Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Archive for 11 gennaio 2020

A 92 anni dalla nascita Domenico Modugno continua a farci sognare

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma, 9 gennaio 2020 – Il 9 gennaio 1928 nasceva Domenico Modugno, il grande artista pugliese le cui canzoni a distanza di un secolo rimangono più attuali che mai.Da Gipsy Kings, Louis Armstrong, Ray Charles, Frank Sinatra, The Platters, Paul Mc Carthney a Luciano Pavarotti, Mina, Carmen Consoli e Negramaro, passando per Stefano Bollani senza dimenticare la bella fiction prodotta da Rai Uno, nonché il recente allestimento del musical Cyrano musicato da Modugno, sono tanti e sempre attuali gli omaggi a Mr. Volare.Già Quasimodo diceva che “alcune poesie di Modugno sono assai belle”, tanto che egli sembra “quasi uno scrittore siciliano”.Ed è proprio la poesia che rende Modugno immortale.Oggi la poesia è quasi scomparsa, come genere innanzitutto, ma non solo. La poesia è scomparsa come modo di vivere e vedere l’esistenza e nella capacità degli artisti di svelare un mondo precedente, portatore di un sentimento delicato.Monica Vitti diceva che “La poesia è una grazia, una possibilità di staccarsi per un po’ dalla terra e sognare, volare, usare le parole come speranze, come occhi nuovi per reinventare quello che vediamo”.E nell’ambito musicale, occorre un grande artista che sappia destreggiarsi con la musica del verso per emozionare.Domenico Modugno è sicuramente tra questi, che per la diffusione della lingua italiana nel mondo, ha fatto tanto.
“Ciao, ciao bambina” è un’espressione largamente usata ovunque, mentre “Volare” rimane l’emblema della canzone italiana, quella più cantata al mondo con “O Sole mio”: un canto transgenerazionale, transculturale e multiculturale, atto ad unire quindi popoli e generazioni, di qualsiasi estrazione. Un testo che porta la testimonianza indelebile del desiderio di superare la povertà, un’arretratezza generale del dopo guerra, in altre parole la Storia: desidero che un giovane cantante del sud, nel 1958, trasforma in un sogno di riscatto a portata di mano di chiunque, vincendo Sanremo… Modugno dunque, diventa così un uomo-simbolo e da tale, nel corso della sua splendente carriera, interpreta e racconta, scavando nel profondo dell’animo di altri uomini, rivoluzionari e paladini della giustizia, degni della sua forte personalità. Due per tutti: “Tommaso d’Amalfi” detto” Masaniello” scritta dal grande Eduardo De Filippo, e soprattutto “Cyrano de Bergerac” tratto da Rostand su testo di Riccardo Pazzaglia. Di quest’ultimo, è recente un magnifico allestimento che parte da Napoli, per la regia di Bruno Garofalo con l’interpretazione di un magistrale Gennaro Cannavacciuolo, che con Cyrano ma anche con il suo recital “Volare-concerto a Domenico Modugno” – giunto a 600 repliche (l’unico spettacolo omonimo autorizzato in vita da Modugno stesso) spicca artisticamente nel portare in giro per l’Italia e nel mondo, l’animo poetico-musicale e viscerale, del grande artista pugliese. Una rara artisticità, elegante e poetica, oggi a forte rischio di estinzione e che è quindi doveroso difendere rammentandola e portandola, sempre ed ovunque, come esempio di autentica bellezza. (Comunicato a cura di Gianni Gori)

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Crisi in Medio Oriente: il Mediterraneo torni al centro dell’agenda politica

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

L’arco di crisi che dalle tensioni tra Stati Uniti ed Iran arriva sino alle guerre civili di Libia, Siria e Yemen, rischia di innescare un’ulteriore spirale di violenza nei conflitti generalizzati che già coinvolgono diverse nazione dell’Africa saheliana e la zona del Grande medio oriente, e le cui prime vittime sono, come sempre, le popolazioni civili ed in particolare le loro fasce più vulnerabili.Come ONG internazionali impegnate quotidianamente al fianco dei popoli in queste aree di crisi, sappiamo bene che la pace è la precondizione necessaria affinché si possa edificare su solide basi ogni processo di sviluppo costruito sull’eguaglianza, il rispetto dei diritti umani, l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente, la democrazia.Per questo, insieme ai nostri partner dei Paesi coinvolti nei conflitti, chiediamo che lo strumento del dialogo tra i popoli, le azioni di cooperazione allo sviluppo, gli interventi umanitari, siano praticati con convinzione e rafforzati, a livello europeo e italiano.
Invitiamo perciò i responsabili, sia a livello nazionale che comunitario, a costruire sin da subito un orizzonte politico che parta dal nesso tra pace e sviluppo, a guardare oltre le contingenze di una risposta ad avvenimenti che, letti alla luce della nostra esperienza sul campo, si rivelano tutti come genarti da una mancanza strutturale proprio di quelle condizioni minime indispensabili per permettere ad ognuno una vita dignitosa, nel rispetto delle differenze che esistono tra i popoli, ma combattendo al tempo stesso le diseguaglianze crescenti.In questa prospettiva le ONG internazionali sono pronte a mettere a disposizione degli Stati e Governi che cercano la pace, non solo la loro idealità, ma la loro esperienza, la diplomazia dal basso, una rete fittissima di relazioni a livello locale che arrivano a dialogare con i settori più esposti delle popolazioni nelle aree di crisi, e dunque quelli al tempo stesso vittime potenziali, ma anche massa di manovra per ogni intento di ulteriore destabilizzazione.Chiediamo infine che l’Italia sostanzi la propria volontà di pace nelle aree di crisi attraverso una cooperazione rafforzata nell’area del Mediterraneo e, più in generale, con un’attenzione particolare a quei Paesi di più alta densità migratoria. Per questo chiediamo con forza al Governo di sostenere le politiche di cooperazione allo sviluppo con mezzi e risorse adeguate, come deciso in sede ONU sottoscrivendo gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

