Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 19 giugno 2017

Delegazione AIL al Quirinale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

mattarellamattarella1Roma stamani alle ore 12.00 presso il Palazzo del Quirinale, in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma del prossimo 21 giugno, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato una delegazione dell’AIL guidata dal Prof. Franco Mandelli, Professore Emerito di Ematologia e Presidente nazionale AIL.La delegazione ricevuta dal Capo dello Stato, composta da dodici Consiglieri di Amministrazione dell’AIL in rappresentanza delle 81 sezioni provinciali, ha illustrato al Presidente Mattarella i rilevanti progressi compiuti dalla ricerca scientifica e gli importanti risultati ottenuti dai progetti e dall’attività dell’Associazione, rivolti a rendere meno gravosa la lotta contro i tumori del sangue.L’AIL condivide idealmente questo importante riconoscimento con tutte le migliaia di volontari e sostenitori che partecipano con grande sensibilità alla sua azione sociale ed umanitaria.

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Real Academia de España: Performance Diaspora MMXVII

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

diasporaRoma Martedì 20 giugno – ore 21,30 Real Academia de España en Roma Piazza S. Pietro in Montorio 3 (Gianicolo) Tra i 24 artisti-ricercatori residenti alla Real Academia de España en Roma per l’anno 2016/2017 c’è anche Victor Resco, unico stilista di moda. Laureato in Belle Arti e residente a Madrid, dove realizza collezioni e confezioni su misura nel suo atelier, Victor concepisce la moda come un linguaggio plurale mediante il quale prospettare nuovi contesti narrativi. Partendo da elementi della cultura contemporanea, senza mai rinunciare agli impieghi tipici del sarto, Víctor arricchisce la sua identità visuale cercando mezzi efficienti di promozione e distribuzione. Il progetto che ha approfondito mediante la sua permanenza a Roma, Diaspora MMXVII, si ispira alle tematiche di guerra nutrendosi del manifesto surrealista e del lavoro di artisti come Giorgio de Chirico, per sviluppare un disegno dall’evidente carattere grafico e costruttivista. Il risultato del suo lavoro sarà presentato al pubblico martedì 20 giugno alle ore 21,30 attraverso una sfilata ed una performance coreografata da Michele Mastroianni, negli spazi del Tempietto del Bramante, all’interno del complesso di S. Pietro in Montorio, sede dell’Accademia.
L’evento anticipa l’iniziativa Processi 144 all’interno della quale, giovedí 22 giugno alle ore 20, tutti gli artisti residenti esporranno i propri progetti sull’Italia, e su Roma in particolare, legati alle arti figurative – dalla fotografia al cinema, dal quadro all’oggetto di design. L’ingresso ad entrambe le iniziative è libero.
Dopo 144 anni, la Real Academia de España en Roma continua a rinnovarsi come centro di creazione artistica e di produzione di conoscenza. Un punto d’incontro per gli artisti che sviluppano i loro progetti immersi fra la tradizione di questo complesso monumentale e la costante innovazione di una società globale e tecnologica. 920 borsisti hanno vissuto insieme a Roma, facendo nascere relazioni in un contesto di permanente retro alimentazione che rappresenta uno dei suoi segni d’identità. Da tre anni è stata dotata di un contributo alla produzione da parte dell’Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo. Ciò la rende una delle più importanti residenze artistiche della Spagna, simile ad altri centri di creazione di rilevanza internazionale (www.aecid.es/ES/becas-y-lectorados). Dal 1873 l’Accademia ha ricoperto un ruolo fondamentale nella formazione di numerose generazioni di artisti ed intellettuali spagnoli e ibero-americani. Oggi continua a essere uno strumento essenziale della politica culturale estera spagnola. Una piattaforma di proiezione internazionale della creatività che promuove il legame culturale con l’Italia e con il resto d’Europa e l’Ibero-America. Inoltre, può contare su delle infrastrutture per un’offerta culturale diversificata, plurale e per ogni tipo di pubblico, in una posizione eccezionale della città come quella del complesso monumentale di San Pietro in Montorio, nel quale spicca il Tempietto del Bramante, elemento chiave dell’architettura rinascimentale e della storia della Spagna.

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Femminicidio: Regione Lazio e Salvamamme a sostegno della Valigia di Salvataggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

barbara de rossi e grazia passeriRoma 20 giugno 2017 alle ore 12.00 presso la sede dell’Associazione Salvamamme (Via Bernardino Ramazzini 15 – all’interno di Croce Rossa Italiana) Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, Barbara De Rossi, presidente onorario dell’Associazione Salvamamme e Grazia Passeri, presidente dell’Associazione Salvamamme, daranno nuovo impulso al progetto “Valigia di salvataggio”, patrocinato dal Ministero della Giustizia, e avviato in collaborazione con la Polizia di Stato con due protocolli operativi firmati con la Questura di Roma (insieme all’Associazione “Rete di Sicurezza Attiva”) e con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro Rugby, con l’obiettivo di diffondere il progetto come modello da realizzare in Italia e in Europa. La Valigia e i suoi servizi sono dedicati alle donne in fuga vittime di violenza. Porterà i saluti per la Croce Rossa Italiana Debora Diodati, presidente del Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale con cui l’Associazione condivide le attività assistenziali e tanti interventi in emergenza.
Interverranno anche Katia Pacelli, Direttore del Salvamamme e Gabriella Salvatore, criminologa e responsabile del progetto dell’Associazione, che illustreranno i risultati raggiunti e presenteranno il sito dedicato. Verrà presentato il gruppo dirigente della Valigia, che darà corpo al progetto nazionale e che sarà coordinato da Fabiana Amarante, Vice Questore della Polizia di Stato, e composto da Silvana Arduino, Stefania Valentini, Donatella Gimigliano, Barbara Santucci Rallo. Presente anche il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, con Massimiliano Bizzozero, Assistente Capo.
Salvamamme ringrazia le tantissime aziende per il dono dei capi contenuti nelle valigie, ed in particolare Primadonna, che ha fatto si che in ogni valigia ci fossero scarpe nuove. (foto: barbara de rossi e grazia passeri)

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Immigrati, Sbarchi e accoglienza: dati, normativa, prospettive

