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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Archive for 23 gennaio 2020

Campidoglio, Sindaca Raggi incontra Ambasciatori sedi romane

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Roma. La Sindaca Virginia Raggi ha incontrato questo pomeriggio i rappresentanti delle sedi diplomatiche e delle organizzazioni internazionali presenti a Roma nella Sala degli Orazi e Curiazi, nei Musei Capitolini.Una cerimonia di inizio anno, divenuta ormai tradizionale, alla quale hanno aderito oltre 200 rappresentanze diplomatiche, che punta a intensificare le relazioni tra Roma Capitale e le Ambasciate presso lo Stato italiano, la Santa Sede e la Fao presenti a Roma, il cui programma si concluderà con la partecipazione dei diplomatici, questa sera, alla prima de “I Capuleti e i Montecchi” in programma al Teatro dell’Opera di Roma.L’evento, organizzato in collaborazione con il ministero degli Esteri, è l’occasione per promuovere il coinvolgimento delle rispettive Istituzioni culturali nella realizzazione di progetti comuni e rafforzare gli scambi culturali con al centro iniziative per l’istruzione e i giovani.In primo piano anche le celebrazioni per i 150 anni della proclamazione di Roma Capitale, che culmineranno nel 2021, e che rappresentano un momento di grande importanza e di condivisione tra le Istituzioni e le rappresentanze diplomatiche a Roma.
Incontrando gli Ambasciatori, la Sindaca Raggi ha sottolineato che Roma deve molto della sua ricchezza e vivacità culturale alla presenza e allo scambio continuo con le Ambasciate presenti sul suo territorio. Una collaborazione che si vuole sempre più intensa e ravvicinata, sui temi dell’inclusione e dell’interculturalità. Proseguendo, la Sindaca ha ricordato che Istituzioni e sedi diplomatiche sono sempre più vicine nella collaborazione e nella programmazione culturale, che hanno come protagonisti le Università, le scuole e gli studenti. Per questo è sempre più necessario attivare ogni forma di coinvolgimento che presti attenzione a progetti e programmi di connessione tra Roma e le altre Capitali nel mondo, ha commentato la Sindaca Raggi.

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La bomba demografica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

By Agostino Spataro. “… Ogni mattina, in questo nostro Pianeta si svegliano 7, 4 miliardi (mld) di persone che devono essere nutrite, vestite, istruite, curate, trasportate, occupate, ecc. Un drammatico risveglio per molti che devono districarsi in un contesto di forte disparità: fra la gran massa degli esseri umani che stenta ad accedere ai consumi primari e una striminzita minoranza che, va oltre il bisogno, e consuma beni non necessari e/o di lusso che, per altro, assorbono ingenti quantità di risorse che la Terra stenta a fornire. Com’è noto, gran parte di tali consumi si registrano nei paesi occidentali, a più alto reddito e a bassa natalità. Un privilegio che facilmente diventa fonte di “attrazione” per imponenti correnti migratorie provenienti dal resto del mondo, dove circa la metà dei suoi abitanti vive sotto la soglia di povertà e deve accontentarsi di un reddito complessivo di 426 mld di $, equivalente alla ricchezza detenuta dagli 8 uomini più ricchi del mondo. (fonte: Oxfam, 2018)Insomma, un mondo di miseria e d’ingiustizie sociali in cui sta “crescendo” una “bomba demografica” di cui poco si parla e pochissimo si fa per contenerla, per governarla. per disinnescarla.E dire che già agli inizi degli anni ’50, l’eclettico filosofo e Lord inglese Bertrand Russel mise in allarme i governi e l’opinione pubblica sulle conseguenze che tale crescita avrebbe potuto determinare.
“Il pericolo di una mancanza di cibo a livello mondiale può essere evitato per un certo periodo con il miglioramento della tecniche agricole. Tuttavia, se la popolazione continua ad aumentare al ritmo attuale, tali miglioramenti non possono, a lungo andare, essere sufficienti.Si creeranno così due gruppi, uno povero con una popolazione crescente, l’altro ricco con una popolazione stazionaria. Una simile situazione non può che condurci verso una guerra mondiale. Attualmente, la popolazione del mondo sta crescendo di circa 58.000 unità al giorno.Fino ad oggi le guerre non hanno prodotto un effetto considerevole su questo aumento, che è continuato per tutto il periodo delle guerre mondiali …… Da questo punto di vista le guerre fino ad ora sono state una delusione … ma, forse, la guerra batteriologica può dimostrarsi efficace. Se una Peste Nera potesse diffondersi in tutto il mondo una volta in ogni generazione, allora i sopravvissuti potrebbero procreare liberamente senza rendere il mondo troppo affollato. La cosa potrebbe essere spiacevole, e allora?” (B. Russell- “Impact of Science on Society”, 1951).Non c’è che dire: un cinismo da lord inglese! In linea con un certo filone del “pensiero anglosassone” ancora infarcito di arroganza e supponenza e supportato da idee e sodalizi che si rifanno alla visione imperiale della Gran Bretagna.Sul finire della sua lunga vita, Russel cercò di far dimenticare questa stagione proponendosi come profeta di pace e addirittura di giudice delle nefandezze belliche creando il famoso “Tribunale Russel”, in coppia con il filosofo comunista J.P. Sartre. Meglio tardi che mai!Nel periodo a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, tali preoccupazioni furono riproposte, ma con un approccio assai diverso, da un illustre manager italiano, Aurelio Peccei, fondatore del “Club di Roma” un sodalizio di grande prestigio internazionale che intraprese, con successo, una serie di “studi sul futuro”. (http://www.treccani.it/enciclopedia/aurelio-peccei)
Peccei, partigiano combattente e perseguitato, era “uomo della Fiat” e membro di vari club internazionali (fra cui la “Trilaterale dei Rockefeller), tuttavia le sue idee fecero presa anche nell’ambito della sinistra e del nascente ambientalismo italiano ed europeo.
Il suo libro “I limiti dello sviluppo” divenne per molti di noi un’opera di riferimento. Ciò anche a dimostrazione che di fronte a idee buone e giuste cadono i pregiudizi e gli steccati ideologici.Alla base c’erano dati statistici, proiezioni attendibili, ipotesi di programmi innovativi, nel rispetto della dignità umana e della vita del Pianeta. C’era, soprattutto, un ragionamento logico, ispirato da un umanitarismo razionale, che metteva sull’avviso i “decisori” e le opinioni pubbliche sui pericoli che l’umanità stava correndo a causa del superamento dei limiti naturali dello sviluppo.Peccei vendette decine di milioni di copie di quel libro, ma dopo la sua precoce morte sarà dimenticato da tutti: dai potenti della Terra e dai tanti suoi seguaci ambientalisti. Semplicemente rimosso!Probabilmente, i suoi studi, i suoi libri furono considerati ostativi di un certo di tipo di sviluppo, che dilagò dopo ’89 e di cui si stanno scontando le conseguenze.Succede, specie alla gente onesta intellettualmente, ai veri filantropi. Figure sempre più rare nel panorama internazionale.Nemmeno certa “sinistra” si ricorda di questo autentico filantropo italiano, avendo preferito “adottare” quale novello “benefattore dell’umanità” George Soros, un finanziere d’assalto, il quale, dopo avere inflitto colpi durissimi alle finanze e alle economie di tanti Paesi (Italia compresa), vorrebbe salvarli con la sua “carità pelosa”, con finanziamenti ad ambigui personaggi, organismi e movimenti che si ritrovano in molte situazioni di crisi e/o che sono essi stessi fattori di crisi… (font: in “Occidente/Oriente- La Frattura” http://www.lafeltrinelli.it/…/frattura-occid)