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Libro: “Il ragazzo che decise di seguire suo padre ad Auschwitz”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Vienna, ottobre 1939. Gustav Kleinmann, un tappezziere ebreo, e il quindicenne Fritz, suo figlio, vengono arrestati dalla Gestapo, caricati su un vagone merci e deportati a Buchenwald, in Germania. Picchiati, ridotti alla fame, costretti ai lavori forzati per costruire il campo stesso in cui sono tenuti prigionieri, riescono miracolosamente a sopravvivere alla brutalità nazista. Finché, tre anni dopo, Gustav non viene inserito nella lista dei prigionieri che saranno mandati ad Auschwitz. Per Fritz è uno shock senza precedenti. Da tempo circolano voci inquietanti su quel lager e sulle sue speciali camere a gas dove si possono uccidere centinaia di persone alla volta. Il trasferimento laggiù significa una cosa sola… Eppure l’idea di separarsi dal padre non lo sfiora neppure. I compagni di prigionia gli dicono di dimenticarsi di lui, se vuole vivere, ma Fritz si rifiuta di ascoltarli e insiste per accompagnarlo, pur sapendo che li aspettano altri orrori e sofferenze, se possibile ancor più terribili. Ma a tenerli in vita, ancora una volta, saranno l’amore e un’incrollabile speranza nel futuro. Basato sul diario di Gustav – un diario segreto di cui nemmeno suo figlio era a conoscenza – e sulle testimonianze dirette di parenti, amici e altri sopravvissuti, Il ragazzo che decise di seguire suo padre ad Auschwitz non è soltanto la storia commovente di un legame, quello tra padre e figlio, che si è rivelato più forte della macchina dell’odio che ha cercato di schiacciarli. È anche una straordinaria testimonianza di coraggio e di resilienza, e un ritratto lucido e vivido del meglio e del peggio della natura umana.
E’ il libro di Jeremy Dronfield che racconta la storia di Gustav e Fritz Kleinmann. L’autore è nato in Galles, ha un dottorato in archeologia a Cambridge. È autore di narrativa e saggistica. 20.00 euro, 494 pagine – Traduzione di Roberta Zuppet

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Affitti brevi: grande crescita in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Nel contesto di un mercato immobiliare in crescita contenuta, spicca il balzo in avanti delle locazioni e soprattutto dei cosiddetti “affitti brevi”, il cui utilizzo è passato dall’11 al 18% nel corso del 2019 (fonte: Scenari Immobiliari).L’Italia è la nazione che cresce di più in Europa in questo comparto: sono oltre 200 le città e le località in cui è presente il fenomeno, mentre nel resto dell’Unione Europea ci si concentra soprattutto nei grandi centri.Un’altra tendenza degna di nota che corrobora la forza dello short rent è l’acquisto, sempre più frequente, di immobili da mettere a reddito come opportunità di investimento, in un contesto di tassi di interesse ai minimi storici. I proprietari, peraltro, rendono così meno gravose le proprie rate di mutuo (in Italia il 70% degli immobili viene acquistato con un finanziamento) grazie alle entrate degli affitti brevi, mediamente più vantaggiose del 30-40% rispetto agli affitti tradizionali.Location e qualità dell’immobile sono i parametri più importanti per questo genere di investimento immobiliare.Anche per chi non ha il pallino dell’investimento, l’affitto breve rappresenta un valido supporto per coprire le spese (magari in attesa di una vendita futura), senza le complicazioni che talvolta l’affitto standard comporta in termini di pagamenti, morosità e lunghezza eccessiva dei contratti.Nel mercato degli affitti brevi italiani si sta facendo sempre più strada un player come Hostmate, (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Il 2019 si è chiuso con oltre 4.200 check-in effettuati, quasi 10.000 persone accolte, che hanno fruttato ai proprietari oltre 1.100.000 euro (dati al 30/11/2019).Dichiara Maurizio Sicuro, Chief Operating Officer: “Siamo felici per come si è chiuso il 2019 ma per il 2020 abbiamo obiettivi ancora più ambiziosi. Stiamo attivando la nostra presenza in 2 aree molto interessanti come le Cinque Terre e Torino, stiamo studiando servizi sempre più utili e performanti per i nostri clienti e presto lanceremo una grande novità anche sul fronte dell’assicurazione e della tutela”.

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Industria: Istat, produzione novembre,-0,6% su anno

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a novembre scende dello 0,6% su base annua.”Il Paese arretra. Ennesimo tonfo della produzione, con pericolose ripercussioni sul Pil. L’impercettibile rialzo su base mensile non basta certo a compensare il nono calo consecutivo su base annua o la riduzione dell’1,1% registrata da gennaio a novembre in termini tendenziali” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un quadro sconfortante se consideriamo che non solo si è perso quasi un quinto della produzione industriale rispetto ai valori pre-crisi, dal novembre 2007, infatti, l’industria segna un -19,5%, ma la situazione è peggiorata anche ad appena due anni fa, ossia a novembre 2017, con un gap da colmare del 3,4%. Per i beni di consumo durevoli, poi, la distanza rispetto a 12 anni fa è del 27,3%. Una voragine!” conclude Dona.

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4°premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

La Società Italiana di diabetologia SID bandisce il 4° premio giornalistico ‘SID-Diabete Ricerca’ – istituito dall’Associazione ‘Diabete Ricerca’, dalla ‘Fondazione Diabete Ricerca’ e dalla ‘Società Italiana di Diabetologia’ – con lo scopo di riconoscere e stimolare la corretta divulgazione scientifica di tematiche riguardanti il diabete mellito. Il premio vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie.Il riconoscimento, dell’ammontare di €. 2.000 per ciascuna delle categorie individuate:
– Agenzie di stampa e carta stampata
– Radio-Televisioni, Web e servizi on line
verrà assegnato da una giuria composta dall’Ufficio di Presidenza della Società Italiana di Diabetologia e da due giornalisti, e sarà consegnato in occasione dell’inaugurazione del 28° congresso Nazionale SID a Rimini dal 13 al 16 maggio 2020. Chi avesse già inviato gli elaborati non dovrà inviarli nuovamente.

