Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Archive for 17 gennaio 2020

“Prospettive per il 2020: Reddito fisso. Alla ricerca di beni rifugio”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

A cura di Gene Tannuzzo, Vice responsabile reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments. Ci accostiamo al 2020 partendo da una posizione precaria. Nel 2019, nonostante l’aumento generalizzato dei prezzi degli attivi (e non solo delle obbligazioni), la crescita ha segnato il passo. Abbiamo assistito al calo della fiducia delle imprese, e di conseguenza delle spese in conto capitale.Gli attriti commerciali (siano essi tra Stati Uniti ed Europa, Stati Uniti e Cina o Regno Unito ed Europa) sono destinati a proseguire. Vi sono elevate probabilità che nel 2020 i mercati sviluppati entrino in recessione, e la minaccia è particolarmente alta in Germania, negli Stati Uniti e nel Regno Unito (a seconda dell’esito della Brexit). Il rischio politico è ulteriormente aggravato dalle imminenti elezioni presidenziali statunitensi e dai continui disordini in Cina e a Hong Kong.In questo contesto, le banche centrali non dovrebbero inasprire le proprie politiche monetarie nel 2020. Piuttosto, i governi potrebbero adottare nuovi programmi di stimolo fiscale volti a stimolare la crescita.Alla luce di queste incertezze, nel 2020 gli obbligazionisti farebbero bene a cercare riparo in beni rifugio, il che non è affatto semplice vista l’ampia diffusione dei rendimenti negativi. Si pensi ad esempio che, pur rappresentando circa il 30% del valore del mercato obbligazionario globale, all’Europa è ascrivibile solo il 7% dei rendimenti obbligazionari globali.All’interno del segmento delle obbligazioni societarie investment grade, il settore dei servizi ai consumatori è una valida opzione. Nonostante i maggiori rischi di debolezza industriale, commerciale e manifatturiera per il 2020, non necessariamente assisteremo a una recessione dei consumi. In realtà, solitamente una recessione sfocia anche in una debolezza nel settore dei consumi solo la metà delle volte.Grazie a redditi robusti e a modesti livelli di indebitamento, i settori dei consumi godono di un ottimo posizionamento. Nel 2020 cercheremo opportunità tra mortgage-backed securities, asset-backed securities e società delle telecomunicazioni, dei servizi di pubblica utilità e di alimentari e bevande concentrate sul mercato interno, molte delle quali stanno rimborsando i debiti e offrono obbligazioni con rendimenti positivi.

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I roghi che hanno devastato l’Australia

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Passerà tristemente alla storia come un’estate nefasta per l’ambiente, sono un’indicazione di quanto accadrà se permettiamo alle temperature di continuare a salire. È questo il pensiero di molti scienziati, tra i quali Richard Betts, professore di Geografia alla Exeter University: “stiamo sperimentando quelle che potrebbero essere le condizioni normali in un mondo dove la temperatura media è più alta di 3 gradi Celsius, è esattamente questo che significa cambiamento climatico”.Uno scenario poco incoraggiante, considerando che gli sforzi dei singoli paesi per limitare l’emissione di gas serra, secondo l’accordo di Parigi, saranno appena sufficienti per limitare il surriscaldamento a tre gradi Celsius. Gli scienziati dell’organizzazione no-profit Climate Central stimano che circa 275 milioni di persone al mondo vivono attualmente in zone che saranno inondate o sommerse a seguito di un tale e repentino riscaldamento. Un quadro desolante, ma di cui è assolutamente necessario parlare.È vitale un cambio radicale, anche e soprattutto nella percezione del problema, affinché chiunque possa essere informato circa la gravità della situazione ambientale e agire di conseguenza. Le università, in quanto centri di conoscenza, stanno cominciando a riconoscere l’importanza della formazione di figure manageriali in grado di comprendere e affrontare le implicazioni economiche e gestionali del cambiamento climatico e di sostenere le imprese moderne nel fronteggiare i rischi determinati dal cambiamento climatico, principale sfida sociale ed economica del XXI secolo.In questo contesto la UNINT, l’Università degli Studi Internazionali di Roma, ha introdotto nella propria offerta formativa il corso di laurea triennale in Economia e management d’impresa – curriculum in Green management, che sarà attivato in seno alla Facoltà di Economia a partire dall’anno accademico 2020/2021 al fine di contribuire alla formazione di professionisti in possesso di una forte sensibilità ambientale e degli strumenti operativi idonei a coniugare l’efficienza della gestione aziendale con il rispetto del pianeta, dei suoi abitanti e delle sue risorse naturali.Sono oggetto di approfondimento i concetti di sviluppo sostenibile e di responsabilità sociale d’impresa, nonché i più recenti modelli economici e gestionali alla base delle cosiddette “green practices”, quali l’economia circolare, l’innovazione sostenibile, la comunicazione sociale, la gestione dei rischi ambientali e la finanza etica. Particolare attenzione è inoltre dedicata alle normative e alle politiche economiche in atto a livello nazionale e internazionale per conformare i modelli di business all’esigenza di garantire la tutela dell’ambiente, l’utilizzo efficiente delle risorse naturali, l’adozione di fonti energetiche rinnovabili e l’ottimizzazione dei cicli di produzione mediante il riciclo degli scarti e l’impiego di tecnologie “verdi”.