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Scuola: Concorsi riservati anche per docenti infanzia e primaria, paritarie e IefP, educatori, insegnanti di religione, nuovi dirigenti tecnici

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Li chiede il sindacato Anief, che ha predisposto appositi emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19 ora all’esame della I e V Commissione della Camera. Marcello Pacifico (Anief): “Non si comprende la mancata parità di trattamento rispetto ai docenti che operano nella scuola secondaria, anche per dare l’opportunità di sanare il crescente contenzioso sull’abuso dei contratti a termine per la mancata applicazione della direttiva europea 1999/70/CE. Come è doveroso attivare il concorso riservato per dirigenti tecnici con almeno tre anni di servizio svolto” Va sanata il prima possibile l’ingiusta esclusione dal concorso riservato della scuola pubblica di diverse categorie di docenti, prevista dal Decreto Scuola, convertito nella Legge 159/2019 ed entrato in vigore il 19 dicembre scorso, in modo da permetterne l’accesso alle prove e l’inserimento nelle graduatorie per l’immissione in ruolo: la richiesta arriva dal sindacato Anief, attraverso due specifici emendamenti al decreto Milleproroghe 162/19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed ora all’esame della I e V Commissione della Camera per le modifiche migliorative. Il sindacato chiede l’avvio di un concorso riservato, come quello previsto per la scuola secondaria dalla Legge 159/19, da attivare con urgenza anche per il personale docente della scuola dell’infanzia e della primaria, in attività presso le scuole paritarie e IefP, oltre che educativo operante nei convitti, nonché per gli insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado, sempre se in possesso del servizio minimo prestato. L’estensione rappresenterebbe una garanzia di parità di trattamento, oltre che l’opportunità di sanare il contenzioso esistente sull’abuso dei contratti a termine per la mancata applicazione della direttiva europea 1999/70/CE, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

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Università: Il premier Conte annuncia l’assunzione immediata di 1.600 ricercatori

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Finalmente si torna a parlare di assunzione dei ricercatori universitari: lo ha fatto oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico dell’Ateneo di Firenze a Palazzo Vecchio. Lo richiede Anief da tempo, chiedendo di approvare la carta europea dei ricercatori e proponendo nel decreto Milleproroghe 162/19, in questi giorni all’esame della I e V Commissione della Camera, un emendamento allineato con le esortazioni del premier, subito avallate dal M5S, con il quale prorogare il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituire un albo nazionale dei ricercatori universitari.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il reclutamento dei ricercatori a tempo indeterminato e istituzione albo ricercatori universitari, ora annunciato anche dal premier Conte, sarebbe un primo passo importante per sbloccare il sistema accademico. Ma anche una risposta concreta alla Causa pendente presso la Corte di Giustizia europea sulla messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato, rispetto alla violazione della Direttiva n. 70/99 UE, attraverso la creazione di uno specifico albo nazionale rispettoso della Carte europea dei ricercatori”.Il Capo del Governo ha preso un impegno per stabilizzare un discreto numero di ricercatori che operano i nostri atenei: “Per immettere sin da subito nuovi giovani ricercatori nel sistema – ha detto il premier -, stiamo valutando, in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto ad immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori”, aggiungendo che si interverrà con un piano organico quinquennale.Conte, scrive Orizzonte Scuola, si è soffermato anche sull’internalizzazione degli Atenei italiani: “Nel nuovo Ministero dell’Università e della Ricerca, verrà istituita una specifica Direzione sull’internazionalizzazione con l’obiettivo di favorire l’ingresso di studiosi stranieri nel nostro Paese”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Immediata e positiva la reazione all’intervento del premier, da parte del primo partito di Governo: il M5S ha voluto far sapere di concordare “sulla necessità di varare un piano strutturale di riforme, che sappia guardare al lungo periodo, e che sia in grado tanto di fermare la fuga di cervelli italiani all’estero quanto di attrarre eccellenze straniere in Italia” aggiungendo che “l’immissione poi di 1.600 nuovi ricercatori è una misura che le persone che lavorano nelle Università e negli Enti di ricerca attendono da anni. Si tratta di impegni concreti che sosteniamo con convinzione, perché vanno nel senso di rimettere la ricerca scientifica al centro di ogni strategia per il progresso del Paese”.