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

immigratiDa ultimo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a parlare di saturazione del suo Comune nell’accoglienza di stranieri per motivi umanitari. Nel Lazio le persone accolte all’inizio del 2017 sono 14.886, di cui 4.231 nei Centri Sprar, 9.824 nei Centri di Accoglienza Straordinaria e 831 nei Centri di Prima Accoglienza. Nella Città Metropolitana di Roma gli ultimi dati disponibili contano 2.769 posti disponibili nei Centri Sprar e 1.782 nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Ad essi si aggiungono 4.000 o più persone (le stime sono variabili), per lo più interessate a trasferirsi in altri paesi europei, che vivono in strutture autogestite con il supporto del volontariato.
La questione continua a essere dibattuta e il Centro Studi e Ricerche Idos ritiene opportuno fornire un contributo presentando in maniera organica dati e considerazioni contenute nel Dossier Statistico Immigrazione e nell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni.
Rispetto a qualche anno addietro, in Italia i richiedenti asilo sono notevolmente aumentati: 63.000 nel 2011 (anno delle “Primavere arabe”), scesi momentaneamente a 43.000 nell’anno successivo e a 13.000 nel 2013, per poi passare a 170.000 nel 2014, 154.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, mentre si stima possano essere 200.000 nel 2017.
L’emergenza, oltre che numerica, è anche di natura giuridica. Secondo il parere espresso in occasione di una causa ancora in corso dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, di fronte ad arrivi così consistenti nel Mediterraneo, non è accettabile limitarsi all’applicazione della vigente normativa europea, addossando l’onere dell’accoglienza ai paesi di primo ingresso (Italia e Grecia in primis) senza pensare a una più equilibrata ripartizione. La Corte, se si pronuncerà in tal senso, anticiperà la modifica che il Parlamento Europeo sta per proporre al Consiglio, il vero scoglio sulla via della riforma del Regolamento Dublino III e dell’attuazione del principio di solidarietà previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 sul funzionamento dell’Unione Europea.
Al momento, però, l’accoglienza così regolata è obbligatoria e non può essere disattesa. L’Italia, se non avesse istituito i cosiddetti hotspot o punti di crisi per la fotosegnalazione delle persone sbarcate e il loro inserimento nei centri di accoglienza, come disposto da una decisione del 2015 del Consiglio dell’UE, sarebbe stata passibile di un procedimento di infrazione, che invece ora pende sulla Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, che non hanno ritenuto vincolanti le pur limitate ricollocazioni (170.000) dei nuovi arrivati per sgravare l’Italia e la Grecia. Se la regolamentazione europea verrà modificata con un maggior coinvolgimento di tutti gli Stati Membri, potrà essere superata la psicosi dell’accoglienza, salvo restando l’impegno dell’UE di intervenire sulle cause dei flussi. Intanto, è opportuno riflettere sulla distribuzione dei richiedenti asilo tra le Regioni, utilizzando per un confronto omogeneo i dati relativi al 31 dicembre 2016 del Ministero dell’Interno.
A tale data sono stati 176.554 i richiedenti accolti: 137.218 nei Centri di Accoglienza Straordinaria (che fanno capo alle Prefetture), 820 negli hotspot, 14.694 presso i Centri di Prima Accoglienza e 23.822 nei Centri ordinari dello Sprar – Sistema per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (che fa capo all’Anci su incarico del Ministero dell’Interno). L’incidenza dei Centri di accoglienza Straordinaria (oltre 3.000) è del 72% sull’insieme dei posti disponibili, con valori anche più elevati in alcune regioni.
In media, a tale data, è stata accolta per motivi umanitari una persona ogni 344 residenti A segnalarsi per una maggiore disponibilità è stato il piccolo Molise (1 immigrato accolto ogni 90 residenti) seguito, in maniera decrescente, da altre 6 Regioni di medio-piccola grandezza (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sardegna e Umbria). Caratterizzate da 1 richiedente asilo ogni 300 residenti sono l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, il Veneto e le Province Autonome di Bolzano e Trento. Invece, la Campania, la Lombardia e la Valle d’Aosta contano 1 persona accolta ogni 400 abitanti. Il Ministero dell’Interno ha concordato con l’Anci che l’accoglienza nelle grandi città, incrementando i posti Sprar, sia basata sul criterio di 2,5 richiedenti accolti ogni 1.000 abitanti per cui a Roma, un comune con quasi 3 milioni di residenti, servirebbero altri 2.800 posti. Si presentano così la situazione statistica e quella giuridica (con i relativi possibili sviluppi) ed è a questa cornice che è necessario fare riferimento.

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Artrite reumatoide

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

madridMadrid. Dolore e senso di fatica sono i due più importanti e invalidanti sintomi riferiti dai pazienti con artrite reumatoide, che possono perdurare nonostante le terapie. In una analisi dello studio RA-BEAM presentata al Congresso dei Reumatologi Europei EULAR, baricitinib, l’innovativa small molecole, inibitore selettivo di JAK 1 e 2 (Janus chinasi) ha mostrato una particolare capacità proprio di controllare questi due sintomi nello scardinare proprio questi due sintomi, che risultano essere tra i più resistenti ai trattamenti e che influiscono più pesantemente con le attività quotidiane e lavorative.
Sappiamo che circa 6 milioni di persone in Italia soffrono di malattie reumatiche e oltre 400mila sono affette da artrite reumatoide. Questi pazienti hanno una caratteristica sensazione di rigidità e dolore prevalentemente mattutina che in molti casi diventa un invalidante e costante compagno di vita. La maggior parte dei pazienti affetti da artrite reumatoide sono donne tra i 35 e i 50 anni, nel pieno della loro vita sociale, relazionale, professionale che spesso impiegano anni prima di ricevere la giusta diagnosi o la terapia più adeguata.
“Il lavoro è un pilastro del benessere e dell’equilibrio delle persone con una malattia cronica “ricorda Silvia Tonolo Presidente di ANMAR che aggiunge: “proprio le persone con artrite reumatoide lavorano 53% in meno rispetto alla popolazione generale. Terapie più efficaci, maneggevoli e sicure permettono oggi di ridurre significativamente il danno alle articolazioni e migliorano il ‘funzionamento’ complessivo della persona”.
Sintomi come fatica e dolore continuano ad essere i maggiori ostacoli dei pazienti sul luogo di lavoro, anche se la malattia impatta praticamente in tutte le attività quotidiane, a partire dalle cure personali.
“L’impatto emotivo talora compromette aspetti fondamentali della vita, con il 40% dei pazienti che riporta conseguenze negative sui rapporti di coppia. Sono i risultati dell’indagine “RA MATTERS” presentata all’EULAR 2017, che ha coinvolto 6208 partecipanti in 8 paesi, ha rivelato informazioni importanti anche per ciò che riguarda la gestione e le decisioni sul trattamento” prosegue Tonolo “molti pazienti sono convinti che la malattia sia una barriera alle ambizioni del futuro. Anche perché il suo andamento è spesso imprevedibile: alcuni godono di lunghi periodi di inattività della malattia che possono poi rimanifestarsi in maniera inaspettata, altri invece mostrano un alto livello di attività, con sintomi costanti che possono durare per mesi. Queste fluttuazioni possono portare a stress, senso di perdita di controllo e di speranza per il futuro e condanna i malati ad un progressivo isolamento. Restituire anni di vita di qualità e permettere la totale realizzazione sia personale che professionale è ormai un obiettivo raggiungibile grazie a farmaci sempre più efficaci sui sintomi più invalidanti”.