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Scuola: Tempi lunghi per i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Ad allungare la tempistica delle procedure concorsuali sono la burocratizzazione, i nuovi assetti dipartimentali e di competenze da realizzare per definire dove e come dovrà operare il ministero dell’Istruzione rispetto al raggio d’azione del dicastero dell’Università e della Ricerca, oltre che le mancate nomine di dieci direttori generali. Anief ritiene, con cognizione di causa, che se prima non si porteranno a termine questi impegni, sarà pressoché impossibile predisporre i decreti attuativi della Legge 159/2019 e quindi anche dei concorsi ordinari e straordinari, compreso quello di religione cattolica, atteso da oltre 15 anni e predisposto peraltro escludendo ingiustamente tantissimi precari. Solo qualche migliaio di immissioni in ruolo si potrà attuare, quindi, in estate. Un motivo in più per procedere senza indugi alle stabilizzazioni dei precari, anche dalle graduatorie di istituto, attraverso la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief ha confermato ad Orizzonte Scuola che “a questo punto anche la tempistica dei concorsi viene messa in discussione. Potrebbe essere lunga e questo la scuola non se lo può permettere. Continuerebbe l’abuso del precariato e non sarebbe funzionale alla continuità didattica né alla valorizzazione del personale. Continuerebbero inoltre i risarcimenti milionari disposti dai tribunali”I vertici del ministero dell’istruzione continuano a ripetere di voler far partire subito i concorsi per docenti previsti dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso. Oggi la sottosegretaria all’istruzione Anna Ascani attraverso un video su Fb, facendo il punto su alcune problematiche della scuola, si è soffermata proprio su i bandi dei concorsi, ordinario e straordinario.

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Lavorare nel turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Sono salite a 550, quasi un terzo in più rispetto al 2019, le posizioni aperte tra intrattenimento, sport, assistenza bagnanti e mansioni alberghiere (direzione, ricevimento, cucina, servizio sala e bar, economato, housekeeping) che la catena alberghiera Club Esse ha bisogno di coprire per affrontare a pieno organico l’estate 2020. Figure che verranno selezionate nel corso di una grande campagna di reclutamento già ai nastri di partenza: sul sito http://www.clubesse.it il calendario costantemente aggiornato delle opportunità e alla pagina “Lavora con noi” il form da compilare per proporre la propria candidatura. La prima tappa “nazionale” del recruiting-tour sarà come sempre BIT4JOB, l’area dedicata alla ricerca di personale di BIT2020, la Borsa internazionale del turismo prevista a Milano Fieramilanocity dal 9 all’11 febbraio. Club Esse ha ripreso a crescere prepotentemente e ora sono 16 i villaggi estivi che ha in gestione o in proprietà tra Sardegna (proprio sull’isola si sono aggiunte negli ultimi mesi due new entry, a Cala Gonone e a Stintino), Sicilia, Calabria e Abruzzo, a cui vanno aggiunte altre due strutture ricettive in Lazio e Valle d’Aosta, per un fatturato che ha superato i 30 milioni di euro grazie a 600.000 presenze. Competenza ed eventualmente esperienza per i ruoli più tecnici, ma soprattutto entusiasmo, motivazione, disponibilità e, perché no, conoscenza delle lingue straniere sono le caratteristiche richieste a chi – maggiorenne – voglia unirsi alla grande famiglia di Club Esse, che impiega ogni estate 1500 persone da aprile a ottobre. A BIT2020 si cercano soprattutto lavoratori nei settori intrattenimento, sport e assistenza bagnanti, ma anche figure con maggiore esperienza per i ruoli di direttore di villaggio e capo servizio. E’ consigliato accreditarsi inviando la propria candidatura a https://inrecruiting.intervieweb.it/bit4job/it/career. I profili più richiesti nell’ambito dell’intrattenimento sono i tecnici audio-luci, gli scenografi, i coreografi, gli animatori per i miniclub e gli istruttori sportivi – in particolare tennis, tiro con l’arco e fitness -, ma non mancano ottime occasioni per i capi animazione, i musicisti, i ballerini, i costumisti, gli assistenti bagnanti, gli addetti alle boutique. Sempre allo staff di animazione saranno dedicate ulteriori giornate di incontri su appuntamento, in via di definizione, a Milano, Roma e Napoli, per le quali occorrerà compilare il form alla pagina “Lavora con noi” sul sito http://www.clubesse.it. Parallelamente, partirà anche un tour di selezione nelle varie regioni che ospitano i villaggi, perché Club Esse preferisce cercare il personale strettamente alberghiero “in loco”, in modo da valorizzare il territorio ed esaltare le competenze, le tradizioni e i sapori locali. Si comincerà dalla Sardegna, e più precisamente da Cagliari, che il 28 e 29 gennaio ospiterà al quartiere fieristico l’International Job Meeting. Nell’occasione, Club Esse incontrerà i candidati che si siano iscritti al sito https://servizi.sardegnalavoro.it/internationaljobmeeting/home.aspx
Seguiranno altre giornate di incontri sull’isola, organizzate direttamente nelle strutture turistiche: venerdì 28 febbraio a Cala Gonone (NU) al Club Esse Palmasera (via del Bue Marino), dalle 14 alle 17, e sabato 29 a Stintino (SS) al Palazzetto dello Sport di via delle Frecce Tricolore, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 16.30. L’ultima occasione, almeno per il momento, per sostenere un colloquio in Sardegna sarà a Palau (OT) sabato 14 marzo al Club Esse Posada (via del Vecchio Marino), dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.30. I colloqui saranno effettuati in base all’ordine di arrivo e non sarà possibile fissare preventivamente un appuntamento.
Sempre a marzo si potrà avere un confronto con i selezionatori di Club Esse anche nelle altre regioni interessate dai villaggi del Gruppo: in Calabria, venerdì 6 (dalle 15 alle 18) e sabato 7 marzo (dalle 10 alle 13.30) al Club Esse Sunbeach di Squillace Lido (CZ), via Lungomare Ulisse 1; in Abruzzo, sabato 14 marzo al Club Esse Mediterraneo di Montesilvano (PE), via Carlo Maresca 34, dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 16.30; in Sicilia, sabato 21 marzo al Club Esse Selinunte di Castelvetrano (TP), Contrada Belice di Mare a Marinella di Selinunte, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 15.30. Anche in questi casi, i colloqui saranno effettuati in base all’ordine di arrivo.Chi entrerà a far parte della squadra sarà invitato a partecipare ad “APP”, quattro giorni di formazione e team building al Club Esse Montesilvano, perché la crescita, la motivazione, la coesione, il lavoro di squadra e la fidelizzazione del personale sono uno dei punti di forza del Gruppo.