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Capodanno Cinese 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Si celebra il 25 gennaio, Just Eat, app leader per ordinare pranzo e cena a domicilio in tutta Italia e nel mondo, racconta, grazie ai sui osservatori sul cibo a domicilio, il successo della cucina e delle specialità della tradizione cinese anche nel nostro Paese e nel mondo. Infatti, la Mappa del Cibo a Domicilio all’estero di Just Eat (2019) attesta quella cinese quale terza cucina più ordinata a livello internazionale e per Irlanda e Spagna è addirittura al primo posto, a testimonianza di un successo… planetario! Con uno sguardo più vicino, anche in Italia la cucina cinese piace molto ed è richiesta lungo tutta la Penisola. Quella cinese è infatti una delle cucine più amate a domicilio nel nostro Paese, posizionandosi al quarto posto (secondo la Mappa del Cibo a Domicilio in Italia di Just Eat, 2019) fra le più ordinate.Le richieste a domicilio di cucina cinese sono infatti cresciute del +30% anno su anno (dicembre 2019) con una buona propensione da parte delle persone sia di gustare i sapori più noti, che di scoprire ricette tipiche di un Paese così lontano. Si spiega così il successo del Bao, paninetto ripieno, dall’impasto morbido e con un caratteristico gusto leggermente dolce, dei Baozi, che con la loro chiusura a fiore nascondono all’interno ripieni molto versatili e dei Ravioli, con ogni probabilità il piatto cinese più celebre. La richiesta di questi cibi a domicilio è infatti cresciuta, secondo i dati di Just Eat, di circa +200% in un anno, un fenomeno agevolato anche dalla nascita di format food e di ristoranti monoprodotto come le raviolerie e dalla diffusione dello street food cinese. Nella sola Milano questa cucina è infatti cresciuta nel 2019 del +190% e il trend è forte anche a Torino, Bologna e Firenze.La cucina cinese è richiesta da nord a sud in Italia e secondo la classifica di Just Eat i “regni” di dominio di questo cibo sono, in classifica per quantità di ordini: Roma, Bologna, Torino, Milano, Genova, Firenze, Trieste, Ferrara, Pisa e Modena.In termini di trend, ovvero di città che dimostrano la maggior crescita di richieste di questa cucina, fra quelle analizzate da Just Eat lungo la Penisola nel 2019, è La Spezia con +105% a registrare il più alto livello di incremento di ordini, seguita da Foggia con +90%, Udine con +71%, Bari con +47%, Torino con +40%, Trieste con +39%, Bologna con +33%, Firenze con +31%, Genova con +30%, Roma con +18% e Verona con +13%.Un discorso a parte merita poi Milano, dove l’incremento è pari al +15% per la cucina cinese in generale, ma che guida il nuovo trend 2019 di Bao e Ravioli, con un filtro dedicato sull’applicazione, tra le cucine a disposizione.La cucina cinese ha i propri piatti must, conosciuti e diffusissimi, che hanno favorito la notorietà della gastronomia dell’Estremo Oriente e hanno conquistato i palati degli italiani. Gli involtini primavera sono infatti il quarto piatto preferito in Italia in assoluto a domicilio, dopo la classica pizza margherita, le patatine fritte e la pizza alla diavola. La top 10 dei piatti cinesi più gettonati invece vede, dopo gli involtini primavera, il riso alla cantonese (2° posto), i ravioli alla griglia di carne o di gamberi (3° posto), i ravioli al vapore con gamberi (4° posto), il pollo alle mandorle (al 5° posto), le nuvole di drago (al 6° posto), gli spaghetti di soia con verdure (al 7° posto), il pollo in salsa agrodolce (all’8° posto), gli spaghetti di riso con verdure (al 9° posto) e per concludere, il pollo con funghi e bambù (al 10° posto).A decretare il trend, ovvero i piatti con il maggior incremento di ordini nel 2019, sono i ravioli (con fino al +250% per quelli arrosto, artigianali, street food e brasati, e +135% per quelli vegetariani), seguiti da Bao e Baozi (+220%), noodles cinesi soprattutto con manzo (+130%), per concludere con il manzo piccante con verdure cucinate e mixate secondo varie ricette (+90%).Chi ordina cinese apprezza proprio i sapori unici dati dalla combinazione di ingredienti ed è così che nella scelta di ravioli, bao, mantou, noodles, riso e tofu sono in crescita quelli che contengono manzo arrosto, brasato piccante e con verdure. Impennata anche di tofu accompagnato da carne di manzo o maiale oppure in un’insalata, o affumicato. Le verdure stufate, in particolare le melanzane preparate secondo le diverse ricette regionali, sono anch’esse sempre più ordinate a domicilio.

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Terremoti: La risalita dei gas nella crosta terrestre

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

L’elio (He), il più leggero tra i gas nobili, può dare un importante contributo alla comprensione dei processi che controllano il trasferimento dei gas attraverso la crosta terrestre e può essere utile come strumento per investigare e monitorare le deformazioni delle rocce terrestri che, in alcuni casi, possono anche generare eventi sismici.
Questi sono i risultati di uno studio multidisciplinare dal titolo “Continental degassing of helium in an active tectonic setting (northern Italy): the role of seismicity” condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Università di Palermo, appena pubblicato sulla rivista internazionale “Scientific Reports” di Nature.“La produzione di elio radiogenico nella crosta terrestre (ossia quello prodotto dal decadimento naturale di uranio e torio) e la sua diffusione su scale temporali anche di milioni di anni può non essere il processo principale che regola il trasferimento di questo gas attraverso la crosta terrestre verso l’atmosfera”, affermano gli autori dello studio, coordinati da Antonio Caracausi, ricercatore dell’INGV. “Il trasporto di sostanze gassose attraverso la crosta terrestre, invece, può anche avere una componente episodica, determinata dalla deformazione di volumi rocciosi, cui può associarsi la sismicità”.I ricercatori hanno studiato le dinamiche che regolano questo fenomeno in aree continentali caratterizzate dalla presenza di terremoti, per capire se il degassamento attraverso la crosta terrestre fosse dominato solo da processi di diffusione su lunghe scale temporali o se fosse anche legato allo stato di deformazione e fratturazione delle rocce.
“Abbiamo analizzato i gas rilasciati in atmosfera dai vulcani di fango che si trovano nelle località di Regnano e Nirano, in provincia di Modena”, prosegue Antonio Caracausi. “Si tratta di strutture geologiche la cui formazione è legata all’emissione di fango misto ad acqua salata e gas, tra i quali metano, anidride carbonica, azoto e elio. Oltre alla composizione chimica, presso i laboratori geochimici della Sezione di Palermo dell’INGV abbiamo analizzato anche la composizione isotopica delle specie del carbonio e dei gas nobili presenti. Successivamente, l’Università di Palermo ha elaborato i modelli 3D dei serbatoi gassosi presenti nella crosta al di sotto dei vulcani di fango e che ne alimentano l’attività, unitamente all’assetto geologico-strutturale dell’area”. In questo modo i ricercatori sono riusciti a stimare i volumi di gas contenuti nei serbatoi naturali.
“Ci siamo concentrati sull’elio (He) che, essendo un gas nobile, è caratterizzato dalla cosiddetta inerzia chimica ed è, quindi, un ottimo tracciante della sorgente da cui deriva (mantello, crosta o atmosfera). Le diverse sorgenti, infatti, sono caratterizzate da un segnale isotopico nettamente differente e questo contribuisce ad identificare l’origine dei fluidi naturali”.
Gli isotopi di elio (cioè atomi del gas con massa differente) contenuti nei fluidi esaminati hanno evidenziato in maniera inequivocabile che questo gas nobile contenuto nei serbatoi naturali al di sotto dei vulcani di fango di Nirano e Regnano è di origine crostale e che il contributo di elio dal mantello o dall’atmosfera può considerarsi trascurabile.
Una volta calcolata la quantità di elio contenuta nei serbatoi naturali, è emerso che questa non può essere spiegata con l’accumulo dell’elio prodottosi nella crosta terrestre e trasferito poi nei serbatoi attraverso le rocce (sin dall’età di formazione dei serbatoi stessi da 1,8 a 4,5 milioni di anni). Gli autori, pertanto, affermano che “con studi sperimentali si è dimostrato che le rocce sottoposte ad uno sforzo rilasciano elio con maggiore facilità, grazie alla presenza di micro-fratture prodotte durante il processo di deformazione. Poiché l’area geografica studiata è sismicamente attiva, abbiamo innanzitutto indagato gli effetti delle deformazioni del suolo connesse alla sismicità locale, sulla base delle informazioni contenute nei cataloghi strumentali e storici dell’INGV”. “Il nostro studio”, afferma il ricercatore, “ha dimostrato che la produzione di elio radiogenico nella crosta e la sua diffusione su lunghe scale temporali può non essere il processo principale che regola il degassamento in aree continentali: i risultati dimostrano che il trasporto di sostanze volatili attraverso la crosta può anche avere carattere episodico, quindi impulsivo, in funzione della deformazione dei volumi rocciosi associata alla sismicità. L’importante conseguenza di questa ricerca è che l’emissione di elio può contribuire ad investigare e monitorare i cambiamenti nel tempo delle deformazioni crostali in funzione della tettonica. Questa specie gassosa può essere usata come tracciante geochimico per la comprensione della fase di preparazione dei terremoti laddove si abbia una buona conoscenza dell’origine dei fluidi nella crosta terreste, della dinamica della loro circolazione e dei processi che ne possono modificare quantità e composizione durante la loro migrazione verso la superficie”, conclude il ricercatore.