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Rischi desertificazione e falde acquifere

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

acqua-fresca4Se in Emilia Romagna non ci saranno significative precipitazioni nelle prossime due settimane quella, che oggi è già una situazione di emergenza potrebbe trasformarsi in una catastrofe, scatenando conflitti per l’acqua tra i territori e danni colossali per l’intero agroalimentare regionale. I dati rilevati in campo negli ultimi giorni dicono chiaramente che, a livello regionale, le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono, in quasi tutti i territori della regione, al di sotto di quelli registrati durante l’inverno.A lanciare il preoccupante allarme, alla vigilia della Giornata Internazionale contro la Desertificazione e la Siccità, è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), il cui Presidente, Francesco Vincenzi, ammonisce: “Il pericolo desertificazione deve ormai entrare, anche per il nostro Paese, tra le possibili conseguenze dei cambiamenti climatici, così come testimonia l’attuale crisi idrica, conseguenza delle insufficienti precipitazioni dei mesi scorsi e di un caldo inusuale in un periodo, che non è ancora estivo.” Secondo i dati del C.N.R.(Consiglio Nazionale Ricerche) la regione a maggior rischio desertificazione è la Sicilia con il 70% del territorio minacciato da insufficienza idrica; seguono il Molise (58%), la Puglia (57%),la Basilicata (55%) e poi Sardegna, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria e Campania con percentuali oscillanti fra il 30% ed il 50% dei territori a rischio.“Alcune tendenze sono ormai conclamate: il clima è cambiato e con esso anche le precipitazioni meteorologiche; è necessaria un’assunzione di consapevolezza collettiva, adeguando le infrastrutture a servizio dell’agricoltura e dell’ambiente, perché senza acqua e senza cibo non c’è vita. Serve un Piano Nazionale degli Invasi, interessante soprattutto l’Italia settentrionale, per raccogliere le acque di pioggia, bene sempre più prezioso e raro” conclude il Direttore Generale ANBI, Massimo Gargano.

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Al CUOA il gotha della finanza d’impresa. Ospite l’economista Zingales

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

Altavilla-vicentinaAltavilla Vicentina (VI) Giovedì 22 giugno, nella splendida cornice di Villa Valmarana Morosini, sede di CUOA, in occasione del Finance Day si discuterà insieme al Prof. Luigi Zingales, Economista di fama internazionale e Docente di Entrepreneurship and Finance presso la University of Chicago Booth School of Business, dell’impatto dei fatti di attualità sull’economia d’impresa tracciando nuovi scenari e tendenze internazionali.
Si tratta dell’appuntamento clou di questo periodo promosso dalla business school in partnership con EY- Ernest & Young e in collaborazione con Mode Finance: la giornata offrirà diverse visioni e chiavi di lettura, di scenario e di tipo strategico, tecnico, manageriale con il coinvolgimento di prestigiose personalità. Saranno tracciati la visione e il valore aggiunto della finanza in un contesto internazionale individuando gli elementi distintivi, la prospettiva a seguito dei fenomeni di crisi degli ultimi anni e nell’attuale scenario macroeconomico e quanto può generare in un’ottica internazionale. Il tema sarà oggetto di analisi del Key Note Speaker Zingales.
Secondo l’ISTAT la crescita italiana del primo trimestre 2017 si attesta a un +0,4% a differenza della Germania che viaggia con un pil del +0,6% e della media europea con un +0,5% e un aumento dell’1,7% rispetto al 2016. Secondo le previsioni della Commissione di Bruxelles l’incremento del prodotto interno lordo italiano nell’intero 2017 sarà di circa l’1%, lo 0,7% in meno rispetto ai principali Paesi Europei.
Per l’avvento delle nuove tecnologie e soprattutto per la volatilità dei mercati, gli anni recenti hanno visto un peso crescente dell’area finance all’interno delle imprese e una progressiva affermazione del ruolo del CFO, sempre più chiamato a dare un concreto supporto a chi dirige l’azienda nella pianificazione e nell’esecuzione strategica. Si rendono necessari quindi lo sviluppo e il rafforzamento di expertise specifiche e mirate, con nuove opportunità e sfide che possono e devono diventare volano del motore d’impresa. Per CUOA il tema è oggetto di studio: con la sua area Finance presidia da oltre 20 anni il mercato specifico delle banche, delle assicurazioni e dei servizi finanziari alle imprese e rappresenta un centro di eccellenza sui temi della finanza d’impresa, attraverso un’intensa attività di formazione, di osservatorio e di analisi del mercato.
Durante il Finance Day saranno affrontati, in particolare, quattro macro temi. Il primo riguarda la visione e il valore aggiunto della finanza in un contesto internazionale. Operativamente saranno analizzati progetti e soluzioni contrattuali che è possibile mettere in atto nelle aziende a fronte ai cambiamenti di scenario macroeconomico in termini di governo dei rischi industriali, di copertura dei rischi finanziari o di gestione del rischio di filiera. L’analisi sarà a cura del Prof. Luigi Zingales, Key Note Speaker della giornata.
Il secondo macro tema verterà sulle interpretazioni strategiche e operative del ruolo del CFO in contesti aziendali e organizzativi differenti e sarà trattato attraverso una tavola rotonda moderata da Francesco Renne – Docente CUOA Finance, Consigliere Fondazione Nazionale Dottori Commercialisti. Le aziende coinvolte rappresentano un campione estremamente interessante in quanto espressione di contesti diversi: il caso dell’impresa familiare a vocazione di business internazionale, fortemente managerializzata, con Paolo Fietta – CFO Illy; l’esempio di un’azienda di derivazione pubblica operante nei settori energetici del gas e dell’energia elettrica e quotata in borsa con Cristiano Belliato – CFO Ascopiave, e il caso di un’azienda fortemente internazionalizzata, globale, con una lunga tradizione industriale da sempre coniugata con capacità di innovazione e con un brand estremamente conosciuto a livello mondiale con Francesco Tanzi – CFO Pirelli.
Nel contesto macro economico attuale è inimmaginabile continuare a leggere il business con strumenti, modelli, strutture informative e indicatori costruiti in un’altra era economica. L’evoluzione tecnologica e digitale pone importanti cambiamenti nei processi amministrativi e finanziari, coinvolgendo potenzialmente anche tutta la filiera dei fornitori e dei clienti dell’azienda stessa. Il terzo tema riguarderà le frontiere emergenti nei processi di controllo direzionale e sarà sviluppato grazie al contributo di Riccardo Bovetti, Partner EY, Financial Accounting Advisory Services e profondo conoscitore dell’impatto digitale sui processi della finanza e del controllo di gestione.
Infine il Finance Day entrerà nel merito dell’importanza delle abilità comportamentali nella dimensione dei CFO. Tale prospettiva viene indagata riflettendo su un elemento di grande impatto, anche emotivo, nei processi della finanza degli ultimi anni, quale la propensione al rischio e la gestione del rischio nelle situazioni di forte tensione e incertezza. Il confronto sarà a cura di Chiara Sergotti, Psicologa e Docente CUOA, Consulente di Federazioni Nazionali Sportive, Squadre Nazionali, atleti e di Massimo Braconi, Maestro di sci, freerider professionista, testing manager per Nordica, alpinista d’alta quota.