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Istat: 36,3% pensionati sotto 1.000 euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Inps, al quinto con redditi pensionistici più alti va il 42,4% della spesa complessiva ed il 36,3% dei pensionati percepisce un reddito mensile inferiore a 1000 euro.”La disuguaglianza è un problema irrisolto di questo Paese di cui dovremmo vergognarci” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il dato di oggi si somma a quello dei giorni scorsi, secondo il quale il reddito totale del 20% delle famiglie più abbienti è più di sei volte quello del 20% delle famiglie più povere, un valore che colloca l’Italia tra i peggiori d’Europa” prosegue Dona. “Considerati i diritti acquisiti dei pensionati, l’unica via per arginare il fenomeno è avere un Fisco più equo, rispettoso dell’art. 53 della Costituzione, ossia del criterio della capacità contributiva e della progressività del sistema tributario” conclude Dona.

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Bloccata l’esternalizzazione dell’ARES 118, adesso avanti con il piano di assunzioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

L’Unione Sindacale di Base esprime soddisfazione per la revoca della delibera dell’ARES 118 del 30 Dicembre 2019, che esternalizzava per 3 anni il servizio di emergenza extraospedaliera. Si trattava di una massiccia e ulteriore privatizzazione, attraverso una procedura selettiva per ben 116 mezzi, più della metà di quelli previsti dall’atto aziendale del luglio 2019.La delibera, inoltre, comprendeva l’ulteriore privatizzazione di postazioni pubbliche e attualmente operative. Quest’ultima, da subito contestata da questo sindacato, era in contrasto con il piano assunzionale approvato dalla Regione Lazio; ed è questa la motivazione addotta nella delibera di revoca del 14 Gennaio 2020.Ora ci aspettiamo il finanziamento per le assunzioni, la velocizzazione dell’espletamento del concorso per autisti di cui si è già chiuso il bando, l’assunzione degli infermieri dalle graduatorie e l’assunzione dei barellieri, la cui mancanza causa spesso l’utilizzo di due ambulanze per lo stesso soccorso e conseguntemente, un numero maggiore di ambulanze necessarie.Controlleremo che l’esternalizzazione non venga effettuata sulle postazioni pubbliche, che devono invece essere reintegrate con il piano assunzionale adottato; che prevede, come dice anche la delbera del 14 -01-2020, la completa internalizzione nell’arco di tre anni. (by Usb PI coordinamento regionale sanità Lazio)

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A35 Brebemi, l’Assemblea dei Soci delibera l’aumento di capitale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

L’Assembleare straordinaria dei Soci di Società di progetto Brebemi all’unanimità ha deliberato l’aumento di capitale Sociale per 22.230.078 € e, a margine della stessa, i principali Azionisti hanno sottoscritto ulteriori 80.000.000 di € di SFP, strumenti finanziari partecipativi, convertendo i crediti dagli stessi vantati al 30 novembre 2019. Si perfeziona così l’accordo con i soci costruttori sottoscritto l’8 novembre 2019 e nuovo impulso viene dato alla società che continua a registrare sensibili incrementi di traffico.

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Divieto assoluto di pubblicità per le sigarette elettroniche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Lo comunica il ministero rispondendo all’esposto dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che per prima aveva sollevato il problema dell’aggiramento della normativa sul fumo.”Vittoria. Finalmente il ministero della Salute ha dichiarato fuorilegge le campagne di pubblicità di Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo prodotto dalla Philip Morris e degli altri dispositivi analoghi, accogliendo quella che è sempre stata la nostra tesi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora le scuse stanno a zero e le pubblicità presenti sul territorio dovranno essere immediatamente rimosse. Anche Ferrari e Ducati non potranno più usare il marchio Mission Winnow” conclude Dona.Di seguito un estratto della risposta del ministero: “Per quanto concerne i nuovi prodotti del tabacco, ovvero le sigarette a tabacco riscaldato, risulta anche in questo caso evidente che l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo, svolta in apposite postazioni site sia nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti sia on-line, ne promuova indirettamente il consumo. Parimenti, il marchio Mission Winnow, utilizzato in occasione degli eventi sportivi della Formula 1, consente, attraverso i link presenti sul omonimo sito, una promozione, anche se indiretta, di un importante Azienda produttrice di sigarette e di nuovi prodotti del tabacco; in questo caso si verrebbe a delineare un caso di sponsorizzazione così come definito dall’articolo 1, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 16 dicembre 2004 n. 300 – “Attuazione della direttiva 2003/33/CE in materia di pubblicità e di sponsorizzazione dei prodotti del tabacco” ovvero come “qualsiasi forma di contributo pubblico o privato ad un evento, un’attività o una persona che abbia lo scopo o l’effetto, diretto od indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco”.