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Incidenti: Fp Cgil, accordo Anci-Viminale dimentica bisogno risorse e assunzioni Polizia Locale

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Si incrementano compiti e funzioni in capo alla Polizia Locale ma ci si dimentica il bisogno di risorse e di investire di più sul personale interessato da parte del governo, sia a tutela dei cittadini sia a tutela di chi quotidianamente svolge servizi pubblici”. Così la Fp Cgil commenta l’accordo quadro siglato tra il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, sul coinvolgimento delle polizie locali nei servizi di polizia stradale e sulla viabilità urbana.Ancora una volta, osserva il sindacato, “dobbiamo prendere atto che sindaci e governo sembrano sottovalutare le molteplici funzioni e attività in capo alla Polizia Locale, che già si occupa da sempre di attività di polizia e sicurezza stradale anche in virtù di protocolli locali tra le varie forze di polizia. Così come il Ministero dell’Interno sembra dimenticare che esistono anche le Polizie Metropolitane e Provinciali che si trovano ad assolvere tali attività”.In base al protocollo raggiunto, aggiunge la Fp Cgil, “servono risorse, così come serve superare le carenze di personale e potenziare le assunzioni in questo settore e attuare misure concrete e necessarie per incrementare lo scambio informativo e l’interconnessione tra le sale operative delle forze di polizia, prestando ascolto all’istanza che viene da tempo dal sindacato e dagli operatori. Così come inascoltate sono state fino ad ora le nostre richieste di liberare le risorse dell’art. 208 del Codice della Strada dal tetto al salario accessorio imposto dall’art. 23 del dlgs 75/2017 che potrebbero effettivamente consentire di ampliare e rafforzare le tante attività da garantire sul territorio”.Infine, prosegue il sindacato, “vorremmo fosse prestata la dovuta attenzione alla necessità ormai ineludibile che venga adottata la legge di riforma dell’ordinamento della Polizia Locale e il riconoscimento delle tutele assistenziali, infortunistiche e previdenziali che competono ai lavoratori che svolgono funzioni e attività gravose e rischiose e che oggi continuano ad essere gli unici senza tutele a fronte del continuo incremento di compiti attività”, conclude la Fp Cgil.

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Fisco: Sindacati, agenzie fiscali in piazza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Le lavoratrici e i lavoratori delle agenzie fiscali in piazza: blocco degli uffici per due ore nel giorno del Fisco-day il 23 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 e manifestazione nazionale a Roma il 6 febbraio sotto il Ministero dell’Economia e delle Finanze in via XX settembre 97, insieme ad altre nelle maggiori città. Ad annunciarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp aggiungendo che: “I lavoratori delle Agenzie Fiscali rompono gli indugi e scendono in piazza a difesa di un fisco giusto, del loro diritto a fornire servizi adeguati ai cittadini e recuperare davvero l’evasione fiscale”. Non solo, aggiungono i sindacati, “il 23 gennaio prossimo sono previste, in contemporanea per tutti gli uffici sia dell’Agenzia delle Entrate che dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assemblee di due ore che paralizzeranno la macchina fiscale. Sin dai prossimi giorni, intanto, partiranno forme di mobilitazione a livello locale per sensibilizzare la cittadinanza su una situazione che è ormai diventata drammatica”.I lavoratori delle Agenzie, già in stato di agitazione, “stanno operando – fanno sapere i sindacati – con una carenza di personale che non permette ormai nemmeno più di coprire i servizi essenziali, figuriamoci fare la lotta all’evasione fiscale. Inoltre, non percepiscono da oltre due anni il salario di produttività, nonostante tutti gli obiettivi fissati dalle Convenzioni con il Ministero dell’Economia siano stati puntualmente raggiunti. A tutto questo si aggiunge il taglio continuo dei fondi per i lavoratori, un’organizzazione obsoleta e la paralisi dovuta all’assenza di un interlocutore, in quanto la politica non è stata capace di nominare né i direttori dell’Agenzia, nomine di competenza governativa, né i comitati di gestione, la cui nomina spetta invece al solo Ministro dell’Economia”.Sinora, proseguono i sindacati, “abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il Governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio. Dopo il 10 dicembre, data fissata per un incontro con il Viceministro Misiani e successivamente dallo stesso cancellata, il Governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente. La stessa questione della dirigenza e delle figure di coordinamento intermedie sembra ormai un drammatico gioco dell’oca: sono state istituite per legge posizioni professionali che rischiano di essere bocciate dalla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi sulla loro legittimità il prossimo 25 febbraio. Qualora ciò dovesse accadere, le agenzie sarebbero riportate alla ‘casella di partenza’, senza direttore generale, senza comitato di gestione e senza dirigenti”.Nel frattempo, però, aggiungono, “continuiamo ad assistere alle passerelle televisive dei nostri governanti che assicurano che nel 2020 dalla lotta all’evasione fiscale arriverà un tesoretto di oltre 3 miliardi. Nella situazione attuale questa è un’utopia e i lavoratori del fisco non vogliono rendersi complici di un buco nel bilancio dello Stato che è attribuibile esclusivamente a coloro che non si stanno occupando di investire nella macchina fiscale e nei suoi lavoratori. Per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli la prima scadenza è ancor più ravvicinata: il 31 gennaio è prevista la Brexit, con un aumento esponenziale dei traffici merci sull’Italia, e l’Agenzia non ha il personale per fronteggiare una probabile emergenza né i soldi per il pagamento dei servizi istituzionali e delle indennità previste per legge. Stiamo difendendo i nostri salari ma soprattutto il nostro diritto/dovere di lavorare per lo Stato e i suoi cittadini in maniera concreta ed efficace, con un’organizzazione moderna e funzionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

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Governo. Arrivano i turchi!

