Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Archive for 11 luglio 2018

Unione europea: L’Italia è uscita sconfitta dal vertice sul fronte economico e sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

“Ora comprendiamo perché il Presidente del Consiglio Conte sia fuggito dal confronto in Aula ed abbia lasciato al Ministro degli Esteri Moavero il difficile compito di difendere i risultati fallimentari del Consiglio Europeo in una riunione notturna delle commissioni congiunte di Camera e Senato, affinché appunto non ci fosse risalto di stampa.
L’Italia, purtroppo, è uscita sconfitta dal vertice sia sul fronte economico, come era emerso sin da subito, sia su quello dell’immigrazione, su cui maldestramente si era invece rivendicata la vittoria”.
È quanto ha rilevato il Senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso intervenendo nel dibattito seguito alla relazione del Ministro Moavero, che “nella sua onestà intellettuale ha di fatto ammesso la dura realtà”.“Cosa farà a questo punto il Governo? – ha aggiunto Urso – Chiederà alla Nato, nella prossima imminente riunione, il Blocco navale del Mediterraneo? Su questo il Ministro ha escluso una richiesta in tal senso, parlando di generico impegno sul piano della informazione e contrasto al terrorismo. E come mai il Governo nel vertice è arretrato su tutte le questioni economiche, dalla proroga dei dazi alla Russia, alle decisioni sui nuovi limiti sui crediti deteriorati, che penalizzeranno le Banche e quindi i risparmiatori italiani? Purtroppo – ha concluso Urso – si tratta di una sconfitta dell’Italia, che andava nascosta a fronte delle tante parole, spesso a vanvera, declamate durante e dopo il vertice. Quanto accaduto in questi giorni peraltro dimostra che una cosa sono le dichiarazioni altra la realtà”.

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Unione europea e Brexit

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Non conviene uscire dall’Unione europea. Se qualcuno ha dubbi, può toglierseli osservando quello che succede nel Regno Unito.Sul piano politico la realtà britannica è evidente: l’Ukip, il partito che era nato con l’intento di portare il Regno Unito fuori dalla Unione europea è scomparso, sbugiardato per le falsità distribuite a piene mani durante la campagna referendaria per la Brexit. L’attuale premier Theresa May vede il suo governo sfaldarsi ogni giorno nello scontro tra i duri e i morbidi della Brexit.Nel mondo ci sono due potenze politiche ed economiche, gli Usa e la Cina, ai quali fa da contraltare l’Unione europea, che ha il 7% della popolazione mondiale, produce il 25% della ricchezza mondiale e spende il 50% in welfare. Non crediamo che il Regno Unito voglia diventare il 51esimo Stato degli Stati Uniti, il che sarebbe una sorta di nemesi storica: il colonialista colonizzato; isolarsi, con i processi in atto di globalizzazione, vuol dire essere stritolati (questo vale anche per i nostri sovranisti che sognano ancora la Repubblica Veneta). Dunque, alla premier May non rimane che trattare con l’Unione europea, al meglio, certo, per entrambe le parti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’Europa dei popoli si affaccia sulla scena politica italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

borghezio.jpgIeri, in Regione Lombardia, il consigliere leghista Massimilliano Bastoni, ha ospitato la prima riunione del comitato di redazione della rivista (online e stampata in 50.000 copie a diffusione militante) Idee per l’Europa dei Popoli, edita dalla omonima Fondazione, presieduta dall’eurodeputato Mario Borghezio. Certo, il giornale nasce per volontà del noto esponente leghista ma si tratta di una iniziativa culturale ed editoriale assolutamente trasversale che si rivolge a tutta l’area “identitaria, patriottica e sovranista”, insomma, a quella “lega delle leghe” invocata da Matteo Salvini a Pontida. Infatti fra la quarantina di partecipanti alla vivace assemlea, erano presenti: il Prof. Angelo Ruggero (presidente Associazione AESPI), l’avvocato Renato Maturo (presidente associazione culturale Grande Milano), il Principe Patrizio Tomassini Paternò Leopardi, il Prof. Massimilliano Bonavoglia (Università E-Campus), il Prof. Gianfranco Benedetto (Università LIUC), Franco Seminara (dirigente del sindacato nazionale UGL), l’avvocato Andrea Potukian (Comunità Armena), Giancarlo De Col (Accademia Costantiniana), il Conte Alberto Uva, Pietro Fraccavento e Marina Frezzotti (del movimento internazionale Eurasia del filosofo russo Alexandr Dugin), Romolus Popesco (Comunità Romena), Giuseppe Azzinari (del movimento Interesse Nazionale del filosofo Diego Fusaro), Andrea Cangini e Mario Rizzo. Diversi gli esponenti della destra, fra questi: il “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini (braccio destro organizzativo di Borghezio in questa operazione metapolitica), Attilio Carelli (segretario nazionale della Fiamma Tricolore), Stefano Di Martino (monarchico ex AN, già vice presidente del consiglio comunale di Milano), Giovanni Bucci (vice sindaco di Garbagnate Milanese), Fabio Flenda (Libertà Nazionale) ed una delegazione del movimento Lealtà Azione. Direttore il giornalista professionista Prof. Andrea Rognoni, storico intelelttuale di area leghista, editore il destroide romano Luciano Luccarini che già edita Il Candido e Il Borghese. (AFFARI ITALIANI)

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Negli ultimi 10 anni gli stranieri residenti in Italia sono aumentati di 1,825 milioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Risultano, quindi, un +57,5%, mentre gli italiani sono diminuiti di 325 mila unità (passando da 55.568 a 55.243 milioni) con un calo dello 0,6%. Considerando che i quasi 5 milioni di residenti stranieri in Italia hanno un’ età media di 34 anni, inferiore di 11 anni a quella degli italiani, l’invecchiamento della popolazione italiana e la bassa natalità sono stati compensati dagli immigrati stranieri di prima e di seconda generazione, anche sul fronte del mercato del lavoro. Edilizia, pulizie e cura degli anziani sono i settori che contribuiscono a garantire ai lavoratori stranieri regolari un tasso di occupazione maggiore (60,6%) rispetto a quello degli italiani (57,7%). Sono questi gli esiti della ricerca “Il lavoro degli stranieri nel 2017, evoluzioni e caratteristiche” realizzata dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.