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Nuovo Direttore Generale AIFA

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

“L’Associazione Medici Diabetologi (AMD) formula i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Nicola Magrini”, lo dichiara Paolo Di Bartolo, Presidente nazionale AMD. “Rinnoviamo la nostra piena disponibilità a collaborare con l’Agenzia – prosegue il Presidente AMD – nell’ottica di migliorare su tutto il territorio nazionale l’accesso alle terapie e garantire la centralità della persona con diabete, consapevoli dell’importanza di coniugare appropriatezza e sostenibilità”.
“Oggi più che mai – aggiunge Di Bartolo – i farmaci ‘innovativi’ rappresentano un valore e non un mero costo nella gestione di questa patologia cronica così impattante. Per la prima volta, nel mondo diabete, abbiamo la disponibilità di terapie che hanno dimostrato di ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari e renali, di mortalità e di ospedalizzazioni. Auspichiamo pertanto un superamento della visione ‘a silos’ della spesa per i farmaci dal punto di vista della valutazione dell’impatto economico, poiché i farmaci non possono più essere considerati come una semplice ‘voce di spesa’ a sé stante, ma come elemento che concorre in modo decisivo all’efficacia del percorso di cura nel suo complesso”.“Il miglior augurio che possiamo inviare al nuovo Direttore Generale dell’Agenzia – conclude Di Bartolo – è quello di riuscire a concorrere in modo sostanziale al superamento delle disparità di accesso ai farmaci innovativi ancora evidenti nel nostro Paese. Una non pari opportunità di cura, spesso su base regionale, che dipende non solo dalle differenti politiche di rimborso delle terapie adottate dalle singole Regioni, ma anche dall’impossibilità di prescrizione delle ‘nuove’ terapie da parte della medicina generale. Siamo dunque disponibili e aperti al dialogo con AIFA, nel comune intento di garantire a tutte le persone con diabete le prestazioni migliori e un’assistenza più equa, in tutto il Paese”.

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L’Iran non può fare la guerra, ma è ancora molto pericoloso. Anche per gli appoggi di cui gode