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Giornata mondiale del rifugiato

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

io ci sonoIl 20 giugno studenti delle scuole superiori e ospiti dei centri di accoglienza si incontreranno sui campi di calcio di Milano, Roma, Napoli, Catania e Messina per lanciare un messaggio condiviso di solidarietà e accoglienza. Per la prima volta quest’anno si giocherà anche a Milano, dove Microsoft ha di recente inaugurato una nuova sede nel centro della città che sta diventando centro di aggregazione non solo per istituzioni, scuole e realtà del terzo settore ma anche per tutti i cittadini che vedono nella tecnologia un’opportunità per accrescere le proprie competenze e ridurre il divario sociale nelle comunità di riferimento.L’iniziativa consolida la collaborazione tra Microsoft e Fondazione Mondo Digitale nell’ambito di un progetto condiviso per favorire l’inclusione sociale di immigrati e rifugiati nel paese ospitante attraverso attività di formazione. Tra il 2016 e il 2017, la partnership ha visto infatti l’avvio di due progetti – RefugIS e Co-Host attraverso i quali oltre 2.000 ospiti dei centri di accoglienza sono entrati nelle scuole e hanno partecipato ai programmi di alfabetizzazione digitale, linguistica e civica animati da studenti italiani. Nel ruolo di facilitatori digitali, culturali e sociali 1.300 studenti delle scuole superiori di cinque città: Roma, Napoli, Reggio Calabria, Palermo e Catania. L’animazione territoriale e l’organizzazione di eventi come #IociSono sono parte integrante della “formula della terza accoglienza”, che trasforma la scuola in un hub per la formazione, l’integrazione e la cittadinanza 4.0.
A scendere in campo il prossimo 20 giugno saranno oltre 200 ragazzi e ragazze, tra studenti e ospiti dei centri di accoglienza. A Roma e Milano un torneo speciale coinvolgerà anche i dipendenti Microsoft. Il primo fischio di inizio alle 9 a Messina presso l’IIS Verona Trento; seguiranno alle 17 Roma (Campo di calcio Santa Maria, via Matteo Boiardo 28) e alle 18 Catania (IIS L. Da Vinci) e Milano (Campo Playmore, via Moscova 26); chiude alle 19 Napoli (Campo Mario Lenci, via Brigata Bologna 85).
Tra i supporter dell’iniziativa: PlayMore, Comunità di Sant’Egidio, Centro Studi e Ricerche IDOS, Associazione Italiana Arbitri (AIA), Le Danze di Piazza Vittorio, Più Culture, Matemù, Shoot4Change, IIS L. Da Vinci di Roma, IIS Croce-Aleramo di Roma, IIS Verona Trento di Messina, IIS F.S. Nitti di Napoli, IIS G. Marconi di Catania, Centro sportivo Santa Maria di Roma, Florida Portuense, Centro sportivo “Il faro”. Media partner per la radio cronaca su Roma, Radio Sapienza. (foto. io ci sono)

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Blockchain: il futuro è alle porte

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

blockchainLa blockchain, tecnologia alla base delle cripto valute, è un software su modello tecnologico che si applica a diversi settori di servizio dove esiste una intermediazione.
E’ così dirompente da poter cambiare i paradigmi che oggi conosciamo, è applicabile a diversi processi, che possiamo raggruppare in alcune macroaree. Ad esempio al trading dell’energia e agli smart contract, in questi settori la blockchain permette di essere più performante. Negli Stati Uniti e in Giappone ha permesso lo scambio tra produttore ed acquirente di energia anche tra privati. Si può applicare al commercio all’ingrosso e al regolamento di settore, sviluppando dei contratti intelligenti ed avendo modelli di funzionamento migliori di quelli attuali.Anche la distribuzione e la misura potrebbero venire impattati dalla tecnologia blockchain, è perciò fondamentale approfondire in maniera tecnica e divulgativa l’argomento. Infatti il prossimo autunno, faremo una conferenza nazionale sull’impatto della blockchain nel segmento elettrico.Nel segmento elettrico e del gas inoltre, la blockchain potrebbe divenire fondamentale nell’evitare i contratti non richiesti o le truffe del porta a porta, attraverso le quali arriverebbero automaticamente le bollette di un altro operatore di energia. In che modo?
Attraverso la tecnologia blockchain devono essere soddisfatte le specifiche condizioni descritte nel codice, e siccome il libro mastro blockchain è immutabile, il codice concordato, e quindi il contratto concordato può essere annullato o modificato solo nel rispetto dei termini già consentiti nel codice stesso. Quindi, se ad esempio si ha un contratto con un operatore di energia sancito in un codice, questo non potrebbe essere modificato da una telefonata o pratica commerciale scorretta che legherebbe ad un altro operatore. Il pagamento della bolletta inoltre, venendo automatizzato in uno smart contract e solo in quello attraverso un codice ben definito, non potrebbe essere soggetto a sottrazioni indebite.Inoltre vi sarebbe uno snellimento generale perché: i costi delle transazioni verrebbero ridotti e le interazioni sarebbero più sicure.
Alcune procedure potrebbero anche essere automatizzate grazie agli smart contract. Il fatto che i dati nella blockchain siano immutabili, ossia che una volta immessi non possano essere modificati o rimossi, garantisce inoltre trasparenza e responsabilità.

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Precari senza contratto: il futuro della ricerca