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Scuola: Organici, tra pensionamenti mancati e posti liberi ci sono comunque 70mila assunzioni da fare subito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Le stime di 25mila docenti e quasi 10mila Ata che hanno diritto a lasciare il lavoro per essere collocati in pensione sono state confermate dal Miur. Una parte, però, potrebbe saperlo all’ultimo o essere costretto a rimanere in servizio un anno in più perché l’Inps non farebbe in tempo a lavorare le pratiche. Per il sindacato, quanto sta accadendo rappresenta l’ennesimo danno prodotto gratuitamente nei confronti del personale scolastico: qualora dovesse essere impedito a dei dipendenti della scuola di andare in pensione, pur avendone i requisiti, è chiaro che l’Anief interverrà, se vorranno, in loro difesa, chiedendo un risarcimento, sia per avere costretto del personale a lavorare un anno in più rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, sia in difesa del personale di ruolo e precario a sua volta danneggiato. Questi ultimi, infatti, non hanno potuto, rispettivamente, spostarsi sul posto che andava liberato, in fase di mobilità, né essere assunti a tempo indeterminato su quella cattedra che andava resa vacante e disponibile. Poi ci sono, comunque, da coprire altri 50 mila posti vacanti, tra turn-over con le vecchie regole precedenti all’ultima riforma delle pensioni, posti residuali delle immissioni in ruolo già autorizzate e posti vacanti e disponibili fino al 31 agosto dell’anno successivi. Per non parlare dei 40mila in deroga, senza titolare, del sostegno. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo l’impressione che Miur e governo vogliano prendere a pretesto questo problema per limitare il contingente delle immissioni in ruolo. Ammesso che siano anche 10mila i docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari ad avere il via libera tardivo o differito verso la pensione, rimarrebbero almeno altre 70mila assunzioni da realizzare subito. I posti ci sono. Se poi contiamo altri 40mila posti in deroga del sostegno, facendo cadere il vincolo della Legge Carrozza 128/13, allora le assunzioni in ruolo diventerebbero oltre 100mila. E non si mettano avanti, come al solito, le resistenze del Mef: vanno superate, perché c’è un impegno forte dell’attuale Esecutivo nello stabilizzare un alto numero di precari, l’unica vera arma da utilizzare per abbattere quella supplentite cronica, di cui è ben cosciente anche Bruxelles, che il governo precedente, con le azioni fallimentari contenute nel Jobs Act e nella Buona Scuola, non ha nemmeno scalfito. Senza dimenticare che se dovesse passare ‘Quota 100’, senza limitazioni anagrafiche, allora ci sarebbero altri 150mila docenti e Ata a chiedere di andare via nel giro di anno, mettendoci finalmente alle spalle quel precariato storico sempre più difficile da sradicare. È possibile avere informazioni ulteriori o presentare direttamente ricorso per chiedere di ottenere l’assunzione a tempo indeterminato, un risarcimento adeguato per il danno cagionato, l’assegnazione degli scatti stipendiali automatici per tutto il periodo di precariato e l’estensione dei contratti nei mesi estivi.

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La fascia di ulivi tra Assisi e Spoleto primo sito italiano inserito fra i patrimoni FAO

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Perugia. C’è un elemento senza il quale l’immenso patrimonio architettonico e culturale di cui l’Umbria è ricca non sarebbe altrettanto unico. Un oceano verde che si estende per 9212 ettari ed è composto da un milione e 200mila piante di ulivi coltivati tra Spoleto, Campello sul Clitunno, Foligno, Trevi, Spello e Assisi: un tesoro naturalistico e agricolo unico al mondo che rende l’Umbria famosa in tutto il mondo al pari delle sue città e borghi. D’ora in poi la “Fascia olivata Assisi-Spoleto” sarà ricordata per un altro aspetto. È infatti il primo sito italiano ad essere stato inserito nella lista dei Globally Important Agricultural Heritage Systems (GIAHS) dalla FAO, l’organizzazione dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione.
Il programma GIAHS nasce con lo scopo di selezionare a livello planetario i paesaggi che si distinguano per la la ricchezza della loro biodiversità e per essere caratterizzati da un virtuoso rapporto tra comunità umana e ambiente circostante. Attraverso il progetto, la FAO punta a tutelare le tecniche tradizionali di gestione agricola per poi utilizzarle come strumento di sviluppo sostenibile dei territori tutelati. In questo modo, la tutela del paesaggio tradizionale diventa un fattore di promozione producendo vantaggi alla popolazione locale.“Questo riconoscimento è il frutto di una sinergia virtuosa tra pubblico e privato. Il risultato non sarebbe stato possibile senza lo sforzo di dialogo e la collaborazione tra i sei Comuni coinvolti, le realtà produttive e il know how di cui l’Umbria è ricca. È la dimostrazione che quando tutti remano in una stessa direzione e con obiettivi condivisi, tutto è possibile“ spiega Mauro Agostini, direttore generale di Sviluppumbria, Agenzia della Regione Umbria per la competitività e la crescita economica regionale. “I benefici che si attendono dall’inserita all’interno dei Giahs FAO sono molteplici” prosegue Agostini “Tra questi c’è l’incremento del valore economico dell’olio di oliva prodotto lungo la Fascia, la valorizzazione sociale, culturale, economica e turistica del territorio, la tutela della biodiversità dell’olivo e la conservazione e il ripristino del paesaggio a rischio vulnerabilità”.
“La decisione della FAO – aggiunge inoltre il sindaco di Trevi, coordinatore del progetto, Bernardino Sperandio – è anche un riconoscimento di caratura mondiale per le tante generazioni di agricoltori che, nei secoli, hanno impostato la produzione utilizzando unicamente le risorse naturali dei nostri luoghi e hanno saputo adattare le loro pratiche di gestione alle esigenze e peculiarità del territorio”.
L’inserimento nel programma FAO-GIAHS è stato ottenuto dopo un’attenta valutazione dei tecnici dell’organizzazione internazionale su cinque parametri: biodiversità agricola, un sistema di conoscenze e tradizioni locali, un insieme di valori condivisi, il sostentamento economico della popolazione e le caratteristiche peculiari e uniche del paesaggio in esame.
“È proprio il clima a rappresentare uno dei fattori peculiari che rendono unica e straordinaria la Fascia olivata Assisi-Spoleto, serbatoio di grande biodiversità” spiega Leonardo Laureti, dottore agronomo e produttore olivicolo, che ha collaborato al dossier per la candidatura FAO “A differenza delle regioni in cui tipicamente viene coltivato l’olivo, che sono bagnate dal mare, la nostra ha con un clima continentale. Si verificano così forti escursioni termiche, con inverni molto rigidi, mentre le estati possono essere estremamente calde. Statisticamente (ogni trent’anni circa) sopraggiunge una gelata che può provocare ingenti danni alle piante. Questi fattori, che possono apparire come delle “sventure”, sono in realtà la chiave del successo perché assicurano al prodotto finale un’eccellenza assoluta di qualità. Inoltre, a questi elementi se ne aggiunge un altro di natura pedologica. I monti della fascia pedemontana della catena preappenninica presentano un terreno calcareo che assicura agli olivi un drenaggio ideale, evitando ristagni idrici.”“Nel corso dei decenni la varietà di olivo tipica di questo territorio, il Moraiolo, si è adattata a queste particolari condizioni pedoclimatiche producendo un olio ricco in polifenoli con un carattere olfattivo erbaceo e spiccate note amare e piccanti, apprezzato in tutto il mondo.” conclude Laureti.
Ma l’annuncio della FAO potrebbe non essere l’unico riconoscimento mondiale per l’importanza della tutela della fascia olivata Assisi-Spoleto. Anzi, il suo inserimento nella lista dei GIAHS potrebbe dare impulso a un altro obiettivo. Ancora più ambizioso: l’inserimento nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. “Anche in questo caso – spiega Sperandio – occorre attendere la fine di una complessa procedura di candidatura all’UNESCO per la quale si rendono necessari approfonditi studi ed analisi in tema di patrimonio ambientale e paesaggistico. A quel punto, i nostri olivi potrebbero diventare un sito di eccezionale valore universale”.

