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Archive for 1 luglio 2018

I Talenti del Creative District conquistano Altaroma

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

grazia marino antonio falanga.jpgUn grande successo ad Altaroma, per la quarta edizione del Progetto “Creative District”, il progetto ideato da Antonio Falanga e Grazia Marino è un viaggio in compagnia dei creativi, dello Spazio Margutta, per luoghi e tradizioni che fanno del “vecchio continente”, come sempre, la culla della moda. Un tour per tempi mai vissuti ma plasmati da un’argilla esclusiva raccolta dal miglior substrato storico dai nuovi volti italiani dell’haute couture. La passerella del Creative District porta in scena le creazioni di: Gian Paolo Zuccarello, Asia Neri by Irene Mattei, Aline Oliveira, Antudo, Dàvorin Cordone e Sosud by Mario Costantino Triolo. Sei quadri moda presentati da Cinzia Malvini, una delle più accreditate giornaliste del fashion system, che diventa la guida verso questo viaggio tra le esclusività sartoriali. Difatti, Gian Paolo Zuccarello con lo splendore che lo contraddistingue ci porta nella Parigi anni ’50 e ci propone “Madeleine”. La Collezione Haute Couture F/W 2018-19 prende ispirazione da una fascinosa ballerina spagnola del Moulin Rouge. Acclamata ed ammirata di notte desidera che dello stesso bagliore risplenda anche durante il giorno mentre passeggia per i boulevard. La musa Madeleine, anche ad AltaRoma, indossa creazioni sartoriali che ne esaltano la bellezza e la femminilità, strette nel punto vita e laudative nell’eleganza degli scolli. L’affascinante donna concepita da Zuccarello ama essere protagonista ama essere protagonista con piume e cappelli, osa nei contrasti con colori forti e decisi (fondamentale l’accostamento cromatico concepito dal designer viola-verde, giallo- bero, rosso-rosa, blu-ceruleo che porta dentro la metafora del giorno e la notte nella vita di Madeline), veste solo tessuti pregiati, in fibre naturali, come il cachemire puro, velluti di seta, mikado di seta, chiffon, pizzi, cristalli e paillette.
falanga Gruppo creative district.jpgSi abbandona Parigi per compiere un salto spazio-temporale. Asia Neri by Irene Mattei apre la finestra della moda al XVII secolo spagnolo. Dettagli che sanciscono la collezione come un sistema culturale di significati. La complessità degli intrecci, la vistosità dei decori e la volontà di far divenire l’accessorio stesso parte dell’abito offrono regalità all’intera collezione. Il verdugale diventa così sovrastruttura e abbandona il suo spazio predefinito. Il corsetto non offre austerità e rigidità alla figura femminile bensì ne dona modernità e valorizzazione dei punti forte. Cappotti e cappe, in velluto, broccati e damascati sono arricchiti da frange. La seta è il tessuto principe nelle nuance del rosso (omaggio alla Spagna), del blu intenso, dell’oro, del bianco e dell’argento. Il ricamo d’oro è il file rouge della collezione. Per giungere al terzo quadro, si intraprende la traversata dell’Oceano Atlantico, fino a baciare la terra brasiliana madre di Aline Oliveira. La donna in passerella è briosa, coraggiosa e colorata: lo specchio degli anni ’80. Torna il trend, grazie alla Collezione di Alta Moda F/W 2018-19, della vita alta, delle spalle esagerate, delle pieghe, dei drappeggi e delle maniche bombate. Un inno alla gioia sia nella versione da giorno che in quella da sera. Si tratta di un plauso alla rivalsa della figura della donna che con estrosità e originalità puntava, ieri come oggi, a conquistare il mondo del lavoro. Emerge la donna con un nuovo ruolo, quello di lavoratrice, sottolineato anche dall’utilizzo di colori sgargianti e decisi come il viola, il lilla, il rosso, il bordeaux declinati nel cashmere, nel velluto e nella lana rasata. Gran finale con i voluminosi abiti da sera realizzati con tripla e cangiante organza, il falanga.jpgcady di seta e preziosi ricami Swarovski.Un moto rivoluzionario è quello offerto dalla donna di Antudo by Andy Leone, per la prima volta ad AltaRoma. Dai Vespri siciliani alla contemporaneità passando per un acronimo, per il profondo concetto di identità isolana e per i moti antiborbonici. Difatti la collezione The Lost Beauty racconta la storia dal punto di vista dei vinti. Strizza l’occhio alla denuncia e alla volontà di rivalsa del Mezzogiorno. Uno stile nippo-siciliano sposa la semplicità delle linee con i ricami simbolo dell’analisi identitaria siciliana in un parallelismo cromatico delle rispettive bandiere. Applicati in giallo sugli abiti i “denari”, il più prezioso dei quattro semi delle carte siciliane, simboleggiano la ricchezza e la prosperità, quelli in rosso invece il sangue versato, gli eccidi e i massacri, le cause di depauperazione in quella che non è la Terra di nessuno. La donna di Antudo è orgogliosa e piena di grinta; indossa abiti in tessuti naturali (seta, organza, cotone e viscosa), è impreziosita dai gioielli Antudo by GC Gaia Italian Handmade Jewellery.
Siciliano anche il penultimo stilista che ha illuminato di nera opalescenza, con le sue creazioni, il varco del Chiostro dell’Angelicum: Dàvorin Cordone. “Empowering Beauty” è la sua prima capsule collection. Dieci creazioni sartoriali si tramutano nell’emblema della potenza della donna. Porta in passerella il femmineo che è da contemplare, positivamente temere e al contempo auspicare di essere. Il nero regala la volontà della rivalsa per la donna incatenata ai pregiudizi nel corso dei secoli. Le piume e i ricami in Swarovski sottolineano la magnificenza della donna in quanto tale. È un’ode al “dark side” muliebre fatto di velluti, organze, pizzi, ricami, plissé e cristalli. Un’eleganza per i red carpet. A concludere Cinzia Malvini presenta Sosud Ouverture, progetto concepito dalle sorelle falanga3.jpgAlessandra e Roberta Carrozzo, acquisito in licenza dalla All In One Fashion Ltd e portato ad AltaRoma dal talentuoso Mario Costantino Triolo. Il Sud è il cuore pulsante di questa collezione: fonte di eterna ispirazione in sospeso tra le bellezze naturali del Salento e le sue città barocche. Penetra profondamente oltre le radici concettuali della tradizione e rivisita, grazie a tessuti fluenti e ad una super estensione delle linee, la contemporaneità della donna poiché, a suo modo di vedere, il concetto di alta moda non è da intendersi solo nella versione serale. Tre felpe oversize, pezzi unici, con pregiati e scintillanti ghirigori vengono accostate su gonne in chiffon dal diametro di 5 metri: evidente il contrasto dei pesi tessili e la volontà di giocare con le antitesi. Inoltre, gli abiti con effetti stampati tie-dye in fucsia richiamano la buganvillee e, nelle tonalità del blu, i colori del mare. Gli accattivanti tessuti in batik con fenici e fiori enfatizzano la serie di abiti presentati. Le decorazioni, interamente ricamate a mano, sono un omaggio al barocco salentino, trasposizione delle linee architettoniche curve di chiese e palazzi nobili. Si conclude così, per questa edizione, il viaggio Creative District in compagnia del blog di Gnoseologia della Moda e come accade ad ogni “rientro” si ha già voglia di intraprenderne un altro. (Photo e copyright Pietro Piacenti)

