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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Archive for 16 gennaio 2020

Green Deal: Parlamento dà suo supporto e spinge per obiettivi più ambiziosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Ieri il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul Green Deal europeo, così come presentato dal Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nel corso di un dibattito in Plenaria a dicembre. I deputati hanno accolto con favore il Green Deal e sono pronti a sostenere il piano di investimenti sostenibili. Chiedono anche un meccanismo di transizione adeguatamente finanziato per tutte le regioni dell’UE.Il Parlamento chiede una normativa ambiziosa in materia di clima e di portare al 55%, rispetto ai livelli del 1990, l’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di riduzione delle emissioni interne di GES (invece che “tra il 50% e il 55%”, come proposto dalla Commissione). Inoltre esorta la Commissione a presentare quanto prima una proposta in tal senso, onde consentire all’Unione di adottare tale obiettivo con largo anticipo rispetto alla COP26 di novembre. Infine, i deputati auspicano l’introduzione di obiettivi intermedi dell’UE per il 2040.Per prevenire il trasferimento delle emissioni di CO2, data la persistenza di diversi gradi di ambizione in campo climatico su scala mondiale, i deputati chiedono alla Commissione di lavorare a un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con l’OMC.I deputati sottolineano che modificheranno qualsiasi proposta legislativa per raggiungere gli obiettivi del Green Deal. Chiedono inoltre obiettivi più elevati per l’efficienza energetica, l’energia rinnovabile, inclusi, per quest’ultima, obiettivi nazionali vincolanti per ogni Stato membro, e una revisione di altre normative UE nel campo del clima e dell’energia entro giugno 2021. La risoluzione è stata adottata con 482 voti favorevoli, 136 contrari e 95 astensioni.

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Elogio della città: Dal luogo delle paure alla comunità della gioia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Roma mercoledì 22 gennaio 2020 – ore 17:00 Istituto della Enciclopedia Italiana – Piazza della Enciclopedia Italiana, 4. Con l’Autore Giovanni Maria Flick intervengono Luca Bergamo, Andrea Ferrazzi, Franco Purini, Salvatore Settis.Il crollo del ponte Morandi a Genova, l’incendio della guglia ottocentesca della Cattedrale di Notre-Dame, un rogo in una baraccopoli che provoca la morte di un lavoratore ghanese, migrante clandestino. Eventi e notizie da cui Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte Costituzionale, trae spunto per riflettere sulla città. Le sue riflessioni si sviluppano nel libro alla luce di due imperativi. Il primo, di natura biblica: rendere giustizia alla vedova, all’orfano, al povero, allo straniero…. Il secondo, tratto dalla Costituzione: la personalità dell’uomo si realizza nelle formazioni sociali che assicurano la pari dignità attraverso la garanzia dei diritti inviolabili e l’adempimento dei doveri inderogabili.
“Sono due indicazioni importanti – afferma l’Autore – frutto della saggezza della storia (la prima) e dell’impegno comune che nacque dalla guerra perduta e dalla Resistenza (la seconda). Sono vincolanti per tutti, ma in particolare per chi ha il compito di tradurre le idee e i desideri degli uomini nel linguaggio delle pietre, e per chi ha il compito di formulare le regole per quella traduzione. Per impedire che cadano le guglie e i ponti, ma anche per impedire che i diversi muoiano bruciati nelle baracche”.Tutela del patrimonio storico e tutela «dei diritti inviolabili dell’uomo lì dove svolge la sua personalità» – la città appunto – non possono contrapporsi. Devono integrarsi. La città può essere il luogo in cui scrivere il futuro delle generazioni. Le sue architetture, le sue periferie o centri storici, i suoi sviluppi possono segnare efficaci e concrete vie per costruire una società capace di vivere ed educare ai nostri valori costituzionali.
A differenza degli ultimi volumi dell’autore – Elogio della dignità (2015); Elogio del patrimonio (2016); Elogio della Costituzione (20184) – il titolo del nuovo libro ha, volutamente, un punto interrogativo. “Nell’alternarsi tra le maledizioni e le benedizioni della città – scrive ancora Flick – mi sembra giusto restare nel ragionevole dubbio di giuridica memoria, per non avallare soluzioni precostituite di ottimismo o piuttosto di pessimismo. Elogio della città? Lascio a chi legge valutare se questo dubbio – espresso dall’interrogativo – è in qualche modo giustificato ed è superabile”.

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“Gli incidenti stradali sono la causa più frequente al mondo di morti non naturali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

“È ormai diventato un problema planetario e bisogna agire subito per fermare questa strage”. A lanciare l’allarme è il presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Alberto Pallotti, che interviene sui dati diffusi dall’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’università di Washington a Seattle. Dati che fanno tremare: nel mondo ogni anno muoiono per incidenti stradali 1,2 milioni di persone e 54 milioni restano ferite. Ma quello che lascia più sconvolti è che negli ultimi trent’anni il numero di incidenti è salito del 15%, anche se meno letali. Dalla stessa ricerca si evince che il Paese più colpito dagli incidenti nel 2017 è stata, con oltre 261 mila vittime. «La nostra associazione ha lanciato una campagna internazionale per cercare di fermare questa strage che, nel silenzio generale, continuando imperterrita. Prossimamente creeremo una federazione mondiale di vittime della strada per esportare il nostro modello di lotta, che finora ha prodotto ottimi risultati. L’obiettivo è tentare di dimezzare entro dieci anni questi numeri paurosi e portarli da un milione di morti a 500 mila», dice Pallotti. Che continua: «Il nostro non è un obiettivo impossibile. Parleremo con la Cina e con i Paesi più colpiti per spiegare loro le strategie messe a punto nel nostro Paese per fermare la strage stradale, un percorso virtuoso che, anche se poteva essere portato avanti in modo migliore, dal 2000 a oggi ha tuttavia prodotto ottimi risultati». L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada è impegnata in questi giorni su più fronti. «Il 24 gennaio», spiega Pallotti, «saremo vicini alle famiglie delle vittime ungheresi che hanno perso la vita sull’A4, a Verona, perché il pullman sul quale viaggiavano è finito contro un pilone. Saranno presenti i responsabili delle varie sedi italiane dell’associazione. Inoltre, stiamo tentando di dare un sostegno alle famiglie delle sette vittime falciate da un’auto impazzita in Alto Adige durante il periodo di Natale».

