Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

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Archive for 24 giugno 2017

Il cordoglio di Roma per la scomparsa di Stefano Rodotà

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

rodotà stefanoLa sindaca di Roma Virginia Raggi e l’Amministrazione capitolina esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa di Stefano Rodotà. Giurista e politico di immenso spessore, Rodotà è stato un grande riferimento per tutta la società, grazie alle sue battaglie per i diritti civili, per la democrazia, per la libertà e per la difesa della Costituzione. L’ufficio stampa di Arcigay ci fa pervenire il seguente comunicato: “Con dolore profondo apprendiamo della scomparsa del professor Stefano Rodotà, straordinario protagonista della nostra storia istituzionale ma anche della battaglia per i diritti di tutte e tutti”: cosi Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. “La tenacia e la grande competenza del professor Rodotà hanno per decenni rappresentato uno stimolo irrinunciabile nel dibattito politico di questo Paese. Le battaglie a difesa dei diritti, quelle per la laicità dello Stato, quelle per il rispetto e la piena attuazione della Costituzione, quelle per l’uguaglianza di tutte e tutti, hanno sempre trovato in Stefano Rodotà una voce forte, un pensiero lucido, una grande integrità e una rara lungimiranza. Il nostro Paese perde oggi un uomo grande, che ha saputo mettersi a servizio, dentro e fuori dalle istituzioni, dell’intera nazione, dei primi e degli ultimi. Salutiamo commossi un instancabile militante e un amico generoso. Alla sua famiglia rivolgiamo il nostro più sentito cordoglio”, conclude Piazzoni. (n.r. La Fidest si associa)

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Il nuovo volano per il settore manifatturiero italiano: i Lighthouse plant

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

fabbricato in ItaliaContinua il lavoro del Cluster Fabbrica Intelligente per dare il via agli impianti che faranno da guida, a livello nazionale, per il settore manifatturiero. In questi mesi il Cluster Fabbrica Intelligente ha lavorato per rendere operativi gli impianti Lighthouse coinvolgendo aziende, fornitori di tecnologie e organismi di ricerca e facendoli dialogare con i Ministeri. Se ne è discusso a Bergamo, in occasione della IV assemblea nazionale del Cluster Fabbrica Intelligente (CFI), l’associazione che raggruppa 450 soggetti fra università, enti di ricerca e aziende, enti regionali e promuove i Lighthouse Plant, impianti faro creati per avere dei sistemi produttivi che diventeranno il riferimento per il settore manifatturiero italiano nel mondo.
“I Lighthouse Plant – spiega Tullio Tolio, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Cluster Fabbrica Intelligente – sono veri e propri impianti di produzione in continua evoluzione. Dopo la loro installazione, che in una prima fase potrebbe essere supportata anche dal piano Industria 4.0, è previsto un progetto di ricerca industriale e innovazione che coinvolgerà fornitori di tecnologie, system integrator, enti di ricerca e università e punterà alla realizzazione di innovazioni da testare proprio nell’impianto lighthouse”.
Inoltre, le imprese che ospiteranno i Lighthouse Plant, creeranno un Club che svolgerà attività di promozione e diffusione degli impianti presso delegazioni nazionali e internazionali, promuovendoli come best practice nazionali o casi studio per enti di ricerca e ricercatori. “Con il Club LightHouse Plant – ha aggiunto Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster Fabbrica Intelligente – il Cluster vuole fornire supporto strategico e operativo a tutte le imprese interessate a puntare sulla ricerca e l’innovazione nel campo manifatturiero. Le aziende che sceglieranno di aderire al Club diventeranno anche soci sostenitori del Cluster Fabbrica Intelligente e potranno partecipare a tutte le attività di networking della nostra associazione”.Durante il convegno, si sono tenute anche 4 sessioni di lavoro parallele con interventi sulle tecnologie abilitanti dell’Industry 4.0 indirizzate allo sviluppo di impianti (lighthouse o anche altri impianti) e sono stati presentati i progetti e le esperienze di gruppi industriali ed enti di ricerca tra cui MCM, Marposs, ABB, Comau, BLM, CNR e università come Politecnico di Milano e Università di Bergamo. I temi affrontati hanno riguardato: la manutenzione predittiva e i sistemi cyber fisici, l’uomo e il sistema produttivo, tecnologie per la collaborazione, l’addestramento e la sicurezza, le piattaforme di integrazione per la fabbrica e la supply chain, l’automazione e le lavorazioni avanzate.Sono intervenuti Remo Morzenti Pellegrini (rettore Università di Bergamo), Giorgio Gori (Sindaco di Bergamo), Gianluigi Viscardi (presidente del CFI), Oscar Pasquali (responsabile Segreteria Tecnica del MIUR), Francesco Cuccia (capo Segreteria Tecnica del MISE), Andrea Bianchi (direttore Aree Politiche Industriali di Confindustria) e Tullio Tolio (presidente Comitato Tecnico Scientifico del CFI).Il Cluster Fabbrica Intelligente (CFI) è un’associazione in costante espansione che accoglie, oggi, quasi 450 fra grandi, piccole e medie aziende, università, enti di ricerca e Regioni italiane. È l’unico soggetto che riunisce tutte le anime del manifatturiero avanzato in Italia, dialogando con le istituzioni. L’obiettivo del CFI è creare una nuova cultura industriale perseguendo una strategia basata sulla ricerca e sull’innovazione in grado di consolidare e incrementare i vantaggi competitivi dell’Italia e, al contempo, di indirizzare la trasformazione del settore manifatturiero verso nuovi sistemi di prodotto, processi/tecnologie, sistemi produttivi, coerentemente con le agende strategiche dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione.

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Artrite reumatoide: progressi terapeutici

