesi fondatori: mai più guerra in Europa.

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“Mon frère”: “Non so nulla di mio fratello morto”

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Comincia così l’ultimo libro di Daniel Pennac, Daniel Pennacchioni all’anagrafe, quasi un italo francese, se non fosse che è un corso francese. Daniel Pennac presenta nuovo libro ‘Mio fratello’. Anteprima Tv2000 Lo scrittore francese si racconta in esclusiva all’emittente della Cei: “Con la sua morte ho perso tutto”. ‘Mon frère’ è il titolo del suo ultimo lavoro, ‘Mio fratello’, edito da Gallimard e non ancora tradotto in italiano. Un’opera delicata e inaspettata di incredibile intensità sull’amore fraterno e la famiglia. Tv2000 ha incontrato Pennac in esclusiva a Parigi, con il giornalista Luigi Ferraiuolo che ha curato l’intervista per ‘Terza Pagina’ l’approfondimento culturale del Tg2000, nella libreria ispirata a un suo famoso libro: ‘Come un romanzo’, nell’effervescente quartiere del Marais. Lo scrittore si confessa per la prima volta, rivelando lo strettissimo legame che aveva con il fratello morto da poco. Il libro, che arriverà nei prossimi mesi in Italia, è quasi un placebo per l’anima di Pennac.
“Il soggetto di questo libro – ha spiegato lo scrittore francese – è la compagnia della mia vita. La mia vita. Quando è morto mio fratello ho perso il buonumore della sua compagnia, la dolcezza del suo affetto, la serenità dei giudizi, la complicità, la pace. Ho perso ciò che resta di dolce al mondo. Ma non so chi ho perso come persona. E’ il motivo per cui ho scritto il libro”.
Pennac ha fortissimo rapporto con l’Italia e in particolare con la città di Napoli: “La connessione con l’Italia e Napoli è la ‘Casa’, l’associazione di Roberto Roberto e Ludovica Tinghi, che si occupa di far apprendere il mestiere del teatro ai giovani delle periferie napoletane. Una grande avventura per la città”.

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Ognuno riconosce i suoi di Elena Rausa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Ognuno riconosce i suoi.jpgMilano, anni Novanta. Caterina è una giovane universitaria iscritta alla facoltà di Storia. Il cugino Michele, che ha vissuto nella sua famiglia fino all’età di 9 anni, è in coma. Spinta dal desiderio di raccontargli gli anni che si è perso da quando è andato a vivere col padre, e di mettere insieme le «tessere di memoria» della sua famiglia, Caterina tiene un diario, in cui si rivolge direttamente a Michele, svelando, pagina dopo pagina, la storia della loro famiglia. In questa indagine famigliare, i genitori Teresa e Sandro sono i primi a essere interrogati, e a rispondere in maniera evasiva. Si va a ritroso nel tempo, si arriva all’infanzia di Teresa, nella campagna leccese, e al rapporto tra i suoi genitori e con il fratello Nicola. La sorella di Sandro, Anna, è una ragazza problematica. Di lei in famiglia non si parla mai, poiché ha militato nelle frange della lotta armata ed è andata spesso in carcere con l’accusa di terrorismo. La sua storia affascina molto Caterina, che non si stanca di informarsi di lei presso amici o conoscenti, come la professoressa Visser, che è stata compagna di cella di Anna, prima che quest’ultima si togliesse la vita in carcere. Un gesto compiuto solo dopo aver scritto una lunga lettera in cui ha rivelato il suo più grande segreto…
Elena Rausa è nata a Milano e attualmente vive in Brianza. Ha tre figlie. Dopo la laurea in Lettere presso l’Università Cattolica di Milano, ha conseguito un dottorato di ricerca in Italianistica-Filologia umanistica. Oggi è docente di lettere al liceo scientifico. Con Neri Pozza ha pubblicato Marta nella corrente (2014).Euro 17,00 256 pagine EAN 9788854515802 Neri Pozza: autori italiani di Settembre (copertina copyright: Ognuno riconosce i suoi)

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Il mondo nell’abisso. Heidegger e i quaderni neri di Eugenio Mazzarella