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

By Ugo Volli. La crisi iraniana è ben lungi dall’essere conclusa, ma una cosa è chiara, che l’eliminazione di Soleimani non ha affatto aperto quella crisi mondiale che i nemici di Trump hanno previsto questa volta come per ogni suo atto in Medio Oriente. Ma bisogna fare attenzione a capire le ragioni per cui l’Iran non ha potuto reagire come ha dichiarato e (forse) avrebbe voluto, ma si è dovuto limitare a un’azione poco più che simbolica, senza provocare vittime americane. Ho scritto “forse avrebbe voluto” per tener conto delle voci che sono girate per cui numerosi alti papaveri del regime degli ayatollah non sono rimasti troppo insoddisfatti dell’eliminazione del generale, che dava loro ombra grazie all’appoggio della “guida suprema” Khamenei e all’instancabile campagna di propaganda per se stesso che conduceva, appropriandosi dei “meriti” di tutte le azioni imperialistiche e terroristiche dell’Iran, tanto da essere candidato a prossimo presidente della Repubblica. Le dittature, come si sa, alimentano faide sanguinose nei loro vertici e forse qualche informazione sui movimenti del generale è venuta anche dai suoi avversari politici interni.Al di là di questo problema, l’Iran non ha reagito per la sua estrema debolezza. Sul piano economico non solo pesano le sanzioni americane, ma vi sono tutti i disagi di un’economia di guerra, che sostiene eserciti in cinque o sei paesi (Yemen, Iraq, Libano, Siria, territori governati da Hamas e dall’Autorità Palestinese), interviene attivamente e costosamente in altri, come Sudan, Baherin, Somalia ecc., alimenta la produzione di missili, armi atomiche, aerei e navi militari ben oltre il ragionevole. E inoltre, come capita di frequente nelle dittature, soprattutto islamiche, vi è un grado di controllo politico sull’economia, e dunque di corruzione, di vera e propria cleptocrazia, che pesa sulla vita di tutti i suoi sudditi in maniera intollerabile. Del resto problemi economici analoghi colpiscono il grande protettore dell’Iran, cioè la Russia di Putin, e la potenza islamica che condivide molti dei suoi atteggiamenti ed è spesso complice delle sue iniziative, anche se strategicamente in concorrenza, cioè la Turchia.Aggiungeteci un esercito impreparato, nervoso, bugiardo e incapace di assumersi le proprie responsabilità, come è emerso nel criminale abbattimento dell’aereo ucraino e un’opposizione che non si stanca di rifiutare le politiche e l’islamismo degli ayatollah, anche se rischia grande. Le proteste delle donne, dei giovani, delle persone impoverite dalla crisi, di coloro che vogliono la libertà di vivere normalmente senza sottoporsi all’oppressione delle milizie e delle “polizie della virtù” si succedono ininterrottamente, anche se sono represse con estrema violenza, al costo di migliaia di vittime. Se ci fosse una guerra, tutto questo rischierebbe di esplodere, travolgendo il dominio dei preti islamici, che è fragile, anche se ormai quarantennale. Infine è evidente che una guerra con l’America si svolgerebbe sotto forma di bombardamenti sul suolo dell’Iran, e avrebbe l’effetto di distruggere le sue forze armate e il suo regime, per quanto gravi fossero le rappresaglie che gli ayatollah fossero in grado di infliggere ai loro nemici. Solo il possesso della bomba atomica potrebbe permettere agli iraniani di scatenare una guerra con qualche speranza di non uscirne travolti e distrutti. E questa è una delle ragioni per cui è imperativo impedire che l’atomica iraniana sia costruita, come Israele ripete ormai da molti anni.E però bisogna fare attenzione: questi fatti non annullano affatto la minaccia iraniana, non trasformano la dittatura sciita in una tigre di carta, come qualcuno ha scritto. La minaccia resta in piedi ed è grave, per due ragioni militari e una politica. La prima è che l’Iran può continuare ad agire col terrorismo e soprattutto grazie alla rete di mercenari e fantocci che soprattutto Soleimani ha contribuito a creare in tutto il Medio Oriente: Hamas, Hezbollah, Houthi, l’esercito siriano, le milizie sciite in Siria e Iraq, le opposizioni in Bahrein e altri paesi del Golfo e infine le sue stesse “guardie rivoluzionarie”che agiscono con tecniche da guerriglia, per esempio contro le petroliere negli stretti. Non c’è dubbio che gli ayatollah continueranno a foraggiarle e a dirigerle ed esse continueranno a sfidare la legalità internazionale.La seconda ragione emerge dalle immagini del bombardamento delle basi americane, che alcuni hanno definito “telefonato”, perché sembra sia stato anticipato alcune ore prima agli iracheni che hanno avvertito gli americani. Sia stato così o meno, dalle immagini satellitari emerge che i missili iraniani hanno penetrato la difesa antimissile americana e hanno colpito con notevole precisioni, provocando gravi danni a strutture che, per fortuna o per calcolo, erano state evacuate. Insomma, le basi americane si sono mostrate altrettanto vulnerabile della grande raffineria saudita che era stata colpita alcune settimane fa da un attacco analogo. E’ probabile, come qualcuno ha sostenuto, che queste basi non fossero difese bene come il quartier generale americano nel Golfo, che ha sede in Qatar, me ci sono ragioni sufficienti per allarmare i militari Usa e soprattutto Israele, che essendo un paese e non una base ha moltissimi obiettivi sensibili, quante sono le città, gli impianti industriali, gli aeroporti, le infrastrutture energetiche e dell’acqua ecc. Non è detto che i sistemi antimissile come Iron Dome e David’s Sling siano in grado di neutralizzare completamente un attacco anche piuttosto limitato come quello che ha colpito gli americani. Insomma gli iraniani non possono vincere una guerra, ma possono fare danni gravi, se non sono neutralizzati in tempo. Il che suggerisce l’opportunità, di fronte a una crisi, di una guerra preventiva; ma non è detto che Israele possa reggerla da solo e certamente Trump non ha la minima voglia di una guerra vera e propria in un anno elettorale.E qui viene la ragione politica che sostiene in questo momento la minaccia iraniana. Come si è visto la settimana scorsa, i democratici americani hanno rinunciato al tradizionale atteggiamento patriottico, per cui l’opposizione negli Stati Uniti tradizionalmente evita accuratamente di indebolire il presidente quando egli si prende la responsabilità di difendere il paese sul piano militare. Chiamatela come volete, tradimento o spirito di parte o prudenza, ma è evidente che i democratici e la stampa che essi controllano, compresi gli “autorevolissimi” New York Times, Washington Post e CNN, sull’eliminazione di Soleimani si sono schierati più dalla parte dell’Iran che del loro paese, come del resto ha fatto un bel pezzo di Unione Europea. Questa volta, come in genere nella sua politica estera, Trump si è mostrato un abilissimo tattico, ben diverso dal pasticcione che i media tentano di accreditare. Ed è evidente che ha vinto lui questa partita. Ma senza la solidarietà nazionale che è tradizione dell’America è chiaro che le sue mosse debbano essere calcolate con grande prudenza, il che rafforza notevolmente la posizione politica e militare dei nemici degli Usa e in particolare dell’Iran. Insomma, la partita è aperta ed è delicatissima, soprattutto per Israele. Dove esiste anche un’opposizione che indebolisce la capacità di reazione del paese, con l’aggravante che non si tratta di un partito del Parlamento, ma di un apparato dello stato, quello della giustizia incentrato del procuratore generale Mandelblit, che a quanto pare negli ultimi mesi ha già bloccato operazioni militari sia a Gaza che in Siria, per il sospetto che avrebbero influito sulla campagna elettorale. Possiamo solo sperare che sia Trump che Netanyahu riescano a svolgere il loro lavoro e a impedire l’armamento atomico dell’Iran, raggiungibile a quento pare in un paio di mesi di lavoro, anche in queste difficili condizioni.

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Gli studi legali Nctm e La Scala danno vita con UniCredit a UniQLegal, società tra avvocati per azioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

UniQLegal, http://www.uniqlegal.it, è un’iniziativa innovativa che nasce per soddisfare alcune specifiche esigenze di servizi legali del Gruppo UniCredit, con particolare riguardo alla gestione del contenzioso passivo bancario e della consulenza legale ricorrente, e che ambisce a diventare nel tempo un autentico punto di riferimento del diritto bancario in Italia.La partnership consentirà di mettere a fattor comune la considerevole esperienza e le avanzate tecnologie di gestione degli studi partner con le competenze e i processi della Direzione Legale del Gruppo UniCredit creando un centro di eccellenza professionale caratterizzato da know-how specialistico, capacità di investimento, innovazione tecnologica, nuove logiche organizzative e produttive ed economie di scala che porteranno ad un nuovo standard nella fornitura di servizi legali specializzati. UniQLegal sarà fondato sulla capitalizzazione della conoscenza e sulla dinamicità dei suoi professionisti: giovani, curiosi, supportati dall’esperienza e dalla visione strategica dei soci che condividono da sempre l’attenzione all’innovazione, alla cura del cliente e alla crescita professionale del capitale umano, risorsa primaria e imprescindibile dei servizi professionali.