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

artrite reumatoideMadrid. L’Artrite Reumatoide sino a qualche anno fa era una malattia legata ad una buia prospettiva di invalidità. Dal Congresso Europeo di Reumatologia, EULAR da poco concluso a Madrid, emergono importanti novità sulla patologia, non più considerata inesorabile. “Se la malattia è riconosciuta in tempo e trattata adeguatamente, anche le forme moderate e gravi possono essere controllate efficacemente” dichiara il Professor Luigi Sinigaglia dell’ Unità Operativa di Reumatologia dell’Istituto Gaetano Pini di Milano. Un problema che solo in Italia interessa oltre 400mila pazienti e con una prevalenza sulla popolazione stimata intorno allo 0.5% .
L’AR ha un impatto importante sulla vita dei malati: circa il 90% dei soggetti ha qualche grado di disabilità entro i 30 anni dall’esordio. Nel 22% dei casi il malato è costretto ad abbandonare ogni tipo di lavoro ed il 10% necessita di assistenza continuativa. Ma anche l’aspettativa di vita diminuisce: in media di 4 anni negli uomini e di 10 nelle donne se la malattia non viene adeguatamente trattata.
Secondo alcune analisi tratte dai dati emersi dallo studio RA-BEAM, la nuova ‘small molecule’ baricitinib, inibitore reversibile degli enzimi JAK1 e JAK2 (Janus chinasi, noti mediatori del processo infiammatorio alla base della patologia), ha dimostrato di essere in grado di inibire la progressione del danno articolare ad un anno nei pazienti con AR in fase attiva, che hanno avuto una risposta inadeguata o insoddisfacente al trattamento di prima linea con DMARDs convenzionali.
Dopo 24 mesi di osservazione la progressione dei danni strutturali articolari causati dalla malattia era significativamente inferiore nei pazienti trattati con baricitinib con un rallentamento significativo della progressione del danno articolare con un profilo di safety accettabile.
Ma non è tutto perché baricitinib prevede una unica somministrazione giornaliera del farmaco in forma orale, fattore apprezzato dai pazienti, che favorisce significativamente l’aderenza ai trattamenti e che rappresenta un indubbio valore aggiunto: “La qualità di vita delle persone è importante” sottolinea il Professor Sinigaglia “per questo la valutazione clinica (mediante indici clinimetrici) è diretta sia a valutare il grado di infiammazione sia la componente soggettiva del paziente che deve essere sempre contestualizzata in relazione al suo stato sociale, alla sua professione e al contesto familiare, permettendo così la scelta del miglior trattamento per quel determinato paziente.”.
“Nel rispondere agli unmet needs, i cosiddetti ‘bisogni insoddisfatti’ dei pazienti adulti affetti da AR moderata a grave che non ottengono miglioramenti significativi o sono intolleranti, ad uno o più farmaci anti-reumatici modificanti la malattia (DMARD, sigla in inglese di Disease Modifyng Antirheumatic Drugs) baricitinib rappresenta un’interessante novità terapeutica” continua il Professor Luigi Sinigaglia: ha mostrato di migliorare in maniera significativa segni e sintomi della malattia, agendo con un meccanismo d’azione totalmente innovativo. Le terapie che hanno come target gli enzimi JAK sono in grado di ridurre i mediatori dell’’infiammazione: in uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, baricitinib è stato associato ad un significativo miglioramento del dolore e della rigidità articolare rispetto al placebo e rispetto ad adalimumab dopo 12 settimane di trattamento.
All’EULAR sono stati diffusi anche i risultati dell’indagine “RA Matters” commentati da Antonella Celano alla guida di APMAR (Ass. Per. Mal. Reumatiche) : “i sintomi fisici come la stanchezza (43%) e il dolore (39%) continuano ad essere le barriere più grandi per le persone con artrite reumatoide sul posto di lavoro. Oltre il 60 per cento di persone affette da questa patologia hanno difficoltà generiche e il 23% denuncia problemi con le routine quotidiane come l’igiene e la cura personale. E’ più del 50% la quota di malati che auspica che le persone sane possano comprendere meglio l’impatto fisico e psicologico che l’artrite reumatoide ha sulla propria vita. Dati che ci confermano quanto sia importante usare farmaci che migliorino queste percentuali e abbiano un effetto sulla qualità dell’esistenza globale”. (foto. artrite reumatoide)

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Le api come indicatori biologici

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

firma intesaÈ stato firmato l’atto di governance tra Conapi, il Consorzio nazionale che riunisce oltre 600 apicoltori in tutta Italia, e Legambiente, che hanno deciso di unire le forze con un preciso obiettivo strategico: collaborare per la corretta informazione e sensibilizzazione sul sistema delle api quale indicatore di salvaguardia e biodiversità ambientale e sui principi dell’agricoltura biologica.
Per dare concretezza agli intenti sottoscritti, durante l’incontro è stato presentato anche il progetto pilota Api e Orti, un’iniziativa in collaborazione con il dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna che prevede il monitoraggio delle api collocate presso orti urbani di tre città pilota al fine di valutarne lo stato di salute e, di conseguenza, quello dell’ambiente urbano circostante.A Bologna sono coinvolti gli orti CAAB-FICO, a Milano quelli di Via Padova gestiti dal circolo Legambiente Retemabiente e a Potenza quelli gestiti dal circolo Legambiente “Ken Saro Wiwa”. Tutti gli spazi citati hanno deciso di ospitare alcuni alveari in grado di facilitare, attraverso l’azione di impollinazione, la buona riuscita delle coltivazioni.
Dal punto di vista operativo, le famiglie di api saranno controllate e analizzate dalla primavera all’autunno inoltrato, per valutarne la salute in ambiente urbano, attraverso analisi di laboratorio in grado di individuare anche sostanze tossiche introdotte nell’ambiente.L’obiettivo non è certo diffondere allarmismo, ma semmai rinforzare l’idea che esiste uno stretto legame fra tutte le forme viventi. Tanto che anche una piccola ape può aiutarci a comprendere meglio ciò che accade al clima, all’agricoltura e quindi alla salute del pianeta e dell’uomo.Ogni alveare sarà controllato dal punto di vista della mortalità delle api (tramite le gabbie underbasket poste sotto l’entrata delle arnie), della loro salute e della produzione annuale di miele. In due momenti dell’anno – primavera e tarda estate – saranno prelevati campioni di api e di miele, per effettuare analisi finalizzate a individuare eventuali residui di pesticidi e altri contaminanti, come i metalli pesanti.
Il progetto si concluderà ad autunno inoltrato, con la presentazione dei dati di laboratorio e della cronaca della vita delle postazioni. Sono già stati effettuati incontri fra volontari e tecnici per impostare il lavoro e mettere a punto le modalità di raccolta dei dati. Non mancheranno momenti divulgativi con il pubblico e, laddove si produrrà miele, anche iniziative pubbliche di smielatura e di assaggi. (foto. firma intesa)

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Avremo un’Arabia Saudita più aggressiva?

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

arabia saudita“La nomina di Re Salman del figlio Mohammed Bin Salman a erede della corona della monarchia saudita, ufficializzata oggi ma nell’aria già da tempo, rischia di consegnarci un’Arabia Saudita più aggressiva in politica estera e più integralista in politica interna. La decisione, è bene ricordarlo, cade poche settimane dopo la visita di Trump a Riad, che ha ridato il sostegno occidentale alla famiglia regnante: la conseguenza, lo abbiamo visto nell’episodio del bando contro il Qatar, è stato un immediato protagonismo saudita nella regione”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato di Alternativa Popolare in Commissione Affari Esteri. “Cosa dobbiamo dunque aspettarci? Sicuramente una tensione ancora maggiore con l’Iran, come dimostra il commento della tv di stato che ha definito la mossa come un soft coup. In questo contesto, nel frattempo, l’Isis è spettatore interessato: ormai il terrorismo è un mezzo della guerra ibrida, e come tale potrà essere utilizzato nello scontro”.

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Making the Energy Transition a European Success/Faire de la transition énergétique une réussite européenne