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Il mondo nell'abissoCon la pubblicazione dei Quaderni neri di Martin Heidegger le domande, che da tempo aleggiano attorno alla figura del pensatore tedesco, si sono riproposte con forza: Heidegger era nazista? La sua filosofia si fonda su un aperto antisemitismo? Eugenio Mazzarella tenta di rispondere a questi interrogativi analizzando il controverso rapporto del filosofo con il nazismo. Il libro mostra come dopo l’esplicita adesione al nazismo, attestata chiaramente dal celebre discorso del rettorato del 1933 («Il Führer stesso e solo lui è la realtà tedesca dell’oggi e del domani e la sua legge»), Heidegger avvii un vero e proprio disimpegno dalla politica e dalla realtà storica del suo tempo. Disimpegno che assume un tono sempre più apocalittico man mano che, nell’inoltrarsi negli anni Trenta, diviene sempre più chiara, nella prospettiva filosofica di Heidegger, la deriva di mera potenza del Reich “millenario”; da contropotenza politico-spirituale alla crisi dell’Europa a mera variante del mondo moderno, del calcolo della “tecnica”. Un giudizio che consegna l’intero presente – il mondo, la vita, la storia, e l’umanità che vi è coinvolta – al puro abisso di un anatema gnostico, di fronte a cui non c’è scampo se non quello di un’altra possibile storia dell’Essere a venire, sancita dalla celebre espressione: “Soltanto un dio ci può salvare”; di un dio che ci possa salvare. La storicità concreta, esistenziale e storica, così come si offriva in Essere e tempo, viene in tal modo completamente abbandonata.
Eugenio Mazzarella insegna filosofia teoretica all’Università Federico II di Napoli. È stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ateneo friedericiano e deputato al Parlamento nella XVI legislatura. Tra le sue opere Vie d’uscita. L’identità umana come programma stazionario metafisico (Il melangolo, Genova 2004); L’uomo che deve rimanere. La smoralizzazione del mondo (Quodlibet, Macerata 2017); Sacralità e vita (Guida, Napoli 1998); Vita politica valori (Guida, Napoli 2010) e la raccolta di poesie Anima madre (ArtstudioPaparo, Napoli 2015).
Euro 12,50 128 pagine EAN 9788854516977 Neri Pozza: autori italiani di Settembre (copertina copyright: Il mondo nell’abisso)

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Letture per settembre: ll regno errante

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

L’Arcadia come paradigma politico di Monica Ferrando. Da quando Virgilio, per ragioni che nessuno è riuscito finora a chiarire, decise di situare in Arcadia le sue Bucoliche, questa impervia regione della Grecia ha dato il suo nome a una tradizione letteraria fatta di idilli e di pastorelle, di paesaggi incantati e di delicati amori che, sebbene abbia prodotto dei capolavori in poesia come in pittura, è diventata sinonimo di uno stucchevole convenzionalismo. Il libro di Monica Ferrando rompe decisamente con questa tradizione e legge nell’Arcadia virgiliana un messaggio politico così eterogeneo al suo e al nostro tempo che la cultura occidentale ha dovuto calarvi sopra una sorta di pietra tombale. Attraverso una paziente, minuziosa indagine archeologica delle fonti storiche e letterarie, l’autrice ricostruisce punto per punto gli insospettati significati politici e religiosi che l’Arcadia e i suoi abitanti avevano nel mondo antico e che erano così forti che proprio a una donna arcade, Diotima, Platone affida nel Simposio la formulazione della sua filosofia dell’amore. Il libro getta così una luce nuova su alcuni dei concetti fondamentali della nostra tradizione politica: innanzitutto il nomos, la legge, che, smontando l’interpretazione schmittiana, viene restituito al suo originario significato musicale, ma anche e non meno un diverso rapporto fra città e territorio, che mette radicalmente in questione la supremazia della polis ateniese. Proprio quando la tradizione politica dell’occidente attraversa una crisi che sembra senza uscita, Monica Ferrando riscopre l’Arcadia come modello alternativo di una possibile esistenza felice degli uomini sulla terra.
Monica Ferrando ha pubblicato vari studi di filosofia e pittura. Ha curato le edizioni italiane di Triade e de I nomi degli Dei di Hermann Usener, di Ercole al bivio di Erwin Panofsky e di La pittura e lo sguardo di Avigdor Arikha. Dirige la rivista on-line ‘de pictura’ http://www.quodlibet.it/riviste/testata/80. Ha pubblicato L’oro e le ombre (Quodlibet, 2015).Euro 18,00
352 pagine EAN 9788854517103 Neri Pozza: autori italiani di Settembre (copertina copyright: ll regno errante)