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

notte ricercatoriAncona Martedì 20 giugno, dalle 10:00 alle 12:30 presso l’Auditorium di via della Montagnola 81, si tiene l’incontro pubblico organizzato dai ricercatori precari dell’INRCA (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) per sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza sulle conseguenze della recente approvazione del Testo unico sul pubblico impiego (‘Riforma Madia’). La riforma non prevede alcuna stabilizzazione del personale precario impiegato nella ricerca presso gli IRCCS – Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, né alcuna soluzione contrattuale in grado di garantire continuità al progresso della ricerca sanitaria in Italia. L’iniziativa è parte di una mobilitazione nazionale che coinvolge ricercatori precari della sanità pubblica e si svolge nello stesso giorno in tutti i 21 Irccs pubblici italiani. Tra questi, l’Inrca è l’unico presente nella Regione Marche, nonché il solo ad indirizzo geriatrico in Italia. Attraverso l’iniziativa si chiede che il problema venga risolto tramite un piano programmatico che preveda soluzioni contrattuali idonee e lo stanziamento di fondi adeguati.Sono 3500 in Italia le figure altamente specializzate che rischiano di restare senza lavoro dal 1° gennaio 2018, con gravissime ricadute sulla sostenibilità e sul futuro della ricerca sanitaria pubblica. Professionisti che negli ultimi 20 anni hanno contribuito in maniera significativa alle eccellenze raggiunte dagli IRCCS, anche attraverso forme contrattuali atipiche come co.co.co, co.co.pro, partite Iva e borse di studio. Negli anni si è creata così una condizione di precariato strutturale. Se il Jobs Act, già nel 2015, eliminava la possibilità di ricorrere a queste forme contrattuali, il testo approvato di recente prevede un piano di stabilizzazione per i precari della pubblica amministrazione che però esclude quelli della ricerca sanitaria. In mancanza di una soluzione, a fine anno resterà senza lavoro la maggioranza del personale impiegato nel sistema ricerca. Assieme a loro se ne andrà la possibilità di sostenere l’eccellenza di cure e servizi degli Istituti, in cui si lavora anche per migliorare prevenzione, diagnosi e terapia di malattie rare e complesse.
Chi sono i precari della ricerca sanitaria? Sono tutte quelle figure professionali impiegate con contratti atipici all’interno degli Irccs e degli Istituti Zooprofilattici (IZS). Tali istituti fanno capo al Ministero della Salute, a differenza degli altri centri di ricerca e delle università che fanno capo al Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR). Sono per la maggior parte figure sanitarie: biologi, biotecnologi, chimici, fisici, medici, psicologi, farmacisti. A queste si affiancano tecnici e amministrativi quali ingegneri, statistici, impiegati e documentalisti. Si tratta di professionisti che spesso hanno conseguito dottorati di ricerca e specializzazioni, con importanti esperienze lavorative all’estero. Oltre a garantire la continuità della ricerca e dei servizi, sono in grado di incidere sulla sostenibilità finanziaria degli istituti che li ospitano. Spesso le loro ricerche sono autofinanziate, perché in grado di attirare fondi provenienti da enti, associazioni, fondazioni private, fondi 5×1000 e dalla volontaria contribuzione dei cittadini.La ricerca che viene condotta è ad ampio spettro: dalla comprensione del funzionamento delle malattie, allo studio di nuovi approcci terapeutici, allo sviluppo di nuovi farmaci, ma anche di percorsi assistenziali e comunicativi sempre più efficienti.

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“Premio Biagio Agnes 2017”

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

simona agnesmaggioni orfeo agnes lettaSorrento dal 23 al 25 giugno. Sabato 24 la Cerimonia di consegna a Marina Grande ripresa da Rai Uno. Il gotha del giornalismo nazionale e internazionale, artisti di alto livello e dibattiti su temi di stretta attualità come femminicidio e fake news. Questo e molto altro prevede la IX edizione del “Premio Biagio Agnes 2017”, riconoscimento istituito nel 2009 per lanciare un ponte verso le nuove frontiere dell’informazione. “Il Premio – ha affermato Simona Agnes, Presidente della Fondazione Biagio Agnes – sarà l’occasione per guardare al futuro della società e dell’informazione, mettendo assieme idee e persone diverse, cercando di tirare fuori il meglio da ciascuno. Grazie alle varie iniziative promosse dalla Fondazione Biagio Agnes è stata creata una rete che investe tutto il mondo della cultura e del sapere. Stiamo – continua Simona Agnes – già lavorando alla prossima edizione del Forum Turismo e Cultura all’interno del quale come ogni anno sarà consegnato il Premio Biagio Agnes Turismo e Cultura. E con grande soddisfazione posso annunciarvi due grandi novità: il “Premio Biagio Agnes per l’informazione medico-scientifica” e il “Forum Medicina e informazione scientifica”. Due importanti iniziative che partiranno ad ottobre ad Anacapri. Il premio verrà consegnato ad un giornalista affermato nel campo medico-scientifico e un giovane che si occupa con passione di queste tematiche. Un riconoscimento che suggella l’attenzione profusa in questi anni dalla Fondazione Biagio Agnes a questo settore molto importante del giornalismo e che sarà inserito in un forum più ampio in cui si alterneranno dibattiti sulle tematiche mediche scientifiche di stretta attualità e vicine alla gente”. (simona agnes, maggioni orfeo agnes letta, orfeo agnes)

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Necessaria rapida riapertura della stagione contrattuale dell’area convenzionata

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

medico-famiglia3“Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali hanno sostenuto l’assistenza territoriale nella carenza di mezzi, strumenti e altre collaborazioni professionali e non, facendosi carico dei bisogni espressi da una collettività sempre più in sofferenza – dichiarano Silvestro Scotti segretario nazionale FIMMG, Giampietro Chiamenti presidente FIMP e Antonio Magi segretario SUMAI Assoprof – Non si può rimandare ancora e non si può aspettare oltre per noi e per i nostri pazienti. Gli atti messi in campo dal governo per rispondere alle necessità della popolazione, (i nuovi Lea, il piano vaccinale, il piano della cronicità) e quelli fatti verso i professionisti (legge sulla responsabilità professionale, sblocco economico da parte della Corte Costituzionale, risorse finanziare in leggi e norme competenti, legge Madia, combinato disposto dell’ultima finanziaria e il DM70 su integrazione Ospedale territorio, contestualità del rinnovo contrattuale dell’area dei dipendenti) chiedono una discussione attenta che porti programmazione seria e di largo respiro, coerente tra gli attori, uguali professionalmente ma diversi contrattualmente” proseguono Scotti, Chiamenti e Magi. Per le organizzazioni più rappresentative della medicina convenzionata il nuovo ACN non rappresenta una semplice questione di rinnovo economico atteso da più di 6 anni, ma è soprattutto l’occasione per porre le basi per un’evoluzione positiva di tutta la medicina territoriale nelle sue varie componenti professionali. In questi ultimi 5 anni, dall’entrata in vigore della “Legge Balduzzi”, molto è cambiato nel nostro Paese. E’ cambiata la composizione della popolazione, che è sempre più vecchia e per fortuna più longeva, ma anche sempre più interessata da malattie croniche. Non si può inoltre dimenticare la sempre maggiore necessità di pianificare interventi di prevenzione. Le risorse economiche sono sempre più ridotte. Quindi si rende necessario, per la sostenibilità del sistema, ripensare l’offerta di assistenza e si evidenzia la necessità di riservare all’ospedale la grande acuzie e l’alta specializzazione lasciando al territorio la presa in carico delle cronicità e la gestione delle patologie acute a bassa intensità di cura. Questo si è cercato di realizzare con la diminuzione dei posti letto (oggi in Italia il rapporto posti letto/cittadini è tra i più bassi d’Europa) ma senza la necessaria e conseguente riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Contemporaneamente non si è strutturato nulla di organico nel territorio che potesse dare risposte efficaci alla piccola acuzie e alla cronicità, se non esperimenti a macchia di leopardo i cui indicatori di efficacia ed efficienza quasi mai sono stati resi pubblici e forse nemmeno studiati. “Devono essere definite le specificità di tutti i protagonisti dell’erogazione dell’assistenza per favorire l’integrazione che renda possibile un modello d’intensità assistenziale che, nella chiarezza di rapporti e funzioni, possa essere appropriato e sostenibile e che contenga obiettivi di miglioramento della capacità assistenziale misurabili e conseguentemente premiabili – proseguono i leader di FIMMG, FIMP e SUMAI – . Inoltre è centrale il tema della carenza di medici, sia dei medici di medicina generale, sia dei pediatri che degli specialisti ambulatoriali. Per questo bisogna rivedere e garantire i modelli di accesso al ruolo di convenzionato, fare maggiori investimenti formativi e aumentare i numeri in maniera coerente ai modelli assistenziali e non alle necessità di chi forma”.
Per FIMMG, FIMP e SUMAI questa è una opportunità unica e difficilmente ripetibile per evitare il disastro assistenziale verso cui corre il Paese e cioè il decadimento e la scomparsa del Servizio Sanitario Nazionale. Per fare questo non è sufficiente “aggiungere virgole” ma bisogna usare parole chiare, forti, inequivocabili che permettano soprattutto ai cittadini di comprendere qual è il modello di assistenza territoriale che la politica vuole offrire loro. I tre sindacati di categoria ritengono decisivo questo momento storico e hanno concordato sulla necessità di effettuare questo nuovo percorso, condividendolo con chi rappresenta la parte più fragile dei nostri pazienti, ma insieme, sul tema salute, anche la cittadinanza.
Per questo motivo, alle Segreterie Nazionali congiunte si è deciso di invitare all’Assemblea congiunta CittadinanzAttiva – Tribunale dei diritti del malato in modo che faccia da testimone e da stimolo, ma anche da giudice se sarà necessario, al confronto tra la volontà ferma dei medici del territorio e le risposte della politica di questo paese. È necessario che si apra una nuova stagione di programmazione delle cure primarie che risponda a nuove necessità assistenziali, non mortificando più le professionalità che la medicina convenzionata da sempre esprime e che fino ad oggi ha permesso prestazioni di qualità a garanzia di un Ssn universale gratuito ed equo.