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Il sistema agroalimentare in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Il sistema agro­alimentare è inteso complessivamente come agricoltura, silvicoltura e pesca (ASP), anche per il 2018 si conferma settore chiave della nostra economia. La produzione (59,2 miliardi di euro in valori correnti), infatti, registra un aumento significativo pari all’1,8% rispetto all’anno precedente, legato a una lieve crescita dei volumi prodotti (0,6%) e a un consistente rialzo dei prezzi dei prodotti venduti (+1,1%). Tuttavia, si confermano stabili sia il valore aggiunto, a causa del forte incremento dei consumi intermedi (+4,2%) sia il peso complessivo sul sistema economico (2,2%). Al risultato positivo hanno contribuito tutte le componenti, con le variazioni più significative da parte di silvicoltura e pesca (rispettivamente con +3% e +2,6% in valori correnti), pur rimanendo marginali rispetto all’agricoltura, che da sola pesa per oltre il 94% sul totale.Questi alcuni dei dati contenuti nell’Annuario dell’agricoltura italiana 2018 e del Rapporto sul commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari 2018, elaborati dal CREA, con il suo Centro di Politiche e Bioeconomia.La presentazione di oggi evidenzia l’immagine di un comparto, che nonostante alcune criticità, presenta segnali di importante dinamismo, testimoniato dall’aumento degli investimenti fissi lordi (+4,2%), ma anche dalle buone le performance dell’industria alimentare, che pesa per l’11% circa sul valore aggiunto e per il 12% circa sull’occupazione del settore manifatturiero nazionale, registrando nell’ultimo decennio livelli di produttività (+9%) e indici della produzione industriale più elevati, rispetto al resto del sistema industriale. Aumenta lievemente il lavoro agricolo, con +0,8% delle unità di lavoro annue (ULA) impiegate, grazie alla crescita della componente dipendente (+2,5), che segnala la progressiva professionalizzazione dell’attività agricola. Risulta, inoltre, sempre più importante per le aziende la diversificazione delle attività produttive, che pesa per circa il 20% sul valore della produzione. Emerge inoltre che chi diversifica consegue migliori risultati economici. Ai buoni risultati ottenuti contribuiscono anche le numerose iniziative di carattere politico, con il livello di sostegno pubblico in agricoltura che ha superato i 12,7 miliardi di euro (+23%).Dal punto di vista strutturale, prosegue il percorso di ricomposizione della maglia aziendale, con l’aumento delle aziende di classi dimensionali elevate (oltre i 100.000 euro di Produzione Standard), che gestiscono circa metà della SAU totale. La superficie media aziendale che è salita a 11 Ha, anche grazie ad un lieve ripresa del mercato fondiario, e soprattutto al ricorso agli affitti. Anche gli ultimi dati di tendenza registrano la fuoriuscita di operatori: in calo le iscrizioni delle imprese agricole nei registri camerali (-6,4%).Indiscusso il ruolo ambientale dell’agricoltura, che è una delle componenti prioritarie della bioeconomia, di cui l’Italia è uno dei leader europei, con un fatturato stimato in oltre 322 miliardi di euro. La diffusione di pratiche sostenibili e il rafforzamento della componente forestale appaiono cruciali per il loro contributo a processi di mitigazione del cambiamento climatico. Cresce l’attenzione al ruolo di tutela paesaggistica, con numerosi riconoscimenti internazionali e nazionali, che favoriscono anche la crescita di attività collaterali come l’enoturismo, la cui disciplina è stata rinnovata di recente. Il sistema di qualità basato sulle indicazioni geografiche (300 prodotti alimentari e 526 vini) ha raggiunto un valore di mercato di primo piano, il cui export commerciale è minacciato dall’instabilità politica internazionale.Nell’anno, come evidenziato dal Rapporto sul commercio estero 2018, ancora una volta è stato l’export a fare da traino, con un aumento delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari del +1,4% rispetto al 2017, superando i 41,6 miliardi di euro, a fronte di una riduzione delle importazioni del -2% rispetto al 2017, attestandosi a 43,7 miliardi. Questa dinamica ha reso possibile la contrazione del deficit della bilancia agroalimentare, che per la prima volta scende sotto i 2 miliardi. Il principale mercato di riferimento è l’Unione Europea con 2/3 delle nostre esportazioni e oltre il 70% delle importazioni, seguito da Nord America e Asia. L’83% delle esportazioni riguarda prodotti trasformati o bevande, mentre 1/3 delle importazioni è costituito da prodotti primari in larga parte destinati all’industria alimentare. I prodotti del Made in Italy rappresentano oltre il 73% delle esportazioni.L’analisi dei primi nove mesi del 2019 evidenzia un’ottima performance delle esportazioni agroalimentari, con un aumento del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; tornano a crescere anche le importazioni agroalimentari (+1,4%). A trainare l’andamento positivo delle esportazioni, anche nel 2019, sono i prodotti trasformati e soprattutto le bevande, sia vino che altre bevande alcoliche e non alcoliche. Dal lato delle importazioni calano, invece, i flussi del settore dei trasformati. Il Nord America, principale mercato di destinazione Extra-UE, incrementa ulteriormente il proprio peso. I prodotti del Made in Italy, che rappresentano oltre il 73% delle esportazioni agroalimentari italiane, confermano il trend positivo. Molti dei principali prodotti, tra cui vino, prodotti da forno e formaggi, evidenziano, nell’intero periodo analizzato, tassi di crescita rilevanti.Infine, da oggi on line sul sito del CREA anche L’agricoltura italiana conta 2019, giunta alla 32° edizione, un affermato e agile strumento informativo sull’andamento del sistema agroalimentare italiano.

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LUISS Business School Energy: Ricerca sulle nuove competenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Roma giovedì 30 gennaio dalle ore 10:30 presso Villa Blanc sede Luiss Business School, in Via Nomentana 216, Roma, Aula Carlo Azeglio Ciampi Ricerca promossa da ManpowerGroup e Luiss Business School sulle nuove competenze e skills richieste nel settore dell’Energia, come effetto delle nuove traiettorie evolutive, a cui partecipano CEO e HR Director del comparto.

