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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Malattie cardiovascolari: è l’unione che fa la forza

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 marzo 2018

Napoli. Le società scientifiche italiane scendono in campo compatte contro le malattie cardiovascolari e mettono a punto un documento intersocietario, che rappresenta una call to action per una lotta a tutto tondo contro queste patologie, principale causa di morte nel mondo occidentale. Prevenzione a tutto campo dunque, con i consigli di una task force di esperti italiani, che hanno stilato raccomandazioni di prevenzione ritagliate su misura per gli italiani, disegnando al contempo una roadmap che mira a coinvolgere nel dialogo sulla prevenzione anche la politica italiana ed europea. L’obiettivo è quello di abbattere l’incidenza delle malattie cardiovascolari e di regalare agli italiani non solo anni di vita in più, ma anni da godere in salute. Riportiamo alcuni interventi dei presidenti delle società scientifiche che hanno redatto il ‘Documento di consenso’ alla tavola rotonda di presentazione nel corso del 16° congresso Siprec a Napoli.
Incominciamo con il Professor Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (Siprec) Ordinario di Cardiologia, II Facoltà di Medicina e Chirurgia Università ‘La Sapienza’ di Roma; direttore della Cattedra e dell’UOC di Cardiologia Ospedale Sant’Andrea, Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, Sapienza Università di Roma, Preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma con questa domanda: Perché un documento italiano sulla prevenzione cardiovascolare a tutto tondo?
Soprattutto perché i documenti internazionali di linee-guida sono difficilmente traslabili a realtà di singoli paesi per le differenze etniche, demografiche, socio-culturali,di stili di vita, abitudini alimentari, organizzazione dei sistemi sanitari, accesso ai farmaci, e così via. Poi perché i numeri raccontano la storia di un disastro in termini epidemiologici. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morbidità, ospedalizzazioni e mortalità nel nostro Paese. E per motivi demografici (invecchiamento della popolazione) il trend è in aumento. C’è ancora scarsa cultura della prevenzione a livello della nostra società. E non solo. Anche il mondo della sanità è focalizzato soprattutto sulle cure. Si spende troppo poco in prevenzione, che non significa solo attenzione a tavola e una camminata, che fanno senz’altro bene, ma anche, ove necessario, la somministrazione di farmaci efficaci e sicuri. L’emergenza sostenibilità del Ssn italiano passa per la prevenzione cardiovascolare, che consente anche di aumentare gli anni di vita vissuti in salute. Da tutte queste premesse nasce l’idea della redazione di un documento intersocietario, poiché in questo modo, a parlare e a dare indicazioni e raccomandazioni sono gli esperti e perché è possibile affrontare, ad esempio, temi trascurati anche nei documenti internazionali come: bambini, anziani, donne, esercizio e sport, vaccinazioni, polifarmacoterapia, compliance. Senza naturalmente trascurare i grandi temi sviluppati da altre linee guida, quali ipertensione e diabete. Il nostro documento a mio avviso segna una traccia ed apre una strada nuova che speriamo generi altre azioni.Dottor Roberto Volpe, Ricercatore del Servizio di Prevenzione e Protezione del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, rappresentante SIPREC all’European Heart Network di Bruxelles
La prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolari nella popolazione generale è sempre drammaticamente elevata: l’ipercolesterolemia interessa il 68 per cento dei maschi adulti e il 67 per cento delle femmine adulte; la prevalenza del diabete è dell’11 per cento tra i maschi e dell’8 per cento tra le donne; quella della sindrome metabolica del 24 per cento tra i maschi e del 19 per cento tra le femmine. Importante anche la prevalenza di sedentarietà (32 per cento tra i maschi e 42 per cento tra le femmine) e di obesità (25 per cento in entrambi i sessi), che rappresentano fattori di rischio non solo per le malattie cardiovascolari, ma anche per i tumori. Se consideriamo che circa il 70 per cento dei decessi è dovuto a malattie cardiovascolari e tumori, si comprende bene l’importanza del credere nella prevenzione, sia individuale che a livello di popolazione. Prevenzione che può e deve essere cardio-oncologica. Ma per migliorare la prevenzione, non è sufficiente solo un maggior impegno della classe medica, è fondamentale allearsi con altre figure professionali: infermieri, psicologi, dietisti, farmacisti, personale della ristorazione, insegnanti, studenti, giornalisti, politici. A tal proposito, come Siprec stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei nostri europarlamentari affinché entrino a far parte dell’Heart Group del Parlamento Europeo, che finora contava solo due parlamentari italiani. Per il momento, un primo piccolo successo l’abbiamo ottenuto: siamo passati a cinque rappresentanti. Un altro aspetto che coinvolge direttamente noi medici e il nostro rapporto con i pazienti, è l’inadeguatezza del trattamento. Nonostante l’ampia disponibilità di farmaci dotati di un buon rapporto costo/beneficio, ancora oggi, raggiungono gli obiettivi terapeutici fissati dalle linee guida solo il 24 per cento dei maschi e il 17 per cento delle femmine con colesterolo elevato, solo il 13 per cento dei maschi e il 21 per cento delle femmine con diabete.
Tutto ciò comporta una maggior morbilità e mortalità e maggiori costi. Questo dato deve farci riflettere ed essere uno stimolo a fare screening opportunistici per identificare i soggetti a rischio, sensibilizzarli e motivarli al fine di migliorarne l’adesione ai giusti stile di vita, o agli interventi nutraceutici o farmacologici e seguirli nel tempo, sempre in ottica di migliorarne la compliance, altro ‘tallone di Achille’ della prevenzione cardiovascolare su cui lavorare. (Altri interventi seguiranno nei nostri successivi lanci d’agenzia)
(fonte: Giampaoli S, Vannuzzo D e Gruppo di Ricerca del Progetto Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare/Health Examination Survey: La Salute degli italiani. Terzo Atlante Italiano delle Malattie Cardiovascolari. Edizione 2014. G Ital Cardiol 2014;4(S1):1S-31S)

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