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Times, il singolo di The Leading Guy che ha conquistato Davidoff esce negli store e su Vevo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Times, il singolo di The Leading Guy, scelto dal famoso brand Davidoff per l’attuale campagna pubblicitaria Zest For Life, è finalmente disponibile negli store e su Vevo con un videoclip inedito. Il singolo, pubblicato da VignaPR / Sony Music Italy, punta, senza deviazioni, verso un suono incisivo e un impasto armonico pieno di colori.È un atto d’amore dichiarato verso la musica, appunto, quella che salva la vita e ti fa cantare con più convinzione: un carattere in cui Simone Zampieri, cantautore cresciuto artisticamente in Irlanda, dove ha vissuto per un lungo periodo, attenua le sue sfumature più melanconiche e si immerge in una coralità condivisa con moltissimi amici, da Taketo Gohara alla produzione (Vinicio Capossela, Negramaro, Motta) ad Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre, Filippo Pedol al contrabbasso, Mauro Ottolini ai fiati e Sebastiano De Gennaro alla batteria e percussioni.
La lingua è quella più adatta ad un pop di ampio respiro, l’inglese: espressione naturale, mai forzata, per il giovane cantautore, che con Times vuole soprattutto “raccogliere le forze” per spiccare un volo decisamente senza rete. Questo brano le annoda fra di loro: ha una melodia accattivante, che si propaga in fretta, e una ricchezza di toni, che gli permette di respirare a lungo, di arrivare un po’ ovunque. La musica colora il mondo e lo fa risuonare, proprio grazie a pezzi come questo e a chi li concepisce. The Leading Guy ha messo a frutto anni di scrittura e di canzoni ed è pronto a ripartire, verso nuove e più movimentate avventure. Il nuovo videoclip che accompagna il singolo ha come protagonisti due giovani sconosciuti, uno sguardo rubato e il desiderio di seguire il proprio istinto. Le immagini firmate da Stefano Poggioni, si snodano attraverso una rincorsa fisica ed emotiva ad un autobus tra le colline di provincia, metafora di un desiderio che va inseguito per diventare reale. Un video dal sapore cinematografico che, con la semplicità di una storia comune, vuole raccontare l’imprevedibilità, fatta di occasioni e di scelte. La voglia d’essere felici va spesso inseguita, perché a volte dopo una salita si trova qualcosa di prezioso, per cui sia valsa la pena mettersi in gioco.

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Sconti stabili, in occasione dei saldi estivi 2018, per l’Abbigliamento

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Secondo la studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni dell’Istat, stimando il trend di quest’anno, l’Abbigliamento registrerà un abbassamento dei prezzi del 21,1%, come a gennaio 2018, in leggera diminuzione rispetto allo scorso luglio, quando lo sconto si attestava al 21,9%.Peggiorano per le Calzature, che segneranno una ribasso del 20,4%, inferiore rispetto al -20,7% degli ultimi saldi invernali.Nel complesso, per Abbigliamento e calzature lo sconto sarà del 20,9%, in leggerissimo calo nel confronto con gennaio (-21%).Nel dettaglio, il record della convenienza spetta alla voce Indumenti, che con -23,2% registra la riduzione maggiore, stabile rispetto ai saldi invernali, ma in netta riduzione con riferimento agli ultimi estivi, -24,1%.Il ribasso minore, come sempre, spetta agli accessori (guanti, cravatte, cinture…), con un calo dei prezzi del 14%, in miglioramento con riferimento a gennaio (-12,6%), ma in peggioramento rispetto ad un anno prima (-15%).”Purtroppo ai commercianti non sembra bastata la lezione degli ultimi saldi invernali, quando la netta riduzione degli sconti praticati ha determinato, nel confronto con gennaio 2017, un crollo delle vendite del 2,7% per Abbigliamento e pellicceria e del 3,1% per Calzature, articoli in cuoio e da viaggio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se non vogliono ripetere il flop delle vendite, affossando i saldi, è bene che smentiscano con i fatti le nostre previsioni. Sono ancora in tempo a cambiare idea e a stupirci piacevolmente con sconti maggiori” prosegue Dona.”I dati Istat ci confermano che i ribassi solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono ben lontani da quelli effettivi. Insomma, l’abitudine di gonfiare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire. Per questo suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare e di non farsi incantare da sconti troppo elevati. L’ideale, in questi giorni che precedono i saldi, è di andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandosi il prezzo. Si potrà così verificare lo sconto reale e, alla partenza dei saldi, andare a colpo sicuro a prendere quello che piace, evitando inutili code” conclude Dona.

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Uomini e donne venuti dal nulla per viaggiare nel nulla

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Per anni ho sperato e alla fine ho quasi raggiunto la certezza che un movimento come Cinque stelle sapesse incarnare alla perfezione il disagio esistenziale di un popolo come quello italiano troppo a lungo animato da una grande speranza che, nonostante gli avvisi di segno contrario, riuscisse alla fine a sentirsi in sintonia con la sua classe politica. Senza voler avere la pretesa di andare molto a ritroso nel tempo penso alla svolta impressa al cambiamento dagli scenari mondiali conseguenti al crollo del “sogno comunista” e al risveglio del “perbenismo” con mani pulite in casa nostra. Abbiamo aperto la nostra linea di credito con il berlusconismo intercalandolo con i gruppi che si richiamavano al centro sinistra ora di Prodi e ora di D’alema, ora di Bersani e ora di Renzi-Gentiloni ma tutte le volte ne siamo usciti delusi ma non sconfitti. La speranza, si sa, è l’ultima a morire e la nostra è oramai ottuagenaria. Ma se gli anni passano e la speranza resta ancora forte e incrollabile lo dobbiamo alla grande voglia che è in noi nel cercare non la perfezione, che non è di questo mondo, ma una classe politica che sappia incarnare il sogno di un popolo d’essere governato con saggezza e dirittura morale.
Ora anche i Pentastellati mostrano i segni di un cedimento preoccupante e ci lasciano irrimediabilmente orfani di un punto di riferimento che ci sembrava stesse andando per il giusto verso. Perché? Perché non basta che le idee siano buone occorre trovare gli uomini e le donne giuste. Essi alla fine incarnano quell’ideale che ci siamo fatti e devono saperlo rappresentare con forza e determinazione. E se oggi il progetto politico traballa non è colpa delle idee ma di chi non riesce ad esprimerle concretamente. Ci sta anche bene che vi siano uomini e donne venuti dal nulla a patto però che il loro ruolo non venga umiliato dalla loro mancanza di fermezza, dal vuoto dei loro ideali perché coltivati in superficie e facilmente portati via dal primo alito di vento. E questo, purtroppo, sta accadendo in casa pentastellati. E il rischio è che alla fine anche la speranza non trovi più sponde ove ripararsi. (Riccardo Alfonso)

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Men and women come from nowhere to travel into nothingness