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Italia che Cambia: Scuole Naturali e Ashoka Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

È ufficialmente iniziato il viaggio nella scuola che cambia per conoscere e documentare le esperienze di chi sta contribuendo a costruire un nuovo immaginario. Saliti a bordo del nostro ormai mitico camper, i nostri Daniel Tarozzi e Paolo Cignini sono partiti con l’educatore Danilo Casertano, ideatore di Scuole Naturali, per dare il via a questo progetto sostenuto da Ashoka Italia. Il nuovo viaggio alla scoperta delle scuole in cui si semina il futuro ha preso le mosse dal Friuli Venezia Giulia, precisamente da una delle Scuole Changemaker di Ashoka Italia.«L’Istituto Malignani di Udine dove ci troviamo è un posto straordinario – afferma Danilo Casertano – molto noto per l’aeronautica ma anche per una serie di altre innovazioni che porta avanti grazie a persone che qui vi lavorano molto bene unendo competenze didattiche, pedagogiche ed organizzative».«Quella di Udine – aggiunge Daniel Tarozzi – è la prima di 12 tappe che abbiamo organizzato da qui al mese di marzo. Un lungo viaggio per raccontare le scuole che cambiano. Sarà banale dirlo, ma se vogliamo cambiare l’Italia non possiamo che partire dalla scuola».«Questo viaggio nella scuola che cambia è un progetto collaborativo che vede protagonista la scuola italiana – spiega Luca Solesin di Ashoka Italia – Molti changemaker (studenti, famiglie, docenti, dirigenti scolastici e tutta la comunità scolastica) ogni giorno con la loro fantasia, passione ed impegno, rendono migliore la scuola italiana. Loro sono i pionieri dell’innovazione didattica, le Scuole Changemaker e i loro Change Leader sono l’esempio di un modello nuovo di fare scuola. Perchè cambiare la scuola italiana è possibile e necessario e dobbiamo raccontare questo cambiamento in atto per creare un nuovo immaginario».

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Scuola: Precariato, Anief chiede la “call veloce” da graduatorie di istituto provinciali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Per assegnare i ruoli entro il 31 agosto su tutti i posti vacanti e assumere i precari di prima, seconda e terza fascia, laddove le GaE sono esaurite, in attesa dell’esperimento del nuovo concorso ordinario e straordinario, in analogia a quanto già previsto nel decreto “salva-scuola”. Pronto l’emendamento al Mille-proroghe preparato dall’ufficio legislativo del giovane sindacato. Marcello Pacifico (Anief): Al record storico di supplenza bisogna rispondere con procedure eccezionali.La nuova procedura, prevista dal Decreto Scuola convertito nella L. 159/2019 sulla Call veloce ripresa anche dal neo ministro Lucia Azzolina, prevede che i supplenti presenti nelle graduatorie di merito e nelle GaE possano essere immessi in ruolo, su base volontaria, anche in un’altra regione diversa dalla propria, attraverso un elenco utile esclusivamente per assegnare i tanti posti vacanti che altrimenti andrebbero a supplenza. La nuova titolare del Miur si è da subito impegnata per realizzare in breve tempo il decreto attuativo, comprendente il nuovo regolamento per velocizzare questo genere di convocazioni, il quale permetterebbe di utilizzare proficuamente gli elenchi temporanei che si verrebbero creare già in occasione delle prossime immissioni in ruolo previste nell’estate 2020. Per Anief, questo provvedimento deve essere accompagnato da una misura analoga che intervenga per assumere anche i supplenti delle graduatorie di istituto, nelle more dell’esperimento delle prossime procedure concorsuali per evitare di chiamare 200 mila insegnanti con contratto a tempo determinato e subire nuovi costosi risarcimenti nelle aule dei tribunali, con ricadute negative pure sulla continuità didattica. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Considerando che ci sono soltanto 8 mila docenti nelle GaE, bisogna allargare la procedura della Call veloce alle graduatorie d’Istituto da cui sono chiamati molti dei supplenti annuali o al termine delle attività didattiche. In questo modo, ridurremmo considerevolmente il numero delle 170 mila supplenze annuali. Abbiamo già il personale della seconda fascia d’istituto abilitato, mentre per quello inserito nella terza fascia, destinatario del ruolo, basterebbe iscriverlo al percorso seguito dai vincitori del nuovo concorso straordinario. È una proposta logica e semplice in linea con quanto già avanzato durante la scorsa legislatura dall’attuale primo partito di maggioranza relativa. Lo chiederemo con forza al primo incontro con il ministro e lo proporremo come emendamento al prossimo Mille-proroghe”.
La nuova procedura prevede che i vincitori e gli idonei inseriti nelle graduatorie dei concorsi e delle Graduatorie a Esaurimento (sia infanzia primaria che secondaria) potranno, su base volontaria, per l’. A.S. 2020/21 presentare istanza per i posti di una o più province di una medesima regione, per ciascuna graduatoria di provenienza. “Le immissioni in ruolo – spiega oggi Orizzonte Scuola – saranno effettuate entro il 10 settembre di ciascun anno”, su posti residuali rispetto allo scorrimento dell’ordinamentale doppio canale. Inoltre, per tutti coloro che faranno registrare un esito positivo del periodo di formazione e di prova, scatterà “la decadenza da ogni graduatoria, ad eccezione delle graduatorie di concorsi ordinari per titoli ed esami di altre procedure, nelle quali l’aspirante sia inserito”. Infine, “il docente assunto con questa procedura avrà un vincolo di permanenza di cinque anni nella sede di servizio di assunzione. Secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola, non sarà possibile richiedere né mobilità né assegnazioni provvisorie”.