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Come ridurre la diffusione dell’influenza: i consigli degli esperti

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

1. Alimentarsi in modo corretto per garantire la giusta quantità di vitamine e sali minerali. Si consiglia di consumare almeno 3 porzioni di frutta e 2 di verdura fresca al giorno, in particolare kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori (meglio se crudi), broccoli, cavolo e verza.
2. Utilizzare aglio e cipolla nella preparazione dei cibi. Questi alimenti, infatti, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali, hanno proprietà antisettiche, fluidificano ed aiutano a eliminare il catarro.
3. Condire le pietanze con il limone al posto (o in aggiunta) dell’aceto oppure pasteggiare con una spremuta di agrumi. Questi frutti, grazie al contenuto di vitamina C, facilitano l’assorbimento del ferro presente in altri alimenti che, a sua volta, potenzia le difese naturali contro raffreddore, mal di gola e tosse.
4. Ricordare che le spezie svolgono un’azione vasodilatatrice che favorisce la sudorazione e la conseguente stabilizzazione della temperatura corporea. In particolare, curry, paprica e peperoncino sono fonti naturali di un importante principio attivo antinfiammatorio: l’acido acetilsalicilico.
5. Anche il brodo e altre bevande, se sufficientemente caldi, creano vasodilatazione e quindi apportano beneficio alle vie aeree superiori irritate, creando un effetto fluidificante su muco e catarro.
6. Non dimenticare l’importanza di integrare i liquidi. Occorre bere acqua e bevande salutari come l’infuso di rosa canina, che contiene vitamine, zinco, flavonoidi e tannini, oppure tisane tiepide dolcificate con miele.
7. Aprire le finestre più volte al giorno per almeno 15 minuti per favorire un buon ricambio di aria, ricordando che il ristagno e l’umidità favoriscono la proliferazione batterica. L’umidità dovrebbe assestarsi intorno al 50-60% perché un microclima troppo secco favorisce l’ingresso di germi e batteri nelle vie aeree, mentre troppo umido ne aumenta la proliferazione.
8. Mantenere un’ottima igiene del corpo, lavandosi spesso le mani. Scegliere con cura l’abbigliamento, vestendosi a strati ed evitando capi troppo pesanti poiché provocano abbondante sudorazione. Via libera alla lana sulla pelle, che offre un ottimo isolamento termico.
9. Fare attenzione agli sbalzi di temperatura. La differenza tra la temperatura interna ed esterna non dovrebbe mai superare i 10-15 gradi.
10. Evitare i luoghi troppo affollati, dove si moltiplicano le occasioni di contagio.
L’alimentazione è fondamentale, poiché migliora le difese immunitarie soprattutto grazie alle vitamine e agli antiossidanti contenuti in frutta e verdura e ai fermenti lattici vivi che si trovano in latte fermentato e yogurt”.

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Aumentano gli italiani che si trasferiscono all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Lo segnala l’Istat nell’ultimo Report Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente. In tutto sono 816mila gli italiani trasferiti all’estero negli ultimi 10 anni, oltre il 73% ha 25 anni e più; di questi, quasi tre su quattro hanno un livello di istruzione medio-alto. In dieci anni, secondo l’Istat, sono espatriati circa 182 mila laureati e l’età media degli emigrati è di 33 anni per gli uomini e 30 per le donne. «I nostri giovani sono le risorse migliori su cui l’Italia può puntare non solo per crescere, ma per diventare il principale competitor su scala mondiale- dichiara Antonio Marchese, vicepresidente esecutivo di Soft Strategy-. Perché continuare a perdere le menti migliori nell’indifferenza generale, perché non cercare di arginare la cosiddetta “fuga dei cervelli” all’estero? La soluzione per la crescita del Paese sono proprio loro. Il nostro esempio lo dimostra: puntiamo sui talenti migliori per galoppare l’epoca dell’industria 4.0 e della digitalizzazione dei processi anche in ambito pubblico, è anche grazie a loro che il Gruppo Soft Strategy in tre anni è stato capace di passare da 14 a 25 milioni di fatturato. E se aumenta il fatturato delle imprese aumenta la possibilità di investire e di conseguenza l’economia riparte. Noi crediamo molto anche nelle competenze presenti al Sud ed è per questo che nel 2019 abbiamo deciso di investire anche con la creazione di una nuova realtà, Soft Strategy Local Government con sede operativa a Palermo focalizzata sulla pubblica amministrazione locale». E mentre le menti migliori lasciano il Paese, continua a crescere il cosiddetto mismatch, ovvero il gap tra la domanda delle aziende che devono assumere e il livello di competenze che i giovani riescono ad offrire. Stando ai dati elaborati nell’ultimo Rapporto Excelsior di Unioncamere “La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2018”, Una delle informazioni più preziose contenute nell’indagine è proprio la valutazione operata dalle imprese sulla difficoltà di reperimento delle figure professionali da cui emerge che dall’analisi delle prime trenta professioni, si evidenza come nella filiera dell’elettronica e informatica si concentra una significativa richiesta di figure non facilmente reperibili sul mercato a diversi livelli di specializzazione (analisti e progettisti di software, esperti di apparecchiature informatiche, ingegneri elettrotecnici). «Al mercato del lavoro al momento mancano i profili giusti- dichiara Miriam Persico, Direttore Area Legal e risorse Umane di Soft Strategy-. Gli studenti che fanno percorsi di studi che hanno un’evoluzione in linea con i sistemi informatici sono pochi, per questo facciamo fatica a reperire risorse. All’interno dei nostri percorsi di formazione aziendale creiamo dei veri e propri vivai sostenendo e incentivando master di formazione attraverso i quali riusciamo a collocare nella nostra azienda i profili in base alle professionalità di ognuno». Se fosse necessario utilizzare un termine sintetico per catturare i fenomeni che stanno investendo il mercato del lavoro dei principali Paesi avanzati e dunque anche dell’Italia, il termine più appropriato sarebbe “cambiamento strutturale”, in quanto relativo alla struttura stessa della produzione e in particolare al rapporto tra impiego dei fattori di produzione (capitale e lavoro) e output. La digitalizzazione dei processi e il progresso tecnologico sono legati all’applicazione della rivoluzione digitale al settore produttivo. Non si tratta solo delle tecnologie relative alla cosiddetta industria 4.0 e all’impiego di robot in sostituzione del lavoro manuale, ma riguarda anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle implicazioni che ha per il mondo dei servizi, coinvolgendo professioni che sino a pochi anni fa sembravano immuni dalla minaccia tecnologica. «La chiave di volta per le aziende – conclude Persico- sono proprio i talenti migliori che questo Paese ha, su queste menti brillanti bisogna investire per arginare il fenomeno della fuga dei cervelli all’estero, una vera ricchezza che merita di essere valorizzata».