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Agricoltura: necessaria riforma Pac

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

“Occorre rivedere la posizione dell’Europa sulle politiche agricole in particolare i parametri della politica agricola comune (PAC). È necessario che le strutture preposte diano il giusto sostegno al settore, fornendo risposte in tempi certi per ciò che riguarda i pagamenti. A tal proposito è fondamentale rivedere l’Agea, perché è un ente pagatore indispensabile per i produttori agricoli fin troppo spesso in difficoltà a causa dei ritardi nei pagamenti.
Serve, inoltre, una particolare attenzione all’accesso al credito prevedendo regole specifiche in modo da aiutare concretamente le aziende, soprattutto quelle di proprietà dei giovani.
Sul fronte del sostegno pubblico occorre infine rivedere il sistema dei piani di sviluppo rurale regionali eliminando le disparità tra regioni e soprattutto ottimizzare le risorse”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra membro in commissione agricoltura.

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Prezzi all’ingrosso: ancora rincari per il latte. Si fermano i ribassi per l’olio di oliva

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Accelerano a giugno i prezzi del latte nel mercato italiano, a causa della minore disponibilità di prodotto, dovuta anche al calo della produzione fisiologico con la crescita delle temperature estive. Dopo il +5,7% messo a segno a maggio, l’indice dei prezzi all’ingrosso, elaborato da Unioncamere e BMTI sui listini delle Camere di Commercio, ha registrato per il latte spot un balzo del +19,4% rispetto al mese precedente. I valori attuali rimangono però più bassi rispetto allo scorso anno (-7,7%), complice il confronto con i prezzi elevati registrati nell’estate del 2017. Ai rincari sul fronte della materia prima si è continuata a contrapporre la stabilità per i formaggi, i cui listini all’ingrosso sono rimasti invariati su base mensile. Resta di segno “meno”, invece, la variazione anno su anno per i formaggi stagionati (-1,9%).Nel comparto delle carni, giugno ha visto interrompersi il calo in atto da aprile per le carni suine, i cui prezzi all’ingrosso sono tornati a crescere (+4,9%), grazie alla riduzione delle macellazioni di suini e alla conseguente minor offerta di prodotto. Rimane negativo comunque il confronto rispetto a dodici mesi fa (-1,9%). Ulteriore ridimensionamento per le carni di coniglio, in un mercato che rimane dominato dalla contrazione dei consumi, tipica durante la stagione estiva. I prezzi all’ingrosso hanno accusato infatti un calo mensile del 7,4%, dopo il forte decremento già rilevato ad aprile e maggio. I prezzi attuali si mantengono però in linea rispetto allo scorso anno. Scendono a giugno anche i listini delle carni di pollo (-3,3%), su cui ha pesato la minore domanda nella seconda parte del mese. Tuttavia, nonostante la congiuntura negativa, le carni di pollo mettono a segno un robusto incremento rispetto allo scorso anno, pari ad un +10,6%, il più alto tra le carni. Stabilità, dopo la flessione di aprile e maggio, per i prezzi delle uova, la cui tendenza rimane comunque inflattiva, con un +17,2% rispetto a giugno 2017.Prezzi in crescita nel comparto degli oli e grassi (+1,6% su base mensile), sostenuti dal nuovo aumento del burro (+7,4%) e dalla ripresa per gli oli alimentari (+3,1%). Da registrare, inoltre, l’arresto della fase di ribasso per gli oli di oliva, grazie ad un mercato maggiormente attivo sotto il profilo degli scambi. Rispetto allo scorso anno il prezzo evidenzia però una discesa del 27,3%.Mentre nel mercato cerealicolo, come di consueto in questo periodo dell’anno, si attendono i responsi su qualità e quantità del raccolto dei grani ed i conseguenti effetti sui prezzi, a giugno gli sfarinati di grano duro hanno registrato un leggero calo dei listini all’ingrosso (-1,3%). Stabili le farine di grano tenero e il riso, per il quale si è fermata la risalita dei prezzi osservata ad aprile e maggio.

