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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Rapporto Osmed: cardiovascolari i farmaci più diffusi

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 agosto 2019

Antipertensivi e antiulcera regnano in farmacia, ma il maggior costo per il Servizio sanitario è ormai generato dagli antitumorali. Di tasca loro, gli italiani curano per lo più il raffreddore, il dolore fisico (passeggero, si spera), lo stress. Lo dicono i dati del “Rapporto nazionale Osmed 2018 sull’uso dei farmaci in Italia”, dell’Aifa, aggiornato allo scorso anno, quando si sono curati con medicinali 67 italiani su 100, il 71% delle femmine e il 62% dei maschi.
Il Rapporto dedica sezioni speciali agli ultrasessantacinquenni, il 98% dei quali ha più di una prescrizione, ai minori e alle donne in gravidanza, indicando per ciascuna classe d’età i farmaci più consumati. Per gli over 65 – che nella classe 80-84 anni hanno il picco di spesa, 782 euro a testa, e hanno assorbito il 70% delle dosi giornaliere -sono in testa i farmaci cardiovascolari (antipertensivi e statine) seguiti da antibiotici sistemici, Pppi e antidiabetici. Per i bambini i più usati sono gli antibiotici (46,6% degli under 18) seguiti da anti-asma (24,3%) e ormoni (8,4%). Nelle donne in gravidanza, considerando i dati dei certificati d’assistenza al parto in Emilia Romagna, Lazio e Puglia, sono più prescritti i farmaci relativi alla categoria terapeutica del sangue e organi emopoietici (55,9%) seguiti da antimicrobici per uso sistemico (41,9% e del sistema genito-urinario, inclusi ormoni sessuali (25,5%). Dei 21,9 miliardi spesi dal Ssn in medicine (8 quelli spesi dagli italiani di tasca propria), 10 sono stati erogati dalle farmacie e 11,9 da strutture sanitarie pubbliche. Ogni giorno sono state consumate 978,8 dosi ogni 1.000 abitanti, in crescita dell’1% circa rispetto al 2017. I farmaci più utilizzati sono stati quelli per l’apparato cardiovascolare ma in termini di spesa con 3,241 miliardi sono al secondo posto dopo gli antitumorali (5,569 miliardi). Questi ultimi, all’undicesimo posto per consumi, hanno un costo unitario molto superiore. Al secondo posto i prodotti per apparato gastrointestinale e metabolismo, 2,835 miliardi di spesa, tra cui inibitori di pompa per curare ulcera e reflusso. Terza piazza per i medicinali per sangue e organi emopoietici (2 miliardi di spesa), e infine i farmaci per il sistema nervoso centrale (1,782 miliardi), e la respirazione (1,166 miliardi). Dei 166 euro spesi dal Ssn per ogni italiano nelle farmacie, 49 sono andati all’apparato cardiovascolare, 33 al tratto digerente, 22 al Snc e 16 all’apparato respiratorio. Invece, dei 197 euro a cittadino spesi in acquisti diretti delle Regioni dalle industrie, 89 sono andati ad antitumorali-immunomodulanti, 35 ad antibiotici (contro 13 di spesa territoriale) e 26 a sangue ed organi emopoietici. Tra i farmaci somministrati direttamente dall’ospedale (3,1 miliardi di spesa) svettano anticorpi monoclonali, antivirali/anti-Hiv e fattori della coagulazione.
La spesa a carico del cittadino si compone per 5,4 miliardi di acquisti di medicine in classe C e di automedicazione e per altri 1,4 miliardi dell’acquisto privato di medicinali di fascia A. (dall’articolo di Mauro Miserendino su Farmacista33)

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