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Scuola: Concorso straordinario

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

In occasione di un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, tra le varie tematiche ha affrontato anche quella dell’esclusione di molti docenti dal concorso straordinario. Infatti, il sindacato ha chiesto di ampliare la categoria dei partecipanti al concorso riservato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “se la volontà politica era quella di risolvere la supplentite, a questa procedura deve essere garantita la partecipazione più ampia possibile a tutti i supplenti della scuola. Bisogna necessariamente rivedere nel primo provvedimento utile i paletti che sono stati messi: per esempio si escludono i docenti di religione dal concorso riservato, il personale docente dell’infanzia e della primaria, delle paritarie e percorsi regionali. Quindi abbiamo delle graduatorie, che fortunatamente saranno provinciali come chiedeva l’Anief, allora usiamole per assumere subito di ruolo questi supplenti”.

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Scuola: Stipendi, se passa il taglio del cuneo fiscale aumento di 80 euro per un milione di docenti e Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Si intravede uno squarcio di luce per gli stipendi dei dipendenti, in particolare per quelli della scuola che percepiscono tra i redditi più bassi sia rispetto ai colleghi d’oltreconfine sia all’interno del comparto pubblico: i tecnici del Mef starebbero lavorando al decreto attuativo per il taglio del cuneo fiscale, con possibili estensioni dei beneficiari dagli attuali 26.600 euro fino a coloro che percepiscono redditi superiori a 35 mila euro e forse anche di più. Per fine settimana potrebbe già esserci l’incontro con i sindacati.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, accoglie positivamente la possibilità di incrementare gli stipendi attraverso tale modalità, a patto però che “siano garantiti all’interno del rinnovo del contratto, quindi non come una concessione transitoria legata al Governo di turno. Poiché siamo tutti d’accordo sull’indispensabilità di tale incremento, è bene che diventi permanente e quindi strutturalmente inglobata nelle buste paga dei dipendenti. È bene anche che lo si faccia subito, stanziando le risorse nel Documento di Economia e Finanza di primavera”L’operazione del taglio del cuneo fiscale potrebbe stavolta riguardare molti più lavoratori rispetto alla platea ristretta prevista durante il Governo Renzi.

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Scuola: Ata e Dsga facente funzione: Bisogna riconoscere il merito di chi opera da anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Intervistato da Orizzonte Scuola, il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, ha, tra i vari argomenti, parlato del personale Ata, in particolare del problema inerente alla partecipazione al concorso Dsga degli assistenti amministrativi facenti funzione senza laurea
Durante l’intervista, il presidente Anief ha affermato che “il personale Ata sta soffrendo delle disattenzioni del legislatore. Il problema non si risolve con la stabilizzazione dei lavoratori delle cooperative. Restano 45 mila Ata precari, rimangono più di 3mila facente funzione nel ruolo di Dsga che portano avanti le nostre scuole e hanno diritto a una formazione e a una stabilizzazione, oltre agli assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Ci sono poi quei profili professionali mai attivati che sono però sul contratto: Anief ha conteggiato almeno 20mila posti nuovi da attivare”. Infatti, si ricorda che Anief porta avanti questa battaglia, poiché sono previsti per il personale Ata ben due profili dell’Area C (rispettivamente per gli Assistenti Amministrativi e per gli Assistenti Tecnici) e uno dell’Area As (Servizi Scolastici) che a oggi non sono mai stati attivati né previsti negli organici dal Ministero dell’Istruzione.

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Piattaforma globale per la gestione dei viaggi basata su open API per la Cina

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Shanghai. CWT, lo specialista globale nella gestione dei viaggi B2B4E, annuncia il lancio della piattaforma di punta myCWT in Cina, ponendo così l’ennesima pietra miliare nel suo percorso di semplificazione del business travel per le aziende e i loro dipendenti in tutto il mondo. L’operazione rende CWT il primo travel management provider globale a implementare una piattaforma omni-channel basata su open API realizzata su misura per il mercato cinese e le sue specifiche esigenze. “Su scala mondiale, il nostro obiettivo è offrire la migliore esperienza professionale nei viaggi d’affari e abbiamo fatto significativi investimenti sulla nostra piattaforma myCWT per creare una proposta di prim’ordine”, ha dichiarato Kurt Ekert, President e CEO di CWT. “Considerando lo stile di vita cinese, decisamente high-tech e orientato all’uso dei dispositivi mobili, siamo entusiasti di lanciare una customer experience digitale che aiuta clienti e dipendenti a sviluppare tutto il loro potenziale in questo scenario dinamico”.In collaborazione con numerosi partner cinesi specializzati nel travel, nella tecnologia e nell’e-commerce, CWT ha adattato accuratamente myCWT per l’impiego nel Paese asiatico. La piattaforma è in grado di valutare le esigenze e le sfumature uniche di questo mercato – dai contenuti, ai pagamenti e alle capacità di integrazione – mantenendo al contempo l’esperienza dell’utente coerente con l’offerta globale di CWT. La sua architettura open API consente una facile integrazione con applicazioni di terze parti e con i sistemi interni dei clienti, consentendo a CWT di fornire un’ampia selezione di prodotti, servizi e contenuti. “In Cina, myCWT è stata strutturata espressamente per aderire alla realtà locale, tenendo conto delle priorità e delle aspettative dei nostri clienti e dei loro dipendenti”, ha affermato Albert Zhong, General Manager China di CWT. “Vogliamo essere certi di offrire un’esperienza digitale che non sia seconda a nessuno. Combinata con la nostra profonda competenza e la capacità di offrire assistenza in tutto il mondo, questa piattaforma fa di noi il partner perfetto tanto per le aziende cinesi in rapida crescita e in espansione verso l’estero, quanto per le multinazionali globali che necessitano di aiuto per gestire i loro viaggi in Cina”.“Nel 1996, CAS e CWT hanno lavorato insieme per introdurre nel Paese il concetto di managed corporate travel”, ha aggiunto Qu Li, Board Chairman di China Air Service (CAS), partner della joint venture CWT in Cina. “Da allora, abbiamo continuato fianco a fianco il nostro percorso pionieristico, offrendo al settore diverse novità assolute. Il lancio della piattaforma myCWT rafforza ulteriormente la nostra partnership e l’impegno per elevare l’esperienza di viaggio in questo mercato”.