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

For years I have hoped and in the end I have almost reached the certainty that a movement like Five stars could perfectly embody the existential discomfort of a people like the Italian too long animated by a great hope that, despite the notices of the opposite sign, managed to end to feeling in tune with his political class. Without wanting to pretend to go back in time I think of the change in the change from the world scenarios resulting from the collapse of the “communist dream” and the awakening of “respectability” with clean hands in our house. We opened our credit line with berlusconism intercalating it with the groups that recalled the left center of Prodi and now of D’alema, now of Bersani and now of Renzi-Gentiloni but every time we came out disappointed but not defeated . Hope, we all know, is the last to die and ours is now octogenarian. But if the years pass and hope still remains strong and unshakable we owe it to the great desire that is in us in seeking not perfection, which is not of this world, but a political class that knows how to embody the dream of a people to be governed with wisdom and moral direction.
Now even the Pentastellati show signs of a worrying failure and leave us hopelessly orphans of a reference point that seemed to us to be going the right way. Because? Because it is not enough that the ideas are good, we need to find the right men and women. They eventually embody that ideal that we have made and must know how to represent it with strength and determination. And if today the political project wobbles is not the fault of the ideas but of those who can not express them concretely. There is also good that there are men and women come from nowhere on condition that their role is not humiliated by their lack of firmness, the emptiness of their ideals because they are cultivated on the surface and easily taken away by the first breath of wind. And this, unfortunately, is happening at home pentastellati. And the risk is that in the end even hope can no longer find shelter. (Riccardo Alfonso)

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Tv2000 sbarca in Cina con il programma Borghi d’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Borghi d’Italia, il programma di viaggi di Tv2000, arriva in Cina. Grazie a un accordo con la Global Broadcasting Times, multinazionale di comunicazione interculturale che promuove l’interazione tra la Cina e il resto del mondo, il programma di viaggi dell’ emittente della Cei viene diffuso in Cina e presso il pubblico internazionale di lingua cinese. La diffusione avviene tramite il canale You Tube di Gbtimes; il canale social denominato Unknown Europe e i social media cinesi ai quali è collegato (Sina Weibo, Youki, We Chat) e la piattaforma Megamedia. Sono previsti nel biennio 2018-2019 traduzione e doppiaggio in lingua cinese di cinquanta puntate da 30 minuti e cinquanta teaser da 100 secondi. Le prime cinque puntate, già prodotte con doppiaggio in cinese, sono dedicate ai Comuni di Alessano (Lecce), Bovino (Foggia), Forio (Napoli), Majano (Udine), Montegrotto Terme (Padova). Inoltre sul canale Youtube di Gbtimes è possibile vedere online tutte le puntate nella sezione dedicata al programma. Borghi d’Italia, giunto alla decima stagione, è condotto da Mario Placidini ed è un viaggio settimanale nella storia, nell’arte e nelle tradizioni dei piccoli Comuni italiani.

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Il capolavoro di Leonardo da Vinci Salvator Mundi in mostra al Louvre Abu Dhabi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Abu Dhabi 18 settembre il Salvator Mundi, capolavoro di Leonardo da Vinci sarà presentato al pubblico al Louvre di Abu Dhabi. Acquisito dal Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) nel 2017, il Salvator Mundi è uno dei meno noti dei 20 dipinti superstiti del maestro del Rinascimento italiano, uno dei più grandi e famosi artisti della storia, e l’ultimo ad entrare nella collezione di una istituzione culturale.
SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “Il Salvator Mundi incarna la natura inclusiva del Louvre Abu Dhabi e la missione di Abu Dhabi di promuovere un messaggio di tolleranza e apertura. È un’opportunità per i visitatori di farsi coinvolgere da un’opera rara e iconica di grande significato culturale presso il Louvre Abu Dhabi. Rimasto per così tanto tempo in mani private, il capolavoro di Leonardo Da Vinci è ora il nostro dono per il mondo. Appartiene a tutti noi, che avremo l’opportunità di testimoniare la maestria di uno degli artisti più significativi della storia.” “Le sue innovative rotture dagli standard artistici del suo tempo hanno guidato generazioni di pittori. È uno degli artisti più influenti della storia, che ha lasciato un’eredità significativa non solo nel campo dell’arte ma anche in quello della scienza. Oggi, nessun nome sembra incarnare l’età rinascimentale più di quello di Leonardo da Vinci.”
Quale sommo simbolo del Rinascimento, la curiosità apparentemente infinita di da Vinci era eguagliata solo dal suo potere di invenzione. Il suo genio risiede nella sua capacità di connettere scienza e anatomia, geologia, matematica, ingegneria, architettura, teatro, ottica e molte altre discipline.Risalente al 1500 circa, il Salvator Mundi è un dipinto a olio su tavola, eseguito su un pannello di noce, raffigurante una figura a mezzo busto di Cristo come Salvatore del Mondo, rivolta verso lo spettatore, e vestita con una morbida tonaca azzurra e cremisi. La figura tiene un globo di cristallo nella sua mano sinistra mentre solleva la sua mano destra in segno di benedizione. Si ritiene che l’opera sia coeva a La Belle Ferronnière e alla Gioconda.
SE Saif Saeed Ghobash, Sottosegretario del Dipartimento di Cultura and Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “A più di 500 anni, il Salvator Mundi conserva ancora una presenza notevole e il persistente senso di mistero che caratterizza le opere migliori di Leonardo. Come uno dei più grandi pittori, filosofi e pensatori della storia, da Vinci ha lasciato il segno su molte delle discipline che hanno plasmato il mondo moderno. È rimasto un’eccezionale icona culturale e come tale, il suo lavoro ha un ruolo importante da svolgere nella narrativa universale del Louvre Abu Dhabi, che racchiude la storia dell’umanità. Con il Salvator Mundi in mostra, potremo onorare l’eredità influente del genio creativo di da Vinci, condividere questa straordinaria opera d’arte con il mondo e ispirare una nuova generazione di leader culturali e pensatori creativi.”
La riscoperta del Salvator Mundi è uno dei ritrovamenti artistici più significativi della storia recente, dai tempi della scoperta di un dipinto di Leonardo da Vinci nel 1909, quando la Madonna Benois, ora all’Ermitage di San Pietroburgo, fu attribuita all’artista. La presentazione dell’opera prima della vendita da parte di Christie’s New York ha suscitato interesse in tutto il mondo. Durante il tour del dipinto ad Hong Kong, Londra, San Francisco e New York, oltre 27.000 persone hanno visto il capolavoro, stabilendo un record per il numero più alto di spettatori prevendita per un’opera d’arte individuale, secondo Christie’s.Dipinto più di 500 anni fa (1490 circa – 1515), il Salvator Mundi potrebbe essere stato realizzato per la famiglia reale francese prima di essere portato in Inghilterra dalla regina Henrietta Maria quando sposò Carlo I. Il lavoro era nella collezione di re Carlo I (1600-1649), dove è registrato nell’inventario della collezione reale. Ritenuto distrutto, il Salvator Mundi è stato riscoperto nel 2007, quando il restauro è stato intrapreso da Dianne Dwyer Modestini, ricercatore senior e conservatore del programma Kress in Paintings Conservation presso il Conservation Center dell’Institute of Fine Arts, New York University. Da quando la fase iniziale di restauro è stata completata nel 2007, il dipinto è stato studiato dalle principali autorità scientifiche competenti sull’opera di Leonardo da Vinci, che hanno attribuito inequivocabilmente il dipinto al più importante pittore del Rinascimento e a una delle figure più significative nella storia dell’arte.Dopo la presentazione al Louvre di Abu Dhabi a settembre, il Salvator Mundi sarà in prestito al Musée du Louvre di Parigi, dove farà parte della mostra di Leonardo da Vinci che si svolgerà dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020. Il Salvator Mundi dovrebbe tornare nella capitale degli Emirati Arabi Uniti dopo l’esposizione e sarà di nuovo in mostra al Louvre Abu Dhabi.

