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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Lavoro: Riforma dello Stato sociale e Ristori

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

Il segretario organizzativo Confeder, Marcello Pacifico, ha affermato al confronto in video call con Nunzia Catalfo, ministra del lavoro e delle politiche sociali, sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Il sindacalista nell’intervista rilasciata a Teleborsa ha dichiarato: che “la ministra Catalfo, nell’incontro con le organizzazioni sindacali sulla riforma dello stato sociale e sulle ultime misure che il governo si appresta ad assumere in tema di Ristori, ha segnalato alcune novità molto importanti. La prima è quella dell’estensione di 12 settimane della Cassa integrazione in deroga, che quindi riguarderà tutto l’anno 2021 e contribuisce a dare un piccolo sostegno ai lavoratori e alle imprese. Si sta inoltre discutendo all’interno del governo sul fatto di prorogare le norme sul divieto di licenziamento, prossime a scadenza, e poi gli strumenti di welfare utili a sostenere i lavoratori privati. Questo è molto importante perché gli autonomi sono stati colpiti duramente da questa crisi e poi è evidente che siamo favorevoli agli interventi sul prolungamento della cassa integrazione, tutto questo può risolversi solo con nuovi fondi a favore della Naspi. Per poter parlare di ristori abbiamo chiesto di attivare tutti quei tavoli annunciati sugli ammortizzatori sociali, sulla previdenza complementare, anche sul funzionamento della Pubblica Amministrazione, in particolar modo sullo smart working e sul lavoro agile, e soprattutto abbiamo chiesto di puntare sulle politiche attive per il lavoro. Inoltre alla fine ho ricordato alla ministra – ha continuato Pacifico – che è importantissimo aprire subito un tavolo sul regime post Quota 100, perché questo è l’ultimo anno in cui l’anticipo pensionistico è in vigore. La ministra ha assicurato che già si è insediata la commissione per separare il welfare dalla previdenza”. Il sindacalista ha poi sottolineato come ci sia un gap rispetto al resto d’Europa: ha infatti che in Europa l’età media per andare in pensione è 63 anni senza penalizzazioni, mentre in Italia si è toccata l’asticella dei 67 anni. Pacifico ha continuato affermando che “il problema Quota 100 è quindi fondamentale, senza dimenticare quello che avviene nella scuola, dove abbiamo il personale più vecchio del mondo e anche il più esposto al rischio burnout”. Ha anche affermato che bisogna potenziare l’indennità di rischio per il personale medico-sanitario e per il personale della scuola e aggiornare le tabelle sul rischio sanitario in tutta Europa. Il sindacalista ha poi ribadito “l’importanza di riaprire il tavolo sul salario minimo che va legato assieme alle pensioni e all’aumento del costo della vita. Ci riserviamo nei prossimi giorni di preparare una memoria scritta, non appena abbiamo il testo del decreto Ristori, anche in vista dei nuovi incontri sul Recovery Plan su cui Confedir ha dato la sua disponibilità anche per Palazzo Chigi”, ha concluso Pacifico.

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