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Scuola: Assunzioni docenti 2017

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tar-lazioIl Miur apre finalmente agli idonei del concorso a cattedra 2016 ma esclude i maestri della scuola d’infanzia e primaria.
Anief ricorre al TAR Lazio e impugna la nota pubblicata dal Miur n. 26145 dell’8 giugno 2017 e il Decreto legislativo n. 59/2017 della Buona Scuola che non prevedono lo scorrimento delle graduatorie di merito per la scuola primaria e infanzia. Apertele adesioni al ricorso con scadenza 8 luglio.L’impugnazione in tribunale ha preso ancora più vigore, dopo le vittorie conseguite e dopo che il Ministero dell’Istruzione ha ammesso che le Graduatorie di Merito del Concorso 2016 dovranno essere utilizzate integramente scorrendo anche oltre il 10% degli idonei, dunque attingendo dagli elenchi aggiuntivi ai fini delle immissioni in ruolo conferite già con decorrenza 1° settembre 2017. Alla luce di questi esiti, appare davvero assurdo che lo stesso Miur possa aver dimenticato i docenti risultati idonei alle prove concorsuali per la scuola dell’infanzia e primaria.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): siamo coscienti che la nostra battaglia, che ci ha già visto vincitori per una parte dei candidati che hanno partecipato al concorso 2016, non può essere arrivata a conclusione. Auspichiamo che il Miur provveda con urgenza a sanare quest’ulteriore stortura e si cancelli così in fretta l’evidente discriminazione posta in essere, a discapito di questa particolare categoria di insegnanti già flagellati da decisioni penalizzanti giunte con la Buona Scuola. In caso contrario, il Miur non farebbe un buon servizio alle 8.400 scuole italiane, agli alunni e alla famigerata continuità didattica. Perché il nuovo reclutamento, legiferato a fine maggio con i decreti attuativi della L. 107/15, prevede una fase transitoria che porterà in cattedra i docenti, a titolo definitivo, non prima del 2022. Nel frattempo chi andrà a coprire le cattedre vuote e quelle che si svuoteranno ulteriormente con il turn over?

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Istruzione: Fedeli vuole valorizzare i docenti con un acconto e cambiare la riforma Renzi solo per la scuola media

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

pacifico-marcelloReplica di Marcello Pacifico (Anief-Cisal) alle dichiarazioni della Ministra: nel corso dello stop contrattuale degli ultimi anni la busta paga di un lavoratore della scuola ha perso terreno anche rispetto al costo della vita: per un recupero equo di questo gap, che ha fatto sprofondare gli stipendi di docenti, Ata e dirigenti scolastici ben al di sotto della media Ocse, servirebbero 105 euro di indennità di vacanza contrattuale dal settembre 2015, come ha stabilito la Consulta. E altrettanti di vero e proprio aumento. Pensare di colmare quel divario con 85 euro lordi, soltanto in parte già finanziati e quindi da assegnare solo dopo l’approvazione della legge di Bilancio di fine 2017, non basta. I buchi della L. 107/15 sono diversi e relativi a più fronti: dall’alternanza scuola lavoro che rischia di diventare uno sfruttamento, alla scuola dell’infanzia, la cui riforma non ha risolto un bel nulla; dalla chiamata diretta che ha collocato forzatamente e con errori migliaia di docenti su posti lontani pur in presenza di cattedre vicino casa, alla mancata assunzione di intere categorie, a iniziare dagli Ata che sono stati esclusi pure dal potenziamento. E molti altri ancora. La riforma Renzi non è emendabile, si può solo cancellare.

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Bofrost rinnova la filiale di Treviso