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L’Académie Notre Europe, le vivier d’idées nouvelles sur l’Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

L’Institut Jacques Delors ouvre les inscriptions pour la deuxième année de l’Académie Notre Europe, un parcours citoyen à destination des jeunes (pour qui il est gratuit) de 18 à 30 ans, et des journalistes, de tous horizons, comprenant des conférences, des rencontres, des séminaires, des cafés-culture, des déjeuners-débats, des ateliers et des voyages, en présence de grands témoins, praticiens et experts de la construction européenne. L’Académie est un lieu d’échange et de débat, qui respecte la pluralité des opinions, y compris les plus critiques à l’égard de l’UE.Plus qu’une formation, l’Académie Notre Europe se veut, grâce à la participation active de ses membres, un vivier d’idées nouvelles pour l’Europe, loin de la bulle bruxelloise. C’est pour cela que nous sélectionnons des jeunes et des journalistes d’horizons divers, aux parcours les plus variés, sans condition de diplôme ni de connaissances spécifiques sur les affaires européennes.Les sessions ont lieu un seul vendredi par mois à Paris, de novembre à juin, ce qui permet à celles et ceux qui suivent une autre formation ou qui travaillent, de suivre plus aisément les travaux de l’Académie.La première année de l’Académie, qui vient de se clore, a été riche en échanges et en idées nouvelles. Une trentaine de jeunes et une dizaine de journalistes aux profils très divers, ont eu l’opportunité de débattre avec des experts et des décideurs au cœur des politiques européennes et nationales dont :
Enrico Letta, ancien président du Conseil italien, doyen de l’École des affaires internationales de Sciences Po, président de l’Institut Jacques Delors
Pascal Lamy, ancien directeur général de l’OMC, président emeritus de l’Institut Jacques Delors
Herman van Rompuy, premier président du Conseil européen et du sommet de la zone euro
Franz Neueder, représentant Europe – Allemagne
Michael Roth, secrétaire d’État aux affaires européennes – Allemagne
Nathalie Loiseau, secrétaire d’État aux affaires européennes – France
Christoph Wolfrum, négociateur du Brexit – Allemagne
Franziska Brantner, députée BÜNDNIS 90/DIE GRÜNEN au Deutscher Bundestag
Pervenche Berès, groupe de l’Alliance progressiste des socialistes et démocrates
Laszlo Andor, ancien commissaire européen à l’emploi
Olivier Bailly, chef de cabinet de Pierre Moscovici
Joaquin Almunia, ancien Vice-Président de la Commission européenne
Jonathan Faull, ancien Directeur général de la Commission européenne, ancien chef de la task force chargée des questions stratégiques liées au référendum britannique. Et beaucoup d’autres.

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Dove collocare il Comitato nazionale per la produttività

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Il presidente del CNEL, Tiziano Treu, ha espresso oggi al Ministro degli Affari Europeo, Paolo Savona, l’auspicio che il Comitato nazionale per la produttività – previsto dalla raccomandazione del Consiglio UE – venga realizzato all’interno del Cnel, seguendo l’esempio di altri Paesi.
“La produttività di un Paese è un fattore essenziale per la sua competitività nello scenario economico internazionale – ha sottolineato il presidente Treu – e richiede un’attenta analisi per indirizzare al meglio gli investimenti e per definire le riforme strutturali. Come già avviene in molti Paesi, il board potrebbe essere istituito all’interno del CNEL con l’ulteriore vantaggio che sarebbe così in contatto con tutti gli altri membri del CESE, il Comitato Economico e Sociale Europeo”.
Il comitato nazionale per la produttività dovrebbe essere istituito in attuazione della Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 20 settembre 2016 (2016/C 349/01), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 24 settembre 2016, che richiede ai singoli Stati membri di costituire al proprio interno, entro il 20 marzo 2018, un “National Productivity Board” del Consiglio dell’Unione Europea del 20 settembre 2016 (2016/C 349/ 01) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europa del 24 settembre 2016. Al Ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona – presente oggi al CNEL per il Debriefing del Consiglio UE del 28 e 29 giugno alle parti sociali – è stato segnalato come molti Paesi abbiano già provveduto ad istituire il Comitato e la maggioranza di questi lo abbia collocato proprio presso il Comitato Economico e Sociale (Danimarca, Lussemburgo, Irlanda) o presso un Organismo pubblico di analisi economica (Olanda, Slovenia, Portogallo, Ungheria, Romania, Grecia). Soltanto Francia e Lituania, contravvenendo le raccomandazioni UE, hanno istituito il Comitato presso la Presidenza del Consiglio o il Ministero dell’Economia. “Con la creazione del Comitato presso il CNEL si riuscirebbe a garantire un approccio sistemico, l’indipendenza e l’esercizio a costo zero del Comitato. Il Governo avrebbe poi l’ulteriore vantaggio – ha concluso Treu – di ricevere analisi, pareri, progetti o proposte già discusse e condivise dalle parti sociali rappresentate presso il CNEL”