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Arretratezza digitale in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Prima la Finlandia, ultima la Bulgaria e non troppo distante (24esima su 28 Paesi dell’Unione) è l’Italia sul processo di digitalizzazione nell’analisi della Commissione con la diffusione dell’indice dell’economia e della società digitale (DESI), un documento che sintetizza gli indicatori pertinenti sulle prestazioni digitali dell’Europa e tiene traccia dell’evoluzione degli Stati membri dell’UE nella competitività digitale. “La riflessione sull’approfondimento del tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione proposta dalle giornaliste Milena Gabanelli e Rita Querzè su Corriere- commenta Domenico Picciano, Head of Public Sector Ntt Data Italia (la multinazionale con base in Giappone, che ha 8 uffici e 3500 dipendenti in Italia, ha contratti attivati in 10 regioni italiane ed ha vinto due dei 5 lotti di gara indetti da Sogei per la fornitura dei sistemi gestionali integrati)- è il nostro monito per invitare a riflettere non solo sull’evoluzione digitale del Paese, ma anche su quella economica. È fondamentale capire che digitalizzazione non significa dematerializzazione quando si guarda al dato riguardante lo scarso utilizzo dei sistemi da parte dei cittadini si dovrebbe ragionare proprio su questo. Un procedimento amministrativo non ripensato e ridisegnato con un approccio digitale non è utile”. Il risparmio stimato da Confindustria Digitale quantifica in circa 30 miliardi di euro l’anno i costi dell’inefficienza pubblica, pari a 2 punti di Pil. I benefici che produrrebbe la trasformazione digitale della pubblica amministrazione italiana li ha calcolati il Politecnico di Milano: 25 miliardi di euro l’anno al bilancio dello Stato. A che punto siamo? -è la domanda che arriva dalle pagine del Corriere. “Nonostante tentativi lodevoli, fino ad oggi è mancata una visione d’insieme di lungo periodo- risponde Picciano- . Per vedere quanto la strada della digitalizzazione sia ancora lunga basta confrontare la differenza che c’è tra prenotare un volo online e richiedere un contributo alla pubblica amministrazione in maniera telematica. Fortunatamente ci sono anche degli aspetti positivi, come i sistemi di interoperabilità e gli Open Data, ambiti in cui miglioriamo di anno in anno”

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Distribuzione moderna e sostenibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

La Distribuzione Moderna è già impegnata nel campo della sostenibilità ambientale e sociale e sta sviluppando nuovi progetti. Il 60% dei Gruppi della Distribuzione, un dato molto maggiore rispetto alla media nazionale, riconosce come strategica la sostenibilità, con obiettivi principali come la riduzione della plastica, la diminuzione delle emissioni, la tutela del benessere animale, la tracciabilità della filiera nei prodotti a Marca del Distributore (MDD).E’ quanto emerso oggi nella conferenza stampa in cui The European House – Ambrosetti e Associazione Distribuzione Moderna (ADM) hanno anticipato i messaggi chiave del position paper “Il contributo della Marca del Distributore alla sfida dello Sviluppo Sostenibile e del Paese” che verrà presentato nel corso del Convegno di apertura della fiera MarcabyBolognaFiere, che si terrà a Bologna il 15 gennaio 2020.Il documento presenta 10 messaggi chiave che definiscono la sostenibilità e la Responsabilità Sociale d’Impresa per la GDO e, in particolare, nell’ambito della Marca del Distributore. I risultati illustrati nello studio emergono da interviste a Business Leader e da due survey, una ai Vertici della Distribuzione (che rappresentano 84% del fatturato del settore), l’altra alle aziende fornitrici della Distribuzione con un fatturato inferiore a 150 milioni di Euro, integrate dall’analisi dei bilanci di un campione di 415 aziende partner della Marca del Distributore (vedi slide Presentazione allegate in cartella stampa).
La sostenibilità nella GDO è un dato di fatto. Già oggi, ad esempio, il supermercato medio sta sistematicamente riducendo i consumi di energia elettrica (-30% dal 2005 al 2017 e -2,9% nel 2018) e il consumo di acqua (112 milioni di litri in meno all’anno); ha inoltre aumentato il recupero di eccedenze alimentari attraverso donazioni di 6 volte negli ultimi 7 anni.Il maggior dinamismo nel campo della sostenibilità si evidenzia nei prodotti a Marca del Distributore, un settore che vale 10,8 miliardi di fatturato nel 2019 e il cui sviluppo negli ultimi 16 anni spiega l’80% della crescita realizzata nello stesso periodo dall’intera industria alimentare nel mercato domestico.Una sostenibilità che si evidenzia non solo nei prodotti, che si mostrano sempre più vicini alle nuove esigenze dei consumatori, ma soprattutto nella filiera alimentata dai prodotti della MDD: l’analisi dei bilanci del campione rappresentativo delle aziende fornitrici della MDD negli ultimi 6 anni dimostra che queste ultime hanno performance economiche, occupazionali e reddituali migliori delle altre aziende del settore alimentare. Una performance che aumenta al crescere della quota di fatturato generato con la Marca del Distributore, a dimostrazione di quanto la MDD sia in grado di dare un impulso positivo a tutto l’indotto che coinvolge.A dimostrazione dell’ampiezza e dell’intensità con la quale vengono perseguiti gli obiettivi di sostenibilità in relazione alla MDD, quest’ultima risulta dallo studio di The European House – Ambrosetti uno dei pochi settori che impattano, direttamente o indirettamente, su tutti i 17 Sustainable Development Goal (SDG) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.Ma cos’è sostenibilità per la GDO attraverso la MDD? ADM ha individuato una propria definizione, condivisa con The European House – Ambrosetti: esprime la volontà di essere di indirizzo per lo sviluppo sostenibile del Paese, di avere rapporti costruttivi con i fornitori per metterli nella condizione di fare investimenti in logica di sostenibilità, con la finalità di divenire essi stessi più sostenibili e di offrire prodotti coerenti con le nuove esigenze dei consumatori, generando in questo modo una filiera responsabile e attivando un circolo virtuoso da cui tutti, imprese, cittadini e società, traggano beneficio (Vedi nota allegata “Le nuove parole”). La relazione con i fornitori è quindi la chiave di volta per la sostenibilità della Marca del Distributore. Per questo non saranno più definiti “copacker” ma “MDD partner”. Una questione solo apparentemente semantica, ma in realtà di sostanza. Perché è di autentica partnership che stiamo parlando, finalizzata al successo di entrambe le parti per portare vantaggi al consumatore.