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Confirmo, la prima app che rende consapevole la firma digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Confirmo è una start up che ha ideato e realizzato il modo digitale attraverso cui verificare e certificare la comprensione di un documento prima di firmarlo. Si tratta di un’app, la prima nel suo genere, che permette all’utente di interagire, assistendolo durante il percorso di apprendimento delle informazioni e testando se queste ultime siano state recepite correttamente. I campi di applicazione sono diversi: dai consensi informati in ambito sanitario a quelli per il trattamento dei dati personali, dai prospetti informativi ai contratti e documenti nei settori bancario e assicurativo.L’obiettivo di Confirmo è quello di digitalizzare i processi relativi al consenso consapevole di un documento da firmare, favorendo maggiore comprensione, trasparenza e tutela legale.L’app è stata creata da giovani professionisti esperti nello sviluppo di software, strategie digitali e user experience. Marco Cappellini, esperto in digital transformation nel settore sanitario, ne è il fondatore e ha dato vita al progetto dopo avere constatato le difficoltà legate alla gestione dei consensi informati dei pazienti da parte degli operatori ospedalieri.Confirmo in questi giorni è stata selezionata dal Texas Medical Center a Huston con il quale ha avviato un progetto di collaborazione che ha l’obiettivo di rendere la start up italiana un progetto internazionale. È stata, inoltre, scelta tra più di 100 start up per il programma di accelerazione di LUISS ENLABS.

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Progetto triennale sulle terapie CAR T

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Inizieranno entro gennaio in 13 dei 26 IRCCS di Alleanza Contro il Cancro, come annunciato a ottobre dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, le attività del progetto triennale sulle terapie CAR T, le cellule (linfociti) del sistema immunitario che, dopo essere state prelevate dai Pazienti vengono espanse e ingegnerizzate in laboratorio per distruggere il tumore una volta reintrodotte nel corpo. Nel programma finanziato dal Ministero della Salute (10 milioni di euro stanziati in due anni) sono coinvolti a diverso titolo altri Enti non IRCCS come CNR, Fondazione Tettamanti e MolMed. Principale obiettivo del progetto è lo sviluppo di nuove terapie con cellule CAR T programmate per distruggere neoplasie attualmente non coperte dall’industria farmaceutica (tra queste Pancreas, Colon Retto, Mammella e Melanoma) e non efficacemente curabili in altro modo.«È un progetto assai ambizioso – spiega Concetta Quintarelli, coordinatrice del Working Group Immunoterapia di ACC – ma siamo confidenti di poter concludere lo sviluppo in due anni e di far entrare in sperimentazione clinica, entro tre anni, almeno un paio di farmaci innovativi». Nel mirino del gruppo di lavoro c’è anche l’immediata definizione di processi produttivi in grado di contenere gli elevati costi delle CAR T potenziando la loro attività anti-tumorale, «aspetto in realtà prioritario anche sull’individuazione di nuovi target».Accanto alla riduzione degli oneri di realizzazione e all’ampliamento del range di patologie trattabili, vi è anche la parallela necessità di contrazione dei tempi per l’accesso alle terapie, risultato ottenibile, e per questo inserito in agenda di progetto, passando da piattaforme autologhe, ove è quindi prevista la produzione di terapia genica per singolo Paziente, alla generazione di banche allogeniche. «Partire quindi da un donatore sano – ha concluso Quintarelli – per creare dosi di farmaci destinate a più Pazienti». Il Ministero della Salute sta parallelamente valutando la creazione e l’implementazione di strutture regionali per la produzione delle terapie cellulari in modo da offrire la possibilità ai Pazienti di accedere ai trattamenti con le nuove CAR T che verranno sviluppate nei prossimi anni.

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Carceri e riforma complessiva giustizia

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

“Meno carcere e più giustizia: il superamento definitivo delle criticità riscontrate dal Consiglio d’Europa nelle strutture di detenzione richiede una riforma complessiva del sistema giustizia, a partire dalla depenalizzazione dei reati minori e dalla revisione dei meccanismi di custodia preventiva, provvedimenti che inciderebbero in modo decisivo sul sovraffollamento cronico degli istituti” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani.“Solo nell’ultimo mese i Radicali sul territorio hanno visitato le strutture di detenzione di San Vittore, Secondigliano, Poggioreale: troppe volte abbiamo rilevato inadeguate condizioni di detenzione per gli ospiti e di lavoro per la polizia penitenziaria, novità. Da anni attendiamo invano un intervento davvero risolutivo, che non può non passare per una riforma a tutto tondo della giustizia. La credibilità di uno Stato si basa sul rispetto della legalità e sulla capacità di garantire la dignità di ogni persona: i problemi che affliggono il sistema di detenzione italiano non possono più essere ignorati”.

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Coronavirus: Governo intervenga a tutela cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

“Il governo italiano adotti al più presto misure per tutelare i cittadini dal coronavirus, che in Cina ha già migliaia di persone, provocando anche alcune vittime. L’Oms, data la situazione di emergenza, ha convocato per domani il comitato speciale per valutare il da farsi. Chiediamo che l’Italia intervenga in modo pronto ed efficace”. Lo chiedono in un’interrogazione alla Camera dei Deputati i deputati Giovanni Donzelli, Maria Teresa Bellucci, capogruppo della Commissione Affari Sociali e Salute, e Marcello Gemmato, segretario della Commissione Affari Sociali e Salute. “Secondo le notizie che apprendiamo, il virus si sta diffondendo in altre nazioni asiatiche ed ha coinvolto anche alcuni occidentali – sottolineano i parlamentari di Fratelli d’Italia – occorre assumere anche in Europa decisioni rapide al fine di evitare la diffusione di un virus pericoloso come quello della Sars che fra il 2002 e il 2003 ha provocato 800 morti in tutto il mondo. Il governo informi i cittadini sulle precauzioni da prendere e, per coloro in procinto di viaggiare verso l’Asia, sulla situazione nelle nazioni interessate – concludono Donzelli, Bellucci e Gemmato – è importante agire immediatamente”. (vedasi:
https://fidest.wordpress.com/2020/01/22/coronavirus-cinese-tutto-cio-che-ce-da-sapere/)

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Piano Nazionale Integrato Energia e Clima

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

In relazione alla pubblicazione della versione definitiva del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) inviato dal governo italiano alla Commissione europea, Greenpeace esprime disappunto e preoccupazione per un testo semplicemente insufficiente a contrastare l’emergenza climatica in cui viviamo.«L’Italia non è di certo sulla strada giusta per rispettare gli Accordi di Parigi. Ad una prima lettura del testo proposto dal governo si vedono aumenti quasi insignificanti per gli obiettivi di efficienza energetica e rinnovabili termiche, mentre il gas, uno dei responsabili della crisi climatica, continua ad essere il padrone indiscusso del futuro del nostro Paese», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Italia.Come dichiarato dal ministro Costa, il PNIEC potrebbe dover essere modificato a breve, poiché l’Ue rivedrà presto i propri obiettivi climatici ed i piani presentati dagli Stati Membri dovranno essere adeguati alle nuove indicazioni.«Non ha senso proporre un piano sostanzialmente già vecchio e dirsi disponibili ad aggiornarlo», continua Iacoboni. «Questa è l’ennesima volta che l’Italia perde l’occasione per esprimere una leadership nella lotta al cambiamento climatico. Anche perché non basta fissare obiettivi, servono strumenti per raggiungerli. Il governo dunque smetta di fare gli interessi della lobby del gas e del petrolio e inizi a schierarsi davvero dalla parte dei cittadini che ogni giorno subiscono inquinamento e crisi climatica», conclude.

