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Germania: “Una congiuntura economica favorevole non è motivo di compiacimento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 giugno 2017

germaniaLa Bundesverband der deutschen Industrie (Federazione dell’Industria tedesca) (BDI) mette in guardia dalle conseguenze politiche della situazione congiunturale positiva. “La buona situazione economica non è un motivo sufficiente per riposare sugli allori”, ha affermato Dieter Kempf, presidente della BDI, martedì a Berlino. “Il nostro successo dipende anche dal basso tasso di cambio dell’euro, dal prezzo contenuto del petrolio e da una politica monetaria espansionistica della Banca Centrale Europea, tutti fattori su cui possiamo influire in maniera molto ridotta.” Kempf ha chiesto ai partiti tedeschi progetti concreti durante la campagna elettorale che rendano la Germania “a prova di futuro” in considerazione dei rischi globali. Le eccedenze di bilancio della Federazione, dei Länder e dei comuni offrono un certo margine per investire di più nel futuro e nella formazione.” Per l’anno in corso la BDI prevede una crescita dei risultati economici reali di circa l,5 percento. “Ancora una volta il motore della congiuntura tedesca è il commercio estero”, ha dichiarato Kempf. “Nonostante l’incertezza per gli USA e per la Brexit, il fondamento e il futuro per una Germania economicamente forte restano i mercati mondiali.”Il Presidente della BDI ha espresso preoccupazioni in merito alle intenzioni del Presidente statunitense Donald Trump. “Divieti di immigrazione, uscita dall’accordo di libero scambio, minaccia di dazi doganali punitivi o uscita dall’accordo di Parigi sul clima: questa politica contraddice quello che finora aveva caratterizzato la partnership transatlantica con gli Stati Uniti.Alla Germania e all’Europa il Presidente della BDI ha richiesto un maggiore impegno a livello mondiale per un ordinamento economico globale caratterizzato da regole chiare e da franchezza. In considerazione della crescita degli investimenti cinesi in Germania, Kempf si è espresso a favore della parità di trattamento delle imprese straniere in Cina. “La Cina deve prendere sul serio la sua apertura dei mercati. In Germania non vogliamo rendere più difficile agli altri l’accesso al mercato. Gli investimenti esteri vanno a beneficio di tutti noi.” Nelle trattative sulla Brexit, Kempf ritiene che in particolare il governo britannico abbia la responsabilità di limitare il danno per l’economia e i cittadini sui due lati del canale. “Il Primo Ministro Theresa May dovrebbe tenere presente che l’approccio duro alla Brexit è stato sconfessato.” Sarà soprattutto l’economia britannica a soffrire della separazione.Per quanto riguarda riforme necessarie nell’UE, le modifiche dei trattati europei non devono essere un tabù, ha sottolineato il Presidente della BDI. “L’Europa ha bisogno di più disciplina nelle riforme e nella politica di bilancio, e di istituzioni europee più forti, con un proprio bilancio per l’eurozona e un Ministro delle Finanze dell’euro.”
Il Presidente della BDI ha consigliato a Germania e Francia di promuovere congiuntamente il mercato interno europeo. “Il forte sostegno al Presidente Emmanuel Macron lo dimostra: si possono guadagnare punti con argomenti a favore dell’Europa. Dobbiamo prolungare questo momento, ad esempio nello sviluppo del mercato interno digitale o di un mercato interno energetico totalmente integrato.” L’effettivo collegamento in rete della distribuzione elettrica in Europa comporterebbe annualmente più di dodici miliardi di Euro in incrementi dell’efficienza.Rivolgendosi ai partiti tedeschi, la BDI ritiene che i campi principali d’intervento debbano essere le imposte, l’energia e la digitalizzazione. Per quanto concerne la politica fiscale, la Germania dovrebbe affrontare la maggiore concorrenza fiscale internazionale. Sono necessari incentivi fiscali per la ricerca e lo sviluppo, come quelli esistenti in 28 dei 35 stati dell’OCSE. Anziché abbassare le tasse a pioggia, il Presidente della BDI ha chiesto riforme fiscali strutturali e una triangolazione delle entrate fiscali da record. “La nostra proposta è destinare un terzo delle eccedenze agli investimenti, un terzo alla formazione e un terzo alle riforme fiscali strutturali”, ha dichiarato Kempf.Sarebbe necessaria una discussione intensiva sul futuro finanziamento della trasformazione energetica: “Continuare come finora previsto nella legge sulle energie rinnovabili (EEG) non porta a nessun risultato. I costi devono scendere.” Per le imprese dell’industria, il 96 percento delle quali paga la sovrattassa EEG, hanno la massima priorità i costi. Il Presidente della BDI non è favorevole al taglio delle imposte sull’energia. Essa “svanirebbe, senza rafforzare la competitività dell’industria”.Per quanto riguarda lo sviluppo capillare di un’infrastruttura efficace a banda larga, il Presidente della BDI ritiene la situazione preoccupante: “Circa due terzi di tutti i posti di lavoro nell’industria sono situati in campagna. Neppure un’impresa su tre dispone dei 50 megabit al secondo di cui necessita.” Un aumento medio di un punto percentuale nella velocità di connessione comporterebbe una crescita del prodotto interno lordo di circa due miliardi di euro all’anno.Per la Giornata dell’Industria tedesca, circa 1500 ospiti del mondo dell’economia e della politica si sono incontrati nella Konzerthaus di Berlino sulla Gendarmenmarkt. Relatori ospiti sono stati la cancelliera tedesca Angela Merkel (CDU), il Presidente della SPD e il candidato cancelliere Martin Schulz. Altri oratori erano il Presidente del Bündnis 90/Die Grünen e della FDP, Cem Özdemir e Christian Lindner e inoltre Alexander Dobrindt (CSU), Ministro federale dei trasporti e dell’infrastruttura digitale. Partner della Giornata dell’Industria tedesca è Deloitte.
La Federazione dell’Industria tedesca (BDI) è l’organizzazione è l’organizzazione ombrello dell’industria tedesca e dei servizi connessi con l’industria. Rappresenta 36 associazioni di categoria e oltre 100.000 imprese con circa otto milioni di dipendenti. L’adesione è volontaria. 15 organizzazioni negli stati regionali rappresentano gli interessi dell’industria a livello regionale.

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