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Nuovo General Manager di Zentiva Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Zentiva Italia annuncia la nomina di Cinzia Falasco Volpin a General Manager. Falasco Volpin vanta una lunga esperienza lavorativa, durante la quale ha ricoperto diversi ruoli chiave come Chief Finance Officer e Board Member in aziende quali Apple, Autogrill e, negli ultimi 11 anni, nell’industria farmaceutica.Durante la sua precedente esperienza come Amministratore Delegato di Mylan Italia, ha contribuito a rendere l’azienda tra i leader di mercato nel settore dei farmaci equivalenti. Ha gestito, inoltre, l’integrazione di due importanti società nel settore farmaceutico, posizionando Mylan tra le prime aziende nel primary care, nelle principali aree terapeutiche quali Cardiologia, CNS, Dermatologia, Ginecologia e OTC – Consumer Health.La nomina arriva a un anno dall’acquisizione di Advent International, in un momento cruciale in cui Zentiva Italia si pone ambiziosi obiettivi di consolidamento e di sviluppo del business per diventare un punto di riferimento per la salute del cittadino e leader nell’ambito del primary care.Nei prossimi mesi Zentiva proseguirà il suo percorso di crescita, proponendo nuove attività e progetti differenzianti, servizi di customer engagement e ampliando il proprio portfolio di prodotti: tutto questo in linea con la qualità e l’innovazione, valori che da sempre contraddistinguono l’operato dell’azienda, impegnata a garantire il diritto alla salute, offrendo farmaci sicuri ed efficaci, collaborando alla sostenibilità del SSN e affermandosi come un partner affidabile per i farmacisti e per tutti gli operatori del settore sanitario.

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Dal Naviglio interno all’idrovia Milano – mare

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Milano Mercoledì 29 gennaio Ritrovo ore 17.15 Via Piero e Alberto Pirelli, 22 (Guardiola dei custodi piano terra) mostra “Una storia civile” in Occasione del V Centenario Vinciano l’Università di Milano – Bicocca con le Guide culturali Maurizio Brown e Pietro Redondi. Le vie d’acqua artificiali hanno una storia che merita di essere conosciuta e raccontata perché riguarda la società nel suo insieme, i suoi modelli di sviluppo, gli opposti interessi che vi giocano, i rapporti di forza. Una storia civile. Un caso esemplare ce lo offre la vicenda che questa mostra ricostruisce e che ha per protagonisti a Milano due canali navigabili completamente differenti tra loro. L’uno, un monumento della scienza idraulica, vero e proprio prototipo rinascimentale di canale navigabile, non esiste più. L’altro, una moderna e ambiziosa idrovia di grande navigazione per unire Milano al mare, non esiste ancora, è rimasto incompiuto. Due vie navigabili diverse, ma dai destini incrociati e con un finale aperto per entrambe: il rilancio dell’una come dell’altra è attualmente oggetto di studi e dibattiti. Accanto alle immagini di ieri, tratte da archivi anche inesplorati come il Fondo Codara della Biblioteca del Museo Civico di Storia naturale di Milano e quello del Consorzio del Canale Milano-Cremona-Po dell’Archivio di Stato di Milano, questa mostra conduce il visitatore fino alle odierne ricerche e soluzioni avanzate rispettivamente dal Politecnico di Milano e dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po allo scopo di far rivivere due opere idrauliche concepite dai nostri predecessori in quanto di “pubblica utilità”. Contributo per Italia Nostra € 10,00 Iscrizioni entro mercoledì 22 gennaio 2020