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“Mamma li turchi!”, oltre che un film di Savino del 1973, è una espressione, diremmo preoccupata, per le scorrerie effettuate sui nostri litorali nel corso dei secoli. Oggi possiamo dire che i turchi sono presenti in quello che era una colonia italiana: la Libia. Nel 1911, l’Italia dichiarò guerra all’Impero ottomano per ottenere il controllo della Tripolitania e della Cirenaica, le due regioni libiche che si affacciano sul Mediterraneo.Sembra la nemesi, i turchi, ovvero, la Turchia, sono tornati in Tripolitania per appoggiare il governo di accordo nazionale, riconosciuto dall’Onu e dall’Italia.Come è noto, in Libia si contrappongono Fayed Al-Sarraj, capo del governo di accordo nazionale, che gestisce parte della Tripolitania e il generale Khalifa Haftar, che controlla la Cirenaica.
La Turchia e la Russia si sono offerti come mediatori del conflitto, la prima a sostegno di Al-Sarraj, la seconda in appoggio ad Haftar.
Insomma, abbiamo i turchi di fronte all’Italia. Il presidente turco, Recep Erdogan, ha sottoscritto un accordo con Al-Sarraj per lo sfruttamento di risorse energetiche in ambito marino e, ora, potrebbe controllare quelle di terra, utilizzate dall’Eni, e il flusso di migranti.
Sicchè, la Turchia controllerebbe il flusso di migranti dall’Est, verso la Grecia, e dal Sud verso l’Italia. E il governo Conte (1 e 2) che fa? Niente, anzi, commette errori madornali come quello di invitare a Roma, contestualmente, i due contendenti, Al Sarraj e Haftar, ottenendo un rifiuto dal primo.Il governo Conte (1 e 2) dopo aver riconosciuto Al-Serraj, non lo ha sostenuto politicamente, economicamente e militarmente, anzi, è arrivato a dichiarare “Né con Sarraj né con Haftar, stiamo con il popolo libico”, che significa lasciare vuoto uno spazio politico, prontamente riempito dalla Turchia.E il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio? Non pervenuto. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Democrazia paritaria in Italia e in Europa

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Roma Mercoledì 15 Gennaio 2020 (h 14,30 – 17,30) Parlamento Europeo – Sala delle Bandiere – Via IV Novembre,149 Come sta funzionando la doppia preferenza di genere? Quali iniziative si impongono per introdurla nelle Regioni che non la hanno ancora prevista e, dove adottata, quali azioni occorrono per gestirla al meglio? Sono sufficienti le norme vigenti nelle leggi elettorali? Quali sono gli ulteriori obiettivi non rinviabili? Per i Consigli di Amministrazione e per i Collegi Sindacali è sufficiente prorogare la legge Golfo- Mosca? Quali strategie attivare per garantire la parità tra i generi per le nomine monocratiche? Sono alcuni dei quesiti tecnici intorno ai quali si svolge l’incontro organizzato da Noi Rete Donne mercoledì 15 gennaio allo scopo sollecitare una riflessione attraverso il contributo di esperte che, arrivando da varie regioni, mettono a disposizione specifiche competenze e differenti punti di vista. Sullo sfondo ci sono alcuni “nodi politici sui quali occorre confrontarsi senza remore – spiega Daniela Carlà, fondatrice e animatrice della rete insieme a Marisa Rodano – interrogandoci se con la loro presenza nelle istituzioni e nei luoghi decisionali le donne sono riuscite sempre ad essere veicolo di cambiamento, di buona pratiche, di trasparenza, a garantire la legalità. O se, invece, logiche di conservazione del potere hanno condizionato la scelta favorendo spesso la cooptazione di donne propense a mantenere lo status quo. Lo stesso Papa Francesco di recente ha sostenuto la necessità di associare le donne nei processi decisionali per i valori di cui sono portatrici, ma ci chiediamo se è sempre vero e come far sì che la loro presenza modifichi in positivo i meccanismi di selezione della classe dirigente. Noi Rete Donne, che ha coordinato per molti anni l’Accordo per la Democrazia Paritaria riunendo oltre 60 associazioni e sostenendo il lavoro trasversale delle parlamentari per gli importanti traguardi già raggiunti, ritiene ora necessario fare il punto, valutare le misure adottate, costruire un laboratorio per definire strategie più articolate”. Sulla stessa lunghezza d’onda Marilisa D’Amico, che osserva: “Negli ultimi anni sono stati numerosi gli interventi normativi nelle leggi elettorali sia statali che regionali che hanno introdotto meccanismi per promuovere l’equilibrio di genere nelle istituzioni rappresentative. In particolare, la doppia preferenza di genere, prevista da alcune leggi regionali, é stata positivamente valutata anche in una importante decisione della Corte costituzionale (sent. n. 4 del 2010). Occorre però ragionare sull’efficacia di tali strumenti, che in molti casi sono stati aggirati nell’applicazione concreta, non garantendo i risultati sperati. Infine occorre anche riflettere sulla ‘qualità’ delle rappresentanti: non sempre a un maggior numero di donne é corrisposto un effettivo cambiamento dei contenuti della politica, tale da incidere in modo generale sulla vita di tutte”.
Daniela Carlà e Marisa Rodano coordinano gli interventi, a partire dall’introduzione di Marilisa D’Amico (Ordinaria di Diritto Costituzionale e Prorettrice Università statale Milano) cui seguiranno i contributi di Agnese Canevari (Noi Rete Donne), Patrizia del Giudice (Presidente Commissione P.O. Puglia), Francesca Fantato (Associazione Noi Donne2005 Sardegna), Laura Onofri (Commissione P.O. Piemonte), Lorena Saracino (Giornalista e Presidente CoReCom Puglia), Flora Sculco (Consigliera Regionale Calabria), Magda Terrevoli (Presidente CUG Regione Puglia), Alessandra Volpe (Avvocata Consigliera Ordine Avvocati di Genova). È prevista la partecipazione di Massimo Rubechi (Università Urbino) in qualità di Coordinatore del settore legislativo del Gabinetto Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Nel corso del convegno sarà presentata la ricerca di Maria Lippiello “Le donne e la politica. Il caso degli Statuti regionali e locali e la doppia preferenza di genere”.