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Tumore del rene in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Ogni anno in Italia 3.600 nuove diagnosi di tumore del rene negli uomini (il 40% del totale in questa popolazione) sono dovute al fumo di sigaretta. A questo vizio è riconducibile una percentuale inferiore ma significativa anche fra le donne, pari al 25%, cioè a 1.150 casi. E i tabagisti presentano un rischio del 50% più elevato di sviluppare la più diffusa forma di tumore rene, il carcinoma a cellule renali, rispetto a coloro che non hanno mai fumato. Per i pazienti colpiti dalla malattia in fase avanzata da oggi è disponibile una terapia mirata innovativa, tivozanib, in grado di migliorare la qualità di vita grazie a un ottimo profilo di tollerabilità. Alle nuove strategie nella lotta contro questa neoplasia è dedicato un incontro con i giornalisti oggi a Milano. Nel 2017 sono state stimate 13.600 nuove diagnosi in Italia (9.000 uomini e 4.600 donne). “Tivozanib appartiene a una classe di farmaci a bersaglio molecolare che hanno la capacità di colpire obiettivi cellulari precisi e impedire la crescita del cancro – spiega il prof. Camillo Porta dell’Oncologia Medica della Fondazione IRCCS Policlinico ‘San Matteo’ di Pavia -. Questa molecola è caratterizzata da un’elevata selettività d’azione, è molto potente e svolge un’azione antiangiogenica, agisce cioè sui vasi sanguigni che nutrono i tessuti tumorali inibendone la crescita e affamando il tumore. In attesa che venga finalizzato nei prossimi mesi l’iter per la rimborsabilità della molecola con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), da luglio è partito il ‘Programma di Uso Terapeutico Tivozanib (Expanded Access Program) per il carcinoma a cellule renali (RCC)’ che consente ai pazienti del nostro Paese di accedere in prima linea a questa terapia innovativa. Sappiamo che servono circa due anni perché un farmaco approvato in Europa sia disponibile nel nostro Paese, per cui la decisione di avviare il programma di uso terapeutico è molto importante”. L’agenzia regolatoria europea (EMA), ad agosto 2017, ha approvato tivozanib in prima linea nel carcinoma a cellule renali avanzato in base ai risultati dello studio di fase III TiVO-1 che ha coinvolto 517 pazienti di 76 centri in 15 Paesi. Lo studio ha evidenziato una sopravvivenza libera da progressione mediana con tivozanib di 11,9 mesi rispetto ai 9,1 mesi raggiunti con un’altra terapia mirata (sorafenib). “Il carcinoma a cellule renali rappresenta circa l’85% del totale dei casi – continua il prof. Porta -. L’alto profilo di tollerabilità di tivozanib è dimostrato dal fatto che solo il 14% dei pazienti, rispetto al 43% con sorafenib, ha richiesto una riduzione della dose a causa degli effetti collaterali. Le persone trattate con questa nuova terapia possono condurre una vita ‘normale’, si tratta di un importante beneficio”.
“I sintomi della malattia non sono specifici e possono essere sottovalutati o confusi con altre condizioni come la calcolosi renale – sottolinea il prof. Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia Medica genitourinaria della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Quando presenti, i segnali più frequenti sono rappresentati da ematuria, cioè dalla presenza di sangue nelle urine, da dolore sordo al fianco o dalla presenza di una massa palpabile nella cavità addominale a livello del fianco. Il 60% delle diagnosi avviene infatti casualmente, come diretta conseguenza dell’impiego, sempre più diffuso, della diagnostica per immagini in pazienti non sospetti in senso oncologico. Nel cancro del rene la chemioterapia e la radioterapia si sono dimostrate, storicamente, poco efficaci. Pertanto la disponibilità di nuove armi con un impatto positivo sulla qualità di vita potrà migliorare in maniera significativa la capacità di gestione complessiva di questa neoplasia. Inoltre la collaborazione multidisciplinare tra chirurghi, urologi, oncologi medici e radioterapisti, anatomopatologi, psicologi e medici nucleari non deve essere più un’opzione ma un obbligo. Da una medicina basata sul singolo specialista si deve arrivare alla scelta della migliore terapia attraverso l’analisi e il confronto di più professionisti”. La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 71% (70% uomini e 72% donne), statisticamente più elevata della media europea (60,6%) e del Nord Europa (55,8%).
Circa il 30% dei pazienti arriva alla diagnosi in stadio avanzato e in un terzo la malattia si sviluppa nella forma metastatica dopo l’intervento chirurgico con limitate possibilità di trattamento. I principali siti metastatici riguardano polmoni, fegato, ossa e cervello. Quindi solo il 30% dei casi guarisce grazie alla sola chirurgia. Oltre al fumo, tra i principali fattori di rischio vanno ricordati il sovrappeso e l’obesità (all’eccesso ponderale è attribuito circa un quarto dei casi), l’ipertensione arteriosa (associata a un incremento del 60% delle probabilità rispetto ai normotesi) e l’esposizione professionale a sostanze tossiche.
“La rivoluzione nel trattamento del tumore del rene è iniziata nel 2005 – afferma il prof. Procopio -. Tredici anni fa, le terapie per i pazienti colpiti dalla forma metastatica erano molto scarse, oggi abbiamo a disposizione 13 farmaci attivi che includono terapie mirate e immunoterapiche. Si tratta di un enorme passo in avanti che ha permesso di triplicare la sopravvivenza a 5 anni nella malattia metastatica, passando dal 10% a oltre il 30%. In particolare l’introduzione degli inibitori delle tirosin-chinasi, in seguito alla scoperta di una peculiarità del carcinoma a cellule renali metastatico, cioè della sua particolare propensione a indurre vasi neoformati, ha profondamente cambiato le prospettive di cura. L’obiettivo è rendere cronica la malattia garantendo una buona qualità di vita”. Un risultato sempre più vicino, visto che oggi nel nostro Paese vivono circa 130mila persone dopo la diagnosi, con un incremento del 31% rispetto al 2010.
“EUSA Pharma è una multinazionale in rapidissima crescita e totalmente dedicata ad offrire terapie innovative particolarmente nel campo delle malattie rare ed in oncoematologia a persone che si trovano a dover affrontare una malattia complessa come il cancro – conclude il dott. Bruno Rago, Direttore Generale ed Amministratore Delegato di EUSA Pharma -. Il bisogno terapeutico dei pazienti affetti da tumore del rene metastatico è ancora largamente insoddisfatto. Per questo, vogliamo collaborare con le società scientifiche e con le Associazioni di Pazienti per promuovere la cultura e la sensibilizzazione verso questa neoplasia”.