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CWT Simplifies its EMEA Operations to Accelerate its Customer Service proposition

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Minneapolis. CWT, the B2B4E travel management platform, announces plans to simplify its EMEA operating model within four geographies this month. Following the successful move from a country to a cross-functional EMEA operating model across several major markets last year, CWT is to move its Greece, Morocco, Eastern Europe & Baltic local market management this month into cross-functional Market Management Teams.“I am delighted with the positive customer response we’ve had over the last year following adjustments made to our customer organization within Germany, Italy, Benelux, UK & Ireland, France, and Spain. Moving from Country Directors to Market Management teams has made us more agile and responsive to our clients’ needs across EMEA,” said Chris Bowen, CWT’s Managing Director, EMEA. “The cross-functional, local management approach has been successfully tried and tested over the last year —and well received by customers who see it as proof that CWT knows how innovate internally as well as with our service offering.”As part of these changes, the role of Country Manager has been removed for Greece, Morocco, Eastern Europe and The Baltics, incorporating Bulgaria, Hungary, Latvia, Estonia, Lithuania, Czech Republic, Romania and The Ukraine.As a result, the following people are leaving the company at the end of the month: Anthony Venios, Country General Manager Greece; Abdelhamid Bernoussi, General Manager Morocco; Carmen Alexandru, Country Manager Romania; Judit Kollar, General Manager Hungary; Jiri Homolka, Country Manager Czech Republic; Pauls Gusts, Deputy General Manager Latvia and Rasa Barisiene, General Manager Lithuania and Latvia. Kateryna Tarkhanova, Country Manager Ukraine; will leave the company at the end of February. “I thank Anthony, Abdelhamid, Carmen, Judit, Kateryna, Jiri, Pauls and Rasa for their hard work and dedication and wish them all the best in their future endeavors,” said Chris Bowen.

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Modern British Art Evening Sale

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Nicholas Orchard, Head of Modern British Art, Christie’s London and Will Porter, Head of Sale: “The Modern British Art Evening Sale launched the 20th Century auction series in London with a total of £7,772,000 / $10,095,828 / €9,093,240, selling 76% by lot with a spirited response to works with exceptional provenance, including from the Dr Jeffrey Sherwin Collection, The Jeremy Lancaster Collection and the Richard L. Weisman Collection. L.S. Lowry’s The Mill, Pendlebury from the estate of Leonard D. Hamilton, a medical researcher who played a key role in the discovery of the structure of DNA, drew lively bidding and achieved a price of £2,651,250 against a pre-sale estimate of £700,000-1,000,000. From the Collection of Richard L. Weisman, William Turnbull’s Hero II, depicted in 1968 by David Hockney in his portrait American Collectors, realised £671,250. Modernist painting had strong appeal throughout the evening with Ben Nicholson’s 1934 (white relief) (£995,250), John Piper’s Forms on White Ground (£371,250) and Richard Lin’s Painting Relief 27-7-64 (£212,500). William Roberts’s The Wiring Party realised £395,250 against a pre-sale estimate of £150,000, while Lawrence Atkinson’s Vorticist Composition set a world record at auction of £112,500. A further record was set for Matthew Smith’s vibrant portrait Connie Martin which sold for £212,500. We look forward to the Day Sale on 22 January and the Allen and Beryl Freer Collection on 23 January.” Artist Records Lawrence Atkinson, Vorticist Composition, £112,500 Matthew Smith, Connie Martin, £212,500

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America’s census looks out of date in the age of big data

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

A DOG-SLED or a snowmobile is the surest way to reach Toksook Bay in rural Alaska, where Steven Dillingham, the director of America’s census bureau, will arrive to count the first people in the country’s decennial population survey on January 21st. The task should not take long—there were only 590 villagers at the last count, in 2010—but it marks the beginning of a colossal undertaking. Everyone living in America will be asked about their age, sex, ethnicity and residence over the coming months (and some will be asked much more besides). This census has already proved unusually incendiary. An attempt by President Donald Trump to include a question on citizenship, which might have discouraged undocumented immigrants from responding, was thwarted by the Supreme Court. His administration has also been accused in two lawsuits of underfunding the census, thus increasing the likelihood that minorities and vulnerable people, such as the homeless, will be miscounted. America’s constitution mandates that a census take place every decade so that legislators “might rest their arguments on facts”, as James Madison put it in 1790. The government has become more reliant on this knowledge as its responsibilities have grown. In 2016 census data were used to direct some $850bn of funding for programmes such as Medicaid, food stamps, school lunches and roadbuilding. The results are also used to apportion seats in Congress, as well as by academics, genealogists and even supermarket chains deciding where to open new shops.Population counts long predate the founding fathers. Babylonians recorded their numbers on clay tiles as far back as 3800BC to work out how much food to grow. In ancient Athens administrators counted piles of stones, one added by each citizen, to gauge military capability and tax revenues. And Joseph and his pregnant wife Mary travelled from Nazareth to Bethlehem after Emperor Augustus decreed that “all the world should be registered”. By the 18th century, reliable and regular population counts were common in European countries, and enumerators (as census-takers are known) were being sent out to colonies around the world.A decennial survey of every household, as has just begun in America, is a tried and tested method. It provides a snapshot of an entire population. Citizens can state how they wish to be recorded and the resulting treasure-trove of data is publicly accessible. But the cost and scale of such an undertaking is growing. America’s previous census cost $92 per household, up from $16 in 1970 (in 2020 dollars). China mobilised an army of 6m enumerators to roam the country in 2010. The UN Population Fund calls a census “among the most complex and massive peacetime exercises a nation undertakes”.Migration and changing lifestyles are making it more difficult to reach everyone. Renters are trickier than homeowners to count reliably, because they move more often and live in less stable households. One study projected that this year’s American census could undercount the population by 1.2%, rising to more than 3.5% among black and Latino populations, who are less likely to own their home.Is there a better way? For the first time this year, Americans will be able to fill out the census online. This risks missing hard-to-reach groups such as indigenous populations and the old. It also introduces unforeseen headaches. In 2016 Australia’s census website crashed, leaving millions unable to submit their responses and venting their anger with the hashtag #censusfail.Nordic countries have ditched the unwieldy undertaking altogether, turning to other sources of information. In Sweden each citizen is given a personnummer, an identity number linked to government data on individuals’ health, employment, residence and more. These data are cross-referenced to produce statistics resembling the results of a traditional census. Denmark, Finland and Norway take the same approach. As societies share more information, wittingly or otherwise, new statistics can be produced. Mobile-phone records, for example, have been used to estimate commuting patterns. The Netherlands, meanwhile, conducts what it calls a “virtual” census. This is similar to the Nordic model, but also uses small-sample surveys to produce data not already held by the state, such as education levels and occupation.As long as each citizen has a unique identifier, such counts are cheaper to carry out—the Dutch government boasts that its census in 2011 cost just $0.10 per person—and can be done much more regularly. But the accuracy of the data is harder to guarantee. Population registers are never completely up to date and anyone not already on them will be missed. In Europe, two-thirds of countries are expected to use data from existing registers to some extent in the next round of censuses. This is up from just a quarter 20 years ago, according to analysis by Paolo Valente, a statistician at the UN.Making such a change is a slow process. Bernard Baffour, a researcher at the Australian National University, points out that it took decades for Sweden to implement a fully register-based census, partly because Swedes had to be reassured that their data were secure. As he puts it, “When a doctor asks how much you drink or smoke, are you happy for that to be linked with all the other information on you?” Frank de Zwart, a professor at Leiden University in the Netherlands, also criticises register-based censuses for neglecting a key political function of censuses. For minorities such as native Americans, filling out a census is a powerful assertion of their place in society. A virtual census would deny them this opportunity. That said, self-reporting is far from perfect: 177,000 Britons implausibly claimed to be Jedi knights in the census of 2011.Even though Britain does not have identity cards, common in the rest of Europe, in 2013 the government tried to replace the census with other administrative data it already held. An outcry from MPs and statisticians forced ministers to shelve the idea. The public had rejected an attempt in 2006 to introduce identity cards, and recent scandals such as the harvesting of personal data from Facebook deepened Britons’ worries about privacy. Iain Bell, the statistician in charge of the census at the Office for National Statistics (ONS), emphasises the importance of public trust in producing official figures: “If people don’t want a single register of the population, we have to respect that and look to other sources.” Francis Maude, then a government minister, told MPs in 2014 that he hoped the next census, due to take place next year, would be the last. In 2023, the ONS will report back on whether this is achievable.Political rows over America’s census have shone a light on a function of government that most people consider only a handful of times over their lives, but the results of which affect them every day. Recording each member of every household seems outdated in the age of big data, whether the data are held by governments or private companies. But in this sense, at least, America’s federal government is not big enough; its social-security system is too incomplete, and other information still too patchy, to replace the old-fashioned head-count. Will Mr Dillingham be the last enumerator to visit Toksook Bay? Don’t count on it. (font: The Economist)