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

energiaParis. If there is one project today which carries a positive vision for Europe, it is definitely the energy transition. Energy is the foundation of our nations power and is a key element in our daily lives.
If Europes architects are preparing a democratic, innovative, economically viable and socially fair Energy Union, it will contribute to a Europe that serves its citizens and paves the way for the rest of the world. If we fail in this project, the architects will have to give way to the firefighters, who will exhaust themselves putting out the fires caused by our past mistakes: climate refugees, dependence on Russia and Saudi Arabia, worsened energy poverty, the bankruptcy of energy suppliers who failed to adapt their strategy.The Energy Union, which we have been championing since 2010 and which is currently fully supported by President Juncker, is an ambitious project which can already be bolstered by the successes achieved by the European Union. The USAs withdrawal from the Paris Agreement further strengthens European leadership and enables us to attract innovators and investors who understand the opportunity created by the energy transition. This Report, wrote by Thomas Pellerin-Carlin, research fellow, Sofia Fernandes and Eulalia Rubio, senior research fellows, Jean-Arnold Vinois, adviser, and with a foreword of our founding President Jacques Delors and our President Enrico Letta, clearly sets out four objectives which could contribute to the success of the Energy Union, and in turn restore trust between Europe and Europeans.
– Firstly, democracy must be at the heart of the Energy Unions governance. This involves mechanisms for more direct participation of citizens, local elected representatives and civil society in the major choices which shape national and European energy strategies.
– Secondly, Europe must implement a genuine innovation-driven industrial policy to make our companies the world leaders in clean energy.
– Thirdly, public and private investment arbitrations must fully integrate the energy transitions objectives.
– Fourthly, the Energy Union must serve a just and fair energy transition via a Social Pact for the Energy Transition which strives to create jobs for our young people and stamp out energy poverty. A lack of progress in achieving the Energy Union would cost citizens dearly and be detrimental to our ideal of a Europe which is democratic, prosperous, social and united in diversity.
Sil est aujourdhui un projet qui est porteur dune vision positive de la construction européenne, cest bien celui de la transition énergétique. Lénergie est au fondement de la puissance de nos nations et est un élément essentiel à tous les actes de notre vie quotidienne. Si lEurope des architectes prépare une Union de lénergie démocratique, innovante, économiquement viable et socialement juste, elle aura su démontrer quelle contribue concrètement à la construction dune Europe au service des citoyens et quelle montre la voie au reste du monde. Si nous échouons dans ce projet, les architectes devront laisser la place aux pompiers qui sépuiseront à éteindre les incendies provoqués par nos erreurs passées : réfugiés climatiques, dépendance à la Russie et à lArabie Saoudite, aggravation de la pauvreté énergétique, faillite des fournisseurs dénergie qui nauront pas su adapter leur stratégie. LUnion de lénergie, que nous appelons de nos vux depuis 2010 et qui est aujourdhui pleinement portée par le Président Juncker, est un projet ambitieux qui peut déjà sappuyer sur les succès engrangés par lUnion européenne. Le retrait des États-Unis de l’Accord de Paris renforce dautant plus le leadership européen et nous permet dattirer en Europe les innovateurs et les investisseurs qui ont déjà compris lopportunité que représente la transition énergétique. Ce Rapport, écrit par Thomas Pellerin-Carlin, chercheur, Sofia Fernandes et Eulalia Rubio, chercheures senior, et Jean-Arnold Vinois, conseiller, avec une préface de notre président fondateur Jacques Delors et de notre président Enrico Letta, identifie clairement quatre objectifs qui peuvent contribuer à faire de lUnion de lénergie un succès qui aidera à restaurer la confiance entre lEurope et les Européens.
– Premièrement, la démocratie doit être au cur de la gouvernance de lUnion de lénergie. Cela passe par des mécanismes permettant une participation plus directe des citoyens, des élus locaux et de la société civile aux grands choix qui structurent les stratégies énergétiques nationales et européenne.
– Deuxièmement, lEurope doit mettre en place une véritable politique industrielle fondée sur linnovation pour faire de nos entreprises les leaders mondiaux de lénergie propre.
– Troisièmement, les arbitrages dinvestissement public et privé doivent intégrer pleinement les objectifs de la transition énergétique.
– Quatrièmement, lUnion de lénergie doit être au service dune transition énergétique juste qui passe par un « Pacte Social pour la Transition Énergétique » qui veille à créer des emplois pour nos jeunes et éradiquer la pauvreté énergétique. Labsence de progrès sur la voie dune Union de lénergie coûterait très cher aux citoyens et à notre idéal dune Europe démocratique, prospère, sociale, et unie dans la diversité.

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Il diritto alle cure del paziente multietnico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

medicinadifensivaMalattie infettive e tropicali, parassitosi, patologie polmonari dimenticate e ri-emergenti, limiti religiosi e malattie sessualmente trasmissibili, patologie strettamente correlate ai giovani migranti. Sono alcuni degli argomenti affrontati durante il corso “Diritto alla cura ed accesso alla terapia del paziente multietnico”, evento scientifico promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini che si è svolto in questi giorni a Roma.
«È necessario garantire i diritti umani, la tutela della salute e la presa in cura per tutti, italiani e migranti» spiega Aldo Morrone, Direttore dell’Unità di Dermatologia Clinica agli Istituti Fisiatrici Ospedalieri- Istituto San Gallicano di Roma e presidente del meeting. «Ed è essenziale mettere al centro del sistema le persone più fragili, che hanno più bisogno di essere prese in cura. Bisogna lottare perché le istituzioni si rendano conto che è necessario dare accesso alle cure anche ai pensionati con reddito minimo, alle donne vittime di sfruttamento sessuale, ai lavoratori precari e alle persone disoccupate. Ma questo non è sufficiente: devono essere avviate anche iniziative internazionali nei paesi più poveri per creare condizioni più civili e dignitose per evitare che esodi bilico continui con grande perdita di sviluppo economici e dignità umana di questi paesi». Filo conduttore del meeting è stato il deciso rifiuto di pregiudizi e luoghi comuni, primo tra tutti quello relativo alla figura del migrante come portatore di malattie. «I migranti possono trasmettere le infezioni esattamente come i cittadini italiani» avverte Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. «I migranti possono acquisire alcune infezioni soprattutto nei primi due anni in cui si trasferiscono in Italia a causa di condizioni igieniche e abitative spesso disastrose, per cui bisogna intervenire soprattutto assicurando loro un’adeguata assistenza sanitaria. Da questo punto di vista dobbiamo essere orgogliosi, perché l’Italia è uno dei pochi Paesi europei che garantisce le cure sanitarie anche ai migranti non registrati». «Il rischio pandemia dipende da vari elementi. La mobilità può favorire malattie infettive, sia dei migranti sia dei cittadini dei Paesi occidentali che oggi in aereo raggiungono anche le più remote località della Terra » aggiunge Roberto Cauda,Professore di malattie infettive e medicina tropicale dell’Università Cattolica di Roma. «Anche per questo motivo il problema della scarsa copertura vaccinale è globale e riguarda sia paesi di accoglienza sia di provenienza. In molti paesi di provenienza grazie a un efficiente servizio sanitario nazionale si assiste a una buona copertura vaccinale, ma dobbiamo mantenere alta la guardia soprattutto perché in alcuni paesi, come Siria, sta avvenendo un disfacimento dello Stato e quindi l’assistenza sanitaria sta diventano molto carente. Da parte nostra il dovere dell’accoglienza delle persone provenienti da questi Paesi è vantaggioso anche per noi, perché se il migrante non viene identificato e curato può essere un pericolo, cosa che non avviene se viene accolto e gli viene garantita un’adeguata assistenza». E tra le persone più a rischio gli esperti segnalano gli individui più indifesi: le donne e i bambini. «Le donne sole con figlio sono tra le persone migranti più fragili» conferma Rosaria Giampaolo, Responsabile della Struttura Complessa “Ambulatorio Pediatrico” all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. «La nascita di un figlio rappresenta un momento di grande fragilità perché è un momento bellissimo ma anche destabilizzante soprattutto se avviene in realtà esterna e la donna deve affrontarla da sola. Un altro momento critico riguarda i bambini e il loro inserimento a scuola. Si tratta di un traguardo, per cui di un momento positivo, però indubbiamente rappresenta anche una grossa difficoltà perché il bambino deve affrontare un’ambivalenza di messaggi: da una parte è giusto che mantenga le proprie radici e nello stesso tempo riceve richieste dalla società che ospita. Un dualismo che può determinare una grande frattura nel bambino ma anche nella famiglia. Anche l’adolescenza è un momento delicato, soprattutto per le ragazze, perché la famiglia di origine tenta in diversi modi di mantenere le proprie tradizioni e mentre i figli maschi sono generalmente più liberi, per le ragazze il maggior controllo può generare difficoltà di relazione con la famiglia». Una segnalazione infine riguardante le malattie respiratorie, a partire dalla tubercolosi. «L’incidenza della TBC è leggermente più elevata negli stranieri rispetto agli italiani: 12 casi su centomila abitanti rispetto a 7 casi su centomila abitanti, per cui si tratta di una differenza poco significativa» spiega Guglielmo Meregalli, pneumologo e volontario in ospedali e ambulatori di medicina di base in Zambia, Swaziland e Tanzania. «Il maggior rischio riguarda gli stranieri, soprattutto perché per molti è più difficile avere accesso alle cure. Il trattamento della TBC è abbastanza semplice ed efficace, ma deve essere somministrato a lungo, per quattro-sei mesi, per cui è necessaria una certa continuità di accesso alle cure. Se questa è assicurata la guarigione è pressoché completa. E per debellare la TBC nel mondo è necessario poterla diagnosticare tempestivamente anche nei paesi poveri. Purtroppo in alcune zone rurali, soprattutto in Africa, i centri per fare test diagnostici sono distanti 150-200 chilometri da molti villaggi».