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Australia: La miniera di carbone Adani è un sacrilegio in terra indigena

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

La controversa miniera di carbone del gruppo indiano Adani, che si dovrebbe realizzare nello stato australiano del Queensland, violerebbe i diritti dei popoli indigeni. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) fa notare che parte di quella che sarà la più grande miniera di carbone al mondo si trova su terreni appartenenti alle tribù Wangan e Jagalingou. Le due tribù combattono il progetto dal punto di vista legale da decenni. Se la miniera dovesse entrare in funzione come previsto, l’impatto sulle tribù Wangan e Jagalingou sarà catastrofico, poiché l’inquinamento diretto causato dal funzionamento della miniera non inquina solo il loro habitat. Il gestore della miniera prevede di prelevare 12,5 miliardi di litri d’acqua all’anno dal vicino fiume Suttor. Inoltre l’estrazione del carbone si svolgerà in parte in terra sacra, le cui piante e animali sono culturalmente estremamente importanti per queste persone. È uno scandalo che lo Stato abbia cancellato i Wangan e i Jagalingou i titoli che garantivano loro il possesso delle loro terre ancestrali. L’Australia ha ratificato la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni nel 2009. Questa stabilisce chiaramente che le popolazioni indigene interessate devono dare il loro previo consenso esplicito a qualsiasi intervento nel loro territorio ancestrale. Poiché ovviamente non è stato dato nessun consenso da parte delle due tribù, lo stato del Queensland sta violando la dichiarazione ONU sui popoli indigeni. La miniera Adani estrarrà carbone dal bacino Galileo. I combustibili fossili come il carbone sono in gran parte responsabili del cambiamento climatico causato dall’uomo. Gli enormi incendi che attualmente infuriano nel continente australiano sono in buona parte riconducibili
al cambiamento climatico. In questa situazione, la progettazione della più grande miniera di carbone al mondo, che consumerebbe anche miliardi di litri d’acqua ogni anno, è stata oggetto di aspre critiche internazionali. Gli esperti si aspettano inoltre che anche la vicina Grande Barriera Corallina, già colpita dal cambiamento climatico, venga ulteriormente inquinata dal funzionamento della miniera. A causa di sempre più numerose posizioni internazionali contrarie, anche la Siemens AG, che inizialmente voleva sostenere il progetto, ha sospeso il suo previsto coinvolgimento.

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Aziende a caccia di informatici e esperti digitali, ma non se ne trovano

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Milano.Come ha confermato ancora una volta l’ultima nota trimestrale dell’Istat, pubblicata a metà dicembre e relativa al terzo e quarto trimestre del 2019, la situazione occupazionale italiana è in continuo, seppur lievissimo, miglioramento. Di fronte a dei dati interni che mostrano una pallida ripresa, non si può trascurare il paragone con gli altri Paesi. Guardando ai dati Eurostat, per esempio, si scopre che solo Grecia e Spagna fanno di peggio per quanto riguarda la disoccupazione. Guardando a un panorama generale che di certo non brilla, con un’uscita totale dalla crisi economica che tarda ad avverarsi, è strano scoprire che ci sono tante, tantissime aziende che riscontrano grosse difficoltà nel trovare personale.Eppure è proprio così: il gap tra domanda e offerta è particolarmente ampio per dei profili specifici, tra i quali si riconoscono soprattutto le figure IT e digital, insieme ad altri profili come gli ingegneri e i professionisti chimici.L’area IT italiana, del resto, è da anni particolarmente vivace, con aziende affermate alla ricerca di nuovi talenti e giovani startup che faticano a trovare i profili digital necessari.«Guardando ai numeri nazionali relativi alla disoccupazione si fatica a crederlo, ma è esattamente così: il disallineamento tra domanda e offerta riguarda quasi il 40% delle professioni a elevata specializzazione» spiega Carola Adami, fondatrice e CEO della società di ricerca e selezione del personale Adami & Associati, che sottolinea «ormai da anni il mismatch tra domanda e offerta di lavoro nel campo IT è tra i problemi più scottanti per le aziende del settore ITC».«Per le aziende diventa doppiamente importante, in questo scenario, mettere in campo le migliori strategie per attirare i migliori talenti presenti sul mercato, così da poter contare sulle competenze necessarie e da non lasciare queste skills in mano ai competitors» spiega l’head hunter.Numeri alla mano, la ricerca di figure IT si concentra soprattutto nel settentrione, e in particolar modo in Lombardia, dove sono in continua crescita le domande di personale esperto in Information Technology, in primo luogo da parte di aziende del settore ICT, e quindi del settore dei servizi.A colmare almeno in parte il mismatch c’è certamente un numero crescente di laureati IT, ma si è ancora molto lontani dal poter affermare che le università italiane preparano un numero di laureati tale da soddisfare le esigenze delle aziende: «ad oggi, confrontando il numero annuale di nuovi laureati in discipline informatiche e le parallele ricerche di personale specializzato, si scopre un gap che si aggira tra i 4.000 e gli 8.000 laureati» spiega Adami.Non deve stupire che, di fronte a questa diffusa difficoltà di reperimento, le retribuzioni IT continuino a salire, con aumenti che si staccano in modo netto da quelli relativi agli altri settori.È così che la retribuzione annua lorda del Data Scientist supera in molti casi i 50.000 euro, così come quella, per esempio, del Big Data Engineer, dove per i Cloud Architect è possibile arrivare fino ai 70.000 lordi annui.