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Scuola: Stipendi, aumenti veri solo a parole: Anief detta le condizioni minime per il rinnovo del 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Il sindacato si dice sin d’ora pronto a sedersi al tavolo delle trattative per rivedere il contratto già nel prossimo anno, grazie alla rappresentanza sindacale raggiunta a seguito del rinnovo delle Rsu d’istituto. Ciò, a condizione che, oltre a salvaguardare gli aumenti già corrisposti, si sblocchi l’indennità di vacanza contrattuale e si ancorino una volta per tutte gli stipendi all’inflazione, tenendo conto dell’indice previsionale legato al tasso Ipca – ovvero l’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato su base europea – pari all’1,4 per cento.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sarà doveroso partecipare alla trattativa con l’Aran anche per andare a rivedere le parti normative del contratto palesemente lacunose, come ad esempio sul ‘potenziamento’ degli istituti scolastici, oltre che su diverse altre materie, su cui è intervenuto recentemente il legislatore proprio per decidere ambiti e confini di intervento. Il nostro sindacato, intende poi dire la sua sul contratto sulla mobilità, che risulta particolarmente importante vista la validità triennale che si andrà a costituire con il prossimo rinnovo: siamo pronti, su questo argomento, a riscrivere un nuovo testo che finalmente si collochi dalla parte di tutti i lavoratori, andando a cancellare le attuali discriminazioni.

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Olimpiadi invernali 2026: candidatura delle Dolomiti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Il presidente di Unioncamere del Veneto e della Camera di Commercio di Treviso Belluno Dolomiti, Mario Pozza, assieme ai presidenti delle Camere di Commercio di Trento Giovanni Bort, Bolzano Michl Ebner, Pordenone Giovanni Pavan e Udine Giovanni Da Pozzo e l’intero Sistema camerale del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia confermano il loro appoggio alla proposta della Regione Veneto di ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 sulle Dolomiti.Mario Pozza ricorda che, dall’annuncio del Governatore Luca Zaia, Unioncamere del Veneto ha valutato come estremamente positiva la candidatura della bellunese Cortina ai XXV Giochi olimpici invernali, mettendosi a disposizione per collaborare concretamente alla sua promozione e coinvolgere gli Enti camerali omologhi del Nord-Est. «Le montagne del Veneto – afferma Pozza – sono assolutamente accreditate ad accogliere l’evento olimpico che diverrebbe un reale fattore di competitività con cospicue ricadute economiche diffuse sull’intero territorio. La Regione da sempre è attenta alla fragilità delle aree montane, nonché fortemente impegnata rispetto a sport, responsabilità sociale del territorio e rapporto armonico tra infrastrutture e ambiente. Trascorsi 70 anni dagli ultimi Giochi invernali in Veneto, nel 1956, proprio nel paese ampezzano si sono compiuti consistenti progressi circa installazioni, logistica e ricettività garantendo un impatto ambientale nullo, non dovendosi costruire alcuna nuova struttura. Il nostro territorio è leader italiano per reddito prodotto (quasi 156 miliardi di euro correnti), numero di imprese registrate (488mila), apertura internazionale (oltre 16 miliardi di saldo commerciale attivo) e conta presenze turistiche rilevanti (circa 65 milioni di cui 4,4 in montagna). Tra queste montagne nasce il prestigioso distretto dello Sportsystem che produce lo scarpone da sci, noto e apprezzato nel mondo, e progetta, realizza e commercializza articoli sportivi e un’ampia varietà multi-nicchia». Il presidente di Unioncamere del Veneto conclude dichiarando che «Veneto, Trento, Bolzano costituiscono al presente una superficie priva di confini grazie al Superski, il maggiore comprensorio sciistico mondiale, con 1400 chilometri di piste. Nel 2009, inoltre, l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità per il loro valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica geologica e geomorfologica».In attesa, a luglio, della decisione del Governo tra i candidati italiani, i presidenti Mario Pozza, Giovanni Bort, Michl Ebner, Giovanni Pavan e Giovanni Da Pozzo ritengono che l’assieme delle loro regioni «formi uno spazio diffuso e di eccellenza naturalistica, ottimale per ospitalità turistica e all’avanguardia per l’impiantistica sportiva: un luogo esclusivo per lo svolgimento del massimo avvenimento sportivo invernale al mondo. Per le nostre terre una circostanza sociale e culturale singolare e una notevole occasione di sviluppo economico integrato».

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Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e le cose che non ci convincono

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Laura Ferrara portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo si fa premura d’informarci su cosa è successo davvero al Consiglio europeo e per smentire i malpensanti. Noi che ci siamo posti secondo la Ferrara nella veste di questi ultimi proviamo a schiarirci le idee perché apparteniamo a quella categoria di persone che vogliono evitare d’essere prese in giro o a dare notizie non corrette inducendo, chi ci legge, ad esprimere apprezzamenti non fondati su accadimenti reali. Se si parte dal fatto che il Pd non abbia visto oltre il proprio naso firmando il regolamento di Dublino che stabilisce il principio del primo Paese di ingresso responsabile per le domande d’asilo e per giunta negoziata e firmata l’operazione Triton (che prevede che l’Italia sia l’unico Paese ospitante per gli sbarchi da effettuare a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio) dobbiamo riconoscere che è stato un precedente che in questi ultimi anni ha indotto centinaia di migliaia di immigrati a scegliere le sponde italiane per approdarvi e che altri settecentomila sono pronti a seguirli. Ragione vorrebbe che proprio questa stortura venisse emendata se vogliamo intendere un’Europa solidale e non dominata di beceri sentimenti nazionalistici se non xenofobi. Sarebbe stato necessario, quindi, non attaccarsi a un articolo e ai suoi vari punti per girarci attorno giusto per non scontentare nessuno. Infatti cosa significa “azioni condivise” se tutto si articola su basi volontarie e se questa stessa volontarietà di fatto vuole dire “rifiuto?” E poi vogliamo prenderci in giro? Di chi parliamo? Non certo di chi fugge da guerre e persecuzioni che si calcola siano non più dell’8% degli stessi migranti mentre il restante è costituito da “migranti economici” e quindi non legittimati a restare. D’altra parte se ci soffermiamo sul regolamento di Dublino perché non si è chiarito da subito che l’Europa ha dei confini e se un immigrato entra in Italia o in Spagna o in Grecia o a Malta significa che entra in Europa come dovrebbe essere limpido ed evidente a tutti e che tutti ne siano corresponsabili. E’ che, diciamocelo chiaramente, con questo compromesso al ribasso l’Italia di oggi si è resa complice facendo perdere la faccia non solo a chi ha mediato l’accordo ma agli stessi ceti più deboli compresi, ovviamente, gli immigrati. L’Italia, infatti, li ha soccorsi e continua a farlo e da loro la prima assistenza ma non può andare oltre se non lasciandoli in strutture fatiscenti e alla mercé degli approfittatori di turno come la cronaca di questi giorni riporta drammaticamente alla nostra attenzione con le indagini della magistratura sullo sfruttamento degli immigrati. E dulcis in fundo si parla di un impegno dell’Unione europea a sostenere lo sviluppo dei paesi africani e di partenariato destinando per tali interventi seicento milioni di euro quanto ce ne verrebbero almeno una cinquantina di miliardi. Che in tutto questo bailamme vi siano delle colpe passate è evidente ma il cambiamento di oggi tanto osannato non è fatto proprio per cancellare queste malefatte e riproporci sul tema migratorio con una veste nuova e incontaminata? O no? O dobbiamo ragionare con la logica di chi predica bene e razzola male, molto male e ci fa persino rimpiangere il peggio del passato? (Riccardo Alfonso)