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Ilva e il ruolo dello Stato

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

La crisi e l’irrisolta questione della franco-indiana ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto pongono al centro il futuro della politica industriale in Italia e in Europa. Oltre alle molto dolorose conseguenze occupazionali, sociali, politiche e legali. L’Unione europea è la prima produttrice al mondo di beni strumentari e di prodotti industriali. In molti settori è anche all’avanguardia dell’innovazione tecnologica. Una forza che si basa principalmente sull’iniziativa privata delle imprese di media dimensione, che rappresentano l’asse portante dell’economia. Una componente che finora ha potuto dialogare in modo produttivo con le restanti imprese di grandi dimensioni nei settori storici delle attività industriali che si sono grandemente sviluppate dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante tutte le difficoltà, l’Italia è ancora il secondo paese manifatturiero d’Europa. Da noi, però, l’onda lunga partita nel 1992 con le discutibili privatizzazioni delle Partecipazioni Statali sta “travolgendo” le grandi imprese industriali italiane. Si è assistito, quindi, alla progressiva perdita di controllo di Ilva, Fiat, Pirelli, Magneti-Marelli, ma anche di molte aziende simbolo del Made in Italy, come quelle dell’alimentare, della meccanica e della moda. Lo stesso è successo anche nel sistema bancario italiano, già di per sé fragile in mezzo ai giganti bancari internazionali too big to fail.In quest’ottica, l’industria dell’acciaio è emblematica. Per un lungo periodo ha avuto un’importanza strategica nell’economia europea e italiana e ha promosso innovazione, crescita e occupazione. La crisi economica, figlia dello sconquasso finanziario globale del 2008, ha determinato un crollo nelle produzioni e nei commerci mondiali che hanno colpito tutti i settori economici, in primis quello dell’acciaio. Come è noto, esso è strutturalmente legato ai settori dell’auto, delle costruzioni, dell’elettronica e delle industrie rinnovabili. In questo periodo la siderurgia europea ha perso il 27% della produzione e oltre 40.000 posti di lavoro. Tanto che persino la Commissione europea ha dovuto impegnarsi con specifici programmi di rilancio.Oggi l’Europa, con 168 milioni di tonnellate annue, è ancora la seconda produttrice di acciaio, pari al 10% del totale mondiale.
La Cina, però, produce più della metà di tutto l’acciaio! In Europa il settore rappresenta l’1,3% del pil. Nell’insieme dà lavoro a quasi 2,5 milioni di persone. Direttamente a circa 330.000. E’ un settore ad alta intensità di capitale che investe ogni anno circa 4 miliardi di euro in macchinari più moderni. Nei costi di produzione dell’acciaio la parte relativa all’energia rappresenta il 40%. E l’industria europea, purtroppo, paga prezzi per l’energia più alti dei suoi concorrenti. E’ un problema che il governo dovrebbe affrontare perché riguarda l’intero comparto industriale nazionale.In Italia l’industria siderurgica, con circa 33.000 occupati, rappresenta il 2% dell’occupazione manifatturiera. L’80% della produzione avviene già con il sistema a forno elettrico, che è molto meno inquinante rispetto a quello a ciclo continuo con altoforno.L’ex Ilva di Taranto è il più grande impianto a ciclo continuo d’Europa, produce 4,5 milioni di tonnellate annue e occupa 8.200 persone, con un indotto molto vasto. Il nuovo piano industriale deve essere una transizione verso la de carbonizzazione. La grande sfida è di mettere in campo riconversioni verso forni a idrogeno. La sostenibilità ambientale e la difesa della salute non possono in nessun modo essere messe in secondo piano. La crisi del settore a livello mondiale sarebbe dovuta a una sovrapproduzione rispetto alla situazione di stagnazione economica generalizzata. Detto ciò, però, la Cina, aumentando costantemente la sua produzione a prezzi più bassi, inevitabilmente mette in difficoltà i produttori europei. L’Europa, quindi, rischia di diventare dipendente dalle forniture estere di un materiale fondamentale per la sua economia. Senza considerare le garanzie e la qualità del prodotto importato. Di conseguenza, i produttori europei sono in crisi e molti hanno deciso di tagliare produzione e occupazione. Anche le loro azioni sono in caduta nelle borse. Secondo noi, l’Organizzazione Mondiale del Commercio non può essere indifferente nel gestire la qualità dei prodotti commerciati. Per esempio, la British Steel, in bancarotta, è stata acquistata da un’impresa cinese. Altre acciaierie, se dovessero chiudere, rischiano di essere smantellate e trasportate in Cina, in India o in altri paesi, dove i controlli di qualità, il rispetto della salute e dell’ambiente e i diritti sindacali e civili sono spesso lacunosi. Questa è stata anche la “strada dissestata” delle localizzazioni, già sperimentata dagli stessi Stati Uniti alla ricerca di costi più bassi. Il risultato per Washington sono stati dei deficit nei commerci di beni (senza i servizi) per centinaia di miliardi di dollari. Nel 2018 il deficit è stato di quasi 900 miliardi! Se alcuni settori industriali e altre infrastrutture sono considerati strategici, allora è necessario che restino attivi e sotto il controllo nazionale ed europeo. Non si tratta di ritornare a un passato in cui si producevano i “panettoni di Stato” ma, se fosse necessario, e non vi fossero imprenditori all’altezza, la partecipazione pubblica non solo è auspicabile ma inevitabile. Non scordiamoci mai che l’Italia e l’Europa dovranno confrontarsi con la potenza economica cinese la cui gestione è notevolmente politica e statale. Per non parlare degli Stati Uniti che, al di là della retorica neoliberista, ha una fortissima presenza statale nei settori considerati di interesse nazionale. Basti pensare che il solo bilancio militare del 2019 è di oltre 700 miliardi di dollari. In Europa, la Francia e la Germania non sono mai “arrossite” quando lo Stato è intervenuto come azionista stabile nei settori privati. Anche noi, come fanno le loro banche d’investimento,dovremmo mettere in campo la Cassa Depositi e Prestiti ogni qualvolta si reputi indispensabile difendere i livelli di produzione e di occupazione. Intanto il nostro paese, la partita Ilva non la può perdere. (Mario Lettieri già sottosegretario all’economia e Paolo Raimondi economista)

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Il Gruppo RAJA porta a termine l’acquisizione di JPG, Bernard, Mondoffice e Kalamazoo