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Presentazione progetto Cultura e Legalità nelle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Marghera (Venezia) lunedì 13 gennaio alle ore 12.00 presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto (PST Vega, via delle Industrie 19/C), verrà illustrato il progetto «Cultura e legalità nelle scuole». Le attività del progetto, che prenderanno avvio il 21 gennaio 2020, permetteranno di concretizzare iniziative di sensibilizzazione e di formazione a favore di numerosi studenti di Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado in Veneto.L’accordo è rivolto alle categorie economiche, imprese e giovani. Attraverso percorsi di informazione e formazione nonché educativi e divulgativi, l’obiettivo è creare una serie di collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Nell’ambito delle attività viene dato inoltre spazio alla prevenzione e contrasto dei danni ambientali ponendo il rispetto del territorio quale perno di sviluppo del corretto e libero funzionamento del mercato.Interverranno all’incontro:
Mario Pozza, presidente Unioncamere del Veneto Analisi Percezione Legalità 2019 – resoconto studi e ricerche finanziate dal Sistema Camerale veneto;
Roberto Tommasi, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie Agromafie e caporalato, studio indagine;
Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive. Le discariche abusive a Venezia e in Veneto, quanto fatto e quanto ci sarà da fare;
Siro Martin, presidente della Sezione Veneto Albo Gestori Ambientali. I protocolli per la legalità sottoscritti, i progetti e gli strumenti realizzati per gli enti di controlli in campo ambientale e trasporto rifiuti, la lotta all’illegalità;
Augusta Celada, dirigente Ufficio Scolastico Regionale Report attività USR (in attesa di conferma)

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Scuola: Il Pd vuole rilanciare la scuola a fine gennaio

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

“A fine gennaio – ha affermato il ministro Boccia a Sky Tg 24 – si tireranno le somme, proporremo 4-5 temi su scuola, autonomia, attuazione delle riforme, giustizia”. Le proposte del Pd sul rilancio dell’istruzione, ricorda la rivista specializzata Orizzonte Scuola, vertono sulla necessità di adeguare gli stipendi degli insegnanti, aumentare l’obbligo scolastico da 3 a 18 anni, concordare con i sindaci l’apertura fino alle 18 di tutti i plessi scolastici nei quartieri. Marcello Pacifico (Anief): “Vogliamo precisi impegni nel DEF, si stanzino subito i 4 miliardi promessi. Le dimissioni di Lorenzo Fioramonti sono avvenute per l’assenza delle risorse necessarie per rilanciare il settore dell’istruzione, università e ricerca”.Sono ripetuti gli annunci da parte del Partito Democratico sulla necessità di intervenire sulla scuola. I temi erano già stati anticipati dal segretario Nicola Zingaretti a fine dicembre, poi ripresi dalla responsabile scuola del PD Camilla Sgambato, la quale aveva avuto premura di dire che non si tratta di uno slogan, ma che presto verrà detto dove reperire le risorse, e nelle ultime ore rilanciati dal ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.Anief ritiene condivisibili gli obiettivi posti, nella speranza che il 2020 possa essere davvero l’anno del rilancio della Scuola italiana. Ma questo potrà avvenire solo a patto che si integreranno, comunque, con il potenziamento degli organici, con un reclutamento del personale più snello, avendo come priorità l’azzeramento del precariato, e prevedendo anche l’investimento permanente su formazione, valorizzazione e progressione di carriera del personale. Il giovane sindacato ritiene altrettanto importante mettere mano all’ultimo decreto scuola e alla Legge 240 del 2009, con particolare attenzione a quanto è stato approvato in Europa, in particolare dalla direttiva sul precariato e sull’organizzazione dell’orario di lavoro alla carta europea dei ricercatori, in modo da far allineare l’Italia agli altri Paesi. C’è poi da cancellare il 90% della Legge 107/2015, imposta a tutti i costi proprio dal Partito Democratico che ora si impegna per raggiungere tutt’altri obiettivi.

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Scuola. Anief al premier Conte: “Intervenga subito per contrastare il precariato”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Anche il 2020 nella scuola inizia con un problema centrale e irrisolto, la supplentite. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Bisogna intervenire presto, consentendo il reclutamento dalle graduatorie d’istituto”Gli allarmi si chiamano supplentite e precariato. Problemi che non s’arrestano, anzi. Il 2020, per Anief, sarà un ennesimo anno in cui contrastare queste emergenze. Lo sottolinea in un’intervista concessa a Teleborsa anche il presidente nazionale Marcello Pacifico.”Noi preghiamo il presidente del Consiglio – sottolinea Pacifico – che ha l’interim in di questo momento, e i futuri ministri Azzolina e Manfredi, di intervenire subito con soluzioni tampone, che non possono essere diverse da quelle indicate da Anief. La prima cosa importante per il personale docente è consentire il reclutamento dalle graduatorie d’istituto: non si possono aspettare due o tre anni e avere quasi 300 mila supplenti in attesa dei nuovi concorsi, se anche i concorsi si dovessero fare nel minor tempo possibile servirà oltre un anno e mezzo. C’è la possibilità entro giugno di consentire alle graduatorie d’istituto provinciali di dare supplenze annuali o fino al termine delle attività, ma anche scorrerle nel momento in cui sono esaurite le graduatorie ad esaurimento. In questo modo andremo a decurtare subito tutti i precari di seconda e terza fascia e andremo finalmente a diminuire quella supplentite che caratterizza la scuola italiana”. L’auspicio è passare presto a una fase operativa, con la riapertura dei tavoli al Miur, anche se servirà ancora un po’ di tempo. “Il problema del precariato – osserva il leader del giovane sindacato rappresentativo – non è stato risolto. L’Anief lo ha denunciato durante lo sciopero del 12 novembre, durante le audizioni parlamentari, all’opinione pubblica e attraverso la stampa. Il problema del precariato è veramente grande, molto probabilmente ci vorranno ancora diversi giorni prima che si possa di nuovo riaprire tutti i tavoli al Ministero, visto lo spacchettamento tra Ministero dell’Istruzione e Ministero dell’Università e Ricerca”.