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Economia circolare

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Secondo alcuni esperti, l’umanità sta utilizzando le risorse della natura più velocemente di quanto gli ecosistemi del nostro stesso pianeta possano rigenerare. Gli stessi affermano che il Mondo ha consumato nel solo 2019 le risorse di 1,75 pianeti. A quanto pare in questo terribile primato l’Italia sarebbe ancora più veloce. Basti vedere i dati allarmanti della qualità dell’aria in Europa e in Italia e quanto gli effetti dei cambiamenti climatici si ripercuotano in termini metereologici sui Paesi: le mezze stagioni sono scomparse, il freddo è sempre più pungente e il caldo asfissiante. Nel 2019 la primavera è durata meno di 25 giorni rispetto ai 90 previsti dal ciclo stagionale (fonte: servizio meteorologico dell’Aeronautica Militare).Visto l’interesse dei giovani e le difficoltà del sistema scolastico, ADICONSUM ha realizzato il progetto “Cresciamo circolare” che è stato pensato come un percorso di consapevolezza e sensibilizzazione, atto a stimolare la riflessione, aumentare l’attenzione e incoraggiare all’azione i giovani sul tema dell’economia circolare.Il progetto è rivolto agli studenti della scuola primaria (6-10 anni). Grazie a “Cresciamo circolare”, studenti e insegnanti avranno materiale gratuito da scaricare dal sito web ADICONSUM per svolgere, in maniera autonoma, lezioni e lavori sul tema dell’economia circolare.Inoltre, le attività svolte dai bambini potranno partecipare al Concorso “UN’AVVENTURA LUNGA UN ANNO”, legato al progetto. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 30 maggio 2020 all’indirizzo di posta elettronica cresciamocircolare@adiconsum.it – mettendo nell’oggetto della mail “Cresciamo circolare”.

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Manovra Green New Deal

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Roma – “La nostra economia sulla green economy è forte, il problema è che forse lo raccontiamo troppo poco e pensiamo sempre alla tragedia. Dobbiamo raccontare quali sono le occasione e le opportunità di un sistema produttivo, che forse ha bisogno di avere nuovi stimoli. 100 miliardi europei, più i 4,5 miliardi che abbiamo messo come Italia sono un grosso stimolo. Un Governo che intraprende questa strada e la segue insieme all’Europa, attraverso la pianificazione di riconversione delle aziende, questo significa se fatto bene, nuovi posti di lavoro e far sviluppare i territori”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Radio Anch’io su Radio 1 RAI.

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Conference on the Future of Europe

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

“We are pleased to see the European Parliament take the lead in setting the agenda for the Conference on the Future of Europe, finally opening the door for long-needed Treaty changes with yesterday ‘s vote. Europe cannot win back the trust of its citizens with another so-called “listening exercise”. Instead we need to be courageous and give citizens a real say over the future of the European project. Only a Conference on the Future of Europe that puts all options of deep policy and institutional change on the table can now deliver on citizens’ expectations. If Commission President von der Leyen and the European Council are genuine about bringing Europe closer to the people, we invite the Commission and the Council to support the proposals and the level of ambition indicated by the European Parliament”, says Sandro GOZI, President of the Union of European Federalists (UEF).The Union of European Federalists (UEF) and the Young European Federalists (JEF Europe) welcome the resolution adopted yesterday by the European Parliament stating its position regarding the Conference on the Future of Europe. Both UEF and JEF have long advocated for the renewal of our European Union and put forward detailed proposals for the setup of the Conference. The Conference is a golden opportunity for European citizens to walk the path towards an “ever closer union”, as stated in the Treaties. The Conference should not shy away from proposing to expand the Union’s powers and resources and renew its institution to make Europe really sovereign, including through an overhaul of the current Treaties.The Conference on the Future of Europe must send a clear message to the Union’s citizens that their voices will be heard. For this reasons, the European federalists call on the European Commission and the Council, to engage fully and genuinely with this exercise in participatory democracy. The Conference on the Future of Europe shall not be a new dialogue exercise as seen in the past, but a democratic and participative process where citizens have a real say on the Future of the Union. Therefore, in line with the proposal of the Parliament, UEF and JEF welcome an inclusive model that allows citizens to discuss the most pressing policies and institutional reforms, both necessary to rebuild trust in the European project. UEF and JEF are however concerned that there is no credible feedback loop between the decisions ultimately taken by political representatives and the proposals put forward by the citizen agora.
“We couldn’t agree more with the European Parliament: the increase in voter turnout at the 2019 European elections showed that citizens engage with Europe when they are offered the opportunity. For too long we, European citizens, have been sidelined or only cosmetically “consulted” in discussions over the future of European integration. Those times are over. Citizens and civil society are determined to continue pushing for change. The EU’s 60-years-long record of ensuring peace on the continent is at risk if it keeps muddling through the current intergovernmental status quo. The Conference on the Future of Europe is the opportunity to address the concerns of citizens about the future of European democracy and to provide the EU with the tools – institutional and financial – to deliver on its promise”, concludes Leonie MARTIN, President of JEF Europe.