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Gruppo RAJA, numero uno in Europa nella distribuzione di imballaggi, forniture e attrezzature per le aziende, annuncia la conclusione dell’acquisizione di quattro società del gruppo americano Staples Solutions: JPG, Mondoffice e Kalamazoo, società specializzate in Francia, Italia e Spagna nella distribuzione di forniture e mobili da ufficio, nonché Bernard, leader francese sul mercato nel settore dell’igiene e della manutenzione per le imprese. La conclusione di questa acquisizione, la più importante operazione di crescita esterna del Gruppo, fa seguito all’ottenimento delle autorizzazioni normative. Questa acquisizione si inscrive nella strategia di aumento delle vendite, di ampliamento della clientela e di diversificazione dell’offerta del Gruppo RAJA. Con il rilevamento di queste quattro società, il Gruppo RAJA riesce ad entrare in modo significativo e rapido in alcuni dei mercati principali della distribuzione professionale: le forniture, le attrezzature e i mobili da ufficio, così come i prodotti per l’igiene e la manutenzione. Si tratta di un grandissimo passo avanti nella strategia del Gruppo, che conferma la sua ambizione di rappresentare una soluzione “one-stop-shop” per le imprese: un referente professionale unico per tutte le esigenze di imballaggio, forniture e attrezzature per ufficio, nonché per attrezzature industriali.
Le quattro aziende acquisite hanno realizzato un fatturato consolidato di 320 milioni di € nel 2018 e propongono ai loro clienti un’offerta composta da quasi 100.000 prodotti, con 1.000 collaboratrici e collaboratori all’attivo. Queste acquisizioni permetteranno al Gruppo RAJA di superare il tetto di fatturato del miliardo di euro nel 2020, di riunire 3.000 collaboratrici e collaboratori e di proporre un’offerta completa di 200.000 prodotti ai suoi clienti.”Questa acquisizione, conclusa a tempo record, rappresenta un investimento significativo che integra in modo perfetto la nostra offerta di prodotti e che accelera la realizzazione della nostra strategia in Europa”, afferma Danièle Kapel-Marcovici, presidente e direttore generale del Gruppo RAJA. I team di JPG, Bernard, Mondoffice e Kalamazoo lavoreranno alla ricostruzione della loro autonomia operativa e al rilancio delle loro dinamiche commerciali, con l’appoggio e il supporto dei team del Gruppo RAJA. In una seconda fase i team lavoreranno insieme all’implementazione di sinergie in tutti i settori, con una visione strategica a medio e lungo termine.

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Aiutare i clienti a semplificare la gestione dei visti per le crew

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Houston. La piattaforma di gestione di viaggi B2B4E, e la sua divisione Energy, Resources and Marine (ERM) hanno siglato un accordo globale preferenziale con The Visa Team, specialista nella gestione dei visti per l’industria petrolifera e gas, mineraria e marittima. La partnership dà vita a una innovativa piattaforma tecnologica e di servizi dedicata ai clienti CWT ERM, utilizzabile in fase di pianificazione e di ottimizzazione dei relativi business e delle procedure riguardanti i visti e i documenti di viaggio delle crew.
“I dipendenti dei settori energia, risorse e marittimo – in particolare gli equipaggi e il personale navigante – hanno esigenze molto diverse rispetto ai business traveler”, dichiara Raphaël Pasdeloup, Senior VP e Global Head di CWT Energy, Resources & Marine. “In azienda, i coordinatori delle squadre responsabili della mobilità adottano spesso serie di email e complessi fogli di calcolo per controllare le differenti necessità delle crew in materia di visti. L’accordo con The Visa Team ci vedrà integrare le tecnologie per favorire la semplificazione di queste procedure attraverso funzionalità avanzate, tra le quali analisi automatizzate del viaggio, aggiornamenti di stato in tempo reale e avvisi di scadenza”. “La nostra nuova partnership non solo si adatta perfettamente all’ecosistema della mobilità di CWT ERM ma apporta anche vantaggi diretti ai nostri clienti, snellendo e facilitando un processo estremamente critico legato al fattore umano”, conclude Pasdeloup.“I clienti di ERM necessitano oggi di una visione innovativa e di competenza specializzata su scala globale”, afferma Tracy Ramsey, Co-Founder di The Visa Team.“L’obiettivo di The Visa Team – aggiunge Erika Licon, l’altra Co-Founder – è integrare i servizi di ERM CWT fornendo soluzioni conformi, concrete e lineari per la gestione dei visti dei loro clienti, garantendo la massima tranquillità tanto ai viaggiatori quanto ai travel manager”. L’accordo globale di partenariato è attualmente disponibile negli Stati Uniti e si estenderà progressivamente all’Europa e all’area Asia-Pacifico nei prossimi mesi.

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Mattone: il 2019 si chiude con prezzi fermi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

A pochi giorni dalla fine dell’anno, il bilancio di ciò che è successo nel mondo del mattone nel 2019 segnala un arresto del calo dei prezzi che aveva riguardato precedentemente tutto il Paese. Secondo l’Osservatorio di Immobiliare.it sul mercato residenziale in Italia nel secondo semestre, a livello nazionale i prezzi richiesti per gli immobili in vendita sono rimasti praticamente fermi (+0,1%) rispetto all’anno scorso. La cifra media per comprare casa in Italia si è attestata a 1.885 euro al metro quadro.Permane la sofferenza al Sud, dove in un anno i costi medi hanno perso ancora quasi 2 punti percentuali mentre si registrano variazioni positive al Nord e nei grandi centri, con un aumento dell’1,6% su base annuale. È Milano la città dei record: qui in un anno i costi richiesti per gli immobili in vendita sono aumentati dell’8,1%, raggiungendo la media di 3.592 euro al metro quadro. Nonostante ciò resta Firenze la più cara d’Italia, con una media di 3.856 euro/mq che arriva da una crescita annuale del 4,1%. (fonte: immobiliare.it)

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Solidarietà internazionale ai rifugiati e comunità di accoglienza in Sudan