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Intramoenia, Grillo: Da settembre segnalazioni dirette al ministero su liste attesa

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

«Voglio ordinare una materia oggi profondamente disordinata, ritoccata e non attuata per molte sue parti, e quindi interverrò per quello che è di mia competenza. Ribadisco l’impegno del mio Governo a intervenire su questo argomento e su quello delle liste d’attesa». Così il ministro della Salute Giulia Grillo, ospite della trasmissione ”Radio anch”io” in onda su
Rairadio1, ha evidenziato la volontà di cambiare la legge sull’intramoenia. La libera professione intramuraria si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell”ospedale stesso, a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa.
«Da settembre attiverò un canale diretto con il ministero per fare in modo che i cittadini mandino direttamente a noi le segnalazioni, ma ricordo che l’organizzazione e la gestione delle aziende sanitarie è delle Regioni» ha aggiunto il ministro. «Dentro la quale il ministero non può entrare. È però mancato l’impulso politico negli ultimi anni sulle liste d’attesa».
Il ministro, appena insediato, aveva chiesto alle Regioni un report sulla situazione delle liste d”attesa, ma «hanno risposto nei termini da me indicati la metà delle Regioni» sottolinea «ancora ne mancano tre, mi pare. Quello che ci dicono dovrebbe essere la verità» ha aggiunto Grillo «ma poi andrebbe verificato caso per caso. O faremo delle visite a campione o ci baseremo sulle segnalazioni dei cittadini. Comunque la normativa sulle liste d”attesa, su cui già stiamo lavorando, va rivista».