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Biodiversità: il PE chiede obiettivi vincolanti a livello UE e globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Il Parlamento ha adottato, per alzata di mano, la sua posizione in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità del 2020 (COP 15), che si terrà a ottobre a Kunming (Cina).Per arrestare l’attuale tendenza alla perdita globale di biodiversità, la conferenza dovrebbe portare a un accordo su obiettivi giuridicamente vincolanti con scadenze ben precise, chiari indicatori di prestazione e meccanismi di revisione inter pares o di segnalazione sulla base di norme comuni.Il Parlamento vuole che la prossima strategia sulla biodiversità per il 2030 garantisca all’UE un ruolo centrale, ad esempio:
assicurando che almeno il 30% del territorio dell’UE sia costituito da aree naturali
ripristinando almeno il 30 % degli ecosistemi danneggiati
integrando maggiormente la biodiversità in tutte le politiche
istituendo un obiettivo di spesa chiaro per l’integrazione della biodiversità nel bilancio a lungo termine 2021-2027 di un minimo del 10%
Infine, i deputati sottolineano il bisogno di assumere degli impegni forti a favore di sistemi alimentari e di agricoltura sostenibili, compresi obiettivi di riduzione vincolanti a livello dell’UE sull’uso di pesticidi.
Per il Parlamento, la tutela della biodiversità è sempre stata una priorità. La Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità è stata istituita il 29 dicembre 1993. Una delegazione del Parlamento europeo parteciperà alla sua quindicesima riunione a Kunming, in Cina, dal 19 ottobre al 1 novembre 2020.

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I cittadini saranno il fondamento della Conferenza sul futuro dell’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Dopo un dibattito con Dubravka Šuica, vicepresidente della Commissione per la Democrazia e la Demografia, e Nikolina Brnjac, in rappresentanza della Presidenza croata del Consiglio, il Parlamento ha adottato una risoluzione che illustra la sua visione per la prossima Conferenza sul futuro dell’Europa.Commentando dopo la votazione, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha dichiarato: “La Conferenza sul Futuro dell’Europa è una prima pietra dell’edificio di questa nuova Europa. È una priorità per noi in questo Parlamento, dobbiamo lavorare a stretto contatto con le altre istituzioni dell’UE, ma anche con i parlamenti nazionali, gli enti locali e regionali, la società civile e, soprattutto, con i cittadini per far sì che sia un successo.”Il testo è stato approvato con 494 voti favorevoli, 147 contrari e 49 astensioni.I deputati vogliono che i cittadini siano al centro delle discussioni su come affrontare le sfide interne ed esterne che non erano state previste al momento dell’adozione del trattato di Lisbona (la più recente riforma dell’UE). Cittadini di ogni estrazione, la società civile organizzata e i portatori di interessi a livello europeo, nazionale, regionale e locale devono essere coinvolti nella definizione delle priorità dell’UE, con un approccio dal basso verso l’alto, inclusivo, partecipativo ed equilibrato.Il Parlamento propone di istituire diverse agorà tematiche dei cittadini (forum tematici dei rappresentanti dei cittadini), e almeno due Agorà dei giovani, ognuna composta da 200-300 persone, con un minimo di tre per Stato membro. I rappresentanti delle agorà tematiche dei cittadini e dei giovani discuteranno le loro conclusioni nella plenaria della Conferenza con gli eurodeputati e i rappresentanti dei parlamenti nazionali, i ministri del Consiglio, i vicepresidenti della Commissione e i rappresentanti di altre istituzioni, organi e parti sociali dell’UE.
Oltre al patrocinio da parte delle tre principali istituzioni dell’UE, il Parlamento esorta il Consiglio e la Commissione a impegnarsi a favore della possibilità di eventuali modifiche del trattato. Infine, dovrebbe essere preso in considerazione l’introduzione di un meccanismo permanente di dialogo con i cittadini.

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Brexit: MEPs concerned about citizens’ rights

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

In a resolution adopted on Wednesday, MEPs take stock of citizens’ rights in the context of Brexit and highlight that their consent to the Withdrawal Agreement will take into account “experiences gained and assurances given” about their protection. Parliament expresses concerns especially about the application-based approach used in the UK EU Settlement Scheme, the absence of physical proof for successful applicants, and its accessibility, among other issues.MEPs question the set-up and independence of the UK’s “independent authority” foreseen in the Withdrawal Agreement, stating that they would welcome the establishment of a joint European Parliament – UK Parliament scrutiny mechanism.The adopted text calls for information campaigns to be launched to prepare citizens and urges governments in EU27 member states to adopt consistent and generous measures to provide legal certainty for UK citizens residing in their territory.The resolution was adopted with 610 votes in favour, 29 against and 68 abstentions following a debate on Tuesday that focussed largely on the future of freedom of movement and limiting the impact of Brexit on citizens’ lives.Video of statements by Nikolina Brnjac, representing the Croatian Presidency of the Council and by Ursula von der Leyen, President of the Commission.