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Nuove capacità di stampa per rispondere al numero crescente di ordini

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

stampa digitaleOnlineprinters ha ancora una volta deciso di investire nella tecnologia di stampa digitale. La stamperia online ha infatti aggiunto al parco macchine esistente una HP Indigo 12000. “Con questo acquisto intendiamo far fronte al notevole incremento di ordini, soprattutto nei settori delle piccole tirature e della stampa immediata che prevede la produzione delle stampe in giornata. Con la tecnologia HP Indigo siamo in grado di rispondere ancora meglio alle esigenze dei nostri clienti”, così il dott. Michael Fries, CEO di Onlineprinters, ha commentato il nuovo acquisto.
“Nel caso di clienti come Onlineprinters che hanno bisogno di nuove capacità di stampa in tempi rapidi, mettiamo a disposizione tre o quattro montatori. Ciò ci ha consentito di installare la HP Indigo 12000 in soli tre giorni”, spiega Francesco Crotti, Sales Director EMEA di HP Graphics. Ralf Schraud, Responsabile Stampa Digitale di Onlineprinters, conclude: “L’installazione di una macchina high-tech come questa è estremamente impegnativa. Non si tratta solo di posizionarla e collegare una spina”. In concomitanza con i lavori di installazione, è necessario creare anche una specifica infrastruttura, con la posa contemporanea di corrente, rete e tubi di raffreddamento. Inoltre, quest’anno Onlineprinters prevede ulteriori investimenti nel proprio parco macchine.
La scelta da parte di Onlineprinters di investire su una HP Indigo 12000 è legata all’elevata produttività associata a tempi di preparazione ridotti e a un software ottimizzato di tale macchinario. Il nuovo sistema di stampa digitale dispone di sette stazioni di inchiostro che consentono di estendere la gamma cromatica. L’applicazione del colore sul substrato non avviene in successione, bensì in contemporanea, con la possibilità quindi di stampare più materiali di supporto e di incrementare notevolmente la flessibilità. Ogni mese si possono produrre fino a due milioni di stampe.
Dal 2004, anno della sua fondazione, Onlineprinters GmbH risulta essere il primo Onlineshop per prodotti stampati in Europa. Unica tra le stamperie online più grandi, la società di e-commerce è nata da una tipografia tradizionale. Tutti i prodotti vengono stampati esclusivamente negli stabilimenti interni della sede tedesca a Neustadt an der Aisch.https://www.youtube.com/watch?v=HrFOk4IRj9A

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SCUOLA e PA – Rinnovo del contratto

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa parte pubblica vuole individuare le tematiche per i prossimi rinnovi contrattuali, nell’ambito dei quali occorrerà affrontare i problemi di armonizzazione dei nuovi contratti con le norme di legge intervenute dopo il periodo di sospensione dell’attività negoziale e, inoltre, stabilire discipline comuni e convergenti all’interno dei nuovi comparti e delle nuove aree di contrattazione, individuati dall’Aran e dalle Confederazioni sindacali nell’accordo siglato il 13 luglio 2016. Per sottoscrivere i rinnovi di categoria si prevedono tempi lunghi.Marcello Pacifico (Anief-Cisal-Confedir): se all’Aran si vuole definire la parte normativa, con il nuovo ‘compartone’ Scuola, Università, Ricerca pubblica e Afam, allora possiamo parlarne. Se, invece, si vogliono prioritariamente gettare le basi per accreditare l’aumento medio del personale a dir poco insufficiente non ci stiamo. La busta paga dei dipendenti pubblici, a iniziare dalla scuola, dove gli stipendi sono i più bassi della P.A., va almeno riallineata al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Consulta. E altrettanti di vero e proprio aumento. Sono 210 euro e pure netti, quindi quattro volte quello che mette sul piatto oggi il Governo.

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Solidarietà all’Italia: 1,2 miliardi di fondi UE per contribuire alla ricostruzione dopo i terremoti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

terremotoBruxelles. La Commissione propone di mobilitare 1,2 miliardi di euro a titolo del Fondo di solidarietà dell’UE a seguito dei terremoti che hanno colpito l’Italia centrale nel 2016 e nel 2017. Si tratta della somma più alta mai stanziata in un’unica tranche.
© European Union 2017. Sin dal primo giorno la Commissione ha offerto il suo sostegno per affrontare l’immediata situazione di emergenza e si è impegnata a restare a fianco dell’Italia durante tutto il processo di ricostruzione. La proposta odierna concretizza ulteriormente tale promessa.
Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Non abbiamo dimenticato. Per la sua resilienza, il suo indomabile coraggio e la sua determinazione ad andare avanti, il popolo italiano merita tutta la nostra ammirazione. Avevamo promesso di non lasciare l’Italia da sola ad affrontare questa tragedia e ora onoriamo tale impegno. L’UE sosterrà l’opera di ricostruzione nelle quattro regioni colpite e contribuirà a finanziare il restauro della Basilica di San Benedetto a Norcia. Lavoreremo insieme al governo e alle autorità locali affinché le persone che vivono in queste regioni possano chiudere questo doloroso capitolo della loro storia e costruire un nuovo futuro”.
Corina Crețu, Commissaria per la Politica regionale, ha dichiarato: “Questa somma eccezionale proveniente dal Fondo di solidarietà dell’UE aiuterà l’Umbria, il Lazio, le Marche e l’Abruzzo a sanare le ferite e a riprendersi completamente. Nel corso della mia visita in Umbria a febbraio ho ribadito la solidarietà della Commissione europea nei confronti delle persone che hanno perso tutto a causa dei terremoti e la nostra disponibilità a sostenere il processo di ricostruzione. Dalle macerie sorgeranno nuove case e nuove scuole e l’attività economica riprenderà slancio. E l’UE sarà al fianco dell’Italia lungo tutto questo cammino.”
Il Fondo di solidarietà dell’UE sosterrà le operazioni di ricostruzione e la ripresa dell’attività economica nelle regioni colpite. Il denaro può essere impiegato anche per coprire i costi dei sevizi di emergenza, degli alloggi temporanei, delle operazioni di risanamento e delle misure di protezione del patrimonio culturale, in modo da alleviare l’onere economico già sostenuto dalle autorità italiane.
Una prima tranche di aiuti per un valore di 30 milioni di euro è già stata erogata nel dicembre 2016. L’importo proposto deve ora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