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Raggi, i romani e i media

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

I difficili rapporti tra i romani e gli amministratori locali sanno di antico e sono stati quasi sempre conflittuali. Cosa avrebbe potuto assicurarci un cambiamento con l’attuale gestione del Campidoglio con la prima donna sindaco? Alle sue spalle, tra l’altro, ha un Movimento che si è conquistata la fama d’essere costituito da persone oneste e di buona volontà e soprattutto fortemente critico con gli inciuci partitici del passato.
Se vado a ritroso, diciamo, fino a trenta-trentacinque anni fa e poi risalgo la china sino a tutt’oggi con la lettura della cronaca locale e rispolverando il mio archivio personale mi sembra di fare copia-incolla con i malanni odierni. E allora perché tanta intolleranza per certi problemi tuttora irrisolti come se la Raggi possedesse la bacchetta magica della fatina e che con un colpetto qua e là potesse offrirci in un baleno uno spaccato della capitale nuovo di zecca? Ma a questo punto mi chiedo: sta proprio qui l’origine di tanta insofferenza che si percepisce tra la gente? O è qualcosa che si accumulata nel tempo e che ora l’attesa, sia pure giustificabile, non è più tollerata?
Di certo posso dire che il feeling con i romani ha perso consistenza e le voci di dissenso crescono anche tra gli stessi iscritti al Movimento 5 Stelle sebbene la posizione ufficiale è di pieno sostegno alla Raggi.
A questo punto non mi interessa tanto elencare le cose che continuano ad andare male, ma di capire l’irrequietezza dei romani per una sindaca che non sentono più rappresentativa, di fiducia e, a dispetto delle avversità, da sostenere. E’ forse colpa dei media che non perdono occasione per attaccarla ferocemente? Forse, sebbene nutra in proposito qualche dubbio. La mia convinzione è di tutt’altra natura. La Raggi, a mio avviso, ha perso il contatto con i romani, non parla con loro, ma lo fa solo a mezzo stampa e in forma del tutto asettica, non espone loro con franchezza i suoi crucci di amministratrice. Mesi fa suggerii in proposito alla sindaca di coinvolgere i romani nella gestione pubblica, di renderli in qualche modo compartecipi coinvolgendo il volontariato, la disponibilità di chi, come i pensionati, hanno la possibilità d’osservare e di riferire e di permettere loro di comunicare e di trovare dall’altra parte della cornetta chi prende nota dell’informativa e agisca di conseguenza in tempo reale. Roma è o non è dei romani, da chi da anni vi risiede e aggiungerei dei turisti, di quelli che l’amano e non la sporcano? (Riccardo Alfonso direttore agenzia stampa Fidest)

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Roma Capitale: Negare l’evidenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Era già successo pochi mesi dopo l’elezione della sindaca Virginia Raggi: Bebbe Grillo, davanti ad una miriade di giornalisti, tv e radio, aveva affermato che Roma era pulita. Grande risonanza mediatica, tanto che una giornalista bolognese me ne aveva chiesto conferma. Come allora, Roma, non è pulita. Pochi giorni fa, Grillo ripete la scena con una dichiarazione sulle buche stradali: non ci sono.
E’ un comico, dice qualcuno, e le battute grilliane vanno prese così, dette, appunto, da un comico. Il problema è che, a causa delle buche stradali, qualcuno è morto, altre sono rimaste ferite, altre ancora hanno subito danni ai propri mezzi. Come si fa ad essere comici di fronte alla tragedia? Il problema della Capitale d’Italia è che sul più alto seggio di palazzo Senatorio, quello del primo cittadino, non siede nessuno, nel senso che manca una guida. Non a caso Virginia Raggi, è soprannominata la “non sindaca”.A più di due anni dal suo insediamento la sindaca Raggi non ha, non diciamo risolto, ma affrontato concretamente i problemi di Roma: la città continua ad essere sporca, i mezzi pubblici sono tali solo di nome, i giardini e i parchi in stato di abbandono, il degrado diffuso. Un caso eclatante serve a dare il quadro della situazione: alcuni fondi del Giubileo del 2015 non sono ancora stati spesi mentre si chiedono soldi al governo.”Il vento è cambiato”, ripeteva con veemenza la sindaca Raggi, battendo la mano sul tavolo. Più che cambiato, non c’è proprio. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Le Competenze innovative per il Lavoro di domani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Roma, a Trastevere, lunedì 16 luglio alle 9.30 fino al pomeriggio aula magna Regina della John Cabot University (JCU) Che tipo di competenze dovranno possedere i nostri giovani per trovare occupazione domani? Come attrezzarli di fronte a innovazioni tanto repentine? Qual è il ruolo dell’università? Il modello anglosassone rimane quello vincente? Di tutto questo si parlerà nel corso del dibattito “Competenze innovative: il lavoro che ti aspetta”. Manager ed esperti apriranno una finestra sulle future innovazioni nel campo aziendale e si confronteranno con studenti, ricercatori e addetti ai lavori. In particolare, saranno presenti Angela Paladini, direttrice Risorse umane Emea della Johnson & Johnson; Michele Riela, vicepresidente Vertical Solutions di Olivetti; Iliana Totaro, Head of People Development di Enel Group; Pietro Paganini, professore di Business Administration e fondatore di COMPETERE. Modererà Antonella Salvatore, docente di Marketing e direttore del Career Services della JCU.«Il lavoro si trova e si crea quando si hanno le competenze, le conoscenze e l’esperienza che risponde alle esigenze del mercato. Si trova, quando si hanno le cosiddette soft skills, ma soprattutto la capacità di comprendere il cambiamento e di adattarsi a esso, un fattore che va al di là del puro sapere. In questo senso, l’università, oltre a un luogo di specializzazione, deve essere un ambiente aperto, dove sperimentare e capire i processi, in modo da anticiparli», ha spiegato il professor Pietro Paganini.«Secondo la nostra ultima statistica, nei primi sei mesi del 2018 il 30% degli studenti e dei laureati JCU, percentuale che costituisce la maggioranza, ha trovato collocazione nei settori Comunicazione, Marketing e Digitale. Il dato per ora conferma il trend del 2017», ha dichiarato la professoressa Antonella Salvatore.

