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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Anticoagulanti orali diretti a dose ridotta

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2022

Esistono due terapie a base di anticoagulanti diretti (DOAC) a dosaggio ridotto: l’aggiustamento della dose e il trattamento a bassa intensità. Il primo, indicato nella fibrillazione atriale (FA), non andrebbe utilizzato per il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV) acuto. Viceversa, i DOAC a bassa intensità possono essere utilizzati per la prevenzione primaria o secondaria della TEV seguendo indicazioni studiate e approvate.Ecco quanto conclude uno studio di revisione su efficacia e sicurezza degli anticoagulanti orali diretti a dose ridotta, da cui emerge la necessità di allineare la pratica clinica quotidiana agli studi finora svolti su sicurezza ed efficacia dei DOAC. Gli autori dello studio, pubblicato su JAMA Cardiology, hanno esaminato i trial clinici randomizzati (RCT) riportati in letteratura medica per valutare se l’uso di DOAC a dose ridotta nella pratica clinica fosse allineato con i loro risultati. Tra le 4191 pubblicazioni esaminate, sono stati identificati 35 RCT che utilizzavano DOAC a dosaggio aggiustato: dabigatran, apixaban, rivaroxaban ed edoxaban. Di questi 35, 29 erano correlati alla prevenzione dell’ictus nella FA, con risultati di efficacia e sicurezza simili a quelli ottenuti per i DOAC a dose piena.«A nostra conoscenza dabigatran, apixaban e rivaroxaban non sono stati studiati come terapia a dose aggiustata nel trattamento del TEV acuto» spiega il primo autore Behnood Bikdeli, cardiologo al Brigham and Women’s Hospital di Boston. Viceversa, in 37 RCT sono stati usati DOAC a bassa intensità, indicati nella cura a lungo termine del TEV (apixaban e rivaroxaban),in prevenzione primaria negli interventi chirurgici ortopedici (dabigatran, apixaban e rivaroxaban), nei pazienti oncologici ad alto rischio ambulatoriale (apixaban e rivaroxaban) o ( post-dimissione), nei pazienti medici ad alto rischio (rivaroxaban), nella malattia vascolare aterosclerotica stabile, o dopo una recente rivascolarizzazione per malattia arteriosa periferica in associazione con aspirina (rivaroxaban).«Esistono lievi variazioni tra le indicazioni date dalle diverse autorità regolatorie per quanto riguarda i criteri di adeguamento della dose dei DOAC, ma i dati provenienti da ampi registri indicano che i DOAC a dose ridotta sono stati utilizzati solo occasionalmente per scenari clinici diversi da quelli raccomandati» conclude Bikdeli. (fonte Doctor33)

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