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Quinto Forum mondiale sull’Olocausto a Gerusalemme

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

Questa settimana, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, si recherà con i leader di tutto il mondo in Israele per ricordare i 75 anni dalla liberazione di Auschwitz-Birkenau. Il Presidente parteciperà al Quinto Forum mondiale sull’Olocausto, incentrato sia sul ricordo delle vittime che sulla lotta all’antisemitismo nel mondo.Il presidente Sassoli visiterà anche il Parlamento Israeliano e incontrerà il Presidente del Knesset, Yuli-Yoel Edelstein.La settimana successiva il Parlamento europeo celebrerà, durante la sessione plenaria a Bruxelles, la giornata internazionale della Memoria sull’Olocausto. In quest’occasione, il Presidente Sassoli ha invitato la senatrice italiana Liliana Segre, sopravvissuta all’olocausto, a parlare all’evento del 29 gennaio.Prima della visita, il presidente Sassoli ha dichiarato:“L’Unione Europea è nata dopo gli orrori di Auschwitz, per riunificare l’Europa e garantire che le atrocità della Seconda Guerra Mondiale non accadessero mai più. Questa settimana andrò a Gerusalemme per rendere omaggio ai sei milioni di ebrei uccisi durante la Shoah, che ad oggi rimane uno dei più grandi crimini contro l’umanità.È preoccupante che le lezioni della storia vengano dimenticate. È con incredulità e immensa rabbia che assistiamo al ritorno del demone dell’antisemitismo in Europa e nel mondo. I recenti attacchi a Halle e a New York, le minacce contro i cittadini e i politici ebrei così come gli atti di vandalismo nei cimiteri e nei negozi di molti paesi europei, ricordano un periodo che speravamo fosse finito molto tempo fa.Questa settimana a Gerusalemme dobbiamo ricordare i momenti più bui della storia dell’Europa, ma anche discutere di come possiamo affrontare questa nuova ondata di odio e antisemitismo in tutto il mondo”.

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Mobility package: Transport Committee backs deal with EU Ministers

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 gennaio 2020

A deal between Parliament and Finnish Presidency negotiators on reforming the road transport sector was approved by the Transport and Tourism Committee on Tuesday. The revised rules for posting of drivers, drivers’ rest times and better enforcement of cabotage rules (i.e. transport of goods carried out by non-resident hauliers on a temporary basis in a host member state) aim to put an end to distortion of competition in the road transport sector and provide better rest conditions for drivers.The agreement keeps the existing limits to cabotage (three operations within seven days), but in order to tackle fraud, vehicle tachographs will be used to register border-crossings.To prevent “systematic cabotage”, there will also be a “cooling-off period” of four days before more cabotage operations can be carried out within same country with the same vehicle.
To fight the use of letterbox companies, road haulage businesses would need to have substantial activities in the member state in which they are registered. New rules will also require trucks to return to the company’s operational centre every eight weeks.
Since operators increasingly use vans to provide international transport services, those operators (using light commercial vehicles of over 2.5 tonnes) would also be subject to EU norms for transport operators and would need to equip the vans with a tachograph.
EU-wide rules on posting of drivers will give a clear legal framework, so that these rules can be easily applied in the highly mobile transport sector, to prevent differing national approaches and ensure fair remuneration for drivers.The agreed rules stipulate that posting rules apply to cabotage and international transport operations, excluding transit, bilateral operations and bilateral operations with one extra loading or unloading in each direction (or zero on the way out and two on return).
Better working conditions for drivers. The agreed text also includes changes to help ensure better rest conditions for drivers and allow them to spend more time at home.
Companies will have to organise their timetables so that drivers in international freight transport are able to return home at regular intervals (every three or four weeks depending on the work schedule).The mandatory rest period at the end of the week, known as regular weekly rest, cannot be taken in the truck cab, the agreed text says. If this rest period is taken away from home, the company must pay for accommodation costs. In exceptional cases, new rules will allow drivers to exceed the driving time under strict limitations to reach home to take their weekly rest, when they are very close to the home base.The deal will now need to be approved by EU ministers and then by the Parliament as a whole to enter into force.The rules on posting will apply 18 months after the entry into force of the legal act. The rules on rest times, including the return of drivers, will apply 20 days after publication of the act. Rules on return of trucks and other changes to market access rules will apply 18 months after the entry into force of act on market access.

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