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Roma lancia primo distretto Smart Energy a Pietralata, avviato progetto SmartMed

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

È stato presentato presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini il progetto Smartmed, promosso dall’Assessorato alle Infrastrutture e dal Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana (SIMU), che risponderà al bando europeo – Smart Cities and Communities del programma Horizon 2020. A partecipare al progetto, lanciato con avviso pubblico da Roma Capitale a dicembre 2017, sono alcuni dei principali centri di ricerca, tra cui ENEA, CIRPS, CITERA e DIMA dell’Università Sapienza, DIE dell’Università di Tor Vergata, e Link Campus University, nonché le città mediterranee tra cui Siviglia, Marsiglia, Atene, Tirana, Zagabria, Limassol.
Il progetto propone Roma come città faro in un network di città mediterranee per testare e diffondere le migliori pratiche di efficientamento energetico in ambito urbano. Smartmed intende prestare particolare attenzione all’integrazione di soluzioni avanzate, alla possibile realizzazione di Smart Grid elettriche e termiche per la creazione di isole energeticamente indipendenti e Distretti Smart Energy, nonché all’introduzione di una quota crescente di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili nelle aree urbane.
La zona di Via Pietralata è quella individuata per realizzare il progetto ed essere l’area pilota di un distretto Smart Energy che possa quindi diventare autosufficiente dal punto di vista energetico attraverso l’utilizzo condiviso delle risorse locali. Una zona scelta sia perché è intenzione dell’Amministrazione valorizzare e rilanciare i quadranti meno centrali della Capitale e sia perché risponde ai criteri del bando europeo ed è quindi la più adatta dal punto di vista tecnico allo sviluppo del progetto. L’Amministrazione capitolina sta già portando avanti diverse iniziative volte al risparmio energetico di Roma Capitale tra cui il Piano Led, il Servizio Integrato Energia, la manutenzione e il potenziamento del parco impianti fotovoltaici, la riqualificazione energetica di immobili e appunto progetti europei per l’efficientamento energetico. Nella concezione innovativa dei Distretti Smart Energy tutte queste soluzioni convergono insieme ad azioni di coinvolgimento diretto dei cittadini e delle imprese residenti.Queste ed altre le azioni previste per contribuire al rilancio della Capitale sul tema del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale in coerenza con le “Linee programmatiche 2016-2021” della Sindaca Raggi.

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Musica Celtica Italia e Montelago Celtic Festival

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Roma 11 luglio, ore 21.30 Parco Schuster Via Ostiense 182/ Basilica di San Paolo sbarca il suggestivo e intramontabile fascino della musica celtica in un festival, The Rome Celtic Festival – Here comes the Dubliners, che vedrà sul palco la band leggenda della scena folk mondiale e della musica irlandese: i “Dublin Legends” insieme agli “Hurry up”, i “LyraDanz”, i “Mortimer McGrave” e i ragazzi della “ROIS Rome Irish Scottish Dance School”. Dopo tanti anni passati on the road, macinando migliaia di concerti con i “The Dubliners”, Thomas O’Brien, John O’Connor, Paul Watchorn e John Cannon tornano in Italia calcando il palco di Parco Schuster per un’ora e mezza di “Wild Rover”, “Whiskey in the Jar” ,”Irish Rover”, “Seven Drunken Nights” e tanta musica, trasformando l’area verde nel più grande festival celtico della capitale tra birra, danze e cultura celtica in collaborazione con Musica Celtica Italia e Montelago Celtic Festival.Un’inesauribile irrorazione di energia, un’emozionante esplosione di folklore celtico, una tangibile manifestazione del genio umano sono le garanzie offerte dagli autentici depositari della cultura musicale irlandese. La semplicità del prodotto musicale offerto data dalla sola presenza di voce, chitarre e violino è marchio di fabbrica delle leggende dublinesi, i cui brani sono conosciuti e amati in tutto il mondo. I “Dublin legends” non saranno però gli unici protagonisti del ROME CELTIC FESTIVAL. Al loro fianco si esibiranno gli “Hurry up”, i “LyraDanz”, i “Mortimer McGrave” e i ragazzi della “ROIS Rome Irish Scottish Dance School”.Gli “Hurry Up” nascono nel giugno 2017 e imperniano il loro progetto musicale sulla tradizione irlandese e scozzese con sonorità moderne e qualche incursione nella musica popolare italiana. ”LyraDanz” nasce dall’incontro di tre musicisti accomunati dalla passione per il folk e già affermati nel panorama della musica celtica, trad e da ballo, che quasi per sfida sperimentano l’utilizzo di strumenti inconsueti nel repertorio del bal folk, quali arpa o salterio ad arco, con la chitarra grande protagonista.I “Mortimer Mc Grave” presentano un repertorio di ballate e canzoni celtiche nello stile dei veri ”bravehearts” offrendo temi tradizionali e presentando le loro composizioni originali. I loro concerti hanno fatto il giro d’Europa riempiendo ovunque piazze e festival facendo ballare anche i pubblici più composti.La ROIS Dance School, attiva sul territorio romano da più di dieci anni, condivide e diffonde la passione per la danza irlandese e scozzese all’interno del contesto culturale e sportivo di Roma e del Lazio. Il loro spettacolo si incentra sulla fusione artistica tra la danza irlandese e scozzese in stretto connubio con la valorizzazione della provenienza romana dei suoi interpreti.

