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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

“Investire nelle infrastrutture mitigando i rischi dell’inflazione e dei rialzi dei tassi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 agosto 2022

A cura di Simone Zoccari, Director of Institutional di Columbia Threadneedle Investments. In un contesto d’inflazione elevata, crescita economica incerta e tassi d’interesse in aumento, è probabile che le caratteristiche difensive degli investimenti infrastrutturali vengano messe alla prova nei prossimi anni. Del resto, gli investitori si sono tradizionalmente esposti alle infrastrutture in ragione della bassa correlazione con i mercati finanziari e le economie più ampie, della protezione dall’inflazione, della solida conservazione del capitale e dei rendimenti stabili su base corretta per il rischio – a fronte di significative componenti di rendimento. Tuttavia, sebbene negli ultimi 10-15 anni i fondi infrastrutturali non quotati abbiano generato una solida performance d’investimento, la variabilità di tale performance è stata superiore alle aspettative. È stato più come investire in private equity.Inoltre, la maggior parte dei rendimenti degli investitori è derivata dai valori di realizzo alla scadenza del fondo piuttosto che dal rendimento ricorrente. Come mai? Riteniamo che ciò sia dovuto a una costruzione non ottimale del portafoglio e alla mancanza di un obiettivo di rendimento esplicito nei fondi di tipo chiuso. Per spiegare perché la diversificazione del portafoglio debba tenere conto delle caratteristiche macroeconomiche specifiche di un attivo infrastrutturale, pensiamo, ad esempio, alla generazione di energia rinnovabile. L’automazione e i software si sono tradotti in una riduzione dei costi operativi e di manutenzione (le principali voci di costo) e molte aziende si aspettano che la tecnologia continui a ridurre i costi. Bloomberg New Energy Finance prevede che il costo del capitale per le energie rinnovabili continuerà a diminuire fino al 2050. Per il solare fotovoltaico, ad esempio, si prevede un calo annuo del 3% di qui al 2030. Ciò significa che il loro contributo al profilo rischio-rendimento del portafoglio varierà nel corso della vita dell’impianto. Il risultato? Due impianti potrebbero trovarsi nello stesso paese, e chiaramente operare nello stesso settore, ma avere rendimenti poco correlati tra loro. Questo perché hanno livelli diversi di sensibilità alla crescita economica e all’inflazione. Non solo: queste sensibilità variano lungo i cicli di vita degli impianti. A nostro avviso, il problema della mancanza di diversificazione nella costruzione del portafoglio risulta amplificato nei fondi chiusi, che sono il veicolo più usato per accedere alle infrastrutture non quotate. Considerando diversi tipi di impianti, ad esempio, una rete elettrica pienamente regolamentata non sarebbe particolarmente sensibile alle variazioni della crescita economica, ma sarebbe molto più colpita da un aumento dell’inflazione, dato che la maggior parte delle tariffe regolamentate è legata all’inflazione. Per quanto riguarda i tassi d’interesse, la maggior parte delle utility avrebbe una correlazione negativa con l’aumento dei tassi, a seconda della struttura del debito. Per contro, i ricavi di una strada a pedaggio parzialmente regolamentata sarebbero influenzati dalla crescita economica, e salirebbero con l’aumento del traffico. Va inoltre detto che spesso l’inflazione si verifica in periodi di accresciuta attività economica, che di solito si traduce in un aumento dei livelli di traffico, compensando ulteriormente l’impatto dell’inflazione dal punto di vista della valutazione. Ad esempio, se si considera il contesto attuale, le attività più legate al PIL possono trarre vantaggio dai rialzi ciclici della crescita e dei tassi d’interesse, con incrementi delle valutazioni più che sufficienti a compensare l’impatto dell’aumento del costo del capitale. Inoltre, all’interno dello stesso settore, come ad esempio quello delle utenze regolamentate, le normative nazionali dei paesi europei presentano varie differenze tecniche nelle modalità di protezione delle remunerazioni delle utility per gli investimenti di capitale in caso di cambiamenti macroeconomici, tra cui l’inflazione. Anche la sostenibilità gioca un ruolo importante, poiché alcuni dei rischi a lungo termine cui sono esposti gli attivi infrastrutturali sono di natura ambientale e sociale. Sebbene la tempesta odierna sia in gran parte di natura economica, il fondo deve tenere conto anche di questi rischi per essere veramente difensivo. (abstract) Per ulteriori informazioni si veda il sito internet di Columbia Threadneedle Investments: http://www.columbiathreadneedle.it

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