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Cosa è successo davvero al Consiglio europeo e cosa ha ottenuto l’Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Di Laura Ferrara, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento Europeo Ricapitoliamo: PD et similia, quelli che hanno firmato il regolamento di Dublino (che prevede il principio del primo Paese di ingresso responsabile per le domande d’asilo) e che hanno negoziato e firmato l’operazione Triton (che prevede che l’Italia sia l’unico Paese ospitante per gli sbarchi da effettuare a seguito di operazioni di ricerca e salvataggio) oggi sentenziano sulle conclusioni del Consiglio europeo “grave sconfitta!” alternato a “resta tutto come prima!”.Mi chiedo se, ad esempio, abbiano letto il punto 5 del testo, che per la prima volta prevede, scritto nero su bianco, che lo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e salvataggio dovrà basarsi su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. E mi chiedo se abbiano colto, sempre nel punto 5 del testo, che per la prima volta si comincia a parlare di vie legali di accesso all’UE, cosa a mio avviso fondamentale e rivoluzionaria per tutelare chi fugge da guerre e persecuzioni e per combattere i trafficanti di esseri umani. È poco? Non mi sembra affatto.
Forza italia parla addirittura di “passo indietro”. Ma indietro rispetto a cosa? Ricordano il regolamento di Dublino, tuttora in vigore, che anche loro hanno firmato? Più indietro del testo che hanno firmato, non si può andare.
Allora anche in questo caso mi chiedo se ad esempio abbiano letto, oltre al punto 5, anche il punto 12 del testo, dov’è scritto a chiare lettere “È necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto delle persone sbarcate a seguito di operazioni di ricerca e soccorso”.
Per la prima volta, anche in questo caso, si evidenzia come la riforma di Dublino non possa essere affrontata senza tenere conto dei flussi migratori e delle loro rotte. E poi, non erano loro quelli del “aiutiamoli a casa loro!”? Chissà se avranno letto i punti 7 e 8 del testo, che mirano a impegnare l’Unione Europea nel garantire uno sviluppo dei Paesi africani, con particolare attenzione all’istruzione, alla salute, alle infrastrutture, all’innovazione, al buon governo e all’emancipazione femminile.Di tutti i commenti e le dichiarazioni che ho letto, l’attenzione si è concentrata solo sul punto 6, ovvero sulla vittoria (di Pirro) di Macron. In puro stile politichese, hanno letto e commentato il ricollocamento dei migranti su base volontaria lì previsto, slegato dal contesto. Il contesto sono i centri da istituire negli Stati membri per individuare chi ha diritto alla protezione internazionale e chi questo diritto non lo ha. Ma attenzione: anche questi centri potranno essere creati su base volontaria!! Dunque? Un nulla di fatto. Già tutti i Paesi -noi compresi- si sono dichiarati non disponibili ad istituirli sul proprio territorio.Cosa resta allora delle lunghe negoziazioni del Consiglio europeo? Resta, tra l’altro, l’introduzione delle vie legali di accesso, il potenziamento del partenariato con l’Africa, operazioni di ricerca e salvataggio e relativi sbarchi da gestire in maniera condivisa e solidale e una riforma di Dublino ancora sul tavolo che dovrà tener conto degli sbarchi e dell’equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Dunque, una partita tutt’altro che chiusa. E se si pensa alle posizioni diametralmente opposte da cui si partiva, personalmente leggo in questo testo un buon risultato e un gran lavoro fatto dal nostro premier Giuseppe Conte. (fonte blog delle stelle)

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West Africa food crisis threatens 6 million people

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Caritas Internationalis is appealing for urgent assistance to help millions of people affected by a worsening humanitarian crisis in the Sahel region of Africa. Nearly 6 million people in Burkina Faso, Chad, Mali, Mauritania, Niger and Senegal are struggling to meet their daily food needs. Severe malnutrition threatens the lives of 1.6 million children. It is the worst crisis seen in the region since 2012. Caritas fears the situation will deteriorate even further in the critical months ahead.The latest emergency has been caused by poor rainfall that has resulted in water, crop and pasture shortages and livestock losses. Farmers have been forced to begin their seasonal movement of livestock – four months earlier and across longer distances than usual. Food security has rapidly deteriorated across the region and food supplies for millions of people have been exhausted. Many are dealing with extreme challenges such as limited job opportunities, high food prices, displacement and violent extremism.Severe acute malnutrition rates in the six countries have increased by 50 per cent since last year. One child in six under the age of five now needs urgent life-saving treatment to survive. Families are reducing meals, withdrawing children from school and missing out on critical health services to save money for food. Without immediate scaled-up assistance, many lives will be at risk and the livelihoods of thousands of families will be ruined as the alarming cycle of adversity is set to worsen in the Sahel.Caritas Développement Niger (CADEV) says violent attacks by militants from Boko Haram have added to the challenges as tens of thousands of people have been forced to leave their homes in the Diffa region of south-east Niger. Diffa is one of the poorest regions in the world and women and children represent 85 percent of the refugees and internally displaced persons.
Raymond Yoro, secretary general of CADEV, says the situation is dire. “The humanitarian situation in Niger is worsening day by day due to the security crisis in Diffa, Tillabery and Tahoua,” says Yoro. “The number of people in need has increased to 2.3 million, an increase of 400,000 compared to 2017.”Yoro says an estimated 1.4 million people will require food assistance in Niger in 2018. CADEV is particularly concerned about more than 380,000 young children suffering from severe acute malnutrition (MAS) and 922,000 others with moderate acute malnutrition (MAM).In Diffa, CADEV plans to strengthen the resilience of 1500 households with unconditional cash transfers, give displaced children access to recreation centres and assist 500 women and 200 young people with income generating activities.In Burkina Faso the situation is also critical. Caritas says there is acute malnutrition in six provinces – Soum, Namentenga, Gnagna, Komandjoari, Boulkiemde and Kourweogo. Families are relying on their limited savings to survive and more than 80,000 are considered to be in a phase of food emergency.Abbé Constantin Safanitié Sere, Caritas Burkina secretary-general, says the situation is the worst seen in Burkina Faso since the 2012 humanitarian crisis. Rising cereal prices, the impact of climate change and terrorist attacks in several regions have added to the challenges faced by many who have been displaced.Caritas is committed to assisting the most vulnerable with food assistance and livelihood protection with the aim of helping 2000 households. “If the project is not fully funded, it would be devastating especially for vulnerable households who cannot survive without assistance. In that case we would have to give preference to the most vulnerable groups, namely children, pregnant women, lactating women and people with disabilities,” he says.
In Mauritania severe acute malnutrition rates are at their highest since 2008 with half a million people threatened with hunger. According to a survey conducted in February, 147,507 people could be suffering from acute malnutrition. Caritas Mauritania will work in Gorgol and Brakna providing food and farming assistance to 23,300 people. “Despite the hope brought by some traces of rain here and there, the humanitarian situation remains worrying in rural areas,” says Caritas Mauritania. Access to adequate food and water remains the number one problem and Caritas is working to protect people’s livelihoods while providing food and other assistance.“As the number of crises increases in different countries, our concern is that we will begin to “prioritise” suffering due to scarce financial resources,” says Caritas Mauritania. “That would be dramatic because it would amount to choosing who would be allowed to die.”Caritas Mauritania is urging partners to provide financial support so it can implement its emergency program to support people in their local areas and avoid migration to large urban centres.