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DecretoDignità: una questione di priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Il Decreto Dignità che presto arriverà in Parlamento continua ad essere attaccato da destra e da sinistra con le più fantasiose motivazioni possibili. Questo è il segnale che siamo sulla strada giusta. Da un lato abbiamo il partito che ha devastato i diritti sociali dei lavoratori con l’introduzione del Jobs Act (leggete per esempio cosa scrive il Presidente della Regione Toscana per spiegare il caso Bekaert e che è passato alla storia per il condono miliardario della vergogna ai signori delle slot machines). Dall’altro abbiamo Berlusconi che si dice preoccupato per gli imprenditori. Lui che ha creato Equitalia che ha devastato la piccola e media impresa italiana si preoccupa per un provvedimento che elimina adempimenti burocratici folli come lo spesometro, il redditometro e lo split payment per le partite iva? Certo che no, è preoccupato perché non tuteliamo le lobby del gioco d’azzardo tanto care alle sue televisioni.
È vero: forse vietando la pubblicità all’azzardo nell’immediato perderanno dei soldi, ma lo Stato ha il dovere di tutelare prima di tutto i suoi cittadini. Un milione di persone malate di azzardopatia sono una ragione più che sufficiente per intervenire subito e con misure drastiche, infatti tutte le associazioni che si occupano di questi temi sociali sono al settimo cielo.Dire che il Decreto Dignità danneggia gli imprenditori perché tutela i lavoratori vuol dire continuare a ragionare con logiche vecchie. Abbiamo messo un freno al precariato perché stava rendendo insopportabili le condizioni di vita per tantissime persone. L’Italia fino all’approvazione del Decreto Dignità aveva molti meno vincoli per i contratti a termine rispetto a Francia, Germania e Spagna: tutte nazioni che rispetto a noi negli ultimi anni sono cresciute di più. Rendere incerta e instabile la vita delle persone non aiuta l’economia, è un’ovvietà che abbiamo sancito con una legge.Il Decreto Dignità non risolve in un colpo i problemi degli italiani, ma è il primo passo che indica la direzione che seguiremo. Prima i miliardi li spendevano per le banche e per aiutare le lobby dell’azzardo, noi abbiamo cambiato le priorità: adesso li spenderemo per rendere migliore la vita dei cittadini. (fonte blog delle stelle)

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I libici chiedono all’Europa di parlare con una voce unica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Chiedono di farlo con un messaggio univoco che rafforzi il coordinamento di tutti gli sforzi in atto. In accordo con il Primo Ministro, Fayiez Serraj, organizzeremo il prossimo 10 ottobre al Parlamento europeo, a Bruxelles, una giornata di lavoro sulla Libia, insieme all’Alto Rappresentante europeo per la Politica estera, Federica Mogherini. Questo incontro riunirà attorno ad uno stesso tavolo tutte le parti interessate ai diversi temi di cooperazione e all’organizzazione delle future elezioni democratiche in Libia. Vogliamo che il voto sia un momento di riconciliazione e di lavoro comune che, partendo dal consolidamento democratico, possa estendersi anche alla stabilizzazione economica e al sostegno alla ricostruzione”, ha annunciato il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, a conclusione della sua visita ufficiale a Tripoli.“Con la missione compiuta oggi, ho voluto sottolineare l’importanza di rafforzare le relazioni tra Ue e Libia. La stabilità del Paese è essenziale per la stabilità dell’Africa, del Mediterraneo e dell’Europa stessa. Per questo, dobbiamo lavorare insieme per promuovere crescita economica e sicurezza per il popolo libico e rafforzare, al contempo, le istituzioni, l’apparato statale e la sanità pubblica”, ha aggiunto Tajani.“L’Unione è pronta a fare maggiori investimenti in tale direzione, nel quadro del rifinanziamento del Trust Fund per l’Africa, approvato di recente dall’ultimo vertice del Consiglio europeo. Ora è fondamentale che la Libia intraprenda, con decisione, un percorso che conduca alle elezioni: tappa essenziale per il futuro democratico del Paese. Come concordato con il Presidente della Commissione elettorale, il Parlamento europeo è pronto a fornire tutta l’assistenza necessaria per il corretto svolgimento del voto, in collaborazione con i deputati europei e gli osservatori elettorali”, ha precisato il Presidente Tajani.
“Come l’Europa, anche la Libia è vittima dell’immigrazione fuori controllo. Non vogliamo più vedere morti, nel deserto o in mare. Per questo servono più risorse Ue per la cooperazione, per il rafforzamento del controllo delle frontiere meridionali e per la Guardia costiera. Dobbiamo intensificare la lotta senza quartiere ai trafficanti di esseri umani e armi. Ho proposto, quindi, di lavorare insieme a una ‘Lista nera’ che metta al bando i responsabili di queste attività criminali”, ha dichiarato Tajani.“Per essere pienamente efficaci, la nostra strategia deve affrontare le cause profonde dei flussi migratori. Serve un ‘Piano Marshall’ per l’Africa, finanziato dal prossimo bilancio Ue. Ci vorranno almeno 40 miliardi di euro, per mobilitare 500 miliardi di investimenti complessivi. L’obiettivo è gettare le basi per un’industria manifatturiera in Africa, capace di generare posti di lavoro e ricchezza nel continente. Solo così potremo offrire opportunità ai giovani africani nei loro Paesi, e dare loro speranza per il futuro”. “Mi batterò per fare in modo che una parte consistente di queste risorse siano usate per la Libia. Ma non basta, dobbiamo fare di più. L’ho detto con chiarezza ai capi di Stato e di governo Ue, in occasione dell’ultimo vertice a Bruxelles. Servono almeno 6 miliardi di euro da investire nel Mediterraneo, nei prossimi anni. La prossima settimana sarò a Niamey, in Niger, dove incontrerò anche i Presidenti dei Parlamenti dei Paesi del Sahel per discutere questi temi”, ha concluso il Presidente del Parlamento europeo.

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L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar ottiene il riconoscimento di IRCCS