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Scuola: Le vittorie dei legali Anief in Cassazione fanno giurisprudenza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

L’operato vincente dell’Anief nei tribunali sta producendo frutti importanti sugli stipendi del personale: la doppia recente sentenza della Suprema Corte sulla considerazione integrale del servizio prestato negli anni di pre-ruolo potrebbe avere influenze sia sull’operato del legislatore sia sul nuovo Ccnl, alla cui stesura parteciperà lo stesso giovane sindacato, nel frattempo diventato rappresentativo a livello nazionale. Lo stesso Governo potrebbe tenerne conto, prevedendo un finanziamento per gli aumenti di stipendio maggiorato rispetto agli altri comparti, come richiesto sempre da Anief, per via del precariato lungo e generalizzato tra docenti e Ata della scuola. Tutto ciò comporterebbe infatti l’assorbimento di cifre importanti da assegnare d’ora in poi ai supplenti, proprio in virtù della presa di posizione dei giudici ermellini. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “I 4 miliardi da introdurre nel Documento di Economia e Finanza di primavera da noi indicati sono il minimo sindacale per incrementare i 70 euro di incrementi mensili già finanziati e che ora si scoprono insufficienti per allineare gli aumenti contrattuali di un milione e 200 mila lavoratori almeno al tasso di inflazione certificata”.
Sono in arrivo rilevanti novità a favore del personale precario della scuola: lo rileva la stampa specializzata, ricordando che il ricorso patrocinato da Anief e discusso in Cassazione dai legali Nicola Zampieri e Fabio Ganci ha portato la Cassazione, con una doppia sentenza, a considerare il servizio svolto dai supplenti a tutti gli effetti alla pari rispetto a quello dei colleghi di ruolo, bocciando quindi il “raffreddamento” sino ad oggi attuato, perché contrario alla normativa comunitaria e non sorretto da ragioni oggettive. Bocciando, in questo modo, pure l’interpretazione fornita dall’avvocatura dello Stato sulla sentenza Motter della Corte di Giustizia Europea, sempre patrocinata dagli avvocati del giovane sindacato. Italia Oggi, dopo avere sottolineato come tale “orientamento interpretativo” abbia consentito “all’erario di ridurre fortemente i costi del personale”, ricorda che “secondo i giudici di legittimità, la normativa europea vieta la possibilità di applicare un trattamento economico meno favorevole nei confronti dei precari. Pertanto, al personale assunto a tempo determinato va riconosciuta sia la progressione economica di carriera che la Rpd a prescindere dalla tipologia di contratto di assunzione applicata”. Pertanto, continua la testata, questo significa che “i servizi prestati vanno semplicemente cumulati, a nulla rilevando il criterio dell’equivalenza fissato dal testo unico (si veda l’articolo sulla sentenza pubblicato in questo stesso numero). Le pronunce, peraltro, sono state emesse all’esito di un contenzioso seriale che va avanti ormai da molti anni”.

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“Futurità”: un programma di education per studenti e insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Futurità è un’iniziativa che ha l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura della sostenibilità all’interno del mondo scolastico e in particolare tra gli studenti del 3° e 4° anno delle scuole superiori. Li aiuta a comprendere i meccanismi utili ad attuare strategie di sviluppo economico sostenibile di medio e lungo periodo, facendo altresì conoscere il ruolo che imprese e professioni possono svolgere a supporto di questo percorso.L’iniziativa è promossa da UBI Banca in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. Digital partner del progetto è WeSchool, leader italiano della didattica digitale.Il progetto è pensato per coinvolgere in modo del tutto nuovo e “contemporaneo” i giovani studenti e far scoprire loro come le professioni di domani ci aiuteranno a sviluppare un’economia più sostenibile. Un progetto che si distingue per contenuti e modalità di apprendimento, grazie all’impiego di una metodologia didattica “blended”, ovvero che coniuga l’attività svolta in classe insieme ai docenti con una piattaforma di learning collaborativa.Tra i principali argomenti oggetto di formazione, gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e la salvaguardia dell’ambiente, così come tematiche della massima attualità e strettamente connesse alla sostenibilità, eppure escluse dai programmi scolastici, quali quelle relative alla privacy e ai dati sui social, alla smart mobility e alle nuove professioni digitali.
Il programma Futurità è funzionale all’orientamento scolastico-professionale. Grazie anche alla testimonianza da parte di diversi soggetti dell’impresa, favorisce infatti nei giovani la consapevolezza delle loro attitudini e vocazioni in relazione alle opportunità di lavoro e li guida nella comprensione delle professioni emergenti e delle relative competenze specialistiche richieste, mostrando come la “sostenibilità” non riguardi solo l’ambiente ma anche, per esempio, il corretto utilizzo degli strumenti digitali e la protezione dei dati, oltre che la qualità dei rapporti di lavoro. Può inoltre rappresentare un valido strumento di supporto nel percorso evolutivo della scuola italiana verso una maggiore digitalizzazione.I primi istituti scolastici coinvolti nella fase pilota del progetto sono le scuole secondarie delle province di Bergamo e Brescia, invitate a partecipare al programma nel secondo quadrimestre dell’anno scolastico 2019-2020: in questa prima fase sono quindi circa 40.000 i giovani delle classi terze e quarte potenzialmente coinvolti nell’attività. Il 13 gennaio e il 16 gennaio, rispettivamente a Brescia e a Bergamo, sono in calendario gli eventi di presentazione dell’iniziativa ai dirigenti scolastici delle due province.Digital partner del progetto è WeSchool, leader italiano della didattica digitale, riconosciuto dal MIUR come Ente accreditato (ai sensi della Direttiva 170/2016) anche per la formazione professionale certificata dei docenti, la cui missione è la digitalizzazione della scuola italiana. WeSchool è tra i 25 vincitori in Europa del Google Educator Grant per le migliori iniziative di formazione docenti e digitalizzazione della scuola. Sono oltre 90.000 i docenti iscritti al sito.Per gli studenti e le scuole che partecipano al progetto sono previsti importanti riconoscimenti. Saranno infatti assegnate borse di studio per un valore complessivo di 100.000 euro alle migliori tesi o project work realizzati dagli studenti sulla base del percorso formativo seguito. Per le scuole, è prevista la fornitura di dotazioni tecnologiche a supporto della digitalizzazione delle attività didattiche.Saranno a breve disponibili i bandi di partecipazione con tutti i dettagli, oltre alle specifiche della giuria che valuterà i lavori svolti.