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Inps: Boeri si deve dimettere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

di Francesco D’Uva. Il presidente dell’INPS è venuto in audizione nella Commissione Parlamentare a fare politica. È venuto a dire degli 8 mila posti di lavoro in meno senza spiegare bene come ha fatto questa stima. Sappiamo che già il Ministro dell’Economia ha detto che non è una stima attendibile e se non fosse sufficiente quella del Ministero, c’è anche la stima degli uffici tecnici della Camera. Hanno voluto dire che questi dati non sono assolutamente collegabili al Decreto Dignità, quindi non possiamo fare altro che prendere atto che il presidente Boeri vuole fare politica. Gli auguriamo di farla, ma al di fuori dell’INPS e non dentro un’istituzione che deve essere terza e non deve certo dare tali opinioni su questa tematica, BOERI SI DEVE DIMETTERE!. (fonte: blog delle stelle)

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Precariato, non titolari: bene Decreto Dignità, ma servono controlli contro abusi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Precariato, non titolari: bene decreto Dignità, ma servono controlli contro abusi Prima l’Inps, poi Confindustria, non sono poche le critiche al Decreto Dignità (legge 87/2018) – pubblicato in Gazzetta il 14, e quindi in vigore, e ora in Parlamento per la conversione in legge – soprattutto per le misure che riguardano la stretta ai contratti a tempo determinato. Un provvedimento su cui l’Inps, settimana scorsa, aveva lanciato l’allarme della perdita di 8mila posti di lavoro ma, aveva detto Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo economico, nonché vicepremier, rispedendo al mittente le cifre, il Decreto è finalizzato ad accrescere i diritti dei lavoratori. Che effetti si prevedono sui posti di lavoro anche all’interno del settore? Ne abbiamo parlato con Francesco Imperadrice, presidente del sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, che commenta: «Le intenzioni sono buone ma bisogna vedere all’atto pratico. Quello che serve sono i controlli contro gli abusi».Intanto, vale la pena ricordare le principali misure: innanzitutto, come si legge sul Corriere Economia dell’altro ieri, «la loro durata massima dei contratti a tempo determinato scende da 36 a 24 mesi, il numero massimo dei rinnovi da 5 a 4. Tornano le causali, cioè l’obbligo di indicare il motivo per cui si fa ricorso a un contratto a termine e non a uno a tempo indeterminato, ma dopo il primo anno. Ad ogni rinnovo scatta un aumento dello 0,5% per i contributi a carico dell’azienda, che si cumula con quello dell’1,4% già previsto per finanziare la Naspi, l’indennità di disoccupazione. Sul pacchetto non sembrano esserci margini di mediazione. L’unica modifica, già definita ma da presentare con un emendamento della maggioranza, sarà l’incentivo per i contratti stabili: le aziende che trasformeranno un contratto a termine in un contratto stabile avranno indietro il contributo aggiuntivo dello 0,5%, recuperando il costo extra». È aperta la discussione su quando far partire le misure: «le nuove regole si applicano ai contratti a termine firmati a partire dall’entrata in vigore del decreto. Ma riguardano anche i rinnovi e le proroghe dei contratti già in corso. C’è il rischio che questi rapporti di lavoro non vengano rinnovati o prorogati, proprio per evitare la stretta prevista dal decreto» mentre un «altro nodo è quello dei voucher, i buoni per pagare i lavoratori a ore, di fatto cancellati dal governo Gentiloni per disinnescare il referendum della Cgil», per ora indicati per studenti, pensionati, disoccupati, con uno scontro anche all’interno della maggioranza: « La Lega preme per un allargamento più robusto non solo delle categorie di lavoratori ma anche dei settori in cui sarebbero utilizzabili».«Il decreto» è il commento di Imperadrice «ha sicuramente il pregio di venire incontro alle difficoltà, alle minori tutele e allo stato di incertezza dei collaboratori a tempo determinato, soprattutto fornendo un meccanismo che aiuti a stabilizzare quelle situazioni in cui il contratto a tempo determinato sostituisce di fatto l’assunzione indeterminata. Dopo due anni consecutivi di lavoro non ha davvero più senso parlare di tempo determinato. In generale, la necessità di ricorrere a un tempo determinato può essere in relazione a picchi di lavoro o a esigenze relative alla stagionalità. È chiaro che questa casistica, in questi limiti, va mantenuta, perché il rischio potrebbe essere che il datore si indirizzi verso scelte meno o per niente tutelanti per il collaboratore. Ma quando si va oltre questo uso, il danno per il collaboratore diventa insostenibile. Va detto comunque che quello che serve sono controlli sistematici contro gli abusi. Non serve fissare paletti rigidi, se poi non vengono fatti rispettare». Quanto alla perdita di 8mila posti di lavoro segnalata da Inps e dalla relazione tecnica al decreto, «probabilmente sono legati soprattutto alla possibilità prevista nel testo» ma che potrebbe essere modificata in Parlamento «di applicare le norme anche ai contratti in corso. In ogni caso, non è mai facile prevedere tutti i fattori che possono andare ad incidere sulle capacità di occupazione di un settore». ( by Francesca Giani fonte: farmacista33)