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

L’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (in provincia di Verona) ha appena ottenuto dal Ministero della Salute il riconoscimento di IRCCS (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) nella disciplina “malattie infettive e tropicali”.
È il secondo ospedale in Italia ad ottenere il riconoscimento per questa disciplina, dopo lo Spallanzani di Roma. Alla guida del Dipartimento di malattie infettive e tropicali è Zeno Bisoffi, professore associato all’Università di Verona, già presidente della Società italiana di Medicina tropicale e della Federazione delle società europee di medicina tropicale e Salute internazionale.
L’Ospedale di Negrar si riconferma così punto di riferimento, fra l’altro, nello studio sulla malaria e i virus trasmessi da zanzare, problema quest’ultimo che si ripropone come ogni anno in questi mesi e “sul quale il nostro centro è attivo da oltre una decina d’anni”, spiega il professor Bisoffi. “La nostra Unità Operativa, assieme allo Zooprofilattico delle Venezie e all’Istituto di Microbiologia dell’Università di Padova, ha collaborato con la Regione del Veneto per creare un modello di riferimento di sorveglianza integrata, monitoraggio e controllo delle infezioni da virus trasmessi dalle zanzare come Dengue, Chikungunya e West Nile, cause ormai ben note di febbre durante la stagione calda”.
Le patologie trasmesse dalla zanzara tigre e dalla zanzara Culex, come febbri emorragiche e malattie neuro-invasive, oltre che la diffusione di questi insetti endemici alcuni da molti anni in varie zone d’Italia, sono costantemente monitorate e l’Unità Operativa del Sacro Cuore è coordinatore scientifico del progetto di sorveglianza epidemiologica delle “febbri estive” per il quale il Veneto è regione pilota. “Vale la pena sottolineare che il problema è assolutamente sotto controllo ed eventuali eccessivi allarmi non sono assolutamente giustificati” rassicura il Prof. Bisoffi che spiega: “Dal 2010 alcune centinaia di persone con febbre durante la stagione estiva sono state sottoposte a test, il che ha permesso di identificare tempestivamente i casi positivi e effettuare le conseguenti misure di controllo degli insetti vettori quando necessario” con azioni di disinfestazione.L’Unità Operativa di Malattie Infettive e Tropicali di Negrar raccoglie probabilmente la più ampia casistica nazionale nell’ambito delle malattie tropicali e parassitarie. Oltre alla malaria e alle infezioni trasmesse da zanzare, altre principali aree di ricerca e di cura sono la co-morbilità in malattie infettive e la strongiloidosi, patologia parassitaria riemergente e presente anche in Italia sebbene spesso misconosciuta: è causata dal nematode Strongyloides stercoralis, i pazienti sono in gran parte persone anziane che si sono infettate, magari in gioventù o da bambini, camminando in campagna a piedi scalzi, o toccando con le mani terriccio contaminato. Il sintomo più frequente è un prurito generalizzato e molto intenso, ma possono esserci anche lesioni varie sulla pelle (da grattamento e non), dolori addominali ricorrenti e a volte crisi asmatiche. La malattia può diventare rapidamente grave e mortale in caso di immunodepressione, ad esempio in soggetti trattati con cortisone o con farmaci anti-rigetto nel caso di trapianto. Le ricerche coordinate dall’équipe di Negrar hanno permesso di evidenziare la probabile presenza di migliaia di soggetti anziani portatori (quasi sempre del tutto ignari) dell’infezione nelle sole regioni dell’Italia del Nord.
Altro settore di ricerca e cura sono altre cosiddette Neglected Tropical Diseases, cioè, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie tropicali dimenticate perché a lungo trascurate dalla ricerca e dalla sanità pubblica. Colpiscono soprattutto soggetti provenienti da Paesi a basso reddito, della fascia tropicale-subtropicale, ma non solo, come ad esempio la malattia di Chagas, una parassitosi che interessa soprattutto la popolazione di origine sudamericana, o la schistosomiasi, infezione causata da parassiti trematodi diffusa in molte aree tropicali, che in fase acuta può colpire anche il viaggiatore che ha fatto incautamente bagni in acqua dolce in Paesi endemici.
Nessuna di queste malattie è direttamente contagiosa, ma ciascuna può rappresentare un problema clinico potenzialmente molto grave quando non mortale per le persone che, il più delle volte inconsapevolmente, ne sono affette.

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L’arte a Firenze tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Firenze Le Gallerie degli Uffizi Piazzale degli Uffizi, 6 sala 35 dell’ala di ponente degli Uffizi, omaggia un ritrovato rispetto per il principio narrativo cronologico della Galleria. I tre dipinti in essa ospitati furono eseguiti per edifici di culto e per questo motivo, nel nuovo allestimento, è stato scelto di dipingere i muri di questa stanza a spatola, ripetendo la tecnica antica, in un colore grigio pallido che rievoca le pareti delle chiese dell’epoca. Le opere sono state inserite, come è stato fatto negli ultimi allestimenti delle sale di Caravaggio e del ‘600 e di Michelangelo e Raffaello, in teche che garantiscono una situazione microclimatica ottimale, riducendo al minimo l’impatto del calore e dell’umidità prodotti dall’ingente flusso turistico. Inoltre le teche sono chiuse da speciali vetri che annullano gli effetti di rifrazione della luce, a tutto vantaggio dei visitatori che potranno ammirare le opere senza l’interposizione di barriere apparenti.
Entrando a sinistra è il Battesimo di Cristo, eseguito per la chiesa di San Salvi nel 1475-78, anni in cui l’artista ancora collaborava con il Verrocchio: l’opera testimonia sia le divisioni dei compiti all’interno delle botteghe, sia il salto stilistico e tecnico tra il maestro e l’allievo. Leonardo, infatti, per le parti da lui eseguite si avvalse della pittura a olio, molto più adatta ad ottenere gli effetti di sfumato per cui diventerà poi celebre. Al solo Leonardo si deve l’elegantissimo angelo di profilo che regge la veste di Cristo, tanto sublime da far nascere la leggenda (riportata da Vasari) secondo cui Verrocchio, sopraffatto dalla superiorità di Leonardo, da lì in poi abbandonò per sempre la pittura. Sulla parete di fronte è esposta l’Annunciazione, proveniente dalla chiesa di Monteoliveto, con un angelo così reale e materiale da proiettare la propria ombra sul prato fiorito, mentre atterra, chiudendo le ali, chiaramente studiate dal vero su quelle degli uccelli. Sullo sfondo, un paesaggio di mare e montagne in cui la simbologia mariana si traduce in una prova tra le più alte dell’artista sulla resa atmosferica dei “lontani”.
Al centro della sala si ammira l’Adorazione dei Magi, commissionata dai canonici regolari agostiniani per la chiesa di San Donato a Scopeto, e lasciata incompiuta al momento in cui Leonardo partì per Milano, nel 1482. Restaurata recentemente dall’Opificio delle Pietre Dure, grazie al finanziamento degli Amici degli Uffizi, con un lavoro di oltre cinque anni che rimarrà alla storia anche per le innovazioni metodologiche adottate e per gli straordinari risultati ottenuti, la pala è come una grandissima pagina di appunti, con alcuni brani più avanzati, altri appena accennati, tanto che guardandola pare quasi di partecipare al processo creativo di Leonardo stesso. Questo miracolo di immedesimazione sarà ora possibile per tutti i visitatori, che possono fermarsi a inseguire con gli occhi, sulla superficie, la ricchezza di idee, dettagli, episodi. “Il nuovo allestimento – sottolinea Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – non solo è studiato per permettere un tipo di visita lenta, meditata, in cui il visitatore può confrontare le opere e capire l’evoluzione stilistica di Leonardo giovane, ma rende anche giustizia alla storia dell’arte, collocando le opere dell’artista immediatamente dopo le sale dedicate al ‘400 fiorentino. Essa fa parte di una serie di cambiamenti messi in atto per adeguare gli Uffizi alle necessità di comprensione del pubblico e ai primari principi educativi cui il museo è improntato”.Maria Vittoria Rimbotti Colonna, presidente delle associazioni Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi afferma con legittimo orgoglio: “Questa nuova sala segna il culmine nella storia della nostra associazione. Per gli Amici degli Uffizi aver potuto collaborare al restauro del capolavoro di Leonardo da Vinci e al riallestimento della sala, insieme ai Friends, è stata un’esperienza ricca di grandi emozioni e di scoperte. Non sempre dei donatori privati possono avere il privilegio di accedere ad imprese così stimolanti, accanto ad opere d’arte di tale rilievo e importanza. Siamo quindi fieri di aver condiviso un traguardo così prestigioso con la nostra Galleria e di aver realizzato quello che è il massimo desiderio di ogni mecenate”.