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Morte Soleimani e minacce ad Israele: Tutto normale?

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Sono passati pochi giorni dalla decisione del presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump di eliminare Qasem Soleimani, comandante della Forza Quds iraniana: un episodio risultato divisivo ma che in realtà deve essere visto come una liberazione da un pericoloso terrorista, che aveva sulla coscienza migliaia di morti.Ma non è su questo che vogliamo soffermarci.Vorremmo porre l’attenzione su un aspetto dell’intera vicenda che sembra non venga neanche preso in considerazione dagli analisti di mezzo mondo, nonostante dovrebbe a nostro avviso essere continuamente sottolineato, proprio per far capire alle persone poco informate che la leadership iraniana non è certo composta da angioletti dediti a lavorare per il bene del prossimo: le continue minacce allo Stato di Israele come “risposta” a quanto accaduto a Qasem Soleimani.Non passa giorno in cui un esponente politico iraniano, o un rappresentante di Hezbollah, o di Hamas o della Jihad Islamica palestinese affermi pubblicamente che “l’entità sionista” o il “nemico sionista” pagherà per quanto accaduto, e il tutto passa incredibilmente sotto silenzio nella maggior parte dei mass media occidentali, come se tutto questo fosse normale e dunque accettabile e comprensibile. Beh, non lo è. E sarebbe ora di sottolinearlo invece di addentrarsi in complicate analisi geopolitiche basate sulle scarse conoscenze di chi sa a malapena distinguere su un mappamondo l’Iran dall’Afghanistan.

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Tumore alla prostata, arriva una nuova “arma chimica”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Il carcinoma della prostata è uno dei tumori più comuni tra gli uomini. Il rischio è direttamente correlato all’età e tende a manifestarsi in maniera percentualmente apprezzabile verso i 50 anni.Numerose sono le scelte terapeutiche dopo la diagnosi, e in alcuni casi bisogna procedere a terapie mediche individuate con il poco piacevole termine di castrazione chimica, azzerando cioè i livelli di testosterone.
Talvolta però la patologia tende a sganciarsi dal nostro controllo.ARAMIS, uno studio internazionale di Fase III ha dimostrato di recente il ruolo benefico della darolutamide, un nuovo anti-androgeno che è stato trovato per prolungare la sopravvivenza libera da metastasi negli uomini con carcinoma prostatico resistente alla castrazione chimica. “La darolutamide è un nuovo antagonista del recettore degli androgeni non steroideo che ha proprietà strutturalmente distinte uniche con bassa penetrazione della barriera emato-encefalica. La darolutamide ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza libera da metastasi di 22 mesi rispetto al placebo (40,4 mesi contro 18,4 mesi), riducendo il rischio di metastasi o morte del 59%”, spiega il Dr Andrea Militello, urologo che opera a Roma e Milano.”La darolutamide ha anche mostrato un miglioramento degli obiettivi secondari tra cui la sopravvivenza libera da progressione, il tempo prolungato alla progressione del PSA, la risposta al PSA e il tempo di iniziare una terapia antineoplastica aggiuntiva, il tempo di progressione del dolore e il tempo di chemioterapia citotossica” continua l’urologo di Roma. La darolutamide è stata attualmente presentata come proposta di farmaco alla Food and Drug Administration (US FDA) degli Stati Uniti per l’uso in contesti di carcinoma prostatico resistente alla castrazione.Siamo quindi di fronte a una importante svolta nel trattamento medico del tumore più frequente nell’uomo.La prevenzione rimane comunque la migliore arma che abbiamo a disposizione. http://www.urologia-andrologia.net

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Persi fondi piano sviluppo regionale Puglia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Agricoltura. Dalla Regione si denota una manifesta inefficienza, “Fratelli d’Italia già da alcuni mesi, a causa dell’inefficienza della Giunta regionale della Puglia, ha lanciato l’allarme sul pericolo della perdita dei finanziamenti del Piano di Sviluppo Regionale (PSR). Purtroppo oggi questo pericolo sta diventando realtà. Infatti, al 31 dicembre è scattato il disimpegno automatico e gli agricoltori pugliesi dovranno rinunciare a 86 milioni di euro di risorse del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FAESAR) e a 142 milioni di euro di risorse pubbliche. Queste ultime relative al 2016 e su cui l’intero sistema agricolo poteva contare, dato che la clausola di disimpegno automatico prevede che gli stanziamenti devono essere erogati entro il terzo anno successivo, appunto il 31 dicembre 2019. Si tratta di un danno enorme per lo sviluppo agricolo regionale, già messo sotto pressione a causa di enormi criticità, soprattutto per quanto riguarda il settore dell’olio di oliva. E di fronte a questa emergenza risalta sempre di più l’inadeguatezza di una Regione a guida Pd, incapace di mettere in campo scelte per arrestare la crisi. Una ragione in più per voltare pagina con le prossime elezioni di primavera”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, componente della Commissione Agricoltura.

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