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

Gianluca_TesolinEdoardoRoncadinBofrost punta sul mercato della provincia di Treviso e zone limitrofe, dove negli ultimi tre anni ha fatto registrare un aumento del fatturato di 1,7 milioni di euro. E la più importante azienda italiana di vendita diretta di alimenti surgelati intende crescere ancora: per questo ha scelto di rinnovare la propria sede nel comune di Casale sul Sile e di assumere 8 nuovi dipendenti come venditori, oltre a ricercare nuovi collaboratori come promoter commerciali. Commenta l’amministratore delegato di Bofrost Italia Gianluca Tesolin: «La filiale Bofrost di Casale sul Sile è stata protagonista di una delle migliori performance degli ultimi anni e ha ancora ottimi margini di crescita. Il cambio di sede è per noi una scelta strategica che rientra nei programmi di ampliamento dell’azienda. Attualmente serviamo sul territorio 16mila clienti e prevediamo di acquisirne di nuovi grazie all’assunzione,nei prossimi mesi, di 8 nuovi dipendenti con il ruolo di venditori. Inoltre ricerchiamo una decina di collaboratori che opereranno come promoter commerciali».
La nuova filiale in via Martin Luther King, in un edificio di proprietà più grande e funzionale della storica sede precedente, attiva fin dal 1988, è stata inaugurata venerdì 16 giugno. Vi hanno già traslocato i 48 dipendenti attuali –tra venditori, magazzinieri, personale amministrativo e promoter commerciali– e i 33 automezzi refrigerati che saliranno a 40 per servire la zona di Treviso e alcuni comuni limitrofi delle province di Venezia e Padova.La nuova sede Bofrost di Casale sul Sile, oltre a essere più grande e funzionale, sarà anche ecologica: è stata installata una tettoia con un impianto fotovoltaico di 250metri quadri in grado di soddisfare il fabbisogno energetico delle celle frigorifere.Bofrost intende ampliarsi con nuove assunzioni.
bofrost Italia – È la più importante azienda italiana della vendita diretta a domicilio di specialità alimentari surgelate senza nessuna interruzione della catena del freddo. Vi lavorano 2.400 persone in tutta Italia. Le sede centrale si trova a San Vito al Tagliamento (PN). A oggi, sono oltre un milione le famiglie italiane che apprezzano e conoscono i prodotti di bofrost Italia. La qualità, il gusto e un eccellente servizio rappresentano i fattori di successo di questa azienda. http://www.bofrost.it (foto: Gianluca_Tesolin, EdoardoRoncadin)

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Cittadinanza: Provvedimento monco perché mancano gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

montecitorioRoma. La scorsa settimana, come noto, il Senato ha iniziato i lavori d’Aula riguardanti il ddl sullo ius soli, cioè il disegno di legge che dovrebbe permettere ai figli di immigrati, nati o cresciuti in Italia, di ottenere la cittadinanza italiana. “Un provvedimento giusto e moderno ma che presenta una grave lacuna perché dimentica gli italiani che recandosi all’estero hanno perso la cittadinanza. Quindi un provvedimento monco che deve essere corretto per essere giusto nei confronti di tutti”, ha affermato l’on. Nissoli (eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America) commentando quanto avvenuto recentemente nell’Aula del Senato.“Molti non hanno neanche notato questa lacuna ma è il tempo di prenderne atto e colmarla”, ha continuato l’on. Nissoli precisando: “già durante l’esame di questo provvedimento alla Camera avevo presentato un emendamento per il riacquisto della cittadinanza di chi, italiano di fatto, l’ha perduta vivendo all’estero. In seguito, le dinamiche politiche mi hanno costretto a ritirare l’emendamento dietro la promessa che sarebbe, poi, stato ripreso successivamente, come si afferma nell’OdG accolto l’8/10/2015, dove impegnavo il Governo a ridare la cittadinanza “ai nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio” in un momento successivo. Questa, allora, è l’occasione buona! Il Governo faccia la sua parte e non permetta che l’Italia dimentichi i suoi figli. E’ un dovere morale per un Paese che non dimentica la sua storia, per un Paese che vede nei nuovi italiani e negli italiani all’estero una risorsa importante per il suo agire come sistema nel mondo. Dunque, è il momento della prova! Se gli italiani all’estero non saranno considerati vuol dire che questo Governo non mantiene le promesse e ne dovremmo trarre le dovute conseguenze!”

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Ridurre il rischio clinico in oncoematologia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

tumore metastaticoLa sicurezza del paziente prima di tutto. L’ASST Papa Giovanni XXIII con altre quattro strutture sanitarie lombarde ha sottoposto alcuni questionari agli operatori sanitari coinvolti nella somministrazione delle terapie farmacologiche ai pazienti oncoematologici. Agli operatori delle diverse strutture interessate è stato chiesto di indicare i problemi riscontrati nel loro lavoro di tutti i giorni e di proporre alcune soluzioni, con l’obiettivo di ridurre il rischio per i pazienti stessi.Il metodo di analisi del rischio utilizzato nell’indagine, chiamato Safety Walk Round (SWR), si basa su un concetto molto semplice. In sanità, come in ogni altra attività umana, il “rischio zero” non esiste: chi meglio del personale coinvolto può contribuire a conoscere le criticità e proporre soluzioni per superarle? Il metodo di risk assessment SWR prevede visite e interviste strutturate a medici e operatori sanitari sui temi della sicurezza. Ai diversi attori del processo, operatori sanitari, medici, farmacisti e infermieri, viene chiesto di indicare le misure che potrebbero essere utilmente introdotte per prevenire errori e garantire la sicurezza del paziente.La prevenzione e la gestione del rischio clinico è un processo sempre in fieri. Dai difetti insiti nell’organizzazione del lavoro, alle criticità nascoste o sempre pronte a esplodere nell’ambiente o nel gruppo di lavoro il fattore di rischio è sempre presente. La complessità e la molteplicità delle prestazioni e delle figure coinvolte non aiuta. Nel solo processo oncoematologico di somministrazione di farmaci antineoplastici dell’ASST Papa Giovanni XXIII, nel periodo esaminato, erano coinvolti ben 84 diversi attori tra medici e infermieri e altre figure, mentre le preparazioni farmacologiche sono state più di 36.900. Molte e variegate anche le strutture interessate in una azienda di queste dimensioni: dalla Farmacia al Day Hospital oncoematologico, all’Oncologia, all’Ematologia, all’Oncologia pediatrica fino all’Urologia.
La tecnica di analisi del rischio SWR è oggi uno strumento in più a supporto delle aziende e degli operatori sanitari nella definizione di una ormai imprescindibile strategia di prevenzione del rischio clinico. Una risorsa che deve essere presa in seria considerazione in modo particolare per chi tratta farmaci antitumorali.
In Lombardia diverse strutture lavorano da anni per promuovere l’integrazione a livello provinciale in campo oncologico, per assicurare qualità ed efficienza nella prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Ne è un esempio la Rete Oncologica Lombarda (ROL) impegnata su più fronti a coordinamento e supporto delle Unità lombarde di Oncologia, dalla definizione dei PDTA e dei piani di follow up dei pazienti oncologici, fino allo sviluppo delle Breast Unit e ai programmi di valutazione del rischio genetico di tumore.

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Caravaggio nel patrimonio del F.E.C. Il Doppio e la Copia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

caravaggio, testa di MedusaRoma mercoledì 21 giugno 2017, ore 11.00 Palazzo Barberini via delle Quattro Fontane, 13 Intervengono: Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica Angelo Carbone, Direttore Centrale Fondo Edifici di Culto Giulia Silvia Ghia, curatrice della mostraLe Gallerie Nazionali di Arte Antica e il F.E.C. (Fondo Edifici di Culto) presentano nella sede di Palazzo Barberini la mostra Caravaggio nel patrimonio del F.E.C. Il Doppio e la Copia, a cura di Giulia Silvia Ghia.Il Fondo Edifici di Culto, che ha sede presso il Ministero dell’Interno, amministra un ingente patrimonio storico-artistico costituito da oltre 800 chiese, con le innumerevoli opere d’arte in esse custodite. Il Fondo provvede alla conservazione, tutela e valorizzazione di tale patrimonio.La mostra a Palazzo Barberini che celebra i 30 anni del F.E.C., presenta quattro dipinti, o meglio due coppie di dipinti messi a confronto, due di certa mano caravaggesca e gli altri copie antiche che ritraggono rispettivamente San Francesco in meditazione e La Flagellazione di Cristo.