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Incredibile indagine per sequestro di persona a carico di polizia che trattiene clandestini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

“E’ inaccettabile che le leggi italiane possano consentire ad un pubblico ministero, nel caso quello della Procura di Trieste, di tenere sotto indagine 7 poliziotti per 6 anni con l’incredibile accusa di sequestro di persona, solamente perché gli agenti hanno applicato la legge trattenendo clandestini su cui pendeva un decreto di espulsione”: è quanto dichiara il Questore della Camera dei Deputati, Edmondo Cirielli, responsabile Giustizia di Fratelli di Italia, annunciando un’interrogazione al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede“Credo che il ministro abbia il dovere di verificare se quel pubblico ministero nell’esercizio delle sue funzioni abbia agito realmente nell’ambito delle sue competenze, atteso l’indubbia e grave danno per gli appartenenti alla polizia erroneamente coinvolti” conclude Cirielli.

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Turnitin and Unizin Partnership Improves Research of Student Writing Performance and Outcomes

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

A new partnership between Turnitin and Unizin will give college and university instructors better data about how students write and revise their work. Turnitin has been at the forefront of academic integrity and writing solutions for 20 years, and Unizin is a consortium of top U.S. research institutions dedicated to improving access, affordability, and learner success in higher education. Unizin’s Data Platform creates a unified data portrait of students, which makes it easier for faculty to customize instruction and better understand likely student outcomes. Click to tweet.
Retention and graduation rates have been trending downwards at many colleges and universities in recent years. Successful higher education completion is related to students’ ability to meet their courses’ rigorous reading and writing demands. This partnership gives faculty access to improved insights and data around student writing, which allows them to identify areas where students may need support, provide targeted instruction, and ensure institutional academic integrity. A better understanding of student writing progress and performance could help more students successfully graduate.
“At the University of Iowa, we utilize these solutions to make grading easier for faculty and to detect plagiarism,” said Annette Beck, a director in the University of Iowa Office of Teaching, Learning & Technology. “The tools also help students develop their writing skills and understand academic integrity principles, contributing to their success throughout and beyond their academic experience.”
Turnitin Originality Check will generate and send data to the Unizin Data Platform, which consolidates and commonly models many other learning behaviors and data. Unizin universities will leverage Turnitin’s potent data capabilities along with the rich data from this platform to develop research, analytics, and services intended to continuously improve learning outcomes.“With the new Unizin agreement with Turnitin, we will now have access to information about students’ writing process and their reading process through the Unizin Engage platform,” said Anastasia Morrone, Associate Vice President for Learning Technologies at Indiana University. “Having this data in the Unizin Data Platform represents an exciting opportunity to explore how students’ reading and writing contribute to their overall success in college.” “Since its founding, Turnitin has joined forces with higher education institutions to provide advanced digital tools that safeguard academic integrity and promote 21st century skills,” said Turnitin CEO Chris Caren. “Partnering with Unizin allows us to serve even more of the top research institutions in the country and ensures that our upcoming products remain in alignment with the ever-evolving needs of the higher education space.” “We are thrilled to announce this partnership with Turnitin,” said Unizin Executive Director Rob Lowden. “In Turnitin, we have found a vendor who cares about the ecosystem, who sees in Unizin an opportunity to improve teaching and learning in higher education utilizing state of the art technology.”

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Insulet Partners with the International Diabetes Federation Europe to Support Advocacy Activities Across the Continent

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

Insulet Corporation (NASDAQ: PODD) (Insulet or the Company), the global leader in tubeless insulin pump technology with its Omnipod® Insulin Management System (Omnipod System), today announced it has entered into a partnership with the European Region of the International Diabetes Federation (IDF Europe) to collaborate on regional advocacy activities. This partnership provides broader access for Insulet to more closely engage with the European diabetes community.“We are delighted to partner with IDF Europe, which represents 71 national diabetes organizations in 46 countries across Europe,” said DJ Cass, General Manager, Insulet Europe. “Through its advocacy work, IDF Europe’s mission is to improve the health outcomes of its 570,000 members and we look forward to working more closely with them through this powerful collaboration starting with the Youth Leadership Camp in the Czech Republic.” The Youth Leadership Camp is an annual event organized by IDF Europe to provide a unique experience for young people with diabetes to learn skills to become ambassadors for change, while sharing knowledge and interacting with their peers from multiple countries. The 8th edition of the IDF Europe Youth Leadership Camp is taking place in the Czech Republic, July 8-14, 2018.“There are one million people living with Type 1 Diabetes in Europe and IDF welcomes the support of key industry partners, such as Insulet, so we can work together to advocate for improved diabetes care,” said Prof. Dr. Sehnaz Karadeniz, Chair, IDF Europe Region. “The corporate panel at our Youth Leadership Camp is always well received by participants and we look forward to another interactive session this year. IDF Europe values the essential role youths play in raising diabetes awareness as they represent the voices of the future and we encourage them to play an active role advocating for change.” Insulet’s partnership with IDF Europe will also include joint activities for World Diabetes Day on November 14, 2018 and several additional advocacy activities throughout the year to increase recognition for the diabetes community and to support policy change.

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