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Nuove norme di trasparenza per gli intermediari della pianificazione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

european commissionBruxelles. Nuove norme di trasparenza per gli intermediari della pianificazione fiscale: la Commissione compie un ulteriore passo avanti La Commissione europea ha proposto oggi nuove, rigorose norme di trasparenza per gli intermediari, come consulenti fiscali, contabili, banche e avvocati, che elaborano e promuovono sistemi di pianificazione fiscale per i loro clienti. Recenti rivelazioni dei media, come i Panama Papers, hanno messo in luce il modo in cui alcuni intermediari aiutano le società e le persone a sottrarsi al fisco, di solito attraverso sistemi transfrontalieri complessi. La proposta odierna mira ad affrontare tale pianificazione fiscale aggressiva rafforzando i controlli sulle attività inedite di pianificatori e consulenti fiscali.
Il Vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “L’Unione europea è in prima linea quando si tratta di apportare maggiore trasparenza al mondo della pianificazione fiscale aggressiva. Tale impegno sta già producendo risultati. Oggi proponiamo di responsabilizzare gli intermediari che elaborano e vendono sistemi di elusione fiscale. Grazie a questo nuovo approccio gli Stati membri beneficeranno alla fine di un maggiore gettito fiscale.”
Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “Continuiamo a intensificare il nostro programma di trasparenza fiscale. Oggi puntiamo sui professionisti che promuovono gli abusi fiscali. Le amministrazioni fiscali devono disporre delle informazioni di cui hanno bisogno per contrastare i sistemi di pianificazione fiscale aggressiva. La nostra proposta fornirà maggiore certezza agli intermediari che rispettano lo spirito e la lettera delle leggi dell’Unione e renderà la vita molto difficile a quelli che non lo fanno. Il nostro impegno per una tassazione più equa in tutta l’Europa continua a registrare progressi.”
D’ora in poi i sistemi di pianificazione fiscale transfrontalieri che presentano alcune caratteristiche o “elementi distintivi” che possono comportare perdite per i governi dovranno essere automaticamente comunicati alle autorità fiscali prima di essere utilizzati. La Commissione ha individuato gli elementi distintivi fondamentali, fra cui il ricorso alle perdite per ridurre il debito d’imposta, l’uso di speciali regimi fiscali favorevoli o di meccanismi che si avvalgono di paesi che non rispettano le norme internazionali di buona governance.
L’obbligo di segnalare un sistema transfrontaliero che presenta uno o più di tali elementi distintivi sarà a carico:
· dell’intermediario che ha fornito il sistema transfrontaliero destinato ad essere attuato e utilizzato da una società o da o un privato;
· dalla persona o dalla società che riceve la consulenza quando l’intermediario che fornisce il sistema transfrontaliero non ha la propria sede nell’UE o è vincolato dalle norme di riservatezza o dal segreto professionale;
· dalla persona o dalla società che attua il sistema transfrontaliero se questo è elaborato da consulenti fiscali o avvocati interni.
Gli Stati membri si scambieranno automaticamente le informazioni che ricevono sui sistemi di pianificazione fiscale tramite una banca dati centralizzata, creando così un sistema di allerta precoce sui nuovi rischi di elusione e rendendo possibile l’adozione di misure per bloccare regimi dannosi. L’obbligo di segnalare un sistema non implica necessariamente che sia dannoso, ma solo che merita di essere esaminato dalle autorità fiscali. Gli Stati membri saranno tuttavia tenuti ad applicare sanzioni efficaci e dissuasive alle società che non rispettano le misure di trasparenza, creando un nuovo potente deterrente per coloro che incoraggiano o facilitano gli abusi fiscali.
Le nuove norme sono esaustive in quanto coprono tutti gli intermediari, tutti i sistemi potenzialmente dannosi e tutti gli Stati membri. I dettagli di ogni sistema fiscale contenente uno o più segni distintivi dovranno essere segnalati alle autorità fiscali del paese dell’intermediario entro cinque giorni dalla messa a disposizione del sistema a un cliente.

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Antitrust: la Commissione commina ammende per un importo di 27 milioni di EUR a tre produttori di impianti di illuminazione dei veicoli

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

European CommissionBruxelles. La Commissione europea ha comminato un’ammenda complessiva di 26 744 000 EUR a Automotive Lighting e Hella per la loro partecipazione a un accordo di cartello nella produzione di impianti di illuminazione dei veicoli in violazione delle norme antitrust dell’UE. Valeo non è stata sanzionata avendo rivelato alla Commissione l’esistenza del cartello. Tutte le imprese hanno ammesso la loro partecipazione al cartello e hanno accettato la procedura di transazione.La commissaria Margrethe Vestager, responsabile della politica della concorrenza, ha dichiarato: “La Commissione ha sanzionato un altro cartello nel settore automobilistico. Tre produttori di sistemi di illuminazione dei veicoli hanno arrecato danno ai costruttori di automobili e veicoli commerciali accordandosi tra loro anziché farsi concorrenza. La decisione odierna ribadisce che non accettiamo cartelli che rechino pregiudizio al mercato europeo.”
I sistemi di illuminazione dei veicoli comprendono parti quali i proiettori o le luci di posizione diurne. Il cartello riguardava la fornitura di tali pezzi di ricambio ai costruttori di veicoli passeggeri e commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. L’indagine della Commissione ha rivelato che, per più di tre anni, Automotive Lighting, Hella e Valeo si sono accordate sui prezzi e altre condizioni commerciali per la fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli all’interno dello Spazio economico europeo (SEE).
Le tre imprese si riunivano, per lo più a livello bilaterale, in occasione di fiere commerciali, al margine delle “giornate dei fornitori” organizzate dai clienti ma anche al di fuori di tali eventi.
Le imprese discutevano delle offerte per le aste e delle strategie di negoziato, scambiandosi informazioni sui negoziati con i clienti in relazione agli aumenti di prezzo e informazioni di altra natura. Inoltre, le parti avevano deciso di comune accordo di perseguire un aumento del prezzo dei pezzi di ricambio dopo la fine della produzione di massa di uno specifico modello di veicolo, decidendo anche per quanto tempo in seguito avrebbero garantito per contratto la disponibilità di tali pezzi di ricambio.
L’ammontare delle ammende è stato fissato sulla base degli Orientamenti della Commissione del 2006 per il calcolo delle ammende (cfr. comunicato stampa e MEMO).
Nel fissare il livello delle ammende la Commissione ha tenuto conto delle vendite realizzate dalle imprese nel SEE grazie alla fornitura di sistemi di illuminazione dei veicoli ai costruttori di veicoli passeggeri o commerciali dopo la fine della produzione di massa di un modello di veicolo. La Commissione ha tenuto conto inoltre della gravità della violazione, della portata geografica e della durata.
In applicazione della comunicazione sul trattamento favorevole del 2006:
Valeo ha ottenuto la piena immunità per aver rivelato l’esistenza del cartello, evitando così un’ammenda di importo superiore a 30,5 milioni di EUR.
Automotive Lighting e Hella hanno beneficiato di una riduzione dell’ammenda per la loro collaborazione con l’indagine. La riduzione tiene conto della tempestività della loro cooperazione e dalla misura in cui le prove da loro apportate hanno consentito alla Commissione di dimostrare l’esistenza del cartello.
Inoltre a norma della sua comunicazione del 2008 concernente la transazione, la Commissione ha applicato una riduzione del 10% alle ammende comminate, avendo le parti riconosciuto la loro partecipazione al cartello e le loro responsabilità in tal senso.

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With EU prisons overcrowded, Member States should favour alternatives if possible, MEPs say

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

carcereAccording to the Council of Europe, the number of detainees exceeds the number of available places in a third of European penitentiary institutions. Civil Liberties MEPs warn that prison overcrowding impacts the safety of inmates and staff, has adverse effects on health conditions, obstacles rehabilitation and may contribute to radicalization.
They insist that imprisonment, including pre-trial detention, should only be used in legally justified cases, and alternatives, such as home detention or non-custodial punitive measures (e.g., community service work, electronic bracelets), should be prioritized in the case of persons who do not present a serious danger to society.In the case of juvenile offenders, they should always be entitled to access alternative measures to detention regardless of the offence they have committed, according to MEPs. In case of detention, they should be kept separately from adults. The Civil Liberties Committee backed on Wednesday, with 44 votes in favour, four against and three abstentions, an own-initiative report prepared by Joelle Bergeron (EFDD, FR) on prisons’ systems and conditions. The text will be put to a vote in plenary in a future session.Among other ideas, MEPs demand special attention to vulnerable detainees, such as elderly and disabled people. They also point to the specific needs of women, particularly during pregnancy and after they have given birth. They also condemn the prison dispersal policy applied by a number of states, which they see as an added punishment for prisoners’ families.They show concern about the increase of prisons systems’ privatization and underline that staff serving in prisons should have adequate remuneration, proper working conditions and systematic training. In 2014, prisons across the EU were holding over half a million inmates, including both convicted persons, serving their final sentence, and persons accused of a crime who were on remand.