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Africa occidentale crisi alimentare minaccia 6 milioni di persone

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Caritas Internationalis ha lanciato un appello per l’assistenza urgente per aiutare milioni di persone colpite da una crisi umanitaria peggioramento della regione africana del Sahel. Quasi 6 milioni di persone in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal stanno lottando per soddisfare le loro esigenze alimentari quotidiane. la malnutrizione grave minaccia la vita di 1,6 milioni di bambini. E ‘la peggiore crisi visto nella regione dal 2012. Caritas teme la situazione si deteriorerà ulteriormente nei mesi critici avanti.L’ultima emergenza è stato causato da scarsa piovosità che ha portato in acqua, delle colture e pascoli carenze e perdite di bestiame. Gli agricoltori sono stati costretti a iniziare il loro movimento stagionale del bestiame – quattro mesi prima e su distanze più lunghe del solito. La sicurezza alimentare si è rapidamente deteriorata in tutta la regione e derrate alimentari per milioni di persone sono state esaurite. Molti sono affrontare le sfide estreme, come limitate opportunità di lavoro, alti prezzi del cibo, lo spostamento e l’estremismo violento.Gravi tassi di malnutrizione acuta nei sei paesi sono aumentate del 50 per cento rispetto all’anno scorso. Un bambino su sei sotto i cinque anni ora ha bisogno urgente trattamento salvavita per sopravvivere. Le famiglie stanno riducendo i pasti, ritirare i bambini da scuola e rinunciare a servizi sanitari essenziali per risparmiare i soldi per il cibo. Senza immediata assistenza in scala-up, molte vite saranno a rischio e le condizioni di vita di migliaia di famiglie saranno in rovina come il ciclo allarmante di avversità è destinata a peggiorare nel Sahel.
Caritas Développement Niger (CADEV) dice violenti attacchi da parte di militanti di Boko Haram hanno aggiunto alle sfide come decine di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case nella regione di Diffa del sud-est del Niger. Diffa è una delle regioni più povere del mondo e le donne ei bambini rappresentano l’85 per cento dei rifugiati e degli sfollati.Raymond Yoro, segretario generale della CADEV, dice che la situazione è disastrosa. “La situazione umanitaria in Niger peggiora di giorno in giorno a causa della crisi della sicurezza in Diffa, Tillabery e Tahoua,” afferma Yoro. “Il numero di persone bisognose è aumentato a 2,3 milioni, con un incremento di 400.000 rispetto al 2017.”Yoro dice una stima di 1,4 milioni di persone avranno bisogno di assistenza alimentare in Niger nel 2018. CADEV è particolarmente preoccupato più di 380.000 bambini affetti da malnutrizione acuta grave (MAS) e altri 922.000 con malnutrizione acuta moderata (MAM).In Diffa, CADEV intende rafforzare la resilienza di 1500 famiglie con trasferimenti in contanti incondizionati, dare ai bambini sfollati l’accesso ai centri ricreativi e assistere 500 donne e 200 giovani con attività generatrici di reddito.
In Burkina Faso la situazione è anche critico. La Caritas dice che c’è malnutrizione acuta in sei province – Soum, Namentenga, Gnagna, Komandjoari, Boulkiemde e Kourweogo. Le famiglie si affidano a loro limitati risparmi per sopravvivere e più di 80.000 sono considerati in una fase di emergenza alimentare.Abbé Constantin Safanitié Sere, Caritas Burkina segretario generale, afferma che la situazione è la peggiore visto in Burkina Faso dal momento che la crisi umanitaria del 2012. L’aumento dei prezzi dei cereali, l’impatto del cambiamento climatico e gli attacchi terroristici in diverse regioni hanno aggiunto alle sfide affrontate da molti che sono stati sfollati.La Caritas è impegnata ad assistere i più vulnerabili con assistenza alimentare e protezione sostentamento con l’obiettivo di aiutare 2000 famiglie. “Se il progetto non è interamente finanziata, sarebbe devastante soprattutto per le famiglie vulnerabili che non possono sopravvivere senza assistenza. In quel caso avremmo dovuto dare la preferenza ai gruppi più vulnerabili, bambini, donne incinte, donne che allattano e le persone con disabilità “, dice.
In Mauritania gravi tassi di malnutrizione acuta sono al loro più alto dal 2008, con mezzo milione di persone minacciate dalla fame. Secondo un sondaggio condotto nel mese di febbraio, 147,507 persone potrebbero essere affetti da malnutrizione acuta. Caritas Mauritania lavorerà in Gorgol e Brakna fornire cibo e assistenza agricola di 23.300 persone.“Nonostante la speranza portata da alcune tracce di pioggia qua e là, la situazione umanitaria resta preoccupante nelle zone rurali”, afferma la Caritas Mauritania. L’accesso a cibo e acqua adeguati rimane il problema numero uno e la Caritas sta lavorando per proteggere i mezzi di sussistenza delle persone, fornendo cibo e altre forme di assistenza.La Caritas sta esortando la Mauritania ai partner di fornire un sostegno finanziario in modo che possa attuare il suo programma di emergenza per sostenere le persone nelle loro aree locali e di evitare la migrazione di grandi centri urbani. (Patrick Nicholson – Direttore della Comunicazione)

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Essilor scala la classifica annuale Forbes delle 100 aziende più innovative del mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Essilor si posiziona al 52° posto nella classifica Forbes 2018 delle “100 aziende più innovative al mondo”, una chiara progressione rispetto al 68° posto del 2017. Ogni anno, dal 2010, Essilor è tra le prime 100 società quotate pubblicamente e identificate dagli investitori come aventi il più alto potenziale di innovazione.
L’innovazione, nel DNA di Essilor sin dagli esordi, è parte integrante della mission del Gruppo, “migliorare la vita migliorando la vista”. Il lancio nel 2017 della lente progressiva Varilux® X series™ rappresenta un esempio della capacità di innovazione del Gruppo, interamente incentrata sui consumatori. Varilux X Series infatti è il risultato di molti anni di collaborazione tra ricercatori, ingegneri, fisiologi, sociologi e consumatori, per fornire una risposta innovativa alle esigenze e agli stili di vita dei portatori di tutto il mondo.Nel 2018, l’annuncio, in collaborazione con Johnson & Johnson Vision, delle prime lenti a contatto fotocromatiche Transitions® con Light-Intelligent Technology, fornisce una risposta senza precedenti a un’esigenza visiva insoddisfatta dei portatori di lenti a contatto.
“L’innovazione è una pietra miliare della nostra missione e della nostra strategia”, afferma Laurent Vacherot, Presidente e Chief Operating Officer di Essilor. “Come leader nel nostro settore, crediamo sia nostra responsabilità fornire soluzioni per correggere e proteggere la visione di tutti, ovunque. Il nostro approccio innovativo è in sintonia con il mondo di oggi – collaborativo, creativo, in rete – per adattarsi allo stile di vita in continua evoluzione di tutti coloro che indossano occhiali e per rispondere alle esigenze non soddisfatte dei 2,5 miliardi di persone che ogni giorno soffrono di una visione inadeguata non corretta.” In linea con la forte ambizione di sradicare la scarsa visione entro una generazione, Essilor è oggi impegnata a contrastare una delle più grandi sfide per il benessere visivo nei prossimi anni: la miopia, che dovrebbe colpire quasi la metà della popolazione mondiale (5 miliardi di persone) entro il 2050. La scienza della miopia è ancora giovane e la consapevolezza bassa. Essilor sta collaborando con partner scientifici e professionisti della salute visiva per migliorare la comprensione della miopia e trovare soluzioni innovative per aiutare le persone miopi a vivere meglio e per rallentare la progressione della miopia.