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Rilascio licenze postali

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Milano. Nexive, primo operatore privato del mercato postale in Italia, accoglie con favore la firma a cura del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio del decreto ministeriale, che definisce le procedure per il rilascio delle licenze speciali per i servizi postali relativi alle notifiche degli atti giudiziari e delle multe. Il principale operatore privato italiano, che a margine dell’ultima relazione AGCM aveva caldeggiato un’accelerazione del decreto attuativo a circa un anno di distanza dal DDL Concorrenza, si dichiara ora soddisfatta di questo importante passo avanti nel processo di liberalizzazione del settore postale.“Attendevamo da qualche mese questo decreto, che è l’ultimo atto amministrativo per portare a compimento la liberalizzazione del settore, e ci teniamo a ringraziare il Ministro Luigi Di Maio e il Senatore Vito Crimi che hanno proceduto con solerzia a finalizzare questo decreto”, dichiara Luciano Traja, Amministratore Delegato di Nexive. “Si tratta di una notizia molto importante per le aziende che come noi, quotidianamente, si cimentano nelle sfide di un mercato molto complicato, quale quello postale, in cui un operatore è ancora dominante. Ci faremo adesso parte attiva per diffondere presso i Comuni e le pubbliche amministrazioni questa innovazione normativa che potrà ridurre i costi della notifica di una raccomandata, cresciuti esponenzialmente in questi anni di monopolio. Siamo molto fiduciosi rispetto alla strada che stanno intraprendendo questo Governo e Parlamento, anche in relazione ad un altro segmento ancora ingessato da una regolamentazione poco market-friendly, ovvero il settore delle tariffe agevolate editoriali, dove vige un sistema poco premiante per la competizione e la libera concorrenza”.Nexive è il primo operatore privato del mercato postale nazionale. Con sede principale a Milano, nasce come TNT Post nel 1998 in seguito a successive acquisizioni di agenzie private di recapito e altre società di produzione e servizi del settore, tra cui lo storico marchio milanese Rinaldi L’Espresso. Nel 2014, TNT Post diventa Nexive: un cambio di nome che esprime la vision aziendale di essere la piattaforma per eccellenza nel recapito della posta e dell’e-commerce. Nexive raggiunge ogni giorno circa l’80% delle famiglie italiane attraverso 450 milioni di buste movimentate all’anno e il 100% delle famiglie con la sua rete di distribuzione parcel che nel 2017 ha movimentato circa 8 milioni di pacchi. Nexive impiega oltre 8.000 addetti e presidia il territorio italiano con una rete capillare di circa 1.700 punti tra filiali dirette, indirette e retail points.