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Inizia la nuova era della lotta all’epatite C: obiettivo eliminazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

epatite CSono stati anni di profondi mutamenti nella lotta all’HCV e ora ci troviamo di fronte ad una svolta. Il recente ampliamento dei criteri di accesso alle nuove terapie da parte dell’AIFA ha aperto le porte della cura ad un numero sempre maggiore di pazienti infetti. Oggi per loro esiste un’arma che potrà rendere l’obiettivo dell’eliminazione dell’epatite C più facile da raggiungere. Si tratta della combinazione sofosbuvir + velpatasvir, un trattamento pangenotipico, ovvero efficace contro tutti i ceppi del virus dell’HCV, che agisce inoltre in un tempo più breve e con meno effetti collaterali rispetto agli altri trattamenti.“I farmaci antivirali ad azione diretta, di cui sofosbuvir è stato il capostipite, sono la terapia rivoluzionaria nella cura dell’epatite C perché permettono di svincolarsi dall’utilizzo dell’interferone, che era risolutivo solo nel 50% dei casi. Grazie a tali terapie, si possono guarire un maggior numero di pazienti, con effetti collaterali minori ed efficacia più elevata”, spiega Stefano Fagiuoli Direttore Unità Complessa di Gastroenterologia, Epatologia e Trapiantologia, ASST Papa Giovanni XXIII, Bergamo “In particolare, la nuova combinazione di sofosbuvir con velpatasvir (pangenotipico), da poco disponibile anche in Italia, rappresenta un’importante innovazione terapeutica perché agisce su tutti i genotipi del virus. È efficace infatti nel 99% dei casi nei genotipi 1, 2 e 4, nel 95% dei pazienti con genotipo 3.”Sofosbuvir + velpatasvir ha dimostrato di essere efficace in 12 settimane, dimezzando i tempi di terapia rispetto agli antivirali ad azione diretta (DAA) di prima generazione utilizzati fino adesso in pazienti con patologia avanzata. Il nuovo regime pangenotipico consente di iniziare a trattare i pazienti in tempi brevi. Fino ad oggi, infatti, i pazienti dovevano venire sottoposti a diversi test, sia prima di iniziare il trattamento che durante, con sistemi di monitoraggio; l’introduzione dello schema pangenotipico semplifica questa routine.La combinazione sofosbuvir e velpatasvir per 12 settimane è stata autorizzata per i pazienti senza cirrosi o con cirrosi compensata e in combinazione con ribavirina per i pazienti con cirrosi scompensata. Sofosbuvir + velpatasvir è anche il primo regime a singola compressa approvato per il trattamento dei pazienti con genotipo 2 e 3, senza l’ausilio di ribavirina.
Infine, l’introduzione di uno schema che agisce su tutti i genotipi permetterà di abbattere il problema delle resistenze, il fenomeno per cui i virus acquisiscono la capacità di sfuggire all’azione dei farmaci.“Il nuovo pangenotipico consente al medico di trattare tutti i tipi di pazienti nelle diverse fasi della malattia, con straordinaria efficacia in quelli con malattia avanzata” conclude Fagiuoli. ”Inoltre è l’unica terapia che è stata utilizzata con ottimi risultati nei pazienti post-trapianto.”L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto come obiettivo da raggiungere entro il 2030 il controllo delle epatiti virali. Un traguardo ambizioso che potrà essere centrato attraverso la riduzione del 90% dei nuovi casi di epatite B e C, trattando l’80% dei pazienti eleggibili per il trattamento e riducendo del 65% i decessi legati alle epatiti.[1] In questo contesto si colloca il Piano Nazionale per l’eradicazione dell’HCV voluto dall’Agenzia Italiana del Farmaco e dal Ministero della Salute che prevede di trattare 80.000 persone all’anno nei prossimi tre anni.
“Il nuovo farmaco pangenotipico semplificherà ulteriormente gli attuali schemi terapeutici ed è certamente interessante per la sua “maneggevolezza”, caratteristiche sicuramente apprezzate da medici e pazienti: è un contributo concreto all’eliminazione dell’epatite C nel nostro Paese”, dichiara Ivan Gardini, Presidente di EpaC Onlus.Che il vento sia cambiato per i pazienti con HCV lo testimoniano anche le conversazioni che avvengono in Rete, specchio contemporaneo dei sentimenti positivi e negativi che attraversano la società: rispetto al 2013, quando la rivoluzione dei farmaci DAA non era che agli albori, si respira un’aria di fiducia e di ottimismo, come testimonia l’analisi di oltre 1000 post pubblicati sui gruppi di pazienti con HCV presenti sul social network più diffuso, Facebook, condotta da Voices from the Blogs, spin-off dell’Università degli Studi di Milano specializzata nell’ascolto e nell’analisi delle conversazioni online. “Rispetto a quanto rilevato nel periodo precedente, nel 2017 i post su facebook ci restituiscono un sentiment più positivo: crescono del 5% i post che riportano emozioni positive”, spiega Andrea Ceron, Co-Fondatore di Voices from the Blogs, “rispecchiando così i cambiamenti avvenuti nello scenario degli ultimi mesi”.In Italia stime recenti collocano il numero di malati di epatite C tra un minimo di 250.000 a un massimo di 600.000.[3] “Di questi, si ritiene che il 20% non sappia di esserlo” afferma Salvatore Petta, Sezione di Gastroenterologia all’Università degli Studi di Palermo. L’infezione, infatti, rimane silente per molti anni, tempo in cui il virus, però, danneggia l’organismo e spesso, quando si arriva alla diagnosi, la malattia è già in fase avanzata.[4] [5] [6]“L’obiettivo dell’eliminazione del virus dal nostro Paese” – prosegue Petta – “non potrà essere raggiunto fino a quando anche queste “sacche” di malati – pazienti presso i SERT, detenuti, coinfetti – non verranno curate. Allo stato attuale non serve uno screening di massa ma un’azione in sinergia con i medici di medicina generale per individuare i soggetti suscettibili, capire le ragioni di un eventuale rifiuto delle terapie in passato e spiegare i progressi medici compiuti”.Con l’avvento del farmaco universale, che può essere usato su tutti i genotipi, l’armamentario per la lotta all’HCV è completo. “Ora abbiamo praticamente tutto: un fondo dedicato, bravi specialisti, e farmaci disponibili. Ma la sola enunciazione di un “piano di eradicazione” non basta. Serve un serio impegno da parte delle Regioni per ridefinire le reti di cura, renderle capillari per prendere in carico tutti i pazienti già diagnosticati, rinforzare i centri che hanno in carico migliaia di pazienti, e creare dei percorsi terapeutici che coinvolgano tutti gli stakeholders”, conclude Gardini.