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, chiede maggiore sostegno a favore del Sudan mediante un nuovo appello volto a raccogliere fondi per 477 milioni di dollari da destinare all’assistenza, nell’arco di quest’anno, degli oltre 900.000 rifugiati presenti nel Paese, nonché dei quasi 250.000 sudanesi delle comunità che li accolgono.Il Piano di risposta alla crisi di rifugiati in Sudan (Sudan Refugee Response Plan), presentato a Khartoum stamattina, prevede interventi umanitari ad opera dell’UNHCR e di oltre 30 partner.
Il Sudan può vantare una lunga tradizione di accoglienza a favore di rifugiati e richiedenti asilo, ma deve anche gestire il dramma dei propri cittadini sfollati interni, facendo fronte, allo stesso tempo, a una grave crisi economica. L’UNHCR rivolge il proprio appello in una fase in cui il Paese sta affrontando una storica transizione politica e necessita di solidarietà internazionale per conseguire pace e stabilità. Il gruppo più esteso di rifugiati accolto in Sudan è quello composto dai cittadini sudsudanesi: circa 840.000 hanno cercato rifugio nel Paese dal 2013. Sono, inoltre, necessarie risorse per i rifugiati originari di altri nove Paesi, in cerca di asilo da violenze e persecuzioni.Nel frattempo, il Sudan continua ad accogliere nuovi rifugiati. In Darfur, l’afflusso ininterrotto di rifugiati centrafricani in aree remote degli Stati del Darfur Meridionale e del Darfur Centrale ha fatto registrare un aumento da poco più di 5.000 a quasi 17.000 unità da settembre 2019.In Sudan i rifugiati sono presenti in oltre 130 località distribuite tra i 18 Stati del Paese. Circa il 70 per cento vive fuori dai campi, in villaggi, città e insediamenti. La maggioranza dei rifugiati e dei richiedenti asilo presenti in Sudan deve far fronte a livelli elevati di povertà, ha accesso limitato a opportunità di sostentamento, ed è accolta in alcune tra le regioni più povere del Paese, dove anche le comunità locali faticano a sopravvivere con risorse scarse.Sebbene, spesso, i rifugiati beneficino del sostegno generoso assicurato dalle comunità che li accolgono, la crisi ininterrotta che caratterizza il Sudan ha aggravato la situazione e le risorse locali continuano a scarseggiare.L’UNHCR, inoltre, prende parte agli sforzi umanitari interagenzie volti ad assistere circa 1,9 milioni di sfollati interni, guidando gli interventi di protezione e lavorando per assicurare tutela dei diritti alle persone interessate, alloggi di emergenza e distribuzioni di beni di prima necessità. Dall’anno scorso, il governo di transizione ha agevolato la consegna di aiuti in aree che per le agenzie umanitarie, in precedenza, non erano accessibili, tra cui regioni del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro, e del Jebel Marra, in Darfur.Anni di conflitto e instabilità hanno inoltre causato la fuga di oltre 600.000 rifugiati sudanesi nei Paesi limitrofi – tra i quali oltre 300.000 rifugiati dal Darfur al Ciad orientale. Da quando a maggio 2017 è stato firmato un Accordo tripartito tra il Governo del Sudan, il Governo del Ciad e l’UNHCR, quasi 4.000 rifugiati sudanesi hanno deciso di fare ritorno a casa. Si stima che altri faranno ritorno quest’anno.Nel 2019, l’operazione dell’UNHCR in Sudan ha continuato a restare tra quelle maggiormente sottofinanziate, dato che dei 269 milioni di dollari necessari è stato coperto solo il 32 per cento.

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“Ancora una volta Leonardo rappresenta una eccellenza italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

Il Dipartimento della Difesa USA ha assegnato a Leonardo un contratto per l’anno 2020 del valore di 176 milioni di dollari per la produzione e consegna di 32 elicotteri per la US Navy, più un pacchetto per la manutenzione e l’addestramento piloti con completamento consegna entro ottobre 2021. Leonardo è il volto dell’Italia che corre, cresce, scommette sull’innovazione e sul merito. È un grande segnale per una Nazione che ha straordinarie risorse industriali e che non può banalmente arrendersi al declino. Complimenti Leonardo. Complimenti Italia». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Ordini professionali ed equo compenso

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 gennaio 2020

“La legge sull’equo compenso va integrata, estendendola a tutti i potenziali clienti dei professionisti ed introducendo delle sanzioni, compresa la nullità delle nomine, per chiunque non ne rispetti le prescrizioni, e prevedere anche un ripristino dei minimi tariffari, come de facto stabilito recentemente dal Tar delle Marche, onde tutelare la qualità delle prestazioni professionali e proteggere soprattutto i più deboli e giovani Professionisti che sono stati duramente colpiti dalle liberalizzazioni selvagge conseguenti alle cosiddette lenzuolate di Bersani e del Pd”. Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro e coordinatore della Consulta Parlamentari Commercialisti, nel corso di un incontro a Milano con alcuni dei più importanti presidenti degli Ordini Professionali organizzato dal quotidiano economico Italia Oggi.”Provvederemo poi ad elaborare – ha sottolineato De Bertoldi – un disegno di legge per garantire la assicurabilità delle sanzioni dirette in capo ai professionisti, e per eliminare quelle storture sulla responsabilità dolosa dei Revisori nella crisi di impresa, che impedisce di fatto alle società di ottenere la disponibilità di revisori; nella sola Milano ne mancano circa diecimila proprio per la sproporzione nelle misure sanzionatorie”.”Infine – ha concluso De Bertoldi – la Consulta si occuperà della tenuta domestica del Registro Revisori, oggi gestito con mille complicazioni dal Mef, e cercherà di favorire un dialogo più stretto tra i commercialisti e le Istituzioni ai fini di migliorare l’efficienza e l’efficacia delle disposizioni di carattere economico e finanziario”.

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