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È fondamentale adottare un sistema per controllare gli investimenti stranieri

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

“Serve un metodo e una struttura simile a quella utilizzata dagli Stati Uniti, ovvero un modo per verificare, attraverso un comitato, se specifici investimenti stranieri possono causare danni alla sicurezza nazionale italiana. Il mantenimento del controllo di infrastrutture strategiche a livello europeo in settori chiave tra i quali l’energia, il trasporto ed il tecnologico è un tema molto delicato ed è per questo che ho presentato un’interrogazione in Senato. Aumentare il controllo serve per tutelare i nostri interessi nazionali.Gli investimenti cinesi, in Italia ed in Europa, sono in continua espansione e nell’anno precedente ammontavano a circa 30 miliardi. Il capitale è essenzialmente legato ad aziende con diretta o indiretta partecipazione dello Stato. La Cina in questo modo, attraverso le sue controllate, può avere accesso a informazioni di importanza strategica nazionale ed europea riguardo investimenti strettamente legati a strategie geopolitiche mondiali, come ad esempio nel settore energetico, digitale e dell’automazione”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi.

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Introdurre misure per tutelare gli insegnanti

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

La “Buona Scuola” ha avviato una riforma non solo del sistema nazionale di istruzione e formazione, ma anche delle procedure per l’accesso ai ruoli di docente. Le forze politiche che compongono l’attuale maggioranza parlamentare hanno diverse volte manifestato alcune perplessità su questo provvedimento. Ora è necessario apportare modifiche sostanziali ed è per questo che ho presentato un’interrogazione in Commissione. Bisogna chiarire come intende procedere su questo tema il neo ministro dell’istruzione.
Bisogna introdurre misure che tutelino le legittime aspettative professionali dei tanti docenti, ancora precari, che da anni prestano servizio nelle scuole e per i quali, ad oggi, non sono previste adeguate procedure di stabilizzazione.
Riattivare percorsi abilitanti all’insegnamento e superare il divieto che impedisce di conferire ulteriori incarichi di supplenza a chi abbia già maturato 36 mesi di servizio sono misure fondamentali da introdurre”. È quanto dichiarato dal Senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, membro in Commissione Istruzione.

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L’Europa si divide sui migranti mentre l’economia frena

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Siamo sicuri che l’Italia e l’Europa stiano affrontando le loro vere priorità? C’è grande pathos intorno al tema dei migranti e della loro accoglienza (o meno), cui è stato dedicato il tanto atteso Consiglio europeo, che non sembra aver prodotto alcun risultato significativo, tanto che le regole del gioco cosidette di Dublino sono destinate a rimanere pressoché intatte. Nonostante i numeri ci dicano chiaramente come negli ultimi tempi siano rallentati i flussi migratori – dei profughi e dei migranti per ragioni economiche – nessuno può certo negare che si tratti di un problema strategico, cui è doveroso dare risposte serie e concrete. Ma ci permettiamo di dubitare che la questione meriti la preminenza che gli viene attribuita – da noi pare essere l’unica voce all’ordine del giorno dell’esecutivo gialloverde – e soprattutto che si giustifichi la concitazione con cui se ne discute a livello di governi e con cui viene data in pasto all’opinione pubblica. Tanto che ha ragione Berlusconi – pensate un po’… – quando afferma che la politica estera italiana “non può ridursi ad un’esibizione muscolare”.
Guardiamo per un momento all’Italia. La nostra economia non era ancora pienamente uscita dalla lunga e drammatica fase recessiva, passando dalla ripresina congiunturale alla crescita strutturale di dimensione pari a quella media europea, che già le polveri si sono bagnate. Nel primo trimestre 2018 il pil è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali (cioè rispetto al trimestre precedente), e del’1,4% sul piano tendenziale. Poco in assoluto, e questo spiega perchè in questi giorni la Confindustria, disponendo dei dati semestrali, ha previsto che alla fine dell’anno non andremo oltre il +1,3%. E poco in confronto a quanto accade nell’area euro, che sempre a livello trimestrale cresce dello 0,4% congiunturale e del 2,5% tendenziale (2,3% la Germania, 2,2% la Francia). Ma ciò che più conta è il trend, e tutti gli indicatori fanno presumere che quella che ci aspetta dovrà essere descritta come la fase della frenata, tanto che il già poco esaltante 1,3% di crescita del 2018 per il prossimo anno è destinato a peggiorare. Sono soprattutto le aspettative a tirarci brutti scherzi. Lasciamo perdere per un attimo quelle relative alla stabilità politica, che pure incidono molto, specie sullo spread. La vera doccia fredda verrà dalla fine, ormai annunciata e conclamata, della politica monetaria espansiva. La Bce ha confermato il piano di rientro dal Quantitative Easing, cioè il programma di acquisti netti di titoli di Stato per calmierare tassi e spread: 30 miliardi fino a settembre, poi 15 miliardi da settembre a dicembre e infine la definitiva archiviazione della misura (salvo interventi straordinari, da farsi, però, solo con i rendimenti dei titoli già emessi, e quindi in misura molto limitata). Dunque, i tassi torneranno a salire, seppur gradualmente, e nell’autunno del 2019 finirà anche il mandato di Mario Draghi, l’unico italiano che in sede europea conta davvero. Ergo, via la rete di protezione, altro che piani di spesa per almeno 100 miliardi. Attenzione, tutte cose previste e scontate, e per certi versi pure necessarie. Ma proprio per questo è ancor più grave che nessuno in Italia – né governo, né opposizioni, né classi dirigenti diffuse – si sia posto e si ponga il problema di come affrontare per tempo le conseguenze di questo cambio di paradigma. Che, sia chiaro, non inciderà solo sulla finanza pubblica e quindi sulle politiche di bilancio, ma anche sulla carne viva dell’economia reale.
Peraltro, non può accontentare neppure la tendenza complessiva dell’Eurozona, la cui economia – tra una frenatina nel 2018 e un miglioramento per il 2019 – staziona intorno ad una crescita annuale del 2%. Cioè un punto in meno di quanto è stimato facciano gli Stati Uniti, nonostante un piccolo colpo di freno nel primo trimestre di quest’anno, e di due punti inferiore alla previsione che il Fondo Monetario fa per il pil globale. Tutto questo dovrebbe indurre anche l’Europa a riprogrammare la sua agenda e riformulare i suoi piani. Invece, codardamente si spera che siano gli animal spirit del mercato, da soli, a giocare la partita della nuova fase della globalizzazione, quella dell’industria 4.0 e dell’internet delle cose, mentre assistiamo ad un progressivo avvitamento dei governi e dei parlamenti verso politiche a forte connotazione elettorale, senza che le istituzioni centrali europee siano minimamente in grado, per strumentazione e credibilità, di opporsi.Il tutto mentre le opinioni pubbliche europee, drogate dall’emotività delle parole d’ordine, sembrano plaudire, contente di partecipare alla tenzone. E quando la politica muscolare vellica i bassi istinti popolari, mala tempora currunt. (Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Allarme estate, ospedali in affanno: Medici di famiglia chiamati a fare argine