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Insperity Second Quarter Earnings Conference Call Wednesday, August 1

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Insperity, Inc. (NYSE: NSP), a leading provider of human resources and business performance solutions for America’s best businesses, will release its second quarter earnings prior to the open of the New York Stock Exchange on Wednesday, August 1, 2018. A teleconference hosted by Insperity’s management will be held at 10 a.m. ET to discuss the quarter and business trends. Investors, analysts, media and other interested persons may access the call at 877-651-0053, conference i.d. number 6994006. The call will also be webcast live at http://ir.insperity.com. A replay of the conference call will be available at 855-859-2056, conference i.d. number 6994006, for one week after the call. The webcast will be archived for one year. The conference call script and updated company guidance for the third quarter and full year 2018 will be posted to the Insperity Investor Relations website.Insperity, a trusted advisor to America’s best businesses for more than 32 years, provides an array of human resources and business solutions designed to help improve business performance. Insperity® Business Performance Advisors offer the most comprehensive suite of products and services available in the marketplace. Insperity delivers administrative relief, better benefits, reduced liabilities and a systematic way to improve productivity through its premier Workforce Optimization® solution. Additional company offerings include Human Capital Management, Payroll Services, Time and Attendance, Performance Management, Organizational Planning, Recruiting Services, Employment Screening, Financial Services, Expense Management, Retirement Services and Insurance Services. Insperity business performance solutions support more than 100,000 businesses with over 2 million employees. With 2017 revenues of $3.3 billion, Insperity operates in 68 offices throughout the United States. For more information, visit http://www.insperity.com.

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FLEETCOR Technologies to Announce Second Quarter 2018 Results on August 2, 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

FLEETCOR Technologies, Inc. (NYSE:FLT), today announced that the Company will host a conference call to discuss second quarter financial results on Thursday, August 2, 2018 at 5:00 pm ET. Hosting the call will be Ron Clarke, chief executive officer, Eric Dey, chief financial officer and Jim Eglseder, investor relations. A press release with second quarter financial results will be issued after the market close that same day. The conference call can be accessed live over the phone by dialing (877) 407-0784, or for international callers (201) 689-8560. A replay will be available one hour after the call and can be accessed by dialing (844) 512-2921 or (412) 317-6671 for international callers; the conference ID is 13681872. The replay will be available until Thursday, August 9, 2018. The call will be webcast live from the Company’s investor relations website at http://investor.fleetcor.com/.FLEETCOR Technologies (NYSE:FLT) is a leading global provider of commercial payment solutions. The Company helps businesses of all sizes better control, simplify and secure payment of their fuel, toll, lodging and other general payables. With its proprietary payment acceptance networks, FLEETCOR provides affiliated merchants with incremental sales and loyalty. FLEETCOR serves businesses, partners and merchants in North America, Latin America, Europe, and Australasia. For more information, please visit http://www.FLEETCOR.com.

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Alliant Specialty Adds Danielle Maxey in Georgia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 luglio 2018

Alliant Insurance Services, the nation’s largest specialty insurance brokerage firm, has announced that Danielle Maxey has joined its Construction Services Group as Account Executive. In this role, she will continue to service clients operating in the construction and real estate industries.“Danielle is a passionate client advocate who is committed to providing extraordinary service,” said Peter Arkley, President, Alliant Specialty. “She has a strong network of contractors, real estate contacts, and insurance company relationships that will help Alliant expand in the Southeast.”Prior to joining Alliant, Maxey was an Assistant Vice President–Account Executive and Client Service Team Leader in the construction and real estate division for a large global insurance broker. There, she dedicated her career to being an integrated risk management advisor and an extension of her clients’ risk management team. Before her broker role, Maxey worked as an underwriter, focusing on casualty lines for trade and artisan subcontractors. Maxey joins Alliant with 13 years of insurance experience with various lines of coverage.Maxey is a graduate of Georgia State University, graduating cum laude with a bachelor’s degree in English. She holds a property and casualty (P&C) license in all 50 states. She is an active member in the community, volunteering with special needs individuals and veterans.

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