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Torino, poliziotti feriti nel cuore della movida

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

polizia“Ancora poliziotti feriti nello svolgimento del proprio dovere e per un normale servizio di controllo, stavolta nella zona della movida cittadina a Torino. Ogni benedetto servizio che andiamo a svolgere in tutto il Paese ci mette di fronte a vere e proprie azioni di guerriglia che ormai sono assolutamente sistematiche. E’ sempre più brutalmente evidente che affrontiamo continuamente dei veri buchi neri di legalità, che creano incidenti e pericoli al limite dell’incredibile. Abbiamo letto che alcuni osano lamentarsi del fatto che i Poliziotti del Reparto mobile si recano nelle piazze e nelle strade per garantire ordine e sicurezza. Ma perché invece non chiedersi come mai ciò sia necessario? Invece che indignarsi del fatto che ci rechiamo a svolgere questi servizi pronti a tutto, ben consci dei pericoli che oggigiorno si annidano anche in situazioni apparentemente normali, bisognerebbe riflettere. Indignarsi dovrebbe essere lecito solo in riferimento al fatto che la normale vita notturna cittadina nel periodo estivo sia evidentemente messa a rischio da potenziali comportamenti criminali che, infatti, si sono prontamente concretizzati ieri sera. A farne le spese, al solito, donne e uomini in divisa che svolgono solo e unicamente il proprio lavoro, e lo fanno per la difesa ed il bene dei cittadini i quali non devono certamente lamentarsi se li vedono in giro, ma piuttosto dovrebbero farlo non vedendoli, considerato che tanti soggetti così facili alla delinquenza si aggirano nelle nostre città. Opporsi a un normale controllo non ha alcun senso, a meno che non si abbia qualcosa da nascondere o non si soffra di insostenibile avversione per le Forze dell’Ordine. Quanto a noi, è sempre più evidente che abbiamo bisogno di ulteriori e maggiori tutele, in tutti i sensi e in tutti i settori, per affrontare la violenza dilagante che ci vede bersagli continui di delinquenti cui lo Stato deve rispondere con severità”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo quanto avvenuto a Torino, in piazza Santa Giulia, nel cuore della movida cittadina, dove ieri notte si sono verificati scontri tra agenti di polizia e attivisti dei centri sociali con il ferimento di 4 Poliziotti, e in particolare con un commissario donna presa a pugni.

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USB chiede al Mise l’accesso agli atti su Alitalia: vogliamo il reale stato dei conti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

alitalia-volo-aereoL’Unione Sindacale di Base, che da giorni sta chiedendo ai tre commissari il bilancio 2016 di Alitalia di cui non si ha ancora traccia, chiede formalmente al Ministero dello Sviluppo Economico l’accesso agli atti per verificare il reale stato dei conti della compagnia. Usb ritiene infatti sempre più evidente che la situazione finanziaria di Alitalia è stata determinata da errori folli e che la gestione operativa potrebbe essere addirittura sana.Lo dimostrano le notizie di oggi comparse sui quotidiani italiani, che elencano tra le offerte pervenute ai commissari straordinari le tre maggiori compagnie europee (AirFrance, Lufthansa e British Airways), insieme alle due maggiori compagnie low cost continentali (Easyjet e RyanAir). Un vero e proprio “parterre de roi” a conferma della certezza che da anni USB ha: il mercato del trasporto aereo italiano è un boccone ricco e prelibato in cui l’asset Alitalia svolge un ruolo determinante.La storia degli ultimi anni insegna che più Alitalia è stata debole, malgestita e ridimensionata, più le grandi compagnie europee e le low cost hanno tratto benefici enormi drenando flussi di milioni di passeggeri (e miliardi di euro l’anno). La stessa alleanza Skyteam è una sequela di sviluppi record per Air France & soci, e di lenta agonia per Alitalia.Non possiamo che chiederci quale possa essere il reale interesse di queste compagnie e delle low cost nel modificare un assetto di mercato che ha garantito lauti guadagni ai propri azionisti. L’acquisizione di Alitalia in fallimento si può trasformare nell’ultimo, più grande e definitivo affare per loro, ma nulla ha a che vedere con l’interesse dell’Italia, della sua industria e dei suoi lavoratori.A USB appare criminale che le istituzioni e la politica italiane non ritengano che il bando abbia altissime probabilità di trasformarsi in una svendita con ulteriori tagli occupazionali. L’intervento diretto dello Stato nel futuro di Alitalia, sino alla nazionalizzazione, ha tutte le ragioni di essere considerato nell’interesse dei lavoratori e dell’intero Paese, per rilanciare davvero la compagnia e per presidiare un mercato strategico.

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Decreto vaccini, Villani: “Tutti fondamentali i 12 vaccini. I pediatri richiedono anche l’antipneumococco”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

vaccinazione-antinfluenzale-2012-2013“Chi sostiene che 12 vaccini obbligatori sono troppi e andrebbero ridotti ignora le evidenze scientifiche che hanno portato il Ministero della Salute, sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle Società Scientifiche, a scegliere la strada dell’obbligo vaccinale. Tutti i 12 vaccini previsti nel Decreto sono essenziali per tutelare la salute dei bambini e di tutti i cittadini, anzi le Società Scientifiche chiedono di inserire anche lo pneumococco, portando a 13 i vaccini obbligatori. Tornare indietro sarebbe un pericoloso autogol per la salute dei cittadini. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (Ufficio regionale per l’Europa) ha espresso apprezzamento per lo sforzo fatto dall’Italia per fermare l’epidemia di morbillo e ha ribadito che la strategia di legare le vaccinazioni all’iscrizione scolastica ha dimostrato di essere efficace in molti Paesi per prevenire le epidemie”.
Ad affermarlo il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani, in vista dell’imminente iter parlamentare del Decreto sulle vaccinazioni.
“Il provvedimento – precisa – è volto a salvaguardare la salute dei bambini e dei cittadini: in primo luogo di quelli che vengono vaccinati e quindi protetti da malattie letali come la meningite, ma anche di tutti quei bambini che, a causa di gravi malattie immunitarie o oncologiche, non possono essere vaccinati. Infatti l’aumento della coperture vaccinali diminuisce il rischio di diffusione delle malattie contro cui ci si vaccina. Il Decreto è anche un’occasione per verificare lo stato vaccinale di tutti gli scolari nell’interesse loro e dei loro compagni di classe”.
Ma era davvero necessario arrivare a reintrodurre l’obbligo? Per il Presidente della SIP l’obbligo è una “scelta inevitabile”, motivata da un quadro generale preoccupante e pericoloso. Spiega Alberto Villani: “Come ha affermato di recente anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi nella sua audizione in Parlamento, in Italia nessuna vaccinazione raggiunge la soglia di sicurezza del 95%, e questo è un segnale allarmante perché significa che decine di migliaia di bambini e adolescenti sono esposti a rischi inutili. In tali situazioni si deve intervenire per prevenire le epidemie prima che esplodano, come è successo ad esempio con il morbillo, che ha registrato 2.988 casi dall’inizio dell’anno contro i 392 dello scorso anno. Prevenire significa appunto intervenire prima che la gente si ammali e muoia”. Solo 4 punture e nessun sovraccarico per il sistema immunitario. Per fugare le preoccupazioni dei genitori il Presidente SIP ricorda che anche se i vaccini obbligatori sono 12 le punture sono solo 4 perché molti vaccini vengono somministrati in modo combinato con un’unica iniezione. In particolare, la vaccinazione esavalente comprende difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite, Haemophilus influenzae di tipo B; il vaccino quadrivalente MPRV protegge da morbillo, parotite, rosolia, varicella; a questi si aggiungono i due vaccini contro il meningococco B e C, per un totale di quattro punture per il bambino. Nessun sovraccarico per il sistema immunitario perché “è scientificamente dimostrato che il sistema immunitario del bambino sarebbe in grado di sostenere la somministrazione di tutti i vaccini contemporaneamente”.
Infine non bisogna dimenticare che l’obbligo vaccinale è solo ‘un passaporto’ per accedere a scuola, mentre non è trascurabile il valore di un Piano nazionale di Prevenzione vaccinale che è stato inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza e che grazie ad un investimento anche di natura economica da parte dello Stato, offre l’opportunità a tutti i cittadini italiani (di qualsiasi età) di essere protetti nei confronti delle malattie prevenibili con il vaccino.