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Estate complicata, come sempre, per chi resta in città o chi vi fa turismo. Gli ospedali e i pronti soccorso si spopolano. Ma quest’anno i medici di famiglia, tra chi va in vacanza e chi resta, sono in prima fila nel fare le prove generali degli accordi nazionali, con l’ultimo che chiede loro di fare filtro agli accessi in ospedale. Almeno nelle grandi città. A Napoli il segretario Fimmg Luigi Sparano lancia l’allarme: «La città rischia di trasformarsi in un deserto sanitario, nel quale l’incidente potrebbe essere dietro l’angolo. Soprattutto ora che Napoli vede un tale afflusso turistico». La medicina generale chiamata a fare da argine si rivolge all’Asl, mentre gli ospedali sono in affanno, al Cto i primari hanno chiesto di chiudere il Ps oltre un certo orario, al Pellegrini oculistico i temi sono simili, restano il Cardarelli e il Loreto Mare ad arginare le richieste.
E Roma? La Regione Lazio sta disponendo affinché una ventina di ambulatori aprano sabato e domenica, anche nei luoghi di villeggiatura, in particolare ai circa 350mila anziani che si rivolgono ad essi piuttosto che ai Ps. Ed è stato previsto il raddoppio dei turni dei medici che vi operano per dimezzare le attese. Seicento chilometri a Nord, l’Ats Città di Milano si appresta a varare un numero verde pubblico mirato agli over 65. «Il medico di Continuità Assistenziale che si recasse in casa di un anziano a seguito di una richiesta, a propria discrezione ne valuterà e segnalerà la fragilità al numero verde. In particolare il paziente che comunque non sia da ospedalizzare sarà indirizzato dall’Ats ai servizi sociosanitari del Comune», spiega Giovanni Campolongo presidente Snami CA lombardo. Sempre da Snami a Milano Ugo Tamborini sottolinea per i medici di famiglia che «malgrado il peso di un’ottantina di zone carenti da riempire, la medicina del territorio ha un tessuto in grado di far fronte alle esigenze della popolazione: i pazienti si distribuiscono tra i medici restanti e quanto cresce è il carico medio, l’ottimale, da 1 medico per 1300 residenti a 1 per 1500-1700. Il lavoro magari aumenta ma nessuno è lasciato solo. Andrebbe peraltro sensibilizzata la pazientela: una volta che il medico, in vacanza, metta il sostituto, nessuno dovrebbe “disertare” recandosi in Pronto soccorso. Come purtroppo succede. È una questione di educazione». E torniamo a Napoli, dove il territorio fa suo l’allarme partito dagli ospedali. «In Campania ci siamo predisposti ad arginare la domanda dei residenti cronici attrezzandoci con le aggregazioni funzionali, ma quanto è ancora su carta, previsto dal decreto regionale 53 di quest’anno, va fatto partire da Regione ed Asl», dice Luigi Sparano. «Il progetto riguarda per ora gli affetti da insufficienza respiratoria per i quali i nostri studi andrebbero dotati di spirometro ed andrebbe avviata una formazione. E riguarda un collegamento informatizzato tra studi e ospedali, in prospettiva per censire e prendere in carico la popolazione fragile, effettuando presso di noi ecg ed ecografie. Se vogliamo essere all’altezza dei tempi e delle stagioni dovremmo partire. Tanto più che i pazienti vanno in Ps spesso non per condizioni di oggettiva gravità ma per avere una diagnosi rispetto a un sintomo che li preoccupa». C’è poi il tema dell’afflusso crescente di turisti, per il quale la stessa Regione si chiede se attivare un servizio di guardia turistica, come nella penisola sorrentina, e ha convocato un incontro con i sindacati. «Qui il servizio non c’è ancora ma la questione è all’ordine del giorno. I sindacati sono convocati, l’idea è di ampliare la recettività di alcuni studi mmg verso i turisti, costituendo postazioni di riferimento per i cittadini non residenti». (fonte: doctor33)

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Mitsubishi Electric Issues Environmental Report 2018

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Mitsubishi Electric Corporation (TOKYO:6503) announced today its immediate issuance of the Mitsubishi Electric Group’s environmental report documenting the results and achievements of environmental initiatives conducted in the fiscal year that ended in March 2018.The report (www.MitsubishiElectric.com/company/environment) reviews the operations of Mitsubishi Electric and its 107 Japanese affiliates and 84 overseas affiliates, focusing on efforts undertaken to meet targets and implement policies set under the Mitsubishi Electric Group’s three-year environmental plan. Launched in April 2015 as the company’s eighth three-year blueprint for environmental action, the plan emphasizes four areas of activity: 1) contributing to the realization of low-carbon societies, 2) contributing to the creation of recycling-based societies, 3) ensuring harmony with nature, and 4) strengthening the Group’s framework for environmental management.Mitsubishi Electric continues to press forward with environmental efforts, taking into account global factors such as achieving targets set out in the Sustainable Development Goals (SDGs) of the United Nations. The company is determined to become a “global, leading green company” that contributes to the environment through products and services, and reducing environmental load from production.

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Proven Tech Executive Pat Forgione Joins TechCanary as Chief Technology Officer (CTO)

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

TechCanary, a provider of a cloud-based, analytics-driven insurance solution today announced Pat Forgione has joined the company as Chief Technology Officer (CTO). In his new position, Forgione will report directly to company founder and CEO Reid Holzworth to ensure the company remains on the forefront of technology as it continues on its rapid growth trajectory.Highly experienced and with an impressive track record of success, Pat Forgione will spearhead TechCanary’s development team and IT department with responsibilities that include product development and support and the oversight of all the technology needs of TechCanary, its associates, and its customers.Commenting on the addition of Forgione, Holzworth said, “I am delighted to announce the addition of Pat to the TechCanary executive team. As a company, we have enjoyed tremendous success over the past couple of years, including successful expansion into new markets like Canada. The timing was right to further strengthen our C-Level team with a seasoned professional like Pat. He’s a high-caliber talent who will help us to continue our rapid growth without compromising on our high standards of quality for both our products and services.” “I’m looking forward to contributing to TechCanary’s development and success by delivering on the company’s vision to continuously explore the latest in technology and leverage it to its full potential for our insurance industry customers,” commented Forgione. “TechCanary created of a new generation of agency management systems – offering agents, brokers and carriers a modern, robust, scalable and proven solution that is easily adaptable to each organization’s unique business. It’s that kind of innovative thinking and the opportunity to help change how an industry thinks about and uses technology that attracted me to TechCanary.” A veteran in the FinTech industry, Forgione was most recently CTO at Lendful, a Canadian-based online lender. In addition to his Lendful experience, Forgione has also served as CTO of Thinking Capital, vice president of technology with Peak Financial Services and senior manager, infrastructure operations and development with Pension Financial Services. He began his career as senior project manager with Desjardins before going on to found Digital Finance Inc. and serve as the company’s president.

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