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A proactive and more strategic European Union

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

In the resolution assessing the state of play on the EU´s common foreign and security policy (CFSP), MEPs note that the world is facing a global power shift, with geopolitical competition becoming a leading trend.They express their full support for new Commission President Ursula von der Leyen’s decision to transform the European Commission into a ‘geopolitical Commission’.MEPs point out that the EU has to switch from a responsive to an anticipatory approach. Teaming up with like-minded EU strategic partners, in particular NATO and emerging countries, is essential to defend the global rule-based order.Rapporteur and Chair of the Foreign Affairs Committee David McAllister (EPP, DE) said: “The recent events in the Middle East proved again that multilateralism is more challenged than ever. With the beginning of a new political cycle, there is an urgent need for a stronger, united and proactive European Union. The role of the European Parliament should therefore be reinforced as an important pillar of the Common Foreign and Security Policy”.MEPs reiterate their support for the Eastern Partnership , and call for a credible EU enlargement strategy in the Western Balkans.The resolution was adopted with 454 votes for, 148 against and 102 abstentions.In the annual resolution on common security and defence policy (CSDP), adopted with 364 votes for, 266 against and 77abstentions, MEPs warn that armed conflicts provoking massive population displacement, jihadist terrorism, cyber attacks, hybrid threats, the weakening of disarmament efforts, energy insecurity and climate change, all make the European Union’s security environment uncertain and upredictable.MEPs note that some global actors (the United States, China, Russia) and an increasing number of regional actors (Turkey, Iran, Saudi Arabia) are seeking to assert power through a combination of “unilateral diplomatic posturing”.The European Union has been slow to react and adapt to this new international context, warn MEPs. In the area of defence, insufficient investments, lack of capabilities but above all, a “political reluctance to implement the robust provisions provided for in the European treaties” hampers the European Union’s ability to play a decisive role in external crises. Rapporteur Arnaud Danjean (EPP, FR) said: “As Europe is facing tremendous security challenges, in a highly volatile international context, the European Union and its member states must take responsibility. In full respect of alliances and partnerships, Europe must assert its strategic autonomy and strengthen its capabilities in order to be a real actor and not a spectator.”

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Parliament supports European Green Deal and pushes for even higher ambitions

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

Parliament adopted on Wednesday its position on the European Green Deal, unveiled by Commission President von der Leyen in a plenary debate in December. MEPs welcome the European Green Deal and support an ambitious sustainable investment plan to help close the investment gap. They also call for an adequately funded just transition mechanism.Parliament wants the upcoming Climate Law to include higher ambitions for the EU’s 2030 goal of emissions reductions (55 % in 2030 compared to 1990, instead of “at least 50 % towards 55 %”, as proposed by the Commission). The EU should adopt these targets well in advance of the UN climate change conference in November, MEPs say. They also want an interim target for 2040 to ensure the EU is on track to reach climate neutrality in 2050.To prevent carbon leakage due to differences in climate ambition worldwide, Parliament calls for a WTO-compliant carbon border adjustment mechanism.MEPs stress that they will amend any legislative proposals to meet the objectives of the Green Deal. Higher targets for energy efficiency and renewable energy, including binding national targets for each member state for the latter, and a revision of other pieces of EU legislation in the field of climate and energy are needed by June 2021, they add.The resolution was adopted with 482 votes for, 136 against and 95 abstentions.“Parliament overwhelmingly supported the Commission’s proposal on the Green Deal and welcomes the fact that there will be consistency between all European Union policies and the objectives of the Green Deal. Agriculture, trade and economic governance and other policy areas must now be seen and analysed in the context of the Green Deal”, said Pascal Canfin (RE, FR), Chair of the Environment Committee.

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Pushback against multilateralism poses serious challenge to human rights

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2020

The European Parliament expresses its deep concern over the unremitting attacks on democracy and shrinking space for civil society worldwide, in a resolution adopted on Wednesday.In a resolution taking stock of the situation for human rights in the world, the European Parliament denounces the ongoing pushback against democracy, multilateralism and the rules-based international order that continues to pose a serious challenge to human rights.
With a particular focus on developments last year, MEPs highlight the rise of authoritarianism as a political project around the world and stress the link between the increase in human rights violations, widespread impunity and the lack of accountability in those regions and countries devastated by conflicts or characterised by politically motivated intimidation, discrimination and killings.
They call on the international community to support actions aimed at combating impunity and on the EU’s Foreign Policy Chief Josep Borrell to appoint an EU Special Representative to promote, mainstream and represent the EU’s commitment in the field.
The text was adopted on Wednesday by 496 votes in favour, 113 against with 103 abstentions.Parliament is also deeply concerned that seats on various human rights-related bodies, including the UN Human Rights Council, are occupied by countries with a proven record of grave human rights violations.
The resolution calls on the European Commission and EU countries to adopt a new, ambitious and binding Action Plan on Human Rights and Democracy for the next five years, addressing all challenges and involving the European Parliament, so that MEPs can properly monitor its implementation. For the EU, the central objective of advancing human rights and democracy around the world requires it to be mainstreamed in all EU policies that have an external dimension, says the text.
To increase the EU’s leverage, Parliament highlights that trade and human rights should reinforce one another, and that the business community has an important role to play in this regard. MEPs call on the European Commission and the European External Action Service to duly enforce human rights conditionality clauses in international agreements between EU and non-EU countries, and monitor serious human rights violations that might occur through, for example, business activity.The text also recalls that businesses have a responsibility to ensure that their operations and supply chains are not implicated in human rights abuses, such as forced and child labour. European companies should play a leading role in promoting international standards on business and human rights. MEPs therefore call for a legislative proposal on corporate human rights and due diligence to prevent abuses and enhance victims’ access to judicial remedy.The European Parliament also welcomes the initial exploratory discussions in the Council on a global EU human rights sanctions mechanism (the so-called Magnitsky list), but calls for speedier talks to allow the mechanism to be put in place with adequate funding as soon as possible. This regime would allow for targeted sanctions against individuals complicit in serious human rights violations.

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