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Parlamento: commissione inchiesta sulle banche

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

monte dei paschi di siena“Tardiva, ma faremo in modo che sia utile. La proposta di legge d’istituzione di una commissione d’inchiesta sul sistema bancario è una di quelle tappe che hanno segnato l’impegno di FDI in questa legislatura. La nostra proposta di legge è stata la prima in assoluto a essere depositata è solo la furbizia di Renzi e del PD ne ha impedito l’approvazione. Infatti l’escamotage per fingere di essere d’accordo su questa inchiesta è stata la presentazione di un’altra proposta di legge – quella approvata stamane – di istituzione di una bicamerale, differenza sostanziale che impedirà qualunque seria indagine sui decenni di furti e rapine fatte non dai malviventi ai danni delle banche ma da alcune banche a danno dei cittadini. La dimostrazione del bluff andato in onda oggi è data dalla bocciatura dell’emendamento che chiedeva la proroga della durata della commissione a oltre la legislatura. Del resto tra truffatori s’intendono ad arte: Pd, Bankitalia, grande finanza costituiscono oggettivamente un sodalizio ostile alla trasparenza e agli interessi dei cittadini.Il via libera di oggi è tardivo ma ci batteremo affinché nei pochi mesi di attività possano emergere gli intrecci, lunghi oltre un secolo, tra banche, partiti e loro famigli, rendendo pubblici gli elenchi dei grandi ‘insolventi’ cui sono stati concessi prestiti milionari senza che mai rientrassero nelle casse degli istituti. Una gestione lurida che ha portato al tracollo di tanti piccoli risparmiatori, investitori, imprenditori a vantaggio operazioni tanto spericolate quanto remunerative”.
È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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A un ricercatore AIRC la borsa di studio “PayTipper”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

sienaSiena. AIRC – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – ha assegnato la borsa di studio intitolata a PayTipper alla ricercatrice Vanessa Zurli dell’Università degli Studi di Siena impegnata in uno studio sulla leucemia linfatica cronica (LLC), il tipo di leucemia più comune nei paesi occidentali.Vanessa Zurli, 29 anni, sta portando avanti un progetto di ricerca dal titolo “Movimento dei granuli litici nei linfociti T citotossici: studio della sua regolazione in cellule sane e in quelle di pazienti affetti da LLC”. “Grazie alla borsa di studio finanziata da PayTipper posso proseguire i miei studi sulla leucemia linfatica cronica – spiega Vanessa – L’obiettivo è quello di comprendere come le cellule malate riescano ad evadere le risposte del sistema immunitario così da poter individuare nuovi bersagli da utilizzare per sviluppare terapie anti-tumorali più efficaci di quelle attuali”.AIRC sostiene da oltre cinquant’anni i progressi della ricerca oncologica finanziando progetti di ricerca e borse di studio per i migliori scienziati in Italia. Nel 2017, l’Associazione e la sua Fondazione hanno destinato 102 milioni di euro al finanziamento di 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio. Circa 5.000 ricercatori, di cui il 52% con meno di 40 anni, possono così lavorare in laboratori di università, ospedali e istituzioni di ricerca in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese.
La borsa di studio “PayTipper” – attiva da gennaio 2017 – è stata finanziata attraverso una campagna di donazione che si è svolta dal 5 settembre al 5 ottobre 2016: per ogni pagamento di bollettini postali e bancari, (Mav, Rav e bollettini Freccia) effettuato attraverso le reti a marchio Punto Puoi e Sermetra e tramite il sito web PagaComodo, l’istituto di pagamento ha fatto una donazione di 5 centesimi di euro per i versamenti fatti nel canale tradizionale e di 10 centesimi di euro per quelli fatti tramite il canale online http://www.pagacomodo.it.“La crescita e la formazione di una nuova generazione di talenti della ricerca resta una nostra priorità per poter garantire un futuro libero dal cancro – ricorda Niccolò Contucci, Direttore Generale AIRC – Siamo quindi molto soddisfatti che PayTipper abbia voluto scendere in campo al nostro fianco per sostenere una giovane ricercatrice garantendole, attraverso questa borsa di studio, la possibilità di proseguire nel suo lavoro presso un laboratorio d’eccellenza”. Angelo Grampa, AD di PayTipper, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di supportare la ricerca oncologica italiana offrendo a un ricercatore la possibilità di maturare un’esperienza fondamentale per il futuro della ricerca scientifica”. E ha aggiunto: “Abbiamo recentemente intrapreso un percorso di Corporate Social Responsibility e la campagna di donazione in favore di AIRC rappresenta un primo passo in questa direzione”.

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Dagli enzimi di un pesce una prospettiva di cura per l’iperuricemia e la malattia di Lesch-Nyhan

Posted by fidest press agency su sabato, 24 giugno 2017

pesceDifetti del metabolismo, alla base di varie patologie, possono essere corretti attraverso la somministrazione di proteine con attività enzimatica in grado di rimpiazzare una funzione carente nell’organismo. Tutti i farmaci utilizzati per la “terapia enzimatica sostitutiva” nell’uomo sono basati su singoli enzimi. Tuttavia, per svolgere funzioni complesse possono essere necessari più enzimi che funzionano in modo coordinato in una via metabolica. Una ricerca dell’Università di Parma finanziata dalla Fondazione Telethon apre ora la strada a una terapia in grado di sostituire una intera via metabolica nell’uomo.
Nel corso dell’evoluzione le grandi scimmie hanno perso la capacità di degradare l’acido urico a causa di mutazioni che hanno portato alla perdita, avvenuta circa venti milioni di anni fa, di tre enzimi responsabili della trasformazione dell’acido urico in un composto solubile e facilmente eliminabile per via urinaria. Di conseguenza, l’uomo e gli ominoidi tendono ad accumulare l’acido urico, molto più degli altri animali. Elevati livelli di questa molecola nel sangue favoriscono lo sviluppo di gotta e calcoli renali e sono associati ad altre comuni patologie come obesità e rischio cardiovascolare.Esiste poi una particolare e rara patologia genetica, la sindrome di Lesch-Nyhan, legata ad un’ulteriore mutazione di un enzima del riciclo delle purine. Questo difetto genetico si manifesta con l’insorgenza precoce di iperuricemia grave accompagnata da deficit neurologici per i quali non esiste ancora una cura. In particolare, gli approcci terapeutici correnti si basano prevalentemente sul blocco della formazione dell’acido urico, che però produce effetti collaterali dovuti all’accumulo dei suoi precursori.
Dopo aver contribuito a chiarire il meccanismo d’azione degli enzimi responsabili della via degradativa dell’acido urico, un gruppo di ricercatori dell’Università di Parma ha avuto l’idea di provare a ricostituire l’intera via metabolica partendo da enzimi di altre specie, per rimpiazzare i tre persi dal nostro antenato ominoide.Enzimi provenienti da altre specie non possono essere somministrati direttamente, in quanto verrebbero rapidamente degradati e darebbero origine a reazioni antigeniche. I ricercatori, coordinati dal prof. Riccardo Percudani del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, e dal prof. Stefano Bettati del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, sono riusciti a ottenere i tre enzimi in forma ricombinante, a partire dai geni di un pesce modello, il pesce zebra (Danio rerio), e a rivestirli con un polimero biocompatibile che ne prolunga la durata in circolo e li rende invisibili al nostro sistema immunitario.I risultati di questo studio, che per ora è riuscito a dimostrare la piena funzionalità in vitro dei tre enzimi “mascherati”, saranno pubblicati sul numero di Luglio della rivista Pharmaceutical Research – organo ufficiale della American Association of Pharmaceutical Scientists -, e sono in attesa dei test in vivo su animali da laboratorio, che riproducono le stesse mutazioni responsabili delle patologie umane.

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