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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Brexit, report ESSA: per i bookmaker il 60% dei cittadini britannici voterà per restare in UE

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2016

granbretagnaIl 60% dei cittadini britannici voterà a favore della permanenza in Europa al referendum del prossimo 23 giugno, contro il 40% che invece sceglierà l’addio all’UE. Come riporta Agipronews è il pronostico dei bookmaker, illustrato a Bruxelles in un report dell’European Sports Security Association (ESSA), l’organizzazione non profit che promuove l’integrità nel mondo dello sport e raggruppa alcuni dei principali bookmaker internazionali.Un pronostico che ritiene non proprio attendibili gli ultimi sondaggi, ma si affida più empiricamente al volume delle scommesse piazzate in lavagna. Le analisi sul voto più recenti, basate sulle intenzioni dei cittadini britannici, sembrano dare in vantaggio il Brexit di circa 7 punti percentuali. Come prosegue Agipronews, tutta un’altra storia sulla lavagna delle quote, con la permanenza nell’UE vincente a 1,38 su Paddy Power e l’addio a 2,70; raggiungere una percentuale tra il 50 e il 55% per il fronte del “remain” vale 2,75, si sale a 3 volte la scommessa per sfiorare il 60%. «Molte persone stanno scommettendo sull’esito del referendum, non solo nel Regno Unito. Per il settore, finora, si tratta del maggior evento politico per volume di gioco nella storia del betting», ha aggiunto Khalid Ali, segretario generale dell’ESSA. Ad oggi il record è per le elezioni Usa del 2012, con 50 milioni di euro, mentre le stime sul referendum britannico salgono a circa 60 milioni.
Gli ultimi sondaggi sul Brexit vanno invece contro i pronostici dei bookie e vedono in vantaggio il fronte del “leave” di 7 punti percentuali. «Sei settimane fa, il divario era più ampio con una netta maggioranza per il “remain”, ma già intorno al 14 giugno il ’gap’ si era ridotto ed ora ha il minor margine da quando sono state aperte le scommesse sul Brexit», ha spiegato Eric Konnings (Sports Betting Integrity Officer del bookmaker anglosvedese Unibet). Intanto, «i sondaggisti sono sotto pressione, dopo aver previsto un esito sbagliato delle ultime elezioni politiche nel Regno Unito», ha spiegato. In quella tornata elettorale, spiega Agipronews, le previsioni erano per un Parlamento “impiccato”, cioè senza una maggioranza capace di governare, mentre i bookmaker – correttamente – avevano pronosticato la maggioranza dei Tory e la vittoria per il premier David Cameron. Secondo Konnings, uno dei motivi che hanno indotto in errore i sondaggisti negli ultimi anni è la formulazione delle domande, che può influenzare direttamente le risposte degli intervistati. «I sondaggisti possono anche essere prevenuti ed è per questa ragione che i mercati delle scommesse rappresentano un’alternativa, forse più precisa, delle stime sul risultato del Brexit».Una posizione condivisa dall’analista politico Williams Leighton Vaughan della Nottingham Trent University: i bookie «sono più accurati dei sondaggisti perché prendono in considerazione tutti i fattori e le informazioni – compresi i sondaggi – ma anche il voto degli indecisi». Questo tipo di rilevazioni «è una preziosa fonte di informazioni, ma non è l’unica: gli elettori non hanno alcun incentivo a dire la verità sulle loro preferenze di voto ma, quando scommettono con il proprio denaro, tendono a riflettere sulle scelte da fare, utilizzando le migliori informazioni a loro disposizione», ha spiegato Vaughan

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