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Sabine Greulich è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

Sabine GreulichMilano. A partire dal 15 giugno, Sabine Greulich è il nuovo Presidente di Boehringer Ingelheim Italia, multinazionale tra le prime 20 aziende farmaceutiche al mondo, mantenendo anche la carica di Head of Business Unit Human Pharma. Succede a Anna Maria Porrini, alla guida dell’azienda dal 1° gennaio 2014.
Nata a Heidelberg, in Germania, e laureatasi in medicina con una tesi in oncologia presso la storica Università Ruprecht Karl, Sabine Greulich ha iniziato la sua carriera svolgendo attività ospedaliera e ambulatoriale. Anni che definisce fondamentali per la sua crescita e formazione personale.Dopo un periodo di esercizio della professione, lascia l’attività di medico per entrare nel Sistema Sanitario Nazionale tedesco, occupandosi di contenuti scientifici e temi assicurativi. Grazie a questa esperienza, entra successivamente in Eli Lilly and Company. Presso la sede tedesca della multinazionale ha modo di rapportarsi con diversi settori tra cui il marketing, le vendite e il market access, occupandosi di prodotti e patologie in ambito oncologico, diabete e Sistema Nervoso Centrale (CNS). Dopo dieci anni, diventa Responsabile Commerciale Europa di un’azienda Biotech, per occuparsi principalmente del lancio di un nuovo anticorpo monoclonale sul mercato Europeo; un’esperienza che le ha permesso di entrare in contatto anche con l’Italia e la sua realtà. Nel 2010 viene chiamata in Boehringer Ingelheim, in Germania, con il delicato compito di guidare la Business Unit Specialty Care, seguendo il lancio di tre farmaci oncologici e per le malattie rare.Nel maggio 2015 Sabine Greulich arriva a Milano per assumere il ruolo di Head of Business Unit Human Pharma di Boehringer Ingelheim Italia e ora anche la carica di Presidente dell’azienda.
Boehringer Ingelheim produce farmaci innovativi per l’uomo e gli animali: per questo è conosciuta, da oltre 130 anni Boehringer Ingelheim, azienda fortemente guidata dalla ricerca. Boehringer Ingelheim, di proprietà familiare, è tra le 20 aziende leader nel settore a livello mondiale. Ogni giorno, circa 50.000 collaboratori creano valore attraverso l’innovazione nelle tre aree di business: farmaci per uso umano, settore veterinario e nella produzione biofarmaceutica conto terzi. Nel 2016, i ricavi delle vendite del gruppo Boehringer Ingelheim ammontavano a circa 15,9 miliardi di euro. L’azienda ha investito più di tre miliardi di euro, pari al 19,6% dell’intero fatturato, in Ricerca e nello Sviluppo.La responsabilità sociale è un elemento innato per Boehringer Ingelheim. A questo proposito, l’azienda è impegnata nel sociale, con progetti come l’iniziativa “Making More Health”. Inoltre, il gruppo Boehringer Ingelheim promuove attivamente il tema della Diversity in azienda, traendo beneficio dalle esperienze e dalle differenti competenze di ciascun collaboratore. La tutela e la sostenibilità ambientale sono al centro di ogni attività aziendale. (foto: Sabine Greulich)

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European democracy: what are the next challenges?

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

europeParis. Monday 26 June 20179h00 > 18h30 Room 4325 (3rd floor), 33, rue Saint-Dominique The Jacques Delors Institute organises, in the framework of the project “More EU to overcome the crisis”, a symposium on the challenges which the European construction has to overcome regarding democratic dialogue, institution and policies.
9h30 > 9h45 – Opening Speech Enrico LETTA, President of the Jacques Delors Institute, Doyen of the School for International Affairs SciencesPo, Former Italian PM
9h45 > 10h30 – Keynote Speech “Democracy in Europe” Marielle DE SARNEZ, EU Affairs Minister Q&A with the public
10h30 > 12h00 – Quelle forme de gouvernement pour l’UE? Moderation by Nora Hamadi, Journalist Public Sénat
Roberto CASTALDI, Director of the CesUE Thierry CHOPIN, Director of Research at the Schumann Foundation
Nuno PICARRA, Nova Law School of Lisbon
13h30 > 15h00 – national referenda & EU: a deadend? Moderation by Alexandra Lesur, managing editor of Toute l’EuropeYves BERTONCINI, Director of the Jacques Delors Institute
Francis CHENEVAL, Political philosophy and Constitutional law professor at the Zurich University
15h00 > 16h30 – A Multi-level Democracy : What Representatives of the citizens in the EU ?
Moderation by Christophe Préault, Administrator and Director of Toute l’Europe
Danielle AUROI, Chairwoman of the European Affairs Commission of the French National Assembly Alain LAMASSOURE, French MEP
16h30 > 17h00 – Coffee Break
Paris-antenne-vue-eiffel-tour17h00 > 18h30 – EU Affairs : transparency and information. Moderation by Nora Hamadi, Journalist Public Sénat Gaëtane RICARD-NIHOUL, Chef adjoint de la Représentation en France de la Commission européenne, Daniel LEBEGUE, President of Transparency International France The “democratic deficit” of the European Union is a hackney catch all term well known to the disdainers and skeptics of the European construction and as well to some promoters of more transparent and participatory EU, partisans of direct elections for all institutions or of simplification relations between institutions.At a time when the democratic fracture between the EU and its peoples is being denounced as one of the main factors in the breakdown of the European project, it is necessary to shed full light on the debates surrounding many of the democratic features of this hybrid construction, which sometimes struggles to be described as representative of and listening to its citizens.Would the EU be more democratic with a directly elected European Commission President? Should the right of legislative initiative be expanded? How can we take into account the results of national referenda without denying democracy in the neighboring countries? Can intergovernmental methods be democratic? How can citizens be empowered to participate in a more democratic construction of the EU ? Does the democratic divide exist only between “Brussels” and the populations, or between the Europeans themselves?s part of the project “More Europe to overcome the crisis”, The Jacques Delors Institute, in partnership with the Sant’Anna College of Pisa, the University Institute for European Studies in Madrid, the Faculty of Lisbon NOVA and the University of Warsaw, is organizing a day of debate in order to provide constructive insights into these issues and draw concrete proposals for improvement. (photo: europe)

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