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Archive for 15 giugno 2017

Londra: Torre Grenfell a Latimer Road va in fiamme

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

grenfel towerLondra. Al momento dell’incendio il complesso, un grattacielo di 24 piani, ospitava almeno 500 persone. Da una prima ricognizione sono state accertate 12 vittime ma non si esclude che il numero possa aumentare. Una coppia di italiani risulta dispersa. In solo sei minuti l’incendio si è sviluppato rapidamente in quasi tutti i piani dell’edificio e, nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, ha continuato a bruciare per oltre dodici ore. Non si conoscono ancora le cause che hanno provocato questo disastro. Le autorità non parlano di attentato terroristico ma propendono per una fuga di gas o di un circuito elettrico.

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Mostra Giorgio de Chirico and Giorgio Morandi

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

de chirico morandiShanghai 017.06.17-2017.9.10, 10.00-18.00 地点 上海市浦东滨江大道4777号艺仓美术馆3F第三展厅|Modern Art Museum Shanghai, 3F, Exhibition Room III, N.4777 Binjiang Avenue, Pudong, Shanghai 购票|Biglietti: 微信公众号|Wechat”艺仓美术馆”&格瓦拉|GEWARA
Si terrà dal 17 giugno al 10 settembre la mostra Giorgio de Chirico and Giorgio Morandi – Rays of Light in Italian Modern Art presso il Modern Art Museum. La mostra è un’occasione importante di dialogo diretto tra due dei maggiori artisti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte del Novecento, artisti da sempre oggetto di un forte interesse internazionale.Sotto l’egida della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e del Museo Morandi, i curatori Sergio Fintoni, Giovanna Rasario, Valerio Dehò e Zhang Xi hanno raccolto oltre 140 opere provenienti da musei pubblici e privati, da fondazioni e da privati collezionisti, inserendo anche lavori di importanti contemporanei come Alberto Savinio, Gino Severini, Mario Sironi, Filippo De Pisis, a ricreare il contesto storico di un periodo vitale e fecondo dell’arte italiana.Hanno in particolare contribuito: Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, MAMbo (Bologna), Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Fondazione Torino Musei (GAM), Museo Carlo Bilotti (Roma), Istituto Centrale per la Grafica (Roma), Casa Cavazzini Musei Civici di Udine, GAMeC (Bergamo), Musei Civici di Forlì, Museo Bellini, Museo d’Arte Moderna Rimoldi (Cortina d’Ampezzo), Pinacoteca Comunale di Faenza, Fondazione Cerratelli, Fondazione CaRiMa, Museo Ricci ( Macerata), e cinque collezionisti privati: Merlini, Brida, Zelco, Damiani, Antonietta di Cicco.
6月17日至9月10日,在上海艺仓美术馆将举办【基里科&莫兰迪-意大利现代艺术的光芒】艺术展。本次展览是两位艺术大师之间直接交流的重要机会,这两位艺术巨匠都在二十世纪艺术史上留下了不可泯灭的记号,长期以来具有巨大的国际影响力。
在乔治•德•基里科基金会与莫兰迪博物馆的支持下,策展人塞吉欧·梵东尼、乔凡娜·罗萨里奥、瓦莱里奥·德奥与张熹从各个公(私)立博物馆、艺术基金会以及私人收藏家手中收集到了140多幅作品,此外,其他部分重要的当代艺术家作品也将展出,包括:艾贝托·萨维尼奥、吉诺·塞维里尼、马里奥·西罗尼、菲利普·德·皮斯斯等,以便观众更好地了解这段意大利艺术相当活跃而多产的历史时期。
以下单位与个人提供了大力支持:乔治•德•基里科基金会、 博洛尼亚现代艺术博物馆、五月音乐节基金会、都灵博物馆基金会、罗马卡洛•比洛蒂博物馆、罗马中央图形研究院;乌迪内卡萨·卡瓦齐尼市立博物馆、贝尔加莫现代与当代美术馆、福尔利市立博物馆、贝利尼博物馆、马里奥•里莫尔迪美术博物馆、法恩扎市立美术馆、切拉泰利基金会、马切拉塔克力玛基金会、马切拉塔,以及五位私人藏家:马里尼、布理达、泽尔科、达米亚尼、安东尼提亚•德•奇可。Web: http://yicangsh.org Wechat: 艺仓美术馆

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For Women in Science 2017, premio L’Oréal-Unesco a Elena Calciolari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

Parma ateneoParma. Elena Calciolari, ex studentessa ed ex assegnista di ricerca dell’Università di Parma, ora ricercatrice al Center for Oral Clinical Research della Queen Mary University of London, è una delle sei vincitrici italiane delle borse di studio L’Oréal-Unesco For Women in Science, consegnate nella Sala di rappresentanza dell’Università di Milano.Il suo progetto di ricerca, con gli altri cinque vincitori, è stato premiato con una borsa di studio di 20mila euro, ed è stato selezionato tra quelli di 450 laureate under 35 da una giuria presieduta dalla fisica Lucia Votano, prima donna a ricoprire il ruolo di direttore del Laboratorio nazionale del Gran Sasso dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare).Con le borsiste 2017, il numero totale delle premiate nei 15 anni del programma “L’Oréal Italia per le donne e la scienza” arriva a quota 76: l’obiettivo è dare un riconoscimento a scienziate particolarmente brillanti favorendo le opportunità di carriera per le donne nella scienza, ambito nel quale la disparità tra uomo e donna è ancora marcata.Il progetto di ricerca di Elena Calciolari punta a utilizzare le panoramiche dentali per intercettare tempestivamente l’osteoporosi nelle donne in post menopausa, valutando la fattibilità di questo metodo di screening su 124 volontarie. Il potenziale è, almeno sulla carta, notevole, se si pensa che il numero delle sole italiane colpite da osteoporosi dopo la menopausa salirà a quota 3,7 milioni entro il 2020, con un aumento delle fratture dovute alla malattia del 17,8%.Al di là della valenza scientifica, il progetto premiato va segnalato anche perché permette ad Elena Calciolari di rientrare a fare ricerca in Italia, e nello specifico all’Università di Parma: sarà infatti ospitato al Dipartimento di Medicina e Chirurgia e al Centro di Odontoiatria dell’Ateneo.

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“Omicidi all’acqua pazza”: il Thriller di Umberto Cutolo tra cuochi, cibo e cucina

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

umberto cutoloRoma. Il libro è stato presentato nel giardino della sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani di Roma, l’autore ne ha parlato con il critico enogastronomico Antonio Paolini e con il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino. “Omicidi all’acqua pazza” può essere definito un thriller enogastronomico. Infatti il giallo di Umberto Cutolo, ambientato nella splendida e suggestiva Costiera Amalfitana, ha tra i protagonisti cuochi e cibo. Dopo alcune presentazioni del libro sul territorio nazionale, è arrivato l’appuntamento romano che si è tenuto nella sede nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, una scelta non casuale, vista la centralità dell’alimentazione e del territorio nell’opera di Cutolo. Alla presentazione sono intervenuti, insieme all’autore, il critico enogastronomico Antonio Paolini e il Presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.“Una donna viene trovata impiccata al ponte che scavalca il Fiordo di Furore, nel più arcano e incantato sito della Costiera Amalfitana. Il marito, con il quale era stata vista litigare la sera prima nel vicino Hotel Furore, è scomparso nella notte ed è ricercato dai carabinieri come principale indiziato. Ma Omero Sgueglia, il cuoco dell’albergo, che detesta colleghi e turisti quanto la cucina alla moda, non è convinto e confida al maresciallo Di Salvo le sue «punture di spillo». La soluzione arriverà all’ultima pagina, dopo un crescendo di colpi di scena e una sfilata di personaggi particolari, inzuppati nell’ironia. Il romanzo è il primo di una trilogia”.
Umberto Cutolo è nato a Roma nel 1946. Per mezzo secolo ha praticato la professione di giornalista, attraversando tutti i settori e arrivando a dirigere l’Adn Kronos, l’ufficio stampa dei ministeri del Mezzogiorno e dei Trasporti e i mensili dell’ACI, L’Automobile e HP Trasporti.L’autore con questo giallo ha vinto il premio A.P.E (Ambasciatori e Protagonisti dell’Eccellenza) assegnato dalla giunta comunale di Furore per l’anno 2017, un riconoscimento che viene assegnato a chi, nei vari settori – dall’economia alla cultura, allo sport, al turismo- dà lustro in maniera eccellente a questo splendido borgo della Costiera Amalfitana.

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Il Presidente del Senato Pietro Grasso sarà a Pavia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

grassofalconeborsellinoPavia lunedì 19 giugno, un incontro in Università dedicato alla figura di Giovanni Falcone, in occasione del venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. L’incontro, dal titolo La lezione di Giovanni Falcone, si terrà alle ore 11, presso l’Aula Foscolo dell’Università. Accanto al Presidente del Senato, interverranno il rettore Fabio Rugge, il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Ettore Dezza, il prof. Paolo Renon, che ha promosso l’iniziativa.“Rievocare a Pavia i tragici eventi del maggio-luglio 1992, che hanno profondamente segnato la storia recente del nostro Paese, assume un significato particolare” – anticipa il prof. Paolo Renon.
L’Università di Pavia, infatti, ebbe l’onore di ospitare Giovanni Falcone il 13 maggio 1992, in quella che probabilmente rappresentò la sua ultima apparizione pubblica. Invitato dal Professor Vittorio Grevi, titolare allora della cattedra di procedura penale presso l’Ateneo pavese, Falcone tenne proprio in Aula Foscolo, una lezione sul tema del coordinamento delle indagini nei procedimenti per delitti di criminalità organizzata, a pochi mesi dal varo della riforma con la quale era stata istituita la Procura Nazionale Antimafia.“Ricordare oggi l’opera di Giovanni Falcone – continua il prof. Renon – vuole dunque essere un omaggio che l’Università di Pavia sente di dover rendere a un uomo e a un magistrato che seppe anticipare i tempi, con il proprio pensiero e la propria azione, e pagò il suo impegno a favore dello Stato con la propria vita”.
Ospite d’onore dell’incontro – organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pavia, in collaborazione con il Collegio Ghislieri. – è il Presidente del Senato della Repubblica, sen. Pietro Grasso, le cui vicende professionali e umane si sono in più occasioni intrecciate con quelle di Falcone, dapprima presso gli uffici giudiziari palermitani, poi, seppur per pochi mesi, presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Alla loro amicizia e collaborazione il Presidente Grasso ha dedicato il volume, edito da Feltrinelli, Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia, con prefazione di Sergio Mattarella.
Pietro Grasso è entrato in magistratura nel 1969. È stato giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra e procuratore capo a Palermo. Dall’ottobre 2005 al dicembre 2012 è stato Procuratore Nazionale Antimafia. Nel 2013, lasciato l’incarico, si è candidato con successo alle elezioni politiche nazionali per il Senato della Repubblica. Il 16 marzo 2013 è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica. In questi anni ha scritto diverse opere sul tema della criminalità organizzata.

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Rischio aumenti per utenze elettriche?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

energia-elettrica“Il Gruppo Forza Italia della Camera dei deputati ha presentato un emendamento al ddl concorrenza per a modificare le disposizioni approvate dal Senato che segnano la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia elettrica a decorrere dal 1° luglio 2019”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.
“Il testo attuale dispone che i clienti del servizio di maggior tutela entro quella data dovranno passare a una delle offerte di mercato libero dei vari operatori, ma per tutti quei clienti che non eserciteranno l’opzione per inesperienza o semplice dimenticanza, sarà garantito un servizio di salvaguardia – che ha costi più cari – ‘attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero’: questo significa che, come denunciato da molteplici associazioni di consumatori, i prezzi per gli utenti (parliamo di 20 milioni di famiglie) aumenteranno.I consumatori che non hanno scelto un fornitore (anche perché magari non hanno gli strumenti tecnologici o culturali per sceglierne uno online al giusto prezzo) verranno quindi ‘impacchettati’ e messi all’asta, ad un prezzo comunque più alto di quello che si trova sul libero mercato (che, per inciso, già oggi ha prezzi più elevati).
Dato che il volume d’affari ipotizzato per i servizi elettrici forniti a coloro che non eserciteranno l’opzione per il mercato libero è pari almeno a 500 milioni di euro, sarebbe interessante comprendere dal governo la ratio di tale scelta, e quali idee abbia lo stesso esecutivo per la disciplina dello svolgimento delle aste e dei potenziali partecipanti.
Non vorremmo infatti che questa norma si trasformi in un’operazione di mercato che il governo mette in piedi solo a beneficio di alcune aziende (dato che – ad esempio – le utilities legate ai territori e la stessa Enel hanno espresso forti perplessità), procurando una redistribuzione di rendite che nulla a che vedere con la liberalizzazione, e che rischia di rivelarsi un vero e proprio boomerang per i cittadini consumatori, oltre che determinare esuberi non indifferenti tra gli occupati nelle aziende che oggi erogano il servizio di maggior tutela”.

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Video seeks to bring sacred words to masses

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

NathanielMELBOURNE, Australia — Released last Friday, a new music video features Australian popular singer and performer Nathaniel Willemse singing a prayer by Baha’u’llah. The song, titled “Power Over All Things,” was composed this year in honor of the two hundred year anniversary of the birth of Baha’u’llah, which is being commemorated in October. Inspired by the hopeful vision in the Baha’i writings, the song is one of countless musical expressions unfolding across the planet in this momentous year, ranging from grassroots initiatives to national and international projects undertaken by professional artists.Nathaniel, who is familiar with the Baha’i teachings, is originally from South Africa but rose to success as a pop singer in Australia. He chose this project because he felt connected to the beauty of the words in the prayer and the relevance of its message for the world today.“I feel that this is a very powerful prayer for aid and assistance,” he said, “and in this much sensitive time around the world we really need more of these powerful words available.” The song was DSC_0196composed by musical producer and songwriter Anise K., whose belief in the power of music to touch the human heart and to inspire has been largely influenced by the Baha’i Faith.
As the idea for the video was forming, Anise K. explained that he and Nathaniel consulted about capturing the right tone. In developing the concept, Anise K. wanted it to be filmed in nature, evoking Baha’u’llah’s love for nature and his retreat into the wilderness for two years of His life.Regarding the selection of the lyrics for the song, a prayer was selected which was revealed by Baha’u’llah in a tablet to Queen Victoria in 1868:”O my God! I ask Thee, by Thy most glorious Name, to aid me in that which will cause the affairs of Thy servants to prosper, and Thy cities to flourish. Thou, indeed, hast power over all things!”In that well-known message, Baha’u’llah emphasized the unity of the human race and praised Queen Victoria for abolishing slavery and for entrusting to representatives of the people the powers of government.Reflecting on the project and its aspirations, Nathaniel explained: “I hope that this will be a prayer that will uplift people and bring them together.” (photo: Nathaniel)

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Come prevenire i calcoli renali

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

calcoli renaliRoma. La presenza di calcoli renali è una condizione in continua crescita ed è frequentemente associata a patologie come ipertensione, osteoporosi, malattie cardiovascolari, insulino-resistenza. Le cause della malattia possono essere genetiche e ambientali. L’alimentazione è sicuramente il fattore ambientale più importante, ma la formazione di calcoli può essere prevenuta anche con alcuni farmaci. Sono questi i temi principali del terzo meeting internazionale sulla nefrolitiasi dal titolo “Calcoli renali nella pratica: un corso avanzato” svoltosi recentemente a Roma. Il meeting è stato organizzato dalla Divisione di Nefrologia e Dialisi della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«Un maschio italiano su dieci e una donna su venti ha sofferto una volta nella vita di calcoli renali, piccole aggregazioni di sali minerali che si formano nel tratto urinario. E tra questi quattro su dieci prima o poi nella vita vengono nuovamente colpiti da calcoli» spiega Giovanni Gambaro, docente di Nefrologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e co-presidente del meeting. «Come ridurre i rischi di recidive? Innanzitutto è consigliabile aumentare l’introito di liquidi, in modo da aumentare il volume di urina. Per questo motivo è utile bere almeno tre litri di acqua al giorno. È consigliabile bere quando si è sotto stress, per esempio sul luogo di lavoro, e se non è possibile durante il lavoro, almeno bere abbondantemente prima di iniziare.
È utile anche ridurre l’assunzione di ossalati. Piccole quantità di acido ossalico vengono eliminate giornalmente con le urine sotto forma di ossalati. Nell’organismo l’acido ossalico è introdotto in parte con gli alimenti, ma può essere anche di origine endogena. In seguito a deviazioni congenite o acquisite del metabolismo, forti quantità di ossalati vengono eliminate con le urine (ossaluria); l’ossalato di calcio, che è insolubile, tende a precipitare nel rene, provocando la formazione di calcoli e disturbi della funzionalità renale. «Una lista di alimenti che contengono ossalati. Però una quantità più o meno grande di ossalati è presente in così tanti cibi che evitarne l’assunzione è davvero difficile. Per cui per contrastare l’effetto degli ossalati è consigliabile assumere una sufficiente quantità di calcio, in modo che l’ossalato venga cristallizzato già nel colon evitando che l’assalto aumenti nelle urine. Per questo scopo è raccomandato il consumo di acqua minerale ricca di calcio, con una quantità di calcio superiore a 400 mg per litro oppure latte, soprattutto quando si consumano i pasti o gli snack» prosegue Gambaro.
L’errore più comune è infatti eliminare il calcio – quindi per esempio formaggi e latticini – dalla dieta, perché in realtà il calcio aiuta l’espulsione dei componenti chimici che formano i calcoli. Anzi, secondo i nutrizionisti si dovrebbe assumere circa un grammo di calcio al giorno, mentre una dieta media italiana arriva a mezzo grammo.
Per quanto riguarda la dieta, è meglio ridurre il consumo di alimenti “acidi”, soprattutto quelli contenenti proteine animali, consumando al massimo una porzione al giorno, e mangiare almeno tre porzioni di alimenti “alcalini”, quindi frutta e verdura, che aumentano la produzione di citrato, il più importante inibitore della cristallizzazione dei sali di calcio nelle urine. Inoltre il consumo di una dieta ricca di alimenti alcalini riduce decisamente il rischio di calcoli renali». Anche le bevande a base di agrumi – limoni, arance e pompelmo – sono consigliate in tutte le calcolosi perché contengono citrati, una prevenzione naturale contro le recidive. Se le misure dietetiche e l’aumento del consumo di acqua non hanno successo, possono essere utilizzati alcuni farmaci, come il citrato di potassio e i diuretici tiazidici, che aumentano il riassorbimento renale di calcio.

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Zaia in Veneto: No all’obbligo vaccinale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

zaia“Il Veneto non ha l’obbligo vaccinale e io governo questa ragione da sette anni, senza obbligo vaccinale. Abbiamo scelto di proporre una nuova formula, togliere l’obbligo e parlare con i genitori. Siamo gli unici ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, quindi in tempo reale conosciamo bene i nostri dati. Abbiamo un buon rapporto con il Ministero della Sanità e guarda caso nonostante non ci sia l’obbligo vaccinale, come accade peraltro in 15 Paesi europei, tipo Germania, Gran Bretagna eccetera, da noi il 92,6% dei bimbi sono vaccinati, è il dato di quest’ultimo semestre della nostra anagrafe vaccinale, quindi non sono contro il vaccino, ma sono per porre una questione. La questione è che non è più l’era degli obblighi, ma l’era dei dialoghi, dobbiamo parlare con questi genitori”. Così Michele Zaia, governatore del Veneto, intervenuto sui vaccini a Effetto Giorno su Radio 24. Al conduttore che, evidenziando come in altre regioni la copertura sia sotto al 90%, domanda se vi sia la necessità di imporre l’obbligo, Zaia a Radio 24 risponde: “I dati sono sufficientemente alti per non essere nell’ambito della soglia pericolosa sostanzialmente in tutte le regioni. Il vero tema è un altro, i genitori pongono le questioni. Io penso che il dialogo sia fondamentale. Sa qual è la preoccupazione? Che questa azione, che è un’azione coercitiva importante, incentivi l’abbandono ai vaccini. Quindi otterranno l’effetto opposto e questa non è una condizione da poco per una regione come il Veneto del non obbligo ne ha fatto una bandiera”. Alla domanda diretta del giornalista che chiede di chiarire la sua posizione in merito ai vaccini Zaia a Radio 24 risponde: “Se avessi un figlio lo vaccinerei, punto. Il vero problema, le ripeto, è che una regione modello come il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, come altri 15 paesi in Europa, dimostra che si possono avere gli stessi vaccini, con percentuali molto alte senza avere l’obbligo vaccinale”. Alla replica del giornalista che sostiene che in Italia questo non avviene senza obbligo Zaia sottolinea: “Beh allora chiediamoci perché non avviene, perché non c’è informazione, perché non ci sono i servizi ai genitori e alle famiglie degni di questo nome, perché ci sputtaniamo un sacco di soldi per finanziare regioni che nella sanità l’unica cosa che san fare è fare buchi. Abbiamo tre regioni, quattro regioni che han 5 miliardi di buco nella sanità e che esportano ammalati, questi sono i veri problemi e non quello di mettere le multe ai genitori”.

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Parma primo Ateneo dell’Emilia-Romagna per crescita delle matricole

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

parma universitàContinua la crescita delle matricole all’Università di Parma: nell’a.a. 2016-2017 l’incremento è stato del 16,9%, una crescita davvero rilevante che colloca l’Ateneo al sesto posto tra le università statali italiane. È quanto emerge dalla classifica stilata da “Repubblica.it” su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, effettuata su 90 atenei italiani (62 statali, 10 telematici, 18 non statali o privati). La classifica sottolinea il grande exploit (il migliore dal 2003) del sistema universitario italiano nel suo complesso, con una crescita media a livello nazionale del 4,3%.L’Università di Parma, con il suo +16,9%, è dunque oltre 12 punti percentuali sopra la crescita media nazionale, ed è primo ateneo dell’Emilia-Romagna: la seconda università emiliano-romagnola è quella di Modena e Reggio Emilia, al tredicesimo posto.Continua quindi la eccezionale performance dell’Università di Parma, che prosegue nel percorso di crescita già intrapreso lo scorso anno, quando il numero di matricole era aumentato del 22,5%, collocando l’Ateneo al primo posto della classifica di “Repubblica”.

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Precariato, segreterie scolastiche in confusione: non sanno quali classi di concorso adottare

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

ministero-pubblica-istruzioneNell’ultimo periodo il Ministero dell’Istruzione ha prodotto una serie di tabelle e di decreti per definire gli insegnamenti dei docenti, associati ai titoli di studio, senza però chiarirne l’applicazione. Il problema è che tutto il lavoro di verifica deve essere svolto entro il 30 giugno e, dato che numerose domande saranno inviate per Posta gli ultimi giorni, a ridosso della scadenza bisognerà decidere in via definitiva. Per il sindacato, stanno venendo al pettine tutti i nodi mai sciolti sulla revisione forzata delle classi di concorso, iniziato nel 2008, quando l’allora Ministro, Maria Stella Gelmini, decise di ridurre le classi di concorso di un terzo, al fine di rendere più spendibili le abilitazioni degli insegnanti. Sino a che il Governo Renzi è riuscito nell’impresa di superare in peggio quel provvedimento, rendendo stabili le tabelle di confluenza provvisorie e trasformando i docenti italiani in una sorta di jolly transumante. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): tutto questo ha prodotto degli insegnamenti sempre meno specializzanti, che è anche tra le cause che hanno portato a un altissimo numero di bocciature in occasione dell’ultimo concorso a cattedra. Tra l’altro, malgrado le continue modifiche in itinere delle tabelle e degli accoppiamenti delle nuove classi concorsuali con i titoli di studio, ancora oggi il nostro sindacato continua a ricevere diverse segnalazioni di errori marchiani nelle varie assegnazioni ministeriali. Siamo di fronte all’ennesimo pasticcio contro il quale non possiamo rimanere inermi.

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L’UNHCR chiede migliore accesso alle migliaia di persone in fuga da Raqqa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

Ginevra. Con il protrarsi dei pesanti combattimenti all’interno e nei dintorni della città di Raqqa, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) chiede che vanga garantito un accesso più ampio e sostenibile alle decine di migliaia di civili che hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria.Si stima che oltre 430mila persone siano in difficoltà all’interno del governatorato di Ar-Raqqa. Solamente nel mese di maggio, oltre 100mila persone sono state costrette alla fuga. La risposta dell’UNHCR sul campo si coordina con le altre agenzie delle Nazioni Unite e gli altri partner umanitari.siria
Tuttavia con l’aumentare dei bisogni e del numero di persone in fuga, l’accesso via terra risulta difficoltoso. Gli aiuti umanitari vengono trasportati per via aerea da Damasco a Qamishli, un’impresa costosa e complessa. Fino ad ora, non esistevano percorsi di trasporto disponibili per recapitare gli aiuti. Di concerto con i suoi partner, l’UNHCR continua ad esplorare tutti le vie possibili per garantire l’approvvigionamento e lavora insieme alle autorità per assicurare un accesso più facilitato a coloro che ne hanno maggiormente bisogno.Chi fugge dai combattimenti si sta rifugiando in numerose località. Molti sono stati costretti a trasferirsi più di una volta. Decine di migliaia di persone passano attraverso campi o siti di transito e si trasferiscono rapidamente in altre aree o tornano nei loro luoghi di origine. I livelli di accesso umanitario variano per ragioni di sicurezza e logistiche.Nel campo di Mabrouka a Hassakeh, dove circa 1.700 persone hanno trovato rifugio, l’UNHCR e altre agenzie umanitarie hanno avuto accesso regolare. In quel contesto l’UNHCR sta distribuendo aiuti umanitari, allestendo tende e continuando a lavorare per migliorare le condizioni di vita e le strutture di accoglienza.
Nel campo di Ein Issa – situato a nord della città di Raqqa e che ospita circa novemila persone all’interno o nelle immediate vicinanze del campo – le condizioni sono più difficili. Il turnover è elevato – ogni giorno circa mille persone arrivano e altrettante lasciano il campo. Quasi 20mila persone sono arrivate nel campo in una sola settimana alla fine di maggio – la maggioranza delle quali si è rapidamente trasferita. Le agenzie umanitarie, tra cui l’UNHCR, hanno avuto solo un accesso sporadico. Ein Issa dista più di cinque ore di strada dall’ufficio dell’UNHCR a Qamishli da dove si coordinata la risposta dell’Agenzia in favore di Raqqa. Insieme ai propri partner, l’UNCHR sta distribuendo aiuti umanitari e rafforzando le infrastrutture del campo per migliorare le condizioni di vita e aumentare la capacità di soddisfare le esigenze dei nuovi arrivati. Decine di migliaia di aiuti umanitari d’emergenza sono già stati consegnati presso entrambe i campi.In altre aree che ospitano un numero significativo di persone che fuggono dai combattimenti le necessità sono in corso di valutazione. Ad Al-Iskandariyeh vicino a Tabqa, si stima che circa 25mila persone siano arrivate nel mese di maggio, la maggior parte delle quali si è trasferita in altre località. A Al-Hamrat vicino a Karama, circa 11mila persone hanno cercato rifugio in un campo improvvisato. E circa 40mila persone continuano a essere sfollate in vari insediamenti a Karama.Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, l’UNHCR insieme ai suoi partner continuerà a fornire assistenza alle persone più bisognose e ad aumentare la risposta umanitaria in presenza di condizioni di accesso e di sicurezza. Sono disponibili aiuti umanitari per 50mila persone. Tende aggiuntive e kit di emergenza vengono recapitati nell’area. La capacità nei campi è aumentata. Le agenzie umanitarie stanno lavorando per trovare modi più efficaci per offrire assistenza alle persone più bisognose in quella che continua a essere una zona di conflitto in cui le mine e gli ordigni inesplosi sono comuni.E ascoltando le testimonianze – tutte credibili – che parlano di morti tra i civili, l’UNCHR ricorda a tutte le parti in causa i loro obblighi di rispettare il diritto umanitario internazionale: i civili devono essere protetti e non diventare mai obiettivi militari.Anche le risorse economiche sono drammaticamente necessarie. I finanziamenti non sono al passo con le necessità. L’UNHCR in Siria ha urgentemente bisogno di 37 milioni di dollari per continuare a rispondere a nuovi casi di migrazioni forzate, prevedendo tra l’altro la creazione di campi per 45mila persone appena sfollate. Il piano di risposta intergovernativo di Raqqa che include l’UNHCR e altre agenzie delle Nazioni Unite, ha ricevuto solo 29 milioni di dollari dei 153 milioni necessari. È fondamentale poter godere di accesso, risorse e condizioni di sicurezza tali da continuare a rispondere a quest’ultima ondata di spostamenti e sofferenze che colpiscono civili già aggrediti e terrorizzati.

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I risultati del M5S alle amministrative?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

bonafede“Avremmo voluto più sindaci, è chiaro, ma facendo il confronto, nelle stesse città, con le ultime amministrative, noi abbiamo incrementato dovunque i nostri consensi”. Così il deputato Cinquestelle Alfonso Bonafede, oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora. “La crescita del M5S nelle Amministrative è molto lenta ma costante”, ha aggiunto Bonafede a Radio1. A Genova sembra abbiate fatto di tutto per perdere…”Probabilmente le vicende che hanno riguardato la Cassimatis e prima Putti hanno avuto una incidenza importante e, probabilmente, se non ci fossero state saremmo andati al ballottaggio. Ma sono state scelte che noi abbiamo fatto coraggiosamente. Diverso è il discorso su Palermo”. Cosa intende? “A Palermo, nella vicenda delle firme false, il M5S ha fatto quanto doveva: è intervenuto e ha sospeso le persone coinvolte”. A Genova chi appoggerete per il secondo turno? “I genovesi faranno quello che vogliono”. E, in generale, come vi schiererete nei ballottaggi? “I voti non sono nostri. I cittadini – ha spiegato a Rai Radio1 – faranno quello che vogliono, mi concentro sulle dieci città in cui siamo al ballottaggio”.

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Yemen: 124.000 casi sospetti di colera

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

Yemen“L’epidemia di colera in Yemen continua a diffondersi ad una velocità preoccupante. Sono stati registrati oltre 124.000 casi sospetti – circa la metà sono bambini. I bambini continuano pagare le conseguenze dalla guerra in Yemen. Molte persone tra coloro che si sono ammalate o sono morte a causa del colera soffrivano di malnutrizione. Da fine aprile almeno 923 persone sono morte a causa della malattia, circa un quarto erano bambini. L’epidemia di colera si sta abbattendo su quel che rimane del sistema sanitario già danneggiato dal conflitto in Yemen. Gli ospedali e i centri di cura stanno lavorando duramente per far fronte all’ampio numero di pazienti che arrivano da tutto il paese. Le medicine e i fluidi per terapie endovenose stanno terminando velocemente.
Nonostante queste grandissime sfide, gli operatori sanitari non si sono risparmiati nel rispondere all’emergenza – anche se non ricevono uno stipendio da circa 9 mesi. Senza una soluzione immediata per pagare gli operatori sanitari, moriranno ancor più bambini, a prescindere da quanti aiuti umanitari vengano distribuiti nel paese. Senza la fine del conflitto, l’epidemia di colera – e potenzialmente altre malattie – continuerà ad abbattersi sulle vite dei bambini“.

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Il mondo invecchia: assistenza e gestione dell’anziano

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

federanzianiMilano, 15 giugno 2017 h. 10.00 c/o Regione Lombardia – Sala Pirelli – Via Fabio Filzi 22. L’OMS ha dichiarato che entro il 2050 raddoppierà il numero di over 60 nel mondo, passando da 900 milioni a 2 miliardi. Onda, rivolgendosi al mondo degli anziani, ha istituito lo scorso anno i Bollini RosaArgento, un riconoscimento che ha l’obiettivo di individuare e segnalare le strutture di lungodegenza assistita (RSA) con i requisiti più opportuni per garantire una gestione personalizzata, sicura e soprattutto umana degli ospiti. Durante la conferenza stampa, verranno presentati i risultati di un’indagine conoscitiva volta a esplorare a livello nazionale il ruolo degli anziani in ambito familiare e sociale, gli stili di vita, le necessità, i bisogni, le paure e le loro aspettative. Verrà inoltre trattato il tema del fine vita e delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) mettendo a confronto vari operatori che quotidianamente hanno a che fare anche con questi temi. Partecipano:
Emilia de Biasi, Presidente Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica
Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia
Sara Valmaggi, Vice Presidente Consiglio Regionale Lombardia
Alberto Aronica, Medico di Medicina Generale del Servizio Sanitario Nazionale
Adriano Benzoni, Istituto Geriatrico P. Redaelli, Milano
Luigi Bergamaschini, Direttore Unità Operativa Complessa 2, ASP IMMeS e Pio Albergo Trivulzio e Direttore Scuola di Specializzazione in Geriatria, Università Statale di Milano
Fernando Boscaino, Quadrifoglio (ex Residence Cristal), Giulianova (TE)
Gilberto Corbellini, Professore Ordinario di Storia della Medicina e docente di Bioetica, Università La Sapienza, Roma
Maria Josè Falcicchia, Dirigente Ufficio Prevenzione Generale, Questura di Milano
Giorgio Fiorentini, management Imprese Sociali, Centro di Ricerca sull’Assistenza Sanitaria e Sociale (CERGAS), Università L. Bocconi e SDA, Milano
Agatino Licandro, RSA Viterbo, Viterbo
Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della donna

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Great success for Greece and “The Smile of the Child”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

cartina-grecia-centrale-atticaA 16-year-old missing girl from Poland found in Greece thanks to a coordinated mobilization “The Smile of the Child” in cooperation with European Organizations of child protection and the competent Greek authorities succeeded in identifying the 16-year-old girl who went missing on the 1st of June in Poland and travelled to Greece without being noticed by any authority or person. The identification of the missing girl proves the importance of the cross-border cooperation and constitutes an important success for “The Smile of the Child” and Greece. “The Smile of the Child” is founding member of the European Federation for Missing and Sexually Exploited Children (Missing Children Europe -MCE) and participates as member of its Board of Directors to the effort to tackle the sexual and psychological exploitation of children and identify children who have gone missing all across Europe.
On the 8th of June “The Smile of the Child” received a call to the 116000 European Hotline for Missing Children from a person who wanted to keep its anonymity regarding a 16-year-old girl accompanied from a young man on the island of Lefkada in Greece. Based on this information the Organization immediately mobilized and found out that the 16-year-old girl went missing from Poland while a search had been activated since the 1st of June. “The Smile of the Child” contacted the International Police Cooperation Division SIRENE, and, subsequently, the Police Department of Lefkada to which it forwarded the available information.The competent authorities were immediately mobilized and thanks to the provided information the 16-year-old girl was found to the hotel where she was staying.“The Smile of the Child” almost simultaneously contacted ITAKA -Centre for Missing People, its partnering Organization in Poland, which had already proceeded with a publicity appeal, and informed them that the missing girl had been identified in Greece. According to information provided by the Police Department of Lefkada, the 16-year-old girl returned to Poland putting an end to the agony of her own people. “The Smile of the Child” handled with professionalism one more case of a missing child, activated its international partnerships and mobilized all the competent authorities to trace the missing minor. It is worthwhile to mention that in this particular case the 16-year-old girl traveled from Poland to Greece without being noticed from anyone. The participation and help of everyone is necessary in order to locate missing children at risk whose disappearance regardless of color, origin or religion is a very serious issue no matter the reason. “The Smile of the Child”, in the framework of the international partnerships that it has developed, has the know-how to handle cases of missing children with professionalism and expertise. Find out more about the international partnerships of the Organization here: https://www.hamogelo.gr/gr/en/diethneis-sinergasies/

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Agenda europea sulla migrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

strasburgo-parlamento-europeoStrasburgo. In vista del Consiglio europeo della prossima settimana, la Commissione presenta quattro relazioni sui progressi compiuti relativamente alle misure adottate nell’ambito dell’Agenda europea sulla migrazione per stabilizzare i flussi e gestire meglio le frontiere esterne. Poiché la maggior parte degli Stati membri ha dimostrato che la ricollocazione funziona se vi è la volontà politica, la Commissione esorta tutti quegli Stati membri che ancora non lo hanno fatto ad adoperarsi per rispettare i loro obblighi giuridici e contribuire equamente e proporzionalmente a tale meccanismo. La Commissione ribadisce il suo appello ad accelerare il dispiegamento della guardia di frontiera e costiera e a colmarne il più rapidamente possibile le carenze di personale e di attrezzature. La dichiarazione UE-Turchia continua a produrre risultati, come dimostrano il costante calo degli attraversamenti irregolari verso la Grecia e l’avvenuto reinsediamento di oltre 6 000 siriani che hanno ottenuto canali sicuri e legali per entrare in Europa. Sono tuttora necessari sforzi continui per garantire la piena attuazione della dichiarazione, in particolare per migliorare l’esame delle richieste d’asilo in Grecia.
Frans Timmermans, primo Vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: “Due anni dopo il varo dell’Agenda europea sulla migrazione i nostri sforzi congiunti per gestire i flussi migratori iniziano a dare frutti. Permangono però i fattori alla base della migrazione verso l’Europa e la tragica perdita di vite umane nel Mediterraneo. Con il graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, dobbiamo moltiplicare le nostre attività di cooperazione: con i paesi terzi, nella protezione delle frontiere esterne dell’UE, nell’accoglienza da parte di tutti di coloro che ne hanno bisogno e nel garantire un rimpatrio rapido a chi non ha il diritto di rimanere. Solo lavorando tutti insieme in uno spirito di solidarietà e responsabilità possiamo gestire efficacemente la migrazione in Europa.”
Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: “La nostra Unione è fondata sulla solidarietà e la condivisione di responsabilità. Questi valori fondamentali si applicano a tutte le nostre politiche e la migrazione non è un’eccezione. Non possiamo abbandonare e non abbandoneremo gli Stati membri che hanno una frontiera esterna. E quando si tratta della ricollocazione, sarò molto chiaro: l’attuazione delle decisioni del Consiglio sulla ricollocazione è un obbligo giuridico, non una scelta.”
Nel 2017 il ritmo delle ricollocazioni è aumentato significativamente, con la ricollocazione di quasi 10 300 persone da gennaio, il quintuplo rispetto allo stesso periodo del 2016. Al 9 giugno il numero totale di ricollocazioni è pari a 20 869 (13 973 dalla Grecia e 6 896 dall’Italia). Considerato che quasi tutti gli Stati membri procedono alla ricollocazione dall’Italia e dalla Grecia, sarà possibile ricollocare tutti gli aventi diritto (attualmente circa 11 000 registrati in Grecia e circa 2 000 in Italia, mentre gli arrivi del 2016 e 2017 sono in attesa di registrazione) entro settembre 2017. In ogni caso l’obbligo giuridico di ricollocazione per gli Stati membri non terminerà dopo settembre: le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione sono applicabili a tutti coloro che arrivino in Grecia o in Italia fino al 26 settembre 2017 e i richiedenti ammissibili dovranno quindi essere ricollocati in tempi ragionevoli.
Negli ultimi mesi la Commissione ha ripetutamente invitato gli Stati membri che non hanno ancora proceduto ad alcuna ricollocazione, o che rifiutano di farlo, ad adoperarsi in questo senso. Nonostante i ripetuti appelli, purtroppo la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, violando gli obblighi giuridici sanciti dalle decisioni del Consiglio e gli impegni nei confronti della Grecia, dell’Italia e di altri Stati membri, non hanno ancora intrapreso le azioni necessarie. Viste le premesse e come indicato nella precedente relazione sulla ricollocazione e sul reinsediamento, la Commissione ha deciso di avviare procedimenti di infrazione contro questi tre Stati membri.
I progressi relativi al reinsediamento continuano, con quasi tre quarti (16 419) dei 22 504 reinsediamenti concordati nel giugno 2015 già effettuati. I reinsediamenti nell’ambito della dichiarazione UE-Turchia hanno raggiunto un nuovo livello record nel maggio 2017, con quasi 1 000 rifugiati siriani cui sono stati forniti canali sicuri e legali per entrare in Europa. Il numero complessivo dei reinsediamenti dalla Turchia nell’ambito della dichiarazione si attesta ora a 6 254 persone.
Dichiarazione UE-Turchia: i risultati concreti della gestione congiunta della migrazione
Ad oltre un anno di distanza dall’adozione della dichiarazione UE-Turchia da parte dei capi di Stato o di governo dell’UE e della Turchia e nonostante le sfide, la dichiarazione continua a produrre risultati concreti, garantendo una gestione efficace dei flussi migratori lungo la rotta orientale del Mediterraneo.
Il numero di attraversamenti quotidiani dalla Turchia verso le isole greche si attesta a circa 50 e, nonostante i recenti tragici incidenti, il numero di vite perse nel Mar Egeo è sceso drasticamente. Nel complesso gli arrivi sono diminuiti del 97% dal momento in cui la dichiarazione è diventata operativa. Alcuni sviluppi positivi si sono registrati per quanto riguarda il ritmo delle operazioni di rimpatrio, con ulteriori 311 rimpatri eseguiti dalla pubblicazione, in marzo, della relazione precedente, per un numero complessivo di migranti rimpatriati pari a 1 798. Gli arrivi superano tuttavia il numero dei rimpatri dalle isole greche verso la Turchia, creando una pressione sulle strutture di accoglienza di queste isole. Per aumentare i rimpatri e migliorare le condizioni di accoglienza nelle isole, sono necessari ulteriori sforzi da parte delle autorità greche, delle agenzie dell’UE e degli Stati membri.
Si registrano progressi anche in altri ambiti della dichiarazione, mentre l’UE e la Turchia proseguono gli sforzi per accelerare l’erogazione del sostegno finanziario nell’ambito dello strumento per i rifugiati in Turchia. Sono stati assegnati quasi tutti i fondi per il periodo 2016-2017 (2,9 miliardi di EUR su 3 miliardi di EUR) e sono già stati firmati contratti per complessivi 1,57 miliardi di EUR. Attualmente oltre 600 000 rifugiati in Turchia sono sostenuti dalla rete di sicurezza sociale di emergenza e, secondo le stime, il numero dei Siriani assistiti attraverso trasferimenti diretti di denaro dovrebbe raggiungere gli 1,3 milioni.
immigratiLa Commissione si è maggiormente adoperata per agevolare la conclusione rapida delle procedure operative standard per il programma volontario di ammissione umanitaria e continua inoltre a incoraggiare la Turchia per completare i sette parametri restanti previsti dalla tabella di marcia per la liberalizzazione dei visti.
Guardia di frontiera e costiera europea: è necessario accelerare il dispiegamento
Negli ultimi mesi sono proseguiti i progressi relativi alla guardia di frontiera e costiera europea. Grazie agli oltre 1 600 funzionari a sostegno delle forze nazionali in Grecia (944), Italia (402), Bulgaria (166) e Spagna (65), le frontiere esterne dell’UE non sono mai state così ben protette. L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera ha portato a termine le delle frontiere esterne degli Stati Schengen e sono state formulate raccomandazioni destinate a 20 di questi Stati. Si sono registrati ulteriori progressi nelle negoziazioni con la Serbia per quanto riguarda l’accordo sullo status; la Commissione intende proporre a breve l’avvio delle negoziazioni con altri paesi limitrofi, tra cui l’Albania, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro.
Il ritmo delle operazioni di rimpatrio organizzate dalla guardia di frontiera e costiera ha continuato a crescere nel 2017, con il rimpatrio, ad oggi, di 6 799 migranti in soggiorno irregolare , pari a un incremento di oltre il 157% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Gli Stati membri devono tuttavia incrementare rapidamente il ricorso alla capacità rafforzata di cui dispone l’Agenzia per i rimpatri e avvalersi pienamente del suo sostegno per organizzare le operazioni di rimpatrio. È inoltre necessario che gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per rispondere alle richieste di dispiegamento per le operazioni in corso e colmare le carenze sia di risorse umane, sia di mezzi tecnici. È necessario colmare tali carenze in via prioritaria per garantire il proseguimento delle operazioni in corso e la piena disponibilità delle riserve di reazione rapida, in particolare della riserva di attrezzature cui hanno finora contribuito solo 14 Stati membri.Quadro di partenariato e rotta del Mediterraneo centrale: progressi tangibili
Oggi la Commissione presenta anche i risultati e le esperienze acquisite nel quadro di partenariato sulla migrazione, a un anno dall’avvio. Si sono registrati progressi nella lotta ai trafficanti grazie ad una maggior cooperazione con i paesi chiave in Africa, che ha consentito di affrontare il problema dei flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con un’attenzione particolare alla cooperazione con la Libia. Il Fondo fiduciario dell’UE ha finanziato le priorità politiche mobilizzando in un anno circa 1,9 miliardi di EUR destinati a 118 progetti per affrontare alla radice le cause della migrazione e sostenere una miglior gestione della migrazione nei paesi di origine e di transito. In diversi ambiti sono tuttavia necessari ulteriori sforzi, in particolare per accelerare i rimpatri e la riammissione nei paesi partner.

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La mobilità dei cervelli sotto la lente dell’Europa

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

immigrazione-via-mareIl Vecchio Continente, in mancanza di adeguate strategie per arginare le migrazioni intellettuali verso Stati Uniti e Canada, rischia di trovarsi impoverito di conoscenze. E’ lo scenario descritto dal progetto Brain Drain – Emigration Flows of Qualified Scientists, che però evidenzia anche le misure già adottate: dalle apposite normative ad un programma comunitario di monitoraggio a cui, per l’Italia, partecipa il Consiglio nazionale delle ricerche. Quest’iniziativa rappresenta il primo tentativo della Commissione Europea di tradurre in cifre il fenomeno della mobilità intellettuale europea, in una situazione di totale assenza di dati ufficiali, che invece gli Usa hanno a disposizione spiegano Maria Carolina Brandi e Sveva Avveduto dell’Istituto di ricerca sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Consiglio nazionale delle Ricerche, curatrici per l’Italia del progetto Brain Drain – Migration Flows of Qualified Scientists, i cui risultati sono stati pubblicati nel numero speciale della rivista Studi Emigrazione con il titolo Le migrazioni qualificate tra mobilità e Brain Drain. C’è da evidenziare però, in proposito, una novità. L’Unione Europea, tramite la Direzione Generale di ricerca di Bruxelles, ha attivato un programma di monitoraggio dei flussi di mobilità dei propri ricercatori lo Human resources in research and developement monitoring system on career paths and mobility flows, al quale partecipano Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca e Polonia. Per l’Italia, l’ente interessato è il Cnr. Dal progetto si evince che in assenza di iniziative adeguate per arginare il fenomeno, il Vecchio Continente si ritroverebbe, nel giro di dieci anni, depauperato di conoscenze. Per quanto riguarda gli occupati in professioni scientifiche, anche se l’incidenza degli europei negli Usa non supera il 2%, i numeri assoluti sono consistenti. I lavoratori ad altissima qualificazione (con visto H1B) provenienti dall’Europa ed immigrati negli Usa nel 2003 erano oltre 100.000; tra i cinque paesi che forniscono questo capitale umano, l’Italia occupa il quarto posto con 5.900 persone, dopo Regno Unito (31.000 persone), Francia (15.000), Germania (13.000), e prima della Spagna (5.800). Nel 2004 il personale qualificato proveniente da tutti i paesi del mondo che ha ottenuto il visto H1B aumenta ancora rispetto al 2003: si passa da 360.000 a 387.000 visti. Dal 1998 al 2003, ogni anno, in media circa 5.000 italiani altamente qualificati nella ricerca e nelle professioni tecniche trovano occupazione negli Usa per un periodo che può durare fino a 6 anni. Nel solo 2003 il 17% degli italiani che si sono stabiliti in maniera permanente negli USA sono manager, dirigenti e professionisti. Ma quali sono le ragioni principali delle migrazioni e le cause che determinano il ritorno in patria? Lo hanno svelato, nell’ambito del Progetto, due indagini, di cui una condotta dal Cnr su un campione di 250 ricercatori stranieri presenti negli Enti pubblici di ricerca italiani e, laltra, dal Merit su un campione di 1000 ricercatori europei ed americani dellAmerican Association for the Advancement of Science (Aaas) che conta 250.000 iscritti. Dagli studi si deduce che gli europei vanno in Usa non solo per svolgere una ricerca migliore, ma anche per avere più opportunità di lavoro, carriera, e finanziamenti più alti: tra le loro motivazioni, la possibilità di fare carriera prevale con il 78%, seguita dal prestigio dell’istituzione che li ospita con il 74,6%, dalle possibilità di accesso alle tecnologie di punta (73%), dai maggiori fondi disponibili per la ricerca (69%), dalle opportunità di contatto con le reti di ricercatori e professionisti (68%). In coda alla graduatoria delle motivazioni, la mera opportunità occupazionale, che conta per il 56%, e i miglioramenti retributivi (54%). Molto diversa la spinta degli studiosi statunitensi a lasciare il loro paese: il prestigio dell’ente destinatario prevale con il 61%, seguito dalle condizioni di vita del paese ospitante (60%). Speculari le motivazioni che portano al rientro in patria: prevalgono per i ricercatori europei le condizioni di vita del paese di origine (80%) e il desiderio di ricongiungersi alla famiglia (71%). Per i colleghi americani il rientro in patria è motivato soprattutto da ambizioni di carriera (71%), dai miglioramenti salariali (63%) e dall’esigenza di maggiori fondi per la propria attività (61%). (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici)

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Equitalia che fu, che e’, che sara’ e la propaganda falsata contro i cittadini onesti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

equitaliaDal 1 luglio Equitalia non sara’ piu’ operativa, sostituita da un’apposita sezione dell’Agenzia delle Entrate (“Agenzia delle entrate-riscossione”) che subentra in tutto e per tutto nelle sue funzioni, utilizzando gli stessi strumenti e normative e con alcuni poteri potenziati. Alcuni Comuni hanno gia’ provveduto a farsi delle “piccole Equitalia”, ma tanti altri continueranno ad usufruire dei servizi di questo nuovo organismo: riscossione tasse nazionali ed entrate tributarie e patrimoniali di Comuni, Province e societa’ partecipate.
Per noi contribuenti direttamente non cambia nulla, ma cambia un po’ per lo Stato che, con questi nuovi poteri potra’ risparmiare in tempo e denaro, un risparmio che quindi ha un riflesso sui conti pubblici e su tutti noi.
Questo cambiamento ha avuto un riflesso negativo su alcuni media che, spinti da gruppi politici che talvolta -a nostro avviso- estremizzano anche cio’ che sarebbe opportuno non fosse fatto (per tutti, contribuenti inclusi), hanno creato un po’ di preoccupazione e allarmismo. L’allarmismo e’ di questo tipo: Equitalia potra’ mettere il naso nei nostri conti correnti….. intrusione, pero’, che e’ tale da 12 anni (qualcuno fa il fesso o non lo sapeva?) e che, 12 anni fa come oggi e come domani, chi ritiene di dover contestare puo’ sempre farlo rivolgendosi ai giudici. Fino al 1 luglio prossimo l’agente riscossore si rivolgeva genericamente alla banca, senza poter subito sapere se nei conti del debitore c’era o meno disponibilita’, e partiva un tira e molla costoso in tempo e denaro (che comunque alla fine veniva fatto pagare al debitore). Dal 1 luglio, essendo Equitalia a tutti gli effetti una branca dell’Agenzia delle Entrate, puo’ pretendere dalla banca
di comunicare la situazione dei conti del presunto debitore. E quest’ultimo, ovviamente, prima che possa avvenire il pagamento puo’ utilizzare tutti gli strumenti di opposizione e contestazione previste dalla legge. E questa un’aggressione, o non piuttosto un semplificazione delle procedure? Noi optiamo per la seconda ipotesi. Anche perche’ non partiamo -come alcuni, tra coloro che fanno allarmismo- dal presupposto che se si devono dei soldi alla pubblica amministrazione, questo sia di per se’ un fatto negativo e lo Stato sia ladro e il presunto debitore vessato e violentato. Non potremmo pensare altrimenti se continuiamo a mettere al primo posto di qualunque nostra azione certezza dei diritti e delle pene.
Siamo per questo complici dello Stato vampiro? Noi continuiamo ad essere in prima fila a difendere il contribuente vessato e impropriamente debitore, magari foss’anche solo per la burocrazia dello Stato. Infatti, quando un utente si rivolge a noi per chiedere un consiglio, e’ nostra cura, dopo un’analisi della situazione, prospettare modi, costi e tempi di intervento, sottolineando la nostra disponibilita’ a supportarlo solo se intravediamo esiti positivi del ricorso, perche’ riteniamo che lo Stato sia inadempiente, vessatorio e/o esoso. Le urla al complotto, alla vessatorieta’ che e’ sempre tale perche’ proviene da parte di un’autorita’ pubblica, le lasciamo a chi -a nostro avviso- inganna i cittadini, caricandoli di aspettative irrealizzabili che -forse- potranno servire a questi ingannatori per temporaneamente alimentare le loro fortune. Situazione -per noi- drammatica e tragica, che e’ ben altro che stare dalla parte del cittadino onesto… che non vuoldire passivo, anzi!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Baglietto vara Ridoc, primo esemplare di MV19 per un armatore Europeo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

0L0ALa Spezia. Dopo il varo del MY Andiamo, 48m in acciaio e alluminio a distanza di una settimana è stata la volta di Ridoc, primo esemplare di MV19. Il progetto, di 19,50m tutto in alluminio, rappresenta la naturale evoluzione dell’MV13 e porta la firma dello studio Francesco Paszkowski Design che ha curato sia gli interni che gli esterni. Dell’ufficio tecnico Baglietto lo studio di carena, impianti e propulsioni.
Ispirata ai Mas della prima e seconda Guerra Mondiale, la linea MV di Baglietto (13m e 19m) ripercorre, in chiave moderna, una pagina importante della storia nautica del brand in campo militare riproponendone alcuni stilemi abbinati, al contempo, ad elementi architettonici mutuati dal mondo degli open. Le prese d’aria, simmetriche lungo il bordo libero dello scafo, sottolineano il tratto rigoroso, caratteristico della matita di Francesco Paszkowski e delle linee veloci Baglietto. Questo viene ulteriormente esaltato dal colore, grigio scuro metallizzato, che conferisce forza e aggressività. Lo studio degli interni, sempre in collaborazione con Margherita Casprini, ha comportato una ricerca approfondita dei materiali e delle finiture per unire il fascino d’antan con le necessità di comfort contemporaneo. Non mancano, tra l’altro, i sistemi audio-video più avanzati con TV satellitare, non comune in imbarcazioni di queste dimensioni. I rivestimenti sono in noce canaletto alternato a pareti bianche laccate lucide mentre i pavimenti sono in rovere invecchiato scuro. Ne risulta una barca dal carattere deciso, coerente con l’aspetto sportivo dell’esterno, ma super accessoriata.Il layout di Ridoc presenta sottocoperta la cabina armatoriale a prua e due cabine ospiti a centro barca separate dalla dinette con galley. Sempre su questo ponte l’armatore, che ha contribuito fortemente alla definizione degli interni, ha voluto una ulteriore cabina per il comandante con accesso diretto dalla coperta.Il ponte coperta offre, oltre alla zona comando con schermo a 24’, comode sedute ed un’ampia zona prendisole all’estrema prua e a poppa.La V profonda dello scafo garantisce all’imbarcazione alte prestazioni ed un’ottima tenuta di mare che si aggiungono alle spiccate doti di manovrabilità tipiche della tradizione Baglietto. La sala macchine prevede 2 motori MAN V12 da 1800hp che permettono di raggiungere la considerevole velocità di 40 nodi.Dopo la crociera estiva Ridoc sarà in anteprima mondiale al prossimo Cannes Yachting